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Andorra La Vella, i monumenti imperdibili tra arte e storia

Conosciuta per il suo incantevole paesaggio montano e le eccellenti opportunità per lo shopping duty-free, Andorra La Vella vanta anche una ricca storia culturale, splendidamente riflessa nei suoi numerosi monumenti. Dalla maestosa Casa de la Vall, testimonianza del passato medievale, alla moderna e suggestiva scultura Noblesse du Temps di Salvador Dalí, scopriamo i monumenti più significativi della città in un itinerario storico e culturale per le vie e le piazze più belle della capitale del Principato di Andorra.

Casa de la Vall

Casa de la Vall è uno dei monumenti più emblematici e storici del Principato di Andorra. Costruita nel 1580 come torre di difesa per la famiglia Busquets, fu acquisita dal Consiglio Generale nel 1702 e divenne la sede principale del parlamento monocamerale di 28 seggi di Andorra fino al 2011. Vi si riunivano i rappresentanti delle parrocchie del paese e ospitava anche il tribunale penale. Questo edificio ha pertanto svolto un ruolo cruciale nella storia politica del paese, ospitando sessioni parlamentari, emergenze nazionali e cerimonie ufficiali.

Sulla facciata si possono ancora ammirare gli stemmi della famiglia Busquets e del Principato, che riporta il motto “Virtus Unita Fortior” (La virtù unita è più forte). Oggi, Casa de la Vall è un importante punto di interesse culturale e storico, aperto al pubblico per visite guidate che offrono uno sguardo approfondito sulla storia e l’architettura di Andorra. I visitatori possono esplorare le sue sale antiche, scoprendo affreschi, stemmi e documenti che testimoniano la ricca eredità politica e culturale del principato.

Ponte di Parigi

Inaugurato nel 2006, il Ponte Parigi sul fiume Valira è un’opera architettonica moderna, diventata in breve tempo una vera e propria icona cittadina. Il suo design d’avanguardia unisce armoniosamente elementi classici e contemporanei. La struttura è composta da un arco superiore e da due linee, una retta e una semicircolare, che si intersecano creando un gioco di forme dinamico ed elegante. L’elemento distintivo del ponte sono due sfere metalliche di 2,20 metri di diametro sospese alle estremità dell’arco, che conferiscono all’opera un aspetto decisamente futuristico.

Oltre a rappresentare un simbolo della modernità e del dinamismo di Andorra La Vella, il Ponte di Parigi svolge un ruolo importante nella vita quotidiana della città, collegando Carrer Consell d’Europa e Avenue Mitjavila, due delle arterie principali, facilitando gli spostamenti di veicoli e pedoni tra le due sponde del fiume. Di particolare fascino è l’illuminazione notturna che mette in risalto la struttura del ponte e le sue sfere metalliche, creando un’atmosfera suggestiva e romantica.

Ponte di Parigi, Andorra la Vella

Fonte: iStock

Ponte di Parigi, Andorra la Vella

Noblesse du Temps

Un invito a riflettere sul tempo, sulla vita e sulla bellezza effimera dell’esistenza. E’ questo il significato del monumento Noblesse du Temps, opera surrealista del celebre artista catalano Salvador Dalí, collocata sulla Plaça de la Rotonda. L’orologio fuso, elemento ricorrente nelle opere di Dalí, domina la composizione in bronzo alta quasi 5 metri, simboleggiando la fluidità del tempo.

Accanto all’orologio, due figure stilizzate di una donna e di un angelo si allungano verso l’alto, tentando di afferare l’attimo fuggente. La scultura, situata in un luogo di passaggio e incontro, stimola il dialogo e la riflessione, ed è diventata una delle icone più rappresentative di Andorra La Vella, attirando visitatori da tutto il mondo che desiderano ammirare la sua bellezza e il suo profondo messaggio filosofico.

Monumento ai 7 Poeti

Sulla plaça Lídia Armengol si può ammirare il monumento ai 7 Poeti dello scultore Jaume Plensa, inaugurato nel 2014. L’opera è composta da sette figure umane di grande formato realizzate in fibra di vetro, rappresentanti i sette comuni del Principato, sedute su pali alti una decina di metri. La composizione è ispirata agli stiliti di Costantinopoli, gli asceti che in tempi antichi vivevano in meditazione e preghiera in cima a una colonna. Di notte le sculture si illuminano di vari colori, creando un effetto suggestivo che vuole simboleggiare il dialogo silenzioso tra di essi e con il pubblico, che viene istintivamente attratto a guardare verso il cielo.

Calidea e la Dama de Gel

La scultura Calidea e la Dama de Gel, che adorna la rotonda del ponte Pla d’Escaldes-Engordany, è una testimonianza dell’armoniosa fusione tra arte e leggende locali. Opera degli artisti Ángel Calvente e Philip Lavall, simboleggia la profonda connessione tra acqua e vita e cattura gli sguardi con le sue superfici levigate che brillano al sole.

Calidea, un’incantevole scultura in acciaio inossidabile, incarna l’essenza dell’acqua con una forma sinuosa che ricorda fiumi e cascate. La Dama de Gel di Lavall, rappresenta invece una creatura mitica dalla forma equina che si fonde con le forme fluide di Calidea, simboleggiando la connessione tra acqua e vita, esaltata da getti d’acqua che avvolgono le due figure.

Monumento al Parlamento di Andorra

Collocato di fronte al moderno edificio del Consell General, il monumento al Parlamento simboleggia la democrazia e la libertà del Principato di Andorra. Inaugurata nel 2014, quest’opera imponente in bronzo e granito raffigura due figure umane stilizzate, che rappresentano la forza e l’unione del popolo andorrano. Alta circa sei metri, è posta su un basamento di granito su cui sono incise parole tratte dalla Costituzione di Andorra, come “Libertat”, “Igualtat” e “Fraternitat”, ovvero i valori fondamentali della democrazia del Principato.

Monumento alla Danza

Di fianco alla storica Casa de la Vall, si erge il monumento alla Danza di Francesc Viladomat, una scultura in bronzo che celebra la bellezza e la gioia del movimento. Quest’opera è un inno alla vita e un tributo alla cultura popolare andorrana, che cattura l’attenzione con le sue forme sinuose e dinamiche. Le due figure umane, scolpite con grande maestria e realismo, sono colte nell’atto di una danza armoniosa, le vesti svolazzanti evocano un senso di libertà e leggerezza. I corpi intrecciati simboleggiano l’unione e la complicità, mentre i sorrisi trasmettono una gioia contagiosa.

Monumento al Contrapàs

Nel centro storico, una scultura dell’artista andorrano Sergi Mas, adorna la fontana di Plaça de la Consòrcia. Realizzata con un impasto di cemento e marmo macinato, rappresenta un gruppo di persone che ballano mano nella mano in una spirale il Ball del Contrapàs, la danza tipica della parrocchia di Andorra La Vella che viene eseguita in occasione del festival locale.

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Cosa vedere a Basilea, la città dell’arte e dell’architettura della Svizzera

Capitale culturale della Svizzera, Basilea è famosa nel mondo per essere anche una delle più importanti città per l’arte e l’architettura. Ogni anno a Basilea si svolge una delle più importanti manifestazioni artistiche internazionali, Art Basel. Oltre ai numerosi eventi nei saloni e all’aperto, sono tante le opere d’arte che arricchiscono il tessuto urbano al termine di ogni edizione della manifestazione.

Basilea, la città delle archistar

Questa città è un forte richiamo per gli architetti di fama internazionale. Sono stati tantissimi le cosiddette archistar che hanno lasciato la loro firma su diversi edifici a Basilea. Renzo Piano, Mario Botta, Frank O. Gehry, Zaha Hadid, Tadao Ando, Richard Meier, Alvaro Siza, Herzog & de Meuron sono solo alcuni dei nomi più eccellenti a cui sono dedicati interi palazzi. Queste star internazionali a Basilea hanno progettato edifici, musei (una quarantina), torri e molto di ciò che oggi si vede in città.

A partire dallo storico atrio della stazione SBB, l’Euregio, un palazzo adibito a uffici progettato dall’architetto americano Meier, il centro di formazione dell’UBS, opera di Roger Diener, un edificio bancario concepito come una scultura rotonda da Mario Botta, l’architetto svizzero che è considerato una star in tutto il Paese. Numerosi i musei “griffati”, come la Fondation Beyeler a Riehen di Renzo Piano, il Museo Tinguely costruito anche lui da Botta e la Torre della Fiera (105 metri, è l’edificio più alto della Svizzera) di Morger Degelo Marques.

Il quartiere di Dreispitz

Da distretto industriale, il quartiere di Dreispitz è diventato il nuovo hub per l’arte e l’architettura e luogo in costante trasformazione. Qui, importanti esponenti della scena architettonica contemporanea hanno realizzato progetti notevoli che hanno cambiato il volto del quartiere negli ultimi dieci anni. Ci sono edifici progettati dagli architetti Morger + Dettli che hanno realizzato l’Accademia di arte e design della Fachhochschule Nordwestschweiz, mentre Herzog & de Meuron hanno ultimato lo studentato e l’archivio nel campus e Zwimpfer Partner ha costruito gli uffici e lo studentato Oslo Nord. È qui che risiedono non solo la Haus der Elektronischen Künste (HEK) e la nuova Kunsthaus Baselland (KHBL), ma anche Hochschule für Gestaltung und Kunst Basel FHNW, polo d’attrazione per giovani talenti artistici provenienti da tutto il mondo.

Art Basel, cosa sapere

Nel mese di giugno, ogni anno fin dagli Anni ’70, si svolge Art Basel, la fiera artistica più importante a livello internazionale, appuntamento imprescindibile per i collezionisti d’arte. Art Basel mette in mostra l’arte del XX e XXI secolo ed è il punto d’incontro per artisti, collezionisti e molte personalità importanti della scena artistica. Oltre 200 gallerie tra le più rinomate del mondo trasformano temporaneamente la fiera di Basilea in uno splendido museo dove espongono le loro opere più di 4000 artisti provenienti da tutto il mondo. Alle gallerie d’arte si aggiungono installazioni, ma anche film, fotografie e incontri dedicati.

I tour dell’arte a Basilea

In collaborazione con l’HEK, Basilea Turismo ha sviluppato l’ARTour, un tour guidato attraverso la città per scovare tutte le opere d’arte nascoste in formato digitale e vederle prendere vita attraverso la tecnologia della realtà aumentata per un’esperienza unica dal punto di vista visivo e uditivo. Dalla Münsterplatz attraverso il centro storico di Basilea fino ad arrivare al Totentanz, la città è animata da giganteschi funghi fluttuanti e variopinte meduse che reagiscono agli stimoli dei visitatori. Attraverso la app ARTour per smartphone si possono scoprire le opere di artiste e artisti multimediali contemporanei insieme ai contesti in cui sono state realizzate.

Il centro storico di Basilea

Gli architetti hanno cambiato lo skyline di Basilea, terza città per grandezza della Svizzera dopo Zurigo e Ginevra, nel corso degli ultimi anni, ma il centro storico cittadino è rimasto intatto, proprio com’era una volta. Il centro e il lungo fiume (il Reno) di Basilea sono un piccolo gioiello d’arte. Qui i visitatori possono seguire le tracce del passato di questa città che ha origini romane (fu fondata nel 44 a.C. con il nome di Augusta Raurica). La fontana di Tinguely, la Münsterplatz con la cattedrale, il Municipio, i vicoli romantici della città medievale e l’imbarcadero sono solo alcuni dei luoghi da non perdere quando si visita Basilea. Grazie alle sue dimensioni compatte, la città si visita facilmente anche a piedi. Tra i musei da non perdere c’è il Kunstmuseum Basel, che conserva la collezione d’arte pubblica più antica al mondo.

Ma, per restare in tema d’arte, anche il Museo della cattedrale, il Museo delle antichità, il Museo di storia naturale e persino il Museo di storia della farmaceutica (del resto, aziende farmaceutiche come Novartis e Hoffmann-La Roche hanno la loro sede centrale qui). L’accostamento così armonico di antico e moderno rende ancora più unico e particolare questo centro storico.

Chi ama le comodità può compiere un viaggio attraverso la storia della città con un giro sul nostalgico tram d’epoca. Oppure, grazie ai traghetti azionati dalla corrente o ai più moderni taxi boat, si può ammirare la città con tutti i suoi contrasti da un punto di vista inedito, il fiume.

Come arrivare a Basilea

Basilea sorge nel cuore dell’Europa, sulle due rive del Reno. La città si trova nel punto in cui si incontrano tre nazioni: Francia, Germania e Svizzera. La città è raggiungibile con l’aereo atterrando all’aeroporto EuroAirport oppure al vicino aeroporto di Zurigo. È possibile raggiungere comodamente la città in treno dato che Basilea dispone di tre stazioni oppure in auto. Ogni giorno, inoltre, attraccano le navi da crociera che navigano lungo il Reno e quindi è raggiungibile anche via fiume. Grazie alle dimensioni a misura d’uomo e all’ottima rete di trasporti pubblici, è possibile muoversi facilmente all’interno della città e spostarsi con facilità da un luogo all’altro. Chi soggiorna in uno degli hotel di Basilea riceve in omaggio la BaselCard che consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici e di ottenere sconti sugli ingressi a musei, bus turistici, visite guidate e noleggio di biciclette.

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Sofia: cosa vedere nella città più bella della Bulgaria

Tra le mete europee meno gettonate c’è sicuramente Sofia, la capitale della Bulgaria. Eppure, questa città dal fascino eclettico, con una storia importante alle spalle, offre tantissimi luoghi di interesse in grado di conquistare qualsiasi tipologia di viaggiatore. Sapevate, per esempio, che è la terza città più antica d’Europa, dopo Atene e Roma? Qui i momenti da dedicare alla cultura e all’architettura si alternano al relax garantito dai meravigliosi parchi e giardini, i quali offrono un’oasi di pace e tranquillità lontana dal traffico del centro e degli ampi viali.

Sofia è anche una città economica, facilmente raggiungibile dall’Italia e ricca di scenari creativi e originali dentro ai quali trascorrere le proprie serate senza prosciugare il portafoglio. In questa piccola guida forniamo tutte le informazioni utili per visitarla: da quando andare a cosa vedere, fino alle specialità gastronomiche assolutamente da non perdere.

Quando visitare Sofia

Vicina all’Italia e raggiungibile con facilità grazie ai numerosi voli low cost, Sofia rappresenta la città perfetta anche per una semplice fuga nel weekend. Ma quando andare per godersela al meglio? Il periodo ideale è compreso tra maggio e settembre, con primavere miti ed estati calde; l’inverno, invece, può diventare particolarmente freddo e nevoso. Le precipitazioni, piuttosto rare, si concentrano soprattutto nella tarda primavera. Per chi vuole ammirarla in un periodo speciale, consigliamo di indossare il cappotto più caldo presente nel guardaroba e di visitarla in occasione delle vacanze natalizie. Nelle zone principali della città vengono allestiti i famosi mercatini di Natale e le vie sono allegramente addobbate a festa. Ricordate che il Natale è ortodosso, quindi le date sono diverse dalle nostre!

Cosa vedere nella capitale della Bulgaria

Una passeggiata nel centro di Sofia vi permetterà di conoscere e approfondire la storia della città, caratterizzata da cinque secoli di dominio ottomano seguiti da un periodo di indipendenza (durante l’alleanza Balcanica) e dall’influenza sovietica della Repubblica Popolare Bulgara. Da cosa partire per scoprire Sofia? Di seguito le architetture e le attrazioni da non perdere.

Cattedrale di Alexander Nevski

Questo è uno dei luoghi più importanti della città, dedicato a un eroe nazionale russo. Perché russo e non bulgaro? Perché fu proprio la Russia ad aiutare la Bulgaria a combattere gli ottomani per porre fine a una dominazione durata ben 500 anni. La Cattedrale di Alexander Nevski fu costruita tra il 1882 e il 1912 e ospita un museo di icone provenienti da tutto il paese e può essere visitata gratuitamente.

Cattedrale di Sofia

Fonte: iStock

Cattedrale di Alexander Nievski a Sofia

Chiesa di Santa Sofia e il Complesso dell’Antica Serdica

Vicino alla cattedrale si trova la chiesa di Santa Sofia, la più antica della capitale. Risalente al VI secolo, oggi è considerata un’attrazione imperdibile grazie al suo museo sotterraneo: diversi scavi archeologici, infatti, hanno rivelato una necropoli di epoca romana sotto e intorno alla basilica bizantina. Il complesso rappresenta l’antichissima Sredec, il nome utilizzato nel II secolo per parlare della città.

Chiesa Russa di San Nicola e Chiesa di Boyana

Quella di San Nicola è una splendida chiesa ortodossa costruita al posto della moschea Saray, distrutta in seguito alla liberazione dall’invasione russa. Al suo interno custodisce affreschi particolari e mostra tutta la sua bellezza attraverso i tetti turchesi e dorati. Patrimonio UNESCO è invece la chiesa di Boyana, dove è possibile ammirare 90 affreschi testimonianza dell’arte medievale bulgara. Questo gioiello sorge sulle pendici del monte Vitosha ed è possibile acquistare un biglietto cumulativo che permette di visitare anche il Museo Nazionale di Storia, ricco di tesori aurei dei traci, di statue romane, di costumi popolari e di icone ortodosse.

Viale e Monte Vitosha

Impossibile visitare Sofia e non fare una passeggiata lungo Viale Vitosha. Questo lungo viale inizia nel centro storico e conduce a uno dei parchi più belli della città, Yuzhen Park (Parco del Sud), molto frequentato dai sofioti nel fine settimana. Lungo la strada sono presenti tanti negozi dove fare shopping, bar, ristoranti e il Palazzo Nazionale della Cultura (NDK), dove si svolgono conferenze e concerti. Per chi ha tempo a disposizione, consigliamo di fare un salto a Monte Vitosha, distante 8 chilometri dal centro di Sofia, e facilmente raggiungibile con i mezzi. D’inverno si trasforma in una frequentata pista sciistica, mentre d’estate viene aperta al pubblico una seggiovia che permette di apprezzare lo splendido panorama.

Cosa mangiare a Sofia

Lo sappiamo tutti, il modo migliore per scoprire una città è provare i suoi piatti tipici! La capitale bulgara offre scenari molto interessanti dove trovano spazio sia le specialità tradizionali che proposte moderne e innovative. Tra le protagoniste indiscusse di ogni menù ci sono le zuppe, sia a base di carne che di verdure, solitamente consumate come antipasto e, in alcuni ristoranti, preparate nei classici recipienti in terracotta. Gli amanti della carne devono provare le kebabche (salsicce di maiale speziate cotte alla griglia) e le kyufte (sorta di hamburger di maiale). Se dopo un paio di giorni dedicati alla cucina bulgara vi sentite appesantiti, non preoccupatevi, perché a Sofia sono tanti i locali specializzati anche in cucine fusion, vegane e vegetariane.

Cucina tipica bulgara

Fonte: iStock

Piatti tipici della cucina bulgara

Sofia: locali e vita notturna

Sofia è una città giovane e molto attiva. I bulgari amano divertirsi e frequentare locali e la vita notturna è vivace e ricca di sorprese. Sono tanti i club e le discoteche dove ballare musica di tutti i generi come il famoso Carrusel Club. Per entrare nello spirito della città visitate un locale dove suonano musica Chalga, un genere molto di moda che fonde ritmi europei e balcanici. Una zona frequentata da giovani e studenti è Studentski Grad, il quartiere universitario, dove troverete tanti club e locali con birre e vino a prezzi economici.

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Reykjavik, un giorno nella città più a Nord del mondo

Esplorare Reykjavik è la città più grande e la capitale dell’Islanda e, situata al di sopra del Circolo Polare Artico, è la città più a nord del mondo. La città conta circa 200.000 abitanti, che rappresentano circa due terzi della popolazione totale islandese, e offre un’interessante combinazione di natura, cultura e vita urbana..

Un po’ di storia

Il nome Reykjavik deriva dal norreno e significa “baia fumosa”. Fondata intorno all’870 d.C. dal leggendario esule norvegese Ingolfur Arnarson, la città nacque nel golfo Faxaflói, in una zona ricca di camini geotermici e fumarole vulcaniche, che hanno ispirato il nome di questo nuovo centro abitato. Da un modesto insediamento agricolo, con il trasferimento della sede vescovile e dell’università nel XVIII secolo, Reykjavik ha iniziato a svilupparsi rapidamente. Oggi, è il centro culturale e politico dell’Islanda, rinomato per le sue attrazioni inconiche. Dal 1920 è la capitale dell’Islanda, che è stata capace di superare la crisi del 2008 e che sempre di più attrae turisti da tutto il mondo.

La città vecchia

La visita a Reykjavik non può che partire dal quartiere della Vecchia Reykjavik, il cuore del centro storico della città e la parte più antica dell’area urbana, dove si trovano i musei più importanti e gli edifici governativi.

Skólavörðustígur

La principale via dello shopping di Reykjavik, un vero e proprio paradiso per gli amanti del souvenir. Qui troverai negozi di artigianato locale, gallerie d’arte che espongono opere di artisti islandesi e caffè dove potrai gustare una fetta di skyr, lo yogurt tipico dell’Islanda. Fermati ad ammirare le colorate casette in legno e immergiti nell’atmosfera vivace di questa via pedonale.

La chiesa luterana Hallgrímskirkja

La Hallgrímskirkja è una maestosa chiesa luterana situata nel cuore di Reykjavik, proprio alla fine della Skolavordustigur. Costruita tra il 1938 e il 1986, la sua architettura distintiva è ispirata ai paesaggi vulcanici islandesi, caratterizzata da linee pulite e un campanile a forma di guglia alta oltre 70 metri con 29 campane di bronzo. È uno dei simboli più iconici della città, tanto da  aver ispirato lo “stile nazionale basaltico islandese”. La chiesa è visibile da quasi ogni angolo di Reykjavik. All’interno, la chiesa offre un ambiente sereno e luminoso, con un organo a canne notevole e un’atmosfera che invita alla contemplazione. La chiesa è visitabile e un ascensore permette di raggiungere una piattaforma panoramica da dove è possibile ammirare il panorama della capitale ai piedi. Alla base della chiesa si trova una suggestiva statua dell’esploratore vichingo Leif Eriksson, donata dal governo degli Stati Uniti nel 1930: questa statua con la chiesa sullo sfondo è uno degli scorci più fotografati di tutta la città.

Piazza di Austurvollur

Dopo questa immersione nella cultura islandese si può raggiungere la piazzetta di Austurvollur, un giardino molto frequentato dagli islandesi durante le giornate di sole, dove ci si può rilassare seduti in uno dei numerosi locali che si aprono sul lato nord della piazza oppure organizzare un bel picnic sull’erba. Sui lati della piazza si trovano anche l’Alþingi, l’elegante sede del Parlamento della Repubblica d’Islanda, e la cattedrale di Reykjavi.

Parlamento islandese

Un edificio in stile neoclassico che ospita il parlamento del paese. Visitare l’edificio permette di conoscere la storia e il funzionamento della democrazia islandese e ammirare la sua architettura imponente.

Cattedrale di Reykjavik

Un’imponente chiesa luterana in stile neogotico nordico che domina lo skyline della città. Salendo sulla torre si può godere di una vista panoramica mozzafiato su Reykjavik e sui suoi dintorni. All’interno della cattedrale, si possono ammirare le sue vetrate colorate e l’organo a canne, uno dei più grandi del nord Europa.

Tjörnin, il lago di Reykjavik

Nel centro della città si trova anche un lago artificiale, un’oasi di pace dove passeggiare lungo le sue rive, osservare gli uccelli migratori e i cigni reali che popolano le sue acque. In inverno, il lago si trasforma in una suggestiva pista di pattinaggio sul ghiaccio all’aperto.

I musei di Reykjavik

I musei da non perdere nella città vecchia sono senza dubbio il Museo nazionale, il Museo d’arte di Reykjavik e il Reykjavik 871+-2.

Museo Nazionale

Un museo, il più grande e importante della capitale, imperdibile per gli amanti della storia e della cultura islandese. La sua ricca collezione di reperti racconta la storia del paese dalla colonizzazione vichinga ai giorni nostri, con mostre interattive e ricostruzioni fedeli che ti faranno rivivere il passato dell’Islanda.

Museo d’arte di Reykjavik

Il Museo d’arte di Reykjavik è un’istituzione museale organizzata su tre siti che permette di avere un’istantanea sull’arte contemporanea in quest’isola, grazie a numerose mostre e installazioni di molti artisti islandesi e un apparato didattico di ottimo livello.

Reykjavik 871+-2

Il museo Reykjavik 871+-2 è il museo archeologico più importante della nazione islandese, costruito sui resti di un’abitazione vichinga del X secolo e dotato di strumenti didattici all’avanguardia, come mostre multimediali e veri e propri tavoli interattivi che permettono al visitatore di compiere un viaggio nella storia più antica dell’Islanda. Difficile non chiedersi l’origine del nome! Si riferisce alla presunta data di fondazione della città di Reykjavik, poiché le datazioni effettuate sul terreno attorno ai resti delle abitazioni vichinghe si stringono attorno a quella serie di anni.

Altre visite, tra cultura e natura

Harpa Concert Hall and Conference Centre

Un edificio ultramoderno con un’architettura unica, progettato dall’architetto Olafur Eliasson. Salendo sul ponte panoramico si può ammirare la vista sul porto e sulla città. L’ideale sarebbe visitare la sala concerti e assistere a un concerto o a un evento culturale.

Sólfar (Sun Voyager)

Una scultura in acciaio che rappresenta una barca vichinga, opera dell’artista Jón Gunnar Árnason. La scultura è uno dei simboli più iconici di Reykjavik e si trova sul lungomare, in una posizione perfetta per ammirare il tramonto sul mare.

I dintorni nella natura

Reykjavik è circondata da una natura mozzafiato, e con un po’ di tempo a disposizione, per una pausa, si possono raggiungere il lago Tjörnin, un’oasi per gli uccelli nel cuore della città, e il parco Laugardalur, ideale per rilassarsi e fare una passeggiata tra fontane, giardini botanici e piscine geotermiche.

La Blue Lagoon

La Blue Lagoon, a circa 40 km dalla capitale, è uno dei luoghi più iconici e celebri dell’Islanda, rinomata per le sue acque termali turchesi e le proprietà curative. Questa Spa geotermale è alimentata dalle acque calde ricche di minerali provenienti dalle profondità della terra islandese. È possibile immergersi nelle sue acque calde, che mantengono una temperatura piacevolmente costante tutto l’anno, tra i 37°C e i 40°C. I visitatori possono rilassarsi nella lussureggiante laguna all’aperto, circondata da paesaggi vulcanici mozzafiato, mentre i depositi di silice conferiscono all’acqua un caratteristico colore azzurro. La Blue Lagoon offre anche una gamma di trattamenti Spa che utilizzano la silice e l’alga azzurra, conosciuta per le sue proprietà benefiche per la pelle. È una destinazione ideale per chi cerca un’esperienza di relax e benessere immersa nella natura islandese.

Una serata tradizionale a Reykjavik

In serata, prima di lasciare la capitale dell’Islanda, ci si può rilassare nei numerosi pub e locali che si aprono sulla Skolavordustigur. I più coraggiosi possono partecipare al famigerato “giro dei bar”: la strana processione che ogni weekend molti islandesi hanno l’abitudine di compiere, spostandosi e bevendo qualcosa in ogni bar della città.

Informazioni pratiche

Glossario di cucina

Ecco le specialità da assaggiare a Reykjavik:

Plokkfiskur: un piatto tradizionale a base di merluzzo o altri pesci bianchi, patate, latte e cipolle, spesso servito con pane nero.

Skyr: uno yogurt islandese particolarmente denso e cremoso, spesso consumato con frutta fresca o miele.

Hákarl: conosciuto anche come “squalo fermentato”, è un piatto tradizionale islandese che può essere un’esperienza culinaria avventurosa per alcuni.

Lamb (Pecora): l’agnello islandese è rinomato per la sua qualità e sapore unici, spesso preparato in vari modi, come stufato o grigliato.

Icelandic Hot Dog: una salsiccia di carne di maiale e montone servita in un panino morbido con diverse salse, come senape dolce, maionese, ketchup e cipolla fritta.

Brennivín: conosciuto anche come “schnapps nero” o “aquavite islandese”, è un liquore forte fatto di patate e aromatizzato con semi di cumino, spesso consumato come digestivo.

Quando andare a Reykjavik 

Il periodo migliore per visitare Reykjavik è durante l’estate, quando le giornate sono lunghe e il clima è più mite, con temperature medie intorno ai 10-15°C. Tuttavia, l’inverno offre l’opportunità unica di avvistare l’aurora boreale, rendendo questa stagione unica. Per vedere l’aurora boreale a Reykjavik e in Islanda in generale, il periodo migliore va da settembre a marzo. Durante questi mesi, le notti sono più lunghe e il cielo è più scuro, condizioni ideali per osservare questo fenomeno naturale. Tuttavia, è importante monitorare le previsioni meteorologiche e le attività solari, che influenzano la visibilità dell’aurora boreale.

Come arrivare e come spostarsi

Reykjavik è facilmente accessibile in aereo con scalo all’Aeroporto Internazionale di Keflavik, situato a circa 45 minuti di auto dalla città. È possibile raggiungere il centro di Reykjavik con un servizio regolare di autobus navetta o noleggiando un’auto per esplorare la città e i suoi dintorni. In alternativa, è possibile arrivare in traghetto dalla Danimarca. Il consiglio è quello di prenotare il viaggio in anticipo, specialmente in alta stagione.

Reykjavik è una città piccola e facile da esplorare a piedi o in bici. È anche possibile utilizzare gli autobus o i taxi. Una buona idea è quella di acquistare la Reykjavik City Card per ottenere sconti sui trasporti pubblici e l’ingresso gratuito a molti musei e attrazioni.

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Roseto Valfortore: un viaggio tra storia, natura e divertimento

Immerso tra le verdi colline della Puglia, il borgo di Roseto Valfortore si erge come un autentico scrigno di tesori da scoprire. Con il suo ricco patrimonio storico, le bellezze naturali e le opportunità di svago, questo luogo incanta i visitatori di tutte le età, offrendo un’esperienza indimenticabile.

Alla scoperta dei luoghi più affascinanti

Un tour attraverso il borgo e il suo territorio circostante rivela una serie di luoghi incantevoli e caratteristici da visitare. Dall’antico forno a paglia, che ancora conserva il fascino delle tradizioni secolari, ai suggestivi mulini ad acqua che punteggiano il paesaggio, ogni angolo di Roseto Valfortore racconta una storia di antica bellezza e autenticità. E per chi desidera immergersi nella freschezza delle acque, la piscina naturale offre un’oasi di relax e divertimento. Poi attraverso la Piazza Vecchia si dipanano caratteristici vicoli e stradine medievali, immerse in un’atmosfera incredibile.

Veduta della piscina naturale di Comune Roseto Valfortore

Fonte: Comune Roseto Valfortore

La piscina naturale di Comune Roseto Valfortore

Avventura e divertimento per tutti

Nei pressi del borgo si estende il Bosco Vetruscelli, accessibile a piedi o in bicicletta, con vari sentieri che conducono a panorami naturalistici suggestivi. Roseto Valfortore è un luogo adatto a tutti i gusti e a tutte le età: oltre all’area attrezzata dedicata ai più piccoli, il borgo si appresta ad inaugurare un parco ludico-sportivo che farà battere il cuore di grandi e piccini. Con un dinosauro di 18 metri di altezza interamente realizzato in legno del Trentino come protagonista, uno scivolo mozzafiato di 10 metri, una teleferica che offre una vista panoramica mozzafiato lungo circa 30 metri e una palestrina per divertirsi e mantenersi in forma, il parco è il luogo ideale per tutti gli amanti dell’avventura.

Un antico mulino di Comune Roseto Valfortore

Fonte: Comune Roseto Valfortore

Il Mulino di Comune Roseto Valfortore

Esplorazione dei dintorni

Inoltre per chi desidera esplorare oltre i confini del borgo, Roseto Valfortore offre una serie di luoghi da visitare nelle vicinanze: dai suggestivi paesaggi naturali ai borghi circostanti ricchi di storia e fascino, c’è tanto da scoprire in questa meravigliosa regione della Puglia. E per chi vuole concedersi una vacanza unica nel suo genere, una selezione di strutture ricettive accoglienti e confortevoli è pronta ad ospitare i visitatori in un’atmosfera familiare e autentica.

Un’esperienza indimenticabile

Un viaggio a Roseto Valfortore regala emozioni e sorprese ad ogni passo. Con la sua ricca storia, le bellezze naturali e le opportunità di svago per tutti i gusti, questo borgo incantato si conferma come una meta ideale per una vacanza indimenticabile, in grado di lasciare un segno indelebile nel cuore di chiunque lo visiti.

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Rabat: Cosa Vedere nella Città Maltese

Rabat, con la sua atmosfera autentica e il suo ricco patrimonio storico-culturale, rappresenta un importante punto di riferimento per chi desidera immergersi nel passato millenario dell’arcipelago maltese. Custode di tesori inestimabili, svela ai visitatori un intreccio di storia, cultura e architettura che promette di ammaliare ogni visitatore. Un labirinto di stradine dorate conduce alla scoperta di splendidi palazzi barocchi e catacombe paleocristiane che sussurrano storie di cavalieri, santi e pirati.

Rabat ospita numerosi edifici storici e chiese che rafforzano il suo ruolo di centro spirituale e storico. La vicinanza a Mdina, l’antica capitale medievale, amplifica l’importanza di Rabat, creando un continuum storico che rende questa città un luogo essenziale per comprendere le radici e l’evoluzione culturale di Malta. Preparati a scoprire cosa vedere a Rabat e lasciati ispirare per il tuo prossimo viaggio in questa incantevole destinazione mediterranea.

Chiesa di San Paolo

La Chiesa di San Paolo riveste un ruolo centrale nella vita spirituale della comunità locale. Costruita nel XVII secolo, sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, l’apostolo Paolo avrebbe trovato rifugio dopo il naufragio sulle coste maltesi nel 60 d.C. L’architettura della chiesa, finanziata dalla nobildonna Guzmana Navarra e progettata dall’architetto Francesco Buonamici, è un magnifico esempio di stile barocco, caratterizzata da una facciata maestosa e interni decorati con affreschi, stucchi dorati e altari sontuosi. Tra i tesori custoditi all’interno, spiccano diverse opere d’arte sacra, tra cui dipinti che raffigurano episodi della vita di San Paolo e preziose sculture.

La chiesa è non solo un luogo di culto attivo, dove si svolgono regolarmente messe e celebrazioni religiose, ma anche una meta turistica di grande interesse per chi desidera esplorare il patrimonio storico e artistico di Rabat. Sotto la chiesa si trova la leggendaria Grotta di San Paolo, accessibile in realtà dalla vicina chiesa di San Publio, dove il santo avrebbe dimorato e predicato durante il suo soggiorno sull’isola. Un luogo di profonda spiritualità, che è stato visitato, tra gli altri, da Papa Francesco e dai suoi predecessori Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

Catacombe di San Paolo

Le Catacombe di San Paolo che risalgono al IV secolo d.C. e rappresentano uno dei più significativi siti archeologici paleocristiani dell’arcipelago. Utilizzate principalmente come luoghi di sepoltura e rifugio durante le persecuzioni, testimoniano l’antica presenza cristiana a Malta e offrono preziose informazioni sulle pratiche funerarie e la vita dei primi cristiani.

Durante un tour delle catacombe si può esplorare l’intricato labirinto di gallerie e camere sepolcrali scavate nella roccia, adornate da nicchie e affreschi. Un’esperienza quanto mai suggestiva e coinvolgente, che consente di immergersi nella storia e nella spiritualità del luogo. Grazie alla loro rilevanza storica e culturale, le catacombe di San Paolo sono una tappa imperdibile per chi desidera comprendere a fondo il patrimonio religioso e archeologico di Rabat e dell’intero arcipelago maltese.

Catacombe di San Paolo, Rabat
Catacombe di San Paolo, Rabat, Malta

Catacombe di Sant’Agata

Estendendosi a breve distanza da quelle di San Paolo, le Catacombe di Sant’Agata costituiscono un altro importante complesso di tombe sotterranee risalenti all’epoca paleocristiana, caratterizzate dalla presenza di una vasta area dedicata al culto. Una basilica sotterranea decorata con affreschi e mosaici risalenti al IV e al V secolo d.C. testimonia l’importanza religiosa e sociale del luogo nell’antichità. Durante una visita alle Catacombe di Sant’Agata, si possono ammirare non solo le strutture sepolcrali, ma anche le opere d’arte che adornano gli spazi di culto sotterranei, offrendo un’esperienza unica e avvincente che permette di immergersi completamente nella spiritualità di questo luogo particolare di Rabat.

Museo Wignacourt

Il Museo Wignacourt occupa un posto d’onore nel panorama culturale dell’isola. Con la sua ricca collezione di armature, arazzi e opere d’arte, è il luogo ideale per un tuffo nella storia medievale e rinascimentale di Malta. Situato nell’edificio che un tempo era la residenza del gran maestro Alof de Wignacourt dell’Ordine di San Giovanni, dal 1981 è dedicato alla conservazione e alla promozione del cospicuo patrimonio storico e artistico dell’arcipelago.

Le sue collezioni includono reperti archeologici, opere d’arte, manufatti religiosi, armi e armature, offrendo una panoramica completa della storia dell’isola dall’antichità fino all’età moderna. In particolare, spiccano i reperti provenienti dalle catacombe paleocristiane di Rabat e da altri siti archeologici maltesi, insieme a dipinti rinascimentali, sculture e oggetti d’arte sacra. Una tappa da non perdere per gli appassionati di storia e arte che desiderano esplorare la ricchezza culturale di Malta attraverso le sue straordinarie collezioni museali.

Domvs Romana

Scoperta nel 1881 e considerata uno dei siti archeologici più importanti dell’isola, la Domvs Romana è un’imponente villa romana del I secolo d.C. che offre una preziosa testimonianza della vita quotidiana di una nobile famiglia sull’isola di Malta al tempo dell’antica Roma. La compongono vari ambienti disposti intorno a un cortile centrale, secondo il tipico stile architettonico delle domus romane, con diverse stanze destinate al riposo, alla cucina, agli incontri sociali, ognuna caratterizzata da preziose decorazioni.

Uno degli elementi più straordinari della Domvs Romana sono i suoi mosaici, che rappresentano scene mitologiche, figure geometriche e motivi naturali, mostrando l’abilità artistica degli artigiani dell’epoca. Il più famoso raffigura un pavone, simbolo di bellezza e immortalità nella cultura romana.

Il museo annesso alla Domvs Romana ospita una vasta collezione di reperti archeologici recuperati durante gli scavi, tra cui affreschi, colonne e altre strutture architettoniche, e rappresenta un’importante finestra sul passato, svelando ai visitatori l’organizzazione sociale, economica e culturale della presenza romana sull’isola.

Giardini Howard

La meta ideale per una pausa di relax tra una visita e l’altra, i Giardini Howard sono un’oasi di tranquillità e bellezza naturale. Intitolati al Primo Ministro di Malta del periodo coloniale, Joseph Howard (1862-1925), formano un confine verdeggiante tra le cittadine di Mdina e Rabat e racchiudono un’apprezzabile varietà di flora e fauna, tra alberi secolari, fiori colorati e arbusti profumati che creano un ambiente suggestivo e rilassante. I visitatori possono passeggiare lungo i sentieri godendo della frescura degli alberi nelle giornate più calde, oppure trovare un posto tranquillo per sedersi ad ammirare i bastioni di Mdina e la bellezza del paesaggio.

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Dormire a Tallinn: i migliori quartieri per il tuo soggiorno

Immersi nella suggestiva cornice della capitale estone, Tallinn, ci troviamo di fronte a una vasta scelta di quartieri, ognuno con il proprio fascino unico e con la propria storia da raccontare. Nell’intrigante labirinto delle strade acciottolate della Città Vecchia, tra le vivaci atmosfere di Kalamaja e il lusso tranquillo di Kadriorg, si aprono opportunità di soggiorno che soddisfano ogni gusto e preferenza. Esplorare i quartieri di Tallinn non è solo un modo per trovare un posto dove posare la testa durante il viaggio, ma anche per immergersi completamente nella cultura e nella vita quotidiana della città. In questa guida, analizzeremo i migliori quartieri dove soggiornare a Tallinn, offrendo uno sguardo approfondito sulla loro storia, sulle loro attrazioni e sull’atmosfera che li rende così unici.

Città Vecchia (Vanalinn): un tuffo nel passato

La Città Vecchia di Tallinn è il cuore storico della città ed è anche sito patrimonio mondiale dell’UNESCO: si tratta sicuramente dell’area più popolare tra i turisti. È famosa per le sue strade acciottolate, gli edifici medievali ben conservati e un’atmosfera fiabesca che ti riporta indietro nel tempo. La Città Vecchia si divide in due zone principali: 

  • Tompeaa (Città Alta): situata su una collina calcarea, questa zona della Città Vecchia è storicamente il centro del potere politico e militare di Tallinn. Qui si trovano il Castello di Toompea, sede del Parlamento estone, e la Cattedrale di Alexander Nevsky. L’atmosfera è tranquilla e solenne, con ampi spazi verdi e punti panoramici che offrono viste spettacolari sulla città.
  • All-Linn (Città Bassa): la Città Bassa si trova invece ai piedi di Toompea ed è il cuore commerciale e sociale della Città Vecchia. Caratterizzata da strade acciottolate e mura medievali, ospita la Piazza del Municipio, la Chiesa di San Nicola e numerosi caffè e negozi. L’atmosfera è vivace e animata, perfetta per immergersi nella vita quotidiana di Tallinn​ e immedesimarsi nella cultura di questo Paese.

Kalamaja: anima hipster e bohémien

Kalamaja, situato a nord-ovest della Città Vecchia, è conosciuto come il quartiere hipster di Tallinn. Questa zona, abitata in passato principalmente da pescatori e operai, è oggi un vivace centro culturale e artistico con un’atmosfera bohemien. Le strade sono fiancheggiate da colorate case di legno del XIX secolo, conferendo al quartiere un fascino unico. La Telliskivi Creative City, un complesso industriale recentemente riconvertito, è il fulcro della vita culturale di Kalamaja, ospitando studi artistici, gallerie, ristoranti alla moda e negozi di design. Un’altra attrazione importante è il Seaplane Harbour, un museo marittimo situato in un hangar per idrovolanti che espone sottomarini e idrovolanti​. Questa zona della città è perfetta per i viaggiatori che amano l’arte, la cultura e le atmosfere anticonformiste; ideale per chi cerca un quartiere alla moda ma con un tocco di storia e autenticità locale. 

Kadriorg: il quartiere più tranquillo dove dormire a Tallinn

Kadriorg, situato a est del centro città, è un quartiere elegante e residenziale noto per i suoi grandi edifici pastello e i suoi ampi spazi verdi. Al centro del quartiere si trova il Palazzo di Kadriorg, il cui adiacente parco offre la possibilità di lunghe passeggiate rilassanti, ammirando le diverse fontane, statue e un laghetto con cigni. Inoltre, il Museo d’Arte di Kumu, situato all’interno del parco stesso, è uno dei più grandi musei d’arte del Baltico, presentando pezzi d’arte estone dal XVIII secolo ai giorni nostri. In sintesi, se cerchi un soggiorno rilassante e lontano dal trambusto del centro città, il quartiere di Kadriorg è il posto che fa per te! 

Kristiine: tra shopping e aree verdi

Questo quartiere è situato a poca distanza dal centro di Tallinn ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Trattandosi di una zona residenziale verde e tranquilla, è ideale per chi cerca un soggiorno rilassante, lontano dal viavai turistico. Tra le attrazioni principali: 

  • Il Kristiine Shopping Centre, rappresenta il punto di riferimento per lo shopping con una vasta gamma di negozi e ristoranti. 
  • I parchi, come Löwenruh Park e Tondimõisa Park, offrono spazi verdi ideali per passeggiate e attività all’aperto.

Kristiine è quindi il posto giusto per famiglie e viaggiatori che preferiscono una zona più tranquilla, ma con facile accesso alle comodità quotidiane​ e al centro storico della città.

Pirita: il quartiere vista mare

Porto Turistico di Pirita

Fonte: iStock

Il tramonto spettacolare sul Porto Turistico di Pirita a Tallinn

Pirita è il quartiere balneare di Tallinn, ideale per chi ama il mare e la natura. Infatti, la caratteristica principale di questa zona sono le splendide viste sulla costa baltica. La spiaggia di Pirita è molto popolare per nuotare e prendere il sole, oltre che per essere una spiaggia adatta a tutti grazie allo strato di sabbia di cui è ricoperta. Il Porto Turistico di Pirita è invece perfetto per attività nautiche e passeggiate sul lungomare, oltre che per godere di quel fascino tipico delle città che si trovano sul mare. Sempre a Pirita è possibile vedere le rovine del Convento di Santa Brigida che offrono un affascinante scorcio sulla storia medievale della città e i Giardini Botanici di Tallinn, che permettono di esplorare una vasta gamma di piante esotiche e locali. Pirita è quindi il quartiere perfetto dove dormire a Tallinn per gli amanti della natura e delle attività all’aperto, offrendo una tranquilla atmosfera balneare.

Rotermann Quarter: connubio tra antico e moderno

Eccoci in un’altra zona moderna e dinamica, situata tra la Città Vecchia e il porto. Questo quartiere è ideale per i viaggiatori che amano la combinazione di architettura antica e contemporanea. Il quartiere è rinomato per la sua architettura innovativa, che mescola edifici industriali restaurati con strutture moderne. Rotermann Quarter è anche un centro nevralgico per lo shopping e la ristorazione, con numerose boutique di design, gallerie d’arte e una vasta offerta di ristoranti alla moda. La vita notturna è vivace, con bar e locali molto frequentati a tutte le ore. Questo quartiere offre quindi un’atmosfera cosmopolita e vivace, ideale per giovani professionisti e creativi che cercano un luogo alla moda e pieno di energia​ per un soggiorno nella capitale estone indimenticabile.

In conclusione, Tallinn, con la sua storia antica e il suo panorama variegato, offre un’ampia scelta di quartieri dove soggiornare che catturano l’essenza stessa della città. Dalla maestosità della Città Vecchia alla modernità del Rotermann Quarter, ognuna di queste zone racconta una storia unica, riflettendo i diversi volti di Tallinn nel corso dei secoli. Che tu sia un amante dell’arte, un appassionato di storia o semplicemente in cerca di un luogo tranquillo per rilassarti, ci sono zone e quartieri della città pronti ad accoglierti a braccia aperte.

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Visitare la Domus Aurea: il palazzo di Nerone a Roma

Nel cuore della capitale, nei pressi di uno dei monumenti più famosi e visitati di tutto il mondo, il Colosseo, si cela un’altra meta che resiste al trascorrere dei secoli, un’opera che si ergeva grandiosa e che rappresentava la residenza imperiale più sontuosa e grande di sempre: si tratta della Domus Aurea, che si estendeva dal Colle Palatino fino al Colle Oppio e parte del Monte Celio, su una superficie di 50 o addirittura 80 ettari.

Fu voluta dall’Imperatore Nerone in seguito all’incendio che, nel 64. d.C., distrusse la maggior parte del centro di Roma e, con esso, anche la sua prima residenza, la Domus Transitoria: doveva essere il palazzo più straordinario che nessun console, re o imperatore romano, fino ad allora, avrebbe mai potuto immaginare.

Domus Aurea, la storia della fastosa residenza di Nerone

La “casa d’oro” (che deve il nome all’immensa cupola dorata e che fu progettata dagli architetti Severo e Celeris) era, infatti, un immenso agglomerato di edifici, fontane, boschi e giardini con, al centro, un lago artificiale. Le camere erano 150, le pareti di mattoni gigantesche e quasi tutte le strutture ricoperte di volte a botti alte dai 10 agli 11 metri. Non mancavano numerose sale per banchetti (tra cui la coenatio rotunda, ampia sala ottagonale che, da quanto riporta lo storico Svetonio, ruotava su sé stessa giorno e notte), padiglioni per le feste nonché terme con acqua normale e solforosa.

Insomma, un vero e proprio tripudio di stucchi, decorazioni, mosaici pregiati, ornamenti in avorio, affreschi, marmi bianchi, e statue provenienti dall’Asia Minore e dalla Grecia.

Tuttavia, alla morte di Nerone, l’Imperatore Vespasiano, con l’intenzione di restituire alla cittadinanza gli spazi usurpati, in pochi anni portò a termine la distruzione della Domus Aurea grazie alla “Damnatio memoriae” ovvero la “condanna della memoria” emanata dal Senato per dimenticare Nerone e la sua residenza dorata.

Così, ordinò di drenare il lago, spianare gli edifici riempiendoli di detriti, e di edificare l’Anfiteatro Flavio, il celeberrimo Colosseo. In seguito, l’Imperatore Tito fece realizzare le Terme mentre l’Imperatore Traiano volle, a sua volta, un complesso termale.

Il destino della Domus Aurea fu quindi quello di scomparire al di sotto di nuove costruzioni per secoli fino a quando, nel Quattrocento, un giovane cadde in un crepaccio del terreno sul Colle Oppio ritrovandosi, inaspettatamente, in una particolare grotta dalle articolate pareti affrescate.

Con il tempo, moltissimi artisti (tra cui Raffaello, Pinturicchio, Michelangelo, Ghirlandaio) e personaggi famosi si lasciarono ispirare e lasciarono la loro firma sulle meravigliose pitture che, però, a causa dell’umidità, persero progressivamente i colori vivi e brillanti.

Gli scavi vennero poi ripresi nel 1772 a fasi alterne. Arrivando ai giorni nostri, la Domus Aurea è stata riaperta al pubblico nel 1999 dopo vent’anni di restauri ma, sei anni dopo, ha visto un ulteriore un periodo di chiusura per problemi di sicurezza e distacchi strutturali.

Finalmente, dal 2015, è di nuovo accessibile al pubblico.

Info per visitare la Domus Aurea a Roma

I lavori di consolidamento e restauro della Domus Aurea continuano tuttora senza sosta per cui le visite sono consentite soltanto il venerdì, il sabato e la domenica, ogni 15 minuti, dalle ore 9.15 alle ore 17.00.

Il biglietto con visita guidata (in italiano e in inglese) e realtà virtuale ha un costo di 26 euro mentre il biglietto per i turni di visita non guidati dalle ore 13.00 alle ore 17.00 intero costa 18 euro mentre ridotto (per cittadini europei dai 18 anni fino al giorno del compimento del 25esimo anno di età) 2 euro.

I giorni di chiusura sono: 2 giugno, 7 luglio, 4 agosto, 1 settembre, 6 ottobre, 3 novembre, 4 novembre e 1 dicembre.

Per arrivare, il modo più semplice è servirsi della Metro Linea B con fermata Colosseo: l’ingresso alla Domus Aurea avviene da Via Labicana.

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Cosa vedere a Tindari, tra cultura, mare e mito

Situata in posizione panoramica su un promontorio roccioso che si sporge a picco sul Mar Tirreno, la cui magnifica vista abbraccia la Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello e le Isole Eolie, Tindari vanta panorami che sono un serbatoio infinito di emozioni. Questa incantevole località turistica in provincia di Messina non è però famosa solo per gli scorci mozzafiato e per le sue peculiari meraviglie naturali, ma anche per un prezioso patrimonio archeologico e sacro che la rende una meta imperdibile in Sicilia.

Basti pensare che la sua bellezza ha ispirato anche lo scrittore Andrea Camilleri, che ha omaggiato questo luogo in uno dei suoi romanzi incentrati sul Commissario Montalbano, da cui è stata tratta anche la popolare serie televisiva. Scopriamo, allora, quali sono le attrazioni che conquistano chiunque visiti questo incantevole borgo.

Viaggio nell’antica storia di Tindari

Frazione del comune di Patti, sul litorale settentrionale della Sicilia, Tindari ha una storia che affonda le sue radici in tempi remoti. In origine Tyndaris – in onore del re di Sparta, Tindaro – fu fondata da Dionisio I di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum. La città, costruita in posizione militarmente favorevole, sulla sommità del promontorio, passò in seguito nell’orbita romana e divenne base navale di Sesto Pompeo, fino a essere presa da Augusto nel 36 a.C., che le conferì lo status di ‘Colonia Augusta Tyndaritanorum’. Cicerone la citò come “nobilissima civitas”.

Successivamente, Tindari fu invasa prima dai Bizantini e poi dagli Arabi. Questi ultimi la rasero al suolo nell’836, offuscandone la storia. Tuttavia, sono arrivate fino a noi le testimonianze architettoniche della città antica, che oggi si concentrano nel cuore dell’area archeologica, consentendo di ricostruire parte del suo passato, in cui si intrecciano storia e leggende.

Cosa vedere a Tindari: il Santuario e il Parco Archeologico

Svetta a 280 metri a picco sul mare, Tindari, un luogo immerso in un paesaggio straordinario, dove convivono archeologia, arte, storia, leggenda e fede. Parliamo di uno dei siti archeologici e devozionali più importanti della Sicilia. Non ci resta, quindi, che iniziare il nostro tour tra i suoi monumenti e le sue attrazioni uniche.

Il Santuario di Tindari e la leggenda della Madonna Nera

Una delle principali attrazioni del borgo siciliano è la Basilica Santuario di Maria Santissima del Tindari o  Santuario di Tindari, dedicato al culto della Madonna Nera. Si tratta di uno dei luoghi sacri più importanti della Sicilia, situato nella parte più orientale del promontorio dove un tempo sorgeva l’acropoli. Fu eretto tra il 1552 e il 1598, nell’area in precedenza occupata dall’antico Castello di Tindari e dove probabilmente un tempo sorgeva un tempio dedicato alla dea Cerere. Già agli albori del XVII secolo, il Santuario era diventato un luogo di culto meta di numerosi pellegrinaggi. Data proprio la grandissima affluenza di fedeli, nella seconda metà del Novecento l’edificio fu affiancato da una nuova costruzione. A partire dal 1957 venne quindi costruito un nuovo luogo sacro ancora più grande, in cui oggi è custodita la celebre Statua della Madonna Nera, al centro di affascinanti leggende.

Secondo la tradizione, la statua bizantina, proveniente dall’Oriente per sfuggire alla persecuzione iconoclasta, impedì alla nave che la trasportava di ripartire, dopo che l’imbarcazione aveva trovato riparo nella baia di Tindari presso i laghetti di Marinello per sfuggire a una tempesta. I marinai depositarono via via il carico a terra, pensando che fosse questo a impedire la partenza, ma solo quando vi portarono anche la statua la nave poté riprendere il mare. Questo fatto venne interpretato come il desiderio della Vergine di rimanere in quel luogo.

La statua della Madonna Nera, rappresentata con una corona in testa nella posizione della “Regina in trono”, con in grembo il Bambino Gesù, venne quindi collocata nella chiesetta che si trovava nel punto più alto del paese e che dal quel momento divenne meta di pellegrinaggi, talmente ambita da dover essere più volte ampliata. Un’altra leggenda narra di un duplice miracolo compiuto dalla Vergine, che avrebbe salvato una bambina per ben due volte dalla morte.

Il Parco Archeologico di Tindari e l’Antiquarium

Il Parco Archeologico di Tindari sorge nell’omonima città antica, che in origine aveva un impianto urbano regolare con ampie strade parallele (decumani) intersecate da strade più strette (cardines). Sul decumano superiore si snodano i principali edifici pubblici: la Basilica, realizzata probabilmente in età augustea e rimasta in uso fino al V sec. d.C, e il Teatro greco-romano, costruito con grandi blocchi di pietra arenaria tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C., la cui capienza era di 3000 spettatori. In età imperiale, lo spazio scenico fu modificato per essere adattato ai giochi circensi. Oggi è sede di numerose manifestazioni di danza, musica e teatro.

Le Terme pubbliche, situate sul terrazzo superiore sul decumano, risalgono alla media età imperiale. Sui pavimenti degli ambienti termali si sviluppano mosaici in bianco e nero con figurazioni varie, tra cui i simboli di Tyndaris e della Trinacria, scene dionisiache, creature marine, databili fra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C. In Contrada Cercadenari si possono inoltre visitare una Domus e un grande edificio pubblico di età romana.

L’Antiquarium del Parco Archeologico di Tindari è articolato in cinque sale e raccoglie una selezione di reperti dall’età preistorica a quella romana, tra cui vasellame di pregio e d’uso comune, vetri, oggetti in bronzo, iscrizioni in lingua greca e latina, decorazioni architettoniche e numerose sculture in marmo. Tra queste, le due “Vittorie alate” del II sec. a.C., di pregevole fattura, e una testa-ritratto dell’imperatore Augusto proveniente dall’area della Basilica.

Veduta del Parco Archeologico di Tindari

Fonte: iStock

Il bellissimo Parco Archeologico di Tindari

La Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello

Nei pressi di Tindari sorge un’altra meraviglia,  di grande e particolare pregio naturalistico: la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, un’area incontaminata e protetta sin dal 1998 con una superficie di circa 400 ettari. L’area lagunare con laghetti di acqua salmastra cambia continuamente aspetto, per l’apporto di sabbia e ghiaia dovuto all’azione congiunta dei movimenti del terreno e delle mareggiate.

L’origine dei laghetti, denominati Marinello, Mergolo della Tonnara, Porto Vecchio, Fondo Porto, Verde e Nuovo è fatta risalire al 1877, probabilmente in conseguenza a trasformazioni dei torrenti Timeto e Elicona che portarono ad accumuli di sedimenti trasportati in mare, creando così le prime lingue di sabbia. Nella primavera del 1982, in seguito a una serie di mareggiate, il più grande dei laghetti assunse la forma di un profilo di donna col manto che sembrava cullare un bambino, dai fedeli identificata come la Madonna Nera.

Nella Riserva si possono ammirare ambienti diversi che vanno dalla vegetazione lacustre a quella della rupe, a quella della spiaggia. Varie specie endemiche di pesci popolano i fondali dei laghetti, alcune piuttosto rare delle acque salmastre, come il piovanello maggiore o ilghiozzetto macrocefalo. Questo luogo è anche perfetto per il birdwatching, con specie di uccelli stanziali ma anche migratori, come il raro falco pellegrino, il fenicottero rosa, il corvo imperiale e la cicogna bianca.

La Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello al tramonto

Fonte: iStock

La suggestiva Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello

L’antico e panoramico Sentiero Coda di Volpe

Una volta completata la visita della zona lagunare di Marinello, non perdetevi l’antico Sentiero Coda di Volpe (chiamato così perché la sua forma ricorda, per l’appunto, la coda di una volpe). Lungo circa 1 km e prevalentemente in salita, con alcuni punti abbastanza ripidi, unisce la Riserva con il Santuario di Tindari e offre una magnifica vista sul mare che abbraccia le Isole Eolie in direzione Nord e il Golfo di Patti a Ovest, mentre a Est si può scorgere Capo Milazzo e la splendida cornice delle spiagge sabbiose della laguna di Marinello. L’inizio del sentiero si trova in Via Monsignor Pullano, a Patti. In passato, questo tragitto rappresentava l’unico punto di collegamento tra il centro di Tindari e il porto dell’antica colonia, mentre successivamente è stato utilizzato come via di pellegrinaggio al Santuario, e ancora oggi è attraversato dai fedeli, oltre che dagli amanti delle escursioni panoramiche.

La splendida Spiaggia di Marinello che cambia forma

All’interno della Riserva, ai piedi del promontorio di Tindari, si trova la bellissima Spiaggia di Marinello, circondata dalla natura incontaminata e lambita dal mare cristallino dai colori cangianti, che spaziano dal verde all’azzurro intenso, e caratterizzata da sabbia morbida e fine. Ogni anno, il litorale peculiare incastonato tra Milazzo e Capo d’Orlando modifica la sua forma, così come il numero dei laghi salmastri aumenta o diminuisce in base a stagione, correnti e maree.

Ad abbellire la spiaggia di Marinello ci sono grotte, calette, falesie e faraglioni levigati dal mare che regalano ai visitatori un magnifico contrasto tra una miriade di sfumature d’azzurro che abbracciano sabbie bianche e multiformi pareti rocciose. La grotta più famosa è quella di Donna Villa,  una maga considerata la “Circe siciliana”. Secondo la leggenda, quando alla donna sfuggiva qualche uomo-preda, per la rabbia scavava la roccia, graffiandola con le unghie. Ogni caletta ha il suo nome e la sua leggenda che vengono tramandate dai pescatori della zona, come la caletta del Serpente, quella di Don Felice, quella di Don Mariano, il Maizanazzo e la Valle. Un nome è stato dato anche alle falesie, tra cui la più suggestiva è quella soprannominata “l’elefante”.

Spiaggia di Marinello, attrazione di Tindari in Sicilia

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La spettacolare Spiaggia di Marinello
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I musei del Lussemburgo da visitare

Il Lussemburgo sorprende per la sua ricca cultura. Piccolo granducato nel cuore dell’Europa che confina con Germania, Francia e Belgio, vanta numerosi musei da visitare assolutamente. Tutti i viaggiatori resteranno piacevolmente colpiti osservando le collezioni di questi musei che vanno dall’arte antica a quella contemporanea, da quella orientata alla storia locale a quella internazionale. Insomma nei musei del Lussemburgo si respira davvero moltissima cultura. Visitarli tutti è molto difficile a meno che non si abbia un tempo infinito a disposizione, ma in base a quelli che sono i nostri interessi e le nostre esigenze è possibile scegliere quelli migliori. Scopriamo di seguito i più interessanti che vanno assolutamente inseriti nell’itinerario di viaggio.

I musei del Lussemburgo da visitare

Nonostante sia un piccolo luogo, il Lussemburgo ha cultura da vendere. Lo dimostrano non soltanto i musei, ma soprattutto i suoi edifici storici che colpiscono per la loro affascinante architettura. Se è l’arte a colpire la nostra attenzione, si potranno selezionare alcuni musei che per le nostre passioni risulteranno più interessanti. Ma quali sono quelli da visitare?

Mudam Luxembourg

Il Mudam, il museo di Arte Moderna di Lussemburgo, ospita collezioni e installazioni di artisti celebri nel mondo. Già la sua struttura potrebbe essere considerata un’opera d’arte, se pensiamo che è stata progettata da Pei, l’architetto che ha realizzato il Louvre. A renderlo unico sono le sue forme:  la piramide e la spirale oltre che le grandi vetrate. Non sono le uniche bellezze di questo luogo, dal suo giardino, infatti, è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città.

  • Dove: 3, Park Dräi Eechelen, Lussemburgo-Kirchberg
  • Orari: martedì dalle 10 alle 18; mercoledì dalle 10 alle 21; dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18.
Museo d'Arte Moderna di Lussemburgo

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Lussemburgo, il museo d’arte moderna

National Art and History Museum

Il museo nazionale di storia ed arte, MNHA, è il più grande del Paese ed offre numerose opere che spaziano tra quadri, sculture, monete e molto altro altro. Da visitare sicuramente la sezione gallo romana e la pinacoteca. Si può considerare il museo dedicato alle grandi collezioni.

  • Dove: Marché–aux-Poissons, 2345 Lussemburgo.
  • Orari: martedì e mercoledì dalle 10 alle 18; giovedì dalle 10 alle 20; venerdì-domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.   

Luxembourg City History Museum

Si tratta del luogo perfetto per chi desidera scoprire e conoscere mille anni di storia della città. I quattordici edifici che lo costituiscono sono stati realizzati tra il XVII e il XIX secolo e raccontano le varie fasi della trasformazione dello Stato. Tra le numerose opere d’arte e documenti storici, merita una visita l’ascensore di vetro che si muove lungo le mura all’interno del museo.

  • Dove: 14, rue du Saint-Esprit, Lussemburgo.
  • Orari: martedì-mercoledì dalle 10 alle 18; giovedì dalle 10 alle 20; dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.

Natur musée

Il Natur musée, come si può intuire dal suo nome, è dedicato alla natura e alla scienza. Ospita la più grande collezione di storia naturale del paese vantando milioni di esemplari attraverso i quali racconta la storia della vita sul nostro pianeta. Non solo piante, ma anche animali, fossili e minerali a rendere ancora più affascinante questo luogo che trova spazio nel quartiere di Grund.

  • Dove:  25 Rue Münster, Grund Lussemburgo.
  • Orari: martedì dalle 10 alle 20; mercoledì-domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.
Natur musée di Lussemburgo

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Visitare il Natur musée a Lussemburgo

Museo nazionale delle Miniere di ferro

Il sud del Lussemburgo è da sempre noto per le sue miniere di ferro, che conferiscono al suolo quel colore rosso che tanto lo caratterizza. Durante la prima guerra mondiale, il Lussemburgo è stato uno dei principali produttori di ferro e ghisa; tutta la sua storia è racchiusa nel museo nazionale delle miniere di ferro. Da provare sono la corsa sulla ferrovia dei minatori nelle gallerie di Rumelange e l’arrampicata su un altoforno delle ex ferriere di Belval. Si tratta di un percorso davvero suggestivo per scoprire questo angolo di mondo non sempre noto. È un museo perfetto anche per i bambini che resteranno affascinati da questo luogo senza tempo.

  • Dove: Carreau de la Mine Walert, 3, 3714 Rumelange
  • Orari: (aprile-giugno-settembre) giovedì-domenica dalle 14 alle 18; (luglio-agosto) martedì-domenica dalle 14 alle 18; (ottobre-marzo) apertura ogni 2° domenica del mese su prenotazione.

Casino Luxembourg

Museo dedicato alle mostre di giovani artisti contemporanei che vanta un cospicuo calendario di interessanti eventi. Situato nel centro della città, si tratta di un piccolo forum di arte contemporanea ristrutturato da poco, quindi nel suo pieno splendore, dove anche i più piccoli potranno trovare cose interessanti.

  • Dove: 41 Rue Notre Dame, 2240 Ville-Haute Lussemburgo.
  • Orari: visite guidate su prenotazione (anche per bambini).

Qualche consiglio utile per un viaggio in Lussemburgo

Ogni paese necessita di alcuni accorgimenti prima di essere visitato, in modo che rappresenti un’esperienza ideale per tutti i turisti. Nel caso del Lussemburgo ci sono alcuni consigli utili e preziosi da tenere presenti prima di partire.

Ecco quali sono:

  1. Migliore periodo dell’anno. Le stagioni perfette per un viaggio lussemburghese sono la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e risulta piacevole dedicarsi alle molte escursioni e camminate che è possibile fare. Anche l’estate, nonostante abbia temperature più calde, ha i suoi vantaggi come quello di un ampio calendario di festival di vario genere così come l’inverno, stagione in cui i mercatini di Natale rappresentano l’attrazione più interessante e suggestiva.
  2. Affittare una bicicletta può essere la giusta soluzione per visitare la città come le sue affascinanti campagne e i villaggi.
  3. Il Lussemburgo ha anche una gustosissima tradizione culinaria tutta da assaggiare. Tra i piatti tipici che non possono mancare sulla tavola del vero turista ci sono: kniddelen, cioè gustosi gnocchi morbidi che vengono cotti sia in padella che al vapore e serviti con burro e panna; Judd mat Gaardebounen, ovvero carne di maiale affumicata accompagnata da fave. Per ultimo non può mancare la friture de la Moselle, un piatto di frittura di pesce della regione della Mosella, ed è proprio da questo che deriva il suo nome. Pastellati e fritti fino alla massima croccantezza, questi piccoli pesci vengono serviti insieme a limone e un bicchiere di vino locale. Si tratta di un piatto che difficilmente può mancare soprattutto nei ristoranti lungo il fiume.

Visitare i musei del Lussemburgo, quindi, può essere anche un modo interessante per scoprire molti altri aspetti di uno dei gioielli dell’Europa.