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Vyšehrad, la collina-fortezza piena di leggende

Tra le città più romantiche d’Europa, ma forse del mondo intero, c’è una Capitale ricca di meraviglie che tra le sue tante attrazioni ne cela una che è pregna di mistero. Si chiama Vyšehrad, ed è una collina-fortezza che da secoli è avvolta da leggende, che sono una più curiosa dell’altra.

Vyšehrad, informazioni utili

Vyšehrad sorge nell‘incantevole cornice della città di Praga e, anzi, è proprio lei una parte fondamentale del prezioso skyline di questa città. Si tratta di una straordinaria collina-fortezza che corrisponde alla zona più antica della Capitale, ma anche a uno dei punti da cui poter ammirare la migliore vista panoramica su questa elegante realtà dell’Europa Centrale.

Una vera e propria “roccia sul fiume” che nella sua lunga storia – la nascita risale al X secolo – ha svolto diverse funzioni: è stata sede reale di monarchi, città ricca attività, fortezza e per finire un cimitero.

Arroccata in posizione predominante su un’altura che si erge sul fiume Moldava, è facilmente raggiungibile con la metropolitana cittadina e visitabile tutto l’anno, anche se con orari diversi in base alle stagioni.

Cosa vedere in questa collina-fortezza

La storia di Vyšehrad è particolarmente travaglia, o almeno lo è stata fino a circa il 1650. Oggi è una zona imperdibile di Praga, una di quelle cose da visitare assolutamente per capire ancora più a fondo le origini di questa magnifica città.

La collina di Vyšehrad

Fonte: iStock

Panorama di Praga dall’alto con la città vecchia e Vyšehrad al tramonto

Ad accogliere il visitatore ci sono delle splendide porte che invitano a fare ingresso in un prezioso complesso che ha poco a che fare con il caos cittadino, un’area verde dove il silenzio è costantemente in sottofondo. I punti di accesso sono diversi: ci sono Porta di Tabor, Porta delle Sommità, Porta Leopoldina e la Porta di Mattoni, che ospita una mostra permanente sulla storia della fortezza. Quattro imponenti varchi che fanno parte di una sontuosa cinta muraria percorribile a piedi.

Passo dopo passo si arriva al vecchio Palazzo Reale, progettato in stile gotico e rinascimentale, che conserva una meravigliosa sala chiamata Vladislav e che viene utilizzata per le inaugurazioni. Inoltre, ospita una copia della corona ceca.

Tra i simboli indiscutibili di questa zona, e forse anche di tutta la città, c’è la Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, dall’impianto gotico e con una sontuosa facciata sorretta da due straordinarie torri a guglia, chiamate “Adamo” ed “Eva”. Non sono da meno gli interni, caratterizzati da mura possenti e con decorazioni che presentano elementi templari e opere di esponenti della pittura gotica.

La Rotonda romanica di San Martino è una piccola e graziosa cappella del XI secolo, che è una “sopravvissuta” alla feroce Guerra dei Trent’anni, periodo in cui venne utilizzata come di magazzino per le munizioni. Dal diametro di 650 metri, conserva quadri di Konig ed Herman e una palla di cannone murata che rievoca l’assedio prussiano del 1757.

Da queste parti sorge anche il Cimitero nazionale di Slavín, dove riposano le grandi personalità della Repubblica Ceca, tra cui artisti del calibro di Alphonse Mucha, Bedřich Smetana e Jan Neruda.

Ci sono poi le Casematte settecentesche, un fitto sistema di gallerie sotterranee che conduce in una stanza di poco più di 300 metri quadrati, dove in passato venivano conservati i militi dell’esercito e gli alimenti, in particolare le patate. Tra le altre cose, qui giace anche il Gorlice, che custodisce diverse statue originali del Ponte Carlo.

Poi ancora le Cantine gotiche, altre gallerie sotterranee dove ammirare una collezione di reperti archeologici e oggetti religiosi che illustrano la storia di Vysehrad dal 3800 a.C. fino ai giorni nostri, e la Galleria Vysehrad, una sala per mostre temporanee che è stata edificata sulla cinta muraria.

Porta Leopoldina, Praga

Fonte: Getty Images – Ph: Bill Tompkins

La bellissima Porta Leopoldina

Le incredibili leggende di Vyšehrad

Le leggende a Vyšehrad si sprecano. Una di queste narra la storia della principessa Libuše che previde la futura gloria di Praga dalla sua residenza a Vyšehrad. In particolare, per la sovrana era in arrivo la nascita di “una città la quale gloria arriverà alle stelle…”.

Ma non solo, perché nella Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo spicca l’immagine della Vergine Maria dipinta, secondo la leggenda, da San Luca. Inoltre, nel sarcofago romanico che si trova accanto all’altare sarebbero custoditi i resti di Longino, il soldato romano che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce.

Insomma, Vyšehrad è un luogo imperdibile di Praga e intriso di pura magia.

Cos’altro vedere in città

Ci vorrebbero più giorni per scoprire Praga per intero, perché oltre a Vyšehrad la città offre dei punti di interesse che sono assolutamente imperdibili. La “Città Magica” posata al centro dell’Europa, infatti, è un susseguirsi di meraviglie preziose a partire dal suo Castello, che troneggia sulla città con un fare minaccioso e inaccessibile. Per raggiungerlo bisogna percorre lunghe strade ripide, tra cui la splendida e faticosa Via Nerudova.

C’è poi Malá Strana, ovvero “Parte Piccola”, un quartiere interamente ricostruito da artisti e architetti italiani che le donarono l’attuale aspetto barocco e rinascimentale. Da quel momento in poi, qui il tempo pare essersi fermato: ci sono graziose piazzette, splendidi palazzi e angoli romantici che catapultano in tempi ormai andati.

Eccezionale è anche il grande quartiere storico di Praga: Stare Mesto, che in ceco significa Città Vecchia. Il cuore pulsante di questa zona è la Piazza della Città Vecchia la cui attrazione principale è l’Orologio Astronomico del Municipio dal quale, ogni ora, “prendono vita” delle statuette dei personaggi religiosi e civili che si muovono in un antico rituale. Assolutamente affascinante è Chiesa di Týn, dotata di guglie gotiche che tolgono il fiato.

Non è di certo da meno la Cattedrale di San Vito che è persino una delle più grandi e sorprendenti d’Europa. Lunga 124 metri, larga 60 e alta 33, offre interni splendidi e difficili da dimenticare. Ma non solo, perché c’è anche la magnifica Cappella di San Venceslao, una cripta sotterranea dove riposano i re boemi e in cui è protetto il tesoro che contiene i gioielli per l’incoronazione dei sovrani.

Infine – ma Praga ha davvero tantissimo altro da offrire – lo Josefov, il Ghetto Ebraico di Praga, da molti ritenuto uno degli angoli più emozionanti della città.

Insomma, non resta che organizzare un viaggio nella magnifica Praga per scoprire Vyšehrad e le altre affascinanti attrazioni.

Praga, cosa vedere

Fonte: iStock

I tetti di Praga
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Apre al pubblico l’altra Versailles, una dimora ricca di storia

Alle porte di Parigi c’è un altro castello oltre alla famosa Reggia di Versailles che merita di essere scoperto. Un luogo storico e meraviglioso che ha una ricca storia da raccontare.

È l’ultimo nato dei Monumenti nazionali di Francia e ora è aperto al pubblico. Si tratta del luogo che per decenni ha celato segreti di Stato, che ha ospitato re, regine, imperatori, presidenti e primi ministri in visita nel Paese.

Un luogo che, proprio per mantenere la privacy dei suoi ospiti, è stato scelto perché immerso in un bosco, forse il più bello di Francia, un tempo luogo di caccia, e completamente isolato dal resto del mondo, pur essendo a solo un’ora da Parigi.

Appartamento Napoleone Rambouillet-bains

Fonte: ©Benjamin Gavaudo – Centre des monuments nationaux

L’appartamento di Napoleone nel Castello di Rambouillet

Château de Rambouillet, alle porte di Parigi

Stiamo parlando dello Château de Rambouillet, un bellissimo castello del Trecento con tanto di torri ai quattro lati. Sembra uscito da un libro di fiabe. Talmente bello che già Carlo V, re di Francia, lo volle per sé. Poi passò a Luigi XVI e poi a Napoleone Bonaparte, che lo fece restaurare dopo i disastri della Rivoluzione francese. Da allora, è rimasto nelle mani dello Stato francese fino al 2018, divenendo sede di rappresentanza del Presidente della Repubblica francese, ma anche luogo di villeggiatura della più alta carica politica di Francia.

Fu proprio nel castello di Rambouillet che, nel 1975, l’allora presidente francese Valéry Giscard d’Estaing riunì i Capi di governo dei sei Paesi più industrializzati al mondo, tra cui il presidente degli Stati Uniti Gerald Ford, il primo Ministro inglese Harold Wilson, l’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt e il nostro ex presidente del Consiglio Aldo Moro dando vita a quello che sarebbe diventato il G8.

Da allora sono state ospiti nel castello tantissime personalità più in vista, dalla regina Elisabetta II a Nelson Mandela, tanto da essere soprannominato “l’altra Versailles“.

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Fonte: ©Benjamin Gavaudo – Centre des monuments nationaux

Il bellissimo Salon Médicis nel Castello di Rambouillet

Oggi si possono visitare quelle stanze che hanno ospitato re, imperatori e presidenti, una vetrina del savoir-faire francese in materia di arti decorative, il cui arredamento era stato commissionato ai più importanti arredatori d’interni del Paese e concepito come fosse un transatlantico di lusso.

Appena restaurato e aperto da poco alle visite, l’appartamento dell’imperatore, situato al primo piano del maniero con affaccio sulla corte d’onore, che comprende tre stanze, tra cui la splendida sala da bagno con gli arredi ottocenteschi e gli affreschi alle pareti e che fu prima del conte di Tolosa e poi della regina Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI.

Ma tra gli splendidi ambienti che si possono visitare c’è la sala dei marmi, anche detta Salon Médicis, luogo d’incontri e della mondanità che frequentava il castello.

Il parco del Castello di Rambouillet

Il castello è immerso in un immenso parco di 150 ettari, con giardino alla francese e un fiume che scorre in mezzo, dove si può passeggiare, ma anche girare in bicicletta, in barca o con le vetture elettriche. Nel parco, all’interno del giardino all’inglese, ci sono due piccoli edifici che meritano una visita: la Laiterie de la Reine e la Chaumière aux coquillages, due piccoli tesori architettonici risalenti al XVIII secolo. La “latteria” fu costruita per la regina Maria Antonietta ed è un tempio del neoclassicismo e incarna la raffinatezza dell’età dei Lumi. Il cottage delle conchiglie, invece, è uno dei luoghi più finemente arredati che esistano in Europa.

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Come visitare Château de Rambouillet

Il castello è aperto tutti i giorni tranne il martedì. Dal 1° ottobre al 31 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 17. dal 1° aprile al 30 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 18. Il parco è gratuito, mentre per visitare il catello, la latteria e il cottage il biglietto costa 11 euro. Gratis per i ragazzi di età inferiore ai 18 anni e la prima domenica dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre.

Nella visita è compresa la mostra “Rambouillet 1950, dans l’intimité du Président” che si tiene fino al 21 aprile 2024, un’immersione nella più gloriosa epoca presidenziale che il castello abbia conosciuto, quella del dopo guerra. Concepita con nuovi arredi – che saranno completati negli anni a venire -, l’esposizione vuole mostrare il ritorno dei mobili creati espressamente per il Castello di Rambouillet sotto il mandato di Vincent Auriol (1947-1954) dai più grandi decoratori dell’epoca, emergenti o già affermati.

Il castello è raggiungibile in 35 minuti di treno da Parigi partendo dalla Gare de Montparnasse con fermata Rambouillet.

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Fonte: 123rf

Il parco del Castello di Rambouillet
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Alla scoperta dei castelli reali della Danimarca

Il 14 gennaio 2024 è un giorno che in Danimarca passerà alla storia: per la prima volta in oltre mezzo secolo, salirà al trono un re, quando la Regina Margherita abdicherà per lasciare il posto al Principe ereditario Frederik.

Quale momento migliore, allora, per andare alla scoperta dei sontuosi castelli reali del Paese?

Dietro le quinte del Palazzo Amalienborg

Per ripercorrere la storia della Casa Reale danese non si può perdere l’occasione di visitare il Palazzo Amalienborg a Copenaghen, la principale residenza dei monarchi, magnifico complesso palaziale in pieno centro, a pochi passi dalla Chiesa Marmorea o  Frederiks Kirke.

Sono quattro gli edifici che si affacciano sulla piazza, costruiti durante la metà del XVIII secolo in stile rococò: il Palazzo di Federico VIII, la residenza reale del Principe ereditario, il Palazzo di Cristiano VII che ospita eventi ufficiali e ricevimenti d’onore, il Palazzo di Cristiano VIII, aperto al pubblico e sede del Museo di Amalienborg, e il Palazzo di Cristiano IX, residenza della Regina Margherita.

Il Museo di Amalienborg, lungo le sale finemente decorate, illustra gli ultimi 150 anni della Corona Danese grazie a una ricca collezione di foto e ritratti di famiglia nonché suppellettili e mobili d’epoca: in più, è possibile ammirare la Sala del Piano e affacciarsi all’ingresso principale dove si svolgono ricevimenti di gala e cerimonie.

Per concludere, una delle attrazioni più significative di Copenaghen è il Cambio della Guardia Reale che avviene proprio dinanzi al Palazzo di Amalienborg.

La Regina nei ritratti al Castello di Frederiksborg

Il 13 gennaio aprirà i battenti una mostra che racconterà la vita della Regina e i suoi 52 anni sul trono grazie a un cospicuo numero di ritratti, tra cui uno a opera di Andy Warhol.

Scenario d’eccezione sarà il Castello di Frederiksborg, a una trentina di chilometri da Copenaghen, nella Selandia del Nord: si tratta di un vero e proprio “tesoro reale” in stile rinascimentale olandese che, dal 1878, ospita il Museo di Storia Nazionale.

Una visita al museo consente di compiere un entusiasmante viaggio attraverso 500 anni di storia danese e magnifiche stanze che custodiscono arredi, tappezzerie, dipinti e ritratti.

A dir poco sorprendenti anche i giardini con due differenti prospettive sulla natura: il Giardino Barocco esprime l’ideale del XVIII dell’uomo che controlla la natura mentre il Giardino romantico all’inglese la ricerca naturale del XIX secolo.

Koldinghus, uno dei castelli più importanti del Paese

Per secoli, Koldinghus è stato uno dei castelli reali più importanti della Danimarca e, oggi, è un museo moderno e un’attrazione di livello mondiale per adulti e bambini.

Situato nella città di Kolding, custodisce, infatti, antiche pitture danesi, pregiate collezioni di mobili, oggetti sacri dell’arte romanica e gotica e ospita mostre temporanee di grande impatto.

Il maestoso Palazzo di Christiansborg

Tra i monumenti più visitati di Copenaghen, edificato nel XII secolo e residenza reale fino al 1794, il maestoso Palazzo di Christiansborg è oggi sede del Parlamento danese nonché del potere esecutivo e giudiziario.

La visita culmina con gli appartamenti reali che permettono di immaginare come fosse la vita dei monarchi: in particolare, affascinano la Sala del Trono, gli appartamenti del re e della regina, la Sala dei ricevimenti e l’immenso Salone degli arazzi che può ricevere fino a 400 invitati.

Le scuderie reali accolgono le antiche carrozze d’epoca e i Cavalli della Corona mentre un must è salire sulla cima della torre (dove sono esposti oggetti storici, fotografie e sculture) per godere di una vista senza eguali sulla capitale.

400 anni di storia al Castello di Rosenborg

Nel cuore dei Giardini del Re, il parco più antico di Copenaghen, si staglia il Castello di Rosenborg, residenza reale fino al 1710.

Oggi, nelle sale perfettamente conservate, è custode della collezione dei Gioielli della Corona Danese e di innumerevoli oggetti di valore: visitarlo significa ritrovarsi al cospetto di 400 anni di storia, con appartamenti impreziositi da dipinti storici e mobili originali del XVIII secolo.

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Una terrazza sulle Apuane: Fivizzano tra castelli, storia e panorami imperdibili

La Lunigiana è una terra di confine. Una piccola porzione di territorio incuneata tra Emilia Romagna, Liguria e Toscana, di cui fa parte amministrativamente, conservando però una propria originalità culturale lontana dallo stereotipo della toscanità.

Di grande rilevanza in epoca preistorica per la cultura delle statue stele e in epoca medievale per la funzione di collegamento tra la bassa padana e il nord della Toscana in direzione di Roma, la Lunigiana perse importanza dal punto di vista commerciale e militare con il passare dei secoli. Una fortuna, in qualche modo, che oggi rende possibile l’accesso ad un territorio che ha conservato, come una crisalide, molte delle sue caratteristiche antiche.

All’aspetto storico, la Lunigiana abbina anche caratteristiche naturali distintive, chiusa com’è a ovest dal mare, a sud dalla catena montuosa delle Alpi Apuane e a nord-est dagli Appennini.

Il connubio di questa duplice connotazione è ciò che rende speciale Fivizzano, un borgo che è un piccolo scrigno incassato tra il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Una sorta di balcone panoramico che permette di spingere lo sguardo sulle cime verdi della dorsale appenninica e al contempo ammirare la nuda, aspra roccia dei picchi apuani, di sedere in eleganti caffè in una caratteristica piazza e di visitare massicce fortezze e impervi castelli nelle immediate vicinanze.

Fonte: CC BY-SA 3.0

La Fontana Medicea al centro della piazza di Fivizzano

Il borgo di Fivizzano

Fivizzano è il borgo più rilevante della vallata attraversata dai torrenti Rosaro, Aulella e Lucido. Da un lato sormontata dagli oltre 1.800 metri di altitudine del monte La Nuda e della Cima Belfiore, che separano la provincia di Massa Carrara da quella di Reggio Emilia, e da un altro affacciata sul Pizzo d’Uccello, scenografica cima apuana, ricopre un territorio abitato fin dalla preistoria.

La cittadina che oggi conosciamo è sorta ed ha acquisito rilevanza intorno ad un ospedale per i pellegrini che si dirigevano verso Roma attraversando il valico del Cerreto, poco più a nord-est di Fivizzano. Nel medioevo il borgo assunse pertanto una notevole rilevanza strategica, rendendola frequente bersaglio di contese fra i signori feudali di questa porzione d’Italia.

Amministrata soprattutto dai marchesi Malaspina, fu catturata dal leggendario condottiero lucchese Castruccio Castracani nella prima metà del Trecento, occupata poi nel primo Quattrocento dai Visconti di Milano e a fine secolo devastata dalle truppe francesi di Carlo VIII.

A differenza di molti borghi lunigianesi, Fivizzano passò sotto il dominio di Firenze alla fine del XV secolo. Un accadimento che donò al centro una decisiva importanza dal punto di vista commerciale, di cui beneficiò tutta la cittadina e di cui ancora oggi si giova.

Si prenda ad esempio la Piazza Medicea, centro cittadino e simbolo del borgo, caratterizzata dalla bella fontana secentesca che si trova al centro e dagli eleganti palazzi che la circondano, oggi abbelliti da locali e caffè che mantengono una signorile eleganza. In stile fiorentino, sia la fontana che i palazzi gentilizi valgono come testimonianza della longa manus del capoluogo su Fivizzano.

La Piazza del Marzocco a Fivizzano

Altra attestazione è la Piazza del Marzocco, piccolo slargo di fronte al Palazzo Comunale dove una colonna in marmo sorregge il leone simbolo della Repubblica Fiorentina, al centro di uno spazio verde decorato con il giglio di Firenze. Il monumento venne innalzato nel 1477, al momento della dedizione formale del borgo di Fivizzano alla Repubblica. Danneggiato nel corso dei secoli, è stato restaurato dall’amministrazione locale nel 2007.

Il centro storico, circondato dalla cinta muraria aperta da tre porte, è caratterizzato inoltre dal Palazzo Fantoni Bononi, dimora della famiglia nobile omonima che vi ha collocato al piano terreno il Museo della Stampa Jacopo da Fivizzano, dedicato al tipografo quattrocentesco che, tornato in patria da Venezia, vi importò l’arte della stampa e aprì una delle prime stamperie d’Italia.

I panorami imperdibili di Fivizzano

Assieme alle sue nobili caratteristiche architettoniche, Fivizzano si caratterizza per la sua eccezionale posizione panoramica. Come l’ha definita Giosué Carducci:una perla sperduta fra i monti.

Già le strade che si percorrono per raggiungere Fivizzano, la Strada Statale 63 che proviene da Aulla e da Reggio Emilia o ancor più la Strada Provinciale 21 che arriva dalla vicina Licciana Nardi, offrono scorci mozzafiato sul Pizzo d’Uccello e sulle altre cime delle Alpi Apuane che fanno di sfondo al borgo.

Il luogo ideale per ammirare la peculiare posizione di Fivizzano è la Chiesina della Tergagliana, un piccolissimo edificio religioso eretto in vetta all’omonimo monte, qualche centinaio di metri più in alto rispetto al paese.

Le verdi cime degli Appennini dalla vetta del Monte Tergagliana

La Chiesina della Tergagliana si può raggiungere a piedi tramite un breve ma ripido sentiero che parte dai piedi delle mura di Fivizzano, prendendo via Ponte e parcheggiando, per l’appunto, nei pressi dell’antico ponte sul torrente Rosaro. L’escursione dura un paio d’ore fra andata e ritorno, ma la chiesa può essere raggiunto con un percorso più breve anche dalle case abbandonate di Virolo, raggiungibili in auto attraverso una strada molto stretta, o in mountain bike.

Dalla Chiesina della Tergagliana lo sguardo abbraccia il pianoro dove sorge Fivizzano, che si distingue per il campanile della Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio, le maestose cime delle Apuane e le verdi sommità degli Appennini. Un panorama da non perdere in ogni stagione dell’anno.

Fivizzano e dintorni, cosa visitare nelle frazioni

Il comune di Fivizzano è il secondo per ampiezza tra quelli della Lunigiana ed è punteggiato da ben 94 frazioni e piccoli abitati, con una miriade di castelli, edifici religiosi e panorami da esplorare e scoprire.

Nelle immediate vicinanze del borgo si trova ad esempio il Castello di Verrucola, imponente fortezza medievale che precede, come datazione, lo sviluppo di Fivizzano. La Statale 63 costeggia il borgo medioevale, che si raggiunge attraversando un ponte sul torrente Mommio: è affascinante passeggiare tra gli antichi edifici di pietra, le vecchie case e i tre possenti blocchi che costituiscono il castello vero e proprio, ovvero il mastio, la torre e il cassero. In più, la struttura è oggi vivacizzata dalla presenza del buon ristorante Locanda al Castello.

Il Castello di Verrucola

Nei pressi della frazione di Gragnola sorge l’imponente Castello dell’Aquila, che domina il borgo e la confluenza tra il torrente Aulella e il torrente Lucido, in posizione estremamente scenografica sia per chi lo ammira da lontano che per chi lo visita. Il castello è di proprietà privata e si può visitare su prenotazione.

Il Castello dell’Aquila

Per ammirare più da vicino le cime delle Apuane ci si può spingere fino alla frazione di Vinca, nella valle del torrente Lucido, tra le vette dei monti Sagro, Grondilice e Pizzo d’Uccello. Oltre agli aspri e meravigliosi panorami montani, Vinca offre peculiari caratteristiche gastronomiche: è celebre il suo pane scuro, realizzato in grandi forme rotonde da due chili, ma anche il lardo e i prodotti di castagne.

Sono solo tre esaltanti esempi della ricchezza di un territorio davvero punteggiato di piccole meraviglie, ma meritano una citazione anche Aiola, Equi Terme, Viano, Monte dei Bianchi, Monzone, Arlia, Sassalbo, Rometta, Magliano.

Fivizzano, insomma, è immersa in un contesto fantastico, oggi rimosso dai principali circuiti turistici, dove fermarsi e scoprire storia, cultura e natura come poche altre se ne conoscono.

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Castello di Hohenschwangau, un vero spettacolo della Baviera

Tutti hanno visto almeno un’immagine del meraviglioso Castello di Neuschwanstein, un maniero da fiaba situato in Germania che ha persino ispirato Walt Disney in persona. Ma in pochi sanno che a due passi da questo prende vita un altro bellissimo maniero che è addirittura più antico dell’altro, e che vale assolutamente la pena visitare. Parliamo del Castello di Hohenschwangau, un vero spettacolo della Baviera.

Cosa aspettarsi

Il Castello di Hohenschwangau domina il grazioso paesino di Schwangau dalla cima di una boscosa collina che regala un pittoresco panorama sul placido Lago Alpsee. L’atmosfera è romantica, come in pochi altri posti al mondo, anche se la struttura si presenta come meno sfarzosa rispetto a Neuschwanstein.

Ciò non toglie che sia ancora pregno di arredi originali e che sia immerso in uno splendido scenario naturale.

Un po’ di storia

Essendo il “fratellino minore” del Castello di Neuschwanstein, verrebbe facile pensare che anche l’Hohenschwangau sia uno dei “castelli di Ludwig”. In realtà non è così. Come vi accennavamo in precedenza, infatti, tra i due è il più vecchio e per questo motivo non è stato fatto costruire del re di Baviera.

Hohenschwangau, Germania

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Il Lago Alpsee e il Castello di Hohenschwangau

Tuttavia, la sua particolare atmosfera ha sicuramente avuto un ruolo determinante nella vita del sovrano, che qui trascorse buona parte della giovinezza durante le pause estive.

Questa straordinaria struttura era originariamente una fortezza medievale, già nominata nel XII secolo. Nel corso del tempo cambiò più volte proprietario, fino all’abbandono e alla rovina. Bisogna poi arrivare al Cinquecento, momento in cui, per fortuna, ciò che rimase di questo castello venne acquistato dalla ricca famiglia patrizia dei Paumgartner che si impegnò nel restauralo completamente in stile rinascimentale italiano.

Nel 1829 Massimiliano II, padre di Ludwig II, decise di comprarlo per farlo nuovamente restaurare dalle abili mani e dalle brillanti idee di Domenico Quaglio. Grazie agli interventi voluti da Massimiliano II, il maniero fu trasformato in un palazzo divenendo poi un luogo davvero eccezionale e amato da chiunque lo visiti.

Il Castello di Hohenschwangau oggi

È un posto assai importante per la Germania, perché proprio all’interno delle sue stanze Ludwig ebbe i primi contatti con le saghe nordiche e le leggende teutoniche. Ma non c’è da sorprendersi: il Castello di Hohenschwangau si presenta con un peculiare colore giallo e con guglie e torrette che svettano su un caratteristico e meraviglioso territorio alpino.

Conta ben 6000 metri quadri impreziositi da 200 stanze che si sviluppano su 4 piani. Per entrarvi occorre varcare un monumentale portale d’ingresso che conduce al cortile d’onore, che a sua volta è diviso in due piani.

Le sale del castello

A colpire sono anche le sale del castello come quella più grande, la Sala degli Eroi, che occupa interamente il quarto piano. Il suo ruolo era quello di essere una sala da ballo e, non a caso, è decorata con affreschi che richiamano il Parsifal ed il Lohengrin, ovvero ciò che ha ispirato l’omonima opera di Wagner che in queste mura è passato diverse volte. In più, è presente anche un busto di Ludwig, in marmo di Carrara, opera della scultrice americana Elisabeth Ney che ebbe come modello il re in persona.

Molto interessante è anche la Hohenstaufenzimmer, la sala dello spogliatoio che è stata poi trasformata nella stanza della musica. Proprio qui, infatti, è protetto il pianoforte verticale con cui suonava Richard Wagner, insieme al telescopio usato da Ludwig per osservare il progredire dei lavori del suo nuovo maniero.

Castello di Hohenschwangau visita

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L’ingresso del Castello di Hohenschwangau

Non poteva di certo mancare la Sala del Trono che vanta la particolarità di assomigliare a una chiesa e che è impreziosita con immagini di Gesù, dei Dodici Apostoli e di angeli dipinti nelle vele. Voliamo ora nella meravigliosa Stanza da Letto della regina Maria che è sorprendentemente decorata in stile moresco. È presenta anche la Stanza di Berchta in cui la sovrana si dedicava alla scrittura, un angolo del castello abbellito con episodi relativi alla vita di Carlo Magno e di sua madre.

Il motivo per cui è stata adornata in questo modo è molto semplice: secondo una leggenda locale, Carlo Magno venne al mondo nel mulino Reiss, presso Gauting, nelle vicinanze del Lago di Starnberg. Al centro della stanza, inoltre, svetta una coppa dorata che è un dono dei cavalieri dell’Ordine di San Giorgio al principe reggente Luitpold, in occasione del suo 50° anno di appartenenza all’ordine.

Poi ancora la Camera da letto reale, detta anche Camera del Tasso, che è decorata con scene della storia di Rinaldo e Armida tratta dalla “Gerusalemme liberata”.

Infine, per approfondire ancora di più la vita, la storia e le vicende della dinastia dei Wittelsbach e di Ludwig II si può fare visita al Museum Bayerischen Könige, che si trova ai piedi del castello e dove è esposto persino il mantello in velluto blu di re Ludovico.

Cos’altro vedere a Schwangau

Hohenschwangau e Neuschwanstein sono sicuramente le due attrazioni principali di Schwangau, ma ciò non toglie che questo grazioso comune della Baviera abbia anche molti altri siti di interesse da scoprire.

Molto bello, per esempio, è il vertiginoso Ponte di Maria, il Marienbrucke, che sorge a centinaia di metri sopra la gola di Pollat. Camminandoci sopra, tra le altre cose, si ha la possibilità di ammirare una delle più emozionanti vedute sul Castello di Neuschwanstein e di tutta l’area circostante.

Alla fine del ponte è possibile intraprendere un sentiero che attraversa una rigogliosa foresta di conifere popolata scoiattoli e cerbiatti. Girovagando per il centro, invece, si ha la possibilità di scovare alcune interessanti e antiche chiese come la Colomanskirche, fondata da un monaco irlandese nel XI secolo e ricostruita in un magnifico stile barocco. Non è di certo meno suggestiva la cappella di Maria und Florian, uno più dei rari esempi di architettura romanica sopravvissuti in Baviera.

Infine, sappiate che da qui si può intraprendere anche l’avventuroso percorso della Romantische Straße, il tracciato delle antiche strade romane che da Schwangau permette di arrivare alla regione di Wurzburg, a circa 360 chilometri a nord.

Insomma, questo angolo della Germania è uno scrigno di meraviglie naturali e architettoniche da scoprire il prima possibile.

Schwangau: cosa vedere

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Veduta di Schwangau
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Come in una fiaba: questo castello può diventare la tua dimora

Castelli, manieri e fortezze, torri e magioni sono diventate con gli anni delle vere e proprie attrazioni turistiche. Del resto nessuno rimane immune al fascino delle storie e delle leggende che hanno a che fare con principi e regnanti, regine e cavalieri.

E questo è vero sopratutto quando quelle dimore, che sono diventate il simbolo dei fasti del passato, vengono trasformate in strutture ricettive che consentono di vivere un sogno: quello di indossare i panni di un re per un giorno. In fondo chi non ha mai sognato di trascorrere una notte regale?

In realtà, però, c’è la possibilità di fare molto di più e quindi di non limitarsi soltanto a trascorrere una breve vacanza in un luogo da fiaba perché a Clifton, in Texas, c’è un enorme castello dalle fattezze incantate che può diventare la tua prossima casa.

AAA Cercasi principe per un castello

Il nostro viaggio di oggi ci conduce a Clifton, un centro abitato da poco più di 3.000 persone situato nella contea di Bosque nello stato del Texas. Cittadina tranquilla e ricca di zone verdi, Clifton non è sicuramente una di quelle destinazioni inserite nei radar più turistici, eppure è proprio qui che gli avventurieri di tutto il mondo possono realizzare un sogno: quello di cambiare vita e di trasferirsi in un castello.

Sulle sponde del lago Whitney, un vero e proprio rifugio paradisiaco lontano dal caos e dal disordine delle città, sorge un castello fiabesco che si staglia nel cielo e che vanta un panorama d’eccezione: da una parte le acque placide del lago e dall’altra la natura lussureggiante.

Situato a 30 minuti da Waco, a un’ora da Fort Worth e a 2 ore da Austin, Parsons Castle – questo il suo nome – è ora alla ricerca di un principe e una principessa disposti a trasformare questo castello nella loro dimora.

Parsons Castle

Fonte: Jam Press/Become Legendary / IPA

Parsons Castle, gli interni del maestoso castello di Clifton

Parsons Castle: ecco come acquistare il castello

Le fotografie diffuse lasciano poco spazio all’immaginazione: Parsons Castle è davvero il castello delle fiabe. Rivisitato in chiave moderna, pur mantenendo tutti gli elementi della tradizione come il ponte levatoio, le torri e la sala da ballo, l’edificio è stato messo in vendita e ora in attesa dei prossimi regnanti che lo abiteranno.

Come anticipato, il castello è situato a Clifton, in Texas, e più precisamente nei pressi del lago Whitney. Arroccato su una scogliera, il castello si snoda su 5 piani, e offre una vista mozzafiato su tutto il panorama circostante. L’accesso avviene attraverso un ponte levatoio che permette di raggiungere il grande foyer. Il primo ambiente che si incontra è quello della sala da ballo che si estende per circa 3.000 metri quadrati. All’interno dell’edificio, poi, ci sono 10 opulente camere da letto per gli ospiti, 15 bagni e una suite nuziale.

Il terzo piano, raggiungibile in ascensore, ospita l’attico dei proprietari che comprende una cucina a vista, un soggiorno con sala da pranzo, la camera da letto e numerosi balconi che affacciano sul lago. Completano la proprietà una piccola pensione con tre alloggi, una piscina e una Spa.

Costruito nel 2018, il castello è stato utilizzato per eventi e matrimoni. Adesso, invece, è in vendita – gestita dalla Hacker Property Group -al prezzo di 5,5 milioni di dollari.

Parsons Castle

Fonte: Jam Press/Become Legendary / IPA

Parsons Castle
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La solenne fortezza di pietra si veste di atmosfera natalizia

“La perla del Tirolo”. È così che viene chiamata, in una famosa canzone popolare, Kufstein. Durante l’Avvento, questa affascinante cittadina sull’Inn, nella regione austriaca del Kufsteinerland, si riempie di luci, colori e profumi natalizi, regalando atmosfere di una suggestione indescrivibile. Il suo emblema è la fortezza che troneggia dall’alto come una stella luminosa, anch’essa vestita a festa per l’occasione. Una destinazione che merita assolutamente una visita nel periodo più magico dell’anno.

Kufstein e la fortezza che a Natale diventa magica

Da uno spuntone di roccia, la fortezza di Kufstein, simbolo del capoluogo dell’omonimo distretto in Tirolo, incute quasi timore. Il grigio della roccia, le solide mura difensive e le torri le regalano una certa austerità. Nel periodo natalizio, però, tutto si trasforma e anche la solenne struttura difensiva cede alla dolcezza dell’Avvento, addobbandosi di atmosfere placide e tranquille.

Al suo fascino senza tempo, si aggiunge quello del Mercatino di Natale che emana in tutta la città il dolce profumo della cannella e fa vibrare le mura con luci sfavillanti, in grado di rendere la fortezza un castello da fiaba. Anche le casematte, dove un tempo sparavano i poderosi cannoni e le armi di artiglieria pesante, acquisiscono un’aria allegra e speciale. Nei lunghi corridoi fortificati prendono vita bancarelle coloratissime e illuminate, che presentano preziosi oggetti realizzati a mano da esperti artigiani. Qui si può sbirciare la tecnica e la maestria dei creatori di questi originali manufatti, tra sciarpe e cappelli, vetro soffiato, decorazioni natalizie di legno, tessuti finemente ricamati e altri piccoli e grandi capolavori, perfetti come idee regalo.

Nei cortili della fortezza, i cori e i musicisti intonano musica e canti natalizi, da ascoltare sorseggiando le bevande calde tipiche invernali come il vin brulè e assaporando i piatti tipici tirolesi. L’ingresso è gratuito, con la KufsteinerlandCard che ogni ospite riceve al check-in di qualsiasi tipologia di alloggio nella regione austriaca in Tirolo. Il mercatino si può visitare  ogni sabato e domenica, dalle ore 11 alle 19, fino al 17 dicembre.

La fortezza di Kufstein merita una visita in ogni periodo dell’anno. Accedere a questo luogo significa entrare nella storia. Qui si trova l’organo all’aperto più grande del mondo, che suona quotidianamente a mezzogiorno, facendo vibrare le sue 4.948 canne, oltre a vari musei ed esposizioni, il pozzo, le prigioni e tanto altro da visitare.

Non solo la fortezza: tradizione e cultura sbocciano e vestono ogni angolo di questa città tirolese di aria di festa. Kufstein è, infatti, partner di “Advent in Tirol”, il marchio di qualità che garantisce l’autenticità dell’Avvento e dell’atmosfera natalizia. Tra i criteri che si devono soddisfare non c’è solo l’aspetto esteriore, ma anche la vasta gamma delle offerte, come i programmi che si concentrano su usi e costumi, l’atmosfera particolare che emanano le città romantiche e i villaggi tradizionali, che sanno rendere il periodo dell’anno liturgico che prepara al Natale un’esperienza davvero speciale. Una tappa da fare nella vostra vacanza natalizia in Austria.

Il Mercatino di Natale nel cuore della città

Se visitate Kufstein in questo periodo, vi soprenderà anche il Mercatino di Natale – Weihnachtsmarkt –  allestito nel parco cittadino, così familiare e accogliente da incantare grandi e piccini con la sua atmosfera festosa. Un appuntamento immancabile per gli stessi abitanti, per passeggiare tra le bancarelle, assaporare i piatti tipici, ascoltare musica e fare divertire i bambini sulle giostre o sul trenino d’epoca.

I visitatori lo adorano per le prelibatezze che offre nei caratteristici stand, come le ciambelle Zillertal, le tipiche frittelle tirolesi (Kiachln), il punch e il vin brulé serviti nelle tradizionali brocche di terracotta. E ancora musica dal vivo, il parco decorato e illuminato e tante piccole sorprese creano un’atmosfera di festa unica nel cuore dell’antica città tirolese, una perla imperdibile vicina al confine con la Baviera.

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I Mercatini di Natale nei borghi e nei castelli sono pura magia

Le settimane che precedono il Natale sono ricche di appuntamenti che, da nord a sud, colorano l’Italia con luminarie deliziose e tantissime altre decorazioni. È la magia dell’Avvento, che non “colpisce” soltanto le grandi città, ma anche i piccoli borghi e gli antichi castelli del nostro Paese. Qui si tengono alcuni dei mercatini natalizi più suggestivi di sempre, che meritano assolutamente una visita. Scopriamo alcuni dei più belli.

I mercatini di Natale nei borghi

Partiamo dalla Valle d’Aosta, con i suoi spettacolari panorami caratterizzati dalle montagne innevate e da piccoli borghi deliziosi. È a Chambave, ad esempio, che domenica 26 novembre si terrà l’appuntamento con Tsalende a Tsambava, un mercatino natalizio decisamente originale: decine di stand d’artigianato e gastronomici si susseguiranno tra le vie del centro storico, con tante lucine e musica a profusione. Mentre a Châtillon ci sarà il Petit Marché du Bourg: domenica 3 dicembre oltre 100 espositori proporranno decorazioni, ceramiche, fiori e altri oggetti artigianali, per un po’ di shopping natalizio.

Il piccolo borgo di Gressoney-La-Trinité ospiterà il Wiehnacht Märt, una delle più antiche tradizioni di questa regione in cui si parla ancora la lingua walser. Sabato 2 dicembre, dunque, si potranno ammirare le bancarelle con tantissime creazioni di artisti locali, mentre i bambini potranno visitare la casa di Babbo Natale e dei suoi elfi, per vivere attimi di pura magia. Martedì 5 dicembre, invece, sarà il turno di Sankt Kloas, la festa che celebra San Nicola: sarà come ogni anno un momento molto sentito per grandi e piccini.

In Piemonte, sarà la cittadina di Asti ad ospitare uno dei mercatini natalizi più importanti d’Europa: dall’11 novembre, ben 130 casette di legno accoglieranno artigiani provenienti da tutta Italia e tantissimi stand gastronomici, per offrire ai visitatori un’esperienza unica di sapori e profumi. Non mancheranno gli spettacoli a tema natalizio, e per chi ama scoprire le bellezze dei borghi sarà possibile partecipare a visite guidate in tutto il centro storico. Poco distante, il paese di San Damiano d’Asti si vestirà a festa per il Presepe Vivente, che si terrà in quattro appuntamenti dal 3 al 10 dicembre.

Mercatini di Natale a Brunico

Fonte: Brunico Kronplatz Turismo | Ph. Helmut Moling

I Mercatini di Natale a Brunico

La vera magia del Natale è in Trentino Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti. Dal 1° dicembre, il borgo di Lana vedrà le sue viuzze prendere vita con il mercatino natalizio Polvere di Stelle, con 22 casette di legno e 6 stand gastronomici ad accogliere i visitatori. A Vipiteno, dal 23 novembre apriranno i mercatini di Natale nella città medievale, con tantissime sorprese (e golosità incredibili) per grandi e piccini. Quelli di Bressanone, invece si terranno ai piedi del suggestivo Duomo, anch’esso illuminato a festa. Ci saranno poi i mercatini natalizi di Brunico, dove a spiccare è un’immensa pista di ghiaccio per pattinare, e quelli di Dobbiaco, nella splendida cornice delle Tre Cime di Lavaredo.

Nel centro Italia, ci sarà un evento da non perdere: ad ospitarlo è il borgo di Montepulciano, a partire dal 18 novembre. Di cosa si tratta? Del mercatino Natale a Montepulciano, che vedrà protagoniste tantissime casette di legno, ma anche la suggestiva Christmas Terrace, da cui si gode di una vista meravigliosa. Un altro appuntamento incredibile è quello con il Natale nel borgo di Tussio, un piccolo centro abitato in provincia dell’Aquila: il 2 e il 3 dicembre, le vie del paesino saranno illuminate per festeggiare l’Avvento. Infine, ecco la magia arrivare anche a Locorotondo, dove ci sarà uno spettacolo di luci e un mercatino davvero suggestivo.

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Fonte: Ufficio stampa

Il borgo di Tussio durante le festività natalizie

I mercatini di Natale nei castelli

Anche i più suggestivi castelli italiani si preparano a festeggiare l’Avvento, accompagnandoci con tanti appuntamenti incredibili sino a Natale. È il caso, ad esempio, del Castello Reale di Govone, incastonato nel cuore del Roero e del Monferrato, in Piemonte. Tra le sue mura, a partire dal 18 novembre, sarà allestita la Casa di Babbo Natale: mentre gli adulti resteranno incantati dallo splendore delle antiche sale e degli arredi ottocenteschi, per l’occasione addobbati a festa, i bimbi avranno la possibilità di incontrare Babbo Natale e i suoi elfi, indaffarati nella preparazione dei regali da consegnare alla Vigilia.

Spostiamoci ora presso l’affascinante Castel Tirolo, incastonato tra le montagne del Trentino Alto Adige: nei primi due fine settimana di dicembre, il suo cortile verrà allestito con decine di bancarelle di gastronomia, mentre le sale interne saranno pronte ad accogliere gli stand di artigianato. Dal 25 novembre, invece, il Castello di Avio aprirà i battenti per il suo consueto mercatino natalizio, con tantissime casette in legno. Ci saranno anche attività per bambini e visite guidate all’antico maniero. A Ossana, sarà Castel San Michele ad accogliere le bancarelle, con un bellissimo presepe allestito tra le sue mura.

Avvento a Castel Tirolo

Fonte: Ufficio Stampa

L’Avvento a Castel Tirolo

In Emilia Romagna, ci saranno tantissimi appuntamenti nei più bei manieri d’Italia. Il Castello di San Pietro in Cerro, ad esempio, il 25 e 26 novembre ospiterà l’evento Magie del Natale per dare ai visitatori l’opportunità di immergersi in atmosfere incredibili. Mentre presso il Castello di Gropparello le sale saranno addobbate a festa con un gigantesco albero natalizio, da scoprire con una visita guidata. Nel giorno dell’Immacolata e in quello dell’Epifania, il Castello di Rivalta ospiterà due splendidi eventi dedicati ai più piccini: ci sarà spazio per tanti giochi divertenti e per qualche bella sorpresa.

Un altro tour da non perdere è quello presso il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, a Salsomaggiore: grandi e piccini potranno tuffarsi nell’atmosfera unica con l’evento La magia del Natale e delle Feste nel Castello Incantato. Mentre il Castello di Varano De’ Melegari, nel giorno dell’Immacolata, aprirà le sue porte per uno speciale mercatino natalizio che troverà luogo nel cortile, tra bancarelle d’artigianato e tante prelibatezze da assaporare.

Infine, ecco un appuntamento davvero unico al mondo: il borgo fantasma di Apice Vecchio, in provincia di Benevento, ospiterà i mercatini di Natale presso il Castello dell’Ettore. Negli ultimi due fine settimana di novembre e nei primi tre di dicembre, l’antico maniero si illuminerà di tantissimi colori e accoglierà le tradizionali casette di legno, con esposizioni di prodotti artigianali e stand gastronomici di ogni tipo. Non mancheranno Babbo Natale e i suoi elfi, per regalare una sorpresa meravigliosa ai più piccini, e poi ci saranno diversi spettacoli di artisti di strada ad emozionare anche gli adulti.

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Stenico, il borgo immerso nel verde dominato da un antico castello

Il panorama delle Dolomiti è uno dei più affascinanti del nostro Paese, e i suoi piccoli borghi che lo punteggiano sono un vero incanto. Tra i tanti, c’è quello di Stenico che sembra essere proprio un gioiello: incastonato nella natura incontaminata, vanta persino un misterioso castello medievale da cui si gode di una vista mozzafiato. Andiamo alla scoperta della sua antica storia e delle meraviglie da visitare.

Stenico, tra storia e natura

La cornice è quella delle Dolomiti di Brenta, dove si trovano alcune delle vette più amate dagli alpinisti e decine di località incantevoli per tutti gli appassionati della montagna. Il piccolo borgo di Stenico spicca in questo paesaggio così suggestivo, situato a poco più di 650 metri di altitudine: le sue origini sono molto antiche, e vengono fatte risalire addirittura al popolo ligure degli Stoni, che qui avrebbero trovato il loro capoluogo. Le più datate testimonianze ritrovate sul territorio appartengono al XV secolo a.C., ma vi sono stati anche riportati alla luce numerosi reperti d’epoca romana.

Stenico, in provincia di Trento, è un borgo letteralmente immerso nella natura. Si trova nel cuore del Parco Naturale dell’Adamello-Brenta,  il luogo ideale per chi vuole vivere una vacanza nel verde: da qui si dipanano moltissimi sentieri di trekking, adatti sia ad escursionisti provetti che ai principianti o alle famiglie che vogliono godersi un po’ di tempo all’aria aperta. Tra le mete preferite c’è la val Nardis, dove un itinerario panoramico conduce sino ad un rifugio d’alta montagna a quasi 2.500 metri di quota.

Non molto distante dal paese c’è un altro paesaggio incredibile, che sembra uscire da una cartolina: quello della Cascata del Rio Bianco. Basta una camminata di circa mezz’ora per raggiungere questo luogo fantastico, uno spumeggiante salto d’acqua che in inverno quasi sparisce, per poi tornare pieno di vigore con il disgelo della primavera. Nei dintorni si può visitare anche l’Orto Botanico, un vero e proprio percorso naturalistico che racchiude tutta la biodiversità delle Dolomiti. Al suo interno si staglia la Casa del Parco, un antico casino di bersaglio del periodo asburgico, aperta soltanto stagionalmente.

Cosa vedere a Stenico

Il centro storico di Stenico è davvero grazioso e ben conservato, con numerosi edifici antichi da scoprire. È il caso, ad esempio, della Chiesa di San Vigilio: venne costruita nel ‘500 sulle ceneri di una precedente cappella secolare, della quale resta ancora intatto il campanile con orologio e finestre bifore. Sebbene danneggiata da un incendio nel secolo scorso, è stata prontamente restaurata e oggi è un vero gioiello, soprattutto con i suoi splendidi affreschi e le decorazioni in stucco che campeggiano lungo la navata e la volta a botte.

Su una collina da cui domina tutto il borgo, ecco infine il Castello di Stenico: si tratta di un antico maniero medievale risalente al XII secolo, appartenuto per lungo tempo al principe vescovo di Trento. Finemente ristrutturato qualche decennio fa, è oggi aperto al pubblico e fa parte del circuito delle esposizioni museali del Castello del Buonconsiglio. È anche sede della biosfera UNESCO riguardante le Alpi Ledrensi e Giudicarie, uno dei panorami più affascinanti e ricchi di biodiversità del nostro territorio.

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I segreti di Palmanova, uno dei borghi più belli d’Italia

Città-fortezza, Palmanova è uno di quei luoghi che hanno contribuito a rendere la fama dell’Italia quella che è oggi: al top. Dal 1960, con decreto del Presidente della Repubblica, è stata proclamata Monumento Nazionale. Nel 2017 è entrata nella lista dei Patrimoni mondiali dell’Unesco e nel 2018 è entrata a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Il merito di tutto ciò è dovuto alla sua particolarissima forma di stella a nove punte, visibile solo dall’alto dei suoi bastioni (o dal cielo). Si tratta, infatti, di uno dei più importanti esempi di architettura militare dell’età moderna.

I bastioni di Palmanova

Passeggiare sulle antiche mura di Palmanova permette di osservare la geometria perfetta delle strutture difensive realizzate, scoprire le gallerie che permettevano alle milizie di spostarsi o di difendere la fortezza e di conoscere i segreti di un luogo unico in Italia.

Palmanova

Fonte: @Ulderica Da Pozzo

La città di Palmanova vista dall’alto

La struttura fortificata è organizzata su tre cerchie difensive e un tessuto urbano disposto su assi radiali. L’accesso alla città è consentito da tre porte: Porta Aquileia (un tempo chiamata Marittima), Porta Udine e Porta Cividale.

La città fu fondata dalla Serenissima Repubblica di Venezia con l’intento di contrastare le mire espansionistiche degli Asburgo d’Austria e le scorrerie dei Turchi. Il 7 ottobre 1593 si pose la prima pietra della fortezza.

Una data non casuale, scelta dai rappresentanti della Repubblica di Venezia per ricordare due eventi importanti: la ricorrenza di Santa Giustina, patrona della nuova città, e l’anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi il 7 ottobre 1571. Questo anche perché Venezia voleva sottolinearne la fama di fortezza inespugnabile, contro le scorrerie dei Turchi e per arginare le mire espansionistiche degli Arciducali, fino a quando il generale Bonaparte la conquistò.

Furono costruite due linee difensive con bastioni e rivellini e al loro interno si realizzò l’impianto urbanistico della città. La terza cinta fortificata fu aggiunta in epoca napoleonica.

I segreti di Palmanova

Uno dei segreti meglio custoditi si trova proprio nel sottosuolo. Tutta la cinta bastionata di Palmanova è percorsa da un sistema di gallerie, alcune delle quali sono anche visitabili. Negli ultimi anni è stata riaperta e reinserita nelle visite guidate anche la Loggia di baluardo Donato con la sortita che permette il passaggio dall’interno della città stellata al fossato esterno.

percorso-sui-bastioni_Palmanova

Fonte: @Gianluca Baronchelli

Il percorso sui bastioni di Palmanova

Questa veniva utilizzata per i movimenti delle truppe e per le milizie a cavallo. All’uscita del camminamento sotterraneo, si trova il terrapieno parallelo alla cortina chiamato “falsabraga”, realizzata per occultare gli spostamenti delle truppe all’interno delle fortificazioni.

Il mistero dei numeri

La “città stellata”, come è anche chiamata Palmanova, è circondata da mura e fossati per una lunghezza di circa 7 chilometri. Sei strade convergono verso il centro, una piazza esagonale talmente perfetta che è facile rimanere impressionati dinanzi a tale ordine.

E sono proprio i numeri a lasciare meravigliati, tutti basati sul numero tre e suoi multipli: la stella è a nove punte, come sono nove anche i bastioni di fortezza e le cerchie della cinta muraria. Ci sono tre porte di accesso, 18 strade radiali e sei strade principali.

Il progetto di questa città fu inizialmente affidato a Leonardo da Vinci, ma il grande Genio rifiutò di realizzarlo per via di altri impegni. Tuttavia, da alcuni documenti storici sembrerebbe che fece comunque un sopralluogo e dispensò alcuni preziosi consigli.

Un luogo ultraterreno

Quando venne ideata, Palmanova non avrebbe dovuto ospitare soltanto i militari impegnati in guerra, ma era stata progettata per dare alloggio anche a 20mila abitanti. Il progetto tuttavia naufragò: un po’ forse perché spaventava l’idea di far crescere dei figli in ambiente bellico, ma la credenza più diffusa era che si riteneva che la città avesse qualcosa di ultraterreno nella sua particolarissima struttura.