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Inseguendo le balene in Italia: i luoghi del Whale Watching

Entusiasmanti spruzzi d’acqua, movimenti di pinne, increspature, canti e poi salti e tuffi: è la meraviglia della danza delle balene che regala uno spettacolo unico alla vista e al cuore. Sono maestose, imponenti ed estremamente intelligenti. E per assistere alla magia di queste abili nuotatrici possiamo munirci di barca, binocolo e tanta pazienza, allontanandoci dalle coste marine verso i luoghi dove il mare è sempre più blu.

Dall’Australia all’Alaska e dall’Islanda al Sudafrica, sono diversi i paesi celebri per l’attività di Whale Whatching. Ma forse non tutti sanno che non serve volare dall’altra parte del mondo per avvistare le balene, perché anche l’Italia possiede un’area ricca di cetacei tutta da esplorare.

Stiamo parlando del Santuario dei cetacei, il luogo perfetto in cui fare Whale Whatching e lasciarsi meravigliare dall’incontro ravvicinato con queste fantastiche creature, per un’avventura memorabile in mezzo al mare.

Cos’è il Whale Whatching e come farlo

Il Whale Whatching è l’attività di avvistamento dei cetacei che avviene in mare e solitamente lontano dalla costa. Intatti, sono estremamente pochi i luoghi nel mondo in cui si possono individuare i cetacei dalla terraferma (ad esempio in alcune zone del Sudafrica e dell’Australia).

Parliamo di cetacei perché il Whale Whatching in realtà non include solo l’avvistamento delle balene, ma anche numerose altre specie animali. Oltre alle balenottere o alle megattere, fanno parte del gruppo anche capodogli, delfini e orche, per citarne alcuni tra i più conosciuti.

Per vivere l’esperienza fantastica di ammirare da vicino una balena è necessario che vengano seguite alcune accortezze. Innanzitutto, servono le giuste condizioni meteorologiche, una barca (o un gommone) e delle guide esperte che vi accompagnino in quest’avventura. È importante affidarsi sempre ad agenzie qualificate che organizzano questo tipo di escursioni e che mettono a disposizione personale esperto, come i biologi marini. Queste figure sapranno spiegarvi quali sono le differenze tra le varie tipologie di balene e, più in generale, di cetacei, oppure quali sono i movimenti di queste creature da riconoscere e cosa possiamo trovare in un determinato tratto di mare.

Inoltre, è essenziale non intralciare mai la rotta delle balene o non inseguirle, con il rischio di scontrarsi e provocare loro delle ferite. Per questo si tende a rispettare una certa distanza dall’animale, spegnendo i motori o muovendosi molto lentamente (anche per ridurre al minimo il rumore) e aspettando che sia lui ad avvicinarsi e a mostrarsi facendo capolino fuori dall’acqua.

Tipicamente le escursioni per il Whale Whatching hanno una durata di circa 4/5 ore, ma esistono tour che possono coprire anche l’intera giornata. Armatevi di occhiali da sole, cappellino (sarete in mare aperto e rischiereste un’insolazione!), binocolo (spesso viene fornito dagli organizzatori), tanta pazienza e occhi vigili: i movimenti delle balene sono molto veloci e rischiereste di perdervi lo spettacolo più bello senza la giusta attenzione.

Whale Whatching in Italia: il Santuario dei cetacei

Si pensa spesso di dover intraprendere lunghi viaggi in giro per il mondo per poter vivere l’emozione di avvistare le balene, ma in realtà non è così. Non serve andare in Australia, in Sudafrica o in California. Le balene vivono anche ad un passo da noi, in Italia, e in particolare in quello che viene comunemente chiamato il Santuario internazionale dei cetacei. Sebbene potrebbe essere possibile avvistare alcune balene anche in altre zone della nostra penisola, quest’area è riconosciuta a livello mondiale come quella maggiormente ricca di tali esemplari all’interno del Mediterraneo.

Stiamo parlando del Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo, istituito a partire dal 1999 nella vasta area del Mar Mediterraneo compresa tra 3 paesi: Italia (con Liguria, Toscana e nord della Sardegna), Francia (con la Costa Azzurra e la Corsica) e Principato di Monaco.
Con una superficie marina di ben 87.500 km² che forma un quadrilatero, è classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo per la ricca e preziosa biodiversità che popola le sue acque. Nel Santuario, infatti, vivono regolarmente ben otto specie diverse di cetacei.

Dalle coste italiane vi servirà navigare per pochi chilometri per potervi meravigliare di fronte allo spettacolo del Whale Whatching. Ma da quali punti partire per andare alla ricerca delle balene in Italia?

Dalla Liguria

Il mare della Liguria ha una conformazione geomorfologica che rappresenta un habitat perfetto per le balene e i cetacei in generale. Nelle profondità marine, infatti, troviamo due grandi canyon nei quali questi animali amano vivere. Partendo da Genova (dal porto antico), ma anche da Imperia, Savona (vicino alla Torretta) e Alassio, sono numerosi i tour organizzati per il Whale Whatching che permettono di avvistare diverse specie oltre alla balenottera comune, come la stenella striata e il capodoglio. Il periodo migliore per avvistare le balene in Liguria? È quello primaverile ed estivo, fino a settembre.

Balena in Italia

Fonte: 123rf

Avvistamento di una balena vicino a Genova

Dalla Toscana

A partire dall’Isola d’Elba e dal resto dell’Arcipelago Toscano, vengono proposti numerosi tour da agenzie specializzate per l’avvistamento dei cetacei, con barche a vela (meno rumorose) o a motori. L’area toscana è di elevato interesse dal punto di vista della fauna marina, infatti è popolata sia da gruppi stanziali di balene, sia da quelle di passaggio. Scegliete le giornate prive di vento e con mare calmo per assicurarvi un’esperienza mozzafiato alla ricerca di queste maestose creature.

Dalla Sardegna

La costa nord della Sardegna rientra nel Santuario dei cetacei, in particolare a partire da Capo Falcone e fino a Capo Ferro. Quest’area è il luogo perfetto per l’avvistamento delle balene, ma in alcuni punti in particolare è più facile vederle. Vengono organizzati tour per il meraviglioso canyon di Caprera, a Poltu Quatu o dall’Isola Asinara e dalle splendide coste lungo l’omonimo golfo, in provincia di Sassari. Anche in quest’area marina, il periodo dell’anno migliore per l’avvistamento dei branchi di balene è la primavera (e anche le prime settimane estive), grazie al mare non troppo mosso e alle acque fresche e ricche di pesci, che attirano i cetacei.

Un’esperienza magica ed emozionante da provare almeno una volta nella vita, per meravigliarsi una volta in più di fronte allo spettacolo incantevole della natura.

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Manfredonia, vivace (e bellissima) cittadina pugliese

Definita “Porta del Gargano”, Manfredonia è una vivace cittadina balneare pugliese nota per il suo porto ma anche per il vasto patrimonio storico che si svela passo dopo passo lungo le stradine del centro che pullulano di negozietti tipici.

Infatti, il nucleo originario, ovvero la cittadina di Siponto (attuale frazione) prosperò in epoca greca e romana mentre il nuovo nucleo vide la luce per volere dell’ultimo sovrano svevo del Regno di Sicilia, Manfredi di Hohenstaufen, da cui deriva il nome.

Le tappe da non perdere a Manfredonia

Una visita a Manfredonia può iniziare dal suo cuore pulsante, Piazza del Popolo, su cui si stagliano la Chiesa di San Domenico, dal bel portale gotico, fatta edificare da Carlo d’Angiò II alla fine del XII secolo, e l’ex Convento di San Domenico, oggi sede del Municipio, custode della Cappella di Santa Maria Maddalena che espone la “Collezione Rizzon“, dal valore inestimabile poiché composta da manufatti provenienti dall’antica Siponto.

Seconda tappa imprescindibile è il Castello Svevo, edificato nel 1256 grazie al Re Manfredi e rimaneggiato nel corso dei secoli fino ad assumere la struttura dalla pianta irregolare che possiamo ammirare: ospita il Museo Archeologico Nazionale per scoprire la storia dell’antica città di Sepontina nonché preziosi reperti quali le Stele di Daune che rappresentano figure umane e che risalgono al VI e VII secolo.

Altro simbolo indiscusso di Manfredonia è poi la sua Cattedrale, intitolata al patrono San Lorenzo Maiorano, costruita nel XII secolo in stile gotico, distrutta dagli Ottomani nel 1620 e infine riedificata nel 1643-48 in marmo traventino: al suo interno conserva le reliquie del Santo nonché pregevoli opere d’arte tra cui un crocifisso ligneo del Duecento, la statua in legno policromo “Madonna dagli occhi sbarrati” o “La Sipontina”, e l’icona della Madonna di Siponto.
Attiguo alla Cattedrale, merita una sosta anche il Museo Diocesano, con sette spazi espositivi con reperti archeologici dell’antica Siponto insieme a oggetti sacri ed ecclesiastici.

Rimanendo in tema di edifici religiosi, non va tralasciata la Chiesa di San Francesco, la più antica della città, voluta dall’arcivescovo Pietro II nel 1348, rasa al suolo durante l’invasione turca e ricostruita nel 1676: l’esterno rimane in stile romanico mentre l’interno è gotico.

Ancora, a dieci minuti di auto in direzione Foggia, incanta il Parco Archeologico di Siponto, che testimonia il grande ruolo dell’antica città in epoca romana, in particolare con i resti della Basilica Paleocristiana con pavimento a mosaico e tre navate con abside centrale, e la Chiesa medievale di Santa Maria Maggiore, costruita tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo.

Infine, non può mancare una passeggiata sul lungomare, fulcro della movida estiva, da cui si gode di una splendida vista sul Golfo di Manfredonia.

Turismo balneare a Manfredonia: le spiagge da vivere

Come accennato, Manfredonia è un’apprezzata meta balneare della Puglia grazie alle sue spiagge di sabbia fine accarezzate da un mare cristallino.

Tra le più gettonate troviamo il Lido di Seponto, ampio arenile sabbioso con aree libere e attrezzate, la Spiaggia degli Sciali, tratto di costa che include località come Scalo dei Saraceni, Sciali di Lauro e Sciali degli Zingari, ed è dotato di stabilimenti balneari, strutture ricettive e zone libere, la Spiaggia di Ippocampo e la Spiaggia di Zaponeti, entrambe con sabbia chiara e limpide acque azzurre.

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Caraibi Idee di Viaggio vacanza natura Viaggi

Corn Islands: l’ultimo Eden terrestre che devi visitare

In mezzo alle limpide acque del Mar dei Caraibi, si celano due autentiche perle: le Corn Islands. Questi gioielli naturali, Big Corn Island e Little Corn Island, giacciono al largo della costa orientale del Nicaragua, offrendo un’esperienza paradisiaca che mescola la bellezza incontaminata della natura con la vibrante cultura caraibica.

Spesso trascurate dalle rotte turistiche convenzionali, tra spiagge di sabbia bianca, acque turchesi e la rigogliosa vegetazione tropicale, queste isole incantate conquistano i sensi e catturano l’anima. Qui, il tempo fluisce con calma, permettendo di assorbire appieno la pace e la tranquillità del paesaggio circostante. Ogni istante si trasforma in un’occasione per ritrovare la serenità interiore e riconnettersi in modo autentico con l’ambiente naturale che ci circonda, mentre la vita sull’isola procede al ritmo rilassato dei Caraibi.

Corn Islands: le perle del Nicaragua

Corn Islands

Fonte: iStock

Corn Islands, Caraibi

Situate al largo della costa sud-orientale del Nicaragua, queste splendide isole, avvolte da una storia ricca di avventure e misteri legati a corsari e bucanieri, offrono un rifugio paradisiaco per i viaggiatori in cerca di autenticità e avventura.

Sebbene un tempo fossero rifugio per temibili pirati, hanno liberato il loro fascino da quell’oscuro passato, lasciando che la maestosità della natura prendesse il sopravvento. Oggi, queste terre selvagge e incontaminate catturano l’immaginazione dei visitatori con la loro bellezza intatta e la loro aura misteriosa.

Diversamente dalle mete turistiche più affollate e commerciali, qui non ci sono lussuosi resort a cinque stelle. Al contrario, vi accoglieranno modesti alberghi e appartamenti in affitto, dove la semplicità è parte integrante del fascino del territorio. Un minimalismo che incarna la vera essenza di questa destinazione, invitando i viaggiatori a immergersi completamente nella realtà locale.

Corn Islands: una vacanza autentica a contatto con la natura

Nel cuore delle Corn Islands, le attività di intrattenimento ruotano tutte attorno al mare, vero fulcro della vita quotidiana dei residenti locali. Dai pescatori che solcano le onde alle spiagge incontaminate, dalle acque cristalline ai ricchi reef corallini, ogni elemento offre un’esperienza unica per gli amanti dell’oceano. I visitatori avranno l’opportunità straordinaria di immergersi nella cultura marina delle isole attraverso escursioni di pesca guidate da esperti pescatori, per scoprire da vicino le tradizioni secolari e le tecniche tramandate di generazione in generazione, che costituiscono il cuore pulsante della vita sull’isola.

In aggiunta, nelle acque ricche e variegate di queste isole, lo snorkeling offre un’esperienza emozionante per i visitatori desiderosi di esplorare il mondo sottomarino. Tra coralli vibranti e creature marine dai colori vivaci, sarai catapultato in un universo affascinante, pieno di vita e di splendore. I reef corallini sono un vero e proprio santuario per una vasta gamma di specie marine, tra cui pesci tropicali e molluschi, creando così una vera e propria foresta subacquea tutta da esplorare.

Nei ristoranti locali sparsi per l’isola, inoltre, è possibile deliziare il palato con piatti prelibati, preparati con pesce fresco appena pescato nelle acque cristalline circostanti. Questa esperienza culinaria offre un autentico assaggio della cucina locale, mentre permette ai commensali di immergersi direttamente nella vita carabica.

Corn Islands

Fonte: iStock

Corn Islands, Caraibi
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Belgio Bruxelles capitali europee Europa giardini Idee di Viaggio itinerari culturali musei vacanza natura Viaggi

In questo museo si nasconde un giardino di cuori: è un incanto

Nel cuore della vivace Bruxelles, tra le vie trafficate e gli edifici storici, si cela un gioiello dell’Art Déco che pochi conoscono: il Van Buuren Museum. Questo splendido parco, un tempo residenza privata della famiglia Van Buuren, è diventato recentemente il primo sito belga a entrare a far parte dell’esclusiva rete dei giardini storici promossa dal Consiglio d’Europa.

L’istituzione di questo itinerario culturale risale al 2016 e rappresenta un’importante iniziativa volta a preservare e promuovere la ricchezza artistica e paesaggistica dei giardini storici sparsi per il contintente. Il Museo si unisce così a una selezionata lista di siti iconici, tra cui spiccano il Giardino di Boboli in Italia e il Parco Serralves in Portogallo, rinomati per la loro bellezza e importanza storica.

Van Buuren Museum, tesoro nascosto di Bruxelles

Nascosti tra le tranquille strade di Uccle, i giardini del Van Buuren Museum sono molto più di un semplice parco: sono un tributo alla passione per l’arte e la bellezza di Alice e David van Buuren, un rinomato banchiere e collezionista d’arte di origine ebraico-olandese. Da quando hanno aperto le loro porte al pubblico nel lontano 1975, questi giardini hanno incantato il mondo con la loro atmosfera unica e affascinante.

Un capolavoro che prende il nome proprio da questa coppia affiatata, il cui impegno per il design ha plasmato non solo i giardini stessi, ma anche la sontuosa villa che li sovrasta. Originariamente estesi su una superficie di 26 acri nel lontano 1924, i giardini si sono trasformati nel corso degli anni in un’incantevole oasi verde che si estende su 1,2 ettari, una vera e propria oasi di serenità e incanto senza tempo.

La residenza, oltre a essere un esempio superbo di architettura dell’epoca, è intrisa di storia e racconta la vita affascinante di questa coppia visionaria. Tuttavia, con l’occupazione nazista del Belgio nel 1940, fu costretta a fuggire a New York, dove trascorse gli anni più bui della guerra.

Nonostante le avversità, il loro legame con la casa e i giardini rimase saldo, tanto che al loro ritorno in Belgio, decisero di mantenere viva la memoria di questo luogo unico aprendolo al pubblico. Oggi, una sala della villa è dedicata a documentare la storia travagliata dell’edificio e la vita straordinaria dei suoi proprietari

Salvaguardare un patrimonio inestimabile

I giardini del Van Buuren Museum a Bruxelles sono stati creati in più fasi grazie alla partnership tra i celebri architetti paesaggisti belgi Jules Buyssens e René Pechère, che ha portato alla creazione di un luogo unico, dove ogni angolo è un’opera d’arte in sé.

Gli interni della dimora sono un vero e proprio scrigno di tesori, dove si trovano mobili rari, tappeti pregiati, vetrate colorate, sculture e dipinti di maestri belgi e internazionali. Dalle opere rinascimentali alle creazioni dell’Art Nouveau, fino ai capolavori dell’Art Déco, ogni pezzo racconta una storia e offre uno sguardo privilegiato sulla ricca eredità culturale di Bruxelles e oltre.

Il viaggio inizia con il suggestivo Giardino Pittoresco, che accoglie con la sua tavolozza di fiori colorati e sentieri sinuosi, promettendo una passeggiata tanto rilassante quanto romantica. Proseguendo lungo il percorso, si incontrano il Piccolo e il Grande Roseto, dove la bellezza dei fiori è celebrata in tutto il suo splendore, catturando l’essenza più romantica di questi gioielli botanici. Infine, il suggestivo Giardino del Cuore e l’incantevole Frutteto chiudono il cerchio di questa straordinaria esperienza, offrendo ai visitatori un rifugio di pace e relax, arricchito dalla magia di un patrimonio naturale inestimabile.

In aggiunta alle esposizioni d’arte e ai concerti musicali, il sito ospita convegni culturali e incontri con artisti di fama internazionale, garantendo un programma ricco di stimoli e di interesse per il pubblico. Questa varietà di eventi conferma i Giardini Van Buuren come un centro culturale vivace e dinamico, posizionandoli saldamente come un punto di riferimento nel panorama artistico e culturale di Bruxelles.

Giardini Van Buuren

Fonte: Van Buuren Mudeum and Gardens © Visit Brussels – Jean-Paul Remy

Van Buuren Museum, Bruxelles
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Questa vecchia gru è stata trasformata in un alloggio con vista mozzafiato

I viaggi sono il mezzo più divertente e avventuroso che abbiamo per scoprire il mondo. Ancora di più se arricchiti da esperienze indimenticabili, da soggiorni in posti straordinari e da momenti che resteranno per sempre da custodire tra i ricordi più belli e preziosi.

Immaginiamoci, quindi, di poter dormire a un passo dal cielo e di osservare l’orizzonte, colmando lo sguardo di meraviglia. Può succedere se si soggiorna in una vecchia gru, che trasformata in alloggio offre ai suoi ospiti un’esperienza inedita, unica e una vista che toglie letteralmente il fiato.

Usata in passato per scaricare le navi mercantili, ha trovato nuova vita ed è diventata una location davvero unica dove alloggiare, per rendere una vacanza e il viaggio ancora più emozionanti. Si trova ad Harlingen, piccola cittadina olandese affacciata sul mare che si trova a circa un’ora e mezza di distanza da Amsterdam.

Dormire in una gru: è possibile nei Paesi Bassi

La vista è di quelle che tolgono il fiato, perché la vecchia gru che si trova ad Harlingen, nei Paesi Bassi, si affaccia sulla costa del Mare del Nord e, come viene spiegato sul sito, è stata per tanto tempo un “faro” per tutti i marittimi che si trovavano ad arrivare nel porto cittadino.

Per numerosi anni è stata utilizzata per scaricare le navi, poi è entrata in disuso: realizzata nel 1967, fino al 1996 era il mezzo utilizzato per levare il carico di legname in arrivo da Russia e Scandinavia. Poi è stata acquistata nel 2001 e hanno preso il via i lavori, portati avanti da un team per due anni, per restituirgli nuova vita.

Ora ci sono due ascensori che portano in alto, verso il cielo, che hanno sostituito le scale e sono perfetti per raggiungere quella che un tempo era la sala macchine e ora è un alloggio dotato di ogni comfort e impreziosito da una vista spaziale. Si trova a 17 metri dalla banchina ed è perfetta per il soggiorno di due ospiti.

Dentro la stanza sulla gru, la vista toglie il fiato

La camera per due persone è stata ricavata in quella che, precedentemente, era la sala macchine. Qui si trovano un ampio letto matrimoniale, una seduta Charles Eames, una grande doccia e tutto ciò che potrebbe servire per gustare una ricca colazione.

Le finestre sono molto grandi e permettono di osservare i dintorni abbracciandoli con un solo sguardo. Questo alloggio così particolare ha anche due aspetti davvero peculiari. Innanzitutto, può girare di 360 gradi per consentire agli ospiti di scegliere “l’orizzonte” che preferiscono, poi è dotato di una grande terrazza sul tetto che offre una vista ancora più spettacolare e capace di togliere letteralmente il fiato.

Trascorrere una notte lì, secondo il sito, ha un costo di circa 349 euro colazione inclusa e da domenica e giovedì. Inoltre, vale anche la pena programmare una vacanza in questi luoghi perché ci sono tantissime cose da fare e da vedere, inoltre la cittadina è vicinissima ad Amsterdam. Infatti, per raggiungere in auto la capitale dei Paesi Bassi, ci vuole solamente un’ora e mezza circa, due se si viaggia in treno.

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Shopping, lusso e design: la capitale della moda è italiana, ed è bellissima

Fascino, bellezza e design: la moda è quell’arte per cui l’Italia è celebre in tutto il mondo detenendo primati di lusso e qualità. Negozi e boutique appartenenti a grandi marchi, showroom d’arte, design, fotografia, hotel e ristoranti dall’aspetto elegante che si affacciano per le strade delle nostre meravigliose città. E tra i magnifici luoghi della moda e del design italiano spicca il capoluogo della Lombardia, la città della Madonnina: Milano.

Milan l’è un gran Milan“, recita il celebre detto popolare. Ed effettivamente, quando si parla di lusso e tendenze, Milano fa da apripista. Sede della Milano Fashion Week e del Fuorisalone, tra gli eventi più influenti, la città meneghina offre numerosi luoghi della moda da visitare e assaporare con una lenta camminata, da soli o in compagnia, alla scoperta del suo lato più creativo ed esclusivo.

Sono quattro le aree che fanno di Milano la capitale della moda: il Quadrilatero della Moda, il quartiere di Brera, Via Tortona e Corso Como. Il filo comune sono il lusso, la moda, il design e le arti, ma ognuno di questi quartieri ha la propria peculiarità che lo rende unico e inimitabile.

Il Quadrilatero della Moda

Cuore pulsante della Milano Fashion Week, il Quadrilatero della Moda è il quartiere celebre in tutto il mondo per lo shopping di lusso, il design e gli eventi ad essi collegati. Sono quattro le strade della città meneghina che ne delimitano l’area (per questo viene definito Quadrilatero): Via Monte Napoleone, Via Manzoni, Via della Spiga e Corso Venezia.

Qui, tra eleganti strade, come Via Bagutta, Via Gesù e Via Santo Spirito, spiccano tutte le migliori firme d’alta qualità: boutique e gioiellerie, showroom di abbigliamento, design e arredamento. Non si tratta di semplici negozi, ma di luoghi che sembrano gallerie d’arte, con eventi, fotografi e celebrità all’ordine del giorno.

Ma il Quadrilatero della Moda non è solo lusso sfrenato e budget da ricchi: ci troviamo, infatti, nel pieno centro storico di Milano e qui la storia della città si respira in ogni angolo. Tra palazzi storici e scorci che richiamano il passato, merita una sosta il Museo Bagatti Valsecchi, una casa-museo con una ricca collezione d’arte tra le più importanti d’Europa. Per approfondire la storia del costume e della moda, invece, potete recarvi nel magnifico Palazzo Morando.

Un’altra chicca da scoprire è la nuova “Piazza del Quadrilatero“, il palazzo del ‘500 che era la sede del Seminario Arcivescovile, restaurato completamente e aperto al pubblico dopo 500 anni di uso privato. L’edificio ospita un hotel di lusso e, sotto le colonne storiche, puoi recarti in vari negozi di alta moda e di artigianato, bere un drink respirando tutta la magia dell’arte unita al design oppure partecipare ad eventi esclusivi.

Brera, il design district tra arte antica e moderna

In questo quartiere situato nel cuore di Milano si respira l’arte in ogni vicolo e palazzo. L’Accademia di Belle Arti, insieme alla Pinacoteca di Brera (importantissima galleria nazionale d’arte antica e moderna) sono i luoghi più celebri di Via Brera, l’arteria principale di quest’area urbana. Lungo la camminata in Brera, meritano sicuramente una visita anche la Biblioteca nazionale braidense e la Galleria d’arte moderna.

Lo stile bohémienne, i laboratori e negozietti artistici, le gallerie d’arte e i negozi di lusso che si affacciano su vicoli di Brera rendono la passeggiata un’esperienza unica e decisamente affascinante. Ci troviamo nel centro della città, una metropoli, ma ci sembra di essere nelle suggestive strade di Montmartre, sconnessi dalla frenesia del mondo contemporaneo.

Proprio qui, durante le attesissime settimane della Moda e del Design, nel Brera Design District (tra via Brera, via Pontaccio, via Solferino e via Fiori Chiari) vengono organizzati numerosi eventi che attraggono moltissimi appassionati e curiosi. Ma non si tratta solo di moda e luxury, perché è soltanto in queste occasioni che Brera mostra al pubblico la parte migliore di se: i cortili interni dei più bei palazzi meneghini aprono le porte ai visitatori che rimangono estasiati dalla bellezza senza tempo di questi edifici storici.

Pinacoteca di Brera

Fonte: iStock

Cortile interno della Pinacoteca di Brera

Corso Vittorio Emanuele II, con la sua celebre Galleria

Tutti ne hanno sentito parlare e moltissimi ci sono stati. Ormai uno dei simboli della città di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele II è considerata il Salotto di Milano, lungo l’omonimo corso che collega Piazza del Duomo con Piazza della Scala. Uno dei primi esempi di centro commerciale in tutto il mondo, la Galleria è costellata di boutique di lusso dei più celebri marchi d’alta moda, oltre che ristoranti stellati. Non si può non riconoscere la bellezza di questa struttura neorinascimentale con il suo suggestivo tetto in vetro e ferro.

Via Tortona, sede del Mudec

Una volta dominata da fabbriche e case in cui vivevano gli operai, oggi il quartiere di Tortona è un luogo vivo e creativo in cui moda, design, cultura e arti si fondono in un’atmosfera unica e suggestiva. Qui si respira un clima più internazionale e creativo, con atelier fotografici, di moda e design in ogni angolo. Una tappa obbligata è il Mudec (il Museo delle Culture di Milano) che è stato sede di importanti mostre d’arte, come quelle dedicate a Frida Kalho e Bansky, per fare degli esempi.
Una delle chicche della zona di Tortona è sicuramente la sede principale di Armani, in Via Bergognone. Costruita nell’ex fabbrica di produzione Nestlé ospita il Silos Armani, l’archivio storico del brand. Oltre ad un magnifico esempio di recupero industriale, questo edificio è una tappa obbligatoria per ammirare la storia di uno dei brandi di alta moda più blasonati in tutto il mondo.

Corso Como, tra arte e moda

Lungo 280 metri, Corso Como unisce Piazza XXV Aprile con la stazione di Porta Garibaldi. Una passeggiata in questa via pedonale è d’obbligo, sia per i palazzi storici e le boutique di moda presenti, sia per il fantastico concept store 10 Corso Como di Carla Sozzani. Nato nel 1990 è diventato negli anni il cuore della moda e del design di questa celebre via di Milano. Degna di nota è anche la Galleria Carla Sozzani, una libreria che racchiude arte, design, moda, cultura, fotografia, food e tanto altro. Corso Como è anche una delle zone principali della vita notturna milanese e dal 2012 ospita il famoso evento Fuori Salone.

Un'area dell'hub 10 Corso Como

Fonte: iStock

Un’area del palazzo storico in cui si trova “10 Corso Como”
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Huancayo, la città amata da tutti i viaggiatori

Ogni Paese del mondo nasconde luoghi e città che spesso vengono messe in secondo piano dai viaggiatori. In alcune circostanze ci sono validi motivi per cui farlo, mentre in altre si rischia di commettere un grosso errore. È il caso di Huancayo, una città del Perù che, probabilmente, ha meno da offrire rispetto ad altre realtà del Paese, ma che riesce comunque ad essere amata da chiunque la incroci lungo il suo cammino. I motivi? È moderna ma contemporaneamente legatissima alle sue tradizioni; sorge in una rigogliosa vallata circondata da imponenti montagne; si mangia benissimo ed i suoi abitanti sono particolarmente ospitali e sorridenti.

Informazioni utili

Huancayo è una città del Perù centrale, capoluogo della regione di Junín. Sorge in un ambiente che è davvero in grado di emozionare: sulla cordigliera delle Ande, al centro della fertile valle del Mantaro. È una megalopoli e anche piuttosto caotica, ma anche un luogo dove il moderno riesce a mescolarsi in maniera armoniosa con un forte senso della tradizione.

Le sue strade piene di vita, persone, sono spesso la sede di alcuni dei ristoranti migliori di tutto il Perù, che frequentemente si distinguono anche per la loro eleganza. C’è poi l’artigianato a colpire il viaggiatore, che dà vita a particolari oggetti che da molti sono considerati tra i più interessanti di tutto il Paese.

Infine le fiestas, delle colorite celebrazioni a cui vale davvero la pena partecipare almeno una volta nella vita.

Cosa vedere

La città di Huancayo è particolarmente nota per la sua bellezza naturale, la cultura indigena, il cibo e la sua vivacità fatta di innumerevoli festival che hanno luogo durante tutto l’anno.

Una località che con la punta dell’occhio cerca di guardare sempre più a fondo verso il futuro, ma in cui è ancora possibile sperimentare l’autenticità peruviana.

Le attrazioni cittadine

La città è la culla di un interessante patrimonio artistico e culturale, come quello che si può ammirare presso la Plaza de la Constitución che è puntellata di edifici storici che a loro volta sono incorniciati da montagne mastodontiche.

Da non perdere per nessuna ragione al mondo è il Mercado de Huancayo che, oltre a essere uno dei mercati più grandi del Perù, è un vero e proprio turbinio di emozioni perché consente di immergersi nella cultura e tradizioni locali.

Il Templo de la Merced, invece, è una chiesa che risale al XVIII secolo e che è stata edificata in stile barocco. Dall’architettura imponente, funge da centro spirituale e da luogo di aggregazione per la comunità.

Assolutamente interessante è il Parque de la Identidad Wanka che celebra la cultura e le tradizioni dei popoli indigeni del Perù. Visitarlo vuol dire conoscere l’arte, la musica e la danza degli antichi abitanti di questa zona del Paese.

Poi ancora il Teatro Municipal che è annoverato tra i più importanti del Paese. Infine, a non troppa distanza da Huancayo prende vita la città di Concepción, un luogo in cui svettano nei cieli dei maestosi palazzi coloniali splendidamente conservati.

La natura

E poi c’è la natura, come quella offerta dai Torre Torre, dei pilastri di terra che sorgono vicino al centro cittadino. È il posto ideale per gli amanti dell’avventura, perché qui risiedono incredibili formazioni rocciose tra cui fare trekking: sono opere che sono state scolpite dall’erosione del vento e dell’acqua, dando vita  un paesaggio surreale, come fosse precipitato sulla Terra da un altro pianeta.

Altrettanto affascinante è El Bosque de Piedras, una foresta di rocce vulcaniche che regala anche dei panorami mozzafiato. Infine, vale la pena allungarsi per circa quaranta chilometri e raggiungere la bellissima Laguna de Paca, dove ancora sopravvive una natura incontaminata e presso cui poter praticare diverse attività, come il trekking, la bicicletta e le escursioni in barca.

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Chantilly, la cittadina francese da visitare assolutamente

Il nome Chantilly vi risuonerà particolarmente familiare, poiché è così che si chiama una buonissima crema composta da panna montata e zucchero a velo e aromatizzata alla vaniglia. Ma come tante delle cose di questo mondo, il nome di questo dolce deriva dalla bellissima cittadina in cui è nata, una località francese che vale davvero la pena scoprire.

Chantilly, informazioni utili

Chantilly è un grazioso comune francese che prende vita nel dipartimento dell’Oise della regione dell’Alta Francia. A poca distanza da Parigi, è anche nota per essere la città di principi, merletti e cavalli.

Natura e storia sono in ogni angolo, tanto che da queste parti sorge un sontuoso castello con un poetico giardino considerato uno dei gioielli del patrimonio francese. Un posto da visitare, quindi, perché rappresenta una vera oasi di pace a qualche chilometro di distanza dal caos della grande città, e in cui poter assaggiare l’originale crema di cui è impossibile non innamorarsi.

Cosa vedere

Sicuramente l’attrazione più emozionante di Chantilly è il suo elegante e magico Castello, ma la città offre anche altri suggestivi punti di interesse. Innanzitutto, Chantilly sorge nel bel mezzo del Parco Naturale dell’Oise, un vero e proprio polmone verde della Francia dove sopravvivono tre maestose foreste, la foresta di Ermenonville, Halatte e Chantilly, numerosi stagni e valli che sembrano infinite.

In secondo luogo, questa città francese è conosciuta anche come la Capitale dei cavalli, e per questo vale la pena visitare le sue Grandi Scuderie. Considerate un capolavoro dell’architettura del XVIII secolo, ospitano anche il Museo del Cavallo e in più vi è possibile assistere a uno dei meravigliosi spettacoli equestri consacrati all’arte del dressage della prestigiosa scuola di Chantilly. Ogni anno, invece, questa è anche la sede del Prix de Diane, la gara ippica più glamour di Francia che prende vita nel mese di giugno.

Chantilly è famosa anche per i merletti, una tradizione che risale al XVII secolo e oggi osservabile presso il Museo di Chantilly. Molto affascinante è anche l’Église Notre-dame De Chantilly, un edificio in stile barocco e prima chiesa parrocchiale della città

Grandi Scuderie, Chantilly

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Le Grandi Scuderie di Chantilly

Gli interni del Castello

E ora parliamo della vera perla di Chantilly: il suo prezioso Castello. Costruito sui resti di una fortezza del 1300, è oggi un capolavoro grazie ai restauri che ha subito verso la fine del XIX secolo.

Il merito è di Henri d’Orléans, duca d’Aumale, figlio dell’ultimo re dei francesi, Louis-Philippe, che era considerato il più grande collezionista del suo tempo. Non a caso, Chantilly è la culla di innumerevoli capolavori e preziosi manoscritti.

Sorge nel bel mezzo di una zona paludosa e si sviluppa su 7.800 ettari di terreno. Visitarlo è come catapultarsi in un passato fatto di nobiltà, perché i suoi interni sono di una bellezza inimmaginabile.

Al primo piano, per esempio, sorgono i grandi appartamenti che ancora conservano pregevoli decorazioni cerimoniali. Tra le stanze più belle ci sono l’Anticamera e la Sala di Guardia, allestite per collegare il Grand Château all’antico Petit Château, il grande armadio ad angolo, la Stanza del Principe, con rivestimenti in bianco e oro, la Galleria della Grande Battaglia che possiede delle stupefacenti tele e la Sala della Musica.

Ci sono poi gli appartamenti privati ​​del Duca e della Duchessa di Aumale dove ammirare il Salone di Guise, sede di diversi ritratti di famiglia, la Camera della Duchessa, che possiede un prezioso letto a baldacchino e poltrone imbottite in stile Luigi XV, il Salone Viola, dalla particolare forma di un cerchio, la Piccola scimmia, un salottino decorato con questi buffi animali che imitano le azioni dell’aristocrazia, la Camera del Duca, con un letto militare e una scrivania a cilindro, il Salon des Condé, in memoria di Louis d’Orléans, e la Stanza di Marmo che è ricca di decori in stile rinascimentale francese.

Molto interessanti sono anche le pinacoteche. Il museo Condé, per esempio, protegge tra le sue mura la più grande collezione di dipinti antichi di Francia, seconda solamente al museo del Louvre: ci sono più di 800 dipinti e quasi 4.000 disegni. Bellissimo è anche il Gabinetto Clouet che riunisce una collezione di 90 ritratti rinascimentali, così come lo è il Gabinetto di Giotto dove sono custodite opere italiane. Ma questi appena citati sono solo alcuni esempi.

Infine, il Castello di Chantilly è anche la culla di una delle biblioteche più ricche di Francia. Tra le mura svetta infatti una libreria contenente ben 60.000 volumi, di cui quasi 19.000 visibili al pubblico. Non vi sorprenderà sapere, perciò, che proprio qui si trova anche il manoscritto più prezioso del pianeta.

Castello di Chantilly, Francia

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L’esterno del Castello di Chantilly

Il giardino del Castello

Questo Castello monumentale è anche circondato da giardini che da soli valgono il viaggio: vantano una superficie di 115 ettari e sono lo specchio dei loro diversi periodi di creazione. C’è il giardino alla francese, ideato da André Le Nôtre nel XVII secolo, quello anglo-cinese, che risale alla fine del XVIII secolo e il giardino all’inglese, datato inizio del XIX secolo.

Il più scenografico è senza ombra di dubbio il giardino alla francese in cui perdersi tra vasti specchi d’acqua impreziositi da fontane e statue. È stato creato per simboleggiare il trionfo dell’ordine sul disordine, della cultura sulla natura selvaggia e della riflessione sulla spontaneità.

Il giardino anglo-cinese un tempo era composto di sette piccole case. Oggi sono in piedi solo cinque e presentano un aspetto rustico. In passato era utilizzato dai cortigiani che qui si riunivano per mangiare e divertirsi. Il suo scopo è invece quello di imitare il lato selvaggio della natura.

Infine il giardino inglese che è un vero e proprio susseguirsi di costruzioni romantiche, tra cui l’Isola dell’Amore o il Tempio di Venere. In questo stesso angolo scorgano anche le Cascades de Beauvais e il suo obiettivo è quello di esaltare la poesia della natura.

Possiamo quindi concludere che questa pittoresca cittadina, che sorge a poca distanza da Parigi, è una di quelle mete da mettere nella lista dei propri desideri quando si vola in Francia.

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Questo borgo è stato Capitale d’Italia per una notte: è un gioiello da scoprire

Nel cuore del nostro amato Stivale, c’è un mondo magico che attende solo di essere scoperto. Le stradine lastricate, gli edifici antichi e le atmosfere intrise di storia e autenticità rendono i borghi italiani dei veri e propri gioielli da esplorare. Questi luoghi sono come capsule del tempo, dove il ritmo frenetico della vita moderna sembra dissolversi, lasciando spazio a un’atmosfera che evoca il clima di un’epoca passata. È un invito irresistibile a respirare l’aria genuina di un’Italia ricca di tradizione e fascino senza tempo.

Oggi ti porteremo alla scoperta di Crecchio, un piccolo paesino nel cuore dell’Abruzzo, che incanta e sorprende con il suo ricco patrimonio storico, le sue bellezze naturali e la sua vibrante scena artistica e culinaria. Preparati a lasciarti trasportare in un viaggio indimenticabile attraverso le strade medievali di questo incantevole villaggio, dove storia, natura e tradizione si fondono armoniosamente per creare un’esperienza unica e indimenticabile.

Crecchio: il cuore antico dell’Abruzzo

Immerso nella suggestiva regione abruzzese, Crecchio si erge come una gemma nascosta tra le colline che scendono dolcemente dalla Maestosa Maiella fino all’azzurro dell’Adriatico. In questo paesaggio ondulato, punteggiato da vigneti, uliveti e frutteti, il borgo si impegna a preservare la sua identità agraria, mentre si riconnette con le sue radici storiche.

Originariamente concepito per resistere agli assalti e difendere il territorio circostante, questo luogo è stato testimone di un susseguirsi di epoche e trasformazioni che hanno plasmato la sua identità in modo indelebile. Nel corso dei secoli, ha abbandonando gradualmente il suo ruolo di fortezza difensiva per abbracciare una nuova identità residenziale. Questa evoluzione ha contribuito a definire la sua unicità e a rendere omaggio alla sua storia ricca di sfumature e cambiamenti. Le imponenti mura medievali hanno ceduto il passo a sontuose dimore e palazzi, trasformando il borgo in una destinazione ambita da regnanti, nobili e illustri personalità del tempo. Questo processo non ha solo cambiato il volto di Crecchio, ma ha anche contribuito a renderlo un importante centro culturale e sociale.

Inoltre, forse non tutti sanno che questa località ha giocato un ruolo cruciale nei capitoli più intensi della storia del nostro Paese. Nella notte del 9 settembre 1943, infatti, mentre le potenze fasciste declinavano e gli Alleati avanzavano sulla penisola italiana, Vittorio Emanuele III, all’epoca Re d’Italia, trovò rifugio nel Castello di Giovanni De Reises, duca di Bovino. Accompagnato dal figlio Umberto e dall’intero Stato Maggiore del Regio Esercito, il sovrano si immerse in discussioni intense riguardanti il destino della nazione e della dinastia sabauda. Fu in quelle ore cruciali che si plasmò il destino della monarchia, mentre il malcontento popolare verso la famiglia reale cresceva senza sosta.

Al sorgere del giorno successivo, il viaggio verso le regioni d’Italia già liberate dagli Alleati riprese. Il consenso plebiscitario espresso dalla popolazione italiana nel Referendum Costituzionale del 2 giugno 1946 chiuse definitivamente il capitolo dell’era monarchica, aprendo le porte all’avvento della Repubblica.

Crecchio: i luoghi imperdibili nella piccola perla dell’Abruzzo

Nel cuore di questo scenario affascinante si erge imponente Palazzo Monaco, una vera icona di nobiltà e magnificenza. Accanto a esso, la raffinata Chiesa di Santa Maria da Piedi, eretta nel lontano 1581, si presenta come un autentico capolavoro architettonico. Pur essendo ora adibita ad auditorium, conserva con fierezza il suo campanile a vela e un portale in arenaria del 1584, testimonianze mute di un passato glorioso ricco di storia e devozione. Affacciandosi sulla Porta da Piedi, che in epoche remote proteggeva l’abitato a nord, si erge come un simbolo tangibile della fede e della cultura radicate profondamente in questa comunità.

Proseguendo lungo il percorso, ci troviamo di fronte al Castello di Crecchio, autentico custode di tesori inestimabili e testimone vivente di epoche passate. Al suo interno, il Museo dell’Abruzzo Bizantino ci accoglie con la sua prestigiosa raccolta di reperti archeologici, che abbracciano un arco temporale che spazia dall’IX secolo a.C. fino all’Alto Medioevo.

Lungo le sinuose sponde dell’Arielli, poi, antichi mulini a palmenti si ergono fieri, come monumenti viventi della storia, a testimoniare l’ingegno e la maestria dei loro artefici. E infine, da non perdere è il Santuario di Santa Elisabetta, un luogo intriso di profonda spiritualità e devozione. Qui, gli ex voto e la preziosa statua lignea della Madonna, datati ai secoli XIV e XV, raccontano storie di fede e speranza, tramandate nel corso dei secoli e ancor oggi vive nei cuori di coloro che qui si rifugiano per pregare.

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Leucade, la Grecia da scoprire questa estate

Tra le mete più amate dagli italiani (e non solo) per le vacanze estive c’è la Grecia, e non è affatto difficile immaginare perché: il Paese ellenico è l’undicesimo Stato al mondo per estensione costiera, con 13676 km di coste. Quasi ogni lembo di questa terra è bagnato da acque limpide che invitano a fare un bagno, come quelle che accarezzano le rive di Leucade, da molti considerata come i “Caraibi dello Ionio”.

Leucade, informazioni utili

Leucade è il nome italiano di Lefkàda, una delle meravigliose Isole Ionie che sorgono a ovest della Grecia continentale. Anzi, Leucade è l’unica di queste ad essere raggiungibile anche senza nave o traghetto, perché è collegata alla terraferma tramite una lunga strada rialzata e un ponte mobile di circa 50 metri.

Come tutte le isole che si trovano in questo tratto di costa, purtroppo non gode di una storia fortunata: negli anni ’50 qui ci sono stati disastrosi terremoti che si sono riversati duramente su di essa. I danni sono stati enormi, al punto che solo pochi monumenti e chiese sono arrivati fino ai giorni nostri.

Ce ne sono, quindi, ma Leucade è uno di qui posti in cui, incredibilmente, la storia e le antichità greche passano in secondo piano. In compenso, c’è ampio spazio per una natura raggiante.

Lefkàda, Grecia

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Veduta aerea di Lefkàda

Cosa aspettarsi

Leucade ha una doppia anima: c’è il lato turistico e poi quello che è ancora immacolato, identico a come Madre Natura lo ha fatto. Ciò vuol dire che qui ci si può tranquillamente rilassare e godere di emozionanti meraviglie naturali, ma anche vivere la vita mondana e divertirsi con la famiglia o gli amici.

Un’isola estremamente selvaggia, dalla rigogliosa vegetazione piena di pini, ulivi e vigneti. Poi ci sono le sue affascinanti insenature, baie semi-nascoste con spiagge di sabbia finissima o ciottoli e porticcioli coloriti. Ma non è finita qui, perché Leucade vanta anche una conformazione montuosa che si rivela l’ideale per passeggiate ed escursioni.

Cosa vedere

Come detto in precedenza, Lefkàda conserva ancora alcune delle sue meraviglie storiche, ma la realtà dei fatti è che qui ci si viene, soprattutto, per ammirare la bellezza della natura.

Tra le cose da non perdere c’è sicuramente Leucade città, il luogo da dove parte il ponte che collega l’isola alla terraferma. Una località piena di caffè, bar, ristoranti e locali notturni, ma anche altamente pittoresca per via della presenza di case policrome con i tetti di tegole, belle piazze, strette stradine e molto altro ancora.

Leucade città, Grecia

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Leucade città vista dall’alto

Molto interessanti sono anche le rovine del Castello di Agia Mavra, che dal XIII al XVII secolo ha protetto l’isola dalle incursioni che arrivavano dal mare. Nonostante sia ormai un rudere, i visitatori sono sempre entusiasti per via delle sue mura perimetrali esterne, che tutt’ora sono in ottimo stato di conservazione.

Una delle tappe imperdibili di questa magica isola è il Monastero di Faneromenis, il centro religioso più importante di Leucade e anche il posto da cui ammirare una vista meravigliosa sulla città e la vicina laguna. Al suo interno è possibile visitare un Museo Ecclesiastico che contiene icone sacre e antichi testi manoscritti.

Agios Nikitas, invece, è un pittoresco villaggio con un’unica strada pedonale piena di negozi, bar e ristoranti e anche il punto di partenza ideale per scoprire alcune delle spiagge più belle dell’isola.

C’è poi il villaggio di Kalamitsi, dove le tradizioni rurali ancora sono parte della quotidianità e in cui, contemporaneamente, l’occhio è puntato verso la modernità turistica. Nonostante ciò, a dominare sono ancora i mulini a vento, le chiese e gli animali, come  galline, capre e asini.

Un’altra località molto particolare è Karia, un borgo dell’entroterra assai noto per la sua tradizione del ricamo e per il suo centro storico ricco di bar, taverne e caffetterie.

Sivóta è senza alcun dubbio una delle cittadine più belle di Leucade. Prende vita su un’insenatura stretta che dà la sensazione di essere di fronte a un laghetto, anziché dinnanzi a uno splendido mare.

La natura di Leucade

Sì, a Leucade la natura è qualcosa di straordinario e a cominciare dalle sue coste: in quella orientale le acque sono più calme e si possono ammirare fantastici panorami, mentre quella occidentale è più selvaggia e perfetta per avvistare indimenticabili tramonti.

Assolutamente speciali sono le cascate di Dimosari che sono raggiungibili percorrendo un facile sentiero impreziosito di vecchi platani che regalano ombra naturale, ponticelli e scalini. La prima cosa che si incontra è una minuta cascata che si tuffa in un piccolo laghetto, per poi arrivare alla cascata principale alta circa dodici metri. Ma non è finita qui, perché ai piedi di quest’ultima c’è un’altra piccola piscina naturale dove poter anche fare il bagno.

Cascate di Dimosari, Lefkada

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Il laghetto ai piedi delle cascate di Dimosari

Davvero emozionante è Capo Lefkada che si trova all’estremità sudoccidentale dell’isola: da queste parti la natura incontra leggende e mitologia. Molto suggestivo è il faro che svetta nei cieli sulla parte più alta del promontorio, che regala anche dei tramonti che sono un vero turbinio di emozioni. Una piccola curiosità: secondo una leggenda è proprio da qui che si suicidò la poetessa Saffo a causa dell’amore non corrisposto per il giovane Faone.

Le spiagge da non perdere

Siete pronti a realizzare qualsiasi vostro desiderio in fatto di spiagge e mare? Dovete esserlo perché a Leucade è davvero possibile. Sono tantissime le spiagge da visitare e a partire da Pefkoulia che è una distesa sabbiosa lambita da acque turchesi molto pulite.

Molto bella è anche la spiaggia di Agios Nikitas che, pur essendo piccina, è la preferita dalle famiglie. Poi ancora la spiaggia di Milos, tra le meno conosciute – seppur eccezionale – di Lefkada. Vi basti sapere che la sua sabbia è bianca come il latte, mentre le sue acque sono profonde e intensamente turchesi.

Una delle spiagge più frequentate dell’isola è Kathisma, il posto ottimale per chi ha voglia di avere a portata di mano tutti i servizi del caso. Dalla sabbia bianca e ciottolosa, offre un mare cristallino dalle mille sfumature di blu o di verde.

C’è poi Ekgremni, una spiaggia di ben due chilometri di lunghezza e incastonata tra imponenti scogliere. Da molti considerata una delle migliori del Mediterraneo, offre colori simili a quelli dei Caraibi.

Voliamo ora alla spiaggia del villaggio di Vassiliki che è particolarmente frequentata da chi adora il windsurf e tutti gli sport da fare al mare.

Altrettanto suggestive sono la piccola spiaggia di ciottoli di Ammousa, quella di Mikros Gialos dove il mare è quasi sempre calmo, e la spiaggia di Desimi che offre tante insenature e grotte lungo la costa.

Infine, merita una menzione speciale Porto Katskiki, da molti ritenuta addirittura la spiaggia più bella d’Europa. Con sabbia bianca finissima, è riparata da una falesia a picco sul mare e baciata dal sole per quasi l’intero giorno. Non sono di certo da meno le sue acque che sono costantemente cristalline.

Insomma, Leucade è un vero scrigno di incedibili meraviglie.

Porto Katskiki,, Leucade

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Tutta la bellezza di Porto Katskiki