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I 10 villaggi abitati situati alle altezze più estreme

Esistono luoghi situati in zone talmente estreme da essere considerati sperduti: stiamo parlando dei 10 villaggi più alti al mondo dove gli abitanti, a un’altitudine compresa tra i 5.100 e i 3.800 metri sopra il livello del mare, vivono secondo le antiche tradizioni senza essere troppo influenzati dalla modernità. In alcuni di questi scenari l’uomo dimostra al meglio la sua abilità di adattamento, creando le condizioni ideali per vivere in relazione alle caratteristiche dell’ambiente circostante. Ma dove si trovano questi villaggi e come vivono le persone al loro interno? Scopriamoli in questa classifica!

La Rinconada, Puno, Perù – 5.100 metri

Al primo posto troviamo La Rinconada: situato ai piedi di un maestoso ghiacciaio delle Ande, al confine con la Bolivia, a 5.100 metri d’altitudine, questo villaggio del Perù è considerato il più alto del mondo. La vita, qui, non è per niente facile: le temperature superano raramente i 0°C, la composizione dell’aria è povera di ossigeno ed è praticamente impossibile dedicarsi ad attività quali l’agricoltura. Nonostante questo, insieme ad altri aspetti come l’assenza di elettricità, di acqua corrente e una scarsa gestione dei rifiuti, la popolazione conta ben 50.000 abitanti secondo un’indagine del 2023. Questo è dovuto soprattutto alla presenza di giacimenti di oro, i quali attirano peruviani in cerca di lavoro provenienti da altre zone.

Wenquan, Qinghai, Cina – 4.800 metri

Al secondo posto c’è l’insediamento di Wenquan, situato sulle catene montuose di Tanggula, in Cina. Anche qui la vita non è semplicissima perché il clima può cambiare rapidamente, passando da sole brillante a nevicate moderate o abbondanti, mentre i livelli ridotti di ossigeno possono causare gravi problemi di salute non solo durante il lavoro o l’esercizio fisico, ma anche durante il sonno. Non si sa molto sulla vita quotidiana dei suoi abitanti, chi ha visitato questa zona parla di poche unità, mentre il territorio circostante ospita animali in via di estinzione, come i leopardi delle nevi, e terme naturali.

Colquechaca, Potosí, Bolivia – 4.692 metri

Per raccontare il terzo posto dobbiamo spostarci in Bolivia, a un’altitudine di 4.692 metri. Il villaggio di Colquechaca, situato nel dipartimento di Potosí, è stato un importante centro di estrazione per l’argento ai tempi dell’invasione spagnola, tanto che il nome stesso dell’insediamento significa “ponte d’argento“. Qui il clima è arido e freddo tutto l’anno e conta circa 31.000 abitanti, i quali si dedicano soprattutto ad attività quali agricoltura e allevamento.

Hikkim, Himachal Pradesh, India – 4.572 metri

Il quarto posto è occupato da Hikkim, un villaggio appartenente al distretto di Lahaul e Spiti, nello stato indiano dell’Himachal Pradesh. È considerato una delle località abitate più alte dell’India e la maggior parte della popolazione è buddista, mentre per costruire le case utilizza pietre e legno. Hikkim ospita anche uno dei più alti uffici postali al mondo, situato a 4.400 metri, che collega i villaggi isolati di questa regione al resto del mondo. Tuttavia, a causa delle abbondanti nevicate, l’ufficio è costretto a chiudere durante il periodo invernale.

Hikkim in India

Fonte: 123RF

Il villaggio di Hikkim, famoso per l’ufficio postale più alto al mondo

Parinacota, Arica, Cile – 4.400 metri

Continuando con la nostra classifica, al quinto posto troviamo un piccolo villaggio cileno chiamato Parinacota. A differenza dei luoghi citati finora, questo pueblo, che oggi conta solo 27 abitanti, è considerato una meta turistica perché circondato da paesaggi mozzafiato e dal maestoso vulcano Parinacota. La sua simmetria quasi perfetta e la copertura di neve lo rendono una meta preferita per turisti, fotografi e alpinisti. Inoltre, fa parte del Parco Nazionale Lauca, nei pressi della piccola città di Putre.

Dho, Karnali Zone, Nepal – 4.360 metri

Escursionisti e visitatori restano sempre affascinati dalla vista di Dho, il villaggio in Nepal che, situato a un’altitudine di 4.360 metri, occupa il sesto posto della classifica. Secondo un censimento del 2011, qui vivevano 923 persone in 205 case individuali. È un luogo inesplorato, ma la sua natura meravigliosa e la vista delle montagne circostanti lo rendono una meta ambita da appassionati di trekking e da tutti coloro che desiderano approfondire la cultura dei Dolpo, la popolazione locale.

Qarabolaq, Wakhan District, Afghanistan – 4.139 metri

Tra le aspre montagne dell’Afghanistan si cela una regione chiamata Wakhan Corridor: qui, a 4.139 metri, si trova il villaggio Qarabolaq, un luogo remoto caratterizzato da paesaggi naturali pazzeschi e da una storia e cultura antichissime. Chi è alla ricerca di una destinazione fuori dai circuiti di massa, poco influenzata dalla modernità, questa è la meta da scegliere, ideale soprattutto per i viaggiatori più avventurosi.

Chatyndy, Osh Province, Kyrgyzstan – 4.013 metri

All’ottavo posto troviamo Chatyndy, un villaggio situato nella provincia di Osh, in Kyrgyzstan. Questo luogo si trova al crocevia di importanti rotte commerciali ed è stato un centro di scambi, cultura e religione per oltre tre millenni. Sebbene sia un villaggio relativamente piccolo, la sua storia e la sua posizione strategica lo rendono affascinante per i viaggiatori che esplorano questa regione dell’Asia centrale.

Laya, Gasa District, Bhutan – 3.820 metri

Laya è un affascinante villaggio abitato dai Layap, la popolazione nativa specializzata nell’allevamento di yak e dzos. A causa dell’altitudine elevata non è possibile dedicarsi ad attività come l’agricoltura, mentre il turismo è in crescita grazie al fatto che Laya fa parte del Jigme Dorji National Park, il quale ospita alcune delle glaciazioni del Bhutan. In questa zona vengono organizzati anche diversi percorsi di trekking insieme a guide specializzate.

Murghab, Tajikistan – 3.650 metri

Infine, al decimo posto troviamo il piccolo villaggio di Murghab, situato sui monti del Pamir, in Tajikistan, dove vivono all’incirca 7000 abitanti. Questa città fu costruita durante il periodo del governo sovietico in Tajikistan come punto di sosta lungo la Pamir Highway. Oggi, grazie alla sua posizione, è considerata un importante centro per il commercio, tra cui viene comunemente ritenuto incluso il traffico illegale di droga.

Monastero a Dho, Nepal

Fonte: iStock

Antico monastero nel villaggio di Dho, in Nepal
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I 10 buchi più incredibili della Terra: dai crateri ai pozzi sacri

C’è chi viaggia per rilassarsi e chi, invece, è sempre alla ricerca di nuove avventure nei luoghi più spettacolari del mondo. I 10 buchi più incredibili della Terra, in particolare, sono in grado di risvegliare un senso di curiosità, fascino, ma anche timore in chi li osserva o, perché no, in chi nuota nelle loro profondità. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato 10 buchi davvero unici e imperdibili, creati sia dalla natura che artificialmente dall’uomo. Siamo pronti a immergerci nei loro interni? Partiamo!

Great Blue Hole, Belize

In cima alla lista non poteva mancare il buco più grande al mondo situato al largo della costa del Belize, nel Mar dei Caraibi. Il famoso Great Blue Hole è una dolina subacquea perfettamente rotonda, profonda 125 metri e larga 300, caratterizzata da un blu intenso e circondata dalle sfumature più chiare della barriera corallina. Il modo migliore per scoprirlo è immergendosi nelle sue profondità ma, per chi avesse timore e non se la sentisse, c’è sempre la possibilità di ammirarlo dall’alto volando con gli aerei charter.

Kimberley Big Hole, Sudafrica

La più grande cavità scavata dall’uomo si trova in Sudafrica, nei pressi della città di Kimberley, dalla quale prende il suo nome. Gli scavi cominciarono nel 1871 dopo il ritrovamento del diamante più grande del mondo e continuarono per una profondità di 200 metri. Oggi è considerato un’attrazione turistica e nelle sue vicinanze è possibile visitare il Museo della Miniera di Kimberley, nato per raccontare la storia degli scavi dedicati al ritrovamento di diamanti.

La miniera di Mirny, Siberia

Restando in tema di miniere, quella di Mirny in Siberia ottiene il primato per essere la più larga al mondo: 1200 metri di lunghezza per 525 metri di profondità. Questo impressionante scavo a cielo aperto è stato il primo giacimento di diamanti fondato dall’Unione Sovietica negli anni ’50. Vedendola dall’alto sembra una voragine provocata dalla caduta di un cratere, mentre molti la descrivono come la perfetta rappresentazione dell’inferno dantesco, con i gironi che si sviluppano verso l’interno raggiungendo le profondità della Terra.

Il Pozzo di Chand Baori, India

Ipnotico, incredibile, spettacolare: sono diversi gli aggettivi utilizzati per descrivere una delle opere architettoniche più belle dell’India. Il Pozzo di Chand Baori, situato nel villaggio di Abhaneri vicino a Jaipur, nello stato del Rajasthan, rappresenta un luogo affascinante che unisce storia, architettura e funzionalità, realizzato più di 1000 anni fa prestando particolare cura a ogni dettaglio. Chiunque l’abbia visitato è stato conquistato dalla sua geometria perfetta e dalle decorazioni incise su tutti i gradini.

Il Pozzo di Chand Baori

Fonte: iStock

Scalinate in pietra del Pozzo di Chand Baori in India

Burning Gates, Turkmenistan

Dovessimo immaginare una porta che conduce all’inferno, questa sarebbe il Burning Gates in Turkmenistan! Situato nel deserto di Karakum, questo particolare buco è il risultato di un incidente avvenuto per lo sfruttamento sovietico del gas e brucia incessantemente dagli anni ’80. Nonostante la sua apparenza infernale, c’è una spiegazione geologica dietro la sua formazione: il Cratere di Darvaza, infatti, si trova sopra il Bacino dell’Amu-Darya, una formazione ricca di una quantità inimmaginabile di petrolio e gas naturale, soprattutto metano.

Chuquicamata, Cile

La storia di Chuquicamata, una delle più grandi miniere di rame a cielo aperto del mondo, ha origini antiche e risalgono allo sfruttamento dei depositi minerari durante il periodo pre-coloniale e coloniale. Lunga 4,5 km, ha una forma ellittica ed è situata in Cile, nella parte settentrionale del Paese, nella regione di Antofagasta.

L’Occhio della Terra, Croazia

Situato in Croazia, l’Occhio della Terra è uno dei buchi più particolari presenti in Europa. Situata ai piedi del Dinara, il massiccio montuoso con le vette più alte della Croazia, questa sorgente viene chiamata ‘Occhio della Terra’ o ‘Occhio del Drago‘ per la sua forma, che ricorda proprio quella di un occhio. Non si sa quanto sia profondo esattamente, per adesso i subacquei sono riusciti a esplorare solo i primi 115 metri!

Miniera di Bingham Canyon, Stati Uniti

In questa lista dedicata ai 10 buchi più incredibili della Terra ci sono tanti primati, compreso lo scavo più grande al mondo realizzato dall’uomo. Stiamo parlando della miniera di Bingham Canyon, nello Utah. Operativa dal 1906, ha portato alla creazione di un pozzo di oltre 1,2 km di profondità e 4 km di larghezza e circa un quarto del rame utilizzato in tutta la nazione proviene proprio da qui. A 60 anni dalla sua creazione, questo buco è stato designato come monumento storico nazionale.

Cenotes, Messico

I buchi più misteriosi e affascinanti al mondo sono senza dubbio i cenotes e chi ha nuotato al loro interno sicuramente capisce il perché. Si tratta di grotte naturali di acqua dolce di origine calcarea formatesi nel corso dei secoli e situate soprattutto nella penisola dello Yucatan, in Messico. Venivano utilizzati dai Maya sia come pozzi per il rifornimento di acqua che come luoghi sacri perché considerati come una porta divina che collegava il mondo reale con quello delle divinità, situato sottoterra. Chi parte per il Messico sa che nuotare al loro interno è un’esperienza assolutamente da non perdere!

Cenote in Messico

Fonte: iStock

Cenote Maya in Messico

Dean’s Blue Hole, Bahamas

Terminiamo questa lista con il Dean’s Blue Hole alle Bahamas che, con una profondità di 202 metri, rappresenta la seconda dolina marina più profonda al mondo. Situata nella baia ovest di Clarence Town a Long Island, è considerata anche una delle mete turistiche più amate da chi pratica immersioni e free diving. Qui, infatti, tra barriere coralline incontaminate e squali, si svolge ogni anno la Vertical Blue Free Diving Competition con partecipanti provenienti da tutto il mondo.

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Esplora la meravigliosa Giulianova partendo dal Clipper Hotel & Residence

Stai pensando che è arrivato il momento di goderti una vacanza nelle bellezze d’Italia? Giulianova, in Abruzzo, è un luogo incantevole, immerso tra le dolci colline verdi dell’Appennino Abruzzese e abbracciato dal maestoso Gran Sasso. E, come se non bastasse, è circondata dal Mar Adriatico a cui è stata conferita la Bandiera Blu. Visitare Giulianova alloggiando al Clipper Hotel & Residence sarà un’esperienza raffinata e un’alternativa rilassante alle più famose Rimini o la Puglia, senza compromettere la bellezza naturale e i servizi di prima qualità.

hotel clipper - Giulianova - Abruzzo - vacanza

Posizionato strategicamente, il Clipper Hotel & Residence di Giulianova è un punto di partenza ideale per gli amanti delle escursioni desiderosi di esplorare l’intera regione Abruzzo. Grazie allo staff preparato, sarà possibile effettuare tour in bicicletta, scegliere visite guidate all’interno dei più bei parchi d’Italia come il Parco Nazionale d’Abruzzo, il Parco Nazionale della Majella e il Parco Nazionale del Gran Sasso. Oltre ad assaporare l’ottima cucina locale e a KM0, andando alla scoperta di sapori autentici per donare al tuo soggiorno un’aura magica, lontano dal trambusto delle grandi città.

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Il Clipper Hotel & Residence si distingue come una struttura versatile, adatta a soddisfare le esigenze di ogni singolo ospite: dai viaggiatori adulti, alle coppie e alle famiglie con bambini. Offre formule flessibili che spaziano dal b&b, all’all-inclusive e all’apart-hotel. Ideale anche per chi preferisce soggiornare in appartamenti residence. Tutte formule a cui è possibile apportare la massima personalizzazione delle camere e dei servizi, inclusi menù proposti dal ristorante del Clipper Hotel & Residence, adatti a specifiche diete (come celiaci AIC, vegani, allergici o per bambini in fase di svezzamento), orari estesi per la colazione e i pasti principali, spiaggia esclusiva, Mini-Club e Junior-Club per l’animazione, e molto altro.

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La continua attenzione al dettaglio del Clipper Hotel & Residence continua con un personale dedicato che si impegna a garantire un soggiorno indimenticabile. Il Clipper Hotel & Residence è infatti un tre stelle lusso che si impegna ad offrire la soluzione perfetta per una vacanza al mare in Abruzzo, sia che siate in famiglia o in coppia. Tra i suoi piacevoli servizi troviamo anche una spiaggia privata con servizio di Beach Club. Animazione, ristorante, parcheggio coperto e reception 24h.

Scopri di più sui servizi offerti dal Clipper Hotel & Residence e le promozioni per l’estate cliccando il sito web hotelclipper.com.

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Clipper Hotel & Residence: ideale per una piacevole fuga in Abruzzo

Il Clipper Hotel & Residence è l’ideale per risvegliare i sensi. La sua posizione permette di godere del meraviglioso panorama offerto dalle colline verdeggianti e del Gran Sasso, fino al blu del mare, già premiato con la bandiera blu d’Europa grazie alla buona salute di cui gode la sua acqua. Il Clipper Hotel & Residence è il luogo perfetto per una vacanza in Abruzzo all’insegna del relax ma anche della cultura.

Un accogliente hotel a conduzione familiare

La sua posizione strategica permette infatti di raggiungere sia la spiaggia bagnata dal Mar Adriatico in pochi passi, sia di effettuare suggestivi tour in bicicletta alla scoperta delle bellezze artistiche di Giulianova e anche immersioni totali nella natura. Immancabili le visite al Parco Nazionale d’Abruzzo con itinerari a piedi, in bici o a cavallo, al Parco Nazionale della Majella o al Parco Nazionale del Gran Sasso. Non mancano neppure le riserve marine come Torre del Cerrano col suo Museo del Mare. Per chi preferisce i piccoli borghi medievali invece ce n’è per tutti i gusti: da Atri a Campi, da Castelli a Civitella del Tronto.

Clipper Hotel & Residence
Clipper Hotel & Residence

Contraddistinto da un’atmosfera cortese, informale e allo stesso tempo elegante, dove spicca una minuziosa attenzione ai dettagli. Clipper Hotel & Residence, tre stelle lusso, dispone di spiaggia privata, beach club, animazione e ristorante, parcheggio coperto e reception 24h. E con i suoi servizi, dal b&b, alla mezza pensione all’all-inclusive, è pronto a rispondere alle esigenze di tutti clienti. Cosa aspetti? Visita il sito hotelclipper.com e scopri tutto sulle offerte per la stagione 2024.

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Clipper Hotel & Residence

Grazie ai 35 km di pista ciclabile che collegano tutta la Costa Giardino da Roseto degli Abruzzi a Martinsicuro, è possibile andare alla scoperta della buona cucina e del buon vino nelle affascinanti aziende agricole e cantine vinicole dove è possibile assaggiare i migliori prodotti locali a km 0, degustare le ricette tipiche della cucina abruzzese con piatti semplici ma gustosi a base di carne, formaggi e verdure autoctone.

Bellezze da scoprire

Tutte bellezze che si possono scoprire anche tramite itinerari personalizzati, realizzati a misura dallo staff del Clipper Hotel & Residence.

hotel clipper - Giulianova - Abruzzo - vacanza
Clipper Hotel & Residence

Se stai pensando di organizzare la tua prossima vacanza al mare, la spiaggia privata dell’Hotel Clipper saprà come conquistarti. Situata a soli 50 metri dalla struttura ricettiva, è fatta di sabbia fine che degrada dolcemente nel mare Adriatico e conta anche un Beach Club dove è possibile usufruire di bar, ristorante, attrezzature sportive e tanto altro.

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Kansai: un viaggio tra natura, spiritualità e storia del Giappone

Un lago enorme, 1800 anni di storia e una terra capace di raccontare il Giappone più vero. La regione del Kansai, costellata di templi Zen e castelli antichi che conducono alle vestigia dei ninja, è un viaggio unico nel cuore del Sol Levante che permette di assaporare le tradizioni più autentiche attraverso un contatto profondo, diretto e spirituale, con la natura tipica della prefettura di Shiga.

Castello di Hikone, il Tesoro Nazionale del Giappone

Affacciato sul Lago Biwa, di cui offre una vista meravigliosa ma particolarissima, il Castello di Hikone richiama le atmosfere delle epoche in cui indomiti guerrieri usavano incrociare le spade. La struttura che ammiriamo oggi è quella che il clan ha costruito quattro secoli fa ed è immersa in un giardino di alberi di ciliegio, grandi protagonisti del Sakura Matsuri, il sito del mastio che si estende in un giardino più ampio – il Genkyu-en – e che in origine era destinato allo svago del signore feudale e dei suoi ospiti.

La costruzione principale, designata come Tesoro Nazionale, nasconde quattro stanze private ed è circondato da una rete di muri e torri che lo proteggono, tra lui la Tenbin-yagura, la torre bilancia, che deve il suo nome alla sua struttura perfettamente simmetrica. È inoltre l’unica torre di questo tipo dell’intero Giappone, dotata di un corridoio strategico che metteva in comunicazione le due estremità e che poteva essere abbattuto in caso di necessità.

Il tempo del Castello di Hikone è invece scandito dalla campana che, da secoli, suona per cinque volte esatte lungo tutta la giornata. I suoi rintocchi si sentono passeggiando per il mastio e lungo i suoi dintorni, oltre che in tutta la città: un elemento suggestivo che è stato inserito nell’elenco dei 100 paesaggi sonori del Giappone.

Una città mercantile ricca di storia

Omihachiman sorge sulle rive del Lago Biwa, sull’antica via Nakasendo che collega Tokyo a Kyoto, e ancora oggi conserva l’anima fiorente della città mercantile che è stata un tempo. Il canale Hachiman-bori ha infatti fornito una valida via di comunicazione, favorendo lo sviluppo della città di Omi come potenza commerciale. Il nome di Hachiman viene però aggiunto solo in seguito in onore del dio shintoista della guerra che qui dimora nel Tempio di Himure Hachimangu.

Il cuore pulsante del centro, che batte alimentato dalla ricchezza e dalla generosità dei primi commercianti di Omi, risiede nei tanti templi e nelle opere pubbliche presenti lungo l’intera area dell’antica città mercantile. Shin-Machi Dori è infatti un esempio, perfettamente conservato, di come vivessero i mercanti di Omi mentre il Museo della città, che oggi ospita numerose mostre su materiali popolari, è una testimonianza dello stile delle costruzioni dei primi mercanti.

La tradizione si conserva anche grazie al Festival del fuoco Sagicho di Omihachiman, noto come una delle manifestazioni più pericolose del Giappone, e che ogni anno si svolge a metà marzo. Tra i festeggiamenti, è inclusa una gara per stabilire quale sia il migliore tra una grande selezione di mastodontici carri sagicho, realizzati in paglia, bambù e carta. Le costruzioni sono trasportate attraverso la città da uomini vestiti e truccati da donne. Al culmine del Festival, i carri vengono bruciati mentre le persone danzano intorno al fuoco.

Prima dell’invenzione e dell’arrivo della automobili, il canale della città era una delle vie di comunicazione principali che ravvivava l’area per il grande traffico commerciale. La rotta di scambio maggiore ha però diviso la città in due parti, con i samurai che vivevano a nord e i civili a sud. Oggi è possibile passeggiare lungo il canale per cogliere appieno l’atmosfera di quei tempi e capire quale sia stata l’importanza dell’acqua in una zona a forte vocazione mercantile.

Il Canale di Hachiman-Bori

Fonte: JNTO

Il Canale di Hachiman-Bori

Alla scoperta del lago di Biwa, il più grande del Giappone

Situato al centro della Prefettura di Shiga, il lago deve il suo nome alla forma naturale che lo caratterizza, che ricorda un biwa, liuto della tradizione giapponese. La lunghissima costa, con 235 chilometri da esplorare, è ricca di cose da fare. È infatti possibile fare gite in barca, passeggiate o tour delle isole. Sul lato ovest si può invece ammirare la spiaggia di Omimaiko, con sabbia bianca e rigogliosi pini, mentre per gli appassionati del campeggio è d’obbligo una tappa a Okubiwako, affacciato sull’acqua e perfetto per rilassarsi apprezzando la bellezza naturale del luogo.

Il nuoto è certamente lo sport più praticato, ma sono anche disponibili canoe e kayak, provare lo stand up paddle boarding, imparare la vela o il windsurg. In inverno, sono disponibili piste da sci per bambini. L’enorme specchio d’acqua che ricopre parte del Giappone può essere esplorato anche in crociera, con cibo e intrattenimento, disponibili con rotte di breve e media durata.

Il lago Biwa è meraviglioso anche in inverno. Qui è infatti costruita la funivia più veloce del Giappone che conduce su per il Monte Horai, alla valle di Biwako, che conta su una rinomata stagione sciistica. Qui si può sciare o fare snowboard, con vista lago. In estate, il clima è più fresco rispetto alla città e si può godere del panorama con la zip-line o con il vertiginoso Skywalker.

Lunga vita e spiritualità al Santuario Shirahige

Il piccolo santuario shintoista Shirahige sorge sul lato ovest del Lago Biwa ed è famoso per il caratteristico torii che si erge proprio in mezzo al lago. Le origini di questa costruzione sono antichissime e risalgono al 675 d.C., ma nel corso del tempo ha subito diverse modifiche. Pare infatti che il torii, nel lontano 1280, rimanendo sommerso in seguito all’innalzamento del livello del lago. Quello che vediamo oggi risale a un rifacimento moderno del 1981.

Il suo nome, Shirahige, significa letteralmente barba bianca. Questo perché è dedicato a Sarutahiko, una divinità dell’antica mitologia giapponese che veniva rappresentata come un uomo anziano con barba e capelli bianchi. È inoltre conosciuto per i suoi poteri speciali: sarebbe infatti capace di infondere lunga vita e salute.

Santuario Shirahige

Fonte: JNTO

Il Santuario Shirahige

Chikubushima, l’isola degli dei

Conosciuta anche come isola degli dei nella città di Nagahama, si trova al largo della costa settentrionale del Lago Biwa. Tra le attrazioni del posto, ricordiamo il tempio dell’isola, Hogonji, in cui è possibile acquistare delle deliziose bamboline Daruma dedicate a Benzaiten che porterebbero fortuna per un anno. Al Santuario di Tsukubusuma si possono lasciare invece dei dischi d’argilla, i kawarake, capaci di esaudire i desideri più nascosti. Le due costruzioni riflettono la confluenza delle due religioni giapponesi nel corso di più di un millennio.

Isola di Chikibu

Fonte: JNTO

Isola di Chikibu

Alla scoperta di Osaka

Da Tokyo a Osaka in shinkansen, per vivere un’atmosfera completamente diversa rispetto a quella della Capitale e che permette di immergersi in una vita notturna entusiasmante, cibo delizioso – specialmente quelli dei quartieri di Tenma e Ura Namba – e una calorosa accoglienza offerta dalle persone del posto. La città dell’Expo 2025 offre inoltre un interessante lato storico, con il castello che si pone come attrazione principale: un luogo ideale per approfondire la storia.

Il Castello di Osaka

Fonte: JNTO

Il Castello di Osaka

Da non perdere le luci al neon del ponte di Dotonbori e la zona di Minami, oltre che i maggiori festival della stagione come il Tenjin Matsuri (sfilata di barche), Kishiwada Danjiri (grandi carri di legno) e il Festival di Ebessan (dedicato al successo negli affari).

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Questa è la spiaggia più bianca del mondo: di notte si trasforma in uno spettacolo fluorescente

Tra le bellezze mozzafiato che arricchiscono il patrimonio naturalistico del nostro pianeta, ce ne sono alcune che meritano sicuramente una menzione speciale per il loro fascino unico e la capacità di trasportarci in ambientazioni quasi magiche ed eteree.

In particolare, esiste un luogo dove l’acqua porta in scena uno spettacolo surreale e, con l’aiuto di un fenomeno naturale, dà vita a una danza di colori fluorescenti nelle acque notturne dell’oceano. Sembrerebbe un sogno, ma invece è pura realtà.

Ci troviamo in Australia e più precisamente nella Jervis Bay, una baia oceanica lunga 16 chilometri situata a sud di Sydney, nel Nuovo Galles del Sud.
Qui le spiagge sono celebri in tutto il mondo per la loro sabbia bianchissima, tanto che una di queste, Hyams Beach, si è aggiudicata il record come arenile più bianco del pianeta. Ma l’incredibile bellezza di questa baia diventa ancor più seducente dopo il tramonto, quando la luce del giorno lascia spazio all’oscurità della notte. E mentre il sole riposa, nelle acque che si allungano sulle coste va in scena uno spettacolo notturno a dir poco incantevole.

Hyams Beach, la meraviglia della spiaggia che brilla di notte

Se di giorno la costa bianchissima di Hyams Beach ha una bellezza mozzafiato e viene raggiunta da moltissimi turisti e curiosi, è durante la notte che si trasforma in uno scenario unico e decisamente più affascinante. Al calar del sole, infatti, la baia si trasforma in un dipinto dai colori fluorescenti. Il buio lascia spazio all’azzurro e al verde brillante, tonalità che spiccano tra le acque che si fanno strada verso la riva, regalando un colpo d’occhio irresistibile. Sembrerebbe un miracolo, ma in realtà questo evento spettacolare ha una spiegazione scientifica ben precisa.

Si chiama bioluminescenza ed è un fenomeno naturale attraverso cui alcuni organismi viventi, in questo caso le masse di plancton presenti in acqua, emettono una luce particolare grazie alla reazione dell’energia chimica che si converte in energia luminosa. Nello specifico, durante la fioritura delle alghe del plancton, i movimenti delle onde o quelli provocati dal passaggio delle barche provocano in questi microorganismi delle vibrazioni che portano a una reazione chimica: iniziano così ad illuminarsi e a risplendere nella notte. Secondo questo meccanismo, nell’oscurità della Jervis Bay il plancton bioluminescente conferisce all’acqua certe sfumature di luce che trasformano il mare in una distesa scintillante che sembra riflettere il cielo stellato.

La spiaggia di Hyams, e le altre distese di sabbia che compongono la baia di Jervis, fanno parte della lista dei pochissimi luoghi in tutto il pianeta nei quali si può osservare il fenomeno della bioluminescenza. Nonostante si tratti di un evento naturale che tipicamente avviene solo in determinate condizioni climatiche, che riguardano la temperatura e il vento, qui è possibile ammirarlo in ogni periodo dell’anno e abbastanza frequentemente.

Spiaggia di Hyams

Fonte: lovleah / iStock

Hyams beach, la spiaggia più bianca del mondo nella baia di Jervis

L’incantevole patrimonio naturalistico della Jervis Bay

Oltre allo spettacolo di luci dato dalla bioluminescenza e al colore candido delle spiagge, la Jervis Bay ha numerose altre carte da giocarsi, regalando ulteriori esperienze da sogno. Nelle sue acque cristalline, infatti, si può anche pescare e fare kayak, oppure avvistare numerose specie di animali, come i pinguini minori blu (i più piccoli al mondo), i delfini, le foche e, con un pizzico di fortuna, anche le balene.

Ma non solo. A sud di questa baia paradisiaca si trova il Booderee National Park, un’area che comprende una grande varietà di spiagge, fauna selvatica e vegetazione nella quale addentrarsi per fare escursioni e avvistare i celebri canguri. Un luogo da inserire nella lista dei desideri e da visitare almeno una volta nella vita.

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Inhotim, il giardino delle meraviglie dove arte e natura si fondono

Nel cuore della lussureggiante foresta brasiliana si erge un luogo magico e insolito, dove la creatività dell’uomo si fonde armoniosamente con la natura, dando vita a un’esperienza straordinaria.

Oggi ci troviamo a Inhotim, il museo d’arte contemporanea all’aperto più grande dell’America Latina, un’autentica sinfonia di colori e opere immersa nella maestosità della flora e della fauna circostanti.

Nascosto tra le colline del Minas Gerais, a soli novanta minuti da Belo Horizonte, questo luogo cattura il cuore e l’immaginazione dei turisti di tutto il mondo, creando un’esperienza davvero indimenticabile. Ti condurremo in un viaggio attraverso un parco vasto e incantevole, dove palme, tucani e colibrì si muovono in armonia con sculture visionarie e installazioni artistiche, che danno vita a scenografie spettacolari e uniche.

Inhotim: un Eden terrestre nel cuore del Brasile

Inhotim

Fonte: Getty Images

Inhotim, Brumadinho, Brasile

Nella città di Brumadinho, tra le braccia accoglienti della Foresta Atlantica, si cela Inhotim. Questo autentico paradiso terrestre è il frutto della visione audace dell’industriale Bernardo Paz, in collaborazione con l’eccezionale architetto paesaggista Roberto Burle Marx. L’obiettivo? Proteggere la bellezza naturale della riserva e trasformarla in capolavoro, dove arte e natura si intrecciano splendidamente.

Un parco delle meraviglie che custodisce oltre 500 opere d’arte create da talentuosi artisti brasiliani e internazionali. Sculture maestose, fotografie che catturano l’anima, video coinvolgenti, installazioni intriganti, disegni e pitture che narrano emozioni e storie, rendendo ogni passo un viaggio attraverso un vero e proprio museo en plein air.

Questo patrimonio inestimabile si rivela ancora più prezioso grazie alla presenza di una ricca biodiversità, con circa 3000 specie di piante che fanno da cornice naturale alle opere d’arte. I sapienti botanici hanno compiuto una vera magia, incastonando con maestria alcune creazioni artistiche tra i rami e i petali, realizzando così una scenografia dove l’espressione umana danza in perfetta sinergia con la generosità della natura.

Inoltre, i padiglioni futuristici che accolgono le installazioni come gioielli preziosi, aggiungono un tocco di modernità a questa cornice paradisiaca. Ogni angolo di Inhotim rivela un’incredibile attenzione ai dettagli, una cura meticolosa che trasforma il parco in un rifugio per l’anima.

Esplorando Inhotim: un viaggio culturale tra arte e natura

Con i suoi 600 ettari di foresta protetta, cinque laghetti e 45 ettari di giardini curati con amore e dedizione, Inhotim ti accoglie in un mondo dove ogni passo è una pagina da scoprire. Come in una vasta biblioteca, i sentieri si trasformano in capitoli che narrano la storia di opere d’arte eccezionali e della flora lussureggiante che le circonda.

Ogni passeggiata è un viaggio che permette di scoprire opere di artisti straordinari come Oiticica, Miguel Rio Branco, Giuseppe Penone con la sua imponente “Elevazione“, Doug Aitken, Janet Cardiff e molti altri. I percorsi, talvolta lunghi e impegnativi, ti faranno scoprire un tempio dell’arte contemporanea che si espande costantemente.

L’ambizione sconfinata e visionaria del progetto, infatti, mira a trasformare questo luogo straordinario in un’opera d’arte full immersive. Oltre alle opere, il parco aspira a diventare un microcosmo culturale, con l’aggiunta di alberghi, negozi, teatri e biblioteche, diventando così una tappa obbligatoria per tutti coloro che desiderano conoscere il Brasile attraverso la sua anima più autentica.

Inhotim

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Inhotim, Brumadinho, Brasile
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Zihuatanejo, la città del Messico dal colore dell’argilla

Una città quasi completamente del colore dell’argilla affacciata sul mare, dove l’anima festaiola si mescola con quella tradizionale. Parliamo di Zihuatanejo, in Messico, una località che si specchia sulla meravigliosa costa del Pacifico e che ancora oggi mantiene intatta la sua autenticità

Informazioni utili

Zihuatanejo la quarta città in grandezza dello Stato messicano del Guerrero. Sfortunatamente questo Stato del Messico non gode di ottima reputazione e anzi, è considerato uno dei più pericolosi del Paese.

Al tal proposito il sito ViaggiareSicuri scrive le seguenti parole: “Si raccomanda di evitare i viaggi nello Stato di Guerrero: nelle principali città (Chilpancingo, Acapulco) e nelle zone rurali hanno avuto luogo numerosi episodi di violenza. In caso di viaggio verso destinazioni turistiche in questo Stato è consigliabile effettuare trasferimenti in aereo”.

Le buone notizie sono che Zihuatanejo è una destinazione turistica e che è servita anche da un aeroporto internazionale, e per questo è più sicura di altre località dello Stato. Tuttavia, è sempre bene tenere gli occhi aperti e non lasciare nulla al caso, qui come in altre località del mondo.

Cosa si presenta

Fino a qualche anno fa Zihuatanejo era un’oasi di pace e relax, un rifugio tranquillo per surfisti e pescatori. Oggi è una meta più turistica, ma che in qualche modo riesce a mantenere la sua autenticità: una città dove spicca il color argilla e in cui tutto si vive all’aria aperta. Ma non solo, perché è anche un angolo di Messico costellato di insenature e calette assolutamente suggestive.

Zihuatanejo sembra essere caratterizzata da una doppia anima. Alzando lo sguardo, infatti, si nota la vicina località turistica di Ixtapa che è posta su una collina e puntellata di mega resort e ristoranti. Anche a Zihuatanejo ci sono sempre più hotel e adatti a tutte le tasche, ma in qualche modo qui il popolo messicano vive ancora seguendo i suoi ritmi, usi e costumi. Sembrerebbe quasi che la tradizione non voglia lasciare del tutto il posto al moderno.

Spiagge di Zihuatanejo

Fonte: iStock

La Ropa, la spiaggia più famosa di Zihuatanejo

Non mancano le navi da crociera che riempiono le strade cittadine, ma a livello generale Zihuatanejo è sinonimo di relax, grazie anche alle sue tante belle spiagge.

Le spiagge più belle

Questa città messicana sulla costa del Pacifico possiede una spiaggia cittadina che prende il nome di Playa Principal. Popolarmente chiamata Playa Municipal, sorge proprio di fronte al lungomare e si rivela perfetta per veder tramontare il sole.

C’è poi Playa Madera che è decisamente più bella dell’altra e che al calar del buio regala uno spettacolo incredibile di luci che si specchiano sulle sue acque.

Poi ancora Playa La Ropa, probabilmente la più famosa di tutta la città. Si tratta di un’ampia distesa di sabbia impreziosita da svettanti palme e accarezzata da acque sempre calme e calde.

Molto interessante è anche Playa Las Gatas che, essendo più piccola, risulta molto più tranquilla delle precedenti. Infine Playa Larga che ancora si presenta vergine e che regala una delle viste più emozionanti di tutto il Messico.

La vita all’aria aperta di Zihuatanejo

Le attività da fare a Zihuatanejo sono principalmente all’aria aperta. I turisti che vengono da queste parti scelgono di fare un’escursione in barca verso la vicina isola di Ixtapa. E non c’è da biasimarli, perché anche qui ci sono ben tre magnifiche spiagge – tutte vicine tra loro – che sono una diversa dall’altra: le acque più calme si trovano al largo delle spiagge di Varadero e Cuachalalate, mentre Coral Beach è perfetta per lo snorkeling perché proprio qui sopravvive una magnifica barriera corallina.

Non mancano piccoli e caratteristici ristoranti in cui mangiare un gustoso piatto tipico.

A circa 30 minuti di distanza da Zihuatanejo sorgono le rovine di Xihuacan, un interessante sito archeologico mesoamericano che conta ben 3.000 anni. Ma ad affascinare molto più di altro è la sua particolare storia: sembrerebbe non appartenere a una sola cultura ma, anzi, pare proprio che venisse utilizzato come luogo di culto da diverse tribù, tra cui e Cuitlateca, Tarascan, Mixteca, Aztechi e molto altro ancora.

I turisti che scelgono Zihuatanejo lo fanno anche perché si rivela l’ideale per i subacquei, specialmente i principianti. Il periodo che va da novembre a maggio è il più opportuno per scoprire i suoi colorati fondali marini, merito del mare che in questa fase dell’anno è particolarmente calmo.

Tra le varie meraviglie oceaniche da avvistare ci sono delfini, mante, tartarughe, pesci tropicali, balene, cavallucci marini e tantissime altre bellissime creature acquatiche.

Playa La Madera( Zihuatanejo)

Fonte: iStock

Veduta della Playa La Madera

E poi le passeggiate vista mare, come quella che si può fare sul Paseo del Pescador in cui si affacciano negozi e ristoranti sempre accompagnati dal fruscio delle onde. Un percorso molto suggestivo e che conduce al cospetto della piazza principale, che la sera si anima con balli, street food e musica dal vivo.

Un’altra attività molto amata dai turisti che scelgono Zihuatanejo è quella di andare in bicicletta: ci sono ben otto chilometri di piste ciclabili.

Due, tuttavia, sono i percorsi principali: uno di questi conduce da Ixtapa a Zihuatanejo, mentre l’altro va da Ixtapa Marina fino a Playa Linda.

Da queste parti è possibile anche avvistare delle magnifiche e sinuose megattere, delle balenottere che possono misurare anche 17 metri di lunghezza e dotate di lunghe pinne pettorali e una testa bitorzoluta. Non è difficile vivere questa esperienza, perché la costa del Pacifico del Messico è famosa in tutto il mondo anche per gli avvistamenti di questi cetacei. E in particolare lo è Zihuatanejo, perché sorge su un tratto di litorale che a sua volta si trova sulla linea di migrazione di questi animali.

Ci sono turisti che decidono di venire in questa località messicana per il golf: la vicina Ixtapa possiede due campi da 18 buche di livello mondiale.

Infine, anche un’interessante attività al chiuso: il Museo Archeologico Costa Grande. Si tratta di un luogo che illustra la particolare e interessante storia archeologica di questa zona del Messico.

Il museo è piccolo e possiede solo sei sale espositive, ma in poco spazio riesce a coprire diverse epoche storiche che arrivano fino ai giorni nostri: il posto ideale per fare un viaggio nella cultura messicana e anche nella storia indigena.

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Tra i grattacieli di Tokyo si nasconde un palazzo da fiaba

Organizzare un viaggio a Tokyo, in qualsiasi periodo dell’anno e in tutte le stagioni, è sempre un’ottima idea. Lo è perché la popolosa capitale del Giappone è un concentrato di meraviglie che incantano e sorprendono a ogni passo compiuto.

Da una parte i templi storici che conservano e proteggono la storia e le tradizioni del territorio, dall’altra i grattacieli ultramoderni e futuristici che disegnano lo skyline e brillano sotto le luci al neon di una città che non dorme mai.

Ed è proprio tra gli edifici moderni che svettano verso il cielo che oggi vogliamo perderci e immergerci insieme a voi. Per scoprire un luogo dalle forme oniriche e dalle fattezze incantate, proprio lì dove nessuno guarda mai. Un palazzo da fiaba, dal fascino unico, che si nasconde tra i grattacieli di Tokyo.

Il segreto più bello del quartiere Shinjuku

Il nostro viaggio di oggi ci conduce al cospetto di una grande metropoli, di una città che da sempre capeggia le travel wish list degli avventurieri di tutto il mondo. Ci troviamo a Tokyo, e più precisamente nel quartiere di Shinjuku, meta prediletta dei giovanissimi e degli universitari.

Conosciuto per il suo distretto dei grattacieli, che ospita al suo interno bar, ristoranti e un hotel di lusso, Shinjuku è un punto di riferimento per la movida cittadina. Qui, infatti, è possibile trovare numerosi locali notturni e vivaci nightclub, ma non solo. Il quartiere ospita l’osservatorio panoramico del Tokyo Metropolitan Government Building, il polmone verde del Monte Hakone, teatri, gallerie e librerie. Ci sono poi i campus universitari che attirano studenti provenienti da ogni dove che popolano la zona a ogni ora del giorno e della sera.

Ed è proprio uno di questi campus la destinazione di oggi. Un edificio unico e uguale a nessun altro che per forme, lineamenti e colori, sembra trasportare in un altro mondo. Si tratta di un edificio situato nei pressi dell’Università di Waseda, una delle più importanti università private di tutto il Paese. Un piccolo gioiello architettonico sorprendere ispirato all’opera di Antoni Gaudí e che sembra uscito da un libro di fiabe.

Waseda El Dorado: il palazzo fiabesco tra i grattacieli di Tokyo

Fonte: Masayuki Yamashita / Alamy / IPA

Waseda El Dorado: il palazzo fiabesco tra i grattacieli di Tokyo

Waseda El Dorado: il palazzo fiabesco tra i grattacieli di Tokyo

A pochi minuti a piedi dalla stazione metropolitana di Waseda, e a due passi dal cancello principale dell’Università, è impossibile non notare quell’edificio stravagante e sinuoso che cattura l’attenzione di ogni passante. Si tratta di El Dorado, un palazzo di 5 piani costruito nel 1983 dall’architetto visionario Toshirō Tanaka, conosciuto anche con il nome di Von Jour Caux.

Cos’ha di speciale questo edificio è evidente dalle foto che lo ritraggono. Il disegno architettonico, infatti, esalta e celebra la cultura giapponese con uno stile chiaramente ispirato all’opera del grande Antoni Gaudí. Balconi curvi in ferro battuto che restituiscono le immagini di ninfee, eleganti finestre decorate in ogni dettaglio, orpelli e ornamenti realizzati in ceramica che riproducono ornamenti e disegni di vario genere.

Waseda El Dorado è un piccolo gioiello architettonico che pochi turisti conoscono, ma che vale davvero la pena di raggiungere anche solo per i suoi esterni stravaganti. Anche gli interni sono visitabili parzialmente. L’ingresso ospita un mosaico grandioso e suggestivo che riproduce fedelmente l’antico Gorgoneion, mentre le pareti del corridoio sono caratterizzate da murales astratti e da vetrate colorate che sembrano trasportare i viaggiatori in un mondo onirico e incantato. Nell’atrio, invece, soggiorno una grande ed enigmatica scultura che raffigura una mano rivolta verso il basso.

L’edificio, considerato una sorta di galleria d’arte, ospita anche un negozio di antiquariato e un salone di bellezza. I piani superiori, invece, non sono visitabili perché riservati ai residenti.

Waseda El Dorado

Fonte: Masayuki Yamashita / Alamy / IPA

Waseda El Dorado, l’edificio da fiaba a Tokyo
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Questo gioiello architettonico è un santuario dedicato alla meditazione

Nel vasto e variegato mosaico di luoghi sacri che adornano il nostro pianeta, esistono gioielli nascosti che sembrano usciti direttamente dalle pagine di una fiaba. Luoghi di fede che, oltre a essere immersi in scenari naturali mozzafiato, racchiudono in sé storie ricche di fascino e mistero. Tra boschi incantati, scogliere a strapiombo sul mare, ombre di eremi silenziosi, ogni angolo di questo mondo nasconde un santuario, una chiesa, un luogo di preghiera che custodisce un pezzo di storia della nostra umanità.

Il nostro viaggio di oggi ci conduce in un luogo meraviglioso, carico di significato e di una bellezza straordinaria, dove l’ingegno umano si unisce alla grandezza della natura.  Questo luogo speciale si trova nascosto nella pittoresca località di Sea Ranch, sulla costa della California.

Qui, tra il blu intenso del mare e il verde lussureggiante della vegetazione costiera, emerge una cappella unica nel suo genere. È la Sea Ranch Chapel che, con le sue forme sinuose ed eleganti, sembra quasi fondersi con l’ambiente circostante, in un’armonia perfetta. Un luogo che parla al cuore, invita alla riflessione e ti avvolge con il suo fascino semplice e disarmante.

Sea Ranch Chapel: un monumento all’amore senza tempo

Sea Chapel

Fonte: iStock

Sea Ranch Chapel, California

Incastonata nel panorama selvaggio della California, la Sea Ranch Chapel emerge come un’oasi di pace e riflessione.

Questo capolavoro architettonico, aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno, dalle prime luci dell’alba fino al calar del sole, offre un rifugio inaspettato a coloro che cercano un momento di tranquillità o un’improvvisa ispirazione. La sua struttura unica invita a distaccarsi dalla frenesia quotidiana e a immergersi in un’atmosfera di contemplazione e rinnovamento spirituale.

L’opera d’arte è il risultato della generosità straordinaria di due residenti della zona, Robert e Betty Buffum, che hanno dato vita a un luogo unico pensato per la meditazione e la preghiera, un vero rifugio dove la comunità potesse riunirsi e trovare conforto. Completata nel dicembre del 1985, questa cappella è un tributo alla memoria di Kirk Ditzler, un aviatore della marina, zoologo e artista, il cui spirito vive ancora in ogni angolo di questa chiesetta fiabesca.

Sea Ranch Chapel: un capolavoro che unisce arte e natura

La Sea Ranch Chapel è un esempio straordinario di come l’arte, l’artigianato e l’architettura possano fondersi in un’unica, affascinante sinfonia.

L’essenza dell’edificio risiede al suo interno, dove il lavoro di Bruce Johnson, un rinomato scultore e falegname, si manifesta in tutta la sua maestria. L’artista, infatti,  ha progettato con cura i sedili in legno di sequoia e pali intagliati, così come le mensole sul muro circostante, che sembrano quasi crescere organicamente dai pavimenti e dalle pareti, creando un ambiente avvolgente e accogliente.

Questi dettagli raffinati non hanno solo uno scopo funzionale, ma rendono ogni angolo della cappella un tributo vivente all’artigianato tradizionale e all’architettura innovativa.

Il cuore pulsante di questo ambiente risiede indiscutibilmente nel soffitto in gesso. Si tratta di un intricato disegno floreale, abilmente scolpito, che conferisce allo spazio una sensazione di leggerezza e libertà. I petali adornati da suggestivi elementi marini, conciglie e ricci di mare, creano un’atmosfera coinvolgente che cattura l’attenzione al primo sguardo.

Questi preziosi tesori oceanici non solo arricchiscono l’intero edificio con un tocco di realismo, ma sono anche potenti simboli di connessione tra il paesaggio e il mondo esterno. Un autentico tributo alla bellezza della natura e al suo potere di ispirare, commuovere e unire le persone in modo profondo e significativo.

Sea Ranch

Fonte: 123RF

Sea Ranch Chapel, California