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Da oltre trent’anni, Disneyland Paris non smette di stupire: le novità

Ha da poco spento trenta candeline Disneyland Paris, il parco a tema più visitato d’Europa. E chissà quanti sono coloro che lo hanno visitato più di una volta in tutti questi anni. Sì, perché ogni volta c’è una novità. Una nuova attrazione, un nuovo show, un hotel o il suo restyling.

E poi, Disneyland è diverso in ogni stagione. A Natale, per esempio, quando viene addobbato con luminarie e decorazioni, con il grande albero illuminato, le parate e gli eventi speciali, è completamente diverso rispetto a quando lo si visita in primavera.

Se avete in programma un viaggio a Parigi e a Disneyland Paris, ecco quali novità dovete aspettarvi di trovare.

Le novità del 2024 a Disneyland Paris

Un nuovo show serale

Per il 2024, sono attese tante novità che fan parte del nuovo programma di intrattenimento chiamato “Disney Symphony of Colours”. La più grande è quella che accoglierà gli ospiti a partire già dal prossimo 8 gennaio, con un meraviglioso nuovo show intitolato “Disney Electrical Sky Parade”, una vera e propria parata elettrica che terrà gli occhi dei visitatori puntati verso il cielo, dove 500 droni creeranno incredibili animazioni.

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Fonte: @Disneyland Paris

La Disney Electrical Sky Parade a Disneyland Paris

La nuova sequenza notturna combinerà luci, proiezioni, fontane e coreografie trasformando il cielo in una tavolozza di colori sopra i Castello della Bella Addormentata nel bosco.

I 500 droni sfileranno nel cielo al calar della sera sotto forma di carri illuminati, a rappresentare le varie icone della Main Street Electrical Parade, la parata dei personaggi Disney notturno messo in scena quando venne aperto il parco alle porte di Parigi nel 1992 e che venne ripetuto fino al 2003, segnando di fatto la storia di Disneyland Paris. Tra i carri, il treno di Topolino e dei suoi amici, il drago Elliott e la carrozza di Cenerentola.

Nel nuovo show, al quale i tecnici e i coreografi hanno lavorato per almeno sei mesi per rendere omaggio alla Main Street Electrical Parade, oltre alle luci non mancheranno le musiche, remixate proprio per l’occasione.

Perfetto per i nostalgici, ma anche per i più giovani che avranno l’opportunità di scoprire questa iconica esperienza dei parchi Disney in una nuova e inedita versione. Lo show durerà fino al 30 settembre.

Un nuovo show diurno

A partire dal 10 febbraio, chi visiterà il parco Disney parigino potrà assistere a un altro nuovo spettacolo, questa volta diurno, intitolato “A Million Splashes of Colour”, che vuole celebrare i film d’animazione di Disney Animation e Pixar, con alcuni dei personaggi più amati.

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Fonte: @Disneyland Paris

Il rendering dello show “A Million Splashes of Colour” a Disneyland Paris

Vestiti con nuovi abiti colorati, Topolino e Minnie parteciperanno ai festeggiamenti a Central Plaza insieme a una trentina di ballerini e ad altri personaggi iconici, tra cui Gioia (“Inside Out”), Timon (“Il Re Leone”), Vaiana (“Oceania”), Mirabel (“Encanto“) e la nuova eroina della Disney, Asha, protagonista dell’ultimo film di animazione “Wish”, in uscita nelle sale italiane il prossimo 21 dicembre.

I coloratissimi carri si ispireranno all’arte, alla musica e alla scrittura, elementi fondamentali alla base della narrazione di Disney Animation e Pixar. Ciascuno dei carri avrà una propria identità e sarà ricco di dettagli e riferimenti Disney. Per esempio, il carro dedicato all’arte sarà adornato da pennelli giganti e da enormi vasi di vernice.

Anche la musica avrà un ruolo centrale, combinando due colonne sonore originali e un mashup di famosissime canzoni dei film Disney Animation e Pixar in versioni adattate: da “The Bare Necessities” tratta da “Il libro della giungla” a “We Don’t Talk About Bruno” di “Encanto” e “You’ve Got a Friend in Me” di “Toy Story”. Questo show si terrà più volte al giorno fino al 30 settembre.

Nuove decorazioni nel parco

Per accogliere l’arrivo della primavera nel migliore dei modi, anche il parco avrà una novità: sempre dal 10 febbraio, Main Street, U.S.A., il viale principale che si attraversa per raggiungere il castello e le altre attrazioni di Disneyland, sarà arricchita da fiori colorati giganteschi ispirati all’Art Nouveau, realizzati in collaborazione con alcuni artigiani francesi.

Anche il Gazebo nella piazza centrale e la Main Street Station, da dove parte il treno che fa il giro intorno al parco, saranno ridecorati nell’ambito del programma Disney Symphony of Colours.

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Fonte: @Disney/Pixar

Le nuove decorazioni di Main Street U.S.A. a Disneyland Paris

Il nuovo parco “Frozen” e le altre novità di Disneyland Paris

A Disneyland Paris accade sempre qualcosa di nuovo e chi visita il parco non potrà non notare che, nei pressi della Tower of Terror, nei Walt Disney Studios, sta per nascere qualcosa di nuovo. E di incredibilmente bello.

Sono in corso i lavori di realizzazione di una nuova area a tema “Frozen”. Sarà un parco nel parco il “regno di ghiaccio” di Elsa, la protagonista del film d’animazione del 2013, che aprirà nei prossimi anni. Sarà un nuovo ambiente che comprenderà avventure glaciali, con una vera montagna di ghiaccio – la Montagna del Nord -, un gigantesco lago per ricreare i fiordi scandinavi del film, su cui s’affaccerà il pittoresco villaggio di Arendelle e il meraviglioso castello di ghiaccio, dove prende vita il pupazzo di neve Olaf, con una promenade che girerà tutt’intorno.

Chi fosse interessato a scoprire in anteprima questa nuova zona avventura del parco potrà ammirarla nei rendering affissi all’ingresso della zona off limits e che vi mostriamo in esclusiva. La data di apertura del parco “Frozen” non è ancora stata annunciata.

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Fonte: @SiViaggia

Il rendering affisso a Disneyland Paris della nuova zona a tema “Frozen”

Ma le novità non finiscono qui. Dopo “Frozen”, infatti, potrebbe sorgere un’altra nuova area, almeno da quanto indicato nei rendering esposti all’interno di Disneyland Paris, molto simile all’ambientazione di Guerre Stellari. Ma è ancora tutto top secret.

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Borghi Viaggi

Savignano sul Panaro, incantevole borgo medievale

Non è di certo una novità: l’Italia, da Nord a Sud e Isole comprese, è un susseguirsi di borghi antichi – spesso perfettamente conservati – che ci permettono di fare un viaggio indietro nel tempo e di vivere i fasti di un’epoca che abbiamo solo studiato sui libri di storia. Ne è un esempio Savignano sul Panaro, un incantevole borgo della provincia di Modena che lascia incantato chiunque lo visiti. Scopriamo insieme perché questo è un paesino particolarmente suggestivo e cosa visitare assolutamente.

Cosa aspettarsi

Savignano sul Panaro è oggi un nucleo urbano moderno, ma che nella sua parte più alta conserva gelosamente un prezioso centro storico assai antico. Sorge tra le sinuosità delle colline e l’immensità dell’Alta Pianura, in una posizione strategica che da sempre gli permette di controllare il corso del fiume Panaro.

Senza ombra di dubbio, arrivando da queste parti ci si ritrova al cospetto di un esempio tra i più suggestivi di borgo fortificato medievale: è racchiuso in una doppia cinta di mura. Sì, Savignano Sul Panaro è uno dei borghi più affascinanti della provincia di Modena, e una visita da queste parti è consigliata a tutti, perché non lascia di certo indifferenti.

L’itinerario di Savignano sul Panaro

È inutile girarci intorno: Savignano sul Panaro è un borgo ben conservato, ricco di storia e di grande interesse architettonico. Essendo poi distaccato dal nucleo moderno, pare quasi di entrare in un’altra dimensione.

Per accedere al suo interno e toccare la storia con mano, occorre superare una massiccia torre difensiva dove è possibile scorgere persino delle fessure che indicano che, in un tempo molto lontano, proprio qui sorgeva un ponte levatoio. Osservando ancor più attentamente si possono notare due piccole finestre ancora abbellite da un affresco del ‘600 della Madonna col Bambino.

Savignano Sul Panaro, Emilia Romagna

Fonte: Getty Images . Ph: REDA&CO

Veduta di Savignano Sul Panaro

Da lì si imbocca una brave strada che conduce presso una piccola piazza assai suggestiva, in cui si affacciano tante deliziose casette di cotto. Continuando la vostra passeggiata, incontrerete anche una serie di belle abitazioni in pietra. Poi ancora un’altra svettante torre in sasso risalente al 1026, che una volta superata catapulta di fronte a un’ampia scalinata grazie alla quale si arriva alla chiesa dedicata a Maria Assunta.

E poi ecco che si giunge sulla sommità del Castello, forse uno degli angoli più belli di tutto il borgo.

Gli edifici di particolare interesse

Seguendo l’itinerario che vi abbiamo suggerito, sarete in grado di incontrare diversi edifici di particolare interesse. Uno di questi è il piccolo oratorio di San Rocco, risalente al 1631, ed eretto come ringraziamento per lo scampato pericolo della peste del 1630.

Vale la pena fare un salto anche presso la chiesa parrocchiale di Savignano, quella dedicata a Maria Assunta: è nata persino prima del duomo di Modena e di altre importanti chiese della provincia. Ad osservarla non si direbbe, perché l’intero edificio è stato rifatto nel 1746, ma la realtà dei fatti è che si hanno notizie della sua esistenza già dal 1027.

Molto suggestive sono le decorazioni che si trovano al suo interno, e in particolare la Cappella della Madonna del Rosario dove giace un dipinto del XVIII del bolognese Paolo Varrotti, raffigurante i SS. Caterina da Siena e Domenico.

C’è poi “Casa di Matilde”, dove secondo la leggenda era solita soggiornare Matilde di Canossa;  la “Casa del Capitano”, detta anche “del Vescovo”, in cui si possono intravedere le tracce di alcuni affreschi e uno stemma dei Contrari, la famiglia che conquistò la Signoria di Savignano nel 1409.

Poi ancora le opere di Giuseppe Graziosi, un famoso scultore originario di Savignano, come una statua in bronzo del Redentore presso la tomba di famiglia e un monumento ai Caduti nello spazio che sorge di fronte al cimitero.

Infine, il maestoso Castello di Savignano sul Panaro che si fa notare per la sua possente torre in sasso che domina tutto il borgo.

Edifici di Savignano sul Panaro

Fonte: Getty Images – Ph: REDA&CO

La chiesa parrocchiale di Savignano sul Panaro

Altri luoghi di interesse

Le meraviglie di Savignano Sul Panaro non sono finite qui e, anzi, vale davvero la pena andare a scoprire anche il suo Museo dell’elefante. Il nome non è una casualità, perché qui sono conservati i resti dello scheletro di questo mastodontico animale vissuto circa 2 milioni di anni fa.

Sono le ossa di una femmina di Mammuthus, da scoprire tramite un percorso arricchito di diorami, pannelli esplicativi e copie di altri reperti. Un viaggio nella storia e nello sviluppo di questa specie ormai estinta, un luogo da non sottovalutare in quanto rappresenta uno dei ritrovamenti archeologici più importanti al mondo.

Molto interessante è anche il Museo della Venere, che in realtà è una sezione del Museo dell’elefante. Qui è conservata la copia della celeberrima Venere di Savignano, una scultura dell’età paleolitica ritrovata in zona. L’originale, per chi fosse interessato ad ammirarla, si trova presso il Museo Pigorini di Roma.

Infine, non dimenticate di dedicare un po’ del vostro tempo alla Colline dei Vini: Savignano sul Panaro è molto famoso per la sua dedizione alla coltura e produzione del vino. Ciò vuol dire che è molto facile imbattersi in cantine locali dove spesso è possibile anche acquistare il vino e scoprire la storia antica di questa deliziosa produzione.

Gli appuntamenti da non perdere

Ogni giorno è quello ideale per visitare Savignano sul Panaro, ma gli amanti delle tradizioni saranno felici di sapere che qui, durante il mese di settembre, va in scena La Lotta per la Spada dei Contrari: il borgo si riempie di centinaia di figuranti in costume d’epoca che rappresentano le vicende storiche risalenti al 1400. Aprono anche antiche locande e alcune botteghe artigiane.

Tra agosto e novembre si può invece partecipare al Poesia Festival in cui incontrare, ammirare ed ascoltare celebri poeti, attori, comici, scrittori e cantautori.

Per ultimo, ma non per importanza, l’enogastronomia che qui è ricca di prodotti davvero gustosi: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l’aceto Balsamico di Modena IGP e il Parmigiano-Reggiano DOP, i Lambruschi, Zampone e Cotechino e i piatti della tradizione come la pasta fresca all’uovo. In più, di ottima produzione è anche il Prosciutto di Modena.

Non resta che organizzare un visita in questa piccola – ma con grandi meraviglie – perla del modenese.

itinerario di Savignano Sul Panaro

Fonte: Getty Images – Ph: REDA&CO

Un angolo di Savignano sul Panaro
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Questo ristorante serve le patatine fritte più costose del mondo

Le patatine fritte più costose del mondo? Le ha pensate e realizzate un ristorante che si trova negli Stati Uniti e, più precisamente, a New York. Il costo è di 200 dollari motivati dagli ingredienti (decisamente preziosi) con cui vengono preparate.

Amate in tutto il mondo, le patatine sono un vero e proprio must sulle tavole e in ogni luogo si trovano in tante versioni diverse. In genere accessibili a tutti, ma non al Serendipity3 di New York, locale noto per i suoi Guinness World Record, tra cui quello del panino più costoso al mondo. Così come le patatine fritte, che si aggirano sui 200 dollari, ovvero al momento circa 183 euro.

Le patatine da Guinness? La ricetta del Serendipity3 di New York

Gli ingredienti che compongono il piatto sono straordinari e giustificano il prezzo, stiamo parlando delle patatine fritte del Serendipity3 di New York che si sono aggiudicate il Guinness World Record. Il nome del piatto è significativo: Crème de la crème des pommes frittes ed è realizzato utilizzando il meglio. Pensate dagli chef Joe Calderone e Fredrick Schoen-Kiewert, sono state realizzate per offrire un piatto unico. E così hanno trasformato lo street food per eccellenza in un manicaretto da record.

Ingrediente base sono le patate Clipperback. Queste innanzitutto devono essere prima sbollentate, ma non in acqua qualsiasi, bensì nello champagne Dom Perignon e nell’aceto di Champagne-Ardenne Le Blanc. Passaggio successivo è la frittura: che non si pensi, però, all’olio, infatti questo passaggio viene effettuato utilizzando puro grasso d’oca.

Le patatine vengono infine cosparse con olio alimentare e condite con sale e olio al tartufo. Ultimo passaggio: quando vengono impiattate (rigorosamente servite su un piatto di cristallo), vengono accompagnate con scaglie di tartufo e salsa al formaggio.

Questa ricetta ha ottenuto il Guinness dei primati nel 2021 e, all’epoca, c’era una lista d’attesa molto lunga per poterla gustare. Come riportava la CNN, infatti, era di circa dieci settimane.

Gli altri piatti da record nel locale di New York

Non solo patatine: al Serendipity3 di New York sono stati realizzati altri piatti da record, per questo – se si programma una vacanza nella Grande Mela – vale la pena inserirlo tra le tappe. Oltre ai piatti tradizionali e a costi più accessibili, si trovano anche quelli che hanno ottenuto il Guinness World Record.

Come un semplice panino al formaggio servito alla “modica cifra” di 214 dollari, circa 195 euro. La ricetta è stata riproposta per un tempo limitato ad aprile 2023 in occasione della giornata nazionale del formaggio alla griglia. Anche in questo caso la preparazione prevede l’uso di ingredienti extra lusso e di altissima qualità.

Come spiega un post Instagram del locale il The Quintessential Grilled Cheese Sandwich è composto da: “Pane francese Pullman Champagne fatto con Dom Perignon Champagne e scaglie d’oro commestibili 23k, imburrato con burro al tartufo bianco alimentato a erba”. Al suo interno, poi, una farcitura davvero speciale realizzata con il formaggio Caciocavallo Podolico: “Prodotto in Sud Italia dal latte della mucca Podolica, che pascola all’aperto, nutrendosi di erbe fortemente aromatiche come finocchietto, liquirizia, ginepro, alloro e fragole selvatiche, infondendo al latte questi dolci profumi aromatici. Ci sono solo circa 25.000 di queste vacche speciali e producono latte solo durante maggio e giugno, rendendo questo formaggio uno dei più pregiati e rari al mondo”.

Nel menu visibile sul sito ufficiale del locale risultano ordinabili (ma in anticipo) i piatti del Guinness World Record: Golden Opulence Sundae (un dolce gelato davvero speciale), l’hamburger Le Burger Extravagant, il panino Quintessential Grilled Cheese Sandwich, Foot Long Haute Dog, Luxe Milkshake e le patatine fritte più costose al mondo.

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I ponti del 2024: quando andare in vacanza (nell’anno bisestile)

Se per moltissimi italiani le vacanze estive sono sacre, durante il resto dell’anno ogni occasione è buona per concedersi una breve gita fuori porta. E i ponti sono perfetti: ci consentono di partire senza dover prendere alcun giorno di ferie – o comunque usandone pochissimi, se proprio vogliamo allungare il viaggio. Vediamo dunque quando cadono le festività nel 2024, che sarà un anno bisestile.

Tutti i ponti del 2024

Il prossimo anno sarà leggermente meno soddisfacente rispetto al 2023, per tutti coloro che non si lasciano sfuggire nemmeno un ponte. Tuttavia ci saranno moltissime occasioni da sfruttare per andare in vacanza, approfittando delle feste per non consumare le proprie ferie. Si parte già alla grande con il 1° gennaio: Capodanno sarà infatti un lunedì, offrendoci 3 giorni consecutivi (assieme a sabato 30 e a domenica 31 dicembre 2023) un bel weekend da trascorrere in famiglia. Nulla da fare invece per l’Epifania, dal momento che il 6 gennaio sarà un sabato.

Carnevale sarà l’occasione perfetta per divertirsi con i più piccoli – o per tornare noi stessi un po’ bambini: il giorno clou dei festeggiamenti sarà Martedì Grasso, che il prossimo anno si festeggerà il 13 febbraio. Ed eccoci a Pasqua, che cadrà domenica 31 marzo: assieme al sabato precedente e al lunedì 1° aprile (Pasquetta), avremo 3 giorni liberi. La primavera sarà ricca di opportunità, dal momento che la Festa della Liberazione si terrà giovedì 25 aprile. Ovvero, aggiungendo un solo giorno di ferie ne avremo ben 4 per un weekend fuori porta. Mentre la Festa dei Lavoratori sarà mercoledì 1° maggio: chi può usufruire di 2 giorni di ferie, potrà partire addirittura per 5 giorni.

La Festa della Repubblica cadrà domenica 2 giugno, dovremo quindi accontentarci di un semplice fine settimana. Diversa la situazione per Ferragosto: essendo giovedì 15 agosto, potremo aggiungere un venerdì di ferie e goderci 4 giorni al mare. Dovremo poi attendere il 1° novembre, ovvero la festa di Ognissanti, per un altro ponte: essendo di venerdì, avremo 3 giorni consecutivi da trascorrere in casa (o in vacanza). Per l’Immacolata Concezione, invece, avremo soltanto domenica 8 dicembre. Va meglio per Natale e Santo Stefano, che cadranno rispettivamente mercoledì 25 e giovedì 26 dicembre: con un solo giorno di ferie ne avremo ben 5, se invece possiamo prenderne 2 (lunedì 23 e martedì 24 dicembre) faremo 6 giorni di vacanza.

Dove andare in vacanza

Insomma, anche il 2024 sarà ricco di splendide occasioni per tutti coloro che amano viaggiare, seppur solo per qualche giorno alla volta. Quali sono le mete perfette per un weekend (o un ponte) fuori porta? Per quello di Capodanno, ci si può rilassare in qualche destinazione termale per sfruttare i benefici delle acque geotermiche e stare un po’ al caldo. Oppure si può andare in montagna, per concedersi qualche discesa mozzafiato sulle più belle piste da sci. Pasqua e Pasquetta, che apriranno la primavera, sono l’occasione ideale per immergersi nella natura e fare un bel picnic.

I ponti di aprile e maggio ci offrono l’opportunità di andare alla scoperta delle splendide città d’arte e dei piccoli borghi italiani. Chi ha qualche giorno di ferie potrà anche scegliere una meta estera, tra le più belle capitali europee. A Ferragosto, invece, si va come da tradizione al mare con gli amici. L’arrivo dell’autunno, con il ponte di Ognissanti, ci spinge a cercare di nuovo qualche attività all’aria aperta, per godere degli ultimi raggi di sole e ammirare lo spettacolo del foliage. E tra Natale e Capodanno, via libera ad un city break in Europa o di nuovo ad una vacanza sulla neve.

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In questo giardino incantato gli alberi “parlano”: è magia

Un luogo in cui il connubio scienza e arte si mostra in tutto il suo fascino e ci regala un’esperienza da vivere: intensa e poetica. Siamo a Roma dove, per il periodo delle festività natalizie, un giardino si trasforma per l’occasione e diviene incantato: termine più corretto non si poteva trovare per un luogo in cui gli alberi “parlano”. Una magia allo stato puro, sorprendete e che lascia senza fiato, che porta le firme di Riccardo Valentini (Premio Nobel per la Pace 2007 con gli scienziati del Clima IPCC), dell’artista Marco Nereo Rotelli e il designer Valerio Cenciarelli.

Il giardino che ci regala la magia: di che cosa si tratta

Un luogo in cui la magia del Natale prende forma e ci permette di immergerci in un’atmosfera sorprendente all’interno della quale vivere l’arte e il rapporto con la natura in un modo nuovo, unico.

Siamo nel cuore di Roma, nel Giardino e nella piazzetta Valadier dell’Hotel de Russie, qui l’arte e la scienza si sono fuse per creare un ambiente in cui immergersi per provare emozioni indimenticabili.

L’artista Marco Nereo Rotelli e la tecnologia scientifica sviluppata dal professore Riccardo Valentini, che è stato insignito del Premio Nobel per la Pace 2007 insieme agli scienziati del Clima IPCC, unitamente al lavoro del designer Valerio Cenciarelli, hanno creato un Giardino Incantato e un Magico Uliveto, con l’obiettivo di proclamare l’ulivo, simbolo di pace e del Mediterraneo, rappresentante dei valori simbolici delle festività natalizie.

In questa location suggestiva viene messo in scena un dialogo tra arte e natura, ispirato alle parole di Albert Einstain: “Guarda in profondità nella natura e allora capirai meglio ogni cosa”. Il risultato è uno spazio in cui a farla da padrone sono arte, cultura, bellezza e poesia grazie all’installazione luminosa dal titolo Christmas Talking Trees, ma non solo.

Quindi il tutto viene pensato come un teatro, dove il giardino assume le forme di una platea, mentre i veri protagonisti (nel ruolo di pubblico e attori) sono quattro alberi d’ulivo installati per l’occasione. Al centro della scena daranno vita a una spettacolare creazione luminosa grazie a versi poetici dedicati alla natura e donati da noti poeti contemporanei internazionali tra cui: Adonis (Siria), Gemma Bracco, Silvia Bre, Edoardo Callegari, Maurizio Cucchi, Sabrina De Canio, Roberto Mussapi, Loretto Rafanelli, Massimo Silvotti, Arica Hilton (USA), Víctor Rodríguez Núñez (Cuba), Paura Rodríguez Leytón (Bolivia), George Wallace (USA); Yang Lian (Cina).

Parole che saranno proiettate all’interno della struttura, sulle piante e sulla parte architettonica, grazie allo stile unico dell’artista Marco Nereo Rotelli, che li ha trasformati in una sorta di magica ramificazione verbale.

Gli ulivi che parlano con i visitatori: dove accade

Il palcoscenico, poi, è la corte di ingresso ovvero Piazzetta Valadier. Qui andrà in scena una magia che nasce dall’intuizione scientifica di Valentini che con la sua squadra di ricerca, grazie al prezioso contributo della PandA Foundation, ha creato qualcosa di inaspettato ed emozionante. Grazie al suo brevetto TreeTalker, ha posizionato una serie di sensori reattivi e dinamici. Il risultato è spettacolare: gli alberi infatti “parlano” con l’uomo, interagiscono con lui. Lo fanno illuminandosi al tatto della mano, comunicano il loro stato di salute e reagendo alla presenza, emanando colore e creando emozione.

L’allestimento natalizio viene inaugurato il primo dicembre ed è accessibile ai visitatori dal 2 dello stesso mese e fino all’Epifania. Non solo esterni, però, perché all’interno della galleria l’arte accoglie gli ospiti in un’altra forma, ma ugualmente straordinaria grazie a quattro opere pittoriche di Rotelli, in un’esposizione curata da Luca Cantore D’amore, in collaborazione con Alessandro Erra Arte

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Toscana d’autunno: la Cascata del Ghiaccione e la Valdera

Nello scacchiere amministrativo del territorio toscano la Provincia di Pisa ha uno spazio geografico particolare. Non comprende infatti solo la zona del litorale tirrenico a nord di Livorno e l’area pianeggiante intorno al capoluogo, ma anche una vasta zona che si spinge verso sud, comprendendo la Valdera, la Val di Cecina e le Colline Metallifere. Aree dal più classico dei panorami rurali toscani: dolci colline rivestite di boschi, vecchi borghi medioevali e panorami incantevoli.

Proprio in Valdera si nascondono alcune piccole gemme poco frequentate, visto che il turismo preferisce concentrarsi nei circuiti più mainstream. Fra queste merita un posto speciale la Cascata del Ghiaccione, o più semplicemente Il Ghiaccione tout court, una scenografica cascata che assume un tocco di fascino speciale durante le stagioni autunnale e invernale, grazie al foliage del bosco che la contorna, alla maggior portata d’acqua e al suo aspetto silvano, incantato, come uscita da una favola nordica.

Una destinazione perfetta per una domenica che possa abbinare l’avventura selvaggia della breve escursione alla cascata con la visita ad uno dei tanti bei borghi che punteggiano questo spicchio di Toscana stretto tra Volterra e il mare.

Fonte: Lorenzo Calamai

La Cascata del Ghiaccione in autunno

L’escursione alla Cascata del Ghiaccione

Il Ghiaccione, che prende il nome ovviamente dalla temperatura delle acque che vi scorrono, altro non è che il torrente Carbonaia, un piccolo corso d’acqua della Valdera che scorre nei boschi tra Chianni e Castellina Marittima, due piccoli borghi contornati da maestosi panorami tipicamente toscani.

Per raggiungere la cascata si deve percorrere un breve sentiero. La percorrenza è di circa 30 minuti e non ci sono particolari difficoltà, ma si devono attraversare tratti di bosco che lontano dall’estate saranno certamente fangosi e guadare più volte il torrente. Sarà utile pertanto avere calzature adeguate.

A seconda della vostra provenienza, raggiungete Chianni o Castellina Marittima e percorrete la Strada provinciale 48. All’incirca a metà strada tra i due paesi si trova un ponticello stradale sul torrente Carbonaia, contrassegnato dal classico cartello stradale blu (coordinate GPS: 43.459820, 10.629130). Sarà il segnale per posteggiare l’auto a bordo strada, fuori dalla carreggiata.

Sul versante in direzione Chianni del ponticello, un sentiero si addentra nella boscaglia: è quello da seguire per arrivare alla Cascata del Ghiaccione. Fate attenzione, perché nel bosco ci sono diversi sentieri, realizzati per diversi scopi, senza particolari indicazioni. Per non perdervi tendete sempre a mantenere la sinistra in modo da non allontanarvi dal torrente.

Fonte: Lorenzo Calamai

La prima cascata che si incontra lungo il sentiero

Non sarà comunque difficile costeggiare il Carbonaia fino a raggiungere una prima cascata ben irregimentata. Il sentiero la supera mantenendo la sinistra orografica, ma poco più a monte la traccia del percorso si abbassa occasionalmente a livello del corso d’acqua. Risalendo per ancora 400 metri circa, arriverete alla radura dove si può ammirare la Cascata del Ghiaccione.

Nascosta dal bosco, questa piccola perla selvaggia è affascinante in ogni momento dell’anno, tingendosi di nuovi colori: in estate le sue fresche acque possono dare ristoro dalla calura; in primavera la natura rigogliosa si mostra in tutto il suo potere; in autunno le foglie degli alberi cadono danzando nell’aria nella polla sottostante, mosse dall’impetuoso cadere del torrente oltre il salto; in inverno si può addirittura cogliere la polla ghiacciata in alcune sue parti.

Fonte: Lorenzo Calamai

Durante la primavera la cascata è posta in costante ombra delle fronde del bosco

Chianni, Lajatico e Peccioli: i borghi della Valdera

Dopo aver visitato le magie della natura con l’escursione alla Cascata del Ghiaccione è il momento di scoprire i piccoli, caratteristici borghi che punteggiano i dintorni. Specie in un periodo freddo come quello del tardo autunno e dell’inizio dell’inverno, percorrere i vicoli di queste cittadine sarà un modo di ritrovare calore dopo l’escursione lungo il torrente.

Il borgo più vicino è quello di Chianni, arrampicato su una collina con uno splendido balcone naturale che domina il territorio sottostante e regala panorami unici in ogni stagione. Sebbene non abbia particolari attrattive dal punto di vista culturale, il paese ha un’atmosfera tranquilla e posata, con le sue case dalle facciate in pietra e la Chiesa di San Donato che domina il borgo contornata dai rami degli ulivi.

Fonte: ph. annurca – CC BY 2.0

La luce del tramonto illumina le campagne intorno a Chianni

Tra i colli che si possono ammirare da Chianni in direzione est c’è anche quello sulla cui sommità sorge Lajatico, uno degli altri borghi della zona di cui si consiglia la visita, a poco più di 10 chilometri di distanza.

Paese natale di Andrea Bocelli, Lajatico ha un centro storico recentemente ristrutturato che combina classiche vestigia medievali a opere d’arte contemporanea disseminata in diversi angoli del paese. Una passeggiata per il paese offre il passaggio dalla terrazza panoramica sui territori circostanti, sempre affascinante, alla visita della Chiesa di San Leonardo, fino alla centrale Piazza Vittorio Veneto.

Nei pressi del centro cittadino sorge il Teatro del Silenzio, un anfiteatro costruito nel 2006 sul fianco di una vicina collina, nato per ospitare un solo grande spettacolo all’anno intorno a una scenografia minimalista, incentrata su una diversa opera d’arte ogni anno. Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro e Mario Ceroli sono stati tra gli scultori contemporanei che hanno allestito la scenografia del Teatro del Silenzio nei primi anni Duemila. Un luogo suggestivo da visitare anche lontano dagli spettacoli.

Fonte: Lorenzo Calamai

Lo scenografico paesaggio dove sorge il Teatro del Silenzio a Lajatico

Salendo verso nord per una decina di chilometri ancora si incontra Peccioli, borgo bandiera arancione per il turismo dall’impianto, anche in questo caso, tipicamente medievale. Chiese romaniche dalle facciate eleganti, palazzi signorili, stretti vicoli e alternanza di spazi compressi e più aperti animano l’architettura del paese. Tuttavia il paese e le sue frazioni hanno saputo distinguersi nel corso degli anni recenti per una particolare attenzione all’arte contemporanea, ivi compresi diversi interventi di land art, che rende viva e frizzante la visita tra i vicoli e le piazze di Peccioli e dintorni.

Fonte: LigaDue – CC BY 4.0

Peccioli domina la Valdera dalla cima del proprio colle

Un ideale complemento ad una visita che coniuga l’elemento naturale a quello umano, artistico e storico e che risulta in un’ottima opzione per una gita giornaliera in tutte le stagioni.

 

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Riad: cosa vedere nella capitale dell’Arabia Saudita sede di Expo 2030

Anche la nostra splendida Roma era in lizza, ma non ce l’ha fatta: ad aggiudicarsi l’onore di ospitare l’Expo 2030 è stata la città di Riad, capitale dell’Arabia Saudita. Si tratta di un Paese che sempre più, nel corso degli ultimi anni, si sta aprendo al turismo – pur con tutte le sue difficoltà, culturali e non solo. Questa sarà dunque un’occasione importante per rendere ancor più “ufficiale” il suo ingresso tra le mete turistiche più belle del Medio Oriente. Ma cosa vedere? Andiamo alla scoperta delle bellezze di Riad.

Riad, una città nel deserto

Sospesa tra passato e futuro, Riad è una delle città più affascinanti del Medio Oriente, e non ha nulla da invidiare a mete ben più famose – e visitate – come Dubai, Abu Dhabi e simili. Siamo in Arabia Saudita, un Paese aspro e tuttavia meraviglioso, dove a dominare è il deserto: Riad ne è la capitale, sebbene il ruolo di città più importante spetti sicuramente, almeno dal punto di vista culturale e religioso, a La Mecca (qui nacque il profeta Maometto e, con esso, l’islamismo). Proprio per il suo aspetto intrinsecamente legato alla fede, il Paese ha per lungo tempo respinto l’idea di aprirsi al turismo di massa.

Ma ora le cose stanno cambiando, e sempre più viaggiatori provenienti da tutto il mondo si cimentano in un’esperienza ai limiti dell’incredibile, andando alla scoperta delle tante meraviglie dell’Arabia Saudita. La sua capitale, Riad, sorge sull’altopiano del Najd ed è circondata dall’immenso deserto arabico, dal clima arido e dalle difficilissime condizioni di vita. La città sembra spuntare quasi come un miraggio, con i suoi enormi grattacieli futuristici e le architetture classiche (ci sono ben 4.300 moschee!), in un miscuglio di bellezze tutte da visitare.

Cosa vedere a Riad

Riad è servita dal vicino aeroporto internazionale Re Khalid, quindi è facile raggiungerla: il periodo migliore per visitarla è l’inverno, dal momento che negli altri mesi dell’anno le temperature toccano (e superano) facilmente i 40°C durante le ore diurne. Ma cosa possiamo vedere in città? Di certo, i suoi incredibili palazzi dall’aspetto futuristico: è il caso, ad esempio, della Kingdom Tower, che con i suoi 302 metri è l’edificio più alto di Riad. Di notte il suo profilo è illuminato con colori meravigliosi, mentre di giorno si può percorrere la passerella di vetro al 99esimo piano per ammirare un panorama unico.

Non meno affascinante è il Burj Rafal, uno degli hotel più alti al mondo: è costruito su 70 piani e ospita ben 350 camere. Nei quartieri più moderni della città, ci sono numerosi centri commerciali dove fare shopping di lusso. Ma basta addentrarsi tra le viuzze del centro della vecchia Riad per trovare coloratissimi suq, vivaci mercati che offrono spezie profumate, tessuti di mille sfumature e un’infinità di altri prodotti tipici del luogo.

Sempre nel cuore della città si può visitare la Fortezza Masmak, costruita nell’800 in mattoni di fango e argilla, con le sue maestose mura di cinta e le torri che svettano imponenti verso il cielo. Al suo interno è ospitato uno splendido museo che conserva armi antiche e vestiti d’epoca. E a questo proposito, nelle vicinanze c’è il National Museum che ci permette di fare un tuffo indietro nel tempo, andando alla scoperta della storia dell’Arabia Saudita dalla preistoria ad oggi.

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Cammini itinerari Notizie Viaggi

I migliori Cammini da fare d’inverno in Italia

Il nostro Paese è ricco di itinerari che fanno la felicità dei viandanti, per la bellezza indescrivibile dei paesaggi e della storia in cui ci si imbatte, immergendosi a passo lento in scenari sorprendenti. Se il vostro desiderio è di pianificare un lungo weekend, un ponte o una pausa di quattro/cinque giorni immersi nella natura che ha tanto da offrire anche nei mesi autunnali e invernali, questi splendidi Cammini vi aspettano con tutte le loro meraviglie.

I Cammini del Nord Italia da fare questo autunno e inverno

Le guide di Terre di mezzo Editore propongono una selezione di Cammini del Nord Italia, perfetta per questo periodo dell’anno, con informazioni dettagliate sul percorso – cartine, altimetrie, dislivelli, ospitalità, servizi, descrizione del tracciato – e con suggerimenti per pianificarlo al meglio, oltre a una serie di spunti preziosi per personalizzare il proprio viaggio a seconda del tempo che si ha a disposizione, spesso proponendo itinerari tematici.

Ecco gli itinerari ideali per i camminatori che desiderano concedersi una pausa, in attesa di periodi di vacanza più duraturi, andando alla scoperta di territori che sanno regalare inaspettate suggestioni a ogni scorcio anche nella stagione fredda.

Il Grande Giro del Garda

Questo favoloso trekking si snoda attraverso l’intero perimetro del Lago di Garda, a cavallo tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige. Particolarmente adatto agli appassionati di storia e archeologia, grazie ai siti e ai musei presenti, è l’itinerario che, in quattro giorni, conduce attraverso la sponda sud-occidentale del lago, in cammino da Gardone Riviera a Peschiera del Garda. La vacanza perfetta in ogni stagione, inverno compreso.

Il Sentiero del Viandante

Il Sentiero del Viandante è un itinerario di 49 chilometri che collega Lecco a Colico e si sviluppa interamente nel bacino del Lago di Como. È percorribile da tutti in cinque tappe, mentre per i camminatori più allenati sono adatti anche tre giorni. In inverno è inoltre praticabile il Sentiero di Leonardo: 78 chilometri da Milano a Lecco, a piedi sul territorio attraversato dall’Adda e legato alla figura del geniale ingegnere Da Vinci. Un facile percorso, in gran parte pianeggiante o in leggera discesa, su fondo prevalentemente asfaltato, adatto a chiunque, sia a piedi sia in bicicletta, anche con bambini.

Il Cammino di San Colombano

Un’occasione per ripercorrere i passi del Santo, che dalle Alpi giunse nella Milano Longobarda e da lì, verso Bobbio, all’estremità settentrionale degli Appennini. Un cammino spirituale di 330 chilometri, dalla Svizzera all’incantevole borgo medievale in Emilia-Romagna. Per familiarizzare con questo tracciato si suggeriscono tre giorni attraverso le colline piacentine. Dalla pieve di Verdeto a Bobbio, lungo continui saliscendi, i colori del bosco in autunno regalano la vista di panorami meravigliosi.

CamminaForeste in Lombardia

Non solo città, fabbriche e campi: la Lombardia è ricca di boschi e luoghi da scoprire in un trekking mozzafiato tra montagne, pascoli e valli inondate di luce o nascoste come tesori. Nove itinerari a piedi, adatti a ogni tipo di camminatore, dal più esperto alle famiglie con bambini, che uniscono le venti foreste regionali collegando le sponde dei grandi laghi. Un itinerario adatto da percorrere anche in inverno, è quello che dall’Isola Boschina conduce al Lago di Garda: quattro tappe alla scoperta della Foresta della Carpaneta e della riserva naturale Bosco Fontana.

La Strada delle Abbazie

130 chilometri a piedi alle porte di Milano, per scoprire la sua campagna ed immergersi nel silenzio dei campi. Tre giorni di cammino, da Rozzano al capoluogo lombardo, seguendo tre corsi d’acqua – il Naviglio Pavese, il Naviglio di Bereguardo e il Naviglio Grande – fino all’abbazia di Morimondo. Inoltre, percorrendo le prime due tappe dell’itinerario, è possibile ammirare quattro fra i più bei gioielli dell’architettura sacra della zona: le abbazie di San Lorenzo in Monlué, Chiaravalle, Viboldone, e la basilica di Santa Maria in Calvenzano.

I Cammini di Oropa

Quattro percorsi verso il Santuario dedicato alla Madonna Nera. Una pausa dalle grandi città per beneficiare dell’immensità della spiritualità e della straordinaria natura alpina. Da Milano a Torino si può raggiungere in treno Santhià o Ivrea e mettersi in cammino verso Oropa. In quattro o cinque giorni si può vivere un’esperienza straordinaria nell’ambiente della Serra Morenica e del lago di Viverone, immergendosi nella spiritualità di Valperga con il Sacro Monte di Belmonte, il monastero di Bose e il santuario di Graglia, fino a raggiungere il più importante tempio mariano delle Alpi.

Il Cammino Balteo

Tra il corso lineare della Dora Baltea e i vigneti eroici strappati alla montagna, c’è un territorio ricco di storia e piccoli borghi, costruiti pietra su pietra da generazioni. Questo itinerario ad anello di 350 chilometri porta alla scoperta della Valle d’Aosta, da vivere ognuno al proprio passo. I camminatori possono esplorare questa regione anche in inverno, dedicandosi a passeggiate semplici, tra i vigneti di nebbiolo, che invitano a concludere le giornate con il buon cibo e il buon bere. Si cammina tra Pont-Saint-Martin e Donnas, si raggiunge poi Aosta in treno e La Salle in bus. Si prosegue quindi a piedi, alla scoperta del Blanc de Morgex et de La Salle fino a Morgex, e poi un altro viaggio in bus verso Aymavilles, per camminare fino ad Aosta in vista dei vigneti delle Crêtes.

La Via Francigena

Dalle Alpi a Roma a piedi, lungo il percorso degli antichi pellegrini sulle orme dell’arcivescovo Sigerico. La Via Francigena è un’avventura imperdibile anche in inverno. Per gli amanti dell’arte, si suggerisce il facile cammino lungo il tratto padano tra Pavia e Fidenza. Quattro giorni alla scoperta di alcuni tra i più importanti monumenti di arte medievale del Nord Italia, fra cui San Michele a Pavia, il duomo di Piacenza, l’abbazia di Chiaravalle della Colomba e il duomo di Fidenza.

Il Sentiero dei Ducati

Sulle tracce di Matilde di Canossa e dei Malaspina lungo i confini dei ducati che si contesero le terre di Emilia, Liguria e Toscana. 200 chilometri a piedi, da Reggio Emilia a Sarzana, dalla grande pianura al mare attraverso l’Appennino. Una proposta per un assaggio di questo itinerario, ed evitare gli ambienti montani durante l’inverno, è quella di percorrerlo a ritroso: da Sarzana quattro giorni di cammino fino a Casola in Lunigiana o Regnano Castello.

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Dicembre, la Luna del Gelo e le stelle cadenti: il cielo dà spettacolo

È uno dei mesi più attesi dell’anno, quello di dicembre, perché porta con sé tutta la magia del Natale. Durante il periodo dell’Avvento, infatti, molte città del mondo si illuminano di meraviglia trasformandosi in vere e proprie cartoline incantate nelle quali perdersi e immergersi. È questo il momento perfetto per organizzare grandi e straordinari viaggi che permettono di toccare con mano le tradizioni più autentiche del Natale.

Quello che non tutti sanno, però, è che quello show magico che prende vita tra le strade, i quartieri e le piazze delle città del globo, continua anche sulle nostre teste. Nel mese di dicembre, infatti, astri, pianeti e satelliti ci terranno compagnia durante il conto alla rovescia più emozionante dell’anno, illuminando in maniera straordinaria le nostre notti.

Il calendario di eventi da ammirare a testa in su è davvero fittissimo: Luna Piena del Gelo, stelle cadenti e poi, ancora, congiunzioni astrali e solstizio d’inverno, questi sono solo alcuni degli appuntamenti imperdibili. Non vi resta che mettervi comodi e aguzzare la vista: il cielo di dicembre dà spettacolo.

Le stelle cadenti di dicembre

Inizierà silenziosamente, lo spettacolo del cielo nel mese di dicembre, per poi esplodere in tutta la sua meraviglia proprio in concomitanza del Natale. Se la Luna sarà discreta sopra le nostre teste, almeno nelle prime settimane del mese, ad aprire le danze ci penseranno le Geminidi, le stelle cadenti di dicembre.

Si tratta di uno sciame meteorico molto atteso, perché particolarmente luminoso e ricco, causato dall’asteroide 3200 Phaethon. A partire dal 4 dicembre, le stelle cadenti, caratterizzati da colori abbaglianti e intensi, illumineranno le nostre notti per due settimane, fino al 20 del mese, a partire dalle 22.00. Le condizioni di visibilità sono ottimali, soprattutto perché in quei giorni la Luna sarà nella fase dell’ultimo quarto e poi in quella del novilunio.

Il consiglio, come sempre, è quello di recarvi in luoghi privi di inquinamento luminoso per godere al meglio dello spettacolo. Ma non è tutto perché a partire dalla metà del mese torneranno anche le Ursidi, l’ultimo sciame meteorico dell’anno che accenderà le nostre notti di magia dal 16 al 27 dicembre.

La Luna piena del Gelo e la danza dei pianeti

Gli appuntamenti imperdibili si infittiscono a partire dalla metà del mese. Uno dei più attesi è sicuramente il solstizio d’inverno che quest’anno cadrà il 22 dicembre. Si tratta del giorno più corto dell’anno con sole 9 ore e 7 minuti di luce. Quale occasione migliore, se non questa, per organizzare un viaggio e celebrare l’arrivo della stagione fredda?

Non è tutto però, perché a distanza di pochi giorni dal solstizio, il nostro satellite naturale farà il suo ritorno mostrandosi più bello e candido che mai. Il 27 dicembre arriverà la Luna piena del Gelo, chiamata anche Luna delle Lunghe Notti, in riferimento alla stagione invernale. Alzando gli occhi verso l’alto potrete notare un bagliore scintillante, dovuto all’oscurità del cielo, ma anche una Luna più piccola del solito. Quel giorno, infatti, il nostro satellite naturale si troverà alla sua massima distanza dalla Terra regalandoci quindi un disco lunare più piccolo del solito, ma non per questo meno bello.

Tra i giorni che separano le stelle cadenti al ritorno della Luna, ad allietare le nostre notti ci saranno gli astri con le loro congiunzioni. Il primo appuntamento da segnare in agenda è previsto all’alba del 7 dicembre quando la falce di Luna si posizionerà tra il pianeta Venere e la stella Spica.

Il nostro satellite naturale, poi, bacerà Saturno e poi Giove, rispettivamente il 17 e il 22 dicembre. La vera magia, invece, si verificherà durante la notte di Natale, quando la Luna abbraccerà le Pleiadi e la stella Aldebaran si uniranno in un abbraccio emozionante.

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Apre per la prima volta un’isola privata: un Natale da re

Avete mai pensato di passare il Natale al caldo, su una spiaggia tropicale lambita da un mare da favola e, soprattutto, su un’isola privata? Bene! Se questo è uno dei vostri desideri, sappiate che può diventare realtà perché è ora possibile trascorrere questo Natale come se si fosse dei re: è aperta al pubblico per la prima volta a dicembre Necker Island, la famosa isola privata di Sir Richard Branson.

Necker Island, cos’è e dove si trova

Nell’ormai lontano 1979 Richard Branson, imprenditore britannico, fondatore del Virgin Group e un uomo con un patrimonio che nel 2020 ammontava a circa 4,3 miliardi di dollari, decise di acquistare Necker Island, facendola diventare di fatto un’isola privata.

Necker Island è un paradisiaco fazzoletto di terra delle Isole Vergini Britanniche che sorge poco a nord di Virgin Gorda. Acquistata all’epoca per 120.000 dollari, Branson fu obbligato a farne un’isola di lusso e di costruirvi un complesso turistico da lì a un massimo di quattro anni. Ci impiegò 3 anni e 10 milioni di dollari, e questo luogo diventò un bellissimo resort privato esclusivo.

Da quel momento in poi, in questo angolo di paradiso sono passati tantissimi personaggi famosi: nel dicembre 2007, Larry Page, cofondatore di Google, celebrò qui il suo matrimonio; il 22 agosto 2011 una delle ville dell’isola fu completamente distrutta da un incendio provocato da un fulmine della tempesta tropicale Irene, e tra le ospiti c’era la splendida attrice premio Oscar Kate Winslet; nel febbraio 2017, Barack Obama visitò Necker Island, ospite di Sir Richard Branson.

Fino ad arrivare al 6 settembre dello stesso anno, giorno in cui l’Uragano Irma distrusse la maggior parte dell’isola. Ma Brenson non si buttò di certo giù, e infatti fece partire dei lavori di ricostruzione che continuarono fino ad aprile 2018.

Oggi Necker Island è più bella che mai e, fino a poco tempo fa, prenotabile solo in buy-out. Ma a quanto pare Sir Richard Branson ha deciso di cambiare le cose.

Come passare un Natale (e non solo) da re a Necker Island

Da qualche tempo a questa parte è possibile effettuare soggiorni individuali nel corso dell’anno, per periodi limitati di tempo, presso Necker Island. Ciò vuol dire che i viaggiatori possono prenotare una camera anziché tutta l’isola. Ma la novità più grande del 2023 è la seguente: quest’anno, per la prima volta, anche a dicembre sarà possibile effettuare questo tipo di prenotazioni, proprio durante le feste.

Coloro che decideranno di farsi questo regalo, potranno prenotare una o più camere individuali tra l’11 e il 26 dicembre 2023. Ma non è finita qui, perché nel periodo che va dal 20 al 26 dicembre il soggiorno sarà impreziositi da tantissime attività tipicamente natalizie: costruzione di una casa di marzapane presso The Great House, ‘Carol-oke, karaoke di canzoni natalizie, degustazione di ottimo rum, l’immancabile incontro con Babbo Natale, olimpiadi sulla spiaggia e molto altro ancora.

Il prezzo? Purtroppo non alla portata di tutti, ma sicuramente un ricco regalo di Natale: la camera più economica costa circa 3.600 euro a notte. Tuttavia, quel che è certo è che si potrà scoprire l’incanto di una delle isole private più esclusive al mondo e si potranno anche fare avventure infinite, compreso il partecipare a una serie di eventi a tema natalizio in grado di fare felici gli ospiti di qualsiasi età.