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Gelsenkirchen, cosa vedere nel cuore della Ruhr in Germania

Sono le ciminiere a spiccare nel profilo urbano, simbolo del grande sviluppo industriale che ha vissuto in passato, ma la città di Gelsenkirchen possiede anche molte attrazioni culturali e architettoniche tali da poter incuriosire i turisti. Situato nel cuore della Ruhr, una delle principali regioni della Germania dal punto di vista economico, il centro abitato è la tappa ideale per una visita forse un po’ insolita, ma senza dubbio ricca di sorprese.

Gelsenkirchen, tra miniere e industrie

La città di Gelsenkirchen si trova nel land della Renania Settentrionale-Vestfalia ed è uno dei centri principali della Ruhr, regione conosciuta soprattutto per la sua attività mineraria. Fu proprio grazie all’estrazione dei minerali e alla conseguente industria metallurgica che Gelsenkirchen divenne uno dei più importanti poli industriali dell’800: i suoi giacimenti di carbon fossile permisero a quello che, fino a quel momento, era solo un piccolo centro agricolo di trasformarsi in una grande realtà dall’immenso potere economico.

Proprio le antiche miniere, spesso riconvertite a nuovo uso, sono oggi parte dell’attrattiva della città, che fornisce interessanti spunti per il turismo industriale. Ad esempio, l’ex sala macchine della miniera di carbone dell’Oberschuir ospita frequentemente mostre di ogni tipo, spesso a tema minerario. È l’industria, in generale, a caratterizzare attualmente il panorama di Gelsenkirchen: le sue ciminiere, come già visto, fanno parte dello skyline e forse non siamo così abituati ad immaginare una città del genere come un luogo turistico. Ci sono invece tante sorprese ad attenderci.

Cosa vedere a Gelsenkirchen

Gelsenkirchen è molto più che una città industriale: è una delle capitali dello sport, dove ha sede un’importante squadra di calcio e uno stadio (la Veltins Arena) che è diventato protagonista degli Europei 2024 in Germania. Ma è anche un luogo della cultura, ricco di musei, gallerie e teatri. Il Museo d’Arte di Gelsenkirchen, situato nel quartiere Buer, vanta un’ampia collezione di opere appartenenti al modernismo classico, al costruttivismo e all’arte contemporanea. Mentre il villaggio degli artisti Halfmannshof è un vero centro d’avanguardia che accoglie esperti provenienti da tutto il Paese.

Per gli amanti dell’architettura, la città offre una piccola perla da scoprire: si tratta dell’Hans-Sachs Haus, costruito del 1927 da Alfred Fischer in stile Bauhaus. Dopo aver ospitato il municipio per molti anni, oggi è un edificio adibito ad uso uffici e contiene una grande sala concerti. Particolarmente affascinante è poi il Castello di Horst, splendido esempio di architettura rinascimentale che – secondo recenti scavi – risalirebbe addirittura al ‘200. Tra le sue sale sono esposti alcuni interessanti cimeli che raccontano la vita nel Rinascimento.

Nel centro storico si può poi ammirare la chiesa evangelica della Città Vecchia, costruita sulle ceneri dell’antico luogo di culto fondato nell’anno 1000, distrutto durante la guerra. L’edificio, realizzato dall’architetto Denis Boniver, presenta una suggestiva torre che spicca nel profilo di Gelsenkirchen. Infine, lo ZOOM Erlebniswelt è un grande zoo diviso in aree tematiche, ciascuna delle quali ospita animali provenienti da diversi continenti. È l’ideale per trascorrere una giornata all’aria aperta con i più piccini, alla scoperta delle più affascinanti creature del mondo (tra cui oranghi, leoni, orsi polari e bellissimi asini).

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Ventimiglia, porta d’Italia e meta di turismo da scoprire

Città di confine e porta d’ingresso per l’Italia il soprannome è “Porta fiorita d’Italia”) Ventimiglia è una deliziosa meta di turismo che offre attrattive non soltanto d’estate ma tutto l’anno. Grazie al suo clima mite, infatti, si può godere delle sue tante (ebbene sì) attrattive in ogni stagione. Certo, l’estate è il momento in cui Ventimiglia si riempie di turisti che vi soggiornano o che sono anche solo di passaggio.

Tanti i francesi che arrivano anche solo per qualche ora e che amano approfittare della buona cucina ligure (e italiana più in generale) offerta dai ristoranti lungomare o nel centro storico, ma che vengono anche per fare shopping (il mercato del venerdì è sempre super affollato di turisti). Sono sempre più numerosi anche gli italiani che scelgono come meta delle loro vacanze estive questa deliziosa cittadina della Riviera di Ponente. Negli ultimi anni, infatti, Ventimiglia ha ampliato la propria offerta turistica e ha riqualificato la zona storica e portuale (alcuni lavori sono ancora in corso) e migliorato i servizi.

La Marina di Ventimiglia

Già da un paio di anni è stata inaugurata la nuova Marina di Ventimiglia. La società SBM, che gestisce il vicino porto del Principato di Monaco, ha investito nella realizzazione del nuovo porto turistico di Cala del Forte, uno dei più avanzati, meglio equipaggiati e sicuri porti del Mar Mediterraneo, mentre il fondo BDF, gestito da Namira Sgr, sta trasformando la Marina di Ventimiglia in una destinazione turistica e residenziale “a cinque stelle”, con una rinnovata offerta di intrattenimento, ristorazione e anche residenziale di altissimo profilo. Ma non è tutto, proprio di recente, l’imprenditore Flavio Briatore, che già possiede un locale nella vicina Montecarlo, ha annunciato di voler aprire un Twiga anche qui, per la precisione nella vicina Baia Benjamin, uno dei punti di mare più belli della zona.

Il borgo storico di Ventimiglia

La cittadina di mare è incorniciata dalle storiche case dei pescatori color pastello dell’antico borgo di Ventimiglia che dominano dall’alto. Su tutte spicca il campanile dell’antica Cattedrale di Santa Maria Assunta, sovrastato a sua volta dal Forte dell’Annunziata del XVI secolo che oggi ospita il Museo Civico Archeologico intitolato a Girolamo Rossi, lo scopritore della città romana di  Albintimilium, un sito archeologico che si trova nella vicina Nervia. Questa zona vecchia della città sovrastante Cala del Forte è Ventimiglia Alta, e sta subendo un’importante rigenerazione urbana tanto che hanno già aperto nuovi locali con affacci panoramici mozzafiato. Molti, però, anche i luoghi che ricordano il brillante passato di questa antica città romana quando fu un importante crocevia commerciale e culturale, a testimonianza del quale resta l’imponente Teatro romano del II secolo d.C., uno dei meglio conservati dell’Italia settentrionale, ma ancora poco conosciuto, contemporaneo di ciò che resta delle antiche terme romane. Nell’Antiquarium sono esposti numerosi reperti recuperati dagli scavi archeologici realizzati a partire dalla fine dell’Ottocento. Tra le mura millenarie del centro storico, infatti, ancora oggi si cela un tesoro senza pari: chiese secolari, oratori, conventi e palazzi nobiliari che testimoniano l’eleganza delle epoche passate.

Con l’apertura della linea ferroviaria, nel XIX secolo Ventimiglia diventò meta di intellettuali, scrittori, pittori (Claude Monet dipinse tutta una serie di quadri con soggetto questa costa), poeti e botanici (soprattutto anglosassoni), innamorati del clima mite tutto l’anno e di un paesaggio mediterraneo capace di emozionare e stimolare creatività e ingegno. Ventimiglia divenne loro patria di adozione e la impreziosirono con i giardini botanici delle ville d’epoca, che oggi sono il suo fiore all’occhiello. I più famosi sono i Giardini botanici Hanbury, sul promontorio della Mortola, nel territorio di Ventimiglia, fondati nel 1867 da Sir Thomas Hanbury, dove crescono eucalipti, acacie, bambù, erbe aromatiche, rose, peonie e agrumi tra splendidi elementi architettonici dove la flora mediterranea ed esotica si sposa con l’architettura romantica.

Ventimiglia, Liguria

Fonte: iStock

Bella vista panoramica di Ventimiglia

Gli eventi dell’estate a Ventimiglia

Se l’italianità, l’enogastronomia tipica ligure e l’ospitalità sono garanzie fondamentali per attrarre turismo (che è aumentato del 25% nel 2024 da gennaio a maggio), gli eventi e lo spettacolo non sono da meno. Da qualche anno anche il calendario estivo si è infittito con importanti appuntamenti come concerti, mostre con artisti internazionali, rassegne teatrali e l’evento clou dell’estate, l’agosto medioevale. L’estate 2024 prevede oltre cento appuntamenti per ogni fascia di età, compresi eventi sportivi e visite guidate alla città.

Le spiagge di Ventimiglia e dintorni

La città di Ventimiglia ha una sua lunga spiaggia perfetta per le famiglie che vogliono godere di ampi spazi e di tutte le comodità possibili e immaginabili per trascorrere una vacanza al mare nel più totale relax, dagli stabilimenti balneari ai bar e ristoranti lungomare, non manca proprio nulla. Questa zona di Liguria fa parte del Santuario dei Cetacei Pelagos, un’area marina protetta di straordinaria importanza, condivisa tra Italia, Francia e Principato di Monaco, dove è possibile avvistare delfini, balene e una ricca biodiversità marina.

spiaggia balzi rossi ventimiglia

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La spiaggia dei Balzi Rossi al confine tra Italia e Francia

Poi ci sono le calette più riservate e dalle acque limpide, raggiungibili percorrendo sentieri sterrati o ripide scalinate, come Le Calandre, con la sabbia fine, Baia Benjamin (nella frazione di Mortola, un’area protetta con una grotta sottomarina da cui sgorga una sorgente d’acqua dolce, la Polla di Rovereto), Muru Russu, la Spiaggia di Orengo, la Spiaggia del Darsenún con la Punta d’u Darsenùn, quella naturista dei Trei Brechi o, proprio sul confine con la Costa Azzurra, quella spettacolare anche se molto piccola di Balzi Rossi, tra rocce e macchia mediterranea. E proprio qui, fronte mare, ci sono delle grotte che raccontano la vita dell’uomo di 25.000 anni fa. Le Grotte dei Balzi Rossi sono uno dei luoghi più emblematici della storia dell’uomo in Europa. Il Museo dei Balzi Rossi, ideato da Sir Hanbury nel 1898 ma terminato di essere allestito solo nel 1994, celebra l’importanza di questo sito archeologico.

Il treno storico che porta a Ventimiglia

A partire da agosto 2024, si potrà raggiungere Ventimiglia anche a bordo di un treno storico, l’Espresso Riviera, il più scenografico del Mediterraneo. Questo nuovo itinerario parte dalla Stazione Centrale di Milano e, dopo aver attraversato Pavia, Varazze, Savona, Albenga, Alassio, Sanremo, Bordighera e il litorale della Riviera dei Fiori ligure, giunge al confine con la Costa Azzurra. Sarà possibile salire a bordo di questo affascinante convoglio nei weekend che vanno dal 3 agosto al 29 settembre. Il treno consente di riscoprire il piacere di viaggiare in completa serenità e privacy: a disposizione dei passeggeri sono previsti i compartimenti salottino per non più di quattro – sei persone, dotati di grandissimi finestrini che lasceranno scorgere panorami molto suggestivi. Non mancheranno un’esclusiva carrozza ristorante con menù e piatti che seguono la stagionalità e la tipicità della cucina made in Italy e il bar di bordo per rilassarsi. In più, saranno assolutamente i benvenuti anche gli amici a quattro zampe e, chi lo desidera, può portare anche la propria bicicletta o l’attrezzatura sportiva. I biglietti sono già in vendita con prezzi a partire da 29,50 euro.

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Vacanze a Zante: le 5 spiagge da non perdere

Ci sono luoghi leggendari, nel mondo, e talmente tanto belli che spesso e volentieri sembrano pezzi di paradiso caduti candidamente sulla Terra. Per fortuna ne esistono ancora moltissimi, e alcuni di questi non si trovano nel nostro Paese, mentre altri non sono affatto distanti dello Stivale. È il caso di Zante, spettacolare isola della Grecia dove, secondo la leggenda, è nata Venere. Scopriamo insieme le 5 spiagge più belle di questo affascinante lembo di terra.

Zante, informazioni utili

Zante, che spesso viene chiamata anche Zacinto, è conosciuta come l’isola in cui, probabilmente, è venuta al mondo la Dea Venere. Ma non solo, perché è anche la culla del poeta Ugo Foscolo, che proprio ad essa dedicò il suo componimento più celebre.

Quest’isola immersa in un Mediterraneo dai colori da favola, un tempo era poco frequentata, mentre oggi è una delle mete più amate di tutto il Paese Ellenico. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che sembra possedere due anime diverse – ma entrambe affascinanti -: c’è la Zante mondana e chiassosa che si fa sentire sulle sue coste orientali e meridionali, ma anche quella più rilassata e autentica che caratterizza le regioni occidentali e centrali.

Tante sono le cose da vedere, ma senza ombra di dubbio molti viaggiatori la scelgono per le sue spettacolari spiagge e per il limpido mare da cui sono lambite. Sono davvero tante, ma noi di SiViaggia abbiamo cercato di selezionare le 5 più belle.

La natura di Zante

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Un angolo di Zante visto dall’alto

La Spiaggia del Relitto, simbolo di Zante

Basta fare una ricerca rapida su Google con la parola chiave “Zante” per essere inondati dalla foto di questo luogo dell’isola che pare incantato: la Spiaggia del Relitto. Ormai simbolo di Zante, è chiamata anche Navagio e probabilmente è uno dei posti più fiabeschi di tutta la Grecia.

Situata nella zona nord-occidentale, è caratterizzata da un mare profondo e cristallino che accarezza lentamente una sabbia così bianca da volercisi sdraiare sopra persino senza asciugamano. Ma non è solo questo a colpire perché, come dice il suo nome, qui risposa lo scheletro di un’antica imbarcazione: è la nave Panagiotis, che da queste parti terminò il suo viaggio nell’ormai lontano 1983.

I visitatori amano salire sulle scogliere circostanti, in modo da poter osservare questa spiaggia dove il bianco incontra l’azzurro da un punto di vista speciale. Tuttavia, è importante tenere a mente che, anche a causa del turismo di massa, questo è un posto della Grecia in pericolo, a tal punto che in questi ultimi anni si stanno valutando una serie di limitazioni per evitare di perderla per sempre.

La Spiaggia di Plakaki, un angolo di paradiso

Pur essendo spesso invasa turisti, la meravigliosa isola di Zante conserva ancora alcuni angoli poco noti e in cui la sua bellezza è davvero al massimo. Ne è un esempio la Spiaggia di Plakaki, che sorge lungo costa occidentale. Caratterizzata da rocce bianche e ripide che sembrano tuffarsi con leggiadria in acque delle mille sfumature di verde, si trova a poca distanza dal piccolo paese di montagna di Agalas, dal quale si può raggiungere solo a piedi attraversando un sentiero tortuoso letteralmente scavato nella roccia.

Spiaggia di Plakaki, Grecia

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Le meravigliose rocce della Spiaggia di Plakaki

Occorre fare una bella “sfacchinata”, quindi, ma il suo straordinario aspetto, il suo essere quasi completamente privo di persone e il suo animo così selvaggio ripagheranno, senza ombra di dubbio, qualsiasi fatica.

La Spiaggia di Agios Sostis, un’isola nell’isola

Sì, avete letto bene: Agios Sostis (chiamata anche Cameo Island) è davvero un’isola nell’isola. A Sud di Zante, e collegata ad essa tramite un suggestivo ponte in legno, questo piccolo lembo di terra è particolarmente amato perché qui vengono a nidificare le tartarughe Caretta Caretta. Un tempo questo isolotto era parte di Zante stessa, ma poi un giorno, a causa di un terremoto, si staccò per trasformarsi in una vera e propria meraviglia alla quale non si può resistere

Proprio qui, inoltre, prende vita una suggestiva spiaggia di sabbia dorata impreziosita da svettanti pini e grotte, che a loro volta sono circondati da un mare trasparente e delle mille tonalità di blu. Attenzione però, perché quando si avvicina la sera tutto cambia, perché Agios Sostis accende le sue luci e si trasforma in una sorta di discoteca all’aperto.

Agios Sostis Zante

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Veduta dell’alto di Agios Sostis

La Spiaggia di Gerakas, davvero unica

Avete presenti le liste delle 10 cose da vedere assolutamente quando si visita un luogo? Ecco, la Spiaggia di Gerakas è una di quelle da inserire nel proprio itinerario di viaggio quando la destinazione scelta è Zante. Si tratta della spiaggia più a Sud dell’isola, che si presenta al viaggiatore come una lingua di sabbia che termina al ridosso di un promontorio argilloso. In più la natura circostante, manco a dirlo, rende questo angolo di Zante ancor più suggestivo.

Situata all’interno del Parco Marino di Zante, è anch’essa la casa di tanti nidi di tartaruga, e per questo la sua parte posteriore è chiusa al pubblico. Dal mare pulito e trasparente, offre un fondale basso che è l’ideale anche per i bambini, ma è bene sapere che per proteggerla sono in vigore alcune restrizioni, come ad esempio gli orari di accesso.

Spiaggia di Gerakas, Zante

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La bellissima Spiaggia di Gerakas

La Spiaggia di Porto Limnionas, il “fiordo” di Zante

No, non è un vero e proprio fiordo ma senza ombra di dubbio lo ricorda: parliamo della Spiaggia di Porto Limnionas. Si tratta infatti di un’insenatura molto lunga circondata da alte pareti rocciose che fanno da terrazze naturali. Perfetta per lo snorkelling, è anche il luogo più indicato per coloro che alla sabbia preferiscono le rocce, a loro volta accarezzate da un mare cristallino e splendido.

Anche qui bisogna prestare un po’ di attenzione però, perché le sue acque possono risultare un po’ fredde in alcuni punti in quanto vi sono sorgenti di acqua dolce che fuoriescono dal sottosuolo. Ciò non toglie, tuttavia, che questo angolo di terra di Zante sia uno dei più selvaggi e incredibili di tutta l’isola.

Spiaggia di Porto Limnionas, Zante

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Tutto l’incanto della Spiaggia di Porto Limnionas
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10 piatti tipici della Macedonia del Nord da provare assolutamente

Ogni piatto della Macedonia del Nord racconta una storia di influenze mediterranee, mediorientali e ottomane, dove i sapori si mescolano dando vita a un’armonia di gusti autentici e sorprendenti. Gustare la cucina macedone significa immergersi in una coinvolgente esperienza sensoriale, dove ogni boccone offre un assaggio della storia e dell’anima di questa affascinante nazione balcanica. Ecco 10 piatti tipici da provare assolutamente durante un viaggio nella Macedonia del Nord.

1.Tavce Gravce

Piatto iconico della cucina della Macedonia del Nord, il tavce gravce è il comfort food per eccellenza e un simbolo dell’identità culinaria del paese. Le origini di questa casseruola di fagioli bianchi cotti in una salsa di pomodoro e spezie varie come paprika, prezzemolo, alloro, risalgono ai tempi antichi, quando i fagioli erano una fonte di nutrimento fondamentale per le popolazioni balcaniche. Tutti gli ingredienti del tavče gravče vengono cotti lentamente in una casseruola di terracotta, conferendo al piatto il suo caratteristico sapore e aroma. Pur trattandosi di un piatto vegetariano, esistono diverse varianti regionali del tavče gravče in tutta la Macedonia del Nord, alcune delle quali prevedono l’aggiunta di carne come pancetta o salsiccia per arricchire ulteriormente la pietanza.

2.Kebapi

I kebapi, conosciuti anche come cevapi, sono piccoli kebab di carne macinata grigliata, molto popolari nella cucina dei Balcani e in particolare nella Macedonia del Nord. Le origini dei kebapi risalgono all’epoca ottomana, quando le tecniche culinarie turche si diffusero nella regione, influenzando profondamente la gastronomia locale. Tradizionalmente, i kebapi vengono preparati con carne di manzo e agnello, mescolata con spezie come aglio, sale, pepe e talvolta paprika, modellati a mano e poi grigliati su una fiamma viva fino a ottenere una crosticina dorata e un interno succulento. Da assaggiare assolutamente, accompagnati da cipolle fresche, ajvar, pane pita e contorni come formaggio bianco o insalata di cavolo.

3.Ajvar

L’ajvar è la salsa tradizionale della Macedonia del Nord, apprezzata per il suo sapore ricco e la sua versatilità in cucina. Gli ingredienti principali di questa deliziosa crema sono i peperoni rossi arrostiti, che le conferiscono il caratteristico colore vivace e il sapore dolce e affumicato, e poi melanzane, aglio, olio di girasole, aceto e sale. Pelati e sminuzzati, gli ortaggi vengono cotti lentamente con l’aglio e agli altri ingredienti, mescolando continuamente per ottenere una consistenza liscia e cremosa. Potete gustare l’ajvar spalmato sul pane, come condimento per carni e verdure, ma anche come ingrediente in diverse ricette.

4.Pastrmajlija

Conosciuta anche come “pizza macedone”, la pastrmajlija è una specialità che ha profonde radici nella tradizione culinaria della Macedonia del Nord. Simbolo della generosità e dell’ospitalità macedone, è il piatto per eccellenza delle festività e delle celebrazioni familiari. La pastrmajlija prende il nome dalla pastrma, carne essiccata e salata che in origine veniva utilizzata come ingrediente principale. Sopra una base di pasta di pane vengono disposti pezzi di carne di maiale o agnello precedentemente marinati con spezie come paprika e pepe, quindi cotta in forno fino a quando la crosta diventa dorata e croccante e la carne risulta tenera e succulenta. Un piatto da mangiare caldo, condividendolo con amici e familiari.

Tulumba, Macedonia del Nord

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Tulumba, dolce tipico della Macedonia del Nord

5.Sopska Salata

La sopska salata è un’insalata fresca e colorata, molto apprezzata in Macedonia del Nord e nei Balcani per la sua semplicità e il sapore rinfrescante. Provatela come leggero pasto estivo o come contorno per accompagnare piatti di carne grigliata. E’ a base di pomodori maturi, cetrioli, peperoni verdi o rossi, cipolle e formaggio bianco brinza o feta, tagliati e mescolati in una ciotola capiente. Su tutto viene generosamente cosparso altro formaggio bianco, sbriciolato o grattugiato, quindi la salata viene condita con olio di oliva, aceto (facoltativo), sale e pepe.

6.Pindur

Il pindur è una salsa tradizionale che si trova spesso sulle tavole della Macedonia del Nord, simile all’ajvar ma con alcune differenze che lo rendono unico. E’ un mix di peperoni, pomodori e melanzane arrostiti, il che gli conferisce un gusto leggermente più dolce e acido e una consistenza diversa. Gustatelo come contorno, spalmato sul pane fresco o come condimento per carne grigliata, pesce e verdure.

7.Turli Tava

Amata per la sua semplicità e la ricchezza di sapori, la turli tava è un pasto completo perfetto per le riunioni e le celebrazioni familiari. Si cucina mescolando una varietà di verdure come patate, melanzane, zucchine, pomodori e peperoni, tagliati a fette o a cubetti, con carne di agnello, maiale o pollo, a seconda delle preferenze regionali e personali. Il tutto viene aromatizzato con aglio, prezzemolo, paprika dolce o piccante, e olio d’oliva, quindi la turli tava viene cotta lentamente in una terracotta o in una pentola da forno, consentendo agli ingredienti di amalgamarsi e sviluppare sapori complessi.

8.Tulumba

Dolcetti di origini turche, ma diventati una ricetta tradizionale della Macedonia del Nord e di tutta l’area balcanica. I tulumba sono pasticcini fritti a forma di bastoncini, simili a churros, ma più corti e sottili, una prelibatezza da assaporare a fine pasto. Preparati con un semplice impasto di farina, burro o olio, uova, sale e acqua, vengono fritti in olio fino a quando non diventano dorati e croccanti. Quindi immersi in uno sciroppo di zucchero caldo, aromatizzato con succo di limone o arancia, e decorati con zucchero a velo o noci tritate che li rendono ancora più golosi.

9.Baklava

Forse il dolce più famoso dei Balcani e di tutto il Medio Oriente, con origini nell’Impero Ottomano, in Macedonia del Nord la baklava ha una lunga storia culinaria e non può mancare sulla tavola delle feste e delle occasioni speciali. E’ composto da strati sottili di pasta fillo, burro fuso, noci o mandorle tritate, che vengono alternati e poi cotti al forno fino a diventare dorati e croccanti. Una volta cotta, la baklava viene imbevuta di sciroppo dolce di acqua e zucchero, spesso arricchito con aromi come acqua di rose o di arancia, che rende il tutto una vera delizia per il palato.

10.Kozinjak

Il kozinjak è un pane dolce simbolo delle festività pasquali ortodosse nella Macedonia del Nord, dove rappresenta il calore della tradizione domestica e il rispetto per le radici culturali e religiose del paese. L’impasto a base di farina, uova, latte, burro, zucchero, lievito e vaniglia viene formato in panetti o intrecciato a forma di corona. Una volta cotti in forno, i kozinjaci vengono decorati con zucchero a velo o glassa e arricchiti con frutta secca come noci o mandorle.

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Piatti tipici del Liechtenstein, quali provare: specialità deliziose per tutti i palati

Cosa mangiare in vacanza in Liechtenstein? Vaduz rientra di diritto tra i territori da visitare almeno una volta nella vita: il Principato del Liechtenstein è peculiare e rinomato in tutto il mondo per essere tra gli stati più piccoli d’Europa… e nel mondo! Vaduz ne è la Capitale, e la cucina liechtensteinese ha subito gli influssi di Svizzera e Austria nel corso del tempo, tanto che ritroviamo molte specialità di questi Paesi. Ti portiamo alla scoperta dei piatti tipici del Liechtenstein da provare.

Le caratteristiche della cucina liechtensteinese

Piatti da mangiare in Liechtenstein: la Schnitzel

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Schnitzel, un piatto da non perdere in Liechtenstein

L’espressione culinaria e l’identità del Liechtenstein è stata influenzata da numerose culture nei secoli, come dai Paesi vicini, quindi Svizzera e Austria su tutti, ma anche dall’Europa centrale, non a caso formaggi (segnaliamo saukerkas) e minestre sono alla base dei piatti quotidiani degli abitanti del territorio. Oltre ai prodotti caseari, però, il Liechtenstein punta moltissimo sulla cucina vegetale, e in particolare gli ingredienti più usati sono la patata, il cavolo e gli asparagi. Non meno frequente è la carne, principalmente di vitello, maiale e pollo.

Nonostante il territorio non sia ampio, in realtà questo Paese ha tanto da offrire tra ristoranti gourmet, pub e locali tradizionali. Molti dei piatti che puoi gustare oggi sono legati al passato agricolo, non a caso il piatto “nazionale” del Liechtenstein è il käsknöpfle, un impasto realizzato con farina, acqua, sale, pepe e uova. Il tutto viene accompagnato da cipolle fritte (immancabili e, sì, persino a colazione talvolta) e salsa di mele.

Specialità e piatti del Liechtenstein

Piatti e specialità del Liechtenstein

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Asparagi (o Spargel), tra gli ortaggi più comuni in Liechtenstein

Stai organizzando una vacanza a Vaduz? Sono tantissime le cose da fare nella Capitale del Liechtenstein, ma non dimenticare di scoprire la sua cucina, pronta a stupirti con specialità piuttosto gustose. Molte sono legate, come anticipato, alla gastronomia svizzera e austriaca: iniziamo dalle proposte salate.

Käsknöpfle

Potremmo definirli quasi “gnocchetti”, ma non hanno la tipica forma ovale o a chicca come da noi. Questo formato di pasta è molto denso, ma soprattutto è estremamente piccolo e irregolare. Essendo il piatto nazionale, non puoi non provarli: non costano tantissimo, e vengono serviti con formaggio, cipolle fritte e salsa di mele, ma la variante può cambiare in base al ristorante. Questa specialità rappresenta profondamente il territorio e il passato contadino.

Wurstel

Tra i piatti da assaggiare assolutamente in Liechtenstein ci sono i wurstel, che di solito vengono consumati come piatto unico o insieme al panino. Il condimento è quasi sempre la senape, e il contorno non dovrebbe sorprendere: i crauti, ovviamente. Un piatto economico e saporito da mangiare magari a pranzo.

Kratzete

Le uova sono tra gli ingredienti più usati in Liechtenstein, e la kratzete, una specie di frittata salata (o persino dolce in alcuni casi), è il prodotto giusto da assaggiare per un pranzo o una colazione versatile. Viene realizzata con farina, uova, latte e zucchero, da accompagnare con marmellata o nella variante salata con altri piatti di carne.

Schwartenmagen

In questo caso parliamo di un prodotto che proviene dalla cucina tedesca, ed è davvero peculiare, considerando che è un insaccato realizzato con frattaglie di maiale e di spezie. Un cibo contadino con un’antichissima storia alle spalle, risalente al Medioevo, in cui c’era la necessità di trattare i tagli di carne scartati dai nobili e di rielaborarli in modo tale da preparare un prodotto gustoso. In Liechtenstein viene tradizionalmente tagliato a fette molto sottili, ed è usato per farcire i panini.

Schnitzel

La famosa cotoletta alla viennese è una delle specialità che puoi assaggiare nel Principato del Liechtenstein! Parliamo di una fettina di vitello sottile che viene impanata e fritta nello strutto, tradizionalmente accompagnata da contorni altrettanto golosi, come un’insalata di lattuga (o di patate, se sei alla ricerca di un piatto un po’ più sostanzioso). Sovente è possibile ordinare una variante con la carne di maiale, anziché vitello.

Spargel

Abbiamo anticipato che in Liechtenstein la cucina non è unicamente a base di carne, tutt’altro! E gli spargel, ovvero gli asparagi, rientrano tra gli ingredienti più consumati, non solo dai local, ma anche dai turisti. Al di là dei contorni, puoi trovare spesso zuppe o vellutate a base di asparagi che non costano molto e sono super nutrienti.

Dolci tipici in Liechtenstein

Specialità dolci del Liechtenstein

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Strudel, tra i dolci più famosi da provare in Liechtenstein

Se sta valutando di andare in Liechtenstein durante il periodo natalizio, ti anticipiamo già che è un’ottima idea: non solo qui si respira pienamente l’aria natalizia, ma hai l’occasione di assaggiare tante prelibatezze. Non è da meno la pasticceria, infatti, dal momento in cui è possibile assaggiare i famosissimi biscotti krömle: un dolce che profuma di cannella e di vaniglia.

Sebbene non sia molto diffuso nei ristoranti, il törkarebl fa parte della pasticceria tradizionale del territorio: si prepara cuocendo farina di mais con latte, acqua e sale, e poi tutto viene fritto nel burro e servito con marmellata di sambuco e caffè. Raro da trovare, ma da assaggiare! Passiamo a uno dei dolci più famosi in tutto il mondo, ovvero lo strudel: questa delizia è molto diffusa, e non mancano varianti interessanti con cui provarla proprio qui.

Cosa si beve in Liechtenstein

Cosa si beve nel Principato del Liechtenstein? L’offerta vinicola è piuttosto variegata, anche perché qui vengono coltivate tantissime varietà di uva, con vini che presentano un sapore fruttato e individuale, da accompagnare ai pasti. Forse non conosciamo molto bene i vini del territorio, anzi, ma in realtà ha molto da offrire, tra distillati, whiskey e birra. Non mancano enoteche biodinamiche, con attenzione verso la sostenibilità. Sono stati gli Antichi Romani a introdurre per la prima volta la coltivazione della vite nel Principato. Ed è possibile trovare Chardonnay, Riesling e Pinot Nero. Sul territorio vengono prodotti vini rossi, bianchi o rosati, ma anche dolci e persino il brandy, o ancora lo sciroppo di fiori di sambuco. C’è una bevanda adatta con cui accompagnare ogni pasto, sia nei pub quanto nei ristoranti stellati: a tavola in Liechtenstein non si corre di certo il rischio di rimanere digiuni.

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Taranto e le sue sirene, una leggenda romantica senza tempo

In passato colonia della Magna Grecia, oggi città moderna e artistica, Taranto è una meta splendida e molto romantica: affacciata su due mari, offre un panorama unico e rappresenta una delle località più ricche di storia e di tradizione dell’intera penisola salentina. Le sue origini risalgono a un passato molto antico, ovvero a quando venne considerata il polo strategico ed economico della Magna Grecia. E da luogo leggendario qual è, Taranto nasconde anche una storia dolceamara in una delle attrazioni più affascinanti, le sirene del suo lungomare.

Se non conoscete la famosa leggenda delle sirene di Taranto, questo è l’articolo che fa per voi, da leggere prima di pianificare la vostra prossima vacanza in Puglia.

Le sirene del lungomare di Taranto

Sono molti i turisti che, arrivando per la prima volta a Tarantopasseggiando sul suo lungomare, rimangono ammaliati dalle splendide statue di sirene che spuntano qua e là, appoggiate agli scogli. Le sculture, realizzate dall’artista contemporaneo Francesco Trani, sono state costruite in cemento marino affinché possano resistere all’azione erosiva del mare. Ce ne sono diverse, che spuntano dalle acque del Mar Ionio e arricchiscono il già splendido panorama del lungomare di Taranto. Una volta che avrete sentito la loro storia, ne rimarrete completamente conquistati.

La leggenda delle sirene

Si narra che, ai tempi in cui Taranto ricopriva il ruolo di capitale della Magna Grecia, le sirene, affascinate dalla bellezza della città, decisero di costruire qui il loro castello fatato. In paese viveva una splendida coppia: lei una ragazza splendida, lui un pescatore spesso lontano da casa. A causa della sua assenza, la giovane sposa cedette all’estenuante corte di un ricco signore locale. In preda al rimorso, confessò tutto al marito, il quale la portò con sé in barca e la spinse in acqua. Le sirene la salvarono e, rimaste incantate dal suo splendore, la incoronarono regina e le diedero il nome di Skuma (Schiuma).

Tempo dopo il pescatore, pentito del suo gesto, tornò in barca nel punto in cui credeva che sua moglie fosse annegata e si mise a piangere. Le sirene lo rapirono e lo condussero davanti alla loro regina, che naturalmente lo riconobbe immediatamente. Perdonandolo per il suo comportamento, convinse le sirene a lasciarlo in vita, e queste lo ricondussero a riva. Il pescatore capì l’enorme errore commesso e decise di riconquistare sua moglie. Grazie all’aiuto di una fata, riuscì a sottrarla dal castello delle sirene e a condurla vicino alle acque del golfo di Taranto.

La leggenda delle sirene di Taranto, tutto quello che devi sapere

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Le sirene di Taranto: la leggenda

Il finale della storia: le due versioni

Del finale della leggenda esistono due versioni diverse. Nella prima, i due giovani innamorati riuscirono a tornare a riva e vissero felici e contenti per il resto dei loro giorni; la seconda, invece, narra di una terribile onda che li travolse, trascinando il pescatore al largo assieme alle sirene e di lui non si ebbero più notizie. Skuma, in preda al dolore, decise di farsi suora e chiudersi in una delle torri del Castello Aragonese, che prese il nome di Torre della Monacella. E le sirene? Di loro non si seppe più nulla, ma rimangono immortali guardiane del golfo di Taranto, dagli scogli su cui riposano eternamente.

Il significato della leggenda

Ogni storia ha un significato profondo che racconta la vita quotidiana di tutti noi. La leggenda delle sirene di Taranto narra una storia di amore, tradimento e redenzione: da una parte, la vicenda che vede protagonisti Skuma e il pescatore rappresenta un amore puro e intenso, capace di superare qualsiasi ostacolo, dall’altra, sottolinea il potere del perdono. Il pescatore, accecato dalla gelosia, commette un grave errore tradendo la sua amata, ma il pentimento sincero e l’impegno per riconquistarla dimostrano il suo desiderio di redenzione e lo rendono degno del perdono di Skuma.

La loro storia si intreccia con quella della città. A fare da sfondo è sempre il mare, elemento centrale per la città di Taranto, considerato sia fonte di vita che di pericolo, oltre che simbolo dei misteri e delle profondità dell’animo umano.

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Il clima di Kiev: alla scoperta delle stagioni della capitale ucraina

Vuoi sapere quando è il momento migliore per visitare Kiev? Stai pianificando un viaggio e desideri farti un’idea del clima nell’arco dell’anno? Analizziamo le caratteristiche climatiche della capitale ucraina in dettaglio, stagione per stagione, per scoprire cosa aspettarsi in termini di temperature e condizioni atmosferiche, e prepararsi a vivere al meglio la visita della città.

Clima generale di Kiev

Con un clima di tipo continentale umido, caratterizzato da inverni freddi e estati calde, Kiev ha qualcosa di speciale da offrire in ogni periodo dell’anno. Durante l’inverno, le temperature possono scendere notevolmente, con medie che oscillano tra -1°C e -7°C e nevicate frequenti. La primavera e l’autunno sono stagioni di transizione, con temperature miti e un clima generalmente piacevole, ideale per esplorare la città. L’estate è calda, con medie che variano tra 18°C e 25°C, ma può essere umida, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l’anno, con picchi nei mesi estivi. Questo clima variabile rende Kiev una città affascinante da visitare in qualsiasi stagione, anche se ogni periodo ha il suo particolare fascino e atmosfera.

Il clima in primavera a Kiev

La primavera a Kiev è una delle stagioni più piacevoli dell’anno, con un clima che si evolve rapidamente dal freddo invernale al calore estivo e variazioni significative nel corso dei mesi. A marzo, le temperature iniziano a risalire lentamente dopo il rigido inverno, con valori medi che variano da 0°C a 7°C. Le giornate possono essere ancora fredde, soprattutto nelle prime settimane, e non è raro il verificarsi di leggere nevicate.

Con l’arrivo di aprile, il clima diventa più mite. Le temperature diurne si aggirano intorno ai 10°C – 15°C, mentre quelle notturne possono scendere fino a 3°C – 7°C, ma le nevicate sono sempre più rare. Maggio segna un cambiamento più evidente, la primavera è pienamente esplosa con giornate soleggiate e cieli azzurri, temperature che oscillano tra 15°C e 21°C durante il giorno, mentre le serate possono essere ancora fresche, con valori che si abbassano a circa 10°C.

La primavera nella capitale dell’Ucraina è caratterizzata da una moderata quantità di precipitazioni. Marzo è relativamente secco, con una media di circa 40 mm di pioggia, che aumentano gradualmente nei mesi successivi, con aprile che registra circa 45 mm e maggio che arriva a circa 55 mm. Tuttavia le piogge primaverili sono solitamente leggere e brevi, intervallate da lunghi periodi di sole.

Si verifica una riduzione dei venti freddi provenienti dalla Siberia, prevalenti durante l’inverno, ai quali subentrano venti più miti da ovest o sud-ovest con una velocità che varia mediamente tra i 10 e i 20 km/h, contribuendo a un clima più piacevole.
L’umidità relativa durante la primavera è moderata, leggermente più elevata nei mesi di marzo e aprile a causa del disgelo e delle piogge, ma generalmente diminuisce a maggio con l’aumento delle temperature.

Primavera a Kiev

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Primavera a Kiev, Ucraina

Il clima in estate a Kiev

L’estate a Kiev è una stagione calda e vivace, caratterizzata da un clima piacevole che trasforma la città in un luogo pieno di attività all’aperto, festival e vita sociale. A giugno, le temperature diurne si aggirano intorno ai 20°C – 25°C, con picchi che possono raggiungere i 30°C nei giorni più caldi. Le notti sono generalmente fresche, con medie che scendono a circa 15°C.

A luglio, il mese più caldo dell’anno, le temperature diurne oscillano tra i 25°C e i 30°C, ma non è raro che raggiungano picchi di 35°C durante le ondate di calore. Le notti rimangono relativamente miti, tra i 17°C e i 20°C. Agosto continua a essere caldo, con medie diurne tra i 24°C e i 29°C in linea con quelle di luglio, anche se verso fine mese si può avvertire un leggero calo, mentre le notti possono diventare un po’ più fresche, con valori che scendono a circa 16°C – 19°C.

Giugno è uno dei mesi più piovosi, con una media di circa 75 mm di pioggia, che si presenta generalmente sotto forma di temporali, seguiti da schiarite che riportano rapidamente il sole. Luglio e agosto sono leggermente meno piovosi, con precipitazioni medie che si attestano sui 65 mm.

L’umidità durante l’estate a Kiev può essere elevata, soprattutto nei giorni più caldi e durante le piogge, variando mediamente tra il 60% e l’80%, causa di un ambiente talvolta afoso, in particolare nei giorni di alta pressione. I venti estivi, provenienti spesso da ovest o sud-ovest, sebbene generalmente leggeri con una velocità intorno ai 10-15 km/h, contribuiscono a rinfrescare l’aria nei giorni più caldi.

Il clima in autunno a Kiev

L’autunno a Kiev porta con sé una bellezza unica e un cambiamento graduale nelle condizioni meteorologiche, con un clima mutevole che va dalle giornate calde e soleggiate di inizio autunno alle fresche e umide giornate di novembre. Settembre, caratterizzato da giornate soleggiate e piacevoli, ideali per le attività all’aperto, inizia con temperature ancora relativamente miti, con medie diurne che variano tra 17°C e 22°C, mentre le notti cominciano a diventare fresche, con valori che scendono a circa 10°C – 12°C.

Ottobre segna l’inizio del vero autunno, le foglie cambiano colore e l’aria è più fresca e frizzante per il calo più marcato delle temperature: le medie diurne scendono a circa 10°C – 15°C, mentre quelle notturne possono avvicinarsi a 5°C. A novembre, l’autunno nella capitale ucraina si avvicina ormai all’inverno, con valori diurni che oscillano tra 2°C e 7°C, mentre le notti diventano decisamente fredde e la colonnina di mercurio può anche scendere sotto lo zero. Si verificano le prime gelate notturne e occasionali nevicate leggere sono comuni verso la fine del mese.

Le precipitazioni in autunno sono moderate, ma aumentano gradualmente con l’avanzare della stagione. Settembre vede una media di circa 45 mm di pioggia, spesso sotto forma di brevi rovesci. Ottobre registra un leggero aumento, con circa 50 mm di pioggia. Mentre novembre è generalmente il mese più piovoso dell’autunno, con una media di 55 mm di precipitazioni, che includono le prime nevicate leggere.

I venti autunnali nella capitale dell’Ucraina, provenendo spesso da nord-ovest con velocità tra 10 e 20 km/h, contribuiscono a un raffreddamento dell’aria, specialmente nei mesi di ottobre e novembre, quando aumenta anche l’umidità relativa, che a novembre raggiunge circa l’80%, facendo percepire l’aria più fredda di quanto effettivamente non indichino le temperature reali.

Il clima in inverno a Kiev

In inverno Kiev assume un fascino particolare, trasformandosi in un paesaggio da fiaba, seppure con temperature rigide che possono scendere notevolmente al di sotto dello zero e nevicate frequenti. A dicembre, le medie diurne si aggirano intorno a -1°C – 2°C, mentre le notti sono gelide, con valori che scendono a -5°C – -7°C, e verso la fine del mese calano ulteriormente.

Gennaio è il mese più freddo dell’anno, di giorno le medie si mantengono generalmente tra -3°C e -6°C, ma possono scendere maggiormente durante le ondate di freddo intenso. Le notti sono particolarmente rigide, con temperature che possono raggiungere i -10°C o addirittura -15°C nei periodi più freddi. Febbraio continua a essere freddo, anche se verso la fine del mese si comincia a notare un leggero aumento delle temperature diurne che variano tra -2°C e 0°C, mentre le notti restano fredde, con valori tra -7°C e -10°C.

Le precipitazioni invernali sono prevalentemente nevose. A dicembre si registrano in media circa 45 mm di precipitazioni con frequenti nevicate. Gennaio è leggermente più secco, con circa 40 mm di precipitazioni, ma le nevicate sono ancora frequenti, per poi diminuire verso fine febbraio, quando comunque la media è di 35 mm di precipitazioni.

I venti invernali sono freddi e possono essere intensi, soprattutto durante le tempeste di neve. In genere provengono da nord-est, portando aria gelida dalla Russia e dalla Siberia, soffiando a una velocità che varia mediamente tra 15 e 25 km/h, ma può aumentare durante le tempeste.
L’umidità relativa in inverno è moderata, intorno al 75% – 85%, ma combinata con le basse temperature, può far percepire il freddo in maniera piuttosto intensa, rendendo necessario indossare abiti caldi e protettivi.

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Cosa vedere a Icaria, un tesoro nel Mar Egeo

Icaria, o Ikaria, è un’isola greca situata nel Mar Egeo. Si tratta di un vero e proprio gioiello nascosto della Grecia, perfetto per tutti coloro che sono alla ricerca di una destinazione autentica ed incontaminata. Conosciuta per il suo stile di vita rilassato e la longevità dei suoi abitanti, questo tesoro nel Mar Egeo offre una combinazione unica di bellezze naturali, storia e cultura. Ecco cosa vedere per organizzare una vacanza perfetta ad Icaria.

Le spiagge incantevoli dell’isola di Icaria

Una delle principali attrazioni di Icaria sono le sue spiagge mozzafiato che si affacciano sul Mar Egeo.

La spiaggia di Seychelles è tra le più famose, con le sue acque turchesi e la sabbia bianca che evocano immagini paradisiache. Si trova a circa 25 km dal capoluogo Agios Krikos e sebbene per raggiungerla è necessaria una breve camminata, lo spettacolo che offre ripaga di ogni sforzo. La spiaggia di Seychelles, infatti, è accessibile solo a piedi o in barca. È il luogo ideale per nuotare, fare snorkeling e rilassarsi sotto il sole. Il contrasto tra le rocce scoscese e il mare cristallino rende questa spiaggia un vero spettacolo della natura.

La spiaggia di Nas, situata nella parte nord dell’isola, è la spiaggia più famosa per osservare tramonti spettacolari e per le rovine dell’antico tempio di Artemide Tauropolos. Si tratta di una spiaggia sabbiosa, con una baia pittoresca e circondata da scogliere. La vicinanza del fiume Chalaris aggiunge un tocco unico a questo angolo di paradiso greco, grazie ad una piccola cascata che si tuffa direttamente in mare. È il luogo perfetto sull’isola di Icaria per chi ama combinare mare e storia.

Tramonto al mare dalla spiaggia di Nas

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Uno dei tramonti che si può ammirare dalla spiaggia di Nas, sull’isola di Icaria

Vicino al villaggio di Armenistis, la spiaggia di Livadi è una delle principali e più visitate di quest’isola greca. Con la sua sabbia dorata e le acque cristalline, è la spiaggia perfetta per le famiglie, con numerose strutture come bar sulla spiaggia, pub e lettini. Qui puoi goderti una giornata di totale relax e divertimento con sport acquatici, come il windsurf o il kayak.

Tra relax e storia: i villaggi di Icaria

L’isola di Icaria è famosa anche per i suoi antichi villaggi, dove il tempo sembra scorrere più lentamente. Raches, ad esempio, è un villaggio noto per il suo stile di vita rilassato, con negozi e ristoranti che aprono nel tardo pomeriggio e rimangono aperti fino a tarda notte, ma anche molti negozi d’artigianto. Qui è possibile passare serate piacevoli, gustando l’autentica cucina locale greca.

Un altro è il villaggio di Armenistis, situato sulla costa nord dell’isola. Da questo villaggio è possibile godere di viste spettacolari sul mare ed è possibile scegliere fra una vasta varietà di alloggi per le proprie vacanze, oltre che molti ristoranti e bar. È il punto di partenza ideale per esplorare le spiagge vicine. La sua atmosfera rilassata e l’ospitalità degli abitanti locali fanno sentire subito a casa i turisti.

Evdilos, invece, è il secondo porto principale di Icaria. Si tratta di un villaggio affascinante, caratterizzato da un mix di architettura tradizionale greca e moderna. Le sue strade, le case colorate e il porto sono il soggetto perfetto per tutti coloro che amano scattare foto.

Veduta di Evdilos, un villaggio sull'Isola di Icaria

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Veduta di uno dei villaggi tipici dell’Isola di Icaria, Evidilos, nel Mar Egeo

Natura ed avventura nel Mar Egeo

Per gli amanti della natura e delle escursioni, l’isola di Icaria rappresenta un vero e proprio paradiso. Il sentiero lungo il fiume Chalaris, ad esempio, offre un’esperienza di trekking indimenticabile per gli amanti delle escursioni. Questo percorso passa per gole spettacolari, boschi verdi, antichi mulini ad acqua e piccole cascate. È un’ottima occasione per immergersi a contatto con la natura incontaminata di Icaria e scoprire la sua fauna e flora. Il sentiero è ben segnalato e offre diverse aree di sosta dove è possibile fare picnic e godersi il paesaggio circostante.

Per chi desidera, invece, una sfida in più, l’escursione al Monte Atheras, la vetta più alta dell’isola, è in grado di regalare panorami mozzafiato sull’intera isola di Icaria e sul Mar Egeo. L’escursione alla cima è impegnativa ma allo stesso tempo gratificante, con sentieri che attraversano foreste di pini e macchia mediterranea. Dalla cima del monte, in una giornata limpida, è possibile addirittura vedere le isole vicine e, talvolta, persino la costa della Turchia. Questo trekking è perfetto per gli escursionisti esperti, amanti delle sfide.

Altra meraviglia presente su quest’isola sono le gole di Halari. Questo affascinante canyon offre un percorso di trekking che segue il corso del fiume e dove è possibile rinfrescarsi grazie alla presenza di numerose piscine naturali in cui fare il bagno. Il sentiero è circondato da una fitta vegetazione e offre scorci spettacolari della natura selvaggia dell’isola. È un’escursione adatta a tutti, grandi e bambini, e rappresenta un’ottima opportunità per rilassarsi durante la visita ad Icaria.

Isola di Icaria, fra storia e cultura

Questo tesero del Mar Egeo è la destinazione perfetta anche per tutti gli appassionati di storia e cultura greca ed il museo archeologico di Kampos è una tappa imperdibile. Questo museo ospita una collezione di reperti appartenenti a diverse epoche, dall’età del bronzo all’epoca bizantina. Tra i reperti più interessanti ci sono statue antiche, ceramiche e manufatti che raccontano la storia di Icaria lungo tutti questi secoli. La visita al museo consente di comprendere meglio il passato dell’isola e la sua evoluzione nel tempo.

Per conoscere, poi, sempre meglio la cultura greca e la storia di Icaria, è possibile visitare il museo del Folklore di Perdiki, un museo in grado di offrire ai propri visitatori uno sguardo approfondito sulla vita quotidiana e le tradizioni degli abitanti del posto. La collezione include utensili domestici, strumenti agricoli, abiti tradizionali e fotografie storiche. È una sorta di viaggio nel tempo, che mostra come la vita sull’isola sia cambiata nel corso dei secoli.

L’isola di Icaria è un vero e proprio tesoro del Mar Egeo, che sorprende e affascina con la sua combinazione di bellezze naturali, cultura ricca e ospitalità. La destinazione perfetta per gli amanti del mare e della natura, per gli appassionati di storia e cultura greca, ma anche di buon cibo. Decidere di visitare Icaria, insieme alle isole più selvagge della Grecia, consente di scoprire angoli di questo Paese autentici ed indimenticabili. La magia di questa isola lascerà ricordi indimenticabili e il desiderio di tornarci ancora.

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I luoghi meno noti della Valtellina consigliati dai local

Se finora erano gli stranieri a cercare, durante una vacanza in Italia, esperienze autentiche, da qualche anno anche noi italiani abbiamo capito che, a fare la differenza durante un viaggio, sono proprio quelle “chicche” meno note ai più e che spesso solo i local conoscono. In Valtellina, dove si fatica a discostarsi dalla fama della Bresaola, il salume locale divenuto ormai famoso in tutto il mondo (ma forse fin troppo riduttivo per il territorio che ha molto altro da offrire) hanno deciso di condividere con i turisti alcuni segreti per scoprire che, in questa zona montana della Lombardia, c’è molto di più.

Il risultato è una vera e propria classifica dei luoghi del cuore che i valtellinesi reputano possano raccontare meglio l’autenticità del territorio, e che meritano di essere visitati. Ecco quali sono.

I 9 luoghi poco conosciuti della Valtellina da scoprire

  1. Tra i luoghi meno noti della Valtellina che secondo i local dovrebbero essere scoperti c’è il Sentiero del pane di Tirano, tra Roncaiola e Baruffini. Questo itinerario si sviluppa fra gli antichi terrazzamenti un tempo coltivati a vite, segale e grano saraceno.
  2. Un altro luogo da visitare è senza dubbio Palazzo Besta nel borgo di Teglio, uno splendido esempio di dimora rinascimentale con testimoniane della civiltà preistorica valtellinese tra cui le stele detta “Dea Madre”.
  3. Tra i luoghi all’aperto c’è la palestra naturale di roccia della Val di Mello su cui si erge il Monte Disgrazia, con i suoi 3.678 metri di altezza.
  4. Da esplorare è anche la Via dei Palazzi che si trova a Sondrio e che, attraversando il centro storico, si collega all’antico quartiere contadino di Scarpatetti, una vera chicca storico-culturale della città.
  5. Poco nota è anche la Bagnada, una miniera oggi divenuta museo nella Valmalenco, con le sue suggestive gallerie e i suoi camminamenti che conducono nella profondità della montagna.
  6. Altro luogo da vedere è il tempietto di San Fedelino, una delle più preziose testimonianze dell’arte romanica in Lombardia.
  7. Da scoprire è il piccolo centro di Savogno in Valchiavenna, una vera “chicca” locale, un borgo fantasma raggiungibile solamente a piedi, dopo aver salito una mulattiera di 2.886 gradini.
  8. Merita sicuramente anche il Castello d’Acqua “La Fucina Cavallari”, un opificio nel quale venivano prodotti attrezzi in ferro da utilizzare nell’agricoltura e nella vita quotidiana.
  9. E, infine, la Casa dell’Homo Selvadego in Valgerola, con l’affresco che rappresenta la leggenda di questa figura misteriosa.
Savogno

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Savogno, il borgo fantasma raggiungibile attraverso una mulattiera

Le esperienze da non perdere in Valtellina

I local consigliano, oltre ai luoghi da vedere, anche alcune esperienze tipiche da fare in Valtellina. Al primo posto di una ipotetica classifica loro consigliano l’immersione nella montagna entrando nella miniera della Bagnada, patrimonio storico e tradizionale che stava scomparendo e oggi ripristinato. Al secondo posto c’è il sentiero delle trincee in un’escursione al Passo dello Stelvio per vivere la storia in alta quota. Al terzo c’è la tradizionale festa della transumanza che celebra il ritorno del bestiame dagli alpeggi seguito dalla sfilata dei Pasquali, con carri allegorici tra sacro e profano che, all’arrivo della Pasqua, invadono Bormio, mentre in quinta posizione c’è la visita di un’antica stüa, quella stanza interamente rivestita di legno e riscaldata da una stufa in maiolica. Tra le esperienze ce n’è una da fare d’inverno con la neve ovvero sciare di notte sulla Superpanoramica del Baradello, la pista illuminata più lunga d’Europa. Infine, da provare è l’esperienza di partecipare da protagonista alla Corsa delle botti, lungo il percorso tracciato tra le vie del centro storico di Chiuro, nel cuore dei terrazzamenti eroici della Valtellina.

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Il paese di Teglio in Valtellina

Valtellina, non solo Bresaola

A queste “chicche” valtellinesi, si aggiunge un’esperienza assolutamente da fare quando si va in valtellina. Ovvero quella gastronomica. E, anche in questo caso, i valtellinesi hanno dei consigli da dare ai visitatori non soltanto su cosa assaggiare ma anche dove farlo. Ci sono, prima di tutto, i pizzoccheri preparati dall’Accademia vicino al Mulino Menaglio di Teglio, poi i salumi e i formaggi da mangiare in un crotto, un’osteria con una grotta naturale dove spira il “sorel”, la corrente d’aria che mantiene in ogni stagione una temperatura costante tra i 4 e gli 8°C e poi le costine al lavécc. Non manca naturalmente la Bresaola della Valtellina Igp che si trova nelle botteghe locali sparse negli antichi borghi. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha realizzato una web app con le indicazioni per raggiungere 21 “Bresaola experience” point dove degustare la Bresaola della Valtellina IGP e altri sapori del territorio. Da giugno a settembre e ogni secondo e quarto weekend vengono organizzati anche due aperitivi #Destinazionebresaola. E se la Bresaola vi attira, non potete perdervi le escursioni tra natura e tipicità gastronomiche valtellinesi lungo i sentieri della Bresaola. Ma questo è un altro viaggio.

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I paesaggi della Valtellina
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Vacanza a Syros, l’isola delle Cicladi che non ti aspetti

Casette bianche, infissi blu e un mare dalle tonalità così belle che a volte si confonde con il cielo: nel nostro immaginario, l’arcipelago delle Cicladi è esattamente così. Le sue isole sono tutte meravigliose, seppur alcune assediate dal turismo di massa come Mykonos e Santorini. Dove andare, quindi, per respirare l‘atmosfera più autentica della Grecia? Noi di SiViaggia consigliamo Syros, che con il suo fascino discreto e sostenibile, l’ottima cucina e le piccole spiagge, conquista i viaggiatori che desiderano andare oltre le classiche mete più popolari.

Da lontano appare ruvida, un paesaggio composto da rocce e montagne. Quando ci si avvicina, però, si scopre un’isola ricca di storia dove la quotidianità dei suoi abitanti scorre tranquilla, tra una commissione e l’altra. A Ermoupolis infatti, la sua città principale, posizionata su due colline e affacciata sul mar Egeo, si trovano uffici, istituzioni e attività commerciali che tolgono il velo del turismo da cartolina e offrono scorci di pura realtà greca. Come trascorrere una vacanza indimenticabile su quest’isola? Ve lo diciamo noi, consigliandovi di seguito le migliori cose da fare e da vedere.

Ermoupolis, la città più importante dell’isola

Prospera e vivace, la città portuale di Ermoupolis è diversa dalle altre località delle Cicladi perché qui, a disegnare il paesaggio, non sono i tipici edifici bianchi, ma architetture neoclassiche, case signorili e palazzi dall’aura cosmopolita. Fondata nel 1821 dai coloni delle isole vicine durante la guerra di indipendenza dai turchi, la città fiorì velocemente e verso la metà del XIX secolo divenne un importante centro commerciale, industriale e navale, secondo per importanza e popolazione soltanto ad Atene. Non è un caso se il suo nome è legato a quello di Hermes, dio dei mercanti e dei messaggeri.

Cosa vedere durante una tranquilla passeggiata tra le strade regali di Ermoupolis? Da non perdere è sicuramente la splendida chiesa di Agios Nikolaos, costruita a metà del XIX secolo grazie alle donazioni di armatori, mercanti e benefattori residenti all’estero. Al suo interno è possibile ammirare gli affreschi e le icone realizzate dai migliori agiografi della regione. Gli appassionati di storia, invece, non possono esimersi dal visitare il uno dei più antichi musei della Grecia: il Museo Archeologico, situato all’interno del municipio, un capolavoro architettonico progettato da Ernst Ziller, custodisce reperti risalenti al III millennio a.C. e altri tesori, come la statuetta egizia datata 730 a.C. Per ammirare le architetture più belle della città, invece, bisogna uscire dal museo e trascorrere un po’ di tempo nella piazza principale. Piazza Miaouli, pavimentata con lastre di marmo, è il cuore pulsante di Ermoupolis, ricca di palme, ristoranti e negozi.

Municipio di Ermoupolis

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Il municipio nel centro di Ermoupolis

Le spiagge più belle di Syros

Impossibile fare una vacanza a Syros senza tuffarsi nelle sue acque cristalline! Sull’isola ci sono spiagge per tutti i gusti e le esigenze, da quelle perfette per un bagno veloce a quelle dove trascorrere un’intera giornata all’insegna del relax. Chi soggiorna a Ermoupolis e vuole semplicemente rinfrescarsi, può andare alla “spiaggia” Asteria, che mettiamo tra virgolette perché non si tratta di una spiaggia vera e propria, ma di una piattaforma in cemento dotata di scaletta per la discesa in acqua. Questo è il place to be in città anche grazie alla presenza di bar e ristoranti nelle immediate vicinanze.

Tra le spiagge più popolari spiccano quelle di Galissas, situata all’interno di una baia a forma di U con sabbia fine e acque poco profonde, e di Kini, località balneare perfetta per le famiglie grazie alle sue acque basse e chiare. Chi cerca una location più rilassata e riparata dal vento, la troverà nella spiaggia di Delfini, nascosta da una baia rocciosa e attrezzata solo in parte. Seguendo la costa potrete optare per una spiaggia attrezzata come Vari, Azolimnos, Foinikas o Megas Gialos, in cui trovare tutti i servizi di cui avete bisogno, oppure raggiungere località più isolate e selvagge dove si pratica, ad esempio, naturismo.

Spiaggia a Syros

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Una spiaggia sull’isola di Syros

Ano Syros, la gemma delle Cicladi

Se state cercando il classico villaggio da cartolina, tipico di quest’area della Grecia, Ano Syros è la destinazione che fa per voi. Le sue strade acciottolate, strette e tortuose, sono arricchite dalle case imbiancate a calce che convivono con le influenze storiche che attraversarono l’isola, in primis quelle veneziane introdotte a partire dal XIII secolo. Si tratta di una città fortezza, costruita proprio come un anfiteatro allo scopo di difendersi dagli attacchi nemici. Qui potete perdervi tra le sue vie, dove immancabili sono le iconiche buganvillee, le quali decorano chiese, piccoli negozi e balconi.

Da vedere è la Cattedrale di San Georgio, di gusto barocco, il Museo Markos Vamvakaris, dedicato a uno dei più amati cantanti folk rebetiko della Grecia, Markos Vamvakaris, e la chiesa Aghios Nikolaos Ano Syros, la più antica dell’isola con ossa e tombe risalenti al XVI secolo.

Kini, un pittoresco villaggio di pescatori

Se avete voglia di scoprire l’isola di Syros in profondità, non potete perdere un piccolo villaggio di pescatori situato sulla costa occidentale, a soli 10 chilometri di distanza da Ermoupolis. Kini è la meta perfetta per una gita di mezza giornata all’insegna del pesce fresco: proprio così, qui è possibile gustare un pranzo tipico con specialità di mare appena pescate. Qui è presente anche una spiaggia sabbiosa dalle acque limpide, lo scenario ideale in cui rinfrescarsi e rilassarsi.

Cosa mangiare a Syros

Una vacanza in Grecia non può definirsi completa senza parlare della sua cucina e Syros non fa eccezione. A differenza di altre isole, però, qui troviamo una commistione di sapori che arrivano anche dall’oriente con piatti come l’aetopita (una torta salata a base di pesce e verdure), la karabola (lumache alla salvia), i lachanodolma (involtini di foglie di cavolo ripieni di riso) e tante specialità a base di carni e formaggi locali. I ristorantini per provarli non mancano di certo e scommettiamo che un pranzo in una taverna tipico o una cena in riva al mare entreranno di diritto tra le attività preferite della vostra vacanza a Syros?

Come raggiungere l’isola di Syros

L’isola di Syros è ben collegata e facilmente raggiungibile da diverse parti della Grecia. Chi viaggia in traghetto può partire dal porto di Atene o da quello di Kavala, situato nel nord del paese. Per chi preferisce viaggiare in aereo, invece, può atterrare all’aeroporto di Atene e da qui, grazie alla compagnia Olympic Aegean, raggiungere quello nazionale situato a poca distanza da Ermoupolis.