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Concerto di Capodanno Rai 2026 a Catanzaro: una notte di musica tra cielo e mare

Il Concerto di Capodanno Rai 2026 arriva a Catanzaro, portando nel capoluogo calabrese uno degli eventi televisivi più seguiti “L’Anno che Verrà”, storico appuntamento di Rai 1 che accompagna milioni di italiani nel passaggio al nuovo anno. Trasmesso in diretta nazionale la sera del 31 dicembre 2025, la kermesse quest’anno si svolgerà sul Lungomare “Stefano Pugliese” di Catanzaro Lido, affacciato sul Mar Ionio.

La scelta di Catanzaro conferma il ruolo sempre più centrale della Calabria nel panorama dei grandi eventi culturali e musicali (dopo Crotone e Reggio Calabria, la grande kermesse di Capodanno torna in Calabria per il terzo anno consecutivo).

Il cast del Capodanno Rai 2026

Il concerto di Capodanno Rai è da sempre sinonimo di grandi artisti e intrattenimento di qualità, e l’edizione 2026 non fa eccezione. A guidare la serata sarà Marco Liorni, volto amatissimo della televisione italiana, affiancato dalla cantante Nina Zilli, che ricoprirà anche il ruolo di co-conduttrice.

Sul palco si alterneranno alcuni dei nomi più noti della musica italiana, offrendo uno spettacolo pensato per un pubblico trasversale.

Tra gli artisti annunciati figurano Anna Oxa, Orietta Berti, Patty Pravo, Rocco Hunt, Clementino, Ivan Cattaneo, Cristiano Malgioglio, Rosanna Fratello, Ice Mc e Antonino.

A completare il cast anche formazioni storiche come i Cugini di Campagna e i Neri per Caso, mentre le esibizioni di Serena Brancale e Sal Da Vinci contribuiranno ad aprire e scandire i momenti più emozionanti della serata. Ancora in forse, invece, per problemi personali, la presenza di Massimo Ranieri e Nino Frassica.

Non mancheranno poi durante la serata momenti di spettacolo e comicità. Il risultato è un mix di generi musicali, epoche e stili che rende il Capodanno Rai 2026 a Catanzaro un evento capace di coinvolgere famiglie, giovani e appassionati di musica in Calabria.

Catanzaro protagonista del Capodanno

Il cuore dell’evento sarà il quartiere marino Catanzaro Lido, zona balneare della città con la spiaggia Bandiera Blu e la Riserva Naturale delle Dune di Giovino, scelta per la sua ampiezza e per la scenografia naturale offerta dal mare. Il grande palco allestito sul lungomare permetterà al pubblico di assistere dal vivo allo spettacolo e al tradizionale countdown di mezzanotte.

Per chi non riuscirà ad avvicinarsi all’area del palco, la città prevede maxischermi in punti strategici (in Piazza Dogana e in Località Giovino), consentendo a residenti e visitatori di vivere comunque le vibrazioni del concerto.

Come raggiungere il concerto

Per il Concerto di Capodanno Rai 2026 a Catanzaro è stato predisposto un piano speciale di mobilità per facilitare l’afflusso del pubblico verso il Quartiere Lido.

Tra le principali soluzioni previste c’è l’utilizzo dell’area parcheggio dell’Ente Fiera “Giovanni Colosimo”, collegata al Lungomare tramite bus navetta dedicati attivi dal pomeriggio fino a notte inoltrata (dalle 16 alle 4). Un servizio simile sarà operativo anche dal Centro Storico (Terminal Kennedy) verso la Stazione FDC Sala (dalle 18 alle 4:30).

Nella serata del 31 dicembre sarà disponibile anche il parcheggio del Parco Commerciale “Le Fontane”, da cui partiranno navette dirette verso l’area del concerto (dalle 18 alle 4) al costo di 4 euro andata/ritorno.

I biglietti per i servizi navetta saranno acquistabili nei principali hub di partenza o direttamente a bordo dei mezzi.

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Weekend nel borgo di Squillace con visita al castello normanno

Squillace, adagiato su un’altura, con lo sguardo rivolto verso il mare, è uno scrigno di storia, arte e cultura. Patria del politico, letterato e storico Cassiodoro, il borgo medievale situato in provincia di Catanzaro veglia silenzioso sull’omonimo golfo offrendo ai visitatori un viaggio nel passato che può essere vissuto passeggiando tranquillamente tra le sue viuzze e soffermandosi nei diversi punti d’interesse tra scoperte archeologiche e creazioni artistiche dalle origini antiche.

Ed è proprio il rapporto tra Squillace e le sue origini, ancora vivo e tangibile, che ci permette di immergersi nella sua storia scoprendolo con calma tra palazzi signorili, chiese e portali in pietra. Non solo luoghi, anche le persone che l’abitano si impegnano per raccontare il borgo attraverso murales che raffigurano i personaggi che hanno vissuto tra le sue strade.

Il passato di Squillace

Prima di scoprire cosa vedere nel borgo medievale di Squillace, approfondiamo la sua storia dalle origini antiche. Se la leggenda attribuisce la sua fondazione a Ulisse di ritorno da Troia, le fonti storiche parlano del paese come città greca sotto il nome di Skylletion e successivamente come colonia romana con il nome di Minervia Scolacium. Il paese, che ha sempre ricoperto un ruolo strategico dal punto di vista commerciale, ha occupato la posizione collinare che vediamo oggi in seguito agli attacchi da parte dei bizantini, dei normanni e dei saraceni. È proprio per sfuggire ai nemici che la popolazione si è spostata sempre più verso le alture.

Con la diffusione del Cristianesimo, Squillace diventa diocesi e Cassiodoro istituisce il Vivarium, uno dei più importanti centri culturali dell’Europa alto medioevale. Il politico, letterato e storico è considerato uno dei personaggi più importanti di questo borgo della Calabria.

Sulle tracce di Cassiodoro

Cassiodoro è una figura centrale per Squillace perché, con la sua personalità, ha contribuito a delineare l’identità stessa del borgo. Flavio Magno Cassiodoro nacque proprio qui, nel 490, e nei suoi dintorni fondò un monastero dotato di moltissimi codici e di uno scriptorium volto alla traduzione di opere greche che diventò un vero e proprio centro culturale nel Medioevo. Affezionato alla sua terra e alle bellezze della costa ionica del catanzarese, portò con sé diverse maestranze letterarie ed economiche che lo aiutarono a valorizzare il paesaggio culturale del territorio.

La planimetria e l’assetto originale del monastero restano indefiniti, seppur siano presenti delle vasche che, chiamate ‘Vasche di Cassiodoro’, lasciano intendere che quello fu il luogo in cui si trovava il complesso. Del Vivarium cassiodoriano, infatti, sopravvivono solo alcune immagini conservate in tre copie altomedievali.

Vasche Cassiodoro

Fonte: iStock

Vasche di Cassiodoro a Copanello

Cosa vedere a Squillace

Ogni angolo di Squillace racconta un pezzo della sua storia, come il Castello Normanno, detto anche ‘Dei Borgia’, tra le cose da vedere all’interno del borgo medievale. Dalla presenza maestosa, il maniero fu edificato nel 1044 da Guglielmo d’Altavilla su una preesistente fortezza bizantina. Questo presenta un sistema difensivo caratterizzato da due torri e per molti anni venne utilizzato come dimora carceraria. Durante gli scavi archeologici realizzati negli anni ’90 sono stati rinvenuti due scheletri mano nella mano, la cui fine resta tuttora un mistero.

Stiamo parlando de ‘Gli amanti‘ che, in base agli accertamenti scientifici eseguiti anche dalla Soprintendenza alle Antichità della Calabria, sono gli scheletri di una donna e di un uomo vissuti a cavallo tra il 1200 e il 1300. Questi sono conservati e visitabili presso il Museo Civico del castello. Degne di nota sono anche Palazzo Pepe, tra i migliori esempi di architettura gentilizia della zona, e le chiese, da quella dedicata a Maria SS. Assunta, la cui struttura originale è in stile romanico-normanno, alla chiesetta dedicata a S. Maria della Pietà, nota anche come chiesetta gotica.

I murales e le ceramiche di Squillace

Accanto alle meraviglie architettoniche, Squillace si mostra anche attraverso il suo lato artistico. Questo si esprime in due modi: da una parte attraverso le ceramiche e dall’altra con i murales realizzati dai suoi stessi abitanti.

Importata dai greci, esperti nella decorazione fittile, e successivamente sedimentata con l’arrivo dei bizantini, l’arte della ceramica è parte integrante dell’identità del borgo. Le produzioni realizzate qui, infatti, sono certificate con il marchio DOC delle ceramiche tradizionali e possono essere scoperte nelle numerose botteghe artigiane o presso il Centro Culturale del Folklore e delle Tradizioni popolari del paese.

A rendere il borgo una tappa imperdibile durante il vostro viaggio lungo la Costa degli Aranci sono anche i murales realizzati dagli abitanti. Uno dei più belli si trova in Piazza Castello ed è stato realizzato da Roberto Caristo: l’artista ha voluto testimoniare sia la storia che l’antica bellezza della città di Cassiodoro attraverso un’opera realizzata con una mescolanza di elementi e stili architettonici, tra antico e moderno.

Golfo Squillace

Fonte: iStock

Il golfo di Squillace

Come arrivare a Squillace

Se arrivate in Calabria in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, a 30 minuti di distanza. Da qui potete prenotare un transfer o il treno dalla stazione principale. Se invece arrivate in auto, vi basterà prendere la SS106 con uscita Squillace.

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Cosa vedere nel borgo medievale di Squillace

Squillace, adagiato su un’altura, con lo sguardo rivolto verso il mare, è uno scrigno di storia, arte e cultura. Patria del politico, letterato e storico Cassiodoro, il borgo medievale situato in provincia di Catanzaro veglia silenzioso sull’omonimo golfo offrendo ai visitatori un viaggio nel passato che può essere vissuto passeggiando tranquillamente tra le sue viuzze e soffermandosi nei diversi punti d’interesse tra scoperte archeologiche e creazioni artistiche dalle origini antiche.

Ed è proprio il rapporto tra Squillace e le sue origini, ancora vivo e tangibile, che ci permette di immergersi nella sua storia scoprendolo con calma tra palazzi signorili, chiese e portali in pietra. Non solo luoghi, anche le persone che l’abitano si impegnano per raccontare il borgo attraverso murales che raffigurano i personaggi che hanno vissuto tra le sue strade.

Il passato di Squillace

Prima di scoprire cosa vedere nel borgo medievale di Squillace, approfondiamo la sua storia dalle origini antiche. Se la leggenda attribuisce la sua fondazione a Ulisse di ritorno da Troia, le fonti storiche parlano del paese come città greca sotto il nome di Skylletion e successivamente come colonia romana con il nome di Minervia Scolacium. Il paese, che ha sempre ricoperto un ruolo strategico dal punto di vista commerciale, ha occupato la posizione collinare che vediamo oggi in seguito agli attacchi da parte dei bizantini, dei normanni e dei saraceni. È proprio per sfuggire ai nemici che la popolazione si è spostata sempre più verso le alture.

Con la diffusione del Cristianesimo, Squillace diventa diocesi e Cassiodoro istituisce il Vivarium, uno dei più importanti centri culturali dell’Europa alto medioevale. Il politico, letterato e storico è considerato uno dei personaggi più importanti di questo borgo della Calabria.

Sulle tracce di Cassiodoro

Cassiodoro è una figura centrale per Squillace perché, con la sua personalità, ha contribuito a delineare l’identità stessa del borgo. Flavio Magno Cassiodoro nacque proprio qui, nel 490, e nei suoi dintorni fondò un monastero dotato di moltissimi codici e di uno scriptorium volto alla traduzione di opere greche che diventò un vero e proprio centro culturale nel Medioevo. Affezionato alla sua terra e alle bellezze della costa ionica del catanzarese, portò con sé diverse maestranze letterarie ed economiche che lo aiutarono a valorizzare il paesaggio culturale del territorio.

La planimetria e l’assetto originale del monastero restano indefiniti, seppur siano presenti delle vasche che, chiamate ‘Vasche di Cassiodoro’, lasciano intendere che quello fu il luogo in cui si trovava il complesso. Del Vivarium cassiodoriano, infatti, sopravvivono solo alcune immagini conservate in tre copie altomedievali.

Vasche Cassiodoro

Fonte: iStock

Vasche di Cassiodoro a Copanello

Cosa vedere a Squillace

Ogni angolo di Squillace racconta un pezzo della sua storia, come il Castello Normanno, detto anche ‘Dei Borgia’, tra le cose da vedere all’interno del borgo medievale. Dalla presenza maestosa, il maniero fu edificato nel 1044 da Guglielmo d’Altavilla su una preesistente fortezza bizantina. Questo presenta un sistema difensivo caratterizzato da due torri e per molti anni venne utilizzato come dimora carceraria. Durante gli scavi archeologici realizzati negli anni ’90 sono stati rinvenuti due scheletri mano nella mano, la cui fine resta tuttora un mistero.

Stiamo parlando de ‘Gli amanti‘ che, in base agli accertamenti scientifici eseguiti anche dalla Soprintendenza alle Antichità della Calabria, sono gli scheletri di una una donna e di un uomo vissuti a cavallo tra il 1200 e il 1300. Questi sono conservati e visitabili presso il Museo Civico del castello. Degne di nota sono anche Palazzo Pepe, tra i migliori esempi di architettura gentilizia della zona, e le chiese, da quella dedicata a Maria SS. Assunta, la cui struttura originale è in stile romanico-normanno, e la chiesetta dedicata a S. Maria della Pietà, nota anche come chiesetta gotica.

I murales e le ceramiche di Squillace

Accanto alle meraviglie architettoniche, Squillace si mostra anche attraverso il suo lato artistico. Questo si esprime in due modi: da una parte attraverso le ceramiche e dall’altra con i murales realizzati dai suoi stessi abitanti.

Importata dai greci, esperti nella decorazione fittile, e successivamente sedimentata con l’arrivo dei bizantini, l’arte della ceramica è parte integrante dell’identità del borgo. Le produzioni realizzate qui, infatti, sono certificate con il marchio DOC delle ceramiche tradizionali e possono essere scoperte nelle numerose botteghe artigiane o presso il Centro Culturale del Folklore e delle Tradizioni popolari del paese.

A rendere il borgo una tappa imperdibile durante il vostro viaggio lungo la Costa degli Aranci sono anche i murales realizzati dagli abitanti. Uno dei più belli si trova in Piazza Castello ed è stato realizzato da Roberto Caristo: l’artista ha voluto testimoniare sia la storia che l’antica bellezza della città di Cassiodoro attraverso un’opera realizzata con una mescolanza di elementi e stili architettonici, tra antico e moderno.

Golfo Squillace

Fonte: iStock

Il golfo di Squillace

Come arrivare a Squillace

Se arrivate in Calabria in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, a 30 minuti di distanza. Da qui potete prenotare un transfer o il treno dalla stazione principale. Se invece arrivate in auto, vi basterà prendere la SS106 con uscita Squillace.