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L’offerta Ryanair per volare verso le mete calde

La voglia di un viaggio al caldo aumenta con il persistere del maltempo. Se siete amanti del sole e delle alte temperature, non perdetevi l’offerta Ryanair con voli verso alcune destinazioni estive.

L’offerta è valida fino al 7 marzo per volare tra marzo e fine aprile. Ci sono biglietti aerei a partire da 29,99 euro a tratta, ma spulciando tra le offerte se ne trovano anche a prezzi inferiori.

Ecco i nostri consigli di viaggio per partire verso il caldo.

Rotta verso le Isole Baleari

Per chi cerca il sole e le temperature sopra i 20°C non c’è niente di meglio di un viaggio alle Baleari in questo periodo. Vicine, economiche – fuori stagione – e ricche di attrazioni, sono la meta più consigliata per un viaggio a primavera.

Ci sono voli su Ibiza a 15 euro e su Palma di Maiorca a 21 euro. Se le splendide spiagge di queste isole vengono prese d’assalto durante l’estate, già a primavera è possibile godere di un clima gradevole, oltre al fatto di non trovare la folla che si accalca in alta stagione.

Oltre a godervi le isole pressoché deserte, potrete anche trovare offerte di alloggi molto interessanti, visto che la stagione balneare non è ancora iniziata.

Ibiza ha uno splendido centro storico, Dalt Vila, insignito del riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Il dedalo delle viuzze, gli scorci panoramici, i ristorantini chic, la vista dalla città alta e le botteghe dove acquistare capi in pieno stile ibizenco sono solo alcune delle cose da vedere e da fare durante un tour a piedi della cittadina.

Palma è la meta perfetta dove andare in bassa stagione. Innanzitutto, è una vera città con i suoi circa 500mila abitanti ed è molto interessante dal punto di vista culturale perché ha un sacco di attività, di musei anche di arte contemporanea, come la Fundació Miró e altre private.

Poi c’è la cattedrale (Catedral de la Mar o La Seu) che è un gioiello Gotico, dove però ci sono anche opere di arte antica e contemporanea, opere di Antoni Gaudí e altre. Inoltre, Palma è molto vivace e piena di ristoranti. Ma la cosa interessante è che in questa stagione a Maiorca si possono percorrere dei sentieri che d’estate, per via del caldo, non si possono fare.

Malta, l’isola del sole e del relax

Ogni momento è quello giusto per fare un viaggio sull’isola di Malta. Fuori stagione, poi, è una meta perfetta perché si spende meno e si può godere del meglio che la destinazione può offrire praticamente tutto per sé. Ci sono voli a partire da 19,99 euro a tratta.

Chi cerca una vacanza all’insegna del relax, del mangiare bene e delle belle escursioni, deve venire qui in bassa stagione. Questo periodo è perfetto per il trekking, la mountain bike e per praticare attività all’aria aperta. Ma le isole di Malta – Gozo e Comino – sono conosciute anche per il diving, che si fa benissimo tutto l’anno.

La Grecia da scoprire a primavera

Se la stagione non è ancora quella ideale per fare vita da spiaggia, c’è una Grecia che è perfetta per la stagione primaverile. Ed è quella delle grandi isole: Creta, Rodi, Cipro e Corfù. Ci sono voli a partire da 19,99 euro da diversi scali italiani per raggiungere in poche ore una di queste mete meravigliose. Il grande vantaggio è che non servono traghetti, aliscafi né voli interni per arrivarci.

Oltre alle tante splendide spiagge che ci sono su queste isole, sono ricche di siti archeologici, di pittoreschi villaggi, di interessanti musei e di taverne che invogliano a trascorrevi giornate intere con le gambe sotto il tavolo.

Ma ci sono anche tante escursioni che si possono fare a piedi o in bicicletta, per scoprire parchi, grotte, monti, canyon, grazie alle quali poter godere di panorami fantastici. Per citarne alcune: la grotta di Zeus a Creta, un importante luogo di culto dell’epoca minoica. La leggenda narra che fu proprio in questa caverna che venne nascosto Zeus alla nascita per salvarlo dall’odio del padre. Oppure, la Valle delle Farfalle, nell’entroterra di Rodi, un’area protetta di circa 60 ettari tra ruscelli, cascate, una vegetazione lussureggiante, ma soprattutto abitata da milioni di farfalle multicolori.

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In Italia sta per nascere una nuova (e bellissima) pista ciclopedonale

C’è un prezioso angolo del nostro Paese che si sviluppa in una magnifica area verdeggiante e che cambia volto con il mutar delle stagioni. Proprio qui sta per nascere una qualcosa che permetterà al visitatore di goderselo appieno: una nuova (e bellissima) pista ciclopedonale grazie a cui scoprire ancor più profondamente questo posto che pare uscito da un libro di fiabe.

La nuova pista ciclopedonale del Lago di Ghirla

Il luogo in questione è il meraviglioso Lago di Ghirla, una perla della Lombardia che prende vita in provincia di Varese. Di origine glaciale, è già costeggiato per un lungo tratto dal sentiero della Via Francisca del Lucomagno ma, stando a quanto si apprende da VareseNews, sono iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova pista ciclopedonale che permetterà di fare il giro completo di questo prezioso lago.

Sul quotidiano si può leggere che questo nuovo progetto prevede la realizzazione di un percorso che ha l’obiettivo di valorizzare il piccolo bacino della Valganna, senza dimenticare che al primo posto ci sarà la sicurezza. Tuttavia, non mancano le polemiche poiché secondo alcuni il rischio maggiore che si corre è che questo progetto possa rovinare il tranquillo paesaggio del lago. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio ha dato però l’ok alla partenza dei lavori.

Un intervento molto importante, quindi, e finanziato con i fondi di Regione Lombardia, con un contributo dell’Autorità di Bacino lacuale Ceresio, Piano e Ghirla e in parte con fondi comunali. Per quanto riguarda il costo, invece, quello del primo lotto è di 385mila euro, ed altri 730mila serviranno a finanziare il secondo e terzo lotto.

La bellezza del Lago di Ghirla

Posto in una valle prealpina ad un’altitudine di oltre 400 metri, il Lago di Ghirla è immerso in un paesaggio pregno di boschi e vegetazione. È anche la casa di diversi anfibi, come rane e rospi, e pesci d’acqua dolce, tinche, carpe, lucci, persici reali, persici sole di taglia ridotta.

Questo splendido bacino d’acqua pare essere caratterizzato da due anime diverse: ci sono la sponda destra, che è completamente libera e gratuita e che consenti di rilassarsi per poi tuffarsi nelle (gelide) acque del lago (sì, è balneabile), e quella sinistra, chiamata Trelago, in cui è possibile trovare un grande lido attrezzato a pagamento, bagni, aree per bambini, spazi per il barbecue e molto altro ancora.

Si tratta di un luogo ideale per dedicarsi a un po’ di relax, lontano dalla confusione cittadina, e in cui concedersi pause (molto) rinfrescanti nelle sue acque pulite ed estremamente profonde.

D’inverno, invece, il bacino cambia volto perché sorge in una valle particolarmente ombreggiata e per questo non vi batte il sole: il lago si trasforma – quando il meteo lo permette – in una meravigliosa pista da pattinaggio su ghiaccio e per giocare a hockey.

Se fino a poco tempo fa non era possibile fare il giro del completo del lago, grazie a questo progetto i visitatori avranno a breve anche questa opportunità, potendo godere di questo incantevole posto della provincia di Varese come non hanno mai fatto fino ad ora.

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C’è un nuovo alloggio bucolico da provare: è nato da un vecchio trattore

Quando si tratta di alloggi particolari, il mondo non smette mai di stupire. E se pensavate di aver già visto ogni tipo di stravaganza, preparatevi a ricredervi. Nel Regno Unito, precisamente a Skegness, nel Lincolnshire, il contadino inglese Will Roughton ha acquistato un banale trattore agricolo e lo ha trasformato in un alloggio per quattro persone, dimostrando che, quando si tratta di originalità, non ci sono limiti. In soli quattro mesi, tra ruote e fienili, ha organizzato una sistemazione vacanziera più unica che rara.

Will Roughton: il contadino visionario

Da trattore a b&b

Fonte: IPA

Una semplice mietitrice è stata trasformata in un b&b

Nel pittoresco scenario della campagna britannica, un vecchio Massey Ferguson 860 ha recentemente subito una metamorfosi che ha lasciato molti a bocca aperta. Originariamente un fiero mietitore di grano, questo mezzo agricolo è stato trasformato in un esclusivo glamping, pronto ad accogliere gli avventurieri più audaci per un’esperienza di soggiorno unica nel suo genere.

Roughton, 46 anni, ha dedicato quattro mesi alla riconversione di questo mezzo, acquistato per una modica cifra da una famiglia che un tempo lo utilizzava per mietere il grano. Spinto dalla passione e dall’entusiasmo dei suoi figli, il contadino ha investito tempo ed energie per trasformare il trattore in un bucolico alloggio.

Situato in una zona lacustre incantevole e immersa nella natura, è pensato per attirare famiglie in cerca di avventure all’aria aperta. Con un’atmosfera rustica ma confortevole, questo insolito bed and breakfast promette un soggiorno indimenticabile per chi desidera sfuggire alla routine cittadina e godersi la tranquillità della campagna.

Da mietitrice ad accogliente Bed & Breakfast

Ciò che un tempo era un robusto strumento per la mietitura del grano è ora diventato un rifugio insolito, completo di tutti i comfort necessari per un soggiorno indimenticabile. Roughton ha iniziato rimuovendo tutte le parti utilizzate per il raccolto, trasformando il trattore in un guscio vuoto pronto per una nuova vita. Successivamente, ha aggiunto pannelli isolanti e coibentati, garantendo un comfort termico ottimale in tutte le stagioni. All’interno della mietitrice, ora si trovano un accogliente letto matrimoniale, un pratico piano cottura, una scala per accedere al letto e persino un frigorifero.

L’arredamento della suite è un omaggio alla sostenibilità e alla creatività, con oggetti di recupero che conferiscono un tocco unico e affascinante. Una cuccia per cani ricavata da una vecchia cassetta per il trasporto di patate e finestre realizzate con materiali riciclati sono solo alcuni esempi del suo ingegno nel riutilizzare gli oggetti in modo innovativo.

Will Roughton stima di aver speso circa 20.000 sterline per realizzare il progetto. Tuttavia, il risultato finale è stato più che soddisfacente, con la mietitrice che ha iniziato a viaggiare fino alla sede del campeggio situato sulla pista abbandonata di un ex aeroporto militare utilizzato dalla Royal Air Force fino al 2010.

All’interno del camping ci sono anche altri alloggi inusuali aperti ai visitatori, tra cui un’ambulanza riconvertita, un carro armato della Seconda Guerra Mondiale e persino una torre di controllo utilizzata dalla Royal Air Force. Grazie alla sua visione e alla sua illimitata creatività, Roughton ha trasformato un semplice campo in una destinazione turistica unica nel suo genere, pronta ad offrire esperienze indimenticabili a coloro che desiderano vivere l’avventura in modo inconsueto e originale.

Da trattore a b&b

Fonte: IPA

Una semplice mietitrice è stata trasformata in un b&b
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Su questo lago amato da Klimt il cielo dà spettacolo

Nel cuore delle Alpi austriache, c’è un luogo intriso di magia e ispirazione, dove la bellezza della natura si fonde armoniosamente con il genio creativo dell’uomo. Si tratta del Lago Attersee, un gioiello incastonato nel suggestivo paesaggio del Salzkammergut, che ha catturato l’attenzione e il cuore di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: Gustav Klimt.

Questo incantevole specchio d’acqua non era solo un luogo di svago estivo, ma un’autentica oasi di pace e riflessione dove la sua arte poteva fiorire in tutta la sua bellezza. Qui, circondato dalle maestose montagne che si specchiano nelle onde placide, il grande maestro trascorse anni indimenticabili in compagnia di Emilie Flöge, la sua musa ispiratrice.

Per rendere omaggio all’artista e al suo legame indissolubile con questo luogo magico, nel 2003 è nato un percorso tematico attraverso il quale è possibile esplorare i luoghi che hanno ispirato le sue opere più celebri.

Il Lago Attersee e Klimt: una connessione artistica e spirituale

C’è un’armonia segreta tra l’uomo e la natura, una sinfonia silenziosa che solo pochi eletti possono udire. E Gustav Klimt, con la sua sensibilità artistica, era uno di quei rari individui capaci di coglierne le note più sottili. In quei momenti di quiete e contemplazione, egli trovava la sua fonte d’ispirazione più pura. Con il suo taccuino da disegno sempre a portata di mano, catturava l’anima del paesaggio, con ogni pennellata dipingeva l’essenza stessa di questo luogo incantato.

Tra i capolavori più celebri che ritraggono il lago Attersee e i suoi tesori nascosti, spiccano opere come il “Castello di Kammer sul lago Attersee“, simbolo di suggestione e incanto immortalato più volte sulle sue tele. Il “Viale del castello di Kammer” e il “Parco del castello di Kammer” trasmettono un senso di pace e serenità, mentre “Litzlberg am Attersee“, “Case a Unterach” rivelano la magia e l’autenticità dei villaggi che punteggiano le rive del lago. Ma è forse in “Casa del guardiaboschi a Weissenbach am Attersee” che Klimt ha lasciato il segno più profondo. In questo luogo, infatti, ha trascorso i suoi ultimi giorni estivi, avvolto nel calore del sole e nell’abbraccio amorevole della natura.

Inoltre, situato a pochi passi dal suggestivo viale del Castello Kammer, si trova il Centro Gustav Klimt a Kammer-Schörfling che ha aperto le sue porte al pubblico nel 2012, dove è possibile respirare l’essenza stessa della sua creatività. Poco distante, invece, nel 2019, è stato inaugurato il Giardino Klimt, un paradiso di tranquillità e bellezza. E in questo magico connubio tra passato e presente, il lago Attersee continua a ispirare e incantare, proprio come ha fatto con il grande maestro più di un secolo fa.

Guardare le stelle sul Lago Attersee

C’è un’atmosfera magica che avvolge l’area tra i laghi dell’Alta Austria, che si manifesta soprattutto quando il sole lascia il posto alla notte. Qui, lontano dalle luci artificiali delle città, il cielo si apre in tutta la sua magnificenza, rivelando uno spettacolo unico e imperdibile.

Tanto che, nel 2021, il Parco Naturale Attersee-Traunsee è stato ufficialmente designato come il primo Dark Sky Park, un tributo alla bellezza del firmamento che sovrasta questi laghi, invitando a rallentare, sollevare lo sguardo e lasciarsi incantare dal meraviglioso universo.

Quando il sole tramonta dietro le cime delle montagne e le luci delle città svaniscono nel buio, lasciano spazio a una cascata di stelle che punteggiano il cielo come diamanti. Una delle caratteristiche più straordinarie di questo progetto è la possibilità di ammirare la Via Lattea a occhio nudo. Qui, i criteri per l’illuminazione sono stati rivisti e adattati per assicurare che la luce emessa sia controllata e schermata in modo da minimizzare l’inquinamento luminoso e salvaguardare l’integrità dell’oscurità naturale della notte.

Lago Attersee

Fonte: iStock

Lago Attersee, Austria
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È questo il miglior sito archeologico del mondo

Anche noto come l’antica Antiochia sul Fiume d’Oro, quello che possiamo definire come il miglior sito archeologico del mondo era in passato una roccaforte romana e un nodo geopolitico di particolare rilevanza, in grado di catalizzare l’attenzione militare delle potenze economiche confinanti.

Jerash, il “miglior sito archeologico estero”

Siamo a Jerash, antica Gerasa e Capitale dell’omonima regione giordana, nel Nord del Paese, a circa trenta chilometri dalla città di Amman. Un sito dall’importanza storica davvero unica e che ha da poco ricevuto il titolo di “miglior sito archeologico estero”. O meglio, a riceverlo è stato il Jordan Tourism Board che ha ampiamente meritato il premio ACTA – Archaeological Cultural Tourism Award del GIST, Gruppo Italiano Stampa Turistica, un riconoscimento ideato dalla giornalista Clara Svanera.

A tal proposito Marco Biazzetti, country manager Jordan Tourism Board Italia, ha dichiarato: “Ricevere un riconoscimento così prestigioso ci ripaga del nostro lavoro per far conoscere le numerose e importanti testimonianze del passato che la Giordania conserva con cura e orgoglio”.

Jerash, la “Pompei d’Oriente”

Sì, avete letto bene: per la sua importanza e bellezza Jerash è definita la “Pompei d’Oriente”, tanto da essere uno dei siti archeologici di epoca romana meglio conservati al mondo. Inizialmente conosciuta come Gerasa, si caratterizza per essere un vasto complesso di 800 ettari  dove sono gelosamente custodite maestose rovine che testimoniano l’organizzazione urbana del I e II secolo.

Ci sono un vasto foro ellittico di circa 90 metri x 80 racchiuso da 56 colonne ioniche, un imponente ninfeo, eleganti propilei del santuario dedicato ad Artemide, un vasto ippodromo, due teatri, il teatro nord e quello sud, due tetrapili, terme, e molto altro ancora.

Ma non è finita qui perché, nel corso degli anni, gli scavi hanno portato alla luce anche un eccezionale complesso monumentale di epoca cristiana risalente ai secoli IV-VII con numerose chiese di notevole rilevanza. Jerash fu anche colpita da un devastante terremoto nel 749 e per questo venne abbandonata. Tuttavia, la città cominciò a rinascere verso l’inizio del XII secolo, mentre la zona moderna al principio del XIX secolo.

Cosa vedere

Come accennato in precedenza, Jerash conserva ancora tantissimi resti archeologici in grado di raccontare perfettamente il loro passato. Tra le attrazioni da non perdere segnaliamo l’Arco di Adriano, costruito nel 129 d.C. per commemorare la visita dell’imperatore romano. Di particolare rilievo sono le quattro colonne decorate con foglie d’acanto e ornati di capitelli di ordine corinzio

Di assoluto e particolare valore è anche l’Ippodromo, che rappresenta appieno la cultura coloniale romana. Costruito su un’area di 13.000 metri quadrati, riusciva ad ospitare più di 15.000 spettatori che qui assistevano a corse di cavalli, di bighe o rievocazioni di grandi battaglie.

Poi ancora il Foro di forma ellittica che collegava il Tempio di Zeus al Cardus Maximus, tramite una fila di 56 colonne di ordine Ionico. Sono presenti anche due altari e una fontana risalente al VII secolo d.C. e purtroppo non si ha ancora la completa certezza su quale fosse la sua reale funzione.

Molto belli sono anche il Teatro del Nord, che si compone di una ampia gradinata su cui potevano assistere agli spettacoli ben 1.600 persone, e il Teatro Sud, più ampio del precedente e che in passato ospitava un palcoscenico costituito da due piani sovrapposti.

Davvero impressionante è anche il Tempio di Zeus che risale all’età del ferro e che si compone di una scalinata in pietra che conduce ad un’ampia terrazza panoramica, così come lo è il Tempio di Artedime che ancora conserva 11 affascinanti colonne bizantine.

Di notevole coinvolgimento sono anche le tre Chiese di origine Bizantina e il Cardo Massimo, una strada colonnata lunga circa 800 metri che attraversa la città. A colpire il visitatore sono anche la Porta Meridionale, che sfoggia possenti arcate, il Ninfeo, costruito nel 191 d.C. e un tempo composto da due piani sovrapposti sormontati da una semicupola a forma di conchiglia, e il Macellum, l’antico mercato del pesce e della carne.

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Orsanmichele, come visitare il gioiello monumentale di Firenze

È la culla del Rinascimento italiano, uno scrigno prezioso ricco di storia, arti e cultura e dalla bellezza mozzafiato. Stiamo parlando di Firenze, il capoluogo toscano che non smette mai di stupire per la ricchezza del suo patrimonio artistico, culturale e umano.

Ogni angolo della città è una meraviglia da scoprire, dal celebre Duomo con la cupola di Brunelleschi, passando per il Campanile di Giotto, le opere di infinito valore di Michelangelo, Botticelli, Leonardo da Vinci e la Galleria degli Uffizi, fino ai luoghi meno conosciuti, ma altrettanto significativi e ricchi di storia.

Nel cuore del centro storico di Firenze, lungo la via dell’Arte della Lana, a metà strada tra il Palazzo della Signoria e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, spicca un edificio particolare e dal fascino unico, diverso da tutti gli altri. Stiamo parlando di Orsanmichele, la Chiesa-museo finemente restaurata, dalla struttura inconsueta e che mantiene tutt’oggi una funzione sia religiosa che civica, proprio come nel passato. Sì, perché Orsanmichele ora è una chiesa di grande pregio (che ospita anche uno splendido museo), ma in passato era un granaio. La sua storia è unica e curiosa e una tappa qui è d’obbligo in un viaggio alla scoperta delle bellezze di Firenze.

Le origini della chiesa di Orsanmichele

Ciò che rende atipica la chiesa di Orsanmichele è la particolarità della sua architettura. Infatti il suo stile non è quello classico delle strutture ecclesiastiche, a partire dal fatto che si sviluppa su tre piani e le sue pareti sono costruite con semplice pietra che però si alterna ad archi e finestre in stile gotico.

Le prime tracce documentate di questa costruzione risalgono al lontano 895. Inizialmente era un oratorio affiancato ad un orto ed é proprio da qui che deriva il suo nome: inizialmente era San Michele in Orto e con il passare degli anni si è trasformato nell’appellativo attuale, Orsanmichele.

Distrutto e ricostruito per ben due volte tra il 1239 e il 1336, l’edificio è diventato un mercato in cui venivano conservati e venduti i cereali, la paglia e il grano. La testimonianza dell’impiego che ne veniva fatto è visibile ancora oggi: due delle colonne, infatti, sono vuote e presentano delle fessure tramite le quali venivano trasportate le granaglie tra i vari piani dell’immobile.

Era un mercato a tutti gli effetti: all’ultimo piano, il terzo, venivano stivate le varie scorte di prodotti utili in caso di assedio o carestia. Al secondo piano erano ospitati gli uffici, mentre esternamente c’erano ampie arcate a formare la loggia.

La trasformazione: dal mercato alla chiesa

Come è possibile che una struttura dedicata alla conservazione e vendita di granaglie sia diventata una chiesa di pregio? Sembra incredibile, ma fu un dipinto a dare inizio alla trasformazione.

Tutto ha origine dall’immagine della Madonna che venne appesa a una delle colonne del mercato. Non ci sarebbe nulla di particolare, se non fosse per il fatto che questa Madonna era considerata miracolosa. Distrutto da un incendio e poi ricreato dall’artista Bernardo Daddi (nel 1347), questo dipinto divenne un punto di riferimento per la popolazione che si recava numerosa sotto la loggia per pregare la “Madonna delle Grazie”.

Quello che era il mercato, visto l’ingente flusso di fedeli che vi si recava per pregare, iniziò ad essere visto come luogo sacro e per questo si prese la decisione di trasformarlo in una chiesa, nella seconda metà del Trecento.

Era il 1339 quando venne stabilito che le Arti (le corporazioni di arti e mestieri fiorentine) avrebbero contribuito alla trasformazione di Orsanmichele fornendo ciascuna una statua del loro santo patrono, che vennero posizionate nelle 14 nicchie esterne, lungo i quattro lati della struttura. Le opere vennero concretamente realizzate e terminate solo moltissimi anni dopo, videro la mano e il genio di alcuni dei massimi esponenti del Rinascimento: Donatello, Luca della Robbia, Brunelleschi, Verrocchio e Ghiberti.

Cosa vedere nella chiesa e nel museo

La chiesa e il museo di Orsanmichele (ospitato nei due piani superiori dell’edificio che un tempo ospitavano le granaglie e gli uffici del mercato) sono uno scrigno ricco di opere realizzate dai massimi esponenti del Rinascimento fiorentino.

Oggi 11 delle statue originali che si trovavano nei tabernacoli esterni sono state trasferite all’interno ed esposte nel museo di Orsanmichele. Queste importanti sculture rinascimentali si trovano esposte nella stessa direzione in cui erano rivolte quando si trovavano nelle nicchie esterne, guardando i passanti e lasciandosi ammirare allo stesso tempo. Visitando la sala delle statue sembrerà un po’ come tornare a passeggiare lungo le stradine attorno alle mura della chiesa, ma con scorci suggestivi e mozzafiato sulla città di Firenze attraverso le ampie finestre ad arco dell’edificio.

All’interno della Chiesa di Orsanmichele, al piano terra, spicca il prezioso tabernacolo dell’Orcagna, la monumentale struttura in marmo dallo stile gotico molto ricercata nei dettagli, realizzata nel 1359 da Andrea di Cione (chiamato anche “l’Orcagna“) al cui interno si trova la pala a fondo oro della Madonna delle Grazie di Bernardo Daddi.

Merita una menzione speciale anche l’altro altare della chiesa in cui si può ammirare la scultura della Vergine con Bambino e Sant’Anna, un’opera cinquecentesca di Francesco da Sangallo.

Come visitare Orsanmichele

Dopo la chiusura prolungata dovuta a importanti lavori di restauro e riallestimento, durata ben 400 giorni, Orsanmichele ha riaperto le porte ai fedeli e ai visitatori dal mese di gennaio 2024. La visita a questo edificio ricco di storia e arte pregiata è una tappa obbligata nell’esplorazione di Firenze, una delle città più belle del mondo.

È possibile visitare l’intero edificio di Orsanmichele in tutto il suo splendore ogni giorno fino al 12 marzo 2024 (mentre dal 13 marzo viene introdotto il giorno di chiusura il martedì), pagando un biglietto dal costo di 8 euro a persona. L’edificio rimane aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 18.30, e la domenica dalle 8.30 alle 13.30.

Ogni prima domenica del mese, grazie all’iniziativa del Ministero della Cultura “Domenica al museo“, l’ingresso è gratuito per tutti coloro che vogliono visitare questo splendido gioiello monumentale. Inoltre, l’8 marzo 2024 l’ingresso nella Chiesa e nel museo di Orsanmichele è gratuito per tutte le donne, in occasione della festa a loro dedicata.

Chiesa di Orsanmichele dall'esterno

Fonte: iStock

Chiesa di Orsanmichele, dettaglio esterno
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Dormire in una tenda teepee in un parco nazionale: l’esperienza da sogno

Siamo sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alle memorie indissolubili della nostra vita. Dalle più avventuriere e originali a quelle più rilassanti e rigeneranti, sono proprio le esperienze a cambiare il nostro punto di vista e per questo un nuovo viaggio è sempre una buona idea.

Per accontentare gli amanti dell’avventura più curiosi e, insieme, anche coloro che ricercano pace e tranquillità, il glamping rappresenta un ottimo mix da provare almeno una volta nella vita. Dalle tende, ai cottage e alle case sugli alberi, in Italia e nel resto del mondo sempre più persone scelgono questa modalità di soggiorno che unisce l’avventura alle comodità di un viaggio di lusso.

Siete appassionati di glamping? Ora potete vivere un’esperienza unica e stravagante che vi porterà indietro nel tempo fino a dormire nelle tipiche case degli antichi indiani d’America: le bellissime tende teepee immerse nel suggestivo Parco nazionale di Capitol Reef.

Parco nazionale di Capitol Reef

Si estende per oltre 160 chilometri ed è uno dei parchi più belli d’America, ma anche uno dei più sottovalutati. Il Parco nazionale di Capitol Reef è una meraviglia di colori, imponenti montagne rocciose, canyon e vegetazione selvaggia. Situato a sud dello stato dello Utah, si tratta di una lunga e stretta area naturale tra le meglio conservate che prende il nome dalla barriera geologica del Waterpocket Fold.

Fondato nel 1971, il parco è aperto ai visitatori tutto l’anno, anche se il periodo migliore per avventurarsi comprende i mesi tra maggio e ottobre. In quest’area dalla bellezza mozzafiato il turismo di massa non è ancora arrivato e per questo rappresenta un’oasi di pace per coloro che ricercano un’avventura unica e suggestiva.

Parco nazionale di Capitol Reef

Fonte: iStock

Parco nazionale di Capitol Reef, Utah

Dormire in una tenda teepee

Assaporare l’esperienza del glamping è già di per sé affascinante, ma farlo in una tenda teepee dalla storia centenaria è sicuramente memorabile.

Ci troviamo nello Utah e in particolare a Torrey, un piccolo villaggio di nemmeno 300 abitanti che si trova a poco meno di 2 chilometri dall’ingresso del Parco nazionale di Capitol Reef. Immerso nella natura spicca il Capitol Reef Resort, nel quale è possibile vivere l’esperienza unica e indimenticabile di avventurarsi nel paesaggio roccioso del parco e, allo stesso tempo, rilassarsi e godere di ogni comfort e lusso.

Qui, oltre alle classiche camere da hotel, infatti, si trova anche un’area dedicata alle tende teepee, un glamping di tutto rispetto per garantire ai visitatori un ambiente chic e curato nei minimi dettagli, che riporta ai tempi degli antichi indiani d’America. Un gruppo di pali di betulla che sorreggono teli in pelle e rivestimenti interni in tessuto, saldati tra loro e al suolo con corde e picchetti: le tipì (il loro nome nella versione italiana) erano le dimore dei nativi americani che vivevano nella parte settentrionale degli USA,  nelle Grandi Pianure, tra praterie e steppe.

Le tende del resort, con un’area di circa 20 metri quadri, sono arricchite da splendide decorazioni e offrono letti king size con raffinata biancheria, una grande tv a schermo piatto, e un salottino accogliente in cui rilassarsi leggendo un libro. Non può mancare il bagno, privato per ogni tenda, che si trova a pochi passi e completamente accessoriato.

Ma non è tutto, perché in un glamping che punta al mix perfetto tra avventura e comfort di lusso non possono mancare alcuni servizi di alta qualità che lo rendono davvero speciale: una piscina esterna riscaldata e una deliziosa vasca idromassaggio dalle quali ammirare il suggestivo paesaggio circostante, una palestra con vista sul Capitol Reef, un ristorante e anche la connessione Wifi che copre l’intera area. Tutto quello che può offrire un soggiorno di lusso immerso in un ambiente naturale mozzafiato.

Le tende sono prenotabili da metà maggio a metà ottobre.

Non solo lusso e relax

Ci troviamo immersi nella natura selvaggia di Capitol Reef, con le maestose montagne di roccia rossa a creare un paesaggio unico e spettacolare tutto da scoprire. Il Capitol Reef Resort, che ha ottenuto nel 2023 il Travel + Leisure World’s Best Award, offre la possibilità di avventurarsi in tre tipologie di tour guidati. Dai safari in jeep fino alle escursioni a cavallo o in compagnia dei lama, attraversando la Foresta nazionale di Fishlake (compresa tra le montagne rocciose del parco) e ammirando le maestose pareti colorate del selvaggio West. Sembrerà di catapultarsi in un vecchio film western nel quale, al posto di John Wayne, i protagonisti sarete proprio voi.

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Uno degli aeroporti più incredibili del mondo cambia nome

C’è aria di cambiamento negli Emirati Arabi Uniti: uno dei suoi aeroporti principali, con sede ad Abu Dhabi, è ora intitolato alla figura di Zayed bin Sultan Al Nahyan, padre fondatore del Paese. Oltre alla modifica inerente al nome, lo scalo si rinnova completamente. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, ha inaugurato il nuovo Terminal e ha ampliato il suo network, aggiungendo diverse destinazioni in tutto il mondo. Scopriamo qualcosa in più.

Abu Dhabi, il nuovo nome dell’aeroporto

Fino a pochi giorni fa era noto con il nome di Abu Dhabi International Airport, ma ora assume una nuova veste: lo scalo, uno dei principali degli Emirati Arabi Uniti, sta vivendo un periodo di particolari cambiamenti che lo stanno trasformando enormemente. A partire proprio dal nome: oggi è chiamato Zayed International Airport, una scelta che richiama le radici di un Paese dalla storia millenaria. L’ispirazione arriva infatti dallo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, primo presidente degli Emirati Arabi Uniti – in carica dal 1971 al 2004, anno della sua morte.

“Siamo orgogliosi di rinominare il più grande aeroporto di Abu Dhabi in onore del padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti. Aprendo le porte al mondo, lo Zayed International Airport segna una nuova era per il settore dell’aviazione di Abu Dhabi. L’avanguardistica infrastruttura dell’aeroporto offre connettività, innovazione e sostenibilità eccezionali, per un’esperienza elevata degli ospiti, oltre a promuovere al contempo il turismo, il commercio e gli scambi regionali verso nuove vette” – ha affermato lo sceicco Mohammed bin Hamad bin Tahnoon Al Nahyan.

Tutte le novità sullo Zayed International Airport

Lo scalo, inaugurato nel 1982, è il secondo più trafficato degli Emirati Arabi Uniti – subito dopo quello di Dubai. Si trova a circa 30 km dalla città di Abu Dhabi, ed è base per la compagnia aerea di bandiera Etihad Airways, oltre che per le compagnie low cost Wizz Air Abu Dhabi e Air Arabia Abu Dhabi. Negli ultimi anni, ha subito una vera e propria trasformazione che lo spinge nell’olimpo degli aeroporti, consentendogli di richiamare un maggior numero di turisti e di offrire un servizio sempre più interessante dal punto di vista qualitativo.

La novità più importante è senza dubbio l’apertura del Terminal A, che è stato inaugurato il 31 ottobre 2023: oggi accoglie tutti i voli in partenza e in arrivo dall’aeroporto, consentendo la chiusura dei vecchi Terminal. Lo scalo è così in grado, secondo le prime stime, di far transitare sino a 45 milioni di passeggeri all’anno, e i numeri lo dimostrano di già. Nel corso dei primi due mesi di piena operatività, il nuovo Terminal è stato frequentato da ben 4,48 milioni di passeggeri – suddivisi in 1,21 milioni di arrivi, 1,22 milioni di partenze e 2 milioni di trasferimenti.

Lo Zayed International Airport, inoltre, sta ampliando il suo network. Il Terminal A ha visto partire, sempre nei suoi primi due mesi di attività, oltre 24.000 voli. In particolare, nel dicembre 2023 l’aeroporto ha servito 117 destinazioni di viaggio: si tratta di un grande successo, se paragonato alle 100 mete che erano servite nello stesso periodo dell’anno precedente, segnando quindi un aumento del 20%. Infine, lo scalo si distingue per l’adozione di strumenti sempre più all’avanguardia, come la tecnologia biometrica per velocizzare il processo di imbarco, e per un’ampia offerta di negozi e ristoranti dove i passeggeri possono intrattenersi, in attesa del proprio volo.

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Dove trovare i campi di tulipani più belli d’Italia

È una fioritura bellissima quella dei tulipani, un trionfo di colori e profumi che rallegra la primavera e adorna aiuole e giardini. Per ammirarli al meglio della loro fioritura, non c’è niente di meglio che godersi l’opportunità offerta dai parchi italiani Tulipark, nel periodo che va, all’incirca, da metà marzo alla fine di aprile: si tratta del più grande festival di tulipani in Italia, accompagnato da svariate attrazioni e spettacoli di intrattenimento.

Qui i visitatori possono apprezzare le distese di fioriture di oltre un milione di tulipani con più di 75 varietà, scattare magnifiche fotografie e raccogliere gli esemplari che più gradiscono per comporre deliziosi bouquet personalizzati.

Il Tulipark di Bologna

Iniziamo il viaggio alla scoperta dei campi di tulipani più affascinanti d’Italia (non è necessario andare fino in Olanda per lasciarsi incantare da questo fiore unico) con il Tulipark di Bologna, in Via dell’Arcoveggio 58/60, un parco in stile olandese che vanta la fioritura di circa 500mila bulbi dalle molteplici sfumature che lo fanno assomigliare a un dipinto.

Un percorso guidato e illustrato accompagnerà alla scoperta della storia, dei segreti e delle curiosità del tulipano, e non mancheranno l’occasione di comporre un bouquet con le varietà preferite, un mega mulino a vento, golose specialità dello street food olandese, il klompen gigante (la curiosa scarpa olandese) dove poter entrare per scattare foto memorabili, e la mucca frisona.

La stagione, quest’anno, ha inizio il 25 marzo e termina il 19 aprile e il parco è aperto (anche in caso di pioggia) tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00.

Biglietto di ingresso 8 euro a persona (senza tulipani), bambini sotto il metro gratis.

Il Tulipark di Roma

A quattro chilometri dal Colosseo, in Via dei Gordiani 73 accanto a Villa De Sanctis, torna per il 2024 il Tulipark della Capitale che, per la VI edizione, ha in programma di aprire i battenti il 23 marzo e rimanere visitabile fino alla metà di aprile (la data esatta è da confermare in base alle fioriture).

All’ingresso del parco, una guida accoglie e orienta i visitatori, dopodiché basta munirsi di secchiello, scegliere i tulipani che più catturano lo sguardo, sfilarli con delicatezza dal terreno e portali all’apposito gazebo dove verranno incartati.

Anche presso il parco di Roma (aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 pure in caso di pioggia) sarà presente lo street food olandese e incanteranno il mulino a vento, la gigantesca scarpa olandese klompen e la mucca frisona.

Il Tulipark di Spoleto

Il primo giardino u-pick in stile olandese dell’Umbria, dove apprezzare lo spettacolo di migliaia di tulipani fioriti a perdita d’occhio, è nato a Spoleto nel 2022, e precisamente a Baiano di Spoleto in Via Lenin 39 (a circa 7 chilometri dal centro).

Anche in questo caso, siamo di fronte a un’occasione straordinaria per fare la conoscenza con i profumati e coloratissimi fiori primaverili, passeggiare tra le aiuole, scattare foto al maxi mulino a vento e al klompen gigante, e comporre il proprio bouquet che verrà incartato dagli addetti.

Il parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 anche in caso di pioggia.

Il Tulipark di Bari

Infine, la magia dei tulipani si regala a Bari dove è iniziato il conto alla rovescia per la visita al Tulipark con oltre 120mila bulbi.

Ancora riservata (ma manca davvero poco) la data di apertura per il parco novità del 2024!

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È allarme dengue, a Fiumicino scattano i controlli

L’aeroporto di Roma Fiumicino ha innalzato il livello di sorveglianza per l’allerta dengue a codice giallo in seguito all’aumento dei contagiati con il virus in particolare in Brasile e Argentina (la presenza in Argentina un tempo era limitata ai confini con Bolivia e Paraguay, ma la scorsa estate si è estesa fin quasi alla Patagonia e i casi si sono quintuplicati).

Sono, così, scattati maggiori controlli sugli aerei provenienti dal Sudamerica per ridurre il più possibile il rischio di “importare zanzare infette”.

Scopriamo di più.

Dengue, la malattia virale trasmessa dalle zanzare

Ma che cos’è la dengue?

Si tratta di una malattia virale (endemica nei Paesi del mondo a clima tropicale, oltre 100) trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes.

I principali sintomi, causati da un arbovirus, sono febbre alta, eruzioni cutanee, mal di testa acuto, nausea e vomito, e dolori articolari e muscolari.

Negli ultimi decenni ha visto un significativo incremento e alcuni focolai si sono verificati anche in Europa: infatti, la globalizzazione e la “tropicalizzazione” del clima rischiano di far diventare endemiche anche da noi malattie che, in passato, apparivano invece molto lontane.

La situazione in Brasile

In questo inizio 2024, il Brasile è risultato il Paese più colpito dalla dengue, con oltre 740.000 contagi e svariate aree in cui le strutture sanitarie sono ormai arrivate al collasso: un momento serio che si mostra peggiore di quello del 2023 con 151 decessi nelle prime settimane del nuovo anno rispetto ai 118 registrati in tutto il 2023, appunto.

E in Italia?

In Italia la dengue è sotto controllo, il sistema sanitario è “allertato ma tranquillo”.

Infatti, a febbraio, i casi registrati sono 48 ma tutti importati mentre, nel 2023 si erano verificati 347 casi di dengue, la stragrande maggioranza relativi a viaggiatori in arrivo da Paesi stranieri.

Il livello di allerta e vigilanza è stato innalzato “nei confronti dei vettori provenienti e delle merci importate dai Paesi in cui è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia“.

I controlli all’aeroporto di Roma Fiumicino

Dopo l’incremento dei casi soprattutto in Brasile e in Argentina, l’aeroporto di Roma Fiumicino ha aumentato il livello di vigilanza nei confronti degli aerei, delle merci e dei passeggeri che arrivano da tutti quei Paesi in cui è frequente il rischio di contrarre la malattia Dengue.

Infatti, il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia, ha inoltrato una richiesta agli uffici di sanità marittima aerea e di frontiera (Usmaf-Sasn) invitandoli a “innalzare il livello di allerta e vigilanza nei confronti dei vettori provenienti e delle merci importate dai Paesi in cui è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia o dove è presente Aedes aegypti“.

Inoltre, la circolare sottolinea che “il regolamento sanitario internazionale prevede che l’area aeroportuale/portuale e i 400 metri circostanti siano tenuti liberi da fonti di infezione e contaminazione, quindi anche roditori e insetti“.

Tra le misure introdotte presso lo scalo della Capitale c’è la disinfezione, sanificazione e disinfestazione degli aerei provenienti dai Paesi a rischio. In più, da mesi sono presenti dei totem, in italiano e inglese, che illustrano ai viaggiatori internazionali le raccomandazioni comportamentali da attuare prima della partenza, durante la permanenza e poi al ritorno in Italia.