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L’isola col faro che galleggia sul Mar Ionio

Il Salento è una destinazione incantevole che attira ogni anno i turisti di tutto il mondo per le sue coste mozzafiato, il mare cristallino e le spiagge sabbiose, il luogo l’ideale per gli amanti del sole e del mare.

Un vero scrigno di storia e cultura, tra uliveti secolari e masserie tradizionali, che nasconde tesori incredibili che aspettano solo di essere scoperti.

Le isole che costellano il territorio sono poche, ma tutte meritano senza dubbio di essere visitate. Il viaggio di oggi ci conduce sull’Isola di Sant’Andrea, una terra caratterizzata da una bellezza selvaggia e incontaminata. Qui è impossibile non rimanere incantati di fronte alle scogliere a picco sul mare, le acque turchesi e le grotte suggestive, una meta imperdibile per coloro che desiderano immergersi nella natura e scoprire la magia del Salento.

L’Isola di Sant’Andrea: un paradiso mediterraneo

L’Isola di Sant’Andrea, conosciuta anche come Isola di Gallipoli, sorge appena sopra il livello del mare, raggiungendo un’altitudine di poco più di tre metri, una caratteristica che la rende estremamente vulnerabile all’impeto delle onde e dei venti.

Quest’area protetta si estende per circa 50 ettari ed è una testimonianza della straordinaria ricchezza della biodiversità mediterranea.

Infatti, l’intera area fa parte del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta della Suina, un luogo di grande rilevanza per la fauna, soprattutto per la nidificazione del Gabbiano Corso. Nonostante attualmente sia disabitata, l’isola è aperta alle visite e regala uno spettacolo mozzafiato da ogni prospettiva.

Una delle attrazioni più affascinanti è il suo imponente faro, un edificio che si erge maestoso e si lascia ammirare anche da lontano. Con la sua architettura distintiva e la sua storia secolare, rappresenta non solo un punto di riferimento, ma anche una testimonianza silenziosa del passato dell’isola.

Nel 1997, il Ministero della Difesa propose l’inserimento dell’Isola di Sant’Andrea nella lista dei beni da vendere a privati. Tuttavia, nel 2000, grazie alle azioni intraprese da associazioni e partiti politici, il Tribunale di Lecce emise una sospensione che ne vietava qualsiasi forma di vendita. Questo provvedimento legale sottolineò la consapevolezza del valore intrinseco e dell’importanza di conservare questo luogo unico. L’Isola di Sant’Andrea è diventato un bene invendibile, garantendo così la preservazione nel tempo e la sua bellezza naturale per le generazioni future.

Spiaggia Punta Pizzo Gallipoli

Fonte: iStock

Spiaggia Punta Pizzo, Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea, Gallipoli

Cosa fare sull’Isola di Sant’Andrea

L’Isola di Sant’Andrea offre una vasta gamma di attività e attrazioni per i visitatori che desiderano vivere un’esperienza all’insegna del relax, immersi completamente nella natura. Il suggerimento è quello di dedicare del tempo alle passeggiate lungo i sentieri panoramici alla scoperta della sua bellezza brulla e selvaggia.

Imperdibile è la salita fino alla cima del faro che permette di ammirare panorami emozionanti e godere di una vista privilegiata sulla bellezza dell’isola e delle sue acque cristalline.

Questa destinazione è anche un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Il mare limpido invita, infatti, all’esplorazione della meravigliosa e variegata vita marina che anima questi fondali. Inoltre, è possibile sperimentare diverse attività acquatiche, come il kayak, il paddleboard e numerose escursioni in barca.

L’Isola di Sant’Andrea è un tesoro che merita di essere custodito e valorizzato, un luogo magico che lascia un’impronta indelebile nel cuore di chiunque lo visiti.

Isola Sant'Andrea al tramonto

Fonte: Getty Images

Isola di Sant’Andrea al tramonto, Gallipoli, Puglia
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Nel cuore del Salento esiste un borgo fantasma: lo conosci?

Dimenticato, surreale e spettrale, ma anche affascinante a suo modo. C’è una piccola frazione nel Salento che ha una storia incredibile e che rappresenta una meta imperdibile per chiunque voglia scoprire questa zona della Puglia a tutto tondo. Monteruga è nota anche come “borgo fantasma”, un vecchio villaggio rurale abbandonato e che oggi dà come l’impressione di trovarsi al centro di una tipica località del West americano. In realtà la frazione sorge in provincia di Lecce, a pochi chilometri dagli incantevoli luoghi della costa come Porto Cesareo e Torre Squillace. Ma cos’è che rende unica una visita nel borgo salentino?

La storia curiosa di Monteruga

La storia di Monteruga può essere fatta risalire al periodo fascista. La frazione venne infatti costituita nel 1928, l’esempio tipico di un villaggio rurale dell’epoca. Negli anni Cinquanta, poi, la SEBI (Società Elettrica per Bonifiche e Irrigazioni) acquistò i terreni e fece lavorare in zona moltissime persone. Negli anni Ottanta i terreni furono spartiti dopo la privatizzazione dell’azienda e non si è più riusciti a rivalutare il borgo, nonostante la volontà di creare uno stabilimento turistico, progetto mai andato in porto. Ancora oggi si possono ammirare i resti di vita vissuta di un passato che non è poi così lontano dai giorni nostri.

Gli alloggi sono ben riconoscibili, come anche la scuola rurale, la piazza, la chiesa in cui si festeggiava Sant’Antonio Abate ogni 17 gennaio con una spettacolare processione, la caserma e persino il campo per giocare a bocce. Pittoresca, poi, è la scritta che si legge sulle pareti del vecchio stabilimento vinicolo: “Chi beve vino campa più a lungo del medico che glielo proibisce”. I turisti che si avventurano in questa parte del Salento sono soprattutto curiosi di capire se si tratti di una leggenda oppure di qualcosa di reale. Purtroppo nel tempo si sono fatti spazio il degrado e l’incuria, facendo progressivamente dimenticare tutte quelle realtà che un tempo animavano il posto.

Gran parte degli edifici è in stato fatiscente, ma comunque ogni dettaglio di Monteruga potrebbe essere apprezzato meglio addentratosi negli interni: purtroppo non c’è alcun tipo di controllo e bisogna anche ricordare che negli anni non sono state effettuate attività di manutenzione. I rischi non mancano dunque e il consiglio è quello di limitarsi a una passeggiata per le vie ormai deserte. Ci si può fermare nella piazza centrale, immaginando come doveva essere una normale giornata in questa parte del Salento oppure una domenica di festa. Eppure il suo passato non può essere dimenticato così facilmente.

Gli anni d’oro del borgo fantasma

Nel suo momento di massimo splendore, Monteruga arrivò a contare 800 abitanti, tutti impegnati a lavorare nei campi o negli stabilimenti. Proprio queste attività erano particolarmente apprezzate e riconosciute in tutto il Salento: quando ci si doveva affidare al meglio della produzione di vino e tabacco per quel che riguarda questa zona della Puglia non si poteva non pensare all’attuale borgo fantasma. Di sicuro è un’esperienza fuori dal comune: quando si viaggia in territorio salentino si cercano magari altre località, ma Monteruga merita almeno di essere conosciuta per quello che è stato e quello che poteva diventare.

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Se ti trasferisci in Salento ti regalano 30.000 euro

Continuano in Italia le iniziative per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi. Questa volta a proporre una soluzione è un incantevole paesino situato nel Salento che ha indetto un bando per aiutare coloro che acquisteranno una casa nel suo grazioso centro urbano.

Presicce-Acquarica offre 30.000 euro

Il borgo in questione, o meglio, il comune istituito il 15 maggio 2019 dalla fusione degli ex comuni di Presicce e di Acquarica del Capo, si chiama oggi Presicce-Acquarica e fa parte della meravigliosa provincia di Lecce.

Il nome del bando è “Benvenuti a Presicce-Acquarica” ed è rivolto a coloro che vogliono acquistare un’abitazione in uno dei due borghi per farne la residenza principale. Facendo così, infatti, il comune sarà in grado di contribuire a finanziare, con un massimo di 30.000 euro, l’acquisto dell’immobile. Il budget attualmente a disposizione dell’iniziativa è di 150.000 euro che però potrebbero essere replicabili nei vari anni se tutto questo dovesse avere successo.

C’è da sapere, tuttavia, che gli addetti ai lavori stanno ancora ultimando le diverse attività utili a redigere un bando dettagliato su come ottenere il bonus. Ciò non toglie che questa notizia abbia già fatto il giro del mondo, a tal punto che anche la CNN ha dedicato un articolo a questa iniziativa.

Stando a quanto riportato da alcune fonti locali, la pubblicazione dovrebbe avvenire la prossima settimana, o comunque entro la fine del 2022. Nonostante questo, alcune agenzie immobiliari della zona hanno già registrato un improvviso aumento delle richieste d’acquisto di case e casali nel territorio.

presicce case

Fonte: iStock – Ph: Laz@Photo

Alcuni degli edifici situati a Presicce

Secondo le previsioni, il denaro a disposizione servirà per coprire il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di una casa e nell’eventualità di lavori di ristrutturazione. Il tutto fino a un massimo di 30.000 euro che potranno essere ottenuti solo a determinate condizioni, tra cui quella di spostare la residenza per almeno 10 anni dal giorno dell’acquisto. Il comune, tra le altre cose, è già a lavoro per introdurre nuovi vantaggi per le famiglie, come agevolazioni fiscali, incentivi e programmi per avviare attività commerciali.

Per sapere come inviare domanda è necessario, quindi, monitorare il sito ufficiale del comune di Presicce-Acquarica e scaricare il bando una volta disponibile.

Cosa vedere a Presicce

Presicce non è un borgo qualsiasi, è infatti inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Trasferirsi da queste parti vuol dire tuffarsi in un mondo di attività interessanti che comprendono persino percorsi e sentieri nelle campagne della zona, ma anche storia, architettura e incantevoli spiagge facilmente raggiungibili in auto.

L’atmosfera è quella di un posto rimasto fermo nel tempo ma che contemporaneamente è costellato di profumi e tradizioni culinarie imperdibili. Presicce, infatti, è conosciuto anche come la “Città dell’olio e degli Ipogei“ grazie alla sua tradizione olivicola secolare. Attualmente vi sono ben 23 frantoi ipogei dislocati sul territorio, alcuni dei quali ristrutturati e ad oggi visitabili. Ma non è finita qui, perché questi sfoggiano una particolarità davvero unica nel loro genere: sono scavati nella roccia calcarenitica.

Tra le attrazioni da non perdere vi segnaliamo la sua Chiesa di Sant’Andrea Apostolo che si distingue per essere un bellissimo esempio di architettura barocca, sia esternamente, sia all’interno. Tra le sue mura è possibile ammirare opere di straordinario valore artistico come le statue lignee del ‘700, di scuola napoletana, e le pregevoli tele tra cui il grande quadro attribuito al Catalano raffigurante il Martirio del Santo protettore.

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo presicce

Fonte: iStock

La splendida Chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Presicce

Molto interessante anche Piazza del Popolo dove sorge il Palazzo Ducale, uno degli edifici storici più importanti di Presicce che è frutto di ben quattro differenti fasi edificative. Al suo interno, inoltre, potrete visitare il Museo della Civiltà Contadina.

Chi ama il mare, partendo da Presicce avrà la possibilità di scoprire angoli salentini meravigliosi come Torre San Giovanni, distante circa 17 chilometri e con spiagge di sabbia bianca e soffice lambite da acque dai colori paradisiaci. Oppure, un’altra soluzione è percorrere solo 10 chilometri per raggiungere la favolosa e rinomata Marina di Pescoluse, una delle mete imperdibili delle Maldive del Salento.

Cosa vedere ad Acquarica del Capo

Acquarica del Capo, dal canto suo, è un borgo di origine medievale sorto dopo la distruzione di Pompignano ad opera dei Saraceni, intorno al X secolo. Da queste parti assolutamente degno di nota è il castello del XV secolo che oggi sfoggia una torre a base quadrata che sovrasta il centro abitato.

Molto bella anche la Chiesa di San Carlo Borromeo il cui portale è risalente al XVII secolo. Il suo fiore all’occhiello è senza ombra di dubbio la sagrestia scolpita nel XVII secolo. Al di là del centro abitato, invece, vale la pena fare un salto anche presso la Chiesa di Santa Maria Pannetti, risalente al secolo XI, che è coperta da volta a spigolo posata su pilastri in pietra tufacea.

Acquarica del Capo castello

Fonte: Wikipedia – Ph: Lupiae

Il Castello di Acquarica del Capo

Tra le sua mura si possono ammirare diverse bellezze uniche nel loro genere come il dipinto di San Francesco e la figura di Cristo re dell’universo che trattiene nella sua mano sinistra una pergamena con un’iscrizione in greco.

Nell’immediate periferia di Acqauirica del Capo, invece, vale la pena fare un salto alla Masseria Celsorizzo che vanta una magnifica torre a base quadrata che con i suoi tre piani domina su tutto l’abitato di del borgo.

Ma non solo. Essa, infatti, sfoggia anche delle caratteristiche davvero peculiari e imperdibili: il piano terra ingloba al suo interno una preesistente chiesetta basiliana del secolo XIII, dedicata a S. Nicola di Mira. Tra le mura, inoltre, sono ancora presenti alcuni affreschi tra i quali si impongono per qualità e armonia quelli che rappresentano la Cena Mistica.

Infine, è bene sapere che Acquarica del Capo si distingue per la secolare attività di intreccio del giunco, cui è dedicato il Museo del Giunco sito nel Castello Medievale. Un’interessante attività artigianale che ha l’obiettivo di produrre sporte, cesti e panieri per la raccolta delle olive e dei prodotti della terra o per realizzare contenitori destinati a formaggi e ricotte.

Una lavorazione che risale alla metà dell’Ottocento e che durante la prima metà del Novecento, con la rifioritura del commercio dei cestini, fu esportata in molti Paesi europei e persino in Nord America.

Masseria di Gelsorizzo salento

Fonte: Wikipedia – Ph: Lupiae

L’affascinante Masseria di Gelsorizzo
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Salento: le novità dell’estate di quest’anno

Il Salento ogni estate attira migliaia di turisti e viaggiatori desiderosi di vacanze a base di divertimento, relax e mare da favola. Anche quest’anno sarà meta di un grande flusso di visitatori pronti a popolare strade e spiagge della costa leccese.

Cibo buono, acque pulitissime, scorci suggestivi, cultura e storia, si può avere di più da una sola vacanza? Dall’entroterra alla costa, dalle città ai paesini fino alle spiagge, il Salento non delude mai. Quest’anno poi saranno Lecce e Otranto le regine della Puglia, vi spieghiamo il perché.

Un viaggio in Salento: tappa a Lecce

Tappa irrinunciabile di ogni viaggio in Salento è la maestosa Lecce, la “Firenze della Puglia”. Una città in cui il barocco emerge in tutte le sue tortuose vie, nelle chiese, nei palazzi nobiliari decorati in pietra giallo-rosacea. Se ci siete già stati non c’è problema, nell’estate 2022 c’è una nuova attrazione che vi farà tornare volentieri: l’apertura dell’ascensore panoramico nel campanile seicentesco del Duomo di Lecce. Una novità che permette di salire fino al terzo livello della torre a un’altezza di 43 metri per accedere a quattro balconi spettacolari e ammirare il panorama a 360 gradi. Sullo sfondo la costa dell’Albania con il mar Adriatico a fare da cornice.

Anfiteatro antico a Lecce

Fonte: iStock

L’anfiteatro antico a Lecce

Lecce sempre più bella

Altra novità a Lecce è l’Archivio Carmelo Bene. Infatti, a 20 anni dalla scomparsa del grande interprete, regista e drammaturgo, è stato istituito presso il Convitto Palmieri, l’archivio del protagonista della “neoavanguardia” teatrale italiana. Un lavoro maestoso, ancora incompleto che vede al lavoro molte istituzioni. All’interno dell’Archivio Bene si trova libreria che la biblioteca personale del maestro con rari volumi di storia dell’arte, del teatro, della letteratura e della storia, spesso accompagnati da postille redatte a mano dallo stesso Bene. Ma non solo, si potranno ammirare anche abiti di scena originali, locandine e tantissimi documenti.

La meravigliosa Otranto

Otranto estate 2022

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Uno scorcio di Otranto

Altro posto magico, cuore del Salento e novità dell’estate 2022 è la cava di bauxite di Otranto. Un piccolo gioiello nascosto, che non è ancora segnalato sulle guide, quindi non pienissimo di turisti. Il mini trekking vista mare per ammirare il “Lago di Bauxite” parte dalla città di Otranto e dura una ventina di minuti. Una passeggiata suggestiva tra le rocce color rosso acceso della cava, il laghetto verde smeraldo in basso, il verde brillante della vegetazione e il blu del cielo sopra la testa.

Altro punto panoramico, e mozzafiato, è poi l’imponente faro “Punta Palascia”, noto per essere il punto più a est d’Italia. Da qui si ha una vista a perdita d’occhio, per ammirare la bellezza del mare e dell’Italia. Un punto da cui tirare un profondo respiro per godersi l’atmosfera speciale dell’estate.

Vacanze italiane in Salento

Se ancora non avete scelto dove passare l’estate, la Puglia e il Salento sono il luogo perfetto. Tra cibo, natura, spiagge vivaci e vicoletti costeggiati da case tipiche della zona, c’è da perdersi. Non resterete delusi perché il Salento offre ogni tipo di interesse: relax, discoteche, cultura, musei, escursioni. Non vi resta che scegliere il vostro posto del cuore.

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Nel Salento è stata fatta una scoperta sensazionale

Potrebbe essere nel nostro Salento l’approdo di Enea. Sulle rive del Mare Adriatico sta venendo alla luce un vero tesoro. Secondo il team di archeologi, capitanato dal professor Francesco D’Andria che sta effettuando gli scavi, ci sarebbero molti punti in comune con quando descritto da Virgilio nell’”Eneide”: “Un porto dominato da un alto promontorio con un maestoso tempio sulla sommità consacrato alla dea Minerva”. E questo punto, forse, è stato individuato.

Siamo a Castro Marina, in provincia di Lecce, una zona già nota per la sua conformazione naturale unica, fatta di tante grotte naturali, tra cui la celebre grotta Zinzulusa (quella nominata da Checco Zalone nel video di “La vacinada” con Helen Mirren).

Da oltre vent’anni si scava in questa zona dopo il ritrovamento di un santuario, con altare e una grande statua dedicata a Minerva. Secondo le rilevazioni geofisiche fatte dagli esperti del CNR, sotto un terreno privato ampio all’incirca 300 metri quadrati si celerebbe una grande piattaforma di blocchi e proprio lì potrebbero essere rimaste nascoste per secoli le vestigia di un grande tempio di Atena.

Ma non è tutto. Sarebbe già stata individuata anche un’altra statua “colossale” oltre a quella preromana di Minerva, alta tre metri. I frammenti dicono che potrebbe trattarsi di una divinità che indossa un elmo frigio e quindi di origine troiana. Si rafforzerebbe, dunque, la teoria secondo la quale Castro sia il luogo dell’approdo di Enea, così come narrato da Virgilio. E sarebbe quindi in Italia. E non ci sarebbe da stupirsi.

Castro, un luogo antichissimo

Del resto, questa zona salentina era abitata fin dall’età del Bronzo. Durante alcuni lavori stradali sono state rinvenute alcune antiche sepolture che dimostrano che la vita, qui, si svolgeva normalmente sin dall’antichità.

Essendo una città con affaccio sul mare, sia in epoca ellenistica – quando si chiamava Athenaion e vi si estraeva la pietra per costruire acropoli e monumenti – sia in epoca romana (Castrum Minervae ovvero “accampamento” o “castello”) quando si iniziò a costruire il porto – sia in quella medievale, quando divenne un importante centro di comunicazione poiché si trova all’ingresso dell’Adriatico, ha avuto sempre una valenza storica molto importante.

Basta soffermarsi sulla sua posizione geografica per comprendere quanto la sua vicinanza con l’isola greca di Corfù, che nelle giornate limpide è visibile a occhio nudo, fosse ridotta. Vicina alla Grecia e con tutte le caratteristiche descritte da Virgilio (porto + alto promontorio + maestoso tempio sulla sommità + dea Minerva) Castro corrisponderebbe alla perfezione al famoso approdo di Enea quello della guerra di Troia e che, secondo Virgilio, fuggì e, dopo lunghe peregrinazioni, approdò sulle sponde di una terra che finora si credeva fosse il Lazio. Invece sarebbe la Puglia. E ciò cambierebbe radicalmente tutta la storia e ciò che abbiamo creduto finora.

Cosa vedere a Castro

La città di Castro, lungo la costa orientale della penisola salentina, oggi conta poco più di 2mila abitanti. Il Comune è formato dall’abitato principale, di origine medievale, collocato su un promontorio a 98 metri sul livello del mare, e dalla parte bassa, quella di Castro Marina, costruita attorno al porto.

Lo sviluppo di Castro come città turistica è iniziato negli Anni ’20 del Novecento quando sorsero i primi alberghi, pensioni e anche una sala da ballo. Fu poi durante il regime fascista che vennero tracciate le strade litoranee e inaugurato un nuovo porto, con piazze e giardini e belle abitazioni per le famiglie benestanti dell’epoca mentre, a partire dagli Anni ’60, con il maggiore benessere sociale si è assistito a un boom edilizio e allo sviluppo del turismo che, ancora oggi, è la prima fonte economica per Castro.

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Il porto di Castro Marina in Puglia