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Giubileo 2025, le app sono i nuovi “bastoni del pellegrino”

Sono 32 milioni i pellegrini previsti in arrivo a Roma per il Giubileo 2025: un flusso di visitatori che convergono nella capitale mondiale della Cristianità non solo per compiere il cammino giubilare, ma anche per immergersi nell’unicità di un evento che è parte della storia del mondo occidentale e che non perde mai il suo potere di collante religioso e culturale, pur trovando ogni 25 anni condizioni storiche, sociali e geopolitiche radicalmente diverse.

Nel 2025 i pellegrini sono molto più tecnologici di quelli del 2000, che dovevano arrangiarsi ancora con cartine, biglietti cartacei e prenotazioni telefoniche: possiamo affermare senza timore di smentita che insieme ai 32 milioni di cristiani arriveranno a Roma lo stesso numero di smartphone, che saranno loro alleati importantissimi. Lo stesso Vaticano, consapevole del cambiamento dei tempi, ha messo a disposizione l’app ufficiale Iubilaeum25, scaricabile dal sito del Giubileo e tradotta in 6 lingue.

Iubilaeum25, l’app ufficiale (indispensabile)

Avere Iubilaeum25 non è una scelta, ma praticamente un obbligo: è necessaria per scaricare la Carta del Pellegrino, la card digitale gratuita ma indispensabile per partecipare agli eventi del Giubileo che necessitano di prenotazione. Inoltre, l’app è utile per segnalare disabilità, modificare e gestire le prenotazioni e i passaggi delle Porte Sante. Ovviamente l’app contiene anche molte altre informazioni: dalle note storiche sul Giubileo alla preghiera ufficiale, dall’inno del Giubileo al calendario degli eventi, passando ovviamente per i dettagli su tutti i cammini giubilari dentro e fuori la città di Roma.

L’app offre anche notifiche in tempo reale per aggiornamenti su eventi, eventuali cambiamenti di orario e consigli pratici, rendendola uno strumento essenziale per chiunque partecipi al Giubileo. Grazie alla traduzione in sei lingue, Iubilaeum25 garantisce accessibilità anche ai pellegrini internazionali ed è molto intuitiva ed “usabile”, con un occhio anche ai pellegrini meno alfabetizzati a livello informatico. Lo smartphone è però indispensabile: fa parte, anche se non in via ufficiale, del Kit del Pellegrino 2025 insieme a zainetto, kway, cappello e borraccia.

Ecco Julia: non un’app, ma una vera assistente virtuale

Dalla collaborazione fra Microsoft, Roma Capitale, NTT DATA e Intellera (Accenture Group) arriva invece Julia, l’assistente virtuale basata sull’intelligenza artificiale che è dedicata ai turisti in generale: ovviamente nel periodo del Giubileo sarà particolarmente utile per i pellegrini.

Julia è un chatbot basato su Chat GPT, che parla 60 lingue e che si basa sulle richieste degli utenti e non sui canali di informazione tradizionale: è un operatore digitale in grado di “bucare” l’algoritmo ed evitare quindi di riportare a tutti le stesse informazioni, in un circolo vizioso di visualizzazioni che si auto-alimenta e porta all’over tourism e al sovraffollamento delle stesse destinazioni per tutti. È possibile chiedere a Julia informazioni sugli eventi del Giubileo, ma anche chiederle aiuto per organizzare gli itinerari e magari un suggerimento su dove mangiare una vera carbonara. Si può fare dialogando, come con un essere umano: Julia infatti non è un’app da scaricare, ma un numero di telefono da aggiungere in rubrica e con il quale chattare.

Presentata durante la Future Week, il sindaco di Roma Gualtieri l’ha definita “un sistema fra i più avanzati al mondo”. L’assistente è in grado di fornire informazioni su trasporti, eventi, luoghi di interesse e servizi, rispondendo in modo personalizzato alle esigenze di ogni pellegrino o turista.

Cammini della fede, l’app della CEI per i pellegrini viandanti

I pellegrini arriveranno a Roma da tutto il mondo, usando tutti i mezzi di trasporto a disposizione: molti di loro, più di quanti si potrebbe immaginare, arriveranno anche a piedi. Nel 2023, la via Francigena (che è solo uno dei cammini storici europei che porta a Roma) è stata percorsa da circa 4.000 pellegrini a piedi o in bicicletta: in vista del Giubileo 2025 sono stati investiti sul percorso 1,7 milioni di euro in lavori di ammodernamento e messa in sicurezza.

Per i pellegrini che sceglieranno di arrivare a Roma con il “cavallo di San Francesco”, la CEI ha promosso il progetto “Cammini della Fede”, per avviare un censimento degli itinerari presenti sul territorio nazionale e per costruire una grande rete di antiche e nuove vie di pellegrinaggio, partendo dai sette cammini Giubilari delle chiese in Italia (la Via Francigena del Nord e del Sud, la Via di Francesco, la Via Lauretana, la Via Amerina o cammino della Luce, la Via Romea Strata e la Via Matildica).

Per chi fosse interessato all’esperienza del Giubileo a piedi, Cammini della Fede è anche un’app, pensata per sostenere i pellegrini viandanti nei tre bisogni fondamentali: mangiare, dormire, pregare. L’app offre mappe interattive, informazioni su strutture di accoglienza e indicazioni sui punti di ristoro lungo i percorsi.

App utili per il Giubileo 2025

Sui principali app store sono a disposizione gratuitamente una serie di app dedicate al Giubileo, non ufficiali ma comunque utili: c’è Rome Pilgrim, che promette di trasformare la visita alla Città Eterna in un profondo viaggio spirituale guidando il turista attraverso le “meraviglie sacre” di Roma; AppyPilgrim, che aiuta negli aspetti pratici del pellegrinaggio così come l’app del portale rurAllure, specializzata nei percorsi di pellegrinaggio in Europa (non solo Roma, ma anche Santiago, Trondheim, Csíksomlyó).

Turisti e pellegrini si spostano prevalentemente con i mezzi pubblici: oltre alla consultazione del sito Atac per tutte le informazioni, è sempre bene scaricare app come MooneyGo, Tabnet, TicketAppy, Dropticket e Telepass Pay che permettono di fare online biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici (si possono fare anche via sms, inviando un messaggio al numero ATAC 48018 con la parola chiave BIT).

Come chi viaggia spesso ben sa, è anche utile conoscere le informazioni in tempo reale sul meteo: meglio scaricare una app affidabile e completa, ce ne sono molte gratuite sugli app store, da consultare con regolarità per programmare gli spostamenti.

Per quanto riguarda il pernotto, utile anche l’app Hostelworld, per chi predilige l’ostello come soluzione economica e comoda. Per chi invece sceglie l’accoglienza religiosa, non c’è un’app ma un portale molto funzionale, Ospitalità Religiosa. Questo sito raccoglie le strutture gestite da ordini religiosi che offrono alloggio a pellegrini e turisti, spesso a prezzi contenuti e con una calorosa accoglienza spirituale.

Infine, indispensabile per i turisti a Roma, I Nasoni di Roma, l’app di Acea che mappa le mitiche fontanelle della Capitale che permettono ai turisti di abbeverarsi gratuitamente con acqua fresca. Questa app è particolarmente utile durante i mesi più caldi, garantendo un accesso facile e sostenibile all’acqua potabile.

Roma sempre più cablata e connessa

Per agevolare i pellegrini e i turisti che si troveranno comunque a Roma nell’anno Giubilare, la copertura internet in città sarà sempre più capillare ed efficiente: Roma si sta dotando di una rete 5G di ultima generazione, che porterà il wifi gratuito in 100 piazze della città, di cui le prime 65 in tempo per l’Anno Santo. In città saranno poi progressivamente installati 1.000 hotspot wi-fi e 2.000 Small Cell 5G a disposizione degli operatori mobili.

Da cronoprogramma, anche la Metro A sarà coperta dalla rete superveloce nella tratta che interessa i luoghi chiave del Giubileo, mentre le altre fermate verranno cablate entro giugno 2025, quando sarà completo anche il 75% della metro B e il 50% della metro C.

Questi interventi garantiranno ai pellegrini una connessione stabile per accedere alle app utili, consultare mappe digitali e restare in contatto con amici e familiari, migliorando così l’esperienza di visita e rendendo Roma sempre più innovativa e accogliente.

 

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Riapre il Passetto di Borgo a Roma, una passeggiata con vista

I romani lo conoscono tutti, si tratta del Passetto di Borgo e proprio oggi dopo 6 anni di lavoro di restauro ha riaperto ufficialmente. Una passeggiata suggestiva lungo 1 chilometro che collega Castel Sant’Angelo e il Vaticano. Un luogo iconico, ricco di storia, che in passato è servito ad alcuni esponenti della chiesa per fuggire in momenti di pericolo. Il passaggio è simbolo di storia e architettura: passeggiando si passa agilmente dal suggestivo colonnato del Bernini e dalla cupola di Michelangelo fino ad arrivare a Borgo Sant’Angelo.

Non solo un percorso per le ronde papali però, era un vero e proprio passaggio segreto per fuggire dalle stanze papali all’interno della fortezza: tra i primi ad “inaugurarlo”? Clementino VII nel 1527. Oggi il passaggio torna attivo dopo un importante opera di restauro: ma cosa c’è da sapere sul Passetto di Borgo a Roma?

La storia del Passetto di borgo

I local lo soprannominano “er coridore de Borgo”: si tratta di un vero e proprio corridoio sopraelevato e fortificato che collega il Palazzo Apostolico del Vaticano a Castel Sant’Angelo. All’interno delle mura vaticane si snoda fino a via Borgo Sant’Angelo ed è nato in primis come passaggio segreto per scopi difensivi. È stato costruito ai tempi del barbaro Totila che ne 547 ha accampato una sua area proprio qui.

I lavori di fortificazione sono iniziati più tardi e inglobati per essere perfezionati grazie all’intervento di papa Leone IV nell’852. Il suo obiettivo primario era proteggere la basilica di San Pietro e gli edifici circostanti. Durante il medioevo, però, sono intervenuti con alcune opere di costruzione e restauro. Niccolò III nel 1277, secondo le voci autorevoli degli studiosi, ha modificato il Passetto fino a dargli la forma che conosciamo oggi. Gli interventi successivi non sono mancati, prima per opera di Bonifacio IX, poi completati sotto l’antipapa Giovanni XXIII tra il 1389 e il 1415. Le ultime modifiche sono avvenute con i papi Niccolò V, Sisto IV e Alessandro VI che si sono occupati dell’aggiunta di camminamenti di ronda, torri di avvistamento e altre fortificazioni.

Riapre oggi il Passetto di Borgo a Roma

Fonte: iStock

Riapre il Passetto di Borgo a Roma: cosa c’è da sapere

Cosa si vede passeggiando sul Passetto di Borgo

Sono partite ufficialmente le visite che danno modo di scoprire il Passetto di Borgo con l’aiuto di guide turistiche esperte di Roma che forniranno tanto curiosità storiche e artistiche. Percorrerlo dà modo di scrutare l’incredibile panorama su Roma con una delle viste più privilegiate: partendo da Castel Sant’Angelo, un mausoleo voluto dall’imperatore Adriano e con una mole circolare sormontata dalla statua dell’arcangelo Michele.

Si riconosce poi in modo netto Borgo Pio, uno dei quartieri di Roma più pittoreschi e autentici con stretti vicoli e palazzi storici. Ci si avvicina poi alla Città del Vaticano: qui a dominare la scena è “il cupolone” di San Pietro riconoscibile da qualsiasi punto panoramico della città eterna. Gli occhi più attenti potranno poi notare altri monumenti simbolo: il colonnato del Bernini che incornicia San Pietro, ad esempio.

Usato come via di fuga

Oltre alla protezione, è stato pensato e ideato come via di fuga per garantire al papa il modo di scappare dalle stanze e rifugiarsi a Castel Sant’Angelo in caso di pericolo. La storia ci racconta due episodi emblematici: nel 1494 Alessandro VI Borgia lo ha utilizzato per sfuggire alle truppe di Carlo VIII di Francia, nel 1527 invece è stato il papa Clemente VII a trovarlo utile durante il Sacco di Roma con la complicità delle guardie svizzere che si sono sacrificate per rallentare i Lanzichenecchi.

Non solo via di fuga però: è stato anche un luogo di passaggio per prigionieri di alto profilo. Tra i nomi più celebri Beatrice Cenci che sembra lo abbia percorso in catene prima dell’esecuzione nel 1599. Un gossip riguarda invece l’utilizzo del Passetto per incontrare le proprie amanti: il nome che è associato alle notti di passione è quello di Alessandro VI ma non ci sono fonti ufficiali che lo testimoniano.

Dalla fine del Cinquecento in poi ha perso la funzione difensiva e oggi, grazie alla sua riapertura visitando il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è possibile ripercorrerlo godendosi una vista unica su Roma e scattando alcune foto ricordo perfette persino da condividere sui social.

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Ricreata la Basilica di San Pietro con l’AI: ora tutti possono visitarla (virtualmente)

L’inizio del Giubileo 2025, la cui data ufficiale è il 24 dicembre con l’apertura della Porta Santa, sta portando una ventata di notizie di cui l’ultima è stata presentata proprio questa mattina durante una conferenza stampa in presenza del Papa. Il Vaticano, la Fabbrica di San Pietro e Microsoft hanno unito le forze per permettere a chiunque di fare esperienza della Basilica di San Pietro anche da lontano creando “La Basilica di San Pietro: AI-Enhanced Experience“.

Utilizzando le tecnologie all’avanguardia offerte dall’AI, i pellegrini e visitatori provenienti da tutto il mondo che non hanno la possibilità di visitare la Basilica di persona potranno esplorarla virtualmente. Come ha dichiarato Padre Francesco Occhetta, coordinatore del progetto: “Per la Basilica di San Pietro, l’alleanza tra l’intelligenza umana e l’IA è un ponte verso il futuro, una svolta storica senza frontiere. Essa può essere ammirata da ogni angolo del globo”.

Inoltre ha aggiunto: “Molte persone cercano uno spazio sacro in cui potersi ritrovare davanti a Dio e la ricostruzione digitale della Basilica potrà aiutare questo incontro in ogni angolo del mondo. Per questo motivo, questa visione in 3D ricollega l’architettura sacra al corpo di San Pietro e ne rappresenta un prolungamento”.

San Pietro in digitale grazie all’AI

Non tutte le persone del mondo, per un motivo o per un altro, hanno la possibilità di visitare Roma nella loro vita e di ammirare la Basilica di San Pietro. In questo caso, l’AI gioca un ruolo fondamentale nel concetto di inclusività trasformando la Basilica in un modello digitale accessibile a tutti. Partner principale di questo progetto, voluto dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica e presidente della Fabbrica di San Pietro, è Microsoft.

Per creare il gemello virtuale di San Pietro ci sono volute tre settimane, durante le quali droni, fotocamere e laser hanno accumulato oltre 400.000 immagini ad alta risoluzione degli interni della Basilica. Queste sono state poi utilizzate dall’AI for Good Lab di Microsoft e dal team francese di Iconem per creare un modello 3D con una precisione millimetrica.

Questo non è l’unico progetto con l’AI creato in occasione del Giubileo: sempre in collaborazione con Microsoft, Roma Capitale ha annunciato Julia, l’assistente turistica virtuale che aiuta turisti e pellegrini a scoprire la città.

Basilica San Pietro AI

Fonte: Getty Images

La Basilica San Pietro ricostruita con l’AI

Quando accedere alla Basilica in 3D e i suoi benefici

Grazie a questo progetto è possibile ammirare la Basilica di San Pietro in un modo unico, interagendo con la struttura e accedendo ad aree impossibili da visitare nella realtà perché non accessibili al pubblico. Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza tecnici e partner della Fabbrica di San Pietro, lodando il lavoro svolto e dichiarando che “Tutti, proprio tutti devono sentirsi accolti nella grande casa che è la Basilica di San Pietro” e che “La Basilica di San Pietro: AI-Enhanced Experience” permette di raggiungere proprio questo obiettivo.

Durante la progettazione di questa esperienza digitale, che sarà fruibile a partire dal 1 dicembre, è stato possibile identificare anche crepe e fessure invisibili all’occhio umano, fornendo informazioni essenziali per i lavori di restauro. L’IA, inoltre, è stata in grado di rivelare mosaici precedentemente nascosti o perduti e di scoprire un soffitto ornato.

Il Giubileo 2025 si avvicina e, chiunque voglia fare esperienza della Basilica di San Pietro anche da lontano, potrà finalmente accedervi in modo unico, approfondendone la storia e i suoi “segreti”.