Categorie
Borghi Città d'Arte itinerari culturali Perugia Umbria Viaggi Viaggi Relax

Corciano è un borgo di mura possenti e vicoli che si stringono in una spirale medievale

Corciano è un curioso borgo dell’Umbria che si erge su un colle a 408 metri di altitudine tra Perugia e il Lago Trasimeno. Una posizione affascinante, la sua, grazie a cui ammirare una vista che arriva persino fino al Monte Amiata (nelle giornate particolarmente limpide). Ma non è di certo solo questo a rendere speciale questo antico abitato, perché esso vanta anche un’altra particolarità: possiede una struttura urbana rara e quasi intatta, che è il risultato di secoli di evoluzione medievale.

Le sue strade sono concentriche, mentre i vicoli sono così stretti che si intrecciano tra scalinate improvvise, piazzette nascoste e cortili interni. Tutta questa meraviglia, tra le altre cose, è racchiusa da una triplice cinta muraria costruita tra XIII e XIV secolo con pietra calcarea e travertino.

Una combinazione di architettura e difese che rende ogni angolo un custode di leggende e testimonianze di epoche diverse, dal mito della fondazione ad opera di Coragino, compagno di Ulisse, fino ai reperti concreti risalenti al Neolitico (molti dei quali oggi conservati nell’Antiquarium comunale).

Cosa vedere a Corciano

Certamente gli edifici medievali di Corciano sono una preziosa testimonianza della sua storia, ma la verità è che questo è un nucleo abitato che racconta le sue vicissitudini con la forza dei dettagli e la ricchezza dell’arte. Corciano, infatti, sorprende per i particolari più piccoli che lo punteggiano.

Torre Comunale

La Torre Comunale troneggia sul punto più alto del colle e domina il borgo. Simbolo di autorità e difesa, venne costruita nel XIII secolo ed è talmente ben conservata che presenta ancora feritoie e merli. Salirci è un’esperienza da provare, perché dalla sua cima la vista si apre sul Lago Trasimeno e sulle armoniose colline circostanti.

Palazzo Municipale

Ex residenza dei duchi Della Corgna, il Palazzo Municipale è un edificio cinquecentesco che custodisce affreschi seicenteschi della scuola degli Zuccari. Il visitatore che varca la sua soglia può posare lo sguardo su soffitti decorati, stemmi nobiliari e sale di rappresentanza decisamente affascinanti.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Un’altra sosta che vale la pena fare è quella presso la Chiesa di Santa Maria Assunta, culla di opere di straordinario valore. Ne sono degli esempi l‘Assunta del Perugino (1513) e il Gonfalone di Benedetto Bonfigli (1472). La prima possiede un rilevante valore rinascimentale, mentre la seconda è una delle più significative testimonianze del tardo gotico umbro.

Chiesa e convento di Sant’Agostino

Edificati nel 1334 su un’altura di fronte alla Porta Santa Maria, Chiesa e convento di Sant’Agostino offrono una fusione di spiritualità, arte e natura. Il coro ligneo del 1746 e le tele settecentesche testimoniano secoli di devozione e cultura artistica, mentre la posizione sopraelevata permetteva di sorvegliare la valle. Ma non è tutto, perché a completare il quadro ci sono olivi e un panorama sulle colline umbre che rendono la visita sia un’esperienza visiva che sensoriale.

Museo della Casa Contadina

Poi ancora il Museo della Casa Contadina che è allestito in un’abitazione storica del centro. È un’attrazione da prendere in considerazione perché ricostruisce la vita rurale tradizionale della zona. Cucina, camere da letto, granaio e strumenti agricoli narrano l’evoluzione quotidiana delle famiglie prima dell’industrializzazione. Visitandolo, quindi, si scopre una prospettiva diretta sulla cultura materiale e sulla logica degli spazi domestici in Umbria.

Chiesa di San Francesco

La chiesa e l’ex convento di San Francesco risalgono alla fine del XIII secolo. La facciata alterna pietra calcarea bianca e rosa, mentre l’interno a croce latina conserva frammenti di affreschi umbro-senesi tra XIV e XV secolo. La tradizione lega l’edificio al passaggio di San Francesco di ritorno dall’isola Maggiore del Trasimeno, ma è giusto specificare che le evidenze storiche suggeriscono una costruzione più tarda.

Castello di Pieve del Vescovo

A pochi chilometri dal borgo, il Castello di Pieve del Vescovo è un esempio di architettura fortificata trasformata in residenza rinascimentale. Restaurato nel XVI secolo per volere del cardinale Fulvio della Corgna, permette di muoversi tra affreschi e ambienti che uniscono funzione difensiva e prestigio estetico. Anche da qui c’è una vista ampia sul territorio che vi suggeriamo di osservare e contemplare.

Monte Malbe

Il Colle della Trinità, ovvero la sommità del Monte Malbe a 652 metri di altitudine, è una angolo della regione ricco di boschi di leccio, cerro, corbezzolo e ginepro. Si tratta di un territorio puntellato di sentieri che attraversano doline carsiche, piccole pozze d’acqua chiamate Trosce e antichi eremi, tra cui il Romitorio di San Salvatore.

Corciano, borgo in Umbria

iStock

Corciano al calar della sera

Cosa fare a Corciano

Non solo storia, perché Corciano è patria anche di attività enogastronomiche e naturalistiche in grado di coinvolgere visitatori di tutte le età.

  • Partecipare al festival “Corciano Castello di Vino”: per degustare vini locali lungo le vie del borgo.
  • Vivere il ponte di aprile con laboratori, spettacoli per bambini e street food: il tutto nei vicoli animati.
  • Visitare musei tematici: come l’Antiquarium, il Museo della casa contadina e il Museo della Pievania.
  • Assistere al Corciano Festival in agosto: caratterizzato da cortei storici, musiche, danze e rievocazioni medievali.
  • Esplorare il borgo di Solomeo: esempio di villaggio-fabbrica restaurato con visite guidate alle aziende di cachemire.

La vita contemporanea, tra le altre cose, convive con il passato. Ciò vuol dire che il paese è ricco anche di negozi di prodotti locali, botteghe artigiane e caffè che danno il benvenuto ai visitatori con aromi di pane appena sfornato, caffè tostato e erbe aromatiche raccolte nei dintorni.

Come arrivare

Il borgo di Corciano, in provincia di Perugia, è raggiungibile in auto tramite SS75 o SP203. La posizione centrale in Umbria fa sì che i collegamenti siano rapidi con il Lago Trasimeno e altre città d’arte della regione (e non solo).

Per chi preferisce non guidare, a disposizione ci sono autobus locali che connettono il borgo a Perugia e ai paesi vicini, mentre le strade pedonali interne aiutano a esplorare con calma piazze, palazzi e musei di questo luogo che pare rimasto fermo nel tempo.

Categorie
autunno Idee di Viaggio itinerari culturali Paesaggi Umbria vacanza natura Viaggi Viaggi Relax

10 scenari incantati dove ammirare il foliage in Umbria

È conosciuta come “il cuore verde d’Italia”, ma in autunno assume tonalità dal giallo oro al rosso porpora, passando per l’arancione e il marrone, trasformandosi in un vero e proprio dipinto a cielo aperto. È l’Umbria, con i suoi paesaggi intatti e panorami mozzafiato tra boschi, colline, borghi e cascate che, in questo periodo dell’anno, si tingono di tonalità calde attirando viaggiatori, fotografi e appassionati di natura.

Ma dove andare per vivere al meglio la magia del foliage in Umbria? Abbiamo selezionato 10 luoghi in grado di offrire scorci unici, passeggiate indimenticabili e atmosfere suggestive.

Lago Trasimeno (PG)

Il Trasimeno, con le sue isole e i borghi che vi si affacciano, è un classico intramontabile. In autunno, però, regala un’emozione particolare: gli alberi lungo le rive si tingono di giallo e rosso e i colori si specchiano nelle acque tranquille del lago. L’effetto è quasi pittorico, perfetto anche per chi ama la fotografia. Passeggiare sul lungolago, magari al tramonto, significa assistere a un tripudio di riflessi caldi e avvolgenti.

Consigliamo anche di raggiungere Isola Polvese, dove i boschi diventano protagonisti di uno spettacolo unico, silenzioso e poetico. Agli amanti del turismo attivo e delle due ruote, suggeriamo inoltre la “Ciclovia del Trasimeno”, un anello pianeggiante che costeggia il lago per oltre 58 chilometri.

Parco del Monte Cucco (PG)

Il Parco del Monte Cucco è un’oasi naturale perfetta dove ammirare il foliage in Umbria. Di grande valore botanico e paesaggistico, le sue pendici sono ricoperte da faggete, querce, aceri e altri alberi che in autunno si accendono di colori caldi offrendo spettacolari contrasti cromatici. Vi consigliamo questa meta anche per la particolare disposizione del suo territorio: qui potrete ammirare valli profonde, dorsali boscose, grotte e boschi fitti.

I sentieri sono ben tracciati, adatti per chi vuole passeggiare con calma, ma anche per escursioni un po’ più impegnative. In particolare, le vedute dal crinale sono magnifiche, soprattutto nei giorni limpidi d’autunno.

Cascata delle Marmore (TR)

Tra i luoghi più belli dove ammirare il foliage in Umbria non può mancare la Cascata delle Marmore, una delle più alte d’Europa. In autunno, l’imponenza dell’acqua che scende fragorosa si accompagna al foliage dei boschi circostanti, creando un contrasto spettacolare. I sentieri che circondano la cascata attraversano aree ricche di vegetazione: in questa stagione le foglie cadute tappezzano il terreno, regalando un’esperienza sensoriale completa. Il rumore dell’acqua, il profumo del bosco e i colori accesi rendono la visita indimenticabile.

Monteluco di Spoleto (PG)

Il Monteluco, collina sacra che domina Spoleto, è ricoperto da un fitto bosco di lecci e querce. In autunno, questo luogo mistico si accende di toni caldi che accompagnano la sua aura spirituale. Passeggiare tra gli alberi secolari significa rivivere un’atmosfera antica, legata agli eremiti e ai monaci che qui trovarono rifugio. Le piccole chiesette e i sentieri silenziosi rendono il Monteluco ideale per chi cerca un foliage più intimo, legato non solo alla bellezza della natura, ma anche a un senso di raccoglimento.

Valnerina (TR)

La Valnerina, cuore verde del Ternano, è un’area selvaggia e poetica dove il fiume Nera si snoda tra monti e boschi. In autunno le faggete e i castagneti che rivestono le pendici si tingono di mille sfumature: dal giallo tenue al rosso acceso. I piccoli borghi come Scheggino, Arrone e Ferentillo aggiungono fascino al paesaggio, con le loro pietre grigie che contrastano con i colori del foliage. È la meta perfetta per chi ama unire escursioni naturalistiche e soste in borghi autentici.

Castelluccio di Norcia (PG)

Castelluccio è famoso per la fioritura primaverile, ma anche in autunno questo altopiano sa come stupire. Le ampie distese erbose si alternano ai boschi circostanti, che in questo periodo si colorano di arancio, ocra e rosso. Il contrasto con il cielo limpido e le cime che circondano la piana regala paesaggi da fiaba! È un luogo perfetto per chi ama la fotografia di paesaggio e per chi desidera vivere il foliage in spazi aperti e grandiosi, diversi dalla tipica immersione nel bosco.

Bosco di San Francesco (PG)

Ai piedi della Basilica di San Francesco, ad Assisi, c’è un luogo che unisce spiritualità e natura: è il Bosco di San Francesco, custodito dal FAI. In autunno questo spazio diventa un rifugio incantato, dove il foliage colora i sentieri tra carpini, aceri, lecci e ulivi secolari. Il bosco è perfetto per chi cerca un foliage intimo e meditativo, lontano dalle mete affollate: un’esperienza che unisce la bellezza della natura alla profondità del luogo.

Amelia (TR)

Anche Amelia, una delle città più antiche dell’Umbria, è circondata da dolci colline e boschi che in autunno diventano un mosaico di colori caldi. Nei dintorni si trovano castagneti secolari, perfetti per passeggiate lente immerse nella natura. Il borgo, con le sue mura ciclopiche e il centro storico intatto, diventa ancora più suggestivo quando il foliage lo avvolge con sfumature dorate e rossastre. Una meta ideale per chi cerca il connubio tra storia, paesaggio e sapori autunnali.

Bevagna (PG)

Bevagna, incastonata nel cuore della Valle Umbra, è conosciuta come uno dei borghi medievali più belli d’Italia, ma in autunno svela un fascino ancora più intenso. I vigneti che circondano il paese si accendono di rosso e oro, mentre le colline e i campi danno vita a un paesaggio che sembra un quadro impressionista.

Passeggiare tra le sue stradine lastricate significa immergersi in un’atmosfera senza tempo, arricchita dai colori caldi della stagione. Bevagna è perfetta per chi ama unire natura, enogastronomia e storia: dopo una camminata tra i vigneti, ci si può concedere una degustazione di vini locali e piatti tipici umbri, vivendo l’autunno con tutti i sensi.

Fonti del Clitunno (PG)

Le Fonti del Clitunno, vicino a Campello sul Clitunno, sono un piccolo gioiello naturalistico, un parco verdeggiante che custodisce un laghetto dalle acque limpidissime e smeraldine, alimentato da sorgenti sotterranee. In autunno, questo luogo diventa ancora più suggestivo: i pioppi, i salici e gli alberi che si specchiano nell’acqua si tingono di giallo, arancio e rosso, creando un effetto cromatico che raddoppia grazie ai riflessi.

È un luogo ideale per chi ama la fotografia e per chi cerca un’esperienza intima e rilassante, lontano dai circuiti più battuti. Passeggiare lungo i vialetti, respirare il silenzio interrotto solo dal fruscio delle foglie e ammirare i giochi di luce sull’acqua significa vivere il foliage in chiave poetica, quasi sospesa nel tempo.

Categorie
Borghi itinerari culturali Notizie Toscana turismo enogastronomico Umbria vacanza natura Viaggi Viaggi Relax

Secondo Forbes, c’è una regione italiana che “batte” il fascino della Toscana

La Toscana ha un fascino senza eguali e all’estero i borghi da cartolina e i cipressi fanno battere il cuore, ma c’è di più: secondo Forbes una regione la batte per fascino, atmosfera e buon cibo. Si tratta dell’Umbria, il cuore verde d’Italia, che grazie alla bellezza incontaminata e il ritmo di vita riesce a far dimenticare lo stress del turismo di massa. Forbes non ha dubbi, l’Umbria è la nuova meta da mettere sui radar.

L’Umbria incanta Forbes

Scordatevi le folle, le code davanti ai musei e i selfie tra mille turisti. Nel territorio il tempo rallenta, i borghi respirano ancora l’atmosfera del Medioevo e la natura vi avvolge con una dolcezza che sa di casa. L’Umbria vi accoglie con colli punteggiati di ulivi secolari, valli verdi che sembrano dipinte e città d’arte come Assisi, Orvieto e Perugia, dove la cultura si mescola alla quotidianità.

Forbes lo dice chiaramente: mentre la Toscana combatte con il problema dell’overtourism, l’Umbria offre un’esperienza più intima, autentica e sostenibile. Potete partecipare alla raccolta delle olive, camminare tra vigneti e sentieri millenari, gustare un piatto preparato con ingredienti che vengono dal campo dietro casa. È l’Italia che non finge, quella che vi fa sentire parte di una comunità, anche solo per qualche giorno.

E poi c’è la bellezza naturale, ancora incontaminata: laghi cristallini come Trasimeno, boschi dove si nascondono abbazie e castelli, sentieri per trekking e ciclismo che vi portano a scoprire panorami mozzafiato. Tutto a misura d’uomo, senza la pressione del turismo di massa.

Il panorama da Gubbio

iStock

Gubbio tra i borghi citati da Forbes nell’elogio all’Umbria

Perché secondo Forbes l’Umbria batte la Toscana

Ma cosa rende davvero l’Umbria così speciale? La sua autenticità. In questa regione tutto ruota intorno a un concetto semplice ma rivoluzionario: vivere bene, con poco ma con qualità. I borghi come Panicale, Spello o Montefalco mostrano la loro anima sospesa, a ritmo lento tra eventi da non perdere, chiese affrescate e botteghe artigiane dove fare acquisti.

E che dire dal punto di vista del cibo? Dall’olio extravergine d’oliva, tra i migliori d’Italia ai legumi più amati come le lenticchie di Castelluccio fino ai tartufi neri di Norcia e ai vini del territorio: ogni prodotto racconta una storia, oltre a stuzzicare le papille gustative.

Mentre le mete più gettonate si riempiono di resort anonimi, l’Umbria punta su un’ospitalità diffusa e sostenibile. Antichi palazzi trasformati in boutique hotel, agriturismi immersi tra gli ulivi, spa che utilizzano prodotti locali come olio e vino: tutto è pensato per farvi sentire parte del territorio. Forbes lo sottolinea: qui il lusso è la semplicità; un bagno in una piscina che guarda le colline, una passeggiata al tramonto, una cena sotto le stelle.

Forbes la chiama “la nuova Toscana”, ma forse l’Umbria non è una copia, bensì un originale che torna di moda: un luogo dove la bellezza è naturale, la lentezza è un valore e l’ospitalità è un’arte. Non è la prima volta che un gioiello della nostra nazione fa il giro del mondo e lascia il segno, facendo scoprire l’Italia più autentica al di fuori delle solite destinazioni.

Categorie
Assisi autunno Cosa fare nel weekend itinerari culturali Notizie turismo enogastronomico Umbria Viaggi Viaggi Avventura Viaggi in treno

Riparte il treno Assisi in una veste speciale: alla scoperta dei frantoi aperti dell’Umbria

L’Umbria in autunno è una regione magica da scoprire per i colori che la natura regala ma soprattutto per la tradizione gastronomica del territorio. Tra le produzioni, oltre a quella vinicola e quella legata al tartufo, c’è l’olio. L’oro verde della regione ha fatto sì che nascesse il progetto dell’Espresso Assisi Frantoi Aperti. Un viaggio sinonimo di avventura sensoriale che conduce tra borghi medievali, paesaggi mozzafiato e degustazioni a tema. Il programma di Espresso Assisi Frantoi Aperti a cura di FS Treni Turistici Italiani è attivo dal 19 ottobre al 16 novembre partendo ogni domenica per regalare itinerari turistici imperdibili a ritmi lenti.

Espresso Assisi Frantoi Aperti: il progetto

L’Espresso Assisi Frantoi Aperti nasce in collaborazione con Frantoi Aperti 2025, l’evento diffuso che ogni autunno trasforma i borghi umbri in luoghi di festa, arte e sapori autentici. Questa edizione speciale del treno ti offre la possibilità di partecipare in prima persona a questa celebrazione del gusto con tratte dal 19 ottobre al 16 novembre a cadenza settimanale di domenica.

Durante il tragitto, degustazioni guidate a bordo ti introdurranno alle diverse sfumature dell’olio extravergine umbro: un vero e proprio viaggio sensoriale tra note fruttate, piccanti e delicate, raccontate da esperti e produttori locali.

E poi, una volta sceso, inizia l’immersione in questo fantastico mondo: visite ai frantoi storici, incontri con chi lavora ogni giorno tra gli ulivi, laboratori, assaggi di piatti tipici e abbinamenti creativi dove l’olio nuovo è il protagonista assoluto. Un modo per toccare con mano la cultura dell’”oro verde” e scoprire i segreti della spremitura, dalla raccolta al primo filo di olio che scorre.

E per chi ama un tocco di esclusività, c’è anche un vantaggio irresistibile: la TTI SPECIAL -25%, l’offerta dedicata ai viaggiatori curiosi e appassionati, con posti limitati per vivere l’esperienza a un prezzo speciale.

In carrozza ti aspettano anche i comfort di un viaggio firmato Treni Turistici Italiani: un servizio bar in carrozza ristorante, un’atmosfera rilassata e il fascino vintage del treno espresso diurno, perfetto per chi ama viaggiare con lentezza, osservando dal finestrino i paesaggi dell’Umbria che scorrono come un film.

Unica eccezione: il treno non circolerà domenica 9 novembre, ma tutte le altre domeniche sarà pronto a partire per un’avventura gustosa e piena di sorprese.

Espresso Assisi Frantoi Aperti tappa a Spoleto

iStock

Il borgo di Spoleto è tra le tappe di Espresso Assisi – Frantoi Aperti Edition

L’itinerario di Espresso Assisi Frantoi Aperti

Ogni stop è una storia da scoprire: Spoleto, Foligno, Spello, Assisi, Perugia, fino ad arrivare ad Arezzo, in un percorso che unisce gusto, bellezza e scoperta.

Ecco tutte le tappe proposte:

  • Roma Termini – 8:30, partenza
  • Terni – 09:30 (salita)
  • Spoleto – 10:05 (salita e discesa)
  • Foligno – 10:30 (salita e discesa)
  • Spello – 10:40 (salita e discesa)
  • Assisi – 11:00 (salita e discesa)
  • Perugia – 11:18 (salita e discesa)
  • Arezzo – 12:10, arrivo

Il rientro parte da Arezzo alle 17:30 e riporta a Roma Termini alle 22:42 ripercorrendo a ritroso tutte le tappe dei borghi umbri per chi ancora vuole concedersi una sosta. Gli amanti dei viaggi esperienziali, del foliage d’autunno, dei viaggi enogastronomici o i più curiosi apprezzeranno un modo originale e rispettoso per scoprire la regione attraverso un itinerario unico nel suo genere.

Categorie
autunno Borghi itinerari culturali Paesaggi Umbria Viaggi Viaggi Relax

Norcia tra castagne, vallate e silenzi che rendono ogni passo un’esperienza unica

Uno dei momenti migliori per visitare l’Umbria? Sicuramente l’autunno. Il territorio conosciuto per la produzione di olio e vino, ma anche per le eccellenti castagne e i tartufi senza paragoni, vanta paesaggi variopinti durante i mesi di settembre, ottobre e novembre.

Tra i borghi da non perdere? Norcia che in autunno è una vera meraviglia: passeggiare tra i vicoli medievali, osservare i paesaggi che si tingono di giallo, rosso e arancio e gustare le specialità tipiche sono un’occasione imperdibile.

Escursioni tra i colori della Valnerina

Una delle attività da non perdere in autunno a Norcia? Un’escursione nei sentieri del parco nazionale dei Monti Sibillini, dove i colori autunnali accompagnano i visitatori regalando scenari mozzafiato con boschi che sembrano dipinti.

Non solo paesaggi difficili ed escursioni da esperti: esistono percorsi leggeri lungo il fiume Nera per chi cerca qualcosa di praticabile in famiglia, anche con i bambini. I trekker esperti possono invece salire fino ai piani di Castelluccio aumentando la difficoltà e l’intensità dell’attività.

Scoprire i sapori autunnali di Norcia e dell’Umbria

Tra le cose da vedere in Umbria ci sono i borghi e spesso chi fa turismo qui lo fa con uno scopo: scoprire l’enogastronomia del territorio. Norcia, oltre al celebre prosciutto, ha molto da offrire e in ristoranti e locali è possibile gustare piatti della tradizione preparati a regola d’arte. Settembre e ottobre segnano il tempo del tartufo nero pregiato, dei funghi e delle castagne, ingredienti protagonisti nei ristoranti e nelle botteghe del centro storico.

Prosciutto di Norcia e i sapori tipici del territorio

iStock

Cosa mangiare a Norcia in autunno: tra prosciutto e altre leccornie

Immergersi nella storia e nell’arte

Norcia non è solo food, ma anche storia e cultura. Il borgo tra i più belli dell’Umbria vanta un centro storico lastricato in stile medievale da esplorare, andando a contatto con botteghe, musei che raccontano il luogo e la tradizione ma soprattutto norcinerie. Piazza San Benedetto è il fulcro del paese ed è dedicato all’omonimo patrono e, nonostante i momenti difficili vissuti dalla località, è riuscita a sopravvivere, è stata valorizzata e rappresenta una convivialità significativa.

Perché è San Benedetto il patrono? Perché il suo legame con Norcia è molto forte e proprio per questo è stata eretta una basilica a lui dedicata, simbolo della cittadina e assolutamente da non perdere. Nonostante i danni subiti dai terremoti, la facciata e la piazza risultano un simbolo di resilienza da non perdere.

Attività outdoor e trekking

Per gli amanti della natura e dell’avventura, Norcia è il punto di partenza ideale per esplorare il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sentieri per ogni livello conducono tra boschi, gole e panorami spettacolari. Tra gli itinerari più noti ci sono quello delle Gole dell’Infernaccio e il percorso che porta al Monte Vettore, la vetta più alta della catena.

A caccia di tartufo

Un viaggio a Norcia in autunno non è solo fatto di paesaggi e cibo: è fatto di esperienze. Puoi partecipare a passeggiate guidate alla ricerca del tartufo, accompagnato da esperti e cani addestrati, un’attività che ti farà sentire un vero esploratore del gusto. Molte aziende agricole aprono le porte ai visitatori, offrendo degustazioni e laboratori di cucina tradizionale.

Categorie
Borghi estate Umbria Vacanze natura Viaggi Viaggi Relax

Le piscine naturali di Stifone sul fiume Nera

Durante i giorni più caldi dell’estate, che peraltro corrispondono con quelli dove la maggior parte delle persone riesce a pianificare i propri viaggi e le proprie vacanze, si moltiplicano sui nostri social media i contenuti che riguardano luoghi più o meno nascosti da scoprire, destinazioni più o meno decifrabili naturalisticamente eccezionali.

Da qualche tempo uno dei luoghi più gettonati per questo tipo di soggetto sono le piscine naturali del fiume Nera a Stifone, un minuscolo e antichissimo borgo sulle rive del corso d’acqua in Umbria, in provincia di Terni.

La principale motivazione è chiara: il Nera è un fiume bellissimo che, dopo un primo tratto di corso torrentizio, montano e impetuoso, si adagia in una valle circondata da splendide colline, non lontano dal bel borgo di Narni, assumendo un aspetto ben più placido. Il suo letto si allarga e le acque cristalline si mostrano tutta la loro bellezza e trasparenza.

Nei dintorni di Stifone, appunto, si trovano tre luoghi perfetti per la balneazione durante l’estate: la Sorgente della Morica, la più instagrammata; la Cala del Mulino, la più quieta; Le Mole di Narni, la più cristallina. Le prime due si trovano nelle immediate vicinanze del borgo, la terza è poco più di un chilometro più a valle, nei pressi del paese di Nera Montoro. Spiagge d’acqua dolce in riva a piscine naturali davvero meravigliose, per un tuffo rigenerante che tiene lontano la canicola.

Il Parco Gole del Nera

stifone piscine naturali nera

Lorenzo Calamai

Una delle spiagge d’acqua dolce di Stifone

Il Parco Gole del Nera ha aperto i battenti all’inizio dell’estate 2025 per regolamentare e inquadrare la fruizione delle rive del fiume, dei borghi e del loro patrimonio culturale e artistico nel tratto che va dal paese di Montoro fino al Ponte di Augusto, l’antico ponte romano situato a Narni Scalo che duemila anni fa veniva utilizzato per attraversare il canyon creato dallo scorrere del Nera.

Per lungo tempo le piscine naturali di Stifone e de Le Mole di Narni sono state di libero accesso, con i pro e i contro che questa condizione porta con sé: nessuna tutela per il visitatore, né per l’ambiente frequentato. Oggi, invece, l’accesso alle tre spiagge d’acqua dolce è divenuto a pagamento e con un numero di presenze contingentato tra le 10 del mattino e le 17:45 del pomeriggio, con la possibilità di prenotare la propria permanenza online e di usufruire di alcuni servizi come il noleggio sdraio.

Le tre spiagge d’acqua dolce del Parco sono racchiuse in meno di due chilometri e sono collegate tra loro sia dalla strada che collega Montoro a Narni che dal percorso ciclabile Gole del Nera: sei chilometri di tracciato cicloturistico, percorribile anche a piedi, che segue il percorso della dismessa ferrovia che collegava Roma ad Ancona, nel tratto tra Narni a Nera Montoro.

Si può imboccare sia da Le Mole di Narni che nei pressi del Ponte di Augusto. Nei pressi di Stifone un moderno ponte collega la pista ciclabile al piccolo borgo, dove ci si può fermare a visitare il paese o raggiungere le due spiagge d’acqua dolce qui presenti.

Piscine naturali di Stifone: come arrivare

Per raggiungere il borgo di Stifone e, quindi, le piscine naturali sul fiume Nera più gettonate, si deve percorrere la strada statale 675 fino all’uscita di Narni.

In via dello Stabilimento a Nera Montoro, a pochi metri dall’uscita, di fronte alla stazione ferroviaria del paese, si trova il parcheggio ufficiale del Parco Gole del Nera, che al costo di €5 può essere sfruttato per l’intera giornata. Da qui la spiaggia de Le Mole è raggiungibile in 5 minuti a piedi, mentre quelle di Stifone si trovano a un paio di chilometri: calcolate una mezz’oretta abbondante di camminata utilizzando il percorso ciclopedonale.

stifone piscine naturali nera

Lorenzo Calamai

Il ponte che collega Stifone al percorso ciclopedonale

In alternativa si può proseguire su via Ortana fino a raggiungere il borgo di Stifone, dove in corrispondenza dell’attraversamento pedonale in mezzo al paese si trova uno lo stretto stradello sterrato sulla destra, il quale conduce a un piccolo parcheggio.

Stifone: il borgo e le spiagge

Nella parte inferiore del bacino del Nera sorge un piccolissimo borgo, frazione del comune di Narni, popolato da appena una quarantina di persone: è Stifone, piccolo gioiello rosso nel centro d’Italia (non è un modo di dire: nei boschi sopra Narni si trova il cippo che rappresenta esattamente il centro della penisola).

Le origini del paese sono antichissime, risalenti come minimo all’epoca romana se non etrusca, quando il largo letto del Nera era navigabile. La parola Stifone, infatti, ha origine greca, e indica un luogo dove si costruivano barche e zattere.

Le abitazioni in mattoncini rossi e la struttura del borgo, invece, risalgono al quindicesimo secolo circa, quando Stifone era un territorio di grande rilevanza per le famiglie nobili della vicina Narni, soprattutto per mito delle fonti, delle risorgive e dei mulini che ancora oggi sono visibili facendo una passeggiata lungo le poche vie che compongono il paese.

Nel tratto che lambisce Stifone il Nera, dopo aver percorso in maniera rapida e furiosa la prima parte del proprio corso ed aver attraversato Terni, si getta in una gola profonda che lambisce Narni e ne esce poi proprio nei pressi del borgo, calmandosi improvvisamente in questa stretta valle dove il suo letto si fa ampio e placido. È qui che si può fare un bagno rinfrescante nelle sue azzurrissime acque, che ricevono pochi metri prima della spiaggia il contributo delle numerose sorgenti che caratterizzano Stifone.

Ai margini del paese, a monte e a valle dello stesso, sorgono due spiagge d’acqua dolce: la Cala del Mulino e la Sorgente della Morica.

stifone piscine naturali nera

Lorenzo Calamai

Bagno alla Sorgente della Morica

La prima è la spiaggia più intima e meno frequentata, raccolta e celata dalla vegetazione. Ideale per chi ama il relax nella quiete, all’ombra del verde e a fianco del grande letto blu del fiume.

La seconda è invece la più nota, quella che, se siete appassionati di outdoor, potreste aver visto ritratta in foto e video. Il motivo è il suo grande impatto scenografico: qui il fiume è profondissimo, ma avvicinandosi alle acque blu si può perfettamente distinguere la vegetazione del fondale. I resti della vecchia centrale idroelettrica di Stifone, con la torretta che contraddistingue il luogo, sono diventati una specie di parco giochi per i bagnanti, fungendo da piscinette con acqua più bassa dove tutti possono immergersi. Un tuffo nella zona delimitata dalle boe, quella sicura per la balneazione, è decisamente rinfrescante: le acque del Nera rimangono attorno ai 16°C, un vero e proprio refrigerio.

Le Mole di Narni

Le Mole di Narni piscine naturali Nera

Lorenzo Calamai

Le Mole di Narni

Prima che la spiaggia di Stifone prendesse piede e diventasse l’attrazione più conosciuta, Le Mole erano la spiaggia d’acqua dolce di riferimento del Nera.

Si tratta di una grande piscina d’acqua cristallina posta in un’ansa artificiale del fiume, realizzata per la vicina centrale idroelettrica di Montoro. Ai margini dell’ampia polla una grande tribuna in legno funge da spiaggia, ospitando gli asciugamani degli avventori.

La bellezza principale de Le Mole di Narni è assolutamente la bellezza dell’acqua del fiume, che assume i toni del cristallo, del celeste e del turchese: è un vero e proprio piacere potercisi immergere nei giorni più caldi, prima di tornare a prendere il sole comodamente distesi sul solarium.

Categorie
itinerari culturali Notizie Orvieto Scoperte archeologiche Umbria Viaggi

Incredibile scoperta alle porte di Orvieto: ritrovati nuovi tesori nella terra sacra degli etruschi

Gli etruschi erano un popolo che si stabilì nell’Italia centrale, nelle attuali regioni della Toscana, del Lazio e dell’Umbria. Ed è proprio in quest’ultima che, alle porte di Orvieto, scavi archeologici hanno restituito preziosi reperti: stiamo parlando di due teste di ariete, una di leone, altari monumentali e migliaia di altri tesori.

Sono queste le straordinarie scoperte emerse durante le ultime campagne di scavo portate avanti al Campo della Fiera, un sito archeologico di eccezionale importanza frequentato a partire dall’epoca etrusca per più di duemila anni, dal VI sec. a.C. al XVII secolo. Qui, da oltre due decenni, lavora l’equipe dell’archeologa Simonetta Stopponi gettando nuova luce su un luogo sacro, strategicamente posizionato alle pendici della rupe, e confermando la grandezza spirituale e artistica degli Etruschi.

Scoperti migliaia di reperti nel Santuario degli Etruschi

Tra i reperti scoperti dal team di archeologi spiccano tre sculture zoomorfe: due teste di ariete e una di leone, scolpite con straordinaria maestria e capaci di trasmettere espressioni vive, quasi magnetiche, come le hanno descritte i ricercatori. Considerata la cura e il realismo con le quali sono state realizzate, probabilmente ornavano gli altari dedicati agli dèi.

Ritrovamento etrusco a Orvieto

ANSA

Uno dei ritrovamenti delle campagne di scavo al Campo della Fiera, alle pendici della rupe di Orvieto

Particolarmente significativo è il ritrovamento di un occhio in bronzo e pasta vitrea, inserito in una delle teste che, come sottolinea la professoressa Simonetta Stopponi, “conferisce alle sculture un realismo impressionante”. Un elemento che testimonia la volontà di rendere le divinità rappresentate più presenti e quasi animate agli occhi dei fedeli.

Accanto a questi capolavori, gli scavi hanno restituito migliaia di reperti: ceramiche votive, monete romane, oggetti rituali e un affascinante pendente d’oro cavo a forma di ghianda, probabilmente usato per contenere profumo. Tutti questi sono oggetti preziosi che arricchiscono la comprensione della spiritualità etrusca, profondamente radicata nel territorio.

Reperto etrusco a Orvieto

ANSA

Occhio della testa di ariete

L’importanza del sito Campo della Fiera

Con questa ulteriore scoperta, il sito di Campo della Fiera in Umbria si conferma ancora una volta uno dei cuori religiosi più importanti dell’antico mondo etrusco. Situato in una posizione strategica e pianeggiante alle pendici della rupe di Orvieto, il sito ha restituito, nel corso degli anni, tracce evidenti della sua funzione sacra: templi, altari e strutture monumentali stanno lentamente riaffiorando dalla terra, testimoniando la centralità di questo luogo nelle pratiche religiose del tempo.

Secondo l’interpretazione degli archeologi, il Campo della Fiera potrebbe identificarsi con il celebre Fanum Voltumnae, il santuario federale degli Etruschi dove si riunivano annualmente i rappresentanti delle dodici città-stato. Da 26 anni, l’equipe diretta dall’archeologa Simonetta Stopponi porta avanti campagne di scavo che stanno riscrivendo la conoscenza del mondo etrusco. Gli interventi sistematici hanno permesso di recuperare non solo reperti di grande valore, ma anche di ricostruire l’organizzazione dello spazio sacro, rivelando un santuario complesso, articolato e straordinariamente conservato.

scoperta-orvieto

ANSA

Un’ipotesi di come erano gli altari, mostrata in occasione delle recenti campagne di scavo al Campo della Fiera
Categorie
Arte e cultura Borghi Curiosità luoghi misteriosi Umbria vacanza natura Viaggi Viaggi Relax

Mucciafora, il borgo più piccolo dell’Umbria è perfetto per gli amanti dei libri

I borghi sanno incantare e l’Italia ne è piena. Una delle regioni più ricca, da questo punto di vista, è l’Umbria dove sono custodite meraviglie come Mucciafora, la piccola frazione di Poggiodomo. Conosciuto a pochi, fa parte dei luoghi segreti della Valnerini che sa incantare per un mix tra mistero, natura e spiritualità. Motivo in più per visitarlo? Chi ama leggere se ne innamorerà.

Cosa vedere a Mucciafora, il borgo dei libri

Il bello di Mucciafora è che non serve una guida turistica: basta camminare. Ti ritrovi subito sulla spina dorsale del borgo, una strada a gradoni che si arrampica tra scorci, scale e silenzi. Da qui si apre un panorama da cartolina: la valle del Tissino, il massiccio del Coscerno, i Monti Sibillini, il Gran Sasso, il Terminillo. A 1070 metri d’altitudine, è a tutti gli effetti, il comune più piccolo dell’Umbria. Il paese, incredibilmente scenografico, si adagia sulla pendice del Coscerno e affaccia sulla valle del torrente Tissino.

Il centro storico

Il castello che dominava il borgo oggi non c’è più ma il borgo fortificato mantiene la sua struttura. Passeggiando, tra un vicolo e l’altro, scoprirai tracce di pietre romane, elementi medievali incastonati nei muri, e il lavatoio pubblico: una terrazza con vista che da sola vale il viaggio.

Chiesa di San Bartolomeo

Un vero scrigno d’arte barocca. La facciata in pietra della chiesa di San Bartolo ti accoglie con semplicità, ma è dentro che scatta la meraviglia: soffitti lignei dipinti, un altare imponente e una tela settecentesca della Madonna Assunta. Qui è sepolto anche don Mattia Amadio, un parroco leggendario, noto per i suoi miracoli e per l’umiltà disarmante del suo epitaffio: “Calpestate le sue ossa ma pregate per lui”.

Visitare il borgo di Mucciafora

Ufficio Stampa

Mucciafora, il borgo più piccolo dell’Umbria

Chiesa di Santa Giuliana

Proprio di fronte attira l’attenzione la chiesa di Santa Giulia datata Trecento. Era la chiesa sepolcrale del paese e sotto l’altare, tra le botole, riposano ancora oggi gli abitanti di un tempo. Ed è proprio qui che si intreccia una delle leggende più affascinanti di Mucciafora: quella della donna sepolta viva, ritrovata in posizione diversa da quella in cui era stata adagiata. Brividi garantiti.

Chiesa di Sant’Angelo di Casale

Fuori dal centro, tra cipressi e silenzio, questa chiesa romanica del XII secolo custodisce un affresco rarissimo: San Michele Arcangelo che sconfigge Lucifero. Un’esplosione di spiritualità e simbolismo in un luogo che trasuda misticismo.

Piazza dei Combattenti

Una piazzetta raccolta, che ospita due monumenti. Da una parte si ricordano i caduti della Grande Guerra mentre dall’altra la strage del 30 novembre del 1943 in cui le truppe nazifasciste massacrarono sette civili del paese. Il luogo custodisce la memoria attraverso due costruzioni che i viaggiatori possono scoprire gratuitamente.

Il borgo dei libri

Il piccolo territorio dell’Umbria è conosciuto come Borgo dei Libri. Il programma culturale vede affidare molte case disabitate ad autori, studiosi e poeti che lo ripopolano e trovano qui un rifugio creativo  per scrivere, raccontare e incontrare. Nascono laboratori, presentazioni, camminate letterarie, ma anche semplici chiacchiere sotto le stelle, dove la parola torna a essere ponte tra le persone. Un progetto che punta a riportare vita nei borghi abbandonati, mescolando passato, creatività e nuove energie.

Dove si trova e come arrivarci

Mucciafora sembra lontanissimo da tutto, ed è proprio questo il suo fascino. In realtà, si trova nell’Umbria sud-orientale, nel Comune di Poggiodomo in provincia di Perugia e domina la Valnerina. Il modo migliore per arrivarci è in auto o in moto, procedendo da Spoleto o Norcia verso il paese di Poggiodomo.

Categorie
Arte e cultura Lazio Notizie Scoperte archeologiche siti archeologici Toscana Umbria Viaggi Viterbo

Ritrovata in Italia un’antica tomba etrusca perfettamente conservata: la scoperta

Gli etruschi rappresentavano un popolo unico nella penisola italica, diversi da tutti gli altri per lingua, costumi e cultura. In Italia, di insediamenti etruschi ne abbiamo diversi, in particolare in Umbria, Toscana e Lazio. Ed è proprio in quest’ultima regione che sono stati fatti ritrovamenti eccezionali durante gli scavi condotti nella necropoli di Caiolo, situata nell’area archeologica di San Giuliano a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo.

Qui, davanti allo stupore del team di archeologi e ricercatori, è emersa una tomba ancora intatta, databile alla fase finale dell’epoca orientalizzante, alla fine del VII secolo a.C.

La scoperta della tomba etrusca completamente intatta

Tra le antiche culture che hanno abitato nel Mediterraneo, quella etrusca è sicuramente una delle più affascinanti ed enigmatiche. Nel nostro Paese vantiamo tanti luoghi dov’è possibile scoprirla e, uno di questi, è la Necropoli di Caiolo, tra i cimiteri etruschi più significativi dell’Italia centrale. Qui, tra le sue tombe, tra le quali spicca la più grande “Tomba della Regina” risalente al V secolo a.C., ne è emersa una completamente intatta che rappresenta una scoperta eccezionale.

Durante la campagna di scavo condotta dalla Baylor University, in collaborazione con un consorzio italiano composto da diversi ministeri della cultura, insieme ad autorità locali e funzionari del parco, è stata portata alla luce una camera funeraria intatta, contenente vasi ceramici finemente decorati nello stile etrusco-geometrico. La tomba contiene anche un letto funerario, una bacinella e diversi oggetti funerari in bronzo.

Secondo gli archeologi, la tomba risale alla fine del VII secolo a.C. e sta offrendo nuove informazioni sulle usanze funerarie e sulla struttura sociale degli Etruschi. Come ha dichiarato Barbara Barbaro, funzionaria archeologa della Soprintendenza: “È molto raro trovare una tomba intatta. Da qui la natura eccezionale di questa scoperta. Un contesto intatto non è solo fondamentale per la conservazione, ma anche perché ci offre una visione completa della vita attraverso il rituale della morte”.

L’importanza della Necropoli di Caiolo

Quella di Caiolo è una necropoli importantissima per conoscere la cultura etrusca in Italia, un sito archeologico che riserva sempre incredibili sorprese. Nel 2024, infatti, si sono concluse le operazioni di scavo e restauro presso la “Tomba della Salamandra”, la quale ha restituito un monile di pregio: uno scarabeo in corniola rossa, inciso con la figura di un guerriero a cavallo armato di lancia, databile al IV secolo a.C.

La Necropoli di Caiolo prende il nome dal colle su cui si estende e rappresenta una delle testimonianze più ricche e articolate della civiltà etrusca. Qui, oltre alla già citata Tomba della Regina, ci sono altre strutture interessanti come la Tomba del Cervo, la Tomba dei Letti, con quattro letti funebri destinati a due adulti e due bambini, e la Tomba della Cuccumella.

Si tratta di un patrimonio archeologico di pregio, dove gli scavi e le indagini vengono condotte dalla Baylor University of Texas su concessione del Ministero della Cultura sotto la direzione di Davide Zori e in stretta collaborazione con la Soprintendenza.

Categorie
Arte e cultura Concerti e festival Cosa fare nel weekend Emilia Romagna eventi Lazio Marche Notizie Umbria Viaggi Viaggi Relax

Feste della birra, mercatini e gli altri eventi imperdibili del weekend 27-29 giugno 2025

Profumo di birra artigianale, strade vestite di fiori, rievocazioni in costume, concerti all’alba e sapori che raccontano le tradizioni locali: il weekend del 27-29 giugno 2025 si preannuncia esplosivo. E se state cercando un’occasione per partire, fare una gita fuori porta o semplicemente vivere qualcosa di speciale, sappiate che questo fine settimana vi mette davanti a una valanga di eventi sparsi tra Lazio, Umbria, Marche ed Emilia-Romagna.

Dalle spiagge di Tarquinia ai canali di Comacchio, passando per i borghi fioriti della Sabina e le note all’alba in Franciacorta, ecco il meglio di questo weekend in giro per l’Italia.

Fermento a Tarquinia Lido: 16 birrifici, street food e mare

Sedici birrifici artigianali, street food da urlo, dj set e concerti in riva al mare. Serve aggiungere altro? Il 27 e 28 giugno il Lido di Tarquinia (VT) si trasforma nel cuore pulsante della birra artigianale con Fermento, il festival diffuso che celebra l’eccellenza brassicola del Lazio e della Tuscia.

Invece del classico villaggio fieristico, qui si passeggia tra stabilimenti balneari e locali sul lungomare, con otto postazioni che ospitano i birrifici: da Jungle Juice a Ritual Lab, da Linfa a Vento Forte, ognuno con una selezione delle proprie etichette più iconiche. E per non far mancare nulla al palato, c’è anche un’offerta gastronomica firmata dai beach bar del Lido: panini, fritti, specialità locali pensate per accompagnare ogni pinta.

Musica live e dj set accompagneranno entrambe le serate, con apertura alle 19. Si entra con due formule: 15 euro per 8 degustazioni, oppure 10 euro per 4 assaggi. Sì, potete anche provare entrambe le opzioni… Nessuno vi giudica.

Leonessa e il Palio del Velluto: tre giorni nel cuore del Rinascimento

Leonessa (RI) fa un salto nel tempo e riaccende lo splendore rinascimentale con il Palio del Velluto, una delle rievocazioni storiche più coinvolgenti del Lazio. Dal 27 al 29 giugno, dame, cavalieri, tamburini e contrade si danno battaglia per conquistare lo stendardo dei “Sesti”, i sei storici rioni della città.

Taverne, cortei in costume, duelli, spettacoli e una città intera che si trasforma in teatro a cielo aperto. Se amate l’atmosfera delle saghe storiche, qui troverete un mix perfetto di adrenalina, folklore e sapori del passato (con tanto di piatti rinascimentali rivisitati).

Da segnare in agenda anche la suggestiva “Scelta del Drappo” e la Giostra dei Tamburi, che anticipano il weekend del Palio. Un’esperienza da vivere, con smartphone carico per immortalare ogni dettaglio.

Poggio Moiano in fiore: l’Infiorata del Sacro Cuore

Nella Sabina Reatina si celebra la bellezza con petali e tradizioni. A Poggio Moiano, dal 27 al 29 giugno, va in scena l’Infiorata del Sacro Cuore, una tre giorni che trasforma il borgo in un tappeto floreale gigante.

Il programma mescola arte e fede: tra mostre, musei a cielo aperto, sfilate di sbandieratori, acrobati e mangiafuoco per la “Notte di meraviglie” e la sagra dell’olio d’oliva, Poggio Moiano diventa una vera esplosione di colori, profumi e magia. Un evento perfetto per le famiglie, i romantici, gli appassionati di fotografia e chiunque voglia prendersi una pausa tra bellezza e semplicità.

Concerto all’alba a Erbusco: musica, cielo rosa e colazione del Magüt

Per chi ama cominciare la giornata con poesia, musica e aria di collina, Erbusco (BS) propone uno dei momenti più suggestivi del weekend: il Concerto all’Alba, domenica 29 giugno alle 5:00 del mattino, con il duo Gianni Alberti (sax/clarinetto) e Fabio Gordi (pianoforte).

In un contesto naturale mozzafiato, il repertorio spazierà da Piazzolla a Morricone, passando per Gershwin e Iturralde. E al termine, la Pro Loco offrirà ai partecipanti la “colazione del Magüt”, per rendere l’esperienza ancora più autentica e condivisa.

Ingresso a offerta libera, prenotazione obbligatoria. Il check-in apre alle 4:45 (sì, anche il cielo avrà messo la sveglia). Consigliatissimo portarsi un telo e una giacca leggera, la magia è garantita.

Focus Assaggi a Corese Terra: gusto, olio DOP e storie di territorio 

Per chi ha il palato fino e l’anima da foodie, Corese Terra (RI) è la tappa perfetta del venerdì sera. Il 27 giugno alle 20:00 torna l’appuntamento con “Focus Assaggi”, la rassegna gratuita che valorizza i prodotti DOP e IGP del Lazio con degustazioni guidate da esperti ONAF.

Il terzo incontro di “S’abbina bene” sarà ospitato dall’Università Agraria e promette una vera immersione nel patrimonio agroalimentare della Sabina: mozzarella di Bufala Campana DOP, prosciutto di Amatrice IGP, salumi amatriciani, panzanella romana, il tutto abbinato agli oli Sabina DOP e Roma IGP, accompagnati da vini laziali selezionati.

Un’occasione unica per capire (e assaggiare) il vero significato delle etichette di qualità. L’ingresso è gratuito ma su iscrizione: andate sul sito ufficiale e prenotatevi, i posti sono limitati, le delizie no.

Carnevale estivo a Comacchio: maschere, barche e fuochi sull’acqua

Chi ha detto che il Carnevale si festeggia solo a febbraio? A Comacchio, la “piccola Venezia” del Delta del Po, sabato 28 giugno torna il Carnevale estivo sull’acqua, tra maschere, danzatori e dodici barche a tema che scivolano lungo i canali storici.

L’evento, organizzato dalla Cooperativa Girogirotondo, è una festa comunitaria che unisce artigiani, musicisti, sarte e volontari in un grande spettacolo galleggiante. Le imbarcazioni, spinte a paradello, renderanno omaggio anche ai 30 anni di Ferrara Patrimonio Unesco e ai 10 anni della riserva MaB Delta del Po.

Alle 21.00 si parte dai Trepponti, monumento simbolo della città, e si va avanti fino a mezzanotte, quando lo show si conclude con uno spettacolo piromusicale da batticuore. Evento gratuito e consigliatissimo anche per famiglie con bambini.

Brodetto Show a Porto Recanati: zafferano, quiz e grandi chef 

Il Brodetto alla Portorecanatese De.Co. ha una marcia in più: niente pomodoro, solo pesce fresco e zafferano. A Porto Recanati (MC), questo piatto diventa protagonista assoluto del Brodetto Show, in programma domenica 29 giugno dalle 18:30 in piazza Brancondi.

Brodetto Show, Porto Recanati

Ufficio Stampa

Edizioni passate del Brodetto Show

Un evento tra showcooking, storytelling, quiz con il pubblico e piatti-sorpresa. Sul palco ci saranno la giornalista Sara Santacchi e Marco Ardemagni di “Paparazzi” (Rai Italia), mentre gli chef dell’Accademia del Brodetto delizieranno i presenti con assaggi e aneddoti.

Il format interattivo è parte del Grand Tour delle Marche e porta in scena l’identità gastronomica della costa adriatica. Ingresso libero e palato felice assicurato.