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Ses Illetes, Formentera: la spiaggia che sembra un sogno a occhi aperti

C’è chi la chiama “la Maldive del Mediterraneo”, chi giura che nessuna foto possa renderle giustizia e chi, dopo averci messo piede, si porta dietro un ricordo indelebile. Ses Illetes, nel cuore del Parco Naturale di Ses Salines a Formentera, non è una semplice spiaggia: è una lingua di sabbia bianca che scivola dolcemente in un mare turchese e trasparente, così limpido che sembra irreale. Un luogo che incanta non solo per la sua bellezza, ma anche per quell’atmosfera sospesa che sa di libertà, vento leggero e orizzonti infiniti.

Passeggiare lungo Ses Illetes significa vivere un sogno a cielo aperto: il contrasto tra i colori, la delicatezza delle dune e la natura protetta tutt’intorno vi farà capire perché questa spiaggia sia costantemente eletta tra le più belle al mondo. Non è solo mare, è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: il sale sulla pelle, la luce che si riflette come specchi sull’acqua, il silenzio interrotto solo dalle onde e qualche risata di chi, come voi, ha deciso di fermarsi in questo piccolo paradiso.

Cosa fare a Ses Illetes: relax e un pizzico di mondanità

La prima cosa da fare? Semplicemente stendersi sulla sabbia e lasciarsi andare. Il relax qui è d’obbligo, tra bagni interminabili e sonnellini sotto il sole. Ma Ses Illetes, a Formentera, non è solo contemplazione: le sue acque cristalline sono perfette per chi ama lo snorkeling. Basta una maschera per ritrovarsi immersi in un acquario naturale, tra pesci colorati e fondali sabbiosi che si perdono all’infinito.

Non mancano poi i chiringuitos e i ristorantini sulla spiaggia, tipici delle località di mare della Spagna, alcuni anche molto esclusivi, dove fermarsi per un pranzo con vista mare o per un aperitivo al tramonto. Qui la mondanità incontra la natura selvaggia: vi capiterà di vedere barche e yacht ormeggiati al largo, pronti a trasformare Ses Illetes in un punto di ritrovo chic senza però rovinare la sua anima incontaminata.

Cosa vedere nei dintorni

Ses Illetes è parte del Parco Naturale di Ses Salines, un’area protetta che merita di essere esplorata. Camminando lungo la lingua di sabbia si raggiungono calette più intime e angoli nascosti dove la natura regna sovrana. Dall’altro lato, i sentieri conducono verso dune dorate e saline che cambiano colore a seconda della luce del giorno, regalando scenari spettacolari.

Per chi ama i panorami, il consiglio è di arrivare fino alla punta più estrema della spiaggia: da lì la vista è incredibile, con il mare che si apre su entrambi i lati e Ibiza che si intravede all’orizzonte. Un luogo che lascia senza parole, soprattutto al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e arancio e Ses Illetes si trasforma in un dipinto naturale.

Consigli pratici per visitare Ses Illetes

Arrivare presto è la mossa vincente: la spiaggia è molto frequentata, soprattutto nei mesi estivi e i posti migliori vanno via in fretta. Meglio portare con sé acqua e qualche snack, perché i chiringuitos sulla spiaggia, seppur iconici e spettacolari per un aperitivo al tramonto, non sono proprio economici.

L’acqua è bassa e calma, quindi ideale anche per chi vuole fare un bagno rilassante senza onde, ma attenzione al sole che qui picchia forte, crema solare e cappello sono indispensabili. Se ci si muove in scooter o bici conviene arrivare con un po’ di anticipo: il parcheggio può diventare un terno al lotto nelle ore centrali della giornata.

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Le spiagge bianche della Spagna: un viaggio tra penisola iberica e isole, alla ricerca della bellezza

La Spagna vanta circa ottomila chilometri di costa, tra isole e territorio della penisola iberica. Grazie a questo, alle sue bellezze e a un clima ricercato da molti, in ogni stagione dell’anno, le spiagge spagnole sono tra le destinazioni più ambite per chi cerca mare cristallino, cultura e bellezze naturali con le quali lustrarsi gli occhi Ma se c’è una cosa che sorprende anche i viaggiatori più esperti, è la varietà delle sue spiagge. Tra distese dorate e scogliere selvagge, si nascondono alcune gemme davvero rare: spiagge di sabbia bianca, che nulla hanno da invidiare a quelle che si possono incontrare in viaggio ai Caraibi. Dalla costa del Mediterraneo all’Atlantico, passando per le isole Baleari e Canarie, ecco un viaggio tra le migliori spiagge bianche della Spagna, con tanto di informazioni pratiche per raggiungerle e godersi al meglio l’esperienza di mare da quelle parti.

Playa de Ses Illetes – Formentera, Baleari

Tra le spiagge più iconiche del Mediterraneo c’è Ses Illetes, considerata un vero e proprio fiore all’occhiello di Formentera. Questa spiaggia di sabbia biancha è un vero paradiso terrestre, grazie anche alle sue acque trasparenti che sfumano dal turchese al blu intenso. Situata nella parte settentrionale dell’isola, all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, questa spiaggia è lunga e sottile, con piccole insenature su entrambi i lati che ricordano luoghi molto più lontani e bagnati da oceani caldi.

La si raggiungere seguendo un percorso un po’ articolato ma pronto a ripagarti della fatica, grazie al panorama e al “premio” che ti attenderà al tuo arrivo. Una volta a Formentera, la cosa migliore è noleggiare uno scooter o una bici e raggiungere così l’ingresso del parco che custodisce questa spiaggia bianca. L’accesso in auto, infatti, è regolato e prevede un pedaggio giornaliero, specialmente in alta stagione.

Ses Illetes presenta alcuni stabilimenti balneari molto esclusivi e ristoranti di pesce affacciati direttamente sul mare, ideali per chi cerca un’esperienza elegante ma a contatto con la natura. In estate è molto frequentata, quindi meglio arrivare la mattina presto. In alternativa, per chi viaggia fuori stagione, settembre è un momento ideale per godersi tutto il bello che Ses Illetes abbia da offrire.

Spiagge bianche della Spagna: Playa de Rodas

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La Playa de Rodas, in Galizia

Playa de Rodas – Isole Cíes, Galizia

Un giornale inglese – The Guardian – l’ha definita “la spiaggia più bella del mondo“. A te decidere se sia, o meno, veramente così. Stiamo parlando della Playa de Rodas, luogo che si trova nel cuore dell’arcipelago delle Cíes, parte del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche della Galizia.

Ci troviamo nel nord della Spagna, in una regione affacciata sull’Oceano Atlantico: non si tratta di un posto dove la balneazione è sempre possibile ma si puà sempre tentare. Questa spiaggia, però, riempie il cuore anche con una semplice passeggiata. È lunga circa un chilometro e unisce due isole dell’arcipelago con una striscia di sabbia bianchissima che si affaccia su un tratto oceanico che, data la poca profondità, si mostra di un colore verde smeraldo. Il contesto naturale è completamente protetto: nessuna costruzione, nessun rumore, solo vento, onde e gabbiani.

L’accesso è limitato a poco più di duemila visitatori al giorno, con prenotazione obbligatoria per potervi accedere. Il punto di partenza principale è Vigo, da cui si sale sui traghetti stagionali (aprile-ottobre), ma ci sono collegamenti anche da Baiona e Cangas. Per salire a bordo, bisogna prima ottenere un permesso gratuito sul sito ufficiale del parco, da esibire al momento dell’imbarco.

Non ci sono hotel né resort sull’isola, ma è possibile campeggiare in un’area attrezzata, previa prenotazione. I servizi sono essenziali: bagni pubblici, un piccolo chiringuito e sentieri naturalistici.

Spiagge Bianche della Spagna: Peñarronda, Asturie

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La Playa de Peñarronda

Playa de Peñarronda -Asturie

La Playa de Peñarronda, situata al confine tra i comuni di Castropol e Tapia de Casariego nelle Asturie, a nord della Spagna, è un gioiello naturale poco conosciuto al grande turismo di massa. Con circa seicento metri di sabbia fine e chiara, questa spiaggia si estende tra i promontori di La Robaleira e Punta del Corno ed è attraversata al centro dal torrente Penarronda (o fiume Dola) che contribuisce a renderla un luogo di notevole interesse naturalistico. È un luogo dove si va al mare? A volte, ma conquista per la sua bellezza.

Infatti, Peñarronda è un vero monumento naturale, inserito negli elenchi delle aree protette spagnole.  È l’unico luogo della costa asturiana dove crescono spontaneamente alcune piante rare e in via d’estinzione e dove nidificano moltissime specie diverse.

Chi, in viaggio, ama dedicarsi ad attività outdoor, troverà in questa spiaggia un luogo ideale per praticare surf, windsurf e SUP.  Occorre, però, fare attenzioni alle correnti. In loco sono presenti dei bagnini, soprattutto in alta stagione. Il periodo di maggior affluenza è, ovviamente, la bella stagione ma, in ogni caso, Peñarronda resta un vero e proprio gioiello atlantico del nord della Spagna.

Spiagge bianche della Spagna: Playa Bolonia

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Veduta area di Playa Bolonia in Andalusia

Playa de Bolonia – Tarifa, Andalusia

Il tuo viaggio in Spagna ti porta a sud? Nascosta tra le coste battute dal vento della provincia di Cadice troverai la Playa de Bolonia: una delle spiagge più autentiche e spettacolari dell’Andalusia. Circondata da una maestosa duna di sabbia bianca alta oltre 30 metri, questa spiaggia selvaggia si estende per quasi quattro chilometri lungo la costa atlantica. Alle sue spalle si trovano le rovine di Baelo Claudia, un’antica città romana che si affacciava sul mare.

Bolonia è facilmente raggiungibile in auto da Tarifa, in circa mezz’ora. Se, invece, il tuo viaggio in Andalusia ti porta più vicino a Cadice, arriverai in poco meno di due ore. I collegamenti pubblici sono limitati, per cui è meglio noleggiare un’auto per godere della massima libertà e di maggiore comodità di spostamento. L’ingresso alla spiaggia è gratuito, così come la visita al sito archeologico di Baelo Claudia, una meraviglia di duemila anni fa che si trova proprio vicino alla spiaggia.

La Spiaggia di Bolonia è una delle spiagge bianche da poter vedere in viaggio in Spagna. Va detto che, per quanto placida possa sembrare la spiaggia, altrettanto è mossa ed energica l’acqua del mare. Fai attenzione.

Spiagge bianche della Spagna: Cabo de Gata e Playa de los Genoveses

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La bellezza delle spiagge attorno al Cabo de Gata

Playa de los Genoveses – Cabo de Gata, Almería

Nella cornice vulcanica del Parco Naturale di Cabo de Gata, nella provincia Almería, sempre nel sud della Spagna, troverai la Playa de los Genoveses: piccolo gioiello di sabbia chiara circondato da colline brulle e vegetazione mediterranea. La sua bellezza sta proprio nella semplicità: niente bar, niente hotel, niente musica. Solo mare limpido e natura intatta.

Questo luogo si raggiunge viaggiando da San José, in circa 10-15 minuti di auto, ma durante i mesi estivi l’accesso alle auto è limitato per motivi ambientali, per preservare la natura della zona. In alta stagione, però, è attivo un servizio navetta, mentre chi arriva in bici o a piedi può transitare senza problemi. Non ci sono servizi in spiaggia, quindi è fondamentale portare con sé acqua, cibo e tutto ciò di cui si può avere bisogno per una giornata al mare.

Playa de los Genoveses è ideale per chi cerca un’atmosfera rilassata e paesaggi da cartolina. Le sue dune basse e la sabbia quasi bianca la rendono perfetta anche per le famiglie con bambini. È una delle poche spiagge del Mediterraneo a mantenere un’anima davvero selvaggia.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: Papagayo, Lanzarote

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La Playa Papagayo a Lanzarote

Playa de Papagayo – Lanzarote, Canarie

Benché distanti dalla penisola iberica, le Canarie sono sempre parte del territorio politico della Spagna e vale la pena citare un paio di luoghi degni di nota e, soprattutto, perfetti per chi è il cerca di spiagge bianche.

Nel sud di Lanzarote, all’interno del Parco Naturale di Los Ajaches, si trova una delle spiagge più spettacolari delle Canarie: Playa de Papagayo. Racchiusa tra pareti di roccia vulcanica e aperta su un’insenatura tranquilla, questa baia è famosa per la sua sabbia chiarissima e l’acqua incredibilmente limpida.

Raggiungerla è facile: l’accesso alle auto è garantito fino alle prossimità della spiaggia,  percorrendo una strada sterrata che termina in un parcheggio all’ingresso del parco. L’accesso prevede un piccolo pedaggio (circa 3 euro). In alternativa, è possibile arrivare a piedi o in bicicletta seguendo sentieri costieri panoramici.

Nonostante sia una spiaggia piuttosto isolata, è molto conosciuta e, in loco, è presente un piccolo ristorante con terrazza vista mare. Papagayo è una meta molto frequentata anche dai locali, soprattutto nei fine settimana; quindi, conviene arrivare al mattino o durante la settimana per godersi in pieno la sua bellezza assoluta.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: La Graciosa, Canarie

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La spiagge de La Graciosa

Playa de Las Conchas – La Graciosa, Canarie

Poco conosciuta al grande pubblico, La Graciosa è un’isola minuscola e incontaminata a nord di Lanzarote, parte dell’arcipelago Chinijo e dell’area marina protetta più grande d’Europa. Fino a qualche anno fa, veniva considerata parte integrante di Lanzarote ma, attualmente, si è iniziato a essere più propensi a pensare a questo luogo come un’ulteriore isola delle Canarie. La Graciosa è priva di strade asfaltate: auto private e turismo di massa ed è proprio questo a renderla un piccolo paradiso per chi cerca tranquillità e bellezza pura.

Tra le sue spiagge, Playa de Las Conchas è senza dubbio la più spettacolare: una mezzaluna perfetta di sabbia bianca finissima affacciata sull’Atlantico e con vista sulle isole deserte di Montaña Clara e Alegranza. Si raggiunge con un traghetto di circa 25 minuti dal porto di Órzola, a nord di Lanzarote. Una volta arrivati nel piccolo villaggio di Caleta de Sebo, l’unico centro abitato dell’isola, ci si può muovere a piedi, in bici o in jeep-taxi (con guida locale). Playa de Las Conchas si trova sul versante nord-occidentale dell’isola, a circa 5 km dal porto. La camminata è accessibile e attraversa un paesaggio vulcanico più unico che raro.

Non ci sono servizi sulla spiaggia, né bar né punti d’ombra; quindi, è essenziale portare con sé acqua, cibo, protezione solare e magari un ombrellone. Il mare, seppur bellissimo, può essere mosso e non sempre adatto alla balneazione. Foto bellissime, però, sono assicurate.

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Espalmador, l’Isola segreta del Mediterraneo che sembra un paradiso delle Maldive

Naufragare su un’isola deserta per alcuni è un incubo, per altri un sogno. Quel che è certo è che ci sono angoli di paradiso come l’isola di Espalmador che fanno venire voglia di trascorrere un po’ di tempo a contatto con la natura, con i piedi nella sabbia godendosi l’acqua turchese. Tra la caotica Ibiza e la selvaggia Formentera, questo piccolo gioiello spagnolo non è molto conosciuto ma è tutto da scoprire.

L’isola di Espalmador

La conosciamo come Espalmador, ma il suo nome originale è S’Espalmador per chi parla ibizenco. Il piccolo isolotto di 2 chilometri quadrati si trova tra la vivace Ibiza spesso scelta per la vita notturna e la selvaggia Formentera. All’interno del parco naturale di Ses Salines, è un’isola selvaggia, incontaminata e praticamente disabitata. Nessun bar sulla spiaggia, niente lettini, zero resort. Solo mare, sabbia e una pace che non ha prezzo.

Qui non troverai strade o boutique: solo due ville in stile tradizionale, una piccola cappella, un faro solitario e una vecchia torre di guardia, Sa Guardiola, che sorveglia silenziosa l’orizzonte da secoli (e che un tempo serviva per scovare pirati all’orizzonte). È questo il bello: niente fronzoli, solo un’anima autentica.

Una delle spiagge più spettacolari è Es Racó de S’Alga, un’insenatura naturale da cartolina con sabbia finissima e acqua trasparente. Un sogno lungo un chilometro, perfetto per nuotare, rilassarsi o semplicemente dimenticare il mondo. E se sei un fan del naturismo, sappi che qui è assolutamente normale stare come mamma ti ha fatto.

Espalmador, le spiagge più belle

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Tra le spiagge di Espalmador quella di S’Alga è una delle più belle: libera, con sabbia e mare cristallino

Per anni uno dei riti preferiti dei visitatori era immergersi nei fanghi della laguna centrale dell’isola. Si diceva avessero poteri rigeneranti, tipo spa naturale deluxe. Peccato che, alla lunga, quella “cura” facesse più male che bene – non alla pelle, ma alla fauna locale, soprattutto agli uccelli che nidificavano lì. Oggi l’area è chiusa per proteggere l’ecosistema, ma resta uno degli angoli più affascinanti e misteriosi dell’isola.

Espalmador è una delle poche isole private di tutta la Spagna; dopo essere appartenuta per decenni alla famiglia Cinnamond (sì, suona proprio come un personaggio di un romanzo), è stata venduta nel 2018 a una ricca famiglia del Lussemburgo per circa 18 milioni di euro. Il Consell di Formentera ci ha provato a comprarla, ma senza successo.

Dove si trova Espalmador e come raggiungerla

Seppur si tratti di un’isola privata, l’isola di Espalmador è raggiungibile partendo da Ses Illetes, nella zona nord di Formentera. Un tempo era possibile attraversare a piedi il tratto di mare noto come Es Pas, ma oggi per tutelare l’ambiente è stato vietato questo spostamento e dunque ci si arriva solo via mare dal porto di La Savina dove ogni giorno partono gite organizzate in barca o catamarano con formula pranzo o aperitivo inclusi. Se vuoi sentirti un po’ più avventuroso, puoi anche noleggiare un gommone o una piccola barca per conto tuo. Niente traghetti pubblici dalla Spagna però: il servizio è stato sospeso per proteggere l’isola.

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Tropici a portata di Mediterraneo: benvenuti nella magnifica isola di Formentera

C’è un luogo in Europa in cui pare di stare ai tropici: le acque sono talmente turchesi da sembrare dipinte, le spiagge hanno sabbia così fine da far credere di camminare su una distesa di zucchero a velo, mentre l’atmosfera ha il sapore dei paradisi esotici, ma con lo sguardo ancora rivolto al Mediterraneo.

Parliamo di Formentera, un’isola piccola ma in grado di rendere felice chi cerca un angolo da cartolina a poche ore da casa. Contemporaneamente, non si può non specificare che Formentera nasconde anche una realtà più complessa a causa di un turismo in crescita, momenti di sovraffollamento e una trasformazione che mette alla prova il suo fascino originale. Nonostante ciò, però, riesce ancora a regalare scorci autentici, silenzi inaspettati e tramonti che valgono il viaggio. Basta saperla ascoltare nei momenti giusti e scegliere con cura dove andare e quando.

Cosa vedere a Formentera

L’affascinante Formentera si trova in Spagna ed è la più piccola delle Isole Baleari abitate. Situata a sud dell’altrettanto magnifica Ibiza, da cui è separata da uno stretto tratto di mare chiamato Es Freus, è raggiungibile solo via mare e, probabilmente proprio per questo, nonostante l’afflusso turistico riesce ancora (in parte) a conservare la sua identità più riservata e autentica.

L’isola è conosciuta soprattutto per le sue spiagge caraibiche, ma chi si spinge oltre la sabbia scopre un lembo di terra sorprendente anche nell’entroterra, nella sua geologia, e nei piccoli borghi sospesi nel tempo.

Formentera, Baleari

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Veduta dall’alto della bellissima Formentera

Far de La Mola

La sensazione che si avverte arrivando a Far de La Mola è incredibile: sembra di essere giunti alla fine del mondo. Proprio qui, infatti, termina l’asfalto, il turismo distratto e la musica da chiringuito. Il visitatore si trova al cospetto di una drammatica scogliera che cade a strapiombo sull’azzurro profondo del mare, mentre è circondato da un silenzio interrotto solo dal rumore del vento.

Il faro si presenta bianco e semplice eppure riesce a stupire tutti, non tanto per la sua architettura, ma per quello che rappresenta: è una soglia, un punto dove fermarsi e guardare. Non vi sorprenderà infatti sapere che Jules Verne lo rese immortale nel suo romanzo Le isole a elica.

I momenti migliori per raggiungerlo sono al mattino presto o al tramonto, quando le luci radenti esaltano le sfumature dell’altopiano, i profili delle rocce, e rendono l’esperienza quasi mistica. Durante la bella stagione, tra le altre cose, qui o nel piccolo centro della Mola due volte a settimana (solitamente mercoledì e domenica pomeriggio) si tiene un mercatino pieno di ceramiche, gioielli, tessuti e musica dal vivo.

Non mancano i sentieri che, anche se non segnalati, sono percorribili a piedi senza difficoltà e in cui la vista cambia ogni cento metri. Poco distante, ecco il Molí Vell de la Mola, un mulino a vento tradizionale del XVIII secolo che, in certi periodi, si può visitare anche all’interno (meglio informarsi in anticipo).

Cap de Barbaria

Per arrivare a Cap de Barbaria bisogna intraprendere una lunga strada stretta e polverosa che sembra infilarsi nel nulla. È priva di ombra, bar e possibili distrazioni, ci sono solo terra rossa, cespugli bassi e vento. E in fondo, come un miraggio che si avvicina lentamente, c’è un grazioso faro solitario.

Questo è il punto più a sud-ovest di Formentera e uno dei suoi luoghi più fotografati, diventato ancora più noto dopo essere comparso nel film Lucía y el sexo. Da queste parti, il tramonto è davvero emozionante ma anche molto affollato. Per questo motivo, il consiglio più sentito che vi possiamo dare è quello di andarci all’alba, quando il silenzio è assoluto.

Accanto ad esso, inoltre, c’è una piccola grotta (non segnalata) chiamata Sa Cova Foradada in cui scendere con cautela, per poi trovarsi su una terrazza naturale nascosta a strapiombo sul mare. Il paesaggio è crudo, quasi africano: il terreno è secco, la vegetazione bruciata dal sole, l’aria sa di sale e di polvere, ma la bellezza è di quelle che riempiono cuore e anima.

Es Caló de Sant Agustí

A Es Caló de Sant Agustí sembra che lo scorrere del tempo non sia nemmeno mai arrivato: è un pittoresco villaggio di pescatori incastonato tra scogliere basse e mare cristallino, dove la vita segue ancora il ritmo delle onde e dei pasti semplici. Case bianche, barche tirate a secco e una manciata di ristoranti con i tavoli a pochi metri dall’acqua, lo rendono un frammento intatto di un’altra epoca.

Il cuore del borgo sono gli “escars”, antichi ricoveri in legno dove i pescatori ancora oggi sistemano le barche. Alcuni sono sgangherati, altri perfettamente mantenuti, ma tutti raccontano una Formentera che resiste alla fretta e alla folla.

Qui si può passeggiare sugli scogli verso est per ammirare un susseguirsi di calette di roccia e sabbia chiara, mangiare pesce fresco con vista mare e intraprendere un antico sentiero romano che porta all’altopiano della Mola, con una vista pazzesca sul tratto di costa tra Es Caló e Illetes. Meglio al mattino presto o nel tardo pomeriggio per evitare il caldo pieno.

Camí de Sa Pujada (o Camí Romà)

Camí de Sa Pujada è una delle perle di Formentera. Si tratta di una mulattiera lastricata, costruita probabilmente dai Romani, che collega l’altopiano della Mola con la costa nord dell’isola. Ancora oggi si presenta integra e permette di immergersi in un paesaggio autentico, perché il sentiero si snoda tra macchia mediterranea profumata, antichi muretti a secco, e vedute spettacolari sulle spiagge più selvagge dall’isola.

Sono fondamentali scarpe comode e acqua a volontà, in quanto il terreno è irregolare e l’esposizione al sole può essere intensa. Meglio partire al mattino presto o nel tardo pomeriggio per evitare le ore più calde e godersi la luce più morbida.

Il suggerimento è quello di fermarsi a osservare i dettagli, come i licheni sulle pietre, il canto dei passeri, i panorami che si aprono a ogni tornante.

Sant Francesc Xavier

Capoluogo dell’isola, Sant Francesc Xavier è un borgo che ne rappresenta completamente l’essenza. Puntellato di case bianche, pulite e ordinate, che si affacciano su stradine tranquille dove il tempo sembra scorrere con un passo più lento, è dominato dalla chiesa di Sant Francesc, un edificio semplice ma pieno di carattere.

Sant Francesc Xavier, Lormentera

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La semplice (ma bellissima) chiesa di Sant Francesc Xavier

Qui non c’è la confusione delle località balneari, ci si viene a fare colazione, a bere un caffè, a rallentare e a prendere una vera pausa. Allo stesso tempo, si può curiosare nelle botteghe artigiane dove si lavorano gioielli fatti a mano, ceramiche, tessuti naturali e prodotti locali. Ogni mattina, in estate soprattutto, si tiene un piccolo mercato con frutta, verdura, formaggi e prodotti artigianali, perfetto per acquistare qualcosa di fresco e genuino.

Chi vuole approfondire la cultura locale, invece, deve passare al Centro Cultural o alla biblioteca, in cui spesso sono ospitate mostre, letture o piccoli concerti che raccontano l’anima artistica di questa meravigliosa isola spagnola.

Lagune e saline di Ses Salines

Tra La Savina e Es Pujols, proprio dove l’isola si apre verso il mare, si estende un territorio che racconta una storia antica e affascinante: le saline di Ses Salines. Un tempo cuore pulsante dell’economia locale, sono vasche di acqua salata che venivano sfruttate per la raccolta del sale. Oggi non sono più in funzione, ma il loro valore non è diminuito: fanno parte di un’area naturale protetta, un rifugio prezioso per molte specie di uccelli migratori, tra cui gli eleganti fenicotteri che ogni tanto si lasciano avvistare mentre si specchiano nell’acqua calma.

Il paesaggio si presenta piatto, con vasche d’acqua separate da argini bassi e piccoli canali. Ma è proprio qui che la natura gioca con la luce in modo magico, soprattutto all’alba e al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e arancio e le vasche riflettono questi colori in un quadro che cambia ogni minuto.

Si può camminare lungo i sentieri sterrati che costeggiano le vasche attraverso percorsi facili e pianeggianti e osservare gli uccelli, ma sempre rispettando gli spazi naturali. Bisogna fare attenzione ai cartelli però, perché come detto l’area è protetta ed è fondamentale non disturbare gli animali né lasciare rifiuti. Da visitare c’è anche il piccolo museo del sale a La Savina, in cui approfondire la storia dell’attività salinara.

Le 8 spiagge più belle di Formentera

Il ritmo a Formentera rallenta rispetto alle altre “sorelle” Baleari, il turismo è più discreto e le spiagge – sabbiose o rocciose – sono tra le più spettacolari del Mediterraneo. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato per voi le più belle in assoluto:

  1. Ses Illetes: la spiaggia da cartolina per eccellenza, spesso inserita tra le più belle al mondo. Caratterizzata da sabbia bianca e mare che sfuma tra il turchese e l’azzurro chiaro, regala persino una vista su Ibiza nelle giornate più limpide. Al contempo, è anche la più affollata dell’isola. Per questo, il consiglio è arrivare entro le 9 del mattino e camminare un po’ più a nord per lasciarsi alle spalle la calca. Chi cerca l’angolo più tranquillo in assoluto, deve proseguire a piedi verso la punta di Es Trucadors;
  2. Playa de Llevant: sorge dall’altro lato dell’istmo rispetto a Ses Illetes, ed è più selvaggia e meno frequentata. Se c’è poco vento è uno spettacolo, perfetta per chi desidera trovare la pace (nudisti inclusi). Il mare è un po’ più mosso, quindi meno adatto ai bambini piccoli. Il trucco è andarla a visitare in giornate di tramontana o maestrale, perché Llevant diventa un paradiso tranquillo;
  3. Caló des Mort: piccolissima, magica e incastonata tra le rocce, a sud dell’isola. Con acqua trasparente e colori intensi, è ottimale per lo snorkeling. In alta stagione è molto ambita, e per tale motivo è suggerito andare al mattino presto o al tramonto. Se portate scarpette da scoglio, inoltre, potreste anche approfittare per fare una nuotata nelle calette vicine, meno prese d’assalto e ancora più autentiche;
  4. Migjorn: lunga ben 5 chilometri, presenta zone libere, chiringuiti spartani e piccole passerelle in legno che portano verso il nulla. Il mare qui può cambiare volto a seconda del punto, ma ovunque è limpido e selvaggio. All’altezza del ristorante Blue Bar o Kiosko 62, si può osservare un tramonto indimenticabile, a ritmo di musica easy e magari con una bella birra fresca in mano;
  5. Es Pujols: spiaggia comoda, acqua bassa, perfetta per famiglie e chi non vuole rinunciare al lettino. Non ha il fascino selvaggio di altre spiagge, ma per una pausa comoda è l’ideale;
  6. Playa de Es Arenals: il mix perfetto tra spiaggia selvaggia e accessibile. Qui l’acqua è pulita, la sabbia fine e l’ambiente è rilassato. Fortunatamente non è mai troppo affollata, ma camminando e seguendo la costa verso est è possibile scoprire calette solitarie dove fermarsi (quasi) da soli anche in pieno agosto;
  7. Cala Saona: piccola insenatura sulla costa ovest di Formentera, circondata da scogliere rossastre che al tramonto si accendono di colori spettacolari. A differenza di Illetes o Migjorn, questa è una vera baia protetta, quindi il mare è quasi sempre calmo, talmente tanto cristallino da potersi specchiare. Ideale per nuotare, rilassarsi, e godersi l’atmosfera senza il vento fastidioso che spesso soffia altrove.
  8. Espalmador: non è propriamente Formentera ma è una delle tappe da fare assolutamente quando si visita l’isola. Si tratta di un isolotto disabitato a nord, raggiungibile solo in barca o camminando (con marea bassa) dalla punta nord di Ses Illetes. Un posto dove la sabbia è caraibica e non c’è nemmeno l’ombra di costruzioni. Qui c’è solo natura. Infatti la sensazione che si prova è quella di vivere un’esperienza mistica. Vi consigliamo di portare acqua e cibo, in quanto qui non c’è davvero nulla.
Caló des Mort, Formentera

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Tutta la bellezza di Caló des Mort
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Calo des Mort, la spiaggia di Formentera con una vista mozzafiato

Non fatevi ingannare dal nome, Calo des Morts, letteralmente “cala dei morti” è in realtà uno dei luoghi più vivi e autentici di Formentera. L’isola custodisce questa meraviglia nella sua zona sud e già mentre si scende per il sentiero si resta incantati dalla vista offerta e dalle sfumature di blu e turchese a contrasto con la roccia.

Perché si chiama così? Secondo gli abitanti più anziani potrebbe essere un soprannome legato al fatto di aver ritrovato alcuni corpi in mare giunti qui a causa della corrente, ma non ci sono documenti ufficiali e comunque non ci sono leggende sinistre legate al luogo… insomma, a parte il nome, è un vero e proprio paradiso.

Caratteristiche di Calo des Mort

La spiaggia di Calo des Mort è un’insenatura minuscola, una mezzaluna di sabbia chiara incastonata tra pareti rocciose; deve la sua bellezza alla combinazione tra i contrasti della roccia rossastra, della sabbia bianchissima e del fondale. Il risultato? Un paesaggio che sembra dipinto a mano e che trasmette pace, libertà e un senso di intimità raro. La baia è selvaggia, in tutta la sua naturalezza. Non ci sono bar, ristoranti o ombra. Incontaminata in tutta la sua meraviglia deve essere visitata in modo consapevole portando con sé acqua e cibo sufficienti per la sosta.

Il mare qui è qualcosa di assolutamente straordinario: acque limpidissime grazie alla presenza della Posidonia che ossigena l’acqua rendendola cristallina. Dettaglio in più che aggiunge un aspetto instagrammabile al luogo è dato dalle “escars”, costruzioni in legno colorate usate dai pescatori e che rendono la destinazione ancora più pittoresca.

Come raggiungere Calo des Mort a Formentera

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La bellissima Calo des Mort a Formentera

Sui social Calo des Morts è diventata famosa per un affaccio roccioso, ma attenzione: nonostante alcuni soggetti spericolati abbiano condiviso sui social foto estremamente pericolose, tali comportamenti non vanno replicati poiché la situazione può sfuggire di mano mettendosi in pericolo.

La spiaggia di Formentera è diventata famosa per un luogo fotografato ed incredibilmente condiviso, ma qualcosa è cambiato nel 2020: durante il mese di maggio la meta dei selfie spettacolari è crollata cambiando in modo definitivo quello che era il paesaggio della caletta, che comunque non ha perso di meraviglia. Se sei tra le persone che, negli anni passati, si è scattata una foto su quel balcone, oggi possiedi un frammento irripetibile della storia di Formentera: quella cornice non esiste più, e non tornerà.

Dove si trova e come arrivare a Calo des Mort

Calo des Mort si trova nella zona sud dell’isola di Formentera in Spagna e non è lontana da altre spiagge iconiche come Platja des Migjorn e Es Ram in prossimità del centro urbano di Maryland. Ci si arriva in autobus, con la propria auto seguendo le strade per Pilar de la Mola oppure in scooter che è anche la soluzione più agile per l’alta stagione. Attenzione, perché è necessario affrontare un piccolo sentiero sterrato e scivoloso di circa 2 chilometri per poterla raggiungere, dunque è meglio indossare scarpe comode. Non è troppo lungo: bastano 10-15 minuti di camminata e nel frattempo ci si gode paesaggi da sogno.

Insomma, visitare Calo des Mort è imprescindibile per gli amanti del mare, del trekking e di chi sta organizzando una vacanza a Formentera.

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Settembre a Formentera: 5 motivi per cui è meglio di agosto

Quanti vogliono passare settembre a Formentera troveranno diverse condizioni favorevoli al loro soggiorno, rendendo la vacanza assai più bella rispetto al periodo agostano. L’isola delle Baleari, che presenta alcune delle spiagge più belle d’Europa, infatti a settembre è senza dubbio meno affollata rispetto ad agosto, per cui chi vuole scoprirla può optare per una partenza proprio in questo periodo.

Vivibilità e un clima migliore

In effetti, la vivibilità è una delle migliori ragioni per cui è bene optare per una vacanza a Formentera nel mese di settembre, quando la fiumana delle settimane precedenti è quasi del tutto scemata e l’isola può così essere gustata quasi senza problemi dai turisti.

I motivi per visitare Formentera non si arrestano tuttavia solo a questo, dato che pure il clima è molto migliore rispetto ad agosto. L’estate settembrina ha temperature assai meno elevate rispetto a quelle di agosto, ma il sole continua a far capolino per molte ore, garantendo un soggiorno incredibile e ideale. Pure l’afa ha attenuto la sua morsa, per cui settembre è proprio il periodo ideale per una vacanza a Formentera.

Le feste tradizionali

Le ragioni per cui è meglio trascorrere le vacanza a Formentera nel mese di settembre rispetto ad agosto non si limitano tuttavia solo a migliori condizioni climatiche e una vivibilità nettamente superiore.

Un altro ottimo motivo è infatti rappresentato dalle feste tradizionali in programma sull’isola nel mese in cui l’estate volge lentamente verso i suoi titoli di coda, occasioni ottime per scoprire le tradizioni e le abitudini di Formentera.

Essa rappresenta una delle migliore mete di settembre dato che proprio in queste settimane si celebrano le feste patronali di san Mateu (san Matteo) e Jesus, oltre che la caratteristica Fiesta de Romanos y Cartagineses. Quest’ultima manifestazione è in programma il 7 settembre ed è una rievocazione storica del periodo in cui Romani e Cartaginesi si scontravano per il dominio del Mediterraneo, con spettacolari costumi e tanti eventi.

Il mese di settembre a Formentera regala pure numerose manifestazioni internazionali, come il Mediterranean Grand Prix, ossia il festival delle majorettes. Insomma, passare una vacanza sull’isola delle Baleari nelle prime due settimane settembrine è l’occasione perfetta per scoprire costumi e tradizioni isolane.

I party di chiusura

Formentera

Fonte: iStock

Settembre a Formentera

Un motivo legato ai festeggiamenti è quello rappresentano dalle feste che prendono vita nelle numerose discoteche dell’isola, dato che proprio a settembre i locali più alla moda di Formentera salutano i loro clienti organizzando degli spettacolari party di chiusura, dopo i lunghi (e affollati) mesi della stagione estiva.

Per chi ha in mente tanto sano divertimento non c’è dunque niente di meglio che partire alla volta dell’isola nelle prime settimane di settembre, quando si tengono gli Ibiza Closing Party, i festeggiamenti per la fine dell’alta stagione estiva, che vanno avanti fino a inizio ottobre.

Le manifestazioni sono continuamente aggiornate e molto numerose, con nomi di spicco della musica elettronica mondiale chiamati ad esibirsi nei locali più cool ogni notte, fino all’alba.
Dj sets di grandi dimensioni nelle discoteche celebri di Formentera e dintorni animeranno le sere di quanti amano scatenarsi al ritmo di techno, house, dance e altri generi musicali molto gettonati. Un’occasione perfetta per conoscere nuova gente divertendosi appena prima di tornare al duro lavoro che attende i turisti una volta che si prende l’aereo per l’Italia.

Prezzi minori

Un quinto motivo per cui è bene passare il mese di settembre anziché quello di agosto a Formentera è piuttosto banale, ma sicuramente da non sottovalutare: i prezzi minori.

Con l’arrivo delle settimane settembrine si entra infatti in bassa stagione, periodo dell’anno in cui i prezzi degli stabilimenti balneari diminuiscono drasticamente, dopo il picco toccato a Ferragosto. Le tariffe sono molto più basse in tutte le strutture marine e non è da sottovalutare pure la riduzione dei prezzi di appartamenti e case vacanze.

Consultando sui siti in cui è possibile affittare una casa, come Airbnb o Wimdu, è possibile notare una forte contrazione dei prezzi richiesti, dato che a settembre molti alloggi si liberano dopo il boom di richieste agostane.
Ciò significa che visitando Formentera a settembre non solo si pagherà meno il posto spiaggia, ma pure il soggiorno risulterà decisamente più conveniente rispetto ad agosto.

Un ulteriore elemento che può invogliare alla partenza settembrina per Formentera è legato alle offerte dei voli low cost per l’isola delle Baleari. Le compagnie che servono Formentera, come Meridiana o Ryanair, propongono infatti voli veramente convenienti a partire da metà agosto in avanti verso l’arcipelago spagnolo.

Le condizioni per scoprire Formentera a settembre sono dunque numerose e rendono l’isola una meta perfetta da ammirare a settembre, mese superbo per clima e promozioni economiche.