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Dormire in una tenda teepee in un parco nazionale: l’esperienza da sogno

Siamo sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alle memorie indissolubili della nostra vita. Dalle più avventuriere e originali a quelle più rilassanti e rigeneranti, sono proprio le esperienze a cambiare il nostro punto di vista e per questo un nuovo viaggio è sempre una buona idea.

Per accontentare gli amanti dell’avventura più curiosi e, insieme, anche coloro che ricercano pace e tranquillità, il glamping rappresenta un ottimo mix da provare almeno una volta nella vita. Dalle tende, ai cottage e alle case sugli alberi, in Italia e nel resto del mondo sempre più persone scelgono questa modalità di soggiorno che unisce l’avventura alle comodità di un viaggio di lusso.

Siete appassionati di glamping? Ora potete vivere un’esperienza unica e stravagante che vi porterà indietro nel tempo fino a dormire nelle tipiche case degli antichi indiani d’America: le bellissime tende teepee immerse nel suggestivo Parco nazionale di Capitol Reef.

Parco nazionale di Capitol Reef

Si estende per oltre 160 chilometri ed è uno dei parchi più belli d’America, ma anche uno dei più sottovalutati. Il Parco nazionale di Capitol Reef è una meraviglia di colori, imponenti montagne rocciose, canyon e vegetazione selvaggia. Situato a sud dello stato dello Utah, si tratta di una lunga e stretta area naturale tra le meglio conservate che prende il nome dalla barriera geologica del Waterpocket Fold.

Fondato nel 1971, il parco è aperto ai visitatori tutto l’anno, anche se il periodo migliore per avventurarsi comprende i mesi tra maggio e ottobre. In quest’area dalla bellezza mozzafiato il turismo di massa non è ancora arrivato e per questo rappresenta un’oasi di pace per coloro che ricercano un’avventura unica e suggestiva.

Parco nazionale di Capitol Reef

Fonte: iStock

Parco nazionale di Capitol Reef, Utah

Dormire in una tenda teepee

Assaporare l’esperienza del glamping è già di per sé affascinante, ma farlo in una tenda teepee dalla storia centenaria è sicuramente memorabile.

Ci troviamo nello Utah e in particolare a Torrey, un piccolo villaggio di nemmeno 300 abitanti che si trova a poco meno di 2 chilometri dall’ingresso del Parco nazionale di Capitol Reef. Immerso nella natura spicca il Capitol Reef Resort, nel quale è possibile vivere l’esperienza unica e indimenticabile di avventurarsi nel paesaggio roccioso del parco e, allo stesso tempo, rilassarsi e godere di ogni comfort e lusso.

Qui, oltre alle classiche camere da hotel, infatti, si trova anche un’area dedicata alle tende teepee, un glamping di tutto rispetto per garantire ai visitatori un ambiente chic e curato nei minimi dettagli, che riporta ai tempi degli antichi indiani d’America. Un gruppo di pali di betulla che sorreggono teli in pelle e rivestimenti interni in tessuto, saldati tra loro e al suolo con corde e picchetti: le tipì (il loro nome nella versione italiana) erano le dimore dei nativi americani che vivevano nella parte settentrionale degli USA,  nelle Grandi Pianure, tra praterie e steppe.

Le tende del resort, con un’area di circa 20 metri quadri, sono arricchite da splendide decorazioni e offrono letti king size con raffinata biancheria, una grande tv a schermo piatto, e un salottino accogliente in cui rilassarsi leggendo un libro. Non può mancare il bagno, privato per ogni tenda, che si trova a pochi passi e completamente accessoriato.

Ma non è tutto, perché in un glamping che punta al mix perfetto tra avventura e comfort di lusso non possono mancare alcuni servizi di alta qualità che lo rendono davvero speciale: una piscina esterna riscaldata e una deliziosa vasca idromassaggio dalle quali ammirare il suggestivo paesaggio circostante, una palestra con vista sul Capitol Reef, un ristorante e anche la connessione Wifi che copre l’intera area. Tutto quello che può offrire un soggiorno di lusso immerso in un ambiente naturale mozzafiato.

Le tende sono prenotabili da metà maggio a metà ottobre.

Non solo lusso e relax

Ci troviamo immersi nella natura selvaggia di Capitol Reef, con le maestose montagne di roccia rossa a creare un paesaggio unico e spettacolare tutto da scoprire. Il Capitol Reef Resort, che ha ottenuto nel 2023 il Travel + Leisure World’s Best Award, offre la possibilità di avventurarsi in tre tipologie di tour guidati. Dai safari in jeep fino alle escursioni a cavallo o in compagnia dei lama, attraversando la Foresta nazionale di Fishlake (compresa tra le montagne rocciose del parco) e ammirando le maestose pareti colorate del selvaggio West. Sembrerà di catapultarsi in un vecchio film western nel quale, al posto di John Wayne, i protagonisti sarete proprio voi.

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Dove trovare i campi di tulipani più belli d’Italia

È una fioritura bellissima quella dei tulipani, un trionfo di colori e profumi che rallegra la primavera e adorna aiuole e giardini. Per ammirarli al meglio della loro fioritura, non c’è niente di meglio che godersi l’opportunità offerta dai parchi italiani Tulipark, nel periodo che va, all’incirca, da metà marzo alla fine di aprile: si tratta del più grande festival di tulipani in Italia, accompagnato da svariate attrazioni e spettacoli di intrattenimento.

Qui i visitatori possono apprezzare le distese di fioriture di oltre un milione di tulipani con più di 75 varietà, scattare magnifiche fotografie e raccogliere gli esemplari che più gradiscono per comporre deliziosi bouquet personalizzati.

Il Tulipark di Bologna

Iniziamo il viaggio alla scoperta dei campi di tulipani più affascinanti d’Italia (non è necessario andare fino in Olanda per lasciarsi incantare da questo fiore unico) con il Tulipark di Bologna, in Via dell’Arcoveggio 58/60, un parco in stile olandese che vanta la fioritura di circa 500mila bulbi dalle molteplici sfumature che lo fanno assomigliare a un dipinto.

Un percorso guidato e illustrato accompagnerà alla scoperta della storia, dei segreti e delle curiosità del tulipano, e non mancheranno l’occasione di comporre un bouquet con le varietà preferite, un mega mulino a vento, golose specialità dello street food olandese, il klompen gigante (la curiosa scarpa olandese) dove poter entrare per scattare foto memorabili, e la mucca frisona.

La stagione, quest’anno, ha inizio il 25 marzo e termina il 19 aprile e il parco è aperto (anche in caso di pioggia) tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00.

Biglietto di ingresso 8 euro a persona (senza tulipani), bambini sotto il metro gratis.

Il Tulipark di Roma

A quattro chilometri dal Colosseo, in Via dei Gordiani 73 accanto a Villa De Sanctis, torna per il 2024 il Tulipark della Capitale che, per la VI edizione, ha in programma di aprire i battenti il 23 marzo e rimanere visitabile fino alla metà di aprile (la data esatta è da confermare in base alle fioriture).

All’ingresso del parco, una guida accoglie e orienta i visitatori, dopodiché basta munirsi di secchiello, scegliere i tulipani che più catturano lo sguardo, sfilarli con delicatezza dal terreno e portali all’apposito gazebo dove verranno incartati.

Anche presso il parco di Roma (aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 pure in caso di pioggia) sarà presente lo street food olandese e incanteranno il mulino a vento, la gigantesca scarpa olandese klompen e la mucca frisona.

Il Tulipark di Spoleto

Il primo giardino u-pick in stile olandese dell’Umbria, dove apprezzare lo spettacolo di migliaia di tulipani fioriti a perdita d’occhio, è nato a Spoleto nel 2022, e precisamente a Baiano di Spoleto in Via Lenin 39 (a circa 7 chilometri dal centro).

Anche in questo caso, siamo di fronte a un’occasione straordinaria per fare la conoscenza con i profumati e coloratissimi fiori primaverili, passeggiare tra le aiuole, scattare foto al maxi mulino a vento e al klompen gigante, e comporre il proprio bouquet che verrà incartato dagli addetti.

Il parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 anche in caso di pioggia.

Il Tulipark di Bari

Infine, la magia dei tulipani si regala a Bari dove è iniziato il conto alla rovescia per la visita al Tulipark con oltre 120mila bulbi.

Ancora riservata (ma manca davvero poco) la data di apertura per il parco novità del 2024!

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Corn Islands: l’ultimo Eden terrestre che devi visitare

In mezzo alle limpide acque del Mar dei Caraibi, si celano due autentiche perle: le Corn Islands. Questi gioielli naturali, Big Corn Island e Little Corn Island, giacciono al largo della costa orientale del Nicaragua, offrendo un’esperienza paradisiaca che mescola la bellezza incontaminata della natura con la vibrante cultura caraibica.

Spesso trascurate dalle rotte turistiche convenzionali, tra spiagge di sabbia bianca, acque turchesi e la rigogliosa vegetazione tropicale, queste isole incantate conquistano i sensi e catturano l’anima. Qui, il tempo fluisce con calma, permettendo di assorbire appieno la pace e la tranquillità del paesaggio circostante. Ogni istante si trasforma in un’occasione per ritrovare la serenità interiore e riconnettersi in modo autentico con l’ambiente naturale che ci circonda, mentre la vita sull’isola procede al ritmo rilassato dei Caraibi.

Corn Islands: le perle del Nicaragua

Corn Islands

Fonte: iStock

Corn Islands, Caraibi

Situate al largo della costa sud-orientale del Nicaragua, queste splendide isole, avvolte da una storia ricca di avventure e misteri legati a corsari e bucanieri, offrono un rifugio paradisiaco per i viaggiatori in cerca di autenticità e avventura.

Sebbene un tempo fossero rifugio per temibili pirati, hanno liberato il loro fascino da quell’oscuro passato, lasciando che la maestosità della natura prendesse il sopravvento. Oggi, queste terre selvagge e incontaminate catturano l’immaginazione dei visitatori con la loro bellezza intatta e la loro aura misteriosa.

Diversamente dalle mete turistiche più affollate e commerciali, qui non ci sono lussuosi resort a cinque stelle. Al contrario, vi accoglieranno modesti alberghi e appartamenti in affitto, dove la semplicità è parte integrante del fascino del territorio. Un minimalismo che incarna la vera essenza di questa destinazione, invitando i viaggiatori a immergersi completamente nella realtà locale.

Corn Islands: una vacanza autentica a contatto con la natura

Nel cuore delle Corn Islands, le attività di intrattenimento ruotano tutte attorno al mare, vero fulcro della vita quotidiana dei residenti locali. Dai pescatori che solcano le onde alle spiagge incontaminate, dalle acque cristalline ai ricchi reef corallini, ogni elemento offre un’esperienza unica per gli amanti dell’oceano. I visitatori avranno l’opportunità straordinaria di immergersi nella cultura marina delle isole attraverso escursioni di pesca guidate da esperti pescatori, per scoprire da vicino le tradizioni secolari e le tecniche tramandate di generazione in generazione, che costituiscono il cuore pulsante della vita sull’isola.

In aggiunta, nelle acque ricche e variegate di queste isole, lo snorkeling offre un’esperienza emozionante per i visitatori desiderosi di esplorare il mondo sottomarino. Tra coralli vibranti e creature marine dai colori vivaci, sarai catapultato in un universo affascinante, pieno di vita e di splendore. I reef corallini sono un vero e proprio santuario per una vasta gamma di specie marine, tra cui pesci tropicali e molluschi, creando così una vera e propria foresta subacquea tutta da esplorare.

Nei ristoranti locali sparsi per l’isola, inoltre, è possibile deliziare il palato con piatti prelibati, preparati con pesce fresco appena pescato nelle acque cristalline circostanti. Questa esperienza culinaria offre un autentico assaggio della cucina locale, mentre permette ai commensali di immergersi direttamente nella vita carabica.

Corn Islands

Fonte: iStock

Corn Islands, Caraibi
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Belgio Bruxelles capitali europee Europa giardini Idee di Viaggio itinerari culturali musei vacanza natura Viaggi

In questo museo si nasconde un giardino di cuori: è un incanto

Nel cuore della vivace Bruxelles, tra le vie trafficate e gli edifici storici, si cela un gioiello dell’Art Déco che pochi conoscono: il Van Buuren Museum. Questo splendido parco, un tempo residenza privata della famiglia Van Buuren, è diventato recentemente il primo sito belga a entrare a far parte dell’esclusiva rete dei giardini storici promossa dal Consiglio d’Europa.

L’istituzione di questo itinerario culturale risale al 2016 e rappresenta un’importante iniziativa volta a preservare e promuovere la ricchezza artistica e paesaggistica dei giardini storici sparsi per il contintente. Il Museo si unisce così a una selezionata lista di siti iconici, tra cui spiccano il Giardino di Boboli in Italia e il Parco Serralves in Portogallo, rinomati per la loro bellezza e importanza storica.

Van Buuren Museum, tesoro nascosto di Bruxelles

Nascosti tra le tranquille strade di Uccle, i giardini del Van Buuren Museum sono molto più di un semplice parco: sono un tributo alla passione per l’arte e la bellezza di Alice e David van Buuren, un rinomato banchiere e collezionista d’arte di origine ebraico-olandese. Da quando hanno aperto le loro porte al pubblico nel lontano 1975, questi giardini hanno incantato il mondo con la loro atmosfera unica e affascinante.

Un capolavoro che prende il nome proprio da questa coppia affiatata, il cui impegno per il design ha plasmato non solo i giardini stessi, ma anche la sontuosa villa che li sovrasta. Originariamente estesi su una superficie di 26 acri nel lontano 1924, i giardini si sono trasformati nel corso degli anni in un’incantevole oasi verde che si estende su 1,2 ettari, una vera e propria oasi di serenità e incanto senza tempo.

La residenza, oltre a essere un esempio superbo di architettura dell’epoca, è intrisa di storia e racconta la vita affascinante di questa coppia visionaria. Tuttavia, con l’occupazione nazista del Belgio nel 1940, fu costretta a fuggire a New York, dove trascorse gli anni più bui della guerra.

Nonostante le avversità, il loro legame con la casa e i giardini rimase saldo, tanto che al loro ritorno in Belgio, decisero di mantenere viva la memoria di questo luogo unico aprendolo al pubblico. Oggi, una sala della villa è dedicata a documentare la storia travagliata dell’edificio e la vita straordinaria dei suoi proprietari

Salvaguardare un patrimonio inestimabile

I giardini del Van Buuren Museum a Bruxelles sono stati creati in più fasi grazie alla partnership tra i celebri architetti paesaggisti belgi Jules Buyssens e René Pechère, che ha portato alla creazione di un luogo unico, dove ogni angolo è un’opera d’arte in sé.

Gli interni della dimora sono un vero e proprio scrigno di tesori, dove si trovano mobili rari, tappeti pregiati, vetrate colorate, sculture e dipinti di maestri belgi e internazionali. Dalle opere rinascimentali alle creazioni dell’Art Nouveau, fino ai capolavori dell’Art Déco, ogni pezzo racconta una storia e offre uno sguardo privilegiato sulla ricca eredità culturale di Bruxelles e oltre.

Il viaggio inizia con il suggestivo Giardino Pittoresco, che accoglie con la sua tavolozza di fiori colorati e sentieri sinuosi, promettendo una passeggiata tanto rilassante quanto romantica. Proseguendo lungo il percorso, si incontrano il Piccolo e il Grande Roseto, dove la bellezza dei fiori è celebrata in tutto il suo splendore, catturando l’essenza più romantica di questi gioielli botanici. Infine, il suggestivo Giardino del Cuore e l’incantevole Frutteto chiudono il cerchio di questa straordinaria esperienza, offrendo ai visitatori un rifugio di pace e relax, arricchito dalla magia di un patrimonio naturale inestimabile.

In aggiunta alle esposizioni d’arte e ai concerti musicali, il sito ospita convegni culturali e incontri con artisti di fama internazionale, garantendo un programma ricco di stimoli e di interesse per il pubblico. Questa varietà di eventi conferma i Giardini Van Buuren come un centro culturale vivace e dinamico, posizionandoli saldamente come un punto di riferimento nel panorama artistico e culturale di Bruxelles.

Giardini Van Buuren

Fonte: Van Buuren Mudeum and Gardens © Visit Brussels – Jean-Paul Remy

Van Buuren Museum, Bruxelles
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Borghi campello sul clitunno Fiume itinerari culturali Umbria vacanza natura Vacanze natura Viaggi

Il fiume per tutta la famiglia: le Fonti del Clitunno e il borgo di Campello

La primavera si avvicina a grandi passi e anche se non è ancora giunto il momento di cambiare gli armadi, il risveglio della natura già attira verso le prime avventure outdoor dell’anno.

A Campello sul Clitunno, un piccolo comune della provincia di Perugia posto sul tracciato della via Flaminia, si trovano un luogo ideale per coniugare la voglia di verde con un contesto adatto a tutta la famiglia, compresi i più piccoli, all’interesse per la storia, la cultura e l’arte di un pezzo d’Italia.

Il Clitunno citato nel nome del paese è infatti il fiume che corre nel suo territorio. Lungo circa 60 chilometri e di portata modesta, le cui acque sfociano in quelle del fiume Topino, questo piccolo corso d’acqua porta con sé l’aura misterica di tempi remoti, vista la sua presenza negli scritti di autori latini come Virgilio, Properzio, Stazio, Claudiano e Giovenale.

A Campello il Clitunno ha le sue sorgenti, che danno origini a un’area verde ampia oggi racchiusa in un parco pubblico denominato le Fonti del Clitunno, al quale si può accedere pagando un modesto biglietto di accesso (€3, gratuito sotto i 10 anni).

Fonte: Lorenzo Calamai

Le Fonti del Clitunno, con la loro affascinante vegetazione

Nelle vicinanze si trova un tempietto longobardo, costruito nel Medioevo sulle ceneri di un precedente edificio religioso romano collegato ad alcuni riti relativi alla presenza delle fonti. La costruzione è inserita nel circuito Longobardi in Italia: i luoghi del potere, una serie di siti patrimonio dell’UNESCO legato alla presenza del popolo longobardo nel nostro Paese.

Poco più lontano il castello di Campello Alto, nucleo originario dell’attuale cittadina, domina un colle tornito, punteggiato sui dolci fianchi dagli alberi d’ulivo da cui si estrae il pregiato olio che ha fatto la fortuna di questo pezzo di Umbria.

Le Fonti del Clitunno

“Qui folti a torno l’emergente nume/stieno, giganti vigili, i cipressi;/e tu fra l’ombre, tu fatali canta/carmi, o Clitumno.” Parole di Giosuè Carducci, pubblicate nel primo libro delle Odi Barbare nella poesia Alle fonti del Clitumno, dedicata alle dolci acque che sgorgano all’ombra dei salici.

Una visione che, anche se oggi non ispira forse gli stessi richiami classicisti dell’opera del poeta, è ancora pronta ad essere goduta. Nella loro conformazione odierna, voluta dal conte Paolo Campello della Spina nella seconda metà dell’Ottocento, le Fonti appaiono come uno specchio d’acqua cristallina, alimentata da sorgenti sotterranee e che, tra riflessi azzurri e turchesi, mostra con perfetta trasparenza la ricca vegetazione acquatica che cresce sul fondale.

Cigni, germani e papere popolano il parco, immerso nel silenzio e nella tranquillità, mentre brevi sentieri si snodano attorno alle acque tra salici e cipressi calvi. Quest’ultimo è un albero tipico dell’America settentrionale, raro nel nostro paese, dov’è stato introdotto soltanto nel 1640.

Fonte: Lorenzo Calamai

Uno scenografico salice poggia su un isolotto in mezzo alle acque

Si tratta di un albero a suo agio in terreni estremamente ricchi d’acqua, noto anche come cipresso delle paludi. Le sue foglie assumono un affascinante colore rosso in autunno, cadono in inverno (a differenza delle altre conifere) e rinascono a primavera con un verde tenue che ben s’intona con il contesto rilassante delle Fonti del Clitunno.

Il parco storico delle Fonti del Clitunno è aperto dalle 9:00 alle 19:00 da aprile a settembre, a marzo dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, nei mesi invernali dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:30.

Fonte: Lorenzo Calamai

Un timido cigno sosta sulle rive del Clitunno

Il tempietto longobardo

Proseguendo dalle Fonti del Clitunno per circa un chilometro, attraversata la frazione di Pissignano, si incontra il tempio longobardo facente parte dei siti patrimonio dell’umanità Longobardi in Italia: i luoghi del potere, che annovera peraltro anche il duomo di Spoleto tra i sette luoghi inseriti nel circuito, a meno di 20 chilometri di distanza.

Datato fra il IV e il VII secolo d.C., questo tempietto corinzio sembra sia stato costruito sui resti di un precedente luogo sacro romano. Nei dintorni delle sorgenti delle vicine sorgenti del Clitunno infatti vi veniva venerata la divinità omonima al fiume e venivano organizzati stagionalmente riti sacri, conosciuti come sacra clitumnalia.

Fonte: ph. Caba2011 – con licenza CC BY-SA 4.0

Il frontone del tempio longobardo del Clitunno

Oggi il Tempietto si presenta su due livelli: un basamento con una camera accessibile da un portale sul fronte e una parte superiore in forma di tempietto. Nella parte superiore si può ammirare la facciata con quattro colonne corinzie ed il frontone. L’accesso era garantito da due rampe di scale laterali. All’interno resistono ancora affreschi dell’VIII secolo che ritraggono san Salvatore, a cui era consacrato il tempio. La piccola edicola che campeggia al centro dell’abside reimpiega elementi scultorei del I secolo, recuperati dal precedente luogo di culto pagano.

Il borgo di Campello

Campello sul Clitunno si articola su due diversi livelli. Campello Basso è la cittadina ad oggi abitata, che conta circa 2mila abitanti e la cui principale attrazione è Chiesa della Madonna della Bianca, edificio religioso di origine cinquecentesca voluta dal Vescovo di Spoleto Francesco Eroli.

Inizialmente chiamata Chiesa della Madonna del Soccorso, trovo infine la sua particolare denominazione per contrapporla alla Madonna della Bruna di Castel Ritaldi e alla Madonna della Rossa di Pietrarossa, entrambe nelle vicinanze. Si dice che la Bianca di riferimento fosse una Madonna col Bambino dipinta da un artista locale con un incarnato particolarmente pallido.

Fonte: ph. LigaDue – con licenza CC BY 3.0

La Chiesa della Madonna della Bianca

Posta al centro di una angusta piazza e con un ulivo secolare sul retro, si presenta come una sorta di edificio composito, visti i differenti momenti di restauro e rinnovamento. La restaurazione avvenuta nel 1797, ad esempio, portò a sovrapporre elementi tipici del neoclassicismo a quelli rinascimentali già presenti.

Il nucleo più antico del paese però si trova a Campello Alto, il piccolo borgo fortificato sulla vetta dell’adiacente colle, che supera i 500 metri di quota. Si sviluppò intorno ad un castello qui costruito nel 921 da Rovero di Champeaux, barone di Borgogna, dal quale si dice che il paese abbia preso il nome.

Il castello di Campello Alto conserva ancora intatte le mura. Il borgo è accessibile tramite un’unica porta, superata la quale si trova la spoglia facciata romanica della Chiesa di San Donato, al cui interno si trova un pregevole altare ligneo in stile barocco. Dal piccolo quanto pittoresco borgo si gode di una straordinaria vista su tutto il territorio circostante.

Non lontano da Campello Alto si trova la località Colle, frazione minima fuori dalle fortificazioni del borgo, immersa tra gli ulivi. Vi si trova l’austera e per questo affascinante Chiesa di Santa Maria della Misericordia, risalente al XV secolo.

Il giro del parco storico delle Fonti, del tempio longobardo e del borgo di Campello occupa perfettamente una giornata di fine inverno, tra febbraio e marzo, senza imporre ritmi frenetici e anzi, godendo degli istanti di quiete e bellezza offerti dalle diverse tappe. Un itinerario ideale per una gita fuori porta alla scoperta di alcuni dei tanti tesori nascosti nel cuore dell’Umbria.

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Il parco tulipani più bello del mondo ha una nuova specie floreale: è dedicata a Re Carlo III

Immaginiamo una distesa di fiori multicolori, che segnano la rinascita della primavera e regalano agli occhi un’esplosione di bellezza. Le fioriture sono sempre un ottimo spunto di viaggio, soprattutto se si ama vedere come la natura sia in grado di regalarci spettacoli sempre nuovi. E se a questi si aggiunge anche la mano sapiente dell’uomo, allora è inutile dire che la magia è servita.

E quest’anno ancora più speciale, infatti se si visita il parco di tulipani più bello del mondo si potrà ammirare una nuova specie, dedicata a Re Carlo III. Per farlo bisogna raggiungere Keukenhof, il suggestivo parco floreale che si trova vicino ad Amsterdam in Olanda che riaprirà i battenti dal 21 marzo al 12 maggio. Ma non solo, perché questi specialissimi bulbi sono stati spediti anche in Gran Bretagna dove saranno visibili in tre location diverse.

I tulipani dedicati a Re Carlo III

È in arrivo una fioritura davvero speciale, perché dedicata a Re Carlo III: nello specifico è stata piantata lo scorso autunno e a breve questa speciale tipologia di tulipani potrà essere ammirata in tutta la sua bellezza. Lo racconta una nota in cui viene ricostruita la genesi del fiore e viene spiegato dove lo si potrà guardare prestissimo.

A piantare i bulbi sono stati Joanna Roper, ambasciatrice britannica nei Paesi Bassi, la direttrice del Keukenhof Sandra Bechtholt e il giardiniere Patrick van Dijk. E il risultato sarà visibile questa primavera non solo nel parco olandese. Infatti: “I suoi fiori potranno essere visti anche in Gran Bretagna – si legge -. Attraverso l’ambasciata olandese a Londra, gli speciali bulbi di tulipano sono stati spediti nell’Herfordshire. Qui i bulbi di Re Carlo III sono stati piantati nel giardino di Longmeadow, nei giardini di Monty Don e nel BBC Gardener’s World”.

L’ambasciatrice ha così commentato: “I tulipani sono forse il simbolo più famoso dei Paesi Bassi e dare a questo tulipano il nome di Sua Maestà il Re Carlo III è un modo meraviglioso per sottolineare gli stretti legami tra il Regno Unito e i Paesi Bassi. Non vedo l’ora di vedere questo tulipano in fiore, sia nel mio giardino che nel famoso Keukenhof”.

Va anche sottolineato che non si tratta della prima volta che ciò succede: basti pensare che nel 1952 era accaduto anche con un’altra tipologia dedicata alla Regina Elisabetta II. Il tulipano dedicato al Re arriverà sul mercato tra le metà del 2027 e il 2028, ma intanto sarà possibile ammirarlo prestissimo.

Dove ammirare i tulipani del Re

La data da segnare in agenda è quella del 21 marzo quando la mostra dei fiori del parco Keukenhof aprirà i battenti al pubblico e resterà tale per quasi otto settimane, durante le quali ci si potrà lasciare avvolgere dalla magia dei colori e della natura. Milioni di tulipani, narcisi, ma non solo, saranno pronti ad accogliere i quasi 1,4 milioni di visitatori attesi da tutto il mondo. Va anche ricordato che il 2024 per il parco è un anno speciale, perché si celebrano anche i 75 anni di apertura al pubblico.

Questo luogo è raggiungibile facilmente da Amsterdam, per cui è perfetto come tappa di un viaggio in Olanda. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19,30, dista circa 40 chilometri dalla capitale dei Paesi Bassi ed è un’esplosione di bellezza e la rappresentazione visiva del fascino della natura.

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Lago di Piano, immerso in una riserva naturale

La Lombardia è una terra ricca di laghi, che offrono un panorama davvero affascinante: tutti conoscono il lago di Como e quello di Garda, due popolari mete turistiche in grado di richiamare visitatori da ogni parte del mondo. Molto meno noto è il piccolo lago di Piano, che è tuttavia una vera perla. Situato a poca distanza dal confine con la Svizzera, è incastonato in un paesaggio naturale meraviglioso. Scopriamolo insieme.

La bellezza del lago di Piano

Avete mai sentito parlare della Val Menaggio? È quella rigogliosa vallata lombarda che unisce il lago di Como (e più precisamente il borgo di Menaggio) a quello di Lugano, al confine con la Svizzera. Si tratta di un luogo idilliaco, dove poter vivere un’esperienza a contatto con la natura. È proprio qui che si trova il piccolo lago di Piano, conosciuto anche con il nome di lago di Romazza: di origine glaciale, è alimentato dalle acque del torrente Civagno, che nasce sulla cima del monte di Tremezzo, e ha come emissario il canale artificiale Lagadone, risalente al ‘700.

Il lago è situato a poca distanza dal borgo di Porlezza (prov. di Como), ed è inserito in un’oasi naturalistica che da esso prende il nome. La Riserva Naturale Lago di Piano è un sito di importanza comunitaria, rilevante soprattutto per la sua ricca fauna: le acque lacustri sono abitate da notevoli colonie di ninfea bianca, mentre le sponde vantano rigogliosi salici grigi e piante a canna. Per quanto riguarda la fauna, il bacino è frequentato da 17 specie di pesci, 6 di rettili, 26 di mammiferi e ben 141 di uccelli. Non a caso è uno dei posti migliori per chi ama fare birdwatching.

Lago di Piano: cosa fare e cosa vedere

Il lago di Piano è un’ottima meta per concedersi una giornata di relax in mezzo al verde: durante la bella stagione, i numerosi campeggi che sorgono sulle sue sponde si affollano di turisti alla ricerca di un po’ di fresco per sopportare meglio l’afa estiva. È anche il luogo ideale per un pic nic primaverile o autunnale, approfittando della natura che cambia per riposarsi un po’ ammirando panorami da sogno.

E in inverno? Essendo non troppo profondo e sorgendo ai piedi del Monte Galbiga, che fa molta ombra, il lago tende a ghiacciare nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Ecco dunque che la sua superficie si trasforma in una pista di pattinaggio, molto amata da grandi e piccini.

Questo piccolo angolo di paradiso è poi il punto di partenza ideale per chi ama fare trekking: nei dintorni ci sono numerosi sentieri da percorrere a piedi, immergendosi in un bellissimo paesaggio naturale. Infine, si può sfruttare l’occasione per visitare qualche borgo nelle vicinanze. Uno dei più suggestivi è Castel San Pietro, un piccolo centro abitato che conserva intatto il suo aspetto medievale, a partire dalle mura che lo circondano. Molto affascinante è poi il paese di Porlezza, con i suoi monumenti storici da visitare – come la Chiesa di San Vittore – e le bellezze naturali, prime tra tutte le vicine cascate.

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In questo parco gli animali celebrano San Valentino con dolci baci

È finalmente giunto il momento più dolce dell’anno, il giorno in cui l’amore permea l’aria e avvolge tutto ciò che ci circonda. E non sono solo gli esseri umani ad essere travolti dalla magia di San Valentino! Anche i nostri amici animali, con le loro tenere effusioni, ci ricordano che questo sentimento non conosce barriere di specie.

Lo sanno bene gli ospiti del Parco Faunistico Le Cornelle che, con i loro gesti affettuosi, ci ricordano quanto sia profondo e universale il linguaggio dell’amore. È un’emozionante conferma di quanto il sentimento più puro possa unire anche le anime più disparate. Accompagnati da teneri abbracci e piccoli baci, questi incontri ci rivelano che l’amore è universale e si manifesta in ogni forma di vita. Sono immagini dolcissime che ci ricordano quanto sia bello e prezioso il legame che ci unisce tutti, indipendentemente dalle nostre differenze.

L’amore selvaggio avvolge il Parco Faunistico Le Cornelle

Parco Faunistico Le Cornelle

Fonte: Leonardo Delfini per Parco Faunistico Le Cornelle

Parco Faunistico Le Cornelle

Nel Parco Faunistico Le Cornelle, la bellezza della natura si manifesta non solo nella sua vastità e diversità, ma anche nell’intimità e nella delicatezza dei legami che si creano tra le sue creature. Tra le 120 specie ospitate, dalle maestose foche ai veloci ghepardi, dalle eleganti gru agli imponenti ippopotami, dai fieri leoni ai grintosi puma, ogni animale sembra essere contagiato dalla poesia di San Valentino.

Le foche, con la loro grazia e agilità, si scambiano dolci carezze mentre si divertono nell’acqua cristallina dei loro habitat. Le gru, invece, con le loro danze eleganti e maestose, si uniscono tra i riflessi dorati del sole che filtrano tra gli alberi, creando uno spettacolo di bellezza e armonia. E poi ci sono i leoni, simbolo di forza e regalità, che si riposano fianco a fianco sotto la calda luce del sole, offrendo un raro spettacolo di pace e serenità, mentre i puma si accoccolano vicini in un abbraccio fraterno.

Quindi, mentre ti avventuri tra i sentieri ombrosi e gli ambienti naturali del parco, lasciati trasportare dall’emozione di questo amore selvaggio, che celebra la forza del nobile sentimento nella sua forma più pura e autentica.

Un viaggio emozionante nel cuore della natura

Fondato nel lontano 1981, il Parco Faunistico Le Cornelle, situato nelle vicinanze di Bergamo, rappresenta un’oasi di meraviglia naturale estesa su una superficie di 126.000 metri quadrati. Qui, oltre 120 specie di animali, tra mammiferi, volatili e rettili, convivono in un ambiente che riflette la bellezza e la diversità della vita selvaggia. Il nome stesso del parco deriva dai sassi levigati del vicino fiume Brembo, chiamati appunto cornelle, che conferiscono un’atmosfera unica e suggestiva a questo luogo suggestivo.

I visitatori possono immergersi completamente nella natura, esplorando a piedi un percorso didattico che permette di osservare gli animali nel loro ambiente naturale. In alternativa, è possibile optare per una visita guidata condotta da esperti naturalisti, che arricchisce ulteriormente l’esperienza offrendo conoscenze approfondite sulla vita e sui comportamenti degli animali.

Tra le numerose attrazioni, la Selva Tropicale si distingue per la sua capacità di ricreare l’atmosfera unica della foresta pluviale, mentre la zona denominata Pinnawala è il regno degli elefanti, in cui è possibile osservare questi magnifici animali nel loro habitat simulato. Dalla Savana con le sue antilopi, zebre e rinoceronti, all’Oasi dei Ghepardi, fino all’isola di Aldabra che riproduce fedelmente un’isola dell’Oceano Indiano, popolata dalle rare tartarughe delle Seychelles, ogni angolo offre un’opportunità unica e una lezione preziosa sull’importanza della conservazione e del rispetto per il nostro pianeta.

Parco Faunistico Le Cornelle

Fonte: Leonardo Delfini per Parco Faunistico Le Cornelle

Parco Faunistico Le Cornelle
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Prima era la carrozza di un treno, ora è un alloggio “disconnesso” dal mondo

Un intenso gioco di colori: le colline con le sue tante sfumature di verde, il cielo blu che cattura lo sguardo, la natura nella quale immergersi per staccare dalla vita quotidiana, dagli impegni, da tabelle di marcia ben delineate. Il luogo perfetto per disconnettersi dal mondo si trova in Galles ed è davvero peculiare: prima, infatti, era la carrozza di un treno, mentre oggi è un alloggio in cui godere della bellezza di ciò che ci circonda, prendendo le distanze dalle incombenze quotidiane, per staccare davvero da tutto il resto.

Llanthony Castaway si trova in mezzo alla natura, in un grande terreno agricolo nelle Black Moutains, vicino ai resti del Priorato di Llanthony, che può essere datato intorno al XII secolo. Siamo all’interno de Parco nazionale di Brecon Beacons, a stretto contatto con la bellezza della natura.

Dormire nella carrozza di un treno, immersi nella natura

A Llanthony Castaway gli ospiti possono vivere un’esperienza unica e indimenticabile: quella di dormire all’interno di quella che un tempo era la carrozza di un treno. Ma non solo: perché qui si stacca dal resto del mondo, si dimenticano cellulari e internet, per immergersi nella bellezza di ciò che ci circonda. Una tenuta agricola nel Galles, dove si possono vedere ben 500 pecore Welsh Cross e, nel periodo giusto, anche i loro agnelli.

Una vacanza per colmare gli occhi di bellezza, ma anche per dimenticarsi per qualche giorno degli impegni quotidiani grazie a un luogo che sembra essere senza tempo. Le carrozze sono dotate di ogni comfort: vi è una stufa a legna per tenere caldo, una cucina con lo spazio per mangiare, un grande e comodo letto e poi un bagno privato.

Agli ospiti viene offerto tutto il necessario per stare bene: dalla legna da ardere, a tutto il necessario per cucinare, ma anche prodotti come uova di gallina, pane, burro e latte.

E se durante il giorno si può ammirare la natura intorno a sé, ma non solo, la notte si può osservare il cielo stellato e lasciarsi conquistare dalla sua meraviglia, magari cenando con il barbecue e consumando prodotti dell’azienda agricola.

Parola d’ordine: disconnessione. Questo, infatti, è il luogo perfetto per metterla in pratica.

Galles: era la carrozza di un treno ora è un alloggio

Fonte: IPA – Jam Press/LLANTHONY CASTAWAY

Era la carrozza di un treno ora è un alloggio

Una vacanza nella campagna gallese

Le carrozze del treno riconvertite ad alloggio sono la soluzione perfetta per chi cerca un’avventura speciale e per coloro che vogliono programmare una vacanza nella campagna gallese. Sono tantissime le cose che si possono fare in questo luogo, per vivere un’esperienza davvero indimenticabile.

Per chi ama la storia e il passato, questo luogo regala la possibilità di visitare facilmente siti che portano subito indietro nel tempo, come il Priorato di Llanthony, le cui rovine sono datate XII secolo, oppure il suggestivo Castello di Raglan. Vi sono delle bellissime chiese da visitare nei dintorni e poi sentieri da percorrere sia a piedi sia in bicicletta. A breve distanza si trova anche la cittadina di Abergavenny, dove gustare piatti eccellenti e meta interessante anche dal punto di vista storico.

Due notti in questo sito meraviglioso (se si prova – ad esempio – a prenotare per il mese di agosto) hanno un costo che si aggira sulle 280 sterline, al momento quasi 329 euro. Gli alloggi sono per due persone.

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Liwa village, l’oasi nel deserto che sembra un miraggio

Nascosta tra le ardenti distese desertiche degli Emirati Arabi Uniti, c’è un luogo che incanta e affascina come pochi altri: l’oasi di Liwa. È qui che la sabbia dorata si trasforma in un mare di dune ondulate, tanto maestose da sembrare scolpite dalla mano degli dèi.

Situato vicino al confine con l’Arabia Saudita, questo rifugio incanta con la sua bellezza senza tempo e le sue sfumature uniche. Un angolo di paradiso terrestre, dove il sole brilla implacabile tra le onde di sabbia, creando giochi di luce e ombra che dipingono un panorama mozzafiato.

È qui che si può vivere una favola da “Mille e una notte“, persi nell’atmosfera misteriosa di un deserto leggendario. Per gli animi avventurosi che hanno il coraggio di sfidare l’ignoto, Liwa si rivela come un tesoro prezioso oltre i confini dell’immaginario, dove ogni istante diventa un invito irresistibile a tuffarsi in un universo di incanto e meraviglia.

Liwa: un rifugio nel cuore del deserto

Oasi di Liwa

Fonte: iStock

Oasi di Liwa, Abu Dhabi, Emirati Arabi

Situata nella parte sud-occidentale del Paese, a soli 250 chilometri da Abu Dhabi, questo spettacolo della natura è un’oasi di serenità, incastonata proprio sul bordo nord-occidentale dell’Empty Quarter, il leggendario Rub Al Khali. Un deserto vastissimo che si estende su un’area impressionante di 650.000 chilometri quadrati, celebre per essere il più grande mare di dune del mondo, una distesa infinita di sabbia che incanta e ammalia chiunque abbia la fortuna di esplorarlo.

Le sue radici risalgono a moltissimi secoli fa, quando i beduini della tribù Bani Yas riuscirono a estrarre l’acqua dalle profondità per coltivare datteri, trasformando così quest’arida terra in un’oasi fiorente. Da allora, Liwa è diventata non solo un punto di riferimento per la vita nel deserto, ma anche un’oasi di cultura e tradizione, con una miriade di insediamenti e villaggi che punteggiano il paesaggio.

Qui, potrai ammirare tramonti mozzafiato, assaporare prelibatezze locali e immergerti in un mondo di avventure senza fine. Che tu sia un appassionato di safari nel deserto, di kitesurf tra le dune o di sandboarding sulla sabbia dorata, troverai sempre qualcosa di speciale da fare.

E se desideri una pausa dalla frenesia delle attività, perché non concederti un momento di relax in una fattoria di cammelli? I bambini potranno divertirsi con queste affascinanti creature mentre assaggi latte fresco e altri prodotti locali, immerso nella pace e nella tranquillità del deserto. Le guide esperte saranno liete di condurti in emozionanti passeggiate attraverso le colline di sabbia, svelandoti i segreti nascosti di questo luogo magico.

Liwa Village: un mix di cultura e divertimento nel deserto

Tra le dune variegate e mutevoli di questo paesaggio senza tempo, c’è un luogo che incanta e seduce con la sua bellezza contemporanea: il Liwa Village. Questa comunità residenziale è un vero miraggio, un rifugio dove i turisti di tutto il mondo possono immergersi completamente nella bellezza e nella tranquillità del deserto arabo.

Situato nella comunità di Al Ghadeer, ai margini di Abu Dhabi e vicino al confine con Dubai, è un’esperienza di vita autentica, dove il lusso si fonde con la semplicità e la modernità si integra armoniosamente con la tradizione. Qui, le strade tranquille e le piazze accoglienti invitano a passeggiare ed esplorare l’ambiente circostante, mentre le case dalle architetture tradizionali si fondono armoniosamente con le moderne infrastrutture.

Un tempio di creatività che regala un ventaglio infinito di esperienze culturali, concerti e celebrazioni coinvolgenti, dove la musica e la danza diventano il linguaggio universale dell’anima. E mentre ti immergi nella bellezza e nell’energia pulsante di questo luogo unico, non potrai fare a meno di lasciarti tentare dal souk artigianale, un mercato pittoresco dove le abilità artigianali dei locali prendono vita in opere d’arte uniche e straordinarie. È qui che puoi scoprire tesori nascosti, portare a casa ricordi preziosi e supportare la comunità locale.

E poi laboratori creativi e attività per famiglie ti offriranno l’opportunità di creare ricordi indelebili insieme alle persone che ami mentre, per i più piccoli, c’è un’area giochi che promette divertimento e avventura indimenticabili. Un luogo straordinario, dove i sogni diventano realtà e le emozioni durano per sempre.

Oasi di Liwa

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deserto di Liwa, Abu Dhabi, Emirati Arabi