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Tra le montagne c’è un borgo in bilico che nasconde impronte di dinosauri: Alpuente, tra i più belli di Spagna

Il profilo è unico e inconfondibile, una sorta di fortezza aggrappata alla roccia piena di case in pietra raccolte ai piedi di pareti vertiginose. Sembra incredibile crederci, ma è proprio così che si presenta Alpuente, borgo nell’entroterra della provincia di Valencia, che dietro le sue dimensioni raccolte cela una storia sorprendente, fatta di sovrani musulmani, battaglie di confine e persino dinosauri vissuti milioni di anni prima della comparsa dell’uomo.
Vi basti pensare che in seguito alla disgregazione del Califfato di Cordova (XI secolo), quello che oggi è un minuscolo paesino ricoprì la carica di Capitale di una Taifa indipendente, uno dei piccoli regni musulmani sorti nella penisola iberica. Possedeva persino una propria struttura politica e addirittura una monetazione.
Oggi niente di tutto questo esiste più, ma a riportare l’attenzione su questo borgo è arrivato un riconoscimento importantissimo: il 25 aprile 2026 è entrato ufficialmente nell’associazione Los Pueblos Más Bonitos de España (l’equivalente dei nostri Borghi più belli d’Italia), diventando il primo comune della provincia di Valencia a far parte di questa prestigiosa rete.
Cosa vedere ad Alpuente
Strade acciottolate, passaggi stretti e improvvise aperture sul paesaggio caratterizzano il centro storico, dichiarato complesso storico-artistico.

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Il Castello di Alpuente
Difficile distogliere lo sguardo dal Castello di Alpuente, anche perché sembra quasi assurdo: è costruito sulla sommità di una grande formazione rocciosa dalle pareti quasi verticali. Da lassù, come si può immaginare, in passato era semplice controllare gli accessi alla valle.
Dell’antica fortezza islamica sopravvivono strutture difensive, resti di ambienti e cisterne destinate alla conservazione dell’acqua. Particolarmente significativa è la torre albarrana di origine califfale, una tipologia di costruzione avanzata rispetto al principale recinto fortificato.

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Le mura medievali e la Torre de la Alhama
Sotto la fortezza di questo borgo di Spagna si sviluppa un intrico di vicoli che segue ancora l’antico tracciato musulmano. Dell’originaria cinta muraria rimangono tratti di fortificazione e torri, tra le quali la Torre de la Alhama, conosciuta anche con il nome di Torre de la Aljama.
Un tempo costituiva uno degli accessi al paese e anche un elemento importante del suo sistema di protezione. Tra le sue mura, invece, vengono protetti ambienti storici, feritoie e spazi destinati alla detenzione.
La chiesa di Nuestra Señora de la Piedad
Poco distante dalle fortificazioni, la chiesa arcipretale di Nuestra Señora de la Piedad testimonia il passaggio dalla dominazione musulmana a quella cristiana. L’edificio sorse, difatti, in un’area precedentemente occupata da una moschea.

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L’architettura presenta elementi di transizione dal romanico al gotico, riconoscibili nella struttura solida e nelle forme essenziali. Particolarmente interessante è il campanile ottagonale, che emerge con una certa eleganza sopra i tetti del centro abitato.
Gli orti medievali ai piedi delle mura
Un aspetto meno conosciuto di Alpuente riguarda gli antichi orti sviluppati intorno al centro fortificato. Si tratta di un sistema agricolo di origine islamica, organizzato attraverso terrazze coltivate e canali destinati alla distribuzione dell’acqua.
Per i visitatori sono disponibili alcuni percorsi che seguono parte dell’antica rete irrigua, compresa l’Acequia Madre, il canale principale che contribuiva all’approvvigionamento idrico.
L’Acquedotto Los Arcos
A circa 2,5 km dal borgo, lungo la strada verso La Yesa, vale la pena fare un salto verso una delle costruzioni più singolari di tutto il territorio valenciano: l’Acquedotto Los Arcos, un’imponente struttura in pietra lunga 265,5 metri, destinata a trasportare l’acqua delle sorgenti verso l’abitato e i terreni agricoli.

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Si presenta con una successione di 13 archi ogivali che segue il dislivello del terreno, mentre attraversa la depressione scavata dal torrente Reguero.
Il Museo Paleontologico di Santa Bárbara
Ad Alpuente il viaggio nel passato raggiunge un’epoca incredibilmente remota, di quelle che si fa difficoltà persino a immaginare (se non fosse per i diversi film famosi che hanno provato a riprodurla). Nel territorio comunale sono stati infatti rinvenuti importanti fossili e impronte di dinosauri risalenti al Giurassico superiore.
Per questo motivo è nato il Museo Paleontologico di Santa Bárbara (MUPAL) che occupa un’antica cappella del XVI secolo. Oggi è la casa di alcuni reperti recuperati durante le campagne di scavo, come parti dello scheletro di un grande sauropode (appartenente al gruppo degli erbivori dal collo lungo), insieme a resti di altri animali preistorici.

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Il Museo Etnologico nell’antico forno del paese
Una delle architetture più curiose del centro storico custodisce il Museo Etnologico. La sede è infatti un antico forno pubblico risalente al XIV secolo, rimasto in attività fino ai primi decenni del XX. Al suo interno ci sono utensili agricoli, strumenti artigianali e oggetti legati alla preparazione del pane e alle attività domestiche.
Il Sabinar e i ginepri secolari di Cañada Pastores
Nell’area di Cañada Pastores, appena fuori dall’abitato, crescono splendidi esemplari di ginepro arboreo, chiamato in Spagna sabina albar, alcuni dei quali vantano un’età plurisecolare. Sono alberi che resistono alle condizioni climatiche degli altopiani e presentano tronchi contorti, cortecce segnate dal tempo e chiome irregolari.

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Cosa fare ad Alpuente
Il territorio comunale è molto esteso e comprende numerose piccole frazioni, alcune di origine medievale, collegate da strade di montagna e itinerari escursionistici.
Seguire la Ruta de la Taifa: itinerario guidato che attraversa il centro storico e permette di accedere ad alcuni edifici abitualmente chiusi.
Scoprire le impronte dei dinosauri: ci sono due importanti siti paleontologici visitabili. A Corcolilla sono state individuate più di 100 impronte tridattili, lasciate da dinosauri bipedi, mentre a Cañada París è conservata una pista attribuita a un grande sauropode.
Visitare le antiche frazioni di Alpuente: Corcolilla, con una chiesa dedicata a San Bernabé e ai santi Abdón e Senén e un antico forno di tradizione moresca; El Collado, vicino al Castillo del Poyo, una seconda fortificazione di origine islamica.
Esplorare i sentieri della Serranía: il GR 37 attraversa il territorio toccando piccole comunità rurali, boschi e paesaggi coltivati.
Assaggiare la cucina tradizionale: come gli embutidos, insaccati tradizionali, l’olla de pueblo, una sostanziosa pietanza in umido, e la caldereta, generalmente preparata con carne e ingredienti semplici della cucina rurale.
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Dove si trova e come arrivare
Alpuente si trova nella provincia di Valencia, al confine con il territorio della provincia di Teruel, nella comunità autonoma dell’Aragona. Il comune appartiene alla comarca di Los Serranos e dista circa 96 km dalla città. Per raggiungerlo in automobile bisogna seguire la strada CV-35 in direzione Llíria e Ademuz fino a Titaguas. Da questo centro si prende la deviazione sulla CV-345, che conduce al borgo attraverso un tratto particolarmente panoramico.