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Visitare il borgo di Alberobello in un giorno: le tappe imperdibili

Esistono luoghi intrisi di fascino che raccontano storie di un passato antico in cui la vita scorreva lenta ed erano le cose semplici ad avere la massima importanza. Piccoli scrigni di bellezza davanti ai quali meravigliarsi almeno una volta nella vita. Uno di questi luoghi meravigliosi è la cittadina conosciuta come la “Capitale dei trulli”: Alberobello.

È uno dei borghi della Puglia più caratteristici e che vale assolutamente la pena visitare se si decide di organizzare un viaggio in questa meravigliosa regione italiana. L’unicità architettonica e l’importanza storica di Alberobello sono state riconosciute dall’Unesco, che le ha conferito il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Ma non è tutto, perché sono numerosi gli elogi a questo angolo di terra pugliese dove le case creano uno scenario unico nel suo genere: il Touring Club Italiano gli ha conferito più volte la Bandiera arancione, un marchio di qualità turistico-ambientale importante, mentre l’ANCI l’ha riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia.

Ecco tutto quello che dovresti vedere in una giornata ad Alberobello: i rioni storici, i trulli tradizionali, i musei e le viste spettacolari sul paesaggio.

La storia di Alberobello

I muri candidi sormontati dai tetti conici con pietre a secco sono il simbolo di Alberobello: i trulli. Un tipo di costruzione tradizionale della Puglia centro-meridionale e in particolare nella Valle d’Itria, dove si trova una concentrazione maggiore. Rappresentano il perfezionamento delle preistoriche thòlos, presenti nelle varie zone dell’Italia, ma i trulli si distinguono da esse per la loro continuità d’uso.

I trulli più antichi di Alberobello risalgono al XIV secolo. È proprio in quel periodo che questa terra all’inizio disabitata fu assegnata al primo conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, che decise di introdurre dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini. Con il passare del tempo sorsero nella zona degli insediamenti rurali che, accorpandosi poco a poco formarono dei veri e propri villaggi soprannominati in seguito Aia Piccola e Monti.

Per evitare di pagare le tasse sui nuovi insediamenti al Regno di Napoli, ai nuovi coloni venne imposta la costruzione di muri a secco, senza malta, di modo che potessero essere facilmente smantellate. Tuttavia, l’uso di questa particolare tecnica edilizia era anche dovuto all’abbondanza di pietra calcarea e carsica in quelle zone, che venivano utilizzate per le costruzioni.

Cosa vedere ad Alberobello

Per visitare i trulli di Alberobello, dovrete perdervi tra le sue viuzze caratteristiche, estese tra i trulli e le costruzioni che rendono questo borgo un gioiello di rara bellezza. Lasciate l’auto in uno dei parcheggi appena fuori dal centro storico e partite per una giornata alla scoperta di Alberobello. Il percorso inizia esplorando tutto quello che merita di essere visitato nei due principali rioni di questa fiabesca cittadina pugliese: Rione Monti e Rione Aia Piccola.

Rione Monti

Partite da una delle perle riconosciute dell’Unesco: il Rione Monti. Il distretto più famoso ed esteso è composto da ben 1030 trulli, allineati lungo i margini di otto stradine irregolari che procedono verso la sommità del colle, sulla cima del quale spicca la chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa a forma di trullo.

Qui sorgono trulli di ogni tipo, i più conosciuti dei quali sono i Trulli Siamesi, uniti sulla sommità ma con ingressi che aprono su due strade diverse. Un tempo collegati da una porta esterna, si racconta che furono separati a seguito di una faida tra due fratelli, innamorati della stessa fanciulla. Molti dei trulli di questa zona ospitano negozietti e botteghe di artigianato locale nei quali fare shopping acquistando souvenir di legno, pietra o cuoio, oppure sfiziosi alimenti tipici della regione, come i celebri taralli pugliesi.

Per ammirare il Rione Monti dall’alto e godere di un panorama spettacolare potete raggiungere Alberobello centro, in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona. Qui si trova la terrazza-tetto Belvedere o Terrazza della chiesa di Santa Lucia, resa pubblica ai visitatori a partire dagli anni ’90: si apre così davanti agli occhi una vista meravigliosa sui trulli più antichi e caratteristici, e su quei misteriosi simboli bianchi che compaiono su alcuni dei loro tetti in pietra.

Rione Aia Piccola

Dopo l’immersione nella zona più celebre di Alberobello, potete recarvi nel Rione Aia Piccola, a breve distanza dal Rione Monti e poco più a nord: è più piccolo e totalmente residenziale e questo lo rende ancor più autentico e prezioso. Qui la vita scorre lenta e nelle viuzze si diffondono i profumi inconfondibili dei piatti tradizionali pugliesi. Si tratta di una zona che comprende 400 trulli, perfetta per immergersi nell’atmosfera del vecchio borgo medievale visto che, rispetto alle altre zone della città, è l’unica a non essere invasa dalle attività commerciali.

Musei e altri punti d’interesse da visitare in un giorno ad Alberobello

Poco distante, tra Aia Piccola e piazza del Popolo, sorge Casa Pezzolla, un complesso architettonico unico nel suo genere affacciato a Piazza XXVII Maggio, composto da 15 trulli comunicanti tra loro. Oggi è la sede del Museo del Territorio, ideale per chi vuole conoscere la cultura locale scoprendo le attività produttive principali della zona e ammirando gli arredamenti tipici di un trullo dell’epoca contadina. Poco distante da questa piazzetta è ancora visibile un antico magazzino in cui venivano raccolte anticamente le decime e nel quale oggi sono presenti alcuni locali commerciali.

Tra un rione e l’altro è d’obbligo una sosta in uno dei ristoranti-trullo della città, per assaggiare le delizie locali, come le orecchiette alle cime di rapa, e gustare i prodotti tipici della zona, come l’olio extravergine d’oliva.

Poco distante da questa zona di Alberobello, non lasciatevi scappare il Trullo Sovrano, l’unica struttura conica a due piani della cittadina. Con un’enorme facciata, questo trullo è oggi una casa-museo con ingresso a pagamento (2 euro): la visita, che permette di esplorare la struttura tipica dei trulli dall’interno, comprende le sale arredate con mobilio tipico del Novecento e il giardino mediterraneo.

Ultima, ma non per importanza, merita una visita Casa D’Amore, la prima struttura “stabile” costruita da quando Alberobello è stata riconosciuta come città da parte di Ferdinando IV re di Napoli. Prima di allora, infatti, era permesso realizzare edifici esclusivamente in pietra a secco, senza l’uso di malta. Casa D’Amore risale al 1797 ed è il simbolo del passaggio di Alberobello da borgo a cittadina riconosciuta.

Un’oasi verde a due passi dal centro storico

A sud del centro abitato di Alberobello, potrete immergervi nell’oasi naturale del Bosco Selva, perfetto per una pausa rilassante a contatto con la natura. Con un’estensione di 40 ettari, è possibile passeggiare tra i numerosi sentieri che lo attraversano ammirando i numerosi esemplari di flora locale. Il parco ha un’area attrezzata per i bambini, oltre a panchine e tavoli per piacevoli picnic: il luogo perfetto per ripararsi dalla calura estiva e rigenerarsi per poi proseguire alla scoperta delle attrazioni più sorprendenti della “Capitale dei trulli”.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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Borghi Cortona Toscana Viaggi

Cortona, il più bel borgo della campagna toscana

Il borgo di Cortona si erge con orgoglio tra le dolci colline della Toscana, catturando l’attenzione di ogni visitatore con il suo fascino senza tempo. Con una storia che risale all’epoca etrusca, Cortona è una destinazione che incanta con la sua architettura, i panorami mozzafiato e l’atmosfera rilassante che pervade le sue antiche strade lastricate.

Cortona è posizionato su un rilievo montuoso tra la Valdichiana e la Valle del Tevere, in provincia di Arezzo, al confine tra Toscana e Umbria. Il borgo è ancora oggi un importante centro culturale e turistico, un luogo pittoresco che si contraddistingue per la sua architettura tipicamente medievale, fatta di antichi palazzi, vicoli stretti e acciottolati, piccole botteghe artigiane e trattorie tipiche toscane.

Le colline a Cortona

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Il borgo di Cortona sulle colline toscane

Storia e cultura a Cortona

Cortona è una città ricca di storia e cultura, il che si riflette nelle sue strade e nei suoi monumenti. Gli Etruschi fondarono Cortona più di 2.500 anni fa, e molti dei loro reperti sono oggi esposti nel Museo dell’Accademia Etrusca. Il centro storico – la zona del Poggio – è un labirinto di vicoli che invitano a una passeggiata tranquilla alla scoperta dei tesori architettonici locali. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, con la sua maestosa facciata, e il Palazzo Comunale, che ospita il Museo Diocesano, sono solo alcune delle attrazioni culturali da non perdere durante un soggiorno a Cortona.

La cattedrale ha uno stile romanico-rinascimentale e il patrimonio artistico custodito al suo interno è notevole: si possono infatti ammirare una Pietà in terracotta risalente al XV secolo e la natività di Pietro da Cortona.

Il Museo Diocesano di Cortona invece raccoglie opere provenienti dalle chiese cittadine. Sono da ammirare, in particolare, il Cristo che porta la Croce e la Croce dipinta di Lorenzetti, l’Annunciazione del Beato Angelico e il Compianto sul Cristo morto di Luca Signorelli. Il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, racconta la storia del territorio, della sua evoluzione dalla fase preistorica fino a quella etrusca e romana.

La basilica di Santa Margherita a Cortona

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Veduta interna della basilica di Santa Margherita a Cortona

Per scoprire in lungo e in largo il borgo, è possibile percorrere un itinerario lungo 8 km che tocca alcuni punti di grande interesse: parte dalla panoramica Piazza Garibaldi, toccando la chiesa tardogotica di San Domenico, i giardini del Parterre, la meravigliosa Villa Bramasole, la Basilica di Santa Margherita, la Fortezza di Girifalco per concludersi all’Eremo delle Celle.

Il vecchio municipio a Cortona

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Il vecchio municipio in piazza a Cortona

La natura mozzafiato dei colli toscani

Tra i principali motivi per cui Cortona attrae i visitatori non vi è solo il suo interesse storico, artistico e culturale: il borgo è una finestra sulle bellezze naturali della campagna toscana. Dal borgo, infatti, si aprono viste spettacolari su vigneti, uliveti e campi di girasoli che si estendono sconfinati all’orizzonte.

Un luogo ideale per ammirare lo scenario naturale che circonda il borgo di Cortona è il Parco del Girifalco, che offre anche un’ottima vista sulla città stessa. Gli amanti della natura possono anche esplorare i sentieri e i dintorni di Cortona per immergersi nella tranquillità della campagna toscana.

Mura antiche a Cortona

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Le antiche mura a Cortona

Un percorso lungo le mura conduce all’esterno della città verso la parte alta della collina, seguendo l’antica cinta muraria che circonda Cortona, andando a esplorare gli splendidi monumenti costruiti fuori dal centro storico. Tra questi la Chiesa di Santa Maria Nuova che risale al XVI secolo, opera di Giorgio Vasari, con la sua cupola barocca. La si può raggiungere anche percorrendo la panoramica strada sterrata detta ‘Il Bobolino‘, molto stretta e tortuosa, da fare esclusivamente a piedi a passo di trekking.

Cortona e i suoi eventi culturali

Cortona è stata una fonte di ispirazione per molti artisti nel corso dei secoli. Il pittore rinascimentale Luca Signorelli è nato a Cortona e la sua influenza artistica si può ammirare nella Chiesa di San Niccolò. Inoltre, il borgo ha guadagnato ulteriore fama internazionale grazie al film “Sotto il sole della Toscana” del 2003, che ha portato un’ondata di turisti a scoprire la bellezza di Cortona. Oggi, Cortona ospita anche il Cortona On The Move, un festival internazionale di fotografia che attira appassionati e artisti da tutto il mondo.

Tra gli eventi più popolari a Cortona c’è anche un evento che riguarda la rievocazione storica del Matrimonio dei Casali-Salimbeni, il 5 giugno, seguita il giorno successivo dalla Giostra dell’Archidado, mentre a ferragosto nel borgo ci si ritrova in piazza per la mitica sagra della bistecca – che da queste parti è un must.

Molto noto è anche il Cortona Mix Festival dedicato alla musica, al teatro e ad altre arti, che si svolge in genere da fine luglio all’inizio di agosto.

Itinerari enogastronomici a Cortona

La Toscana è rinomata per la sua cucina deliziosa e Cortona non fa eccezione. I visitatori possono deliziarsi con prelibatezze locali come la bistecca alla fiorentina, la ribollita (una zuppa tradizionale a base di pane e verdure), la bruschetta con olio d’oliva e il Chianina, una pregiata razza di bovini allevati nella regione. Inoltre, i vigneti circostanti producono vini di alta qualità, come il famoso Vino Nobile di Montepulciano, che possono essere degustati nelle cantine locali.

A proposito di vini, non possiamo non menzionare che a Cortona la produzione del vino ha una storia che parte dal periodo etrusco. Il marchio Cortona DOC raggruppa i vini rossi, bianchi e dolci prodotti in questa zona. Imperdibile è la visita di una cantina o una degustazione in una delle enoteche del centro storico.

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Borghi itinerari culturali tradizioni Viaggi

Roseto Valfortore: tesoro d’Italia tra storia, sapori e tradizioni

Nel cuore della suggestiva Puglia sorge un gioiello prezioso e intatto nel tempo, uno dei borghi tra i più belli d’Italia: il Comune di Roseto Valfortore. Con le sue radici che affondano nelle antiche tradizioni e la sua aura intrisa di storia, questo borgo incanta i visitatori con la sua bellezza mozzafiato e la sua ricchezza culturale senza pari.

Un viaggio alle origini

Roseto Valfortore è un pittoresco paese situato nella provincia di Foggia, a un’altitudine di 650 metri, nel suggestivo scenario collinare del Preappennino Dauno, dove le acque del fiume Fortore scorrono placide nella vallata. Le origini di Roseto Valfortore risalgono a tempi lontani, quando le antiche civiltà popolavano queste terre, lasciando dietro di sé tracce tangibili della loro presenza, soprattutto di epoca romana. Ne è un esempio la fiorente attività artigianale degli scalpellini, sviluppatasi per diversi secoli, grazie alla cava da cui veniva estratta e lavorata la pietra locale.

Un angolo del centro storico di Comune Roseto Valfortore

Fonte: Comune Roseto Valfortore

Il centro storico di Comune Roseto Valfortore

Arte e Cultura: il fascino del passato

Il borgo, immerso in un paesaggio incantato tra montagne e valli, ha mantenuto intatta la sua autenticità nel corso dei secoli. Camminare per le stradine di Roseto Valfortore è come fare un tuffo nel passato. Le sue piazze accoglienti e le sue chiese secolari narrano storie di fede e devozione, mentre i suoi palazzi storici raccontano di epoche passate di splendore e nobiltà. Ogni angolo è un’opera d’arte da scoprire, un frammento di storia da ammirare. Tra i suoi monumenti più significativi, spicca la Chiesa Madre, nota anche come Santa Maria dell’Assunta, simbolo di devozione e storia locale. L’Arco della Terra, un tempo portale d’ingresso principale al borgo, conserva ancora il suo fascino antico. Da non perdere una visita all’Anfiteatro che ha anche arricchito l’offerta culturale del paese, ospitando concerti, spettacoli teatrali e manifestazioni durante le calde serate estive.

Una veduta dell'Arco della Terra di Comune Roseto Valfortore

Fonte: Comune Roseto Valfortore

L’Arco della Terra di Comune Roseto Valfortore

Sapori autentici e tradizioni vive

Roseto Valfortore non è solo storia e arte, è anche una terra di sapori autentici e tradizioni vive. Il suo Tartufo è un elemento della cucina davvero irrinunciabile. Le sagre e gli eventi che animano il calendario annuale del borgo offrono l’opportunità unica di immergersi nella cultura locale, assaporando i piatti tipici della tradizione culinaria pugliese. Dai formaggi prelibati ai salumi genuini, dalle ricette tramandate di generazione in generazione ai dolci che conquistano il palato, ogni boccone è un viaggio nel gusto e nella tradizione. Da assaggiare la tradizionale ricetta dei cavatelli di grano duro, conosciuta in dialetto come “cecatédde ch’i tanne checuzze“, prevede l’uso di pomodoro fresco, zucchine e una spolverata di polvere di peperoncino.

Oggi il Comune di Roseto Valfortore è annoverato della Bandiera Arancione, il riconoscimento di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.

Veduta esterna della Chiesa Madre di Comune Roseto Valfortore

Fonte: Comune Roseto Valfortore

Chiesa Madre del Comune Roseto Valfortore
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Borghi lago mete storiche Notizie treni storici Viaggi viaggiare

I laghi più belli da raggiungere a bordo di un treno storico

Con l’arrivo della bella stagione aumentano, senza ombra di dubbio, le possibilità di fare viaggi per scoprire angoli del nostro territorio che il mondo intero ci invidia. E proprio durante questa primavera abbiamo più occasioni per salire a bordo di tantissimi e interessanti treni storici che, oltre a condurre al cospetto di pittoreschi borghi in carrozze antiche, portano a passo lento dinnanzi a maestosi laghi: benvenuti a bordo dei treni storici italiani.

Tutti a bordo del Lario Express

A partire dal 12 maggio di quest’anno sarà possibile salire a bordo del bellissimo Lario Express, una locomotiva a vapore dotata di carrozza Centoporte risalenti agli anni ’30 e vagoni Corbellini degli anni ’50. Si tratta di un affascinante treno antico che parte da Milano Centrale, per poi correre sui binari fino ad arrivare all’elegante città di Como.

Ma non è di certo finita qui, perché da Como si attraversa tutta la Brianza solcando una linea secondaria ricca di fascino e facendo brevi fermate in località difficili da dimenticare. Ne è un esempio Merone, romantico borgo in cui l’acqua è l’elemento fondamentale: c’è innanzitutto il Lago di Pusiano, che bagna Moiana e che da queste parti conserva sponde dall’aspetto naturale, e poi i laghetti artificiali di Baggero e il Lambro che, scorrendo incavato tra le colline, attraversa tutto il paese. Si giunge infine alla destinazione di Lecco, che per la sua raffinatezza non ha di certo bisogno di troppe presentazioni.

Da Como è anche possibile organizzare autonomamente la propria giornata e utilizzare i battelli della Navigazione Laghi. Il tutto portando insieme a sé la propria bici.

Laveno Express, per un viaggio d’altri tempi

È partito il 5 maggio e sarà disponibile per molte altre date il Laveno Express, treno storico che inizia la sua sbuffante corsa da Milano Centrale per nella cittadina di Laveno, che offre uno splendido panorama sul bacino borromeo del Lago Maggiore.

A disposizione ci sono anche tantissime interessanti fermate da non perdere, come quella che si può fare a Busto Arsizio che, nonostante sia oggi un moderno centro industriale e commerciale, offre un centro storico di puro pregio. Passeggiando tra le vie del centro, infatti,  si possono osservare diversi edifici antichi, chiese e palazzi appartenenti al periodo che precedette l’avvento dell’industria. .

Da Laveno, che sorge a cavallo tra il blu del lago e il verde dei monti che lo incorniciano, è possibile utilizzare i frequenti servizi di “ferry boat” per raggiungere Intra, sulla sponda piemontese del lago e un vero e proprio scrigno di tesori.

Sul Sebino Express per scoprire il Lago d’Iseo

Chi vuole scoprire le meraviglie del Lago d’Iseo dovrà attendere il 19 maggio, giorno in cui inizierà a solcare i binari il Sebino Express, treno dotato di carrozze antiche e che da Milano Centrale arriverà a Paratico Sarnico.

Con partenza dalla stazione centrale del capoluogo lombardo, il convoglio si inoltrerà verso il territorio bergamasco all’interno del Parco Regionale del fiume Oglio, ai piedi della Valle Camonica. Sarà un viaggio da incorniciare, perché si attraverseranno le dolci colline della Franciacorta e le prime propaggini prealpine, per raggiungere a bordo di un mezzo sostenibile il magnifico il Lago d’Iseo con le sue acque trasparenti, circondato dai monti e impreziosito da pittoresche borghi ricchi di arte e tradizioni.

Il treno arriverà a Palazzolo sull’Oglio per poi raggiunge Paratico-Sarnico, dove un tempo si svolgeva il servizio di trasporto di carri ferroviari su chiatte. Anche qui le cose da fare non mancheranno, perché questo è il luogo ideale per trascorre una giornata all’insegna della natura passeggiando sulle sponde del lago, ma anche per dedicarsi alla storia antica e recente di questi luoghi visitando nell’entroterra i resti del castello e della torre Lantieri.

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Borghi Campania itinerari culturali Notizie tradizioni turismo enogastronomico Viaggi

“Borghi della Salute e del Benessere”, il nuovo progetto della Campania

La Campania è una rinomata meta turistica per le sue spiagge da sogno e per le città d’arte come Napoli e Caserta, ricche dal punto di vista artistico e architettonico. Ma il suo entroterra vanta tantissimi borghi splendidi, dei piccoli paesini spesso dimenticati che custodiscono però antiche tradizioni, buon cibo e bellezze di ogni tipo. È per questo che nasce il progetto “Borghi della Salute e del Benessere”, per valorizzare questo incredibile patrimonio culturale e paesaggistico. Scopriamo qualcosa in più.

Le bellezze della Campania meno conosciuta

Oltre al lato più popolare della Campania, fatto di luoghi da sogno come la Costiera Amalfitana e la città di Napoli, c’è un ricco patrimonio di piccoli borghi spesso quasi sconosciuti, che tuttavia hanno molto da offrire ai turisti. Quasi sempre situati nell’entroterra e soggetti a quel fenomeno conosciuto come spopolamento, per cui sempre meno giovani decidono di abitare in luoghi così remoti, questi paesini vantano ancora architetture meravigliose, una prelibata enogastronomia e paesaggi che nulla hanno da invidiare a quelli più rinomati.

L’idea, dunque, è quella di promuovere un’iniziativa che valorizzi tutta questa ricchezza, in ottica di un turismo lento e sostenibile. Ecco allora che si punta soprattutto alla scoperta delle cucine locali, della natura e degli spazi aperti, delle culture tradizionali, del benessere e dei paesaggi da sogno, attraverso esperienze di “vita lenta” e di mobilità alternativa. I borghi locali torneranno così ad essere di nuovo ripopolati, permettendo di salvaguardare le loro bellezze quasi dimenticate che, invece, meritano assolutamente di essere riscoperte.

Il progetto “Borghi della Salute e del Benessere”

Sono questi gli obiettivi del progetto “Borghi della Salute e del Benessere”, la nuova iniziativa promossa dalla Regione Campania. Verrà presentato dal 12 al 14 giugno 2024 nell’ambito degli Stati Generali sull’Ambiente, nella storica cornice della Mostra d’Oltremare di Napoli. Tante sono le novità “green” che verranno proposte in quest’occasione, per rendere la Campania e il suo territorio sempre più sostenibili anche a livello turistico. Il programma volto a valorizzare i borghi dell’entroterra campano vuole costituire reti territoriali comprendenti oltre 300 comuni.

Al progetto hanno già presentato la candidatura ben 48 reti di borghi, alle quali è stato richiesto di sviluppare iniziative che tengano in considerazione la rilevanza storica, paesaggistica e culturale dei paesi coinvolti. Sarà incentivata la formazione di associazioni locali per la gestione della rete, della sua offerta e del suo sviluppo sostenibile. Insomma, l’obiettivo è quello di coinvolgere non solamente le autorità locali e le associazioni culturali, ma anche i residenti, gli imprenditori e gli artisti, nonché le agenzie di turismo e le aziende private.

Per promuovere il progetto “Borghi della Salute e del Benessere”, verrà lanciato un portale web dedicato al marchio attraverso il quale i turisti potranno trovare tutte le informazione necessarie. Una vera e propria vetrina in quattro lingue (almeno per iniziare), con tutte le attività e le attrazioni, i ristoranti, gli hotel e le bellezze da scoprire in loco. Sarà un modo diverso per scoprire la Campania e il suo entroterra, tornando ad ammirare paesaggi magnifici e quasi sempre rimasti intatti nel tempo, ignorati finora dal turismo.

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Borghi Cinque Terre Idee di Viaggio itinerari culturali Liguria parchi naturali tradizioni vacanza natura Viaggi

Cinque Terre, non solo borghi. Cosa fare in questo angolo di Liguria

L’incanto delle Cinque Terre non ha bisogno di presentazioni: amati e apprezzati a livello internazionale, i pittoreschi borghi che le disegnano (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) lungo una costa selvaggia attraggono da sempre milioni di visitatori.

Certo, il fascino delle casette colorate e delle piazzette a picco sul blu è innegabile ma le Cinque Terre non sono “soltanto i borghi”. Questo magico angolo di Liguria, infatti, è custode di un favoloso Parco che è il paradiso dei trekker e degli escursionisti, nonché di tradizioni secolari, storia e cultura tutte da scoprire.

Turismo attivo nel Parco delle Cinque Terre

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre e l’Area Marina Protetta sono uno dei fiori all’occhiello del favoloso territorio ligure in provincia di La Spezia, fulcro di un turismo attivo a pieno contatto con la natura.

E, dal 1° maggio al 31 ottobre, torna “Cinque Terre Walking Park 2024″, un fitto calendario di appuntamenti con trekking in natura, pedalate, snorkeling, visite in cantina: da est a ovest, dalla costa al crinale, i visitatori hanno così un’opportunità unica per conoscere un lato inedito delle Cinque Terre al ritmo delle stagioni, andando alla scoperta del Parco e della sua biodiversità grazie agli innumerevoli sentieri e alle attività nell’area marina protetta insieme a guide esperte e al Centro di Educazione Ambientale del Parco.

Tra gli appuntamenti clou troviamo trekking lungo la ricca rete sentieristica del Parco, attraverso habitat naturali, insediamenti antichi, santuari e paesaggi terrazzati, e ancora, snorkeling, pedalate al tramonto e visite in cantina e nei borghi.

Novità del 2024 il foraging alla scoperta degli “erbi” ovvero le erbe spontanee come le chiamavo le nonne, ancora oggi utilizzate nella cucina tradizionale, e da non perdere anche il plogging, attività che abbina la raccolta dei rifiuti allo sport in natura, offrendo un’occasione di riflessione sulle abitudini quotidiane che impattano maggiormente sull’ambiente.

Le iniziative tutte da vivere

Le iniziative del Cinque Terre Walking Park sono comprese tra i servizi offerti dalla Carta servizi Cinque Terre Card (sia treno che trekking), salvo diversa indicazione (sono previsti anche appuntamenti gratuiti).

La partenza è sempre presso uno dei Centri Accoglienza del Parco situati nelle stazioni ferroviarie dei borghi delle Cinque Terre, a eccezione delle escursioni previste nella zona di Tramonti (a est dell’area protetta).

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda ecco, ad esempio, “Tra Mito e Storia“, un tour di Vernazza e Monterosso della durata di circa tre ore con guida che spiegherà l’origine e le caratteristiche dei due borghi per comprenderne i punti di contatto, “Foraging (andar per erbi), un trekking tra Monterosso, Soviore, Monterosso per imparare a riconoscere le erbe spontanee adatte all’utilizzo in cucina, e “Tour al Tramonto – Tradizioni secolari, storia e cultura“, per apprezzare le bellezze storico, artistico e culturali del borgo “meno noto” di Corniglia.

Ma non è certo tutto.

Pedalando al tramonto nel Parco” è un entusiasmante e-bike tour andata e ritorno tra Levanto, Legnaro e Monterosso, “Sulle orme dei pittori” conduce nei luoghi (Manarola e Riomaggiore) che ispirarono Telemaco Signorini, mentre “Dal vigneto alla cantina” è l’occasione per visitare la Cantina Sociale della Cooperativa Agricoltura Cinque Terre in località Groppo (sopra l’abitato di Manarola).

Ancora, “Trekking nel paesaggio terrazzato” è l’ideale per ammirare gli arditi terrazzamenti della zona camminando tra Manarola, Volastra e Corniglia, “I Luoghi dell’Anima – Santuario di Soviore” è un trekking escursionistico per vedere il duecentesco complesso religioso in posizione scenografica, e “Gli Alberi Monumentali – Lecci e Cipressi” è il trekking tra Vernazza e Reggio che porta a uno dei sentieri verticali più belli delle Cinque Terre.

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Esplorando Celle Ligure: la città della Ceramica

Celle Ligure, incastonata lungo la splendida costa della Liguria, si presenta come un gioiello ricco di storia e tradizione. Ma c’è soprattutto qualcosa di particolarmente affascinante che caratterizza questa pittoresca località: la sua lunga e fiorente tradizione ceramica.

La storia della ceramica a Celle Ligure affonda le sue radici in tempi antichi, risalendo addirittura all’epoca romana. Tuttavia, è nel corso dei secoli successivi che questa tradizione si è consolidata e ha trovato il suo pieno sviluppo.

L’arte della ceramica ha giocato un ruolo significativo nella vita sociale ed economica della comunità, plasmando la sua identità e contribuendo alla sua ricchezza culturale. Le tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione continuano a essere preziose per i ceramisti locali, che con maestria trasformano argilla in opere d’arte uniche.

La ceramica a Celle Ligure non è solo un mestiere, ma una forma d’arte che incanta e ispira

Impossibile perdere il percorso della ceramica, un itinerario appositamente pensato per immergersi nell’affascinante mondo della ceramica locale, con visite guidate alle principali fabbriche e atelier, o il museo della ceramica, custode di preziosi reperti storici e opere d’arte contemporanee.

La Galleria d’Arte Artigianato Cellese, inoltre, è uno spazio dedicato all’esposizione e alla vendita di ceramiche realizzate da artisti locali, dove è possibile ammirare e acquistare autentiche creazioni. Per i visitatori desiderosi di mettere alla prova le proprie abilità artistiche, numerosi laboratori artigianali offrono corsi di ceramica per tutte le età.

Un’esperienza coinvolgente che permette di scoprire i segreti di questo antico mestiere e di creare il proprio capolavoro da portare a casa come prezioso ricordo. Per coloro che preferiscono esplorare la città in modo più completo, i tour guidati alla scoperta dei siti ceramici più significativi sono un’opportunità imperdibile per immergersi completamente nella cultura locale.

Tra i vicoli pittoreschi di Celle Ligure, si trovano numerose botteghe e mercatini dove è possibile acquistare manufatti in ceramica di alta qualità, realizzati con passione e maestria dai talentuosi artigiani locali, un’occasione per portare a casa un pezzo autentico di questa affascinante tradizione.

Celle Ligure si rivela non solo come una destinazione turistica di grande fascino, ma anche come un luogo intriso di storia e cultura, con la sua ceramica che si distingue nel panorama artistico italiano. Esplorare questa meravigliosa città è vivere un’esperienza unica e indimenticabile, immergendosi nella sua vibrante tradizione artigianale e scoprendo il suo incantevole patrimonio culturale.

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A Celle Ligure sulla splendida Riviera di Ponente

Se state pianificando una visita alla pittoresca cittadina di Celle Ligure sulla Riviera di Ponente in Liguria, siete fortunati. Questo incantevole borgo, con le sue strade acciottolate e le piazze pittoresche, offre una vasta gamma di esperienze per i viaggiatori.

Celle Ligure è una città intrisa di storia

Fondata in epoca romana e ricca di tesori storici. Passeggiare per le sue antiche strade e perdersi tra le suggestive vie del centro storico, è come fare un tuffo nel passato tra chiese antiche, stretti vicoletti e piazze pittoresche. La suggestiva Passeggiata Romana, una passeggiata panoramica che sovrasta la Via Aurelia, offre viste mozzafiato sul mare.

Scorcio di Celle Ligure

Fonte: Comune di Celle Ligure

Borgo di Celle Ligure

Le magnifiche ceramiche

Impossibile non ammirare le incantevoli ceramiche locali, un vero tesoro dell’artigianato locale. Immergersi nella bellezza naturale dei dintorni di Celle Ligure, percorrere la suggestiva Funicolare elettrica per la pineta dei Bottini, un belvedere e un bosco naturale a strapiombo sul mare, esplorare il sentiero delle sette chiese, un percorso escursionistico di 15 km fra creuze e borghi frazionali, vi porterà alla scoperta di panorami mozzafiato e della natura incontaminata.

Celle Ligure

Fonte: Comune di Celle Ligure

Una veduta del mare

La cucina tradizionale

La cucina di Celle Ligure riflette la ricchezza del territorio regionale: da non perdere il prebuggiun cellasco, un insieme di sette erbe selvatiche usato nella cucina locale, insieme al Basilico Dop di Celle Ligure e all’olio extravergine di oliva da frantoio. Impossibile non assaggiare le acciughe sotto sale del Mar Ligure Igp, un’autentica delizia del mare.

Celle Ligure è viva con eventi e tradizioni locali tutto l’anno, dalle sagre gastronomiche alle feste tradizionali, c’è sempre qualcosa da fare e da vedere. Durante le festività locali è possibile assaporare l’autenticità e l’ospitalità dei residenti.

Per una vacanza indimenticabile a Celle Ligure, assicuratevi di pianificare le vostre attività in anticipo, esplorate le varie opzioni di attività all’aperto, rilassatevi sulla spiaggia o assaporate i sapori locali nei ristoranti e nelle trattorie del centro storico.

Celle Ligure si distingue come uno dei borghi più belli d’Italia, offrendo un mix affascinante di storia, bellezze naturali, gastronomia e tradizioni locali. Con il suo fascino senza tempo e la sua autenticità, questa destinazione è un must per chiunque desideri scoprire il vero cuore della Liguria.

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Brugnato, suggestivo borgo ligure a forma di tenaglia

La Riviera ligure è conosciuta per i suoi incantevoli borghi che si affacciano a strapiombo sulla costa e si riflettono nelle sue acque cristalline con le loro facciate a tinte pastello, ma concedendosi una piccola deviazione nell’entroterra ci si può regalare alcune sorprese.

È il caso di Brugnato, un piccolo centro dell’alta Val di Vara che, visto dall’alto, si contraddistingue per la sua insolita forma a tenaglia.

Passeggiando per il dedalo di stradine acciottolate di Brugnato ci si sente quasi di essere catapultati in un’altra epoca, circondati dalle pittoresche case in pietra locale che, ammassate le une sulle altre, a guardarle dall’alto convergono proprio verso il monastero fondato dai monaci di San Colombano.

Il borgo di Brugnato ancora oggi conserva intatta la sua struttura medievale, con le mura antiche che ne delimitano la parte più alta, proprio dove si erge la magnifica Concattedrale dei santi Pietro, Lorenzo e Colombano, esempio dell’arte romanica ligure.

La ricca storia di Brugnato, cuore del commercio ligure ai tempi del Medioevo

Le Cinque Terre sono un fiore all’occhiello per la Liguria, ma i viaggiatori più curiosi e intraprendenti non possono perdere l’occasione di esplorare i tesori che Brugnato custodisce con discrezione, pronto a svelarsi a chi è disposto a concedersi una sorprendente gita fuori porta.

Per visitare Brugnato occorre qualche ora, un tempo in cui immergersi in luoghi ricchi di storia e di fascino, diversi dai classici itinerari.

Il nome del borgo di Brugnato deriva presumibilmente dal termine dialettale “brigne”, che significa letteralmente “susine”: ciò è dovuto, probabilmente, al fatto che il borgo è immerso in uno scenario naturale mozzafiato, caratterizzato da una vegetazione rigogliosa  e prosperosa che dà ospitalità anche a questo succulento frutto.

Le radici storiche del borgo di Brugnato affondano in un passato lontano, tanto che tra le sue stradine tortuose si possono riscoprire ancora oggi le tracce degli antichi insediamenti di epoca romana. Nel corso dei secoli, infatti, il borgo di Brugnato ha assistito all’ascesa e alla caduta di varie civiltà, tra cui i Romani, i Bizantini e i Longobardi.

Nel periodo medievale, quando il borgo ha assunto la sua forma a tenaglia a livello strutturale e architettonico, Brugnato era il fulcro commerciale della Via Francigena, grazie alla sua posizione strategica e al via via di mercanti e uomini di affari lungo la strada principale di età romana, la Via Aurelia.

Oggi, le tracce del passato romano e medievale rivivono a Brugnato nei resti delle possenti mura difensive e degli splendidi castelli che un tempo si ergevano sulla valle.

Cosa vedere a Brugnato, il borgo a tenaglia della Val di Vara ricco di storia e cultura

Durante una visita a Brugnato, non mancano le attrazioni da scoprire per chi ama la storia e l’architettura antica.

Il Borgo Antico è un suggestivo tesoro dove perdersi tra i manufatti artigianali delle tante botteghe, per vivere un’esperienza autentica e tradizionale, camminando per le vie costellate di palazzi (come il Palazzo Vescovile) con archi antisismici e ricchi di dettagli ancora oggi ben distinguibili.

Attraversando la porta Maestra (o porta “della Chiocciola”) si raggiunge la Piazza Maggiore, nel cuore del borgo, un posto in cui rilassarsi in uno dei tanti caffè all’aperto e respirare l’atmosfera vivace del luogo, nonché un ottimo punto di ristoro da cui poi partire all’esplorazione di Brugnato, magari dirigendosi verso il Duomo e il Museo Diocesano.

Una delle tappe imperdibili in una visita a Brugnato è infatti la già citata Concattedrale dei santi Pietro, Lorenzo e Colombano, che spicca per la sua facciata romanica, il rosone e gli affreschi interni e risale al XII secolo, nonostante il marmoreo altare maggiore baroccheggiante.

Un’altra interessante architettura religiosa è l’Oratorio di San Bernardo, in stile barocco, risalente al XVI secolo.

Un passeggiata rilassante lungo il belvedere, alla scoperta delle bellezze naturali di Brugnato

Ma il viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’entroterra ligure non termina qui, perché una delle gemme di Brugnato è anche il belvedere sul fiume, raggiungibile tramite il ponte medievale, spot perfetto per una vista panoramica sulla vallata sottostante, bella da togliere il fiato e perfetta da immortalare con la macchina fotografica.

I numerosi sentieri panoramici che si perdono nella natura lussureggiante in cui è immerso Brugnato sono i percorsi ideali per escursioni e passeggiate rigeneranti, dove respirare l’aria pulita dei boschi che circondano il borgo e godersi la tranquillità e la bellezza delle verdi colline liguri.

E per coloro che vogliono addentrarsi ancora di più tra i sentieri che si snodano nella campagna circostante, non molto lontano li aspetta il Parco Nazionale delle Cinque Terre, noto in tutto il mondo per i suoi panorami da cartolina e le sue pittoresche città costiere. La Val di Vara, infatti, offre diverse attività come il rafting e la canoa sul fiume.

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Cosa mangiare e quali eventi locali non perdere a Brugnato

Brugnato è anche famosa per i suoi eventi e le sue tradizioni locali. Durante l’anno, il borgo si anima con festività che offrono un’opportunità unica ai visitatori per immergersi appieno nella cultura locale.

L’evento più iconico del luogo è l’Infiorata Corpus Domini di Brugnato, che annualmente si tiene nel borgo la seconda domenica successiva alla Pentecoste: in questa occasione le strade del piccolo centro diventano ancora più colorate e vivace grazie alle distese di fiori.

Un altro degli eventi più rilevanti e popolari a Brugnato è la Festa di San Pietro, il patrono del luogo, che si tiene ogni anno il 29 giugno. Per l’occasione, lungo le strade di Brugnato si mettono in scena spettacoli musicali, processioni religiose, fuochi d’artificio e percorsi di street food con le migliori specialità gastronomiche locali.

Imperdibile, per i buongustai che si chiedono cosa mangiare a Brugnato è la degustazione dei tortellini di carne, del rinomato canestrello di Brugnato – un dolce soffice aromatizzato ai semi di finocchio selvatico – e del cavagnello pasquale, una ciambella a forma di cestino con un uovo sodo al suo centro.

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Sta per nascere il nuovo Parco delle Dolomiti Camune

È stato sottoscritto l’Accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e l’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi di Valle Camonica, che consente di avviare l’attuazione della strategia di sviluppo locale “Strategia Parco delle Dolomiti Camune“.

La Strategia proposta, che ha come capofila proprio l’Unione degli Antichi Borghi di Valle Camonica, è stata sottoscritta da un partenariato composto dai Comuni di Angolo Terme, Borno, Cerveno, Losine, Lozio, Malegno, Ossimo, Piancogno e Ono San Pietro.

A fronte di un costo complessivo di 3.253.085 euro, il finanziamento regionale è pari a 2.669.361 euro.

L’obiettivo della Strategia e i nove interventi

L’obiettivo che la Strategia si pone, come spiegato l’assessore di Regione Lombardia a Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, è “la salvaguardia, la valorizzazione e il recupero del patrimonio ambientale e paesistico, ponendo particolare attenzione alle emergenze culturali e naturalistiche nonché alla fruizione sociale del territorio“.

Nove sono gli interventi in cui si articolerà includendo la messa in sicurezza di viabilità stradale comunale e agro-silvo-pastorale, la riqualificazione e l’ammodernamento di edifici pubblici da destinare a uso ricettivo e culturale, il potenziamento del sistema di percorsi turistici e ciclopedonali, l’ampliamento e la riqualificazione di aree attrezzate per la sosta dei turisti.

La Regione Lombardia, tramite le risorse stanziate per gli ambiti prealpini, intende sostenere processi di sviluppo locale sostenibile. “Grazie al contributo regionale” ha aggiunto l’assessore a Enti locali e Montagna “verranno realizzati interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico esistente per potenziare l’offerta di servizi a favore della cittadinanza e dei turisti. La valorizzazione delle risorse locali è imprescindibile per contrastare lo spopolamento dei territori montani, sia per adeguare i servizi ai bisogni delle comunità locali che per aumentare l’attrattività turistica del territorio“.

Gli antichi borghi di Valle Camonica

Conosciamo meglio i borghi di Valle Camonica, protagonisti della strategia di sviluppo locale ‘Strategia Parco delle Dolomiti Camune‘, partendo da Angolo Terme, di origine celtica, che comprende i centri abitati di Angolo, Anfurro, Mazzunno e Terzano. Grazie alla vicinanza del Lago Moro e agli impianti sciistici del Comprensorio Presolana, ha visto lo sviluppo di attività termale e turistica. Dal punto di vista architettonico, si fanno notare il Castello Federici del XVI secolo, Palazzo Morosini, Palazzo Laini, la Parrocchiale di San Lorenzo Martire, la Chiesa di San Silvestro, e la Chiesa degli Alpini.

Borno, in media Valle Camonica, è un tipico borgo montano, immerso nel verde di boschi e prati a 921 metri di altitudine. Oasi di relax e pace, è un “paese senza tempo” dove passeggiare tra le strette vie lastricate ammirando le torri medievali, gli antichi cortili, le fontane e le innumerevoli chiese tra cui spicca la settecentesca Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Martino.

Cerveno, alle pendici dell’imponente montagna di roccia calcarea Concarena, stupisce e affascina con il complesso sacro della Parrocchiale di San Martino e il Santuario della Via Crucis, mentre Losine è tutt’oggi intriso di leggende e reperti romani che raccontano gesta di epoche passate: da vedere la Parrocchiale del Sacro Cuore con facciata barocca e la Parrocchiale Vecchia di San Maurizio, ampliata nel XVIII secolo.

Radici millenarie sono anche quelle del borgo di Malegno, con le suggestive statue stele di località Bagnolo risalenti al XI secolo. Da non perdere il Museo Etnografico del Ferro “Le Fudine”, la Parrocchiale di Sant’Andrea Nuova dei primi del Settecento e la Chiesa di Sant’Andrea Vecchia impostata su un edificio del XIII secolo in stile romanico.

Ossimo è composto da due nuclei, Ossimo Superiore e Ossimo Inferiore, e di notevole importanza è il Museo Etnografico della Valle Camonica inaugurato nel 1995, mentre Piancogno è  formato dalle 3 frazioni di Piamborno, Cogno e l’Annunciata.

Infine, Ono San Pietro (che risale alla fine del XIII secolo) propone da vedere la Calchera, antico forno per la produzione di calce, la Chiesa di San Pietro in Circolo del XV secolo e la Parrocchiale di San Alessandro martire ricostruita alla fine del XVIII secolo.