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In Irlanda come veri archeologi per scoprire i segreti dell’isola verde

Oltre ai suoi suggestivi panorami naturali, l’Irlanda è famosa anche per l’importante patrimonio archeologico che custodisce sul suo territorio. E se un semplice tour guidato alla scoperta di queste bellezze non vi basta più, potete approfittare dell’occasione per diventare dei provetti Indiana Jones e contribuire ai lavori archeologici sull’Isola di Smeraldo. In che modo? Ecco alcune delle esperienze più affascinanti da provare.

Irlanda, i tour di Ancient Odysseys

Avete mai sentito parlare della Wild Atlantic Way? Si tratta di uno degli itinerari panoramici più suggestivi al mondo, ben 2.500 km che si dipanano in nove contee e tre province, offrendo una grandissima varietà di paesaggi naturali e di incantevoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato. Quest’anno ricorre il decimo anniversario dalla sua inaugurazione: alcune delle sue tappe affascinanti consistono in preziosissimi siti archeologici che meritano sicuramente una visita. Con Ancient Odysseys potete vivere un’esperienza davvero unica e sentirvi dei veri archeologi.

La prima proposta è una vacanza presso la desolata distesa calcarea del Burren, dove nei prossimi mesi si lavorerà per riportare alla luce un importante complesso fortificato. I più avventurosi avranno la possibilità di partecipare agli scavi, diventando così testimoni diretti delle scoperte che potrebbero avvenire in questo antichissimo sito archeologico. Il viaggio verrà organizzato nel mese di luglio 2024 e avrà una durata di 5 giorni: prevede l’opportunità di fare esperienza delle metodologie di lavoro in ambito archeologico, durante le operazioni che contribuiranno a far riemergere l’insediamento di Caherconnel e gli antichi reperti rimasti sotto terra per millenni.

Un’altra proposta interessante, sempre offerta da Ancient Odysseys, consiste in un viaggio di 5 giorni alla scoperta dei più suggestivi siti archeologici della Wild Atlantic Way. Spicca, in particolar modo, il misterioso Dun Aonghasa: si tratta di una fortificazione in pietra risalente all’età del ferro, costruita su una scogliera a picco sull’oceano sulla più grande delle tre isole Aran. Ci sarà anche la possibilità di visitare l’abbazia di Kylemore e di fare un tour della città di Galway, per immergersi nelle sue meraviglie.

L’esperienza su Achill Island

Se queste incredibili avventure non bastano a soddisfare la vostra voglia di esplorare l’Irlanda, c’è ancora un’altra proposta che potreste trovare davvero interessante. Si tratta del viaggio promosso dall’Achill Archaeological Field School, che nel mese di agosto 2024 organizzerà una settimana di vacanza dedicata al mondo dell’archeologia irlandese. I partecipanti potranno così assaporare quelli che sono i metodi di lavoro sul campo e, ovviamente, apprendere tante curiosità anche sull’antropologia e sulla storia locale.

L’esperienza avrà luogo sempre lungo il percorso della Wild Atlantic Way, in una location d’eccezione: si tratta di Achill Island, suggestiva isola situata al largo della costa della contea di Mayo. Collegata alla terraferma da un ponte girevole, è spesso meta di turisti durante l’estate per via delle sue spiagge da sogno e delle onde che fanno la gioia di tutti gli amanti del surf. Inoltre, da un po’ di tempo a questa parte è finita nel mirino di tutti quei viaggiatori che organizzano le loro vacanze sulla base dei loro film preferiti: Achill Island ha infatti avuto un ruolo chiave nelle riprese de Gli spiriti dell’isola, il capolavoro con Colin Farrell.

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Questi giardini stanno per fiorire: l’appuntamento magico

Profumi inebrianti, colori sgargianti e paesaggi che si riempiono d’incanto: con l’arrivo della primavera la natura riprende a vivere e prosperare.

Lo vediamo ad ogni passo, dai giardini in fiore, alle piante che riprendono vigore, ai frutti che iniziano a maturare. E anche noi ritorniamo a vivere e a meravigliarci davanti allo spettacolo della natura.

C’è un luogo, in particolare, dove l’esperienza della fioritura primaverile rappresenta un vero e proprio incanto: i Giardini di Castel Trauttmansdorff, a Merano. Come ogni anno, anche nel 2024 questo splendido parco è pronto a riaprire le porte in una veste nuova, con visite guidate alle installazioni, eventi e tanto altro.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff

Ad ospitare questi meravigliosi giardini è il Castel Trauttmansdorff di Merano, in Alto Adige. Questa è la dimora in cui l’Imperatrice Elisabetta, Sissi, ha trascorso diversi periodi di vacanza nel corso della sua vita ed è in suo onore che il parco annesso è noto anche come “Giardini di Sissi“.

Oggi sede del Touriseum (il Museo del Turismo), il castello e l’intera tenuta sono un luogo dal fascino unico in cui natura, storia e cultura si fondono armoniosamente in un tripudio di colori e profumi, di  antico e contemporaneo.

Aperti per la prima volta nel 2001, gli splendidi Giardini di Castel Trauttmansdorff sono uno spettacolo da ammirare almeno una volta nella vita o, ancor meglio, in ogni nuova stagione primaverile.

Con un’estensione di ben 12 ettari e più di 80 aree botaniche di estrema bellezza, disposte a formare un grazioso anfiteatro naturale, i Giardini di Sissi aprono lo sguardo al paesaggio circostante: da qui si possono ammirare la città di Merano e le imponenti montagne che la circondano in un abbraccio.

Il tema botanico 2024

La natura cambia costantemente, giorno dopo giorno, un po’ come noi. E cambia anche la composizione dei Giardini di Sissi che, anno dopo anno, danno luce a piante e fiori provenienti da tutto il mondo, seguendo una tematica, un racconto che guida i visitatori alla scoperta delle bellezze naturali che vivono il nostro pianeta.

Dopo il tema botanico delle “Piante carnivore“, a quello sulle “Piante profumate ed aromatiche”, per citarne alcuni,  il 2024 è dedicato alle splendide succulente: “Succu…cosa?”.

Il nome curioso dato alla nuova tematica riflette la natura resiliente delle specie che la compongono.  Sì, perché queste piante, dalle forme e dai colori più disparati, sono capaci di immagazzinare acqua per poi utilizzarla nei momenti di siccità. Un esempio di come la natura sappia adattarsi e sopravvivere nelle diverse condizioni climatiche, anche le più estreme.

Nel corso della visita ai giardini potremo ammirare un vasto numero di esemplari di succulente: dai più famosi cactus, ananas ed aloe, fino ai meno conosciuti e provenienti da luoghi remoti. Sono tante le curiosità da scoprire quest’anno. Per esempio, sapevate che anche la vaniglia appartiene a questa categoria di piante?

Giardini di Castel Trauttmansdorff, succulente

Fonte: Karlheinz Sollbauer

Succulente ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Quando e come vivere l’esperienza dei giardini in fiore

Appuntamento al 29 marzo 2024 per la nuova stagione dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, che si concluderà il 15 novembre.

Sarà possibile vivere un’esperienza immersiva a contatto con la meraviglia della natura tutti i giorni, dalle 9 alle 19. Nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto il venerdì vedrà un orario esteso fino alle 23: l’occasione perfetta per godere di uno spettacolo incantevole anche nella quiete e nella frescura delle serata, quando il sole si mette a riposo e la luna illumina di magia tutto ciò che la circonda.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: le succulente

Fonte: Karlheinz Sollbauer

Piante dei Giardini di Castel Trauttmansdorff
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Fare un aperitivo all’interno di un palazzo monumentale: succede a Roma

Esistono luoghi dove il tempo si è fermato e tutto lo splendore del passato riecheggia in un’atmosfera magica e suggestiva. Dove arte e storia si incontrano non possono che esserci fascino e bellezza, testimonianze del nostro passato e del genio umano che si uniscono a formare posti dall’inestimabile valore artistico e architettonico.

Uno di questi si trova a Roma, città dallo charme unico al mondo che non ha bisogno di presentazioni. Qui, tra le strade lastricate nel centro storico, spicca una magnifica struttura nobiliare che ospita una vasta e importantissima collezione artistica: il magnifico Palazzo Doria Pamphili.

Nel cortile interno di questa maestosa dimora c’è un luogo suggestivo in cui potersi rilassare, con un drink in mano e lo sguardo rivolto alle bellissime arcate rinascimentali del cortile interno, immersi nell’arte e nella storia della Città Eterna in un equilibrio perfetto tra classico e contemporaneo.

Un aperitivo suggestivo immersi nell’arte

Sorseggiare un aperitivo con vista sull’arte e sui luoghi che hanno scritto una storia lunga 500 anni è un sogno ad occhi aperti. Nel Palazzo Doria Pamphili questo è possibile grazie alla presenza di un suggestivo bistrot e cocktail bar ospitato in quelle che un tempo erano le scuderie del palazzo.

Stiamo parlando del Caffè Doria, all’interno del quale è rimasta ancora intatta l’antica fontana monumentale dove i cavalli dei nobili bevevano. Sotto le arcate affacciate al Chiostro del Bramante, poi, i tavolini del bar accolgono chiunque voglia vivere un momento di tranquillità con un aperitivo o un pasto sfizioso. Una pausa dalla vita rumorosa e movimentata della città in un’oasi di pace e bellezza.

Fontana Palazzo Doria Pamphili

Fonte: Sabina Petrazzuolo

Fontana dell’ex scuderia nel Palazzo Doria Pamphili

Il Palazzo Doria Pamphili: tra storia e arte

Ci troviamo in Via del Corso, una delle arterie principali del centro storico romano che collega Piazza Venezia, con l’imponente Vittoriano (l’Altare della Patria), a Piazza del Popolo con il suo Obelisco Flaminio.

Il Palazzo Doria Pamphili, così come lo conosciamo oggi, è il risultato di secoli di allargamenti strutturali, con miglioramenti ed evoluzioni realizzati per mano di alcuni dei più grandi architetti e scultori d’Italia: Carlo Maderno, Antonio del Grande, Carlo Fontana e Gabriele Valvassori, per citarne alcuni.

Per la città di Roma, senza contare le numerose strutture in cui sono presenti ambasciate e altre istituzioni pubbliche, il Doria Pamphili è il palazzo storico tuttora abitato più grande. Tra queste mura ricche di opere d’arte, infatti, risiede ancora oggi la famiglia nobiliare omonima, i Doria Pamphili.

Nata nei primi anni del Cinquecento, questa sontuosa dimora nobiliare ha visto il susseguirsi di alcune delle famiglie più importanti d’Italia. Tra le più influenti troviamo le famiglie Della Rovere, Aldobrandini, Savoia, Borgese, Pamphilj e Doria, intrecciate tra loro da unioni familiari e politiche che hanno fatto la storia della nobiltà romana per più di cinquecento anni, fino ad oggi.

La Galleria Doria Pamphili

Un connubio tra storia, arte, poteri e nobiltà, che per 500 anni ha raccontato la vita del centro storico della città più bella del mondo, Roma. Il Palazzo Doria Pamphili è questo e molto altro. Nella sua Galleria sono custoditi i capolavori di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Memling e molti altri. E tra tutte le opere contenute spicca la più conosciuta: il magnifico ritratto di Innocenzo X realizzato da Velázquez.

Nei cosiddetti Quattro Bracci della Galleria troviamo il cuore espositivo della collezione, ricco di dipinti, sculture e altri oggetti d’arte dal valore unico. Si tratta dei quattro lati del palazzo che si chiudono in un quadrilatero affacciato nello splendido cortile interno, il Chiostro del Bramante, impreziosito da magnifiche arcate rinascimentali.

Ma il vasto Palazzo Doria Pamphili non finisce qui, perché è arricchito da altre grandi sale (tra queste troviamo la sala Aldobrandini, la Sala dei Velluti e la Sala da Ballo), dagli appartamenti privati dei nobili, dove principi e principesse hanno vissuto fin dal Seicento, da una Cappella di pregio e dall’Archivio storico che custodisce migliaia di documenti dal valore inestimabile.

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Puoi vincere un viaggio verso una destinazione misteriosa: ecco come

Viaggiare è scoprire posti nuovi, è poter vivere un’avventura indimenticabile, collezionare esperienze e ricordi. C’è chi ama pianificare tutto nel dettaglio e chi, invece, preferisce lasciarsi trasportare dagli eventi e mettersi alla prova. Se si è particolarmente coraggiosi, poi, si può provare a vincere un viaggio, che è sì il sogno di tutti, ma in questo caso verso una destinazione sconosciuta e misteriosa.

Farlo è molto semplice, la campagna è stata ideata dalla compagnia di voli Wizz Air, è destinata a chi risiede in UK e chi vince ha diritto a un accompagnatore. Tutto quello che c’è da sapere.

Come vincere un viaggio per una destinazione misteriosa

Ci vuole un po’ di spirito d’avventura, tanta voglia di viaggiare e scoprire luoghi nuovi, oltre a questo chi vince (ma anche l’eventuale accompagnatore) deve essere residente in UK: il concorso promosso da Wizz Air farà la gioia di chi ha voglia di esplorare il mondo e di farlo anche con un pizzico di coraggio, quello che serve per mettersi alla prova viaggiando verso una destinazione che non si conosce.

Ma come partecipare? L’iniziava è della compagnia di viaggio low cost Wizz Air che ha condiviso un reel sul proprio profilo Instagram, ed è sul social che si deve interagire per provare a vincere questa opportunità.

Viene definita “un’impresa verso l’ignoto”, perché si conosce da dove si parte, ma non dove si arriva. Il concorso si chiama Let’s Get Lost London, e il fortunato vincitore partirà da Londra Gatwick per una destinazione sconosciuta. Per partecipare si deve mettere mi piace al post, taggare un amico e provare a indovinare la destinazione. C’è tempo sino al 22 febbraio.

Nella documentazione del concorso viene specificato che il premio è aperto solo ai residenti in UK, con almeno 18 anni. E chi partecipa deve avere il profilo Instagram pubblico.

Destinazione misteriosa, il viaggio gratis

L’adrenalina di partire per una destinazione non nota, ma anche quella di non pianificare nulla lasciando che siano gli eventi e gli altri a decidere per noi. Del resto, viaggiare è anche mettere alla prova sé stessi e i propri limiti, è scoprire posti nuovi, lasciarsi affascinare da culture diverse dalla nostra.

E lo sa bene Wizz Air, la compagnia di viaggi low cost che ha promosso questa iniziativa. I fortunati vincitori (a quanto pare 35 più i loro accompagnatori) partiranno tra il 7 e il 10 marzo per quella che si preannuncia come una vacanza all’insegna del divertimento e della scoperta.

Non è la prima volta che la compagnia aerea promuove iniziative di questo tipo e il successo è stato grande. Proprio lo scorso anno aveva fatto la stessa cosa per i viaggiatori italiani e nella nota pubblicata sul sito ufficiale avevano scritto che il concorso “incoraggia i viaggiatori a cogliere l’attimo, a vivere appieno la vita e a creare ricordi indimenticabili in una destinazione misteriosa della vasta rete in espansione di Wizz Air”.

Avventura ma con un minimo di programmazione, perché ovviamente ogni luogo ha bisogno di un bagaglio specifico che verrà eventualmente comunicato qualche giorno prima della partenza, giusto per non farsi trovare completamente impreparati.

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Londra nasconde un pub segreto ed esclusivo, ecco dove

Ci sono luoghi che sanno raccontare la storia di una città e di un’intera nazione anche solo attraverso la vista. Posti in cui le tradizioni sono preservate perché la loro missione è proprio quella di tramandarle alle generazioni future.

Ci troviamo a Londra e più precisamente nella Tower of London, la magnifica fortezza dalla storia quasi millenaria che ancora oggi rappresenta uno dei simboli della città. Tra le viuzze antiche che si snodano tra le sue mura, esiste un luogo dove storia e tradizioni si intrecciano e vengono custodite gelosamente. Stiamo parlando di The Keys, un pub segreto ed esclusivo dove si viene serviti da baristi insoliti e nel quale ogni angolo parla con fierezza della storia inglese.

The Keys: il pub più esclusivo di Londra

Nel cuore della Tower of London, la celebre Torre di Londra che custodisce i preziosi gioielli della corona reale, si nasconde un pub molto suggestivo: The Keys.

Divanetti in pelle rossa, tavoli e bancone in legno e numerose testimonianze della sua storia incredibile appese lungo i muri, fanno di questo locale un luogo suggestivo in cui recarsi per assaporare l’essenza della storia inglese. Qui si trova esposta, tra i tanti cimeli storici, anche un’ascia cerimoniale del XVI secolo.

Anche se a prima vista potrebbe sembrare normale, The Keys non è un pub come tutti gli altri. Sì, perché qui non verrete serviti da gente comune, ma dagli Yeomen Warder, ossia le Guardie della Torre di Londra, che gestiscono questo locale davvero insolito (oltre all’intera fortezza).

Comunemente chiamate “Beefeater” per il pasto di carne che veniva loro assegnato in passato, sono 35 le guardie che quotidianamente aprono le porte di questo gioiello storico per servire agli avventori esclusive bevande dai nomi orgogliosamente personalizzati: Beefeater Bitter, Treason e Yeoman 1485 sono solo alcune delle bevande che vengono proposte agli ospiti. Ma attenzione: non tutti possono entrarvi, solo chi ha ricevuto l’invito da parte delle Guardie.

Tra le curiosità che fanno di The Keys un luogo unico merita di essere menzionato anche il tradizionale e bizzarro brindisi dei “Beefeater” nel momento in cui alzano i calici al cielo: “May you never die a Yeoman Warder“, che tradotto significa “Che tu non possa mai morire come Yeoman Warder”.

The Keys pub

Fonte: Paula Joyce / Alamy / IPA

Entrata dell’esclusivo pub The Keys

La Torre di Londra tra storia e superstizioni

Nata come fortezza per la difesa, trasformata in prigione durante la dinastia dei Tudor e poi utilizzata come zecca reale e anche come zoo che ospitava animali esotici, la Torre di Londra ha più di 900 anni e una storia incredibile da raccontare. In queste mura sono passate, oltre a numerose famiglie reali, anche figure storiche che tutti noi conosciamo bene, come Anna Bolena, la prima regina inglese ad essere condannata a morte e che qui vi era stata imprigionata.

Oggi la Tower of London è una delle attrazioni turistiche più importanti, con più di 3 milioni di visitatori annuali, e oltre a custodire gelosamente i gioielli della corona reale è anche il luogo dove tradizione e superstizioni sono ancora vivi e vengono tramandati di generazione in generazione dagli Yeomen Warder. Sono loro a risiedere nell’orgogliosa comunità che popola le mura della fortezza, con tanto di studio medico e una cappella: un vero e proprio villaggio che vive di storia e tradizioni antiche, ma anche di superstizioni. Una di queste è davvero curiosa e riguarda i sei corvi che da numerosi anni sono tenuti nei terreni della Torre di Londra: la leggenda dice che se i corvi scappassero, la Torre di Londra si sbriciolerebbe in polvere portando a gravi conseguenze per l’intero Regno inglese.

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Anche l’Argentina ha il suo mostro che si nasconde nel lago

Misteri, avvistamenti strani, leggende che si tramandano di bocca in bocca: ci sono luoghi del mondo ammantati da un fascino sinistro, perché celano segreti, perché si raccontano storie, perché trasmettono sin dal principio la sensazione di essere in un posto in cui la fantasia e la leggenda si incontrano.

Tra i più celebri c’è Loch Ness, in Scozia, nel cui lago si racconta viva un mostro. Ma non è l’unico, infatti anche l’Argentina ha il suo che si nasconde tra le acque. Lì sarebbe stato avvistato un animale imponente, chi lo ha notato lo avrebbe descritto come simile a un plesiosauro. La leggenda ha un’origine antica e, come tutte le migliori storie, è affascinante e lascia moltissime domande aperte, che spingono a voler verificare con i propri occhi. Per farlo bisogna andare in Argentina e visitare il lago Nahuel Huapi.

Il mostro del lago Nahuel Huapi: dove si trova Nahuelito

Le testimonianze raccontano di un animale le cui dimensioni potrebbero aggirarsi tra i 10 e i 15 metri, con un lungo collo, una testa piccola e alcune gobbe. A immaginarlo ricorda molto Nessie, il celebre mostro che si racconti viva nelle acque di Loch Ness. Proprio come Nahuelito, che si racconta si aggiri nel lago Nahuel Huapi.

Questo è un luogo dal grande fascino, non solo per le leggende ma perché immerso in una natura che toglie il fiato. Si trova in Argentina nella regione della Patagonia, diviso tra due province: quella di Neuquén e quella di Rio Negro.

Una destinazione davvero amata, perché immersa in un contesto bellissimo: il lago si estende su una superficie molto vasta di 550 chilometri quadrati e si suddivide in sette rami, si trova – inoltre – a circa 700 metri sopra il livello del mare.

Un posto che regala agli occhi un’immersione nella bellezza e nelle tante sfumature che offre la natura, ma anche un posto che accoglie i turisti con i suoi tanti servizi. Tra le location che vale la pena visitare vi è la città di San Carlos de Bariloche, alle pendici delle Ande e affacciata sulle sponde del lago, è una meta imperdibile con le sue offerte per tutti: da quelle per gli amanti dello sci, a chi apprezza tour e gite immersi in uno scenario meraviglioso.

E con la sua leggenda, come quella di Nahuelito, il mostro del lago Nahuel Huapi.

Tutto sulla leggenda di Nahuelito

Si pensa che la leggenda di Nahuelito abbia radici antichissime e che sia stata tramandata nelle storie degli abitanti nel posto che raccontavano del mostro senza gambe e braccia, che sembra abiti nelle acque di questo lago bellissimo. La prima volta che l’avvistamento del mostro è stato reso noto era il 1922 e la risonanza mediatica fu tale da spingere a dare il via a una prima spedizione per trovarlo.

Diverse le testimonianze, ma non mancano neppure delle foto datate 1988 che si presume ritraggano il mostro. E altre, più recenti, del 2006. E, come la leggenda della sua esistenza, non mancano le teorie che cercano di spiegarla. Ma che non hanno ricevuto riscontro, si pensa che si tratti di un animale preistorico, che sia il risultato di una mutazione o che sia un sottomarino.

Resta il fascino di una storia, di un mistero, di un animale che potrebbe nascondersi nello specchio acquatico del lago Nahuel Huapi. E le leggende, con il loro fascino e le loro domande irrisolte, spesso, sono più appassionanti della verità.

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Cenare in una cupola di vetro a lume di “stelle” tra la neve: è magia

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, e anche se sono tutti differenti tra loro, sono accomunati dal medesimo desiderio di vivere e condividere esperienze uniche e irripetibili con la famiglia, con gli amici, o con la propria dolce metà. Tra quelle più incredibili di sempre ce n’è una che, da sola, vale un intero viaggio e che tutti dovremmo concedersi almeno una volta nella vita.

Si tratta di una cena romantica e suggestiva che non ha nulla a che fare con ristoranti turistici o stellati, ma che è unica e uguale a nessun altra. Sì perché qui, in Carinzia, è possibile mangiare all’interno di una cupola di vetro a lume di stelle con la vista sulle montagne innevate. Un’esperienza magica tutta da gustare.

L’esperienza più magica di sempre si vive in Carinzia

Torniamo in Carinzia, ancora una volta, per sperimentare il ritmo slow che caratterizza l’intero territorio. La regione dell’Austria meridionale, incastonata tra le Alpi orientali, è infatti conosciuta per i suoi paesaggi incantati e mozzafiato che portano la firma di Madre Natura. I laghi alpini, le montagne e gli edifici medievali fanno da cornice a tutti gli avventurieri che vogliono vivere esperienze lente all’insegna della natura e della bellezza.

Ed è proprio in uno dei luoghi simbolo del paesaggio della regione che oggi vogliamo portarvi, proprio lì dove si innalza verso il cielo, possente e maestoso, il monte Goldeck, uno dei massicci più sorprendenti dell’intera Carinzia. È ai suoi piedi che si trova una locanda di campagna, caratterizzata da interni calorosi e suggestivi, che offre agli ospiti la possibilità di immergersi completamente nella natura grazie alla sua posizione privilegiata.

Ma non è tutto perché proprio qui, è possibile cenare a lume di stelle in una cupola incastonata nella natura. Il momento più bello per vivere e condividere questa esperienza magica è sicuramente l’inverno, quando la neve si trasforma nella scenografia naturale di un sogno a occhi aperti.

La cena a lume di stelle nella cupola di vetro

Se avete in mente di vivere un’esperienza al di fuori dall’ordinario con la vostra dolce metà, o con gli amici di sempre, allora l’indirizzo da segnare in agenda è il Landgasthof Marhube. Situata a Baldramsdorf, ai piedi del monte Goldeck e nei pressi lago Millstätter See, gioiello della Carinzia, si trova questa struttura ricettiva intima e suggestiva.

Oltre ad offrire alloggi semplici e genuini agli escursionisti, e a tutti gli amanti degli sport invernali, il Landgasthof Marhube ospita anche una cupola di vetro all’interno della quale è possibile cenare godendo di una vista esclusiva e sconfinata sulle montagne circostanti.

Questo particolare ristorante, che può ospitare fino a sei persone, è situato proprio sopra a uno degli specchi d’acqua più suggestivi della regione. Ma la vera magia è offerta dalla struttura, completamente trasparente, che consente di abbracciare con lo sguardo il paesaggio fiabesco che si snoda tutto intorno.

Quando le luci del giorno lasciano spazio alla notte, la cupola di vetro si trasforma in un posto incantato. Gli ospiti possono cenare a lume di stelle e, se fortunati, ammirare i fiocchi di neve che danzano nel vento sopra e intorno a loro.

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Vyšehrad, la collina-fortezza piena di leggende

Tra le città più romantiche d’Europa, ma forse del mondo intero, c’è una Capitale ricca di meraviglie che tra le sue tante attrazioni ne cela una che è pregna di mistero. Si chiama Vyšehrad, ed è una collina-fortezza che da secoli è avvolta da leggende, che sono una più curiosa dell’altra.

Vyšehrad, informazioni utili

Vyšehrad sorge nell‘incantevole cornice della città di Praga e, anzi, è proprio lei una parte fondamentale del prezioso skyline di questa città. Si tratta di una straordinaria collina-fortezza che corrisponde alla zona più antica della Capitale, ma anche a uno dei punti da cui poter ammirare la migliore vista panoramica su questa elegante realtà dell’Europa Centrale.

Una vera e propria “roccia sul fiume” che nella sua lunga storia – la nascita risale al X secolo – ha svolto diverse funzioni: è stata sede reale di monarchi, città ricca attività, fortezza e per finire un cimitero.

Arroccata in posizione predominante su un’altura che si erge sul fiume Moldava, è facilmente raggiungibile con la metropolitana cittadina e visitabile tutto l’anno, anche se con orari diversi in base alle stagioni.

Cosa vedere in questa collina-fortezza

La storia di Vyšehrad è particolarmente travaglia, o almeno lo è stata fino a circa il 1650. Oggi è una zona imperdibile di Praga, una di quelle cose da visitare assolutamente per capire ancora più a fondo le origini di questa magnifica città.

La collina di Vyšehrad

Fonte: iStock

Panorama di Praga dall’alto con la città vecchia e Vyšehrad al tramonto

Ad accogliere il visitatore ci sono delle splendide porte che invitano a fare ingresso in un prezioso complesso che ha poco a che fare con il caos cittadino, un’area verde dove il silenzio è costantemente in sottofondo. I punti di accesso sono diversi: ci sono Porta di Tabor, Porta delle Sommità, Porta Leopoldina e la Porta di Mattoni, che ospita una mostra permanente sulla storia della fortezza. Quattro imponenti varchi che fanno parte di una sontuosa cinta muraria percorribile a piedi.

Passo dopo passo si arriva al vecchio Palazzo Reale, progettato in stile gotico e rinascimentale, che conserva una meravigliosa sala chiamata Vladislav e che viene utilizzata per le inaugurazioni. Inoltre, ospita una copia della corona ceca.

Tra i simboli indiscutibili di questa zona, e forse anche di tutta la città, c’è la Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, dall’impianto gotico e con una sontuosa facciata sorretta da due straordinarie torri a guglia, chiamate “Adamo” ed “Eva”. Non sono da meno gli interni, caratterizzati da mura possenti e con decorazioni che presentano elementi templari e opere di esponenti della pittura gotica.

La Rotonda romanica di San Martino è una piccola e graziosa cappella del XI secolo, che è una “sopravvissuta” alla feroce Guerra dei Trent’anni, periodo in cui venne utilizzata come di magazzino per le munizioni. Dal diametro di 650 metri, conserva quadri di Konig ed Herman e una palla di cannone murata che rievoca l’assedio prussiano del 1757.

Da queste parti sorge anche il Cimitero nazionale di Slavín, dove riposano le grandi personalità della Repubblica Ceca, tra cui artisti del calibro di Alphonse Mucha, Bedřich Smetana e Jan Neruda.

Ci sono poi le Casematte settecentesche, un fitto sistema di gallerie sotterranee che conduce in una stanza di poco più di 300 metri quadrati, dove in passato venivano conservati i militi dell’esercito e gli alimenti, in particolare le patate. Tra le altre cose, qui giace anche il Gorlice, che custodisce diverse statue originali del Ponte Carlo.

Poi ancora le Cantine gotiche, altre gallerie sotterranee dove ammirare una collezione di reperti archeologici e oggetti religiosi che illustrano la storia di Vysehrad dal 3800 a.C. fino ai giorni nostri, e la Galleria Vysehrad, una sala per mostre temporanee che è stata edificata sulla cinta muraria.

Porta Leopoldina, Praga

Fonte: Getty Images – Ph: Bill Tompkins

La bellissima Porta Leopoldina

Le incredibili leggende di Vyšehrad

Le leggende a Vyšehrad si sprecano. Una di queste narra la storia della principessa Libuše che previde la futura gloria di Praga dalla sua residenza a Vyšehrad. In particolare, per la sovrana era in arrivo la nascita di “una città la quale gloria arriverà alle stelle…”.

Ma non solo, perché nella Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo spicca l’immagine della Vergine Maria dipinta, secondo la leggenda, da San Luca. Inoltre, nel sarcofago romanico che si trova accanto all’altare sarebbero custoditi i resti di Longino, il soldato romano che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce.

Insomma, Vyšehrad è un luogo imperdibile di Praga e intriso di pura magia.

Cos’altro vedere in città

Ci vorrebbero più giorni per scoprire Praga per intero, perché oltre a Vyšehrad la città offre dei punti di interesse che sono assolutamente imperdibili. La “Città Magica” posata al centro dell’Europa, infatti, è un susseguirsi di meraviglie preziose a partire dal suo Castello, che troneggia sulla città con un fare minaccioso e inaccessibile. Per raggiungerlo bisogna percorre lunghe strade ripide, tra cui la splendida e faticosa Via Nerudova.

C’è poi Malá Strana, ovvero “Parte Piccola”, un quartiere interamente ricostruito da artisti e architetti italiani che le donarono l’attuale aspetto barocco e rinascimentale. Da quel momento in poi, qui il tempo pare essersi fermato: ci sono graziose piazzette, splendidi palazzi e angoli romantici che catapultano in tempi ormai andati.

Eccezionale è anche il grande quartiere storico di Praga: Stare Mesto, che in ceco significa Città Vecchia. Il cuore pulsante di questa zona è la Piazza della Città Vecchia la cui attrazione principale è l’Orologio Astronomico del Municipio dal quale, ogni ora, “prendono vita” delle statuette dei personaggi religiosi e civili che si muovono in un antico rituale. Assolutamente affascinante è Chiesa di Týn, dotata di guglie gotiche che tolgono il fiato.

Non è di certo da meno la Cattedrale di San Vito che è persino una delle più grandi e sorprendenti d’Europa. Lunga 124 metri, larga 60 e alta 33, offre interni splendidi e difficili da dimenticare. Ma non solo, perché c’è anche la magnifica Cappella di San Venceslao, una cripta sotterranea dove riposano i re boemi e in cui è protetto il tesoro che contiene i gioielli per l’incoronazione dei sovrani.

Infine – ma Praga ha davvero tantissimo altro da offrire – lo Josefov, il Ghetto Ebraico di Praga, da molti ritenuto uno degli angoli più emozionanti della città.

Insomma, non resta che organizzare un viaggio nella magnifica Praga per scoprire Vyšehrad e le altre affascinanti attrazioni.

Praga, cosa vedere

Fonte: iStock

I tetti di Praga
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Il borgo dove sorge una suggestiva chiesa-tempio

Un piccolo borgo di montagna con pochissimi abitanti, circondato da paesaggi meravigliosi, ma anche da un alone di esoterismo: si tratta di Rosazza, antico paesino piemontese che sorge in una posizione piuttosto isolata e che deve la sua fama ai misteri che lo caratterizzano. Per la gran parte, gli edifici che vi sono stati costruiti nel corso dell’800 hanno infatti un aspetto abbastanza inquietante e sono legati all’occultismo e alla massoneria. Scopriamo qualcosa in più.

Rosazza, un paesino ricco di misteri

Situato in provincia di Biella, il paesino di Rosazza conta meno di 100 abitanti ed è un minuscolo agglomerato di casette abbarbicate ai piedi delle Alpi Pennine, nell’alta Valle Cervo. Il paesaggio è strepitoso: la natura è ancora incontaminata e offre moltissime opportunità per chi ama la vita all’aria aperta, tra itinerari di montagna e trekking impegnativi. Ma torniamo al piccolo borgo che ci affascina per il suo aspetto esoterico. A cosa è dovuto questo alone di mistero che vi aleggia? Dobbiamo fare un tuffo indietro nel tempo.

Il merito è di Federico Rosazza Pistolet, che in questa vallata nacque e visse per quasi tutta la sua vita: è stato un politico italiano, nonché senatore del Regno d’Italia a partire dal 1892, ed è conosciuto soprattutto per aver realizzato numerose opere a favore della popolazione della Valle del Cervo. In particolare, gran parte delle sue costruzioni si trova proprio a Rosazza, ed in questo modo contribuì allo sviluppo economico di questa piccola comunità montana. La parte “misteriosa” riguarda il fatto che il senatore apparteneva alla massoneria e aveva interessi per il mondo esoterico e per l’alchimia, tutti elementi che si riflettono nelle sue opere.

La chiesa-tempio e gli altri edifici esoterici

La chiesa-tempio di Rosazza

Fonte: ANSA Foto

La chiesa-tempio di Rosazza

Uno degli edifici più celebri di Rosazza, dovuti al senatore, è la chiesa-tempo che sorge nel cuore del paese. Per realizzarla, sul finire dell’800, venne fatta demolire l’antica chiesa cristiana e venne spostato il vicino cimitero. Nelle sue intenzioni, qui doveva essere costruito un tempio adibito formalmente anche al culto cristiano. Il risultato è stupefacente: vi si ritrovano tantissimi spunti che richiamano l’esoterismo e la tradizione della società iniziatica dei massoni. In particolare, spiccano il pavimento del sagrato a scacchiera, le numerose rose disseminate in tutta la chiesa e la croce a svastica sulla parete principale: si tratta di un simbolo della fertilità femminile, legato ad un antico culto gallico.

Un’altra particolarità della chiesa-tempio è la realizzazione di un sentiero che permetteva di collegarla alla Valle Cervo, al Santuario di San Giovanni e al Santuario della Vergine Nera di Oropa. Se siete a Rosazza, potete poi ammirare il magnifico castello costruito dal senatore negli ultimi due decenni dell’800: anche qui ci sono chiari riferimenti esoterici, come le false murature sbrecciate, i finti colonnati e il maestoso arco d’accesso dove svettano le teste di tre valligiane con una stella a cinque punte tra i capelli.

La stella a cinque punte è un elemento ricorrente, a Rosazza: la si trova, assieme alla rosa, in diverse fontane che sono disseminate per tutto il paese. Infine, merita una visita anche il Palazzo Comunale, realizzato attorno alla fine dell’800 per ospitare la sede del municipio. I suoi dettagli decorativi sono impressionanti, come la torre ornata da merlature ghibelline e la scala di marmo bianco che permette di accedere ai piani superiori. Si dice che qui Federico Rosazza tenesse le sue riunioni massoniche.

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Uno straordinario capolavoro archeologico è emerso dalle profondità degli abissi

Nelle profondità misteriose degli abissi, dove si cela il mistero e la storia millenaria della nostra umanità, a volte emergono veri capolavori che raccontano antiche leggende e svelano segreti sepolti dal tempo.

È accaduto a San Leone, una pittoresca frazione balneare di Agrigento, dove solo i veri amanti delle immersioni subacquee potevano fare una scoperta straordinaria. Tra le alghe marine e i segreti del mare, giaceva un tesoro sommerso, un imponente decoro in pietra, che pare provenire direttamente dal magnifico tempio di Zeus.

Questo antico frontone è molto più di un semplice blocco di pietra. È un autentico frammento di storia, un messaggero del passato che ci offre un’emozionante finestra su epoche antiche e divinità epiche.

Il tesoro sommerso di San Leone

Nel cuore delle acque cristalline di San Leone, un gruppo di sommozzatori del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale Carabinieri ha compiuto un gesto straordinario, alla presenza della Soprintendenza del Mare e di numerosi curiosi. Il loro coraggio e la loro dedizione hanno portato alla luce un reperto lapideo, un tesoro nascosto che potrebbe rivelare segreti secolari.

A una prima occhiata, sembrerebbe ritrarre la figura maestosa di un cavallo o di un leone. Tuttavia, il masso coperto da concrezioni marine quasi certamente scolpito in marmo proconnesio, presenta dimensioni imponenti, misurando ben due metri per uno, con uno spessore di 35 centimetri. Questa meraviglia dell’arte antica era rimasta nascosta per lungo tempo a circa 300 metri dalla costa, a una profondità di 9 metri.

Ciò che rende ancora più sorprendente questa scoperta è il fatto che, nelle carte archeologiche, era stata etichettata come una semplice e anonima “vasca”. Questa attribuzione, però, non aveva mai convinto il Gruppo Subacqueo di BCsicilia che ha iniziato, così, una straordinaria avventura alla scoperta del mistero celato sotto le onde. Nell’ottobre del 2022, insieme al sub volontario Salvatore Ferrara e con il prezioso contributo di Francesco Urso, è stato effettuato un rilievo in 3D.

Il ritrovamento archeologico nei fondali di San Leone

Dall’elaborazione dei dati, è emersa un’immagine eccezionale che tocca il cuore e l’anima, poiché sembra raffigurare un dettaglio prezioso di un fregio del timpano di un tempio millenario. Questa rivelazione ci riporta indietro nel tempo, alle epoche d’oro dell’antichità, quando le maestose opere d’arte adornavano i templi e narravano storie di divinità e eroi.

La straordinaria scoperta ha immediatamente catturato l’attenzione della Soprintendenza del Mare, con l’obiettivo di recuperare questo eccezionale reperto. Finalmente, il capolavoro di epoca antica è stato riportato a riva, recando con sé un pezzo di storia che ci emoziona profondamente. Questo ritrovamento ci ricorda quanto sia ancora sconosciuto il mondo sommerso, ancora in gran parte inesplorato, custode di segreti inestimabili e meraviglie nascoste.

È un promemoria potente che ci invita a considerare quanto ancora sia sconosciuta la profondità del mare e quanto resti da scoprire sotto le loro placide superfici. Queste scoperte non fanno solo rivivere antiche leggende e storie dimenticate, ma stimolano la nostra curiosità e la nostra connessione con le generazioni che ci hanno preceduto. Ci ricordano che l’avventura dell’esplorazione marina è infinita e che ogni tuffo sotto il mare può rivelare un pezzo prezioso del nostro patrimonio culturale.