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Il giardino di zucche più grande d’Italia è in provincia di Caserta

Siamo nel pieno dell’autunno e della stagione delle zucche, quella che va da settembre a novembre e che vede spuntare nei campi quelle grosse palle arancioni che fanno tanta allegria. Ed è in un luogo inaspettato che si staglia davanti agli occhi del visitatore il campo di zucche più grande d’Italia e tra i più grandi in Europa e che si trova proprio in Italia.

Il Giardino delle zucche

Alle porte di Caserta, a Pignataro Maggiore, c’è “Il Giardino delle Zucche – Pumpkin Patch”, che apre quest’anno per la nona edizione. Chiunque può andarci, scegliere la zucca preferita, raccoglierla e portarsela a casa. Sul modello dei campi di tulipani “you pick” che a primavera spopolano ormai anche in Italia, il campo di zucche è la versione autunnale, un po’ più impegnativa perché la zucca, a differenza del tulipano, ha un certo ‘peso’, ma che dà esattamente la stessa sensazione.

Il Pumpkin Patch non consente solamente di raccogliere le zucche, ma è un vero e proprio parco a tema per tutta la famiglia. Si organizzano lezioni per imparare a intagliare la zucca – che, in vista di Halloween, è un’attività molto utile -, o a dipingerla.

Non solo zucche

All’interno del giardino non ci sono solo zucche. Tra le novità: il doppio labirinto di mais, uno didattico, pensato per orientarsi e divertirsi e il labirinto infestato, che a fine ottobre si trasforma in un vero “incubo rurale” con nuove scenografie da brivido. Giunto alla sua quarta edizione, il labirinto di mais infestato si rinnova dividendosi in due percorsi alternativi: soft, per chi ama un po’ di brivido ma non troppa paura, ed Extreme, per i più coraggiosi, che vogliono affrontare il vero lato oscuro del giardino. C’è anche una nuova area giochi.

Il giardino è anche il luogo dove fare degustazioni autunnali: il Pumpkin Cafè è il luogo ideale per assaporare delizie a base di zucca. Qui, i visitatori possono gustare torte, biscotti, bevande e molti altri prodotti realizzati con questo versatile ortaggio. È anche un’ottima occasione per scoprire nuove ricette. E poi c’è il Pumpkin Shop, dove acquistare gli ingredienti per cucinare queste specialità anche a casa propria e gadget vari a tema zucca.

Dagli Stati Uniti all’Italia

L’idea di aprire il grande campo di zucche è venuta cinque anni fa a un’italoamericana, Emily, che, visto il crescente successo della festa di Halloween anche nel nostro Paese e l’altrettanta passione per le zucche intagliate, ha deciso di importare la tradizione statunitense anche da noi. Il successo è stato immediato.

Innanzitutto, il Pumpkin Patch, vicino ma non troppo alla città, è uno spazio dove stare a contatto con la natura e dove rilassarsi. Inoltre, offre un’occasione di svago per tutta la famiglia e terrà impegnati i bambini per diverse ore.

Ma è un luogo perfetto anche per gruppi di amici e le coppie. Alcuni scorci, curatissimi e molto fotogenici, come i gazebi pieni di zucche o la piramide di zucche o la vera stalla degli animali di legno rosso in stile country, sono perfetti per gli influencer, sempre alla ricerca dello scatto più suggestivo da postare.

Come visitare il Pumpkin Patch

“Il Giardino delle Zucche – Pumpkin Patch” è aperto dal 20 settembre 2025 fino al 2 novembre. Il biglietto d’ingresso è di 19,99 euro a persona e consente l’accesso al Giardino delle zucche, all’Autumn Maze e al laboratorio creativo. I bambini con altezza inferiore a 1 metro non pagano il biglietto. Il biglietto consente l’accesso all’area di raccolta delle zucche:

– raccolta di una zucca a scelta tra quelle disponibili nel campo;
– un laboratorio creativo (scelto al momento dell’acquisto della zucca);
– kit e assistenza per svolgere il laboratorio;
– busta per il trasporto della zucca;
– accesso alle installazioni tematiche per foto ricordo;
– Autumn Maze;
– parcheggio gratuito fino a esaurimento posti.

I biglietti vanno acquistati online e sono validi solo per data e orario specifici.

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Cosa vedere a Caserta, la più regale delle città campane

Situata nel cuore della Campania, a pochi chilometri da Napoli, Caserta è una destinazione che sorprende per la ricchezza del suo patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Conosciuta principalmente per la sua favolosa Reggia, la città e i suoi dintorni offrono molto di più, tra borghi medievali, oasi naturali, opere d’ingegneria d’epoca borbonica, e persino un’antica colonia utopica. Visitare Caserta è un invito a compiere un viaggio nel tempo, lasciandosi affascinare da fasti barocchi, visioni illuministe e atmosfere medievali, il tutto immerso in uno scenario naturale di grande suggestione.

La favolosa Reggia di Caserta

Cuore monumentale della città e tappa imperdibile per chi visita la Campania, la Reggia di Caserta è uno dei più grandiosi esempi di architettura barocca in Europa. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1997, fu voluta da Carlo di Borbone nel 1752 per dare vita a una nuova capitale del Regno di Napoli. L’ambizioso progetto fu affidato all’architetto Luigi Vanvitelli, che concepì un complesso ispirato al palazzo di Versailles, ma con un’impronta tutta italiana. Tuttavia, l’influenza della reggia francese è evidente nella struttura, nelle scenografie prospettiche e nell’uso dell’acqua come elemento decorativo, fornita da un acquedotto costruito appositamente per creare giochi d’acqua spettacolari. Con i suoi oltre 1.200 ambienti, 1.742 finestre, 34 scaloni monumentali e un volume che supera i 2 milioni di metri cubi, la Reggia è uno dei palazzi reali più grandi del mondo. Oltre agli Appartamenti Reali, meravigliosamente affrescati e arredati, il complesso ospita anche un teatro di corte, una grande biblioteca, una cappella palatina e persino un’antica fabbrica della seta.
Molto più che una semplice residenza, è una vera “città nella città”, pensata per concentrare in un unico spazio le funzioni della corte, del governo e dei servizi. Un capolavoro del Settecento europeo, oggi visitabile in tutto il suo splendore.

Il meraviglioso Parco della Reggia

Alle spalle del palazzo si apre il Parco Reale, un giardino monumentale che si estende per oltre 120 ettari, anche questo frutto dell’ingegno dall’architetto Luigi Vanvitelli. Dalla facciata posteriore della Reggia, il parco si sviluppa seguendo un lungo asse prospettico, impreziosito da fontane scenografiche, cascate, vasche e scorci paesaggistici perfettamente studiati. Grazie all’effetto “a cannocchiale”, l’occhio del visitatore è guidato lungo un percorso che sembra non avere fine, con l’acqua come protagonista assoluta, il cui flusso è alimentato dall’Acquedotto Carolino, un’opera ingegneristica all’avanguardia per l’epoca.
In vari punti sono disseminate alcune delle fontane monumentali più spettacolari dell’arte barocca, come la Fontana di Diana e Atteone, la Fontana di Venere e Adone e quella dei Delfini, le cui statue ispirate alla mitologia classica furono realizzate nelle migliori botteghe artistiche napoletane.
Una vera perla all’interno del parco è il Giardino Inglese, commissionato dalla regina Maria Carolina nel 1785. Progettato da Carlo Vanvitelli con il botanico John Andrew Graefer, è uno dei primi giardini paesaggistici all’inglese realizzati in Europa continentale. Un tripudio di laghetti, rovine, serre e piante esotiche che creano un’atmosfera romantica e contemplativa.

Fontana nel parco della Reggia di Caserta

Fonte: istock

Fontana di Diana e Atteone nel parco della Reggia di Caserta

L’Acquedotto Carolino, capolavoro di ingegneria idraulica

Tra le meraviglie meno conosciute ma di straordinaria importanza storica nei dintorni di Caserta, l’Acquedotto Carolino è un’imponente opera idraulica settecentesca, realizzata per rifornire d’ acqua la Reggia di Caserta e il complesso di San Leucio. Ideato da Luigi Vanvitelli e costruito tra il 1753 e il 1762, è lungo 38 chilometri e sfrutta la forza di gravità partendo dalle sorgenti del Fizzo, ai piedi del Monte Taburno. Gran parte del tracciato è sotterraneo, con ben 67 torrini d’ispezione e tre ponti principali.
Il più spettacolare è il Ponte della Valle di Maddaloni, conosciuto anche come “I Ponti della Valle”: una maestosa struttura a tre ordini di archi in tufo, ispirata agli antichi acquedotti romani, lunga oltre 500 metri e alta 56 metri, che collega il monte Longano al monte Garzano. Ben visibile dalla strada provinciale, è una delle testimonianze più straordinarie della capacità ingegneristica del XVIII secolo, e non a caso è anch’essa parte del sito UNESCO della Reggia di Caserta.

L’utopia borbonica del Belvedere di San Leucio

A breve distanza dalla Reggia sorge il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, un progetto illuminista unico nel suo genere. In origine residenza di caccia dei Borbone, nel 1778 fu trasformato da re Ferdinando IV in un un innovativo centro di produzione serica, creando la Real Colonia di San Leucio: una comunità basata su uguaglianza, istruzione gratuita e lavoro specializzato nella produzione della seta. Un modello sociale all’avanguardia per l’epoca, dove le abitazioni erano dotate di servizi igienici e acqua corrente, uomini e donne avevano gli stessi diritti, e non esisteva proprietà privata. Oltre a esplorare il borgo, memoria dell’utopico spirito originario, oggi è possibile visitare il palazzo, il Museo della Seta e ammirare i telai originali utilizzati per produrre i tessuti diventati celebri in tutta Europa per qualità ed eleganza.

Il borgo medievale di Casertavecchia

A una decina di chilometri da Caserta, arroccato sui monti Tifatini, sorge Casertavecchia, il borgo medievale originario, che sembra sospeso nel tempo. Le sue origini risalgono almeno all’anno 861, ma conobbe il suo massimo splendore sotto i Normanni, che vi avviarono la costruzione della splendida Cattedrale di San Michele Arcangelo.
Oggi il borgo conserva intatte le sue stradine in pietra, l’antico castello, torri, archi e suggestivi panorami sulla pianura campana. Tra le strutture più imponenti spicca il grandioso mastio circolare, alto circa 30 metri e tra i più grandi in Europa. Casertavecchia è oggi una delle mete più popolari della Campania, anche grazie all’atmosfera intima e autentica che si respira passeggiando tra le sue viuzze.

La Cattedrale di San Michele Arcangelo

Gioiello architettonico di Casertavecchia, la Cattedrale di San Michele Arcangelo è una delle chiese più affascinanti della Regione, un’opera del XII secolo che fonde influenze siculo-arabe, romaniche pugliesi e benedettine. Il maestoso campanile, aggiunto nel 1234, domina il borgo con la sua elegante struttura ottagonale d’ispirazione gotica.
L’esterno si distingue per le decorazioni geometriche e simboliche, mentre l’interno presenta tre navate scandite da 18 colonne romane. Di particolare interesse è il pergamo seicentesco, impreziosito da mosaici e rilievi medievali. L’insieme trasmette una potente spiritualità che affascina ancora oggi ogni visitatore con la sua storia millenaria.

Oasi WWF Bosco di San Silvestro

Tra le colline Montemaiulo e Montebriano che circondano la Reggia di Caserta, si estende il Bosco di San Silvestro, un’Oasi WWF di 76 ettari un tempo appartenente alle “Reali Delizie” dei Borbone. Dominata da una lecceta mediterranea, l’area naturale protetta è oggi un Sito di Interesse Comunitario e ospita numerose specie di fauna e flora autoctone.
Al centro dell’oasi si trova il Real Casino di San Silvestro, costruito alla fine del Settecento come centro operativo della “Fattoria del Re”, destinato alla lavorazione dei prodotti agricoli per la corte e come residenza reale durante le battute di caccia e le giornate di svago. Oggi è sede del Centro Visite dell’Oasi, punto di partenza di escursioni, laboratori e percorsi didattici. Il recente recupero del frutteto borbonico, con coltivazioni di agrumi, albicocchi e fichi, che un tempo rifornivano la tavola del Re, testimonia l’incontro tra natura, storia e agricoltura sostenibile.

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Il 20 marzo arriva Crash, una Venere alla Reggia di Caserta

Una cornice storica e paesaggistica unica, di una bellezza architettonica che incanta qualunque visitatore, incontra la sfrontatezza e il fascino deciso dell’arte contemporanea: il prossimo 20 marzo 2025, la Reggia di Caserta ospiterà “Crash”, un’installazione collettiva di arte contemporanea a cura di ICONIC Art System.

L’evento, curato da Giuseppe Loffredo, vedrà protagonista una monumentale Venere alta 4 metri, simbolo di emancipazione e parità di genere. La Sala Romanelli della Reggia farà da cornice a questa straordinaria opera, visitabile con il biglietto d’ingresso al palazzo.

Cos’è Crash e cosa significa l’opera della Venere

La Venere di Crash che presto sarà esposta alla Reggia di Caserta, uno dei luoghi più visitati in Italia, non è solo un’opera d’arte, ma un manifesto sociale che intreccia materiali innovativi e simbologie potenti. La resina bianca laccata dell’artista contemporaneo Angelo Accardi dona alla scultura un effetto praticamente marmoreo, mentre il plexiglass dipinto di Luca Bellandi, riflesso da uno specchio, crea un’illusione ottica che amplifica il concetto di trasformazione. Il contributo di Daniele Fortuna con il legno stratificato, invece, aggiunge tridimensionalità e profondità all’installazione.

L’opera poggia su un tappeto scenografico lungo 10 metri, realizzato da Saints Studio, maison di moda che unisce elementi diversi tra loro come arte e tessuto. Questo elemento invece sottolinea il dialogo tra storia, artigianato e contemporaneità. L’insieme delle componenti visive e materiche trasmette un forte messaggio di emancipazione, parità di genere e inclusione, invitando il pubblico a una riflessione profonda su questi temi.

Realizzata dagli artisti Angelo Accardi, Luca Bellandi e Daniele Fortuna, la scultura della Venere di Crash esposta presto alla Reggia di Caserta, per una iniziativa privata nata a seguito di una richiesta degli spazi in concessione d’uso, si distingue per la sua capigliatura afro, omaggio alle donne che hanno segnato la storia della lotta per l’uguaglianza. Il velo bianco che avvolge la bocca, terminante su una mela, richiama il concetto di peccato originale e lo stigma storico imposto alle donne.

“Crash” segna la prima restituzione pubblica di ICONIC Art System, una piattaforma fondata da Giuseppe Loffredo per promuovere un dialogo artistico inclusivo. L’obiettivo è valorizzare i grandi artisti e supportare (soprattutto) quelli emergenti, rendendo l’arte un mezzo di riflessione e impegno civile attraverso eventi e installazioni site-specific.

Loffredo ha inoltre avviato un innovativo progetto di safe houses, residenze artistiche destinate a giovani talenti che affrontano discriminazioni di genere o esclusione sociale. Questi spazi non saranno solo luoghi di creazione, ma anche centri di supporto e crescita, dove l’arte diventa strumento di libertà e inclusione.

“L’arte è un linguaggio universale e un potente strumento di emancipazione,” afferma Loffredo, “vogliamo offrire ai giovani artisti non solo un supporto economico, ma un contesto sicuro e stimolante per sviluppare il loro talento.”

Info e date per visitare Crash alla Reggia di Caserta

Tutti coloro che a partire dal prossimo 20 marzo 2025 vorranno inaugurare l’inizio della primavera all’insegna della cultura visitando l’installazione di Crash, potranno farlo alla Reggia di Caserta pagando il ticket di ingresso al palazzo, che parte dai 12 euro, tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.30 (info più dettagliate sul sito ufficiale della Reggia di Caserta).

Inoltre, i visitatori potranno ammirare accanto alla Venere, una serie di opere firmate da Rocco Ritchie, Alessandro Flaminio, Mimmo Di Dio, Gaetano Di Dio, Marco Grasso, Fabio Abbreccia, Daniele Accossato e Pedro Perdomo che arricchiranno ulteriormente l’esposizione, sottolineando – ancora una volta e ancora di più – il legame tra arte, inclusione e libertà espressiva.

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Il 20 marzo arriva Crash, una Venere nera alla Reggia di Caserta

Una cornice storica e paesaggistica unica, di una bellezza architettonica che incanta qualunque visitatore, incontra la sfrontatezza e il fascino deciso dell’arte contemporanea: il prossimo 20 marzo 2025, la Reggia di Caserta ospiterà “Crash”, un’installazione collettiva di arte contemporanea a cura di ICONIC Art System.

L’evento, curato da Giuseppe Loffredo, vedrà protagonista una monumentale Venere Nera alta 4 metri, simbolo di emancipazione e parità di genere. La Sala Romanelli della Reggia farà da cornice a questa straordinaria opera, visitabile con il biglietto d’ingresso al palazzo.

Cos’è Crash e cosa significa l’opera della Venere

La Venere Nera di Crash che presto sarà esposta alla Reggia di Caserta, uno dei luoghi più visitati in Italia, non è solo un’opera d’arte, ma un manifesto sociale che intreccia materiali innovativi e simbologie potenti. La resina bianca laccata dell’artista contemporaneo Angelo Accardi dona alla scultura un effetto praticamente marmoreo, mentre il plexiglass dipinto di Luca Bellandi, riflesso da uno specchio, crea un’illusione ottica che amplifica il concetto di trasformazione. Il contributo di Daniele Fortuna con il legno stratificato, invece, aggiunge tridimensionalità e profondità all’installazione.

L’opera poggia su un tappeto scenografico lungo 10 metri, realizzato da Saints Studio, maison di moda che unisce elementi diversi tra loro come arte e tessuto. Questo elemento invece sottolinea il dialogo tra storia, artigianato e contemporaneità. L’insieme delle componenti visive e materiche trasmette un forte messaggio di emancipazione, parità di genere e inclusione, invitando il pubblico a una riflessione profonda su questi temi.

Realizzata dagli artisti Angelo Accardi, Luca Bellandi e Daniele Fortuna, la scultura della Venere di Crash esposta presto alla Reggia di Caserta, per una iniziativa privata nata a seguito di una richiesta degli spazi in concessione d’uso, si distingue per la sua capigliatura afro, omaggio alle donne che hanno segnato la storia della lotta per l’uguaglianza. Il velo bianco che avvolge la bocca, terminante su una mela, richiama il concetto di peccato originale e lo stigma storico imposto alle donne.

“Crash” segna la prima restituzione pubblica di ICONIC Art System, una piattaforma fondata da Giuseppe Loffredo per promuovere un dialogo artistico inclusivo. L’obiettivo è valorizzare i grandi artisti e supportare (soprattutto) quelli emergenti, rendendo l’arte un mezzo di riflessione e impegno civile attraverso eventi e installazioni site-specific.

Loffredo ha inoltre avviato un innovativo progetto di safe houses, residenze artistiche destinate a giovani talenti che affrontano discriminazioni di genere o esclusione sociale. Questi spazi non saranno solo luoghi di creazione, ma anche centri di supporto e crescita, dove l’arte diventa strumento di libertà e inclusione.

“L’arte è un linguaggio universale e un potente strumento di emancipazione,” afferma Loffredo, “vogliamo offrire ai giovani artisti non solo un supporto economico, ma un contesto sicuro e stimolante per sviluppare il loro talento.”

Info e date per visitare Crash alla Reggia di Caserta

Tutti coloro che a partire dal prossimo 20 marzo 2025 vorranno inaugurare l’inizio della primavera all’insegna della cultura visitando l’installazione di Crash, potranno farlo alla Reggia di Caserta pagando il ticket di ingresso al palazzo, che parte dai 12 euro, tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.30 (info più dettagliate sul sito ufficiale della Reggia di Caserta).

Inoltre, i visitatori potranno ammirare accanto alla Venere, una serie di opere firmate da Rocco Ritchie, Alessandro Flaminio, Mimmo Di Dio, Gaetano Di Dio, Marco Grasso, Fabio Abbreccia, Daniele Accossato e Pedro Perdomo che arricchiranno ulteriormente l’esposizione, sottolineando – ancora una volta e ancora di più – il legame tra arte, inclusione e libertà espressiva.