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Il Castello di Miradolo e i suoi splendidi giardini

Tra le campagne torinesi, immerso nella natura, ecco spuntare un bellissimo maniero circondato da un ampio parco che, in primavera, apre i battenti al pubblico per offrire uno spettacolo meraviglioso, quello della fioritura: è questa la magnifica cornice in cui si incastona il Castello di Miradolo, una delle architetture più suggestive del Piemonte. Risalente al XV secolo, ha una lunga storia ed è oggi sede di numerosi eventi e manifestazioni culturali. Scopriamo questo gioiello architettonico e il suo incantevole giardino.

Dove si trova il Castello di Miradolo

Il Castello di Miradolo si trova in Piemonte, a non molta distanza dalla città di Torino: è tuttavia lontano dal traffico e dallo smog, circondato da un bellissimo paesaggio naturale caratterizzato da rigogliose campagne. Il panorama circostante è meraviglioso: il castello è infatti situato all’imbocco della Val Chisone e della Val Pellice, quindi gode di una magnifica vista sul Monviso.

Siamo nei pressi del borgo di San Secondo di Pinerolo, piccolo centro abitato sito su una collina, più precisamente in località Miradolo. Arrivarvi non è difficile, sia in auto che con i mezzi pubblici. C’è un ampio parcheggio gratuito e non custodito per chi preferisce muoversi in autonomia, oppure si può usufruire di un comodo collegamento ferroviario da Torino con bus per raggiungere Miradolo.

La storia del Castello di Miradolo

Sebbene venga chiamato castello, quella di Miradolo è in realtà una villa di campagna che, per la sua facciata in stile neogotico, somiglia ad una fortezza medievale. La sua storia si perde indietro nei secoli. Pare che il terreno fosse occupato già nel XV secolo: vi sorgeva un cascinotto appartenente ai marchesi Massel di Caresana, che nel 1866 decisero di ampliarlo e ristrutturarlo per dargli un nuovo aspetto. Divenne così una splendida residenza nobiliare, andata in dote alla giovane Teresa Massel in occasione delle sue nozze con il conte Luigi Cacherano di Bricherasio.

Nel corso degli anni, il Castello di Miradolo si trasformò in un salotto culturale tra i più famosi di Torino e dintorni, ospitando illustri personaggi come lo scultore Leonardo Bistolfi e lo scrittore Edmondo De Amicis. Per gran parte del tempo, la villa venne utilizzata solo per lunghi periodi di villeggiatura e per le battute di caccia della famiglia Massel di Caresana, diventata all’epoca una delle più influenti di Torino. Con la morte della contessa Sofia, ultima erede del casato, il Castello di Miradolo venne inserito nel lascito testamentario a favore dell’istituto religioso di don Orione.

La residenza venne in un primo momento adibita a convento, quindi divenne una casa di riposo per anziani. Abbandonata a se stessa per lunghi anni, nel 2007 finalmente la tenuta venne acquistata dalla Fondazione Cosso, che diede il via ad un ampio progetto di recupero. Oggi il Castello di Miradolo ospita eventi, convegni e concerti di ogni tipo, tornando a far parte della scena culturale e artistica della provincia di Torino. E, naturalmente, il suo suggestivo parco è uno dei luoghi più belli dove ammirare la fioritura primaverile.

Orto del parco di Miradolo

Fonte: Fondazione Cosso

L’orto di Miradolo

Il Castello di Miradolo: cosa vedere

Immerso in un parco rigoglioso, il Castello di Miradolo è un edificio restaurato in stile neogotico nel corso dell’800: si suddivide in tre piani, ed è impossibile non rimanere affascinati dalle torrette che si ergono verso il cielo, facendo assomigliare la villa ad un vero e proprio maniero medievale. Gli interni sono stati oggetto di recenti interventi, che li hanno riportati al loro splendore originario. Uno dei luoghi tornati al fascino antico è la Torre Rotonda, realizzata nel 1839: grazie ad un ottimo lavoro ci offre una cartolina che sembra provenire dai tempi passati.

Le sale storiche sono state anch’esse restaurate, nel tentativo di recuperare le originarie decorazioni che consentono di studiare l’alternarsi delle varie fasi artistiche impresse sulle pareti del castello. Molto suggestiva è l’antica sala da pranzo nobiliare, che presenta gli stemmi delle famiglie che vi hanno abitato. Nella vicina sala del camino, invece, spicca – come dice il nome stesso – un grande camino in legno intagliato, mentre le pareti sono decorate con motivi floreali e ornitologici.

Il piano superiore è occupato, tra gli altri ambienti, anche da una cappella dedicata a San Giovanni Battista. Oltre al pregiato altare ligneo, vi si possono ammirare splendide decorazioni pittoriche risalenti alla fine del XVIII secolo, che impreziosiscono le pareti e la volta. È un vero e proprio capolavoro trompe l’oeil, finemente restaurato alcuni anni fa per riportarlo al suo fascino originario.

Nel corso degli ultimi anni, il Castello di Miradolo ha ospitato tantissimi eventi che hanno richiamato un gran pubblico. Tra le sue sale vi vengono organizzate mostre ed esposizioni di ogni tipo, mentre l’area dedicata ai congressi può accogliere incontri e lezioni. Inoltre vi è un’ampia serra esterna che viene utilizzata per catering, rinfreschi, concerti e presentazioni, accompagnati da un’atmosfera suggestiva.

Il parco del Castello di Miradolo

Parco di Miradolo

Fonte: Fondazione Cosso

Il bosco che circonda il Castello di Miradolo

Sebbene il Castello di Miradolo sia in sé un vero splendore, oggi è principalmente conosciuto per il suo bellissimo parco, anch’esso restaurato e aperto al pubblico. In origine, venne pensato come un giardino all’italiana con dettagli rinascimentali, successivamente ampliato e arricchito da un lungo viale d’accesso e da un sentiero ad anello che conduce al vicino bosco. Il parco, di forma vagamente ovale, ospita al centro un grande prato ed è attraversato da numerosi canali irrigui, fornendo così l’habitat ideale per molteplici specie botaniche.

I visitatori possono cimentarsi in autonomia in un lungo percorso guidato, seguendo i suggerimenti delle tante targhe disposte all’interno del parco. In molti sono attirati soprattutto dagli incantevoli colori primaverili che segnano la rinascita della natura: vi sono infatti un meraviglioso Viale delle Ortensie e un rigoglioso Camelieto, dove poter ammirare questi due fiori ormai diventati simbolo del Castello di Miradolo e del suo immenso parco.

Ma ci sono tante altre bellezze da esplorare, a partire dall’ippocastano monumentale che si staglia, con i suoi 30 metri d’altezza, proprio all’ingresso del giardino e dalla gigantesca sequoia proveniente dall’America del Nord. Infine, negli ultimi anni è tornato a rivivere anche l’orto di Miradolo, un angolo verde di forma circolare che si affaccia sulla corte rustica della dimora. Questo spazio ospita non solo diverse piante orticole e floreali, ma anche un’ampia vasca quadrata in pietra caratterizzata da giochi d’acqua infiniti.

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Torna a nuova vita il giardino segreto cinquecentesco italiano

Il giardino di cui vi stiamo per parlare è uno dei più suggestivi e amati del nostro Paese e anzi, del pianeta intero: persino il New York Times lo ha definito “il più bello e il più romantico del mondo”. Famoso ed emozionante, custodisce nelle sue immediate vicinanze una piccola perla antica, che purtroppo è rimasta per molto tempo dimenticata. Si tratta di un meraviglioso giardino cinquecentesco, che a breve tornerà a nuova vita.

L’Hortus Conclusus a due passi dal Giardino di Ninfa

Ci troviamo presso il fiabesco Giardino di Ninfa, un vero e proprio monumento naturale della Repubblica Italiana che sorge a Cisterna di Latina. Iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell’area della scomparsa cittadina medievale di Ninfa, di cui oggi rimangono diversi ruderi, è uno splendido esempio di poesia e architettura medievale con oltre 1300 specie di piante, tra cui 19 varietà di magnolia, betulle, iris acquatici e aceri giapponesi.

Riaperto quest’anno il giorno 16 marzo, attualmente le visite sono in programma nei fine settimana e nelle festività del 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto, fino al 3 novembre; dal 19 luglio all’11 agosto – quando l’apertura comprenderà anche il venerdì –  previste soltanto al tramonto.

Nelle immediate vicinanze di Ninfa la famiglia Caetani fece realizzare l’Hortus Conclusus, un magnifica area verde decorata con una fontana ottagonale al centro e da vasche e ninfei. In principio venne utilizzato come orto, poi vi vennero piantati degli agrumi fino a diventare inaccessibile ai visitatori, e purtroppo per molto tempo. Ma le cose oggi stanno per cambiare, tanto che si punta ad aprirlo alle visite a partire dall’anno prossimo.

Il restauro

Come riporta La Repubblica, l’Hortus Conclusus di Ninfa subirà un profondo restauro grazie ai fondi del Pnrr e della Fondazione Roffredo Caetani che gestisce il bene. Ma non solo, perché sempre nel 2025 anche altri beni, che si fanno spazio nei pressi del Giardino storico, verranno resi fruibili tramite un raddoppio del percorso di visita.

Il progetto, chiamato “Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità”, prevede l’utilizzo di due milioni di euro di fondi Pnrr, più 200mila euro messi a disposizione dalla Fondazione.

I lavori sono già iniziati e non riguardano il Giardino che, anche durante questa primavera, può essere visitato in tutto il suo splendore e senza eventualmente incontrare cantieri aperti.

Verrà sottoposta a un grande restauro anche “Francis”, la vecchia turbina dell’azienda tedesca Voith, in funzione dal 1908 fino a pochi anni fa, che sorge vicina agli antichi mulini. Al contempo, verrà realizzata anche una nuova centrale per alimentare Ninfa con l’energia prodotta dal suo fiume.

Ma non solo, perché questi lavori faranno sì che l’area diventi persino più sostenibile: l’Hortus Conclusus verrà dotato di un impianto di irrigazione intelligente, che sarà perfettamente in grado di fornire ad ogni pianta l’acqua necessaria nei tempi e nei modi più opportuni.

Verrà poi installato un piezometro e realizzato un sistema di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, con lo scopo di dare vita a un centro studi internazionale sulle acque.

Insomma, molto probabilmente nel 2025 il prezioso Hortus Conclusus diventerà una meravigliosa attrazione (e anche sostenibile) per tutti i visitatori.

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A primavera questa villa storica si tinge di rosa

Mentre la primavera si avvicina sempre più in fretta, lo spettacolo della natura che rinasce ci circonda: cosa c’è di meglio che assaporarlo all’ombra di bellissimi ciliegi in fiore? Uno degli appuntamenti più attesi è il weekend presso la Reggia di Venaria, una suggestiva dimora storica situata a pochi passi da Torino, i cui giardini tornano a ricoprirsi di mille colori. Ecco tutti gli eventi da non perdere.

Un weekend tinto di rosa

Quest’anno, il tradizionale fine settimana “rosa” che si tiene alla Reggia di Venaria è ancora più speciale: cade infatti proprio nei giorni di Pasqua, da sabato 30 marzo a lunedì 1° aprile 2024. Si tratta di un appuntamento imperdibile che attira centinaia di curiosi e amanti della natura, un’occasione unica per trascorrere qualche ora all’aria aperta e ammirare lo spettacolo dei ciliegi in fiore. Proprio per allietare queste giornate, sono in programma numerosi eventi di intrattenimento tra balli, concerti e letture di poesia.

Ad alternarsi, per quanto riguarda la danza, saranno la Compagnia Egri Bianco Danza e il Balletto Teatro Torino, mentre l’intrattenimento musicale sarà affidato all’Ensemble di Sassofoni del Conservatorio G. Verdi di Torino. Per i più piccini, il pomeriggio sarà attivo un divertentissimo laboratorio di origami per imparare a realizzare dei ciliegi di carta. Sabato 30 e domenica 31 marzo sarà inoltre possibile partecipare a Una Reggia da Favola, un itinerario-gioco dedicato ai bimbi, con tanti quiz e indovinelli. Mentre lunedì 1° aprile andrà in scena una speciale Caccia al Tesoro per famiglie.

Per rendere ancora più speciale questo weekend primaverile, saranno organizzati dei pic-nic sul prato, pranzi a tema e aperitivi al tramonto. Per quanto riguarda i pic nic, si svolgeranno tra i ciliegi e avranno come protagonisti tre diversi cestini tra cui scegliere. I palati più raffinati potranno optare per il pranzo nel Patio dei Giardini, con un menù ricchissimo di sapore (disponibile solo sabato 30 e domenica 31 marzo). Infine, la sera sarà possibile scegliere un aperitivo e approfittare di deliziosi finger food per ammirare i ciliegi mentre il sole inizia a calare dietro l’orizzonte.

La Reggia di Venaria e i suoi giardini

La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude: venne progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte per volere del duca Carlo Emanuele II, il quale era alla ricerca del luogo perfetto per le sue battute di caccia, a poca distanza dalla città di Torino. Al primo edificio del progetto originario si aggiunsero in seguito numerose altre strutture, sulle quali lavorò anche il famoso architetto Filippo Juvarra. Grande importanza fu data agli spazi verdi, grazie all’ampio parco che circonda la splendida dimora storica.

È in questo contesto che trovano spazio i giardini della Reggia di Venaria, i quali purtroppo non sono quelli originali: i francesi sfruttarono quest’area per creare una piazza d’armi. Negli ultimi anni, grazie ad un lungo lavoro di restauro, gran parte dello scenario naturale è tornato a rivivere. Spicca, in particolare, la zona dedicata al frutteto: il Potager Royal ospita decine di piante, tra cui rigogliosi ciliegi all’ombra dei quali godere di un bellissimo spettacolo. È proprio qui che va in scena il weekend “rosa”, alla scoperta di una delle fioriture più suggestive al mondo.

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In questo museo si nasconde un giardino di cuori: è un incanto

Nel cuore della vivace Bruxelles, tra le vie trafficate e gli edifici storici, si cela un gioiello dell’Art Déco che pochi conoscono: il Van Buuren Museum. Questo splendido parco, un tempo residenza privata della famiglia Van Buuren, è diventato recentemente il primo sito belga a entrare a far parte dell’esclusiva rete dei giardini storici promossa dal Consiglio d’Europa.

L’istituzione di questo itinerario culturale risale al 2016 e rappresenta un’importante iniziativa volta a preservare e promuovere la ricchezza artistica e paesaggistica dei giardini storici sparsi per il contintente. Il Museo si unisce così a una selezionata lista di siti iconici, tra cui spiccano il Giardino di Boboli in Italia e il Parco Serralves in Portogallo, rinomati per la loro bellezza e importanza storica.

Van Buuren Museum, tesoro nascosto di Bruxelles

Nascosti tra le tranquille strade di Uccle, i giardini del Van Buuren Museum sono molto più di un semplice parco: sono un tributo alla passione per l’arte e la bellezza di Alice e David van Buuren, un rinomato banchiere e collezionista d’arte di origine ebraico-olandese. Da quando hanno aperto le loro porte al pubblico nel lontano 1975, questi giardini hanno incantato il mondo con la loro atmosfera unica e affascinante.

Un capolavoro che prende il nome proprio da questa coppia affiatata, il cui impegno per il design ha plasmato non solo i giardini stessi, ma anche la sontuosa villa che li sovrasta. Originariamente estesi su una superficie di 26 acri nel lontano 1924, i giardini si sono trasformati nel corso degli anni in un’incantevole oasi verde che si estende su 1,2 ettari, una vera e propria oasi di serenità e incanto senza tempo.

La residenza, oltre a essere un esempio superbo di architettura dell’epoca, è intrisa di storia e racconta la vita affascinante di questa coppia visionaria. Tuttavia, con l’occupazione nazista del Belgio nel 1940, fu costretta a fuggire a New York, dove trascorse gli anni più bui della guerra.

Nonostante le avversità, il loro legame con la casa e i giardini rimase saldo, tanto che al loro ritorno in Belgio, decisero di mantenere viva la memoria di questo luogo unico aprendolo al pubblico. Oggi, una sala della villa è dedicata a documentare la storia travagliata dell’edificio e la vita straordinaria dei suoi proprietari

Salvaguardare un patrimonio inestimabile

I giardini del Van Buuren Museum a Bruxelles sono stati creati in più fasi grazie alla partnership tra i celebri architetti paesaggisti belgi Jules Buyssens e René Pechère, che ha portato alla creazione di un luogo unico, dove ogni angolo è un’opera d’arte in sé.

Gli interni della dimora sono un vero e proprio scrigno di tesori, dove si trovano mobili rari, tappeti pregiati, vetrate colorate, sculture e dipinti di maestri belgi e internazionali. Dalle opere rinascimentali alle creazioni dell’Art Nouveau, fino ai capolavori dell’Art Déco, ogni pezzo racconta una storia e offre uno sguardo privilegiato sulla ricca eredità culturale di Bruxelles e oltre.

Il viaggio inizia con il suggestivo Giardino Pittoresco, che accoglie con la sua tavolozza di fiori colorati e sentieri sinuosi, promettendo una passeggiata tanto rilassante quanto romantica. Proseguendo lungo il percorso, si incontrano il Piccolo e il Grande Roseto, dove la bellezza dei fiori è celebrata in tutto il suo splendore, catturando l’essenza più romantica di questi gioielli botanici. Infine, il suggestivo Giardino del Cuore e l’incantevole Frutteto chiudono il cerchio di questa straordinaria esperienza, offrendo ai visitatori un rifugio di pace e relax, arricchito dalla magia di un patrimonio naturale inestimabile.

In aggiunta alle esposizioni d’arte e ai concerti musicali, il sito ospita convegni culturali e incontri con artisti di fama internazionale, garantendo un programma ricco di stimoli e di interesse per il pubblico. Questa varietà di eventi conferma i Giardini Van Buuren come un centro culturale vivace e dinamico, posizionandoli saldamente come un punto di riferimento nel panorama artistico e culturale di Bruxelles.

Giardini Van Buuren

Fonte: Van Buuren Mudeum and Gardens © Visit Brussels – Jean-Paul Remy

Van Buuren Museum, Bruxelles
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Questi giardini stanno per fiorire: l’appuntamento magico

Profumi inebrianti, colori sgargianti e paesaggi che si riempiono d’incanto: con l’arrivo della primavera la natura riprende a vivere e prosperare.

Lo vediamo ad ogni passo, dai giardini in fiore, alle piante che riprendono vigore, ai frutti che iniziano a maturare. E anche noi ritorniamo a vivere e a meravigliarci davanti allo spettacolo della natura.

C’è un luogo, in particolare, dove l’esperienza della fioritura primaverile rappresenta un vero e proprio incanto: i Giardini di Castel Trauttmansdorff, a Merano. Come ogni anno, anche nel 2024 questo splendido parco è pronto a riaprire le porte in una veste nuova, con visite guidate alle installazioni, eventi e tanto altro.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff

Ad ospitare questi meravigliosi giardini è il Castel Trauttmansdorff di Merano, in Alto Adige. Questa è la dimora in cui l’Imperatrice Elisabetta, Sissi, ha trascorso diversi periodi di vacanza nel corso della sua vita ed è in suo onore che il parco annesso è noto anche come “Giardini di Sissi“.

Oggi sede del Touriseum (il Museo del Turismo), il castello e l’intera tenuta sono un luogo dal fascino unico in cui natura, storia e cultura si fondono armoniosamente in un tripudio di colori e profumi, di  antico e contemporaneo.

Aperti per la prima volta nel 2001, gli splendidi Giardini di Castel Trauttmansdorff sono uno spettacolo da ammirare almeno una volta nella vita o, ancor meglio, in ogni nuova stagione primaverile.

Con un’estensione di ben 12 ettari e più di 80 aree botaniche di estrema bellezza, disposte a formare un grazioso anfiteatro naturale, i Giardini di Sissi aprono lo sguardo al paesaggio circostante: da qui si possono ammirare la città di Merano e le imponenti montagne che la circondano in un abbraccio.

Il tema botanico 2024

La natura cambia costantemente, giorno dopo giorno, un po’ come noi. E cambia anche la composizione dei Giardini di Sissi che, anno dopo anno, danno luce a piante e fiori provenienti da tutto il mondo, seguendo una tematica, un racconto che guida i visitatori alla scoperta delle bellezze naturali che vivono il nostro pianeta.

Dopo il tema botanico delle “Piante carnivore“, a quello sulle “Piante profumate ed aromatiche”, per citarne alcuni,  il 2024 è dedicato alle splendide succulente: “Succu…cosa?”.

Il nome curioso dato alla nuova tematica riflette la natura resiliente delle specie che la compongono.  Sì, perché queste piante, dalle forme e dai colori più disparati, sono capaci di immagazzinare acqua per poi utilizzarla nei momenti di siccità. Un esempio di come la natura sappia adattarsi e sopravvivere nelle diverse condizioni climatiche, anche le più estreme.

Nel corso della visita ai giardini potremo ammirare un vasto numero di esemplari di succulente: dai più famosi cactus, ananas ed aloe, fino ai meno conosciuti e provenienti da luoghi remoti. Sono tante le curiosità da scoprire quest’anno. Per esempio, sapevate che anche la vaniglia appartiene a questa categoria di piante?

Giardini di Castel Trauttmansdorff, succulente

Fonte: Karlheinz Sollbauer

Succulente ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Quando e come vivere l’esperienza dei giardini in fiore

Appuntamento al 29 marzo 2024 per la nuova stagione dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, che si concluderà il 15 novembre.

Sarà possibile vivere un’esperienza immersiva a contatto con la meraviglia della natura tutti i giorni, dalle 9 alle 19. Nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto il venerdì vedrà un orario esteso fino alle 23: l’occasione perfetta per godere di uno spettacolo incantevole anche nella quiete e nella frescura delle serata, quando il sole si mette a riposo e la luna illumina di magia tutto ciò che la circonda.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: le succulente

Fonte: Karlheinz Sollbauer

Piante dei Giardini di Castel Trauttmansdorff
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Inhotim, il giardino delle meraviglie dove arte e natura si fondono

Nel cuore della lussureggiante foresta brasiliana si erge un luogo magico e insolito, dove la creatività dell’uomo si fonde armoniosamente con la natura, dando vita a un’esperienza straordinaria.

Oggi ci troviamo a Inhotim, il museo d’arte contemporanea all’aperto più grande dell’America Latina, un’autentica sinfonia di colori e opere immersa nella maestosità della flora e della fauna circostanti.

Nascosto tra le colline del Minas Gerais, a soli novanta minuti da Belo Horizonte, questo luogo cattura il cuore e l’immaginazione dei turisti di tutto il mondo, creando un’esperienza davvero indimenticabile. Ti condurremo in un viaggio attraverso un parco vasto e incantevole, dove palme, tucani e colibrì si muovono in armonia con sculture visionarie e installazioni artistiche, che danno vita a scenografie spettacolari e uniche.

Inhotim: un Eden terrestre nel cuore del Brasile

Inhotim

Fonte: Getty Images

Inhotim, Brumadinho, Brasile

Nella città di Brumadinho, tra le braccia accoglienti della Foresta Atlantica, si cela Inhotim. Questo autentico paradiso terrestre è il frutto della visione audace dell’industriale Bernardo Paz, in collaborazione con l’eccezionale architetto paesaggista Roberto Burle Marx. L’obiettivo? Proteggere la bellezza naturale della riserva e trasformarla in capolavoro, dove arte e natura si intrecciano splendidamente.

Un parco delle meraviglie che custodisce oltre 500 opere d’arte create da talentuosi artisti brasiliani e internazionali. Sculture maestose, fotografie che catturano l’anima, video coinvolgenti, installazioni intriganti, disegni e pitture che narrano emozioni e storie, rendendo ogni passo un viaggio attraverso un vero e proprio museo en plein air.

Questo patrimonio inestimabile si rivela ancora più prezioso grazie alla presenza di una ricca biodiversità, con circa 3000 specie di piante che fanno da cornice naturale alle opere d’arte. I sapienti botanici hanno compiuto una vera magia, incastonando con maestria alcune creazioni artistiche tra i rami e i petali, realizzando così una scenografia dove l’espressione umana danza in perfetta sinergia con la generosità della natura.

Inoltre, i padiglioni futuristici che accolgono le installazioni come gioielli preziosi, aggiungono un tocco di modernità a questa cornice paradisiaca. Ogni angolo di Inhotim rivela un’incredibile attenzione ai dettagli, una cura meticolosa che trasforma il parco in un rifugio per l’anima.

Esplorando Inhotim: un viaggio culturale tra arte e natura

Con i suoi 600 ettari di foresta protetta, cinque laghetti e 45 ettari di giardini curati con amore e dedizione, Inhotim ti accoglie in un mondo dove ogni passo è una pagina da scoprire. Come in una vasta biblioteca, i sentieri si trasformano in capitoli che narrano la storia di opere d’arte eccezionali e della flora lussureggiante che le circonda.

Ogni passeggiata è un viaggio che permette di scoprire opere di artisti straordinari come Oiticica, Miguel Rio Branco, Giuseppe Penone con la sua imponente “Elevazione“, Doug Aitken, Janet Cardiff e molti altri. I percorsi, talvolta lunghi e impegnativi, ti faranno scoprire un tempio dell’arte contemporanea che si espande costantemente.

L’ambizione sconfinata e visionaria del progetto, infatti, mira a trasformare questo luogo straordinario in un’opera d’arte full immersive. Oltre alle opere, il parco aspira a diventare un microcosmo culturale, con l’aggiunta di alberghi, negozi, teatri e biblioteche, diventando così una tappa obbligatoria per tutti coloro che desiderano conoscere il Brasile attraverso la sua anima più autentica.

Inhotim

Fonte: Getty Images

Inhotim, Brumadinho, Brasile
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In Italia c’è un nuovo e bellissimo giardino da visitare

Nel circuito dei Grandi Giardini Italiani c’è una grande novità: per la prima volta, si è appena aggiunto un nuovo e meraviglioso giardino che si trova in Puglia. Si tratta del Giardini Mileto che si trova a Pozzo Faceto di Fasano, nel cuore della Valle d’Itria.

Come nascono i Giardini Mileto

I Giardini Mileto nascono dal desiderio di rivalorizzare un’antica cava e i terreni circostanti presenti in un lembo di terra di circa 14 ettari appartenenti alla famiglia Zizzi, proprietaria anche di un vivaio per la vendita di piante ornamentali e la progettazione e la realizzazione di giardini, distante soli 3 chilometri.

L’idea della famiglia era di convertire un’area agraria in un parco naturalistico caratterizzato da un’elevata biodiversità di piante, provenienti dalle diverse zone del Mediterraneo, ma anche di altre zone del mondo. L’obiettivo era quindi quello di creare un giardino composto da cinque diverse aree tematiche collegate tra loro.

Le cinque aree tematiche

Il Cammino: si estende lungo un percorso alberato costeggiato da specie con diversi periodi di fioritura, in modo da offrire un’alternanza di colori tra le diverse stagioni dell’anno.

Il Teatro: sulle alte pareti rocciose predominano arbusti come il Biancospino, il Mirto e il Pistacia lentisco che, insieme al rosso della terra, danno vita a un palcoscenico senza eguali.

Il Palmeto: è il luogo in cui arte e poesia si intersecano tra loro, stimolando l’immaginazione del visitatore. Il fruscìo delle canne da zucchero, il gorgoglìo dell’acqua e l’ondeggiare delle Pampas sono fonte di quiete per la mente.

Il Deserto: è composta da piante succulente (comunemente dette piante grasse), destinate a riprodurre un ambiente tipico di quelle zone prive d’acqua per dimostrare che, anche in zone aride e rocciose, è possibile realizzare un giardino ecosostenibile.

Il Frutteto: qui si può degustare e acquistare l’olio extravergine di oliva di produzione dei Giardini Mileto, ma anche le diverse colture stagionali, raccolte dall’orto biologico e preparate a chilometro zero.

I Giardini Mileto aprono al pubblico dal 30 aprile al 31 ottobre 2024.

I Grandi Giardini Italiani

Nati per promuovere e valorizzare i più bei giardini d’Italia, il circuito dei Grandi Giardini Italiani è nato nel 1997 da un’idea di Judith Wade, la “signora dei giardini”, australiana di nascita, ma cresciuta in Inghilterra, e approdata nel nostro Paese alla fine degli Anni ’90, oggi CEO di Grandi Giardini Italiani.

Comprende 150 tra i giardini più famosi nella storia dell’arte del nostro Paese e comprende luoghi iconici come i giardini di Villa d’Este a Cernobbio, sul Lago di Como, quelli di Tivoli appena fuori Roma, i Giardini Vaticani, quelli di Castel Gandolfo, la Reggia di Caserta e la Reggia di Venaria.

Sono giardini di proprietà dello Stato italiano, ma anche privati, come Villa Bell’Aspetto a Nettuno, entrata nel circuito nel 2022 insieme ad altri quattro, Villa di Montruglio, vicino a Vicenza, Villa Rezzola a Lerici, in Liguria, il Giardino dell’Impossibile sull’isola di Favignana, e la Biblioteca degli Alberi, il più recente giardino sorto a Milano, e ora i Giardini Mileto in Puglia.

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In questo giardino incantato gli alberi “parlano”: è magia

Un luogo in cui il connubio scienza e arte si mostra in tutto il suo fascino e ci regala un’esperienza da vivere: intensa e poetica. Siamo a Roma dove, per il periodo delle festività natalizie, un giardino si trasforma per l’occasione e diviene incantato: termine più corretto non si poteva trovare per un luogo in cui gli alberi “parlano”. Una magia allo stato puro, sorprendete e che lascia senza fiato, che porta le firme di Riccardo Valentini (Premio Nobel per la Pace 2007 con gli scienziati del Clima IPCC), dell’artista Marco Nereo Rotelli e il designer Valerio Cenciarelli.

Il giardino che ci regala la magia: di che cosa si tratta

Un luogo in cui la magia del Natale prende forma e ci permette di immergerci in un’atmosfera sorprendente all’interno della quale vivere l’arte e il rapporto con la natura in un modo nuovo, unico.

Siamo nel cuore di Roma, nel Giardino e nella piazzetta Valadier dell’Hotel de Russie, qui l’arte e la scienza si sono fuse per creare un ambiente in cui immergersi per provare emozioni indimenticabili.

L’artista Marco Nereo Rotelli e la tecnologia scientifica sviluppata dal professore Riccardo Valentini, che è stato insignito del Premio Nobel per la Pace 2007 insieme agli scienziati del Clima IPCC, unitamente al lavoro del designer Valerio Cenciarelli, hanno creato un Giardino Incantato e un Magico Uliveto, con l’obiettivo di proclamare l’ulivo, simbolo di pace e del Mediterraneo, rappresentante dei valori simbolici delle festività natalizie.

In questa location suggestiva viene messo in scena un dialogo tra arte e natura, ispirato alle parole di Albert Einstain: “Guarda in profondità nella natura e allora capirai meglio ogni cosa”. Il risultato è uno spazio in cui a farla da padrone sono arte, cultura, bellezza e poesia grazie all’installazione luminosa dal titolo Christmas Talking Trees, ma non solo.

Quindi il tutto viene pensato come un teatro, dove il giardino assume le forme di una platea, mentre i veri protagonisti (nel ruolo di pubblico e attori) sono quattro alberi d’ulivo installati per l’occasione. Al centro della scena daranno vita a una spettacolare creazione luminosa grazie a versi poetici dedicati alla natura e donati da noti poeti contemporanei internazionali tra cui: Adonis (Siria), Gemma Bracco, Silvia Bre, Edoardo Callegari, Maurizio Cucchi, Sabrina De Canio, Roberto Mussapi, Loretto Rafanelli, Massimo Silvotti, Arica Hilton (USA), Víctor Rodríguez Núñez (Cuba), Paura Rodríguez Leytón (Bolivia), George Wallace (USA); Yang Lian (Cina).

Parole che saranno proiettate all’interno della struttura, sulle piante e sulla parte architettonica, grazie allo stile unico dell’artista Marco Nereo Rotelli, che li ha trasformati in una sorta di magica ramificazione verbale.

Gli ulivi che parlano con i visitatori: dove accade

Il palcoscenico, poi, è la corte di ingresso ovvero Piazzetta Valadier. Qui andrà in scena una magia che nasce dall’intuizione scientifica di Valentini che con la sua squadra di ricerca, grazie al prezioso contributo della PandA Foundation, ha creato qualcosa di inaspettato ed emozionante. Grazie al suo brevetto TreeTalker, ha posizionato una serie di sensori reattivi e dinamici. Il risultato è spettacolare: gli alberi infatti “parlano” con l’uomo, interagiscono con lui. Lo fanno illuminandosi al tatto della mano, comunicano il loro stato di salute e reagendo alla presenza, emanando colore e creando emozione.

L’allestimento natalizio viene inaugurato il primo dicembre ed è accessibile ai visitatori dal 2 dello stesso mese e fino all’Epifania. Non solo esterni, però, perché all’interno della galleria l’arte accoglie gli ospiti in un’altra forma, ma ugualmente straordinaria grazie a quattro opere pittoriche di Rotelli, in un’esposizione curata da Luca Cantore D’amore, in collaborazione con Alessandro Erra Arte

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Da questo giardino puoi ammirare la più bella cartolina d’inverno

L’inverno, con la sua aria frizzante, ha il dono di trasformare i paesaggi in vere e proprie cartoline viventi. Questa stagione, spesso associata al freddo e alla quiete, è capace di vestire i luoghi che amiamo con un abito nuovo, tenero e affascinante.

Le strade, gli alberi, le case, tutto sembra avere un aspetto diverso, quasi incantato. La neve, con il suo splendore, avvolge tutto con delicatezza, regalando un tocco fiabesco alla realtà circostante.

Oggi, il nostro viaggio ci conduce nel cuore della Svizzera, nella suggestiva città di Berna. Questa perla, incastonata tra le montagne, merita di essere visitata in ogni periodo dell’anno, ma è d’inverno che rivela un fascino unico e indimenticabile, trasformandosi in uno scenario da favola.

Più precisamente, c’è un luogo che possiede una bellezza veramente speciale: il Rosengarten. Durante la fredda stagione, infatti, questo Giardino delle Rose diventa un paesaggio incantato. Gli alberi coperti di neve sembrano dormire sotto un soffice piumone bianco, in attesa della primavera. E mentre camminate lungo i sentieri innevati, con lo sfondo della città, vi sembrerà di entrare in un mondo di pura poesia.

Rosengarten: incanto e meraviglia nel cuore di Berna

Rosengarten Berna

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Rosengarten, Berna

Il Rosengarten, conosciuto anche come Giardino delle Rose, si erge imponente su una collina dominante nel centro storico di Berna. Questa meravigliosa attrazione attira una moltitudine di visitatori, appassionati di natura, storia e cultura.

Inizialmente utilizzato come cimitero, è stato trasformato in un incantevole giardino pubblico nel 1913 e, da allora, è diventato un luogo di grande importanza per i bernesi.

Questo parco è famoso per essere un rifugio romantico per gli innamorati e un punto di ritrovo ideale per trascorrere il tempo libero. L’atmosfera tranquilla e pacifica del giardino, unita alla sua eccezionale varietà di fiori, crea un’oasi di serenità lontano dal caos della vita urbana. Da qui è possibile ammirare una vista mozzafiato sul centro storico, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, mettendo in risalto la maestosa cattedrale di Berna e il suggestivo fiume Aare.

Passeggiando tra i sentieri del Rosengarten, si può incappare in una sorpresa che tocca il cuore e la mente: la statua di bronzo di Albert Einstein, seduto placidamente su una panchina. Einstein, che ha chiamato Berna la sua casa dal 1902 al 1909, sembra quasi in attesa di condividere una conversazione silenziosa o uno sguardo complice con i passanti. L’immagine dello scienziato, immerso nei suoi pensieri, è un promemoria tangibile del suo legame con la città e del suo contributo inestimabile all’umanità.

Accanto a questo luogo di contemplazione, il Rosengarten ospita anche il Lesengarten, un giardino dedicato alla lettura. Quest’area verde, attentamente curata e mantenuta, fornisce un ambiente tranquillo e rilassato per chiunque desideri immergersi in un buon libro.

Il Rosengarten d’inverno: una magia tra le dolomiti

Durante i mesi invernali, il Rosengarten si trasforma in un paradiso elegante e tranquillo, lontano dalla frenesia delle folle estive.

Una volta arrivati, lasciatevi incantare dalla vista spettacolare sulla città di Berna. E se durante l’estate si presenta con il suo caratteristico colore rosa che riflette i raggi del sole al tramonto, offrendo un panorama unico e mozzafiato, diventa ancora più magico quando è avvolto dalla candida neve bianca.

Le case storiche, le strade acciottolate, il fiume che serpeggia dolcemente attraverso la città, tutto sembra disegnato per comporre un quadro perfetto. Quando il candore copre i tetti con un manto bianco e soffice, il paesaggio diventa davvero una splendida cartolina.

Infine, non potete concludere il vostro viaggio a Berna senza fare tappa al ristorante Rosengarten. Da metà ottobre a fine febbraio, infatti, la veranda della fonduta diventa il luogo perfetto per gustare specialità culinarie irresistibili.

ristorante Rosengarten

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Ristorante Rosengarten, Berna
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Il museo-giardino che è un’oasi di pace e di bellezza

A osservarlo sembra quasi finto, perché la perfezione e la simmetria regnano sovrane. Ci sono cespugli rotondi, prati che sembrano impeccabili macchie di colore dalla forma ben definita, ci sono gli alberi a punteggiare l’ambiente, e anche loro appaiono perfettamente collocati, seguendo uno schema ben preciso, lungo sentieri bianchi che si perdono nelle sfumature cangianti della natura

Questo museo-giardino straordinario si trova in Giappone ed è una vera e propria oasi di pace e bellezza, ma non solo: è la culla dell’arte, infatti, qui si può apprezzare uno straordinario connubio che mescola insieme dipinti e natura.

Adachi Museum of Art, un museo-giardino uscito da un sogno

Si dice che siano un “dipinto giapponese vivente”: stiamo parlando dei giardini che compongono l’Adachi Museum of Art e che si estendono per circa 165mila metri quadrati. Questo luogo dal fascino incredibile si trova in Giappone, a circa un’ora di distanza da Matsue, ed è facilmente raggiungibile prima con un treno fino alla stazione di Yasugi, poi salendo sulla navetta gratuita che porta al museo. È nella prefettura di Shimane.

Una vera e propria oasi di pace e bellezza in cui ammirare l’arte nelle sue tante forme. C’è quella naturale dei giardini, mai uguali a loro stessi, che ogni giorno regalano suggestioni, scorci ed emozioni nuove, c’è quella dei dipinti che si possono ammirare. Come viene spiegato sul sito ufficiale della struttura, il fondatore Adachi Zenko percepiva un collegamento tra la bellezza dei giardini in stile giapponese e dipinti di Yokoyama Taikan. Così ha realizzato il giardino giapponese: “con la speranza che, attraverso la sua espressione stagionale di bellezza naturale, i visitatori sarebbero stati ispirati a vedere i dipinti di Taikan con un rinnovato senso di apprezzamento”.

Poi sono stati aggiunti altri artisti andando a creare un vero e proprio viaggio nell’arte in tante forme differenti. Il museo è dotato di una collezione permanente, inoltre le mostre vengono cambiate nel corso dell’anno in base alle stagioni, per offrire ai visitatori un’esperienza sempre nuova.  All’interno della struttura si trovano anche un caffè e una tea house.

La bellezza dei giardini che cambiano ad ogni stagione

La natura è una delle forme d’arte più incredibili e spettacolari: mai uguale a sé stessa, ogni giorno lo stesso luogo può regalare sensazioni sempre nuove. Così fanno i giardini che si possono ammirare nell’Adachi Museum of Art: ogni stagione restituisce sfumature diverse, colori vibranti e fascino.

Un luogo che vale la pena segnare tra le tappe imperdibili se si programma un viaggio in Giappone e che è intanto possibile ammirare grazie a una webcam (direttamente dal sito) che fa vedere in diretta questa oasi di bellezza. Durante le stagioni i giardini abbracciano il cambiamento e, allora, si può vedere la natura sommersa da un soffice manto di neve, oppure risvegliarsi ed esplodere di vita e colori in primavera ed estate. E, ancora, brillare dei colori più intensi durante la stagione autunnale. I giardini sono composti da aree diverse, ad esempio vi è quello della ghiaia bianca e dei pini, o quello del muschio; inoltre è importante sapere che non si può accedere direttamente ma si possono ammirare dall’edificio.

Il museo è stato aperto nel 1970, quando il suo fondatore aveva 71 anni. Lo si può visitare tutti i giorni dell’anno, inoltre da 20 anni i giardini sono in cima alla lista stilata dalla rivista americana The Journal of Japanese Gardens.