Tra le possenti cime dei Pirenei spagnoli, è possibile individuare delle case in pietra che sembrano quasi scivolare lungo il pendio fino a raggiungere le acque turchesi di un bacino artificiale. Sono i i tetti scuri in ardesia di Lanuza, borgo ricco di vicoli raccolti su cui svetta un pittoresco campanile. Se tutto questo vi sembra quasi banale, siete sulla strada sbagliata: è uno degli scorci più particolari della Valle de Tena (una regione montuosa dell’Aragona) e questo è persino un borgo che ha affrontato una vicenda che ha rischiato di cancellarlo definitivamente dalla carta geografica.
Lanuza è infatti un paese tornato a vivere dopo essere stato completamente abbandonato. Negli anni ’70, la costruzione di una diga sul fiume Gállego costrinse gli abitanti a lasciare le proprie case, destinate scomparire sotto l’acqua. Il livello del bacino si fermò però più in basso rispetto a quello previsto, risparmiando buona parte dell’abitato.
Fu così che durante gli anni ’90, gli antichi (e determinati) residenti intrapresero una lunga battaglia: riacquistarono le proprietà e ricostruirono ciò che apparentemente era stato perduto per sempre. Una vera e propria impresa collettiva, quindi, grazie alle quale il territorio si è nuovamente impreziosito delle sue abitazioni, delle tradizioni e del persino del suono delle campane.
Cosa vedere a Lanuza
A circa 1.284 metri di altitudine, Lanuza sfoggia dimensioni decisamente contenute, ma non per questo meno affascinanti. Il nucleo abitato si sviluppa su un versante rivolto verso il lago, con edifici addossati gli uni agli altri per adattarsi alla pendenza del terreno.
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Il centro storico e le case di pietra
Entrando nel centro storico di questo piccolo paese della Spagna si viene immediatamente accolti da facciate in pietra grigia, da coperture inclinate in ardesia e dai passaggi stretti che separano le abitazioni. Alcune costruzioni presentano balconi e infissi in legno, mentre altre conservano gli elementi più essenziali dell’architettura rurale pirenaica.
Particolarmente interessante è il contrasto tra i palazzetti recuperati e le tracce dell’antico insediamento. La ricostruzione avviata dagli abitanti ha cercato di rispettare il carattere originario del paese, riportando alla luce anche elementi degli spazi pubblici, tra cui la fontana e gli antichi terrazzamenti.
Una piccola curiosità: Lanuza è legato alla famiglia che diede i natali a diversi Justicias de Aragón, figure istituzionali incaricate di tutelare l’ordinamento giuridico del regno medievale. Tra i personaggi più illustri compare Juan V de Lanuza, ricordato anche con l’appellativo di El Mozo, ossia il Giovane.
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La Chiesa di El Salvador
Nella parte superiore del paese si distingue la Chiesa di El Salvador, uno degli edifici più rappresentativi del borgo. Costruito nel corso dell’800 (sempre con l’uso di alcuni elementi della precendente struttura medievale), vanta sul suo portale il crismon, un simbolo cristologico tipico dell’arte romanica aragonese.
All’interno è custodito un reliquiario d’argento datato 1557, contenente reliquie attribuite a Santa Quiteria, patrona del paese. La chiesa, tra le altre cose, fu il primo grande edificio recuperato dagli ex residenti durante i lavori iniziati nel 1992.
Il lago artificiale di Lanuza
Ai piedi delle abitazioni si estende l’Embalse de Lanuza, un bacino artificiale alimentato dal fiume Gállego e dai corsi d’acqua provenienti dalle montagne circostanti. La realizzazione dell’opera sommerse parte dell’antico nucleo urbano e circa 114 ettari di terreni, prevalentemente utilizzati per il pascolo.
iStockIl suggestivo Embalse de Lanuza
Oggi permette di ritrovarsi al cospetto di uno scenario quasi alpino, con le montagne che si riflettono su du esso nelle giornate calme, mentre i colori cambiano con la luce.
Il palcoscenico galleggiante del Festival Pirineos Sur
Lanuza custodisce anche una delle arene musicali più insolite della Spagna: sulle acque del bacino viene installato il palcoscenico del Festival Internacional de las Culturas Pirineos Sur, manifestazione dedicata alla musica e all’incontro tra tradizioni artistiche provenienti da diversi continenti.
La particolarità è proprio la posizione del palco, collocato sull’acqua, mentre il pubblico assiste ai concerti da un auditorium all’aperto con una capacità di circa 5.500 persone.
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Cosa fare a Lanuza
La Valle de Tena è una delle aree più interessanti dei Pirenei aragonesi per la varietà dei paesaggi. Nel raggio di pochi chilometri si incontrano boschi di faggi, torrenti, piccoli laghi glaciali chiamati ibones e cime che superano i 3.000 metri.
Percorrere i sentieri intorno al lago: il Camino Natural del Embalse de Lanuza segue parte delle antiche vie di collegamento tra il borgo e Sallent de Gállego.
Praticare sport acquatici: presso l’Embarcadero Suscalar, lungo la strada tra Lanuza e Sallent, è possibile noleggiare kayak, pedalò e tavole da paddle surf (stagione permettendo).
Raggiungere la cima del Pacino: rilievo particolarmente apprezzato per la vista sulla Valle de Tena, sul lago di Lanuza e sulle montagne circostanti.
Visitare Sallent de Gállego: paese che conserva un interessante centro storico con edifici tradizionali e la Chiesa dell’Assunzione, di origine tardogotica.
Esplorare il bacino di La Sarra: è piccolo, ma circondato da boschi e dominato dalla sagoma della Peña Foratata.
Sciare a Formigal-Panticosa: in inverno le vicine stazioni sciistiche rappresentano un richiamo per gli appassionati degli sport sulla neve.
Assaggiare la cucina aragonese: tra le specialità locali ci sono le migas aragonesas, preparate con pane sbriciolato e ingredienti saporiti, le chiretas, una ricetta tradizionale a base di interiora d’agnello e riso, e gli empanadicos, dolci ripieni tipici della regione.
Scoprire il patrimonio folkloristico locale: durante le feste tradizionali viene riproposto il Palotiau, una danza nella quale i partecipanti battono ritmicamente bastoni di legno.
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Dove si trova e come arrivare
Lanuza si trova nella comunità autonoma dell’Aragona, nella Spagna nordorientale, all’interno della provincia di Huesca. Fa parte della comarca dell’Alto Gállego ed è situata nella Valle de Tena, a poca distanza dal confine francese. Per raggiungerla in automobile, il principale riferimento è la strada A-136, che attraversa la valle in direzione di Sallent de Gállego e del valico del Portalet. Da questa arteria si imbocca la deviazione locale per Lanuza.
Chi parte da Huesca può percorrere la A-23 verso Sabiñánigo, proseguire in direzione di Biescas e risalire la valle lungo la A-136. La distanza è di circa 90 chilometri, variabile in base al punto di partenza. Da Saragozza occorre prevedere un tragitto di circa 160 chilometri.
Il periodo più indicato va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando i sentieri sono generalmente più accessibili e il paesaggio si arricchisce dei colori dei prati e dei boschi. Luglio è piuttosto vivace grazie al Festival Pirineos Sur, mentre settembre regala spesso un’atmosfera più tranquilla.
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Durante l’inverno, la neve sulle montagne e sui tetti di ardesia trasforma completamente l’aspetto del villaggio, rendendolo una meta interessante anche per chi desidera conoscere il volto più autentico dei Pirenei aragonesi.