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Come visitare il più grande vulcano attivo sulla terra

Le sue rocce più antiche hanno oltre 200.000 anni, si pensa che sia emerso dal mare 400.000 anni fa ed è il più grande vulcano attivo sulla Terra: stiamo parlando del Mauna Loa, le cui pendici costituiscono metà del territorio di Big Island, la più grande isola dell’arcipelago delle Hawaii. La cosa più importante da sapere? È visitabile e scoprirlo è un’esperienza unica, assolutamente da fare.

Come raggiungere il Mauna Loa

Andiamo subito alle indicazioni pratiche: il Mauna Loa si trova all’interno del Parco Nazionale dei Vulcani alle Hawaii, che può essere raggiunto dalla città di Hilo (Big Island) guidando lungo Saddle Road. Questa strada permette di raggiungere sia il Mauna Loa che il Mauna Kea, dunque per visitare il primo dovrete a un certo punto svoltare su Mauna Loa Observatory Road e continuare pioi a seguirla fino all’Osservatorio atmosferico NOAA di Mauna Loa, che si trova appena sotto la vetta.

Mauna Loa, vulcano alle Hawaii

In alternativa, venendo dalla città di Kailua, si può guidare lungo la Central Saddle Road e attraversare le colline in roccia lavica fino a quando non ci si ritroverà sempre di fronte a Mauna Loa Observatory Road. Gli esperti di escursioni di tutto il mondo, su forum specializzati, suggeriscono di pianificare la visita in primavera o in autunno, quando l’afflusso di turisti è minore e quando le condizioni climatiche consentono anche di ammirare un meraviglioso cielo stellato.

Consigli pratici per l’escursione

La vetta del vulcano può essere raggiunta solo a piedi. Una volta arrivati all’Osservatorio sarete indirizzati verso due percorsi, ma preparatevi perché entrambi sono considerati faticosi a causa del terreno accidentato e dell’alta quota. Il lato positivo è che entrambi i percorsi conducono a cabine posizionate ad hoc dov’è possibile ristorarsi e non solo: se lo si desidera è possibile pianificare escursioni che durano un paio di giorni ed è proprio all’interno di cabine debitamente attrezzate che si può soggiornare.

Mauna Loa, vulcano alle Hawaii

Le escursioni di più giorni richiedono appositi permessi che vanno ottenuti contattando il Parco Nazionale. Riguardo all’attrezzatura, gli esperti consigliano scarpe da trekking particolarmente robuste e un abbigliamento che tenga conto del fatto che sul vulcano può fare freddo e può tirare vento. Alcune aree sono anche dotate di passaggi pedonali accessibili con sedia a rotelle e passeggini, oltre che di servizi igienici.

Le osservazioni vulcaniche (e la loro importanza)

Naturalmente, tutte le visite al Mauna Loa vanno programmate dopo aver consultato i pareri, i dati e i risultati dell’International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth’s Interior e del The United States Geological Survey. Gli esperti di questi enti si occupano infatti dell’osservazione e del monitoraggio dei vulcani delle Hawaii e hanno un occhio di riguardo per il Mauna Loa, che al netto della sua attuale inoffensività è considerato come uno dei vulcani in grado di causare grandi eruzioni distruttive.

Vulcani delle Hawaii

Diverse sezioni del vulcano sono considerate protette dall’attività eruttiva, ma gli esperti hanno più volte suggerito che uno dei maggiori rischi delle visite al vulcano è l’eventuale improvviso e massiccio collasso dei fianchi, che può però verificarsi solo nel caso in cui l’attività aumenti esponenzialmente. Dunque prima di programmare il vostro viaggio ricordatevi sempre di consultare i siti autorizzati e di raccogliere tutte le informazioni, o quando arriverete nei paraggi non vi sarà neanche concesso pensare di avvicinarvi.

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Cucinare la pizza sul vulcano: succede in Guatemala

Ogni anno migliaia di avventurieri dallo spirito indomito attraversano il globo per raggiungere uno dei territori più affascinanti e straordinari del mondo. Stiamo parlando del Guatemala, il Paese del Centro America, situato al sud del Messico, famoso per i suoi vulcani e i campi di lava, per le foreste pluviali, rigogliose e lussureggianti, e per gli antichi siti maya che conservano e raccontano la storia dell’intera umanità.

Organizzare un viaggio qui è davvero un’esperienza che cambia la vita. Le cose da fare e da vedere, poi, sono così tante che non basta un solo viaggio per scoprirle tutte. Tra i luoghi assolutamente da visitare, imperdibile è la sua capitale, con la sua storia e le tradizioni, con quell’imponente Palazzo Nazionale della Cultura e il Museo di archeologia, e la città di Antigua, con gli edifici coloniali.

Ma il Paese è noto anche e soprattutto per le sue meraviglie naturali, quelle che dominano territori vasti e sterminati. Ed è proprio qui che vogliamo portarvi, dove possiamo ammirare il maestoso vulcano Pacaya, uno dei più attivi di tutto il Guatemala. Il motivo? È qui che è possibile vivere una delle esperienze culinarie più particolari e suggestive di sempre, quella che permette di cucinare una pizza nel vulcano e mangiarla, ovviamente.

L’esperienza più incredibile di sempre al cospetto di un vulcano attivo

Il nostro viaggio di oggi ci porta alle pendici del vulcano più attivo del Guatemala, si tratta di Pacaya, una struttura geologica maestosa situata a circa 40 chilometri dalla capitale con origini che risalgono a 23.000 anni fa. Posizionato a 2500 metri sopra il livello del mare e circondato da rocce vulcaniche e da una foresta umida, che creano una scenografia davvero suggestiva, questo luogo è una tappa obbligata per tutti gli amanti delle esperienze più particolari da vivere in viaggio.

Il grande vulcano è una popolare attrazione turistica. Qui ogni giorno si recano migliaia di turisti, attraversando i sentieri e camminando su corridoi lunari creati dagli strati di lava. Dalla cima, poi, è possibile godere di una vista privilegiata sulla splendida laguna di Calderas e sugli altri vulcani che si snodano intorno: Agua, Fuego e Acatenango.

Come abbiamo anticipato, però, c’è un altro motivo per raggiungere il vulcano più attivo del Paese ed è un’esperienza unica e irripetibile che si può vivere solo in Guatemala. Qui, infatti, grazie all’originale idea dello chef Mario David García Mansilla è possibile cucinare una pizza, e gustarla in compagnia, sfruttando il calore della lava.

Cucinare la pizza nel vulcano Pacaya

Il suo nome è Pizza Pacaya ed è, con tutta probabilità, la pietanza più particolare che mangerete nella vostra vita. Il motivo? Viene cucinata direttamente sul vulcano attivo del Guatemala.

L’inventore di questa idea è lo chef Mario David García Mansilla che, dopo una grande eruzione tenutasi qualche anno fa, ha visto alcuni gruppi di turisti intenti a cuocere marshmallow sulla superficie lavica ancora fumante. Da qui l’ambizione di creare qualcosa di straordinario, una sorta di ristorante in cima al vulcano dove l’originalità è di casa.

Da anni lo chef raggiunge la cima del sito portando con sé ingredienti e condimenti per la preparazione della famosa pizza Pacaya. I viaggiatori che arrivano fin qui possono quindi assistere e partecipare alla cottura della pizza che viene effettuata sfruttando il calore della lava, e mangiarla in compagnia alle pendici del grande vulcano.

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Questo “nuovo” vulcano è diventato già un’attrazione turistica

Organizzare un viaggio in Islanda, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni, è sempre un’ottima idea. Lo è perché quei paesaggi incontaminati, che da sempre popolano l’immaginario dei viaggiatori, sono così belli che non sembrano reali, e non si possono descrivere, ma solo vivere.

Terme naturali, campi di lava, vulcani e geyser, e poi ancora ghiacciai imponenti e parchi nazionali: queste sono alcune delle meraviglie che appartengono a un Paese la cui natura è diventata un patrimonio per l’intera umanità. A queste, poi, si aggiungono la cultura, le tradizioni e il passato vichingo di un’isola che non smette mai di stupire.

Raggiungere l’Islanda, dicevamo, è una di quelle avventure che tutti dovremmo concederci almeno una volta nella vita. Ma farlo adesso vuol dire assistere a un nuovo e incredibile show, quello di un paesaggio in continuo mutamento a causa dell’eruzione di un nuovo vulcano che è già diventato un’attrazione turistica.

Bentornati in Islanda

Il cielo d’Islanda si è acceso ancora una volta di meraviglia incantando il mondo intero. Nella terra dei vulcani, infatti, l’attività è costante e attira ogni anno l’interesse di migliaia di avventurieri provenienti da ogni parte del mondo. Sono più di 100 i vulcani che si snodano in tutto il Paese, molti dei quali ancora attivi e visitati, contemplati e fotografati da cittadini e viaggiatori.

L’attività vulcanica del Paese è diventata con gli anni una vera e propria attrazione turistica, come dimostra anche la celebre eruzione che ha infuocato il territorio durante l’estate. Nel mese di luglio, infatti, nell’area che si snoda attorno al Fagradalsfjall, a circa 40 chilometri da Reykjavik, si è aperta una nuova fenditura che ha dato vita a un’incredibile eruzione.

Non si tratta di una novità assoluta in realtà. Nel luogo dove è sorto Litli-Hrútu, questo il nome del vulcano di cui tutti parlano, era già iniziata un’attività negli anni precedenti, con un eruzione nel marzo del 2021 e un’altra nell’agosto dell’anno successivo. Il vulcano, che sorge su una zona inattiva da secoli, ha registrato quest’estate un’apertura di 300 metri, guadagnandosi l’appellativo di “Più recente Baby Vulcano della terra”, come ha specificato la BBC.

La sua attività si è trasformata in un incentivo per visitare l’aerea di Fagradalsfjall. Attraversando sentieri tutt’altro che semplici, migliaia di persone hanno raggiunto il sito contemplare e fotografare lo spettacolo della lava che fuoriesce dal vulcano.

Come visitare Litli-Hrútu

Sono passate settimane dall’eruzione di Litli-Hrútu, eppure questo nuovo vulcano ha già attirato l’attenzione di tutti, al punto tale da essere diventato tappa obbligatoria di un itinerario di viaggio in Islanda. A spiegare come visitare il sito dell’eruzione vulcanica del 2023, e come raggiungerlo, ci hanno già pensato gli operatori turistici locali.

Litli-Hrútu si trova nell’area del vulcano Fagradalsfjall, nella penisola di Reykjanes e non molto distante dall’Aeroporto Internazionale di Keflavik. Chi vuole visitare quest’area ancora fumante, e lasciarsi suggestionare dal paesaggio vulcanico, può farlo prendendo parte ai diversi tour organizzati oppure in autonomia.

Noleggiando un auto, infatti, è possibile raggiungere i parcheggi vicino al sito e raggiungere il vulcano a piedi percorrendo circa 10 chilometri da Suðurstrandarvegur. A causa dell’attività in continua evoluzione del vulcano, l’area potrebbe essere chiusa al pubblico per motivi di sicurezza. Il consiglio è quello di consultare il sito Viaggiare Sicuri prima di mettersi in viaggio.

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Alla scoperta del Nyiragongo, uno dei vulcani più attivi e pericolosi

I vulcani sono tra le meraviglie più affascinanti e potenti del nostro pianeta. Queste montagne fumanti rappresentano la forza bruta della natura, con il loro potere distruttivo e dirompente. Il fumo che si innalza verso il cielo e la lava che scorre ardente, contribuiscono a creare un’atmosfera di rispetto e timore.

Nell’Africa centrale si trova una delle spaccature terrestri più affascinanti e al contempo più pericolose sulla Terra: il Nyiragongo, situato nella Repubblica Democratica del Congo, all’interno del Parco Nazionale dei Virunga.

Ha eruttato molteplici volte nel corso della storia ed è uno dei più attivi del nostro pianeta. Simbolo di potenza indomabile, continua ad attirare scienziati e avventurieri provenienti da tutto il mondo.

Nyiragongo, il gigante dell’Africa Centrale

Vulcano Nyiragongo

Fonte: iStock

Il cratere del vulcano Nyiragongo, Repubblica Democratica del Congo

Il monte Nyiragongo, con la sua altitudine di 3.470 metri, è uno dei vulcani più imponenti della regione ed è in eruzione permanente dal 2002.

La sua lava è estremamente fluida e può scorrere molto rapidamente per oltre 60 miglia all’ora, rendendo quasi impossibile sfuggirgli in caso di una fuoriuscita improvvisa.

Negli ultimi 50 anni, il vulcano ha conosciuto due grandi eruzioni. La prima, nel lontano 1977, ha causato una frattura delle pareti vulcaniche, facendo riversare la lava a valle con una velocità incredibile e provocando una devastazione senza precedenti. La seconda si è verificata nel 2002, causando danni considerevoli. In particolare, ha distrutto gran parte della città di Goma, costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire per salvarsi.

La popolazione locale considera questo luogo come dimora delle divinità, un varco infuocato verso gli inferi dove le anime dei peccatori sono condannate a bruciare per sempre.

Nonostante la sua pericolosità sia una minaccia costante, il Nyiragongo è un sito di grande interesse scientifico e turistico e la sua posizione all’interno del Parco Nazionale lo rende un luogo privilegiato per studiare la biodiversità africana.

Inoltre, i più coraggiosi potranno cimentarsi in un emozionante trekking sul vulcano, accompagnati da una guida esperta. Sebbene la salita possa essere impegnativa, le viste mozzafiato rendono quest’esperienza assolutamente memorabile.

Parco Nazionale dei Virunga, un’oasi di biodiversità

Il Parco Nazionale dei Virunga è la più antica area protetta dell’Africa. Fondato nel 1925, copre un’area di oltre 7800 chilometri quadrati ed è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La sua biodiversità è straordinaria. Ospita una varietà di habitat, dalle pianure della savana alle paludi, dai fiumi ai laghi, fino alle montagne vulcaniche, sostenendo una ricca varietà di specie animali e vegetali.

È famoso per essere uno degli ultimi rifugi dei gorilla di montagna, una specie in via di estinzione. Oltre a questi, il parco ospita anche numerose altre specie selvatiche come elefanti, leoni, ippopotami e un’eccezionale varietà di uccelli.

Visitarlo offre l’opportunità unica di osservare animali incredibili nel loro ambiente naturale, contribuendo al contempo a preservare il fascino di questa meraviglia geologica. Potrai lasciarti trasportare dai sentieri che si snodano attraverso una diversità impressionante di ecosistemi. Un viaggio fuori dagli schemi, lontano dai percorsi turistici tradizionali, che ti farà vivere la vera Africa, autentica e selvaggia.

Vulcano Nyiragongo

Fonte: iStock

Trekking sul vulcano Nyiragongo, Repubblica Democratica del Congo
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Sapevi che il castello più celebre d’Europa si trova su un vulcano?

Esistono posti sulla Terra che sembrano usciti da un libro di fiabe, luoghi dove il tempo si arresta e la bellezza del passato si unisce alla magia del presente. Uno di questi è il maestoso Castello di Edimburgo, tra le attrazioni più suggestive e iconiche dell’intera Scozia.

Quest’antica fortezza è situata su una collina rocciosa che domina Edimburgo, una città incantevole e affascinante situata sulla costa orientale, conosciuta per la sua architettura storica, la cultura vivace e la vibrante scena artistica.

Il castello, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, è stato testimone di molte vicende storiche nel corso dei secoli e offre ai visitatori l’opportunità di immergersi completamente nel passato e nelle tradizioni del Paese. Utilizzato come prigione, centro di potere, base militare e ospedale, è stato costantemente ampliato e migliorato per adattarsi alle diverse esigenze del tempo.

Quello che potresti non sapere è che in realtà si trova su una roccia di un vulcano. Questo dettaglio conferisce un’atmosfera davvero unica e magica al castello, aggiungendo un ulteriore fascino e mistero a uno dei luoghi più simbolici e e popolari del mondo.

La storia del Castello di Edimburgo e il suo antico vulcano

Il Castello di Edimburgo, che si erge sulla cima di Castle Rock, domina l’orizzonte della città con la sua presenza maestosa. Questo incredibile luogo ha sempre svolto un ruolo di grande rilevanza nella storia della Scozia.

Ogni angolo di questa formidabile struttura racconta storie di re e regine, battaglie, assedi ed eroismo. Ma quello che rende questo castello ancora più affascinante è il fatto che sia situato su un antico vulcano spento.

Questo vulcano si estinse circa 350 milioni di anni fa, durante l’era del Carbonifero. La roccia basaltica, rimasta dopo l’ultimo evento vulcanico, ha fornito un fondamento solido per la costruzione del castello. Questo particolare geologico non solo ha reso il castello inespugnabile nel corso dei secoli, ma ha anche contribuito a creare un paesaggio unico e suggestivo.

Il Castello di Edimburgo: un viaggio nel cuore della Scozia

Una delle attrazioni principali del Castello di Edimburgo è il Royal Palace, che ospita le stanze reali e i gioielli della corona scozzese. Altre attrazioni includono il Museo Nazionale della Guerra, che racconta la storia militare della Scozia, la Cappella di Santa Margherita, che risale al XII secolo, e la Prigione di Edimburgo, dove erano rinchiusi i prigionieri politici.

Inoltre, il castello offre una vista panoramica sulla città e sulla campagna circostante, uno scenario incantevole soprattutto al tramonto o durante i fuochi d’artificio di Capodanno.

La struttura è aperta ai visitatori tutto l’anno. I biglietti possono essere acquistati in loco oppure online e il prezzo varia a seconda dell’età del visitatore.

È possibile visitare la fortezza con una guida, che offre una visione più approfondita della storia e dell’architettura del complesso. In alternativa, lo si può visitare autonomamente, ma è consigliabile acquistare una mappa per non perdersi tra le numerose attrazioni.

Oggi, il Castello di Edimburgo è uno dei luoghi più visitati dell’intero Paese e offre un’esperienza unica e coinvolgente. Con la sua magnifica vista panoramica sulla città, il castello rappresenta uno dei simboli più importanti e una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la vera anima della Scozia.

Ingresso del Castello di Edimburgo

Fonte: iStock

Ingresso principale del Castello di Edimburgo, Scozia
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Puoi dormire in un eco lodge tra i vulcani dell’antica Arabia

Esistono luoghi, nel mondo, che sono così belli da non sembrare reali. Posti che fino a questo momento sono rimasti confinati lì, tra i sogni e i desideri, e che invece ora sono raggiungibili, e per questo più straordinari che mai. Come quel paesaggio mozzafiato che si apre davanti agli avventurieri che osano spingersi fino ai confini del mondo, proprio lì dove le distese laviche dell’antica Arabia raggiungono l’orizzonte e si perdono in questo.

Ci troviamo nella regione di Khaybar Harrat, un territorio vulcanico situato a nord di Medina, nell’Hejaz, che si estende su una superficie di circa 12.000 chilometri quadrati. Attualmente oggetto di scavi da parte dei più importanti archeologi del mondo, questa area permette di vivere l’esperienza più incredibile di una vita intera.

Proprio qui, infatti, è stato costruito un eco lodge unico nel suo genere che permette di perdersi e immergersi tra gli straordinari paesaggi lavici dell’antica Arabia. Il suo nome è Khaybar Volcano Camp e questa è l’avventura più bella da vivere almeno una volta nella vita.

Dormire tra i vulcani: l’esperienza straordinaria

Situato nel cuore di uno dei territori più spettacolari e incontaminati del nostro pianeta, il Khaybar Volcano Camp è molto più di un alloggio, è una vera e propria esperienza immersiva e sensoriale, all’interno di un lodge di lusso, che permette ai viaggiatori di dormire su un’area di vulcani spenti.

Gli avventurieri che oseranno spingersi fin qua giù, infatti, avranno il privilegio di esplorare il territorio che conserva le tracce dei primi insediamenti umani in Arabia. Durante il pernottamento gli ospiti non solo potranno toccare con mano uno dei progetti archeologici più grandi e importanti del mondo, ma anche osservare monumenti preistorici e geologici, raggiungere oasi lussureggianti e ammirare da vicino le affascinanti grotte di lava che risalgono a milioni di anni fa.

È proprio grazie all’inaugurazione del Khaybar Volcano Camp, che per la prima volta i viaggiatori avranno accesso a uno dei più suggestivi e straordinari paesaggi del mondo.

Eco lodge di lusso nella Khaybar Harrat

Fonte: AlUla Moments

Eco lodge di lusso nella Khaybar Harrat

L’eco lodge immerso nel paesaggio più bello del mondo

Situato a Harrat Khaybar, questo esclusivo eco lodge, si trasforma nella base perfetta per vivere avventure mozzafiato e uniche. Gli ospiti che alloggiano nel Khaybar Volcano Camp, infatti, saranno coinvolti in diverse attività culturali, tra le quali narrazioni mitiche, escursioni che portano alla scoperta delle meraviglie geologiche e delle antiche rovine. Non manca, ovviamente, l’osservazione notturna delle stelle, garantita dall’assenza dell’inquinamento luminoso.

Gli alloggi, dotati di tutti i comfort, ospitano patii privati in legno con vista sui crateri dei vulcani. Da qui gli ospiti possono ammirare albe e tramonti mozzafiato, nonché lo straordinario panorama circostante a ogni ora del giorno e della sera. L’esperienza, poi, passa anche per i sensi. Non è solo la vista a essere allietata dal territorio che si snoda tutto intorno, ma anche il palato grazie a un ricco menu contraddistinto esclusivamente dalle ricette tradizionali dell’Arabia Saudita.

Un’esperienza di vero lusso, immersa in uno dei paesaggi più belli del mondo tra il silenzio, le stelle e le meraviglie del passato, da vivere almeno una volta nella vita. Ma quanto costa tutto questo? Solo 1200 SAR, che corrispondono a circa 300 euro a notte.

Eco lodge a Khaybar Harrat

Fonte: AlUla Moments

Eco lodge a Khaybar Harrat
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In Indonesia esiste un vulcano magico dalla lava blu

Sono dei veri e propri show sensoriali, emozionali e straordinari quelli che mette in scena Madre Natura in tutto il mondo. Sono spettacoli di immensa bellezza che incantano, affascinano e suggestionano, e che ci portano a viaggiare con la mente verso tutti quegli scenari che, fino a questo momento, sono appartenuti solo al mondo delle fiabe.

Eppure, queste, sono manifestazioni reali della grandiosità della natura, la stessa che dà vita a panorami incredibili che invitano le persone a mettersi in viaggio, ad attraversare il globo intero e a toccare con mano la grande bellezza della nostra terra.

Una bellezza che a volte è così surreale, e apparentemente inspiegabile, che crea visioni magiche e favolistiche. Come quella che si ammira quando si giunge in Indonesia, al cospetto del grande vulcano dalla lava blu.

In Indonesia, ad ammirare lo spettacolo magico della natura

Non si tratta del set di un film di fantascienza, né tanto meno di un effetto creato artificialmente. Perché quella che sgorga dal vulcano Kawah Ijen è davvero lava blu, o comunque è ciò che sembra.

Per scoprire questa meraviglia della natura dobbiamo recarci nell’estremità orientale di Giava, l’isola indonesiana puntellata da vulcani, nonché uno dei territori più popolosi dell’intero Paese. È qui che quando il sole lascia spazio alla notte scura, illuminata solo dalla candida Luna e dalla scia delle stelle, si verifica uno dei fenomeni più straordinari del mondo intero.

È uno scintillio di un colore blu intenso, quello che si vede esplodere improvvisamente proprio sopra al cratere di Kawah Ijen. Ma non si tratta di una luce artificiale, né tanto meno di un effetto creato grazie a programmi specializzati in elaborazioni fotografiche, ma di un fenomeno spiegato dalla scienza che però incanta.

Il vulcano indonesiano, già celebre per quel lago che campeggia nel cratere e che regala una visione sublime, di notte si tinge di un blu cangiante e intenso che lascia senza fiato chiunque osi spingersi fino a quassù.

Kawah Ijen, Giava

Fonte: iStock

Kawah Ijen, Giava

Lava blu: la magia e la spiegazione scientifica

Da quando le prime fotografie si sono diffuse, facendo il giro del web, tutti hanno saputo di quel vulcano magico dalla lava blu. In realtà, quel colore così caratteristico e sicuramente inedito, non appartiene alla lava del Kawah Ijen. Come è stato spiegato dalla scienza, infatti, si tratta di fiamme create dal gas solfureo presente nel sottosuolo.

Quando il gas emerge dalle fessure della terra, e raggiunge la superficie, si generano così delle fiammate che superano i 500 gradi e che assumono diverse sfumature di blu elettrico e intenso.

Dal momento in cui lo spettacolo notturno si è palesato davanti agli occhi di fotografi e viaggiatori, le istantanee di questo spettacolo hanno fatto il giro del mondo, trasformando il Kawah Ijen in una vera e propria attrazione turistica.

Ogni giorno, qui, arrivano persone provenienti da ogni parte del globo per ammirare il grande spettacolo messo in scena dalla natura, e da lui lasciarsi suggestionare. Kawah Ijen non è bello solo di notte, ma anche di giorno, perché il suo cratere è contraddistinto dalle acque turchesi di quello che è il lago acido più grande del mondo.

Il percorso, per arrivare in cima, non è semplice dato che il cratere si trova a quasi 3000 metri di altitudine. Ma la fatica di quel trekking, viene ampiamente ripagata dalla visione delle fiamme blu che squarciano il buio della notte, lì dove inizia la magia.

Kawah Ijen, Giava

Fonte: iStock

Kawah Ijen, Giava
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Etna e Stromboli: lo streaming in diretta sulle terre di fuoco

Da una parte lo storico e instancabile vulcano attivo da migliaia di anni, dall’altra il gigante buono, quello diventato il simbolo di una regione intera: stiamo parlando dell’Etna e dello Stromboli, i due vulcani siciliani che da oggi entrano direttamente nelle case dei cittadini di tutto il mondo.

Etna e Stromboli: la visione dei vulcani in diretta streaming

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha da poco realizzato i canali tv dei due vulcani siciliani dai quali è possibile ammirare i due giganti e le loro attività. Grazie alle telecamere di sorveglianza che sono state installate rispettivamente sull’Etna e sulle Isole Eolie, l’accesso alla visione dei due vulcani ora è stata garantita a tutti.

Attraverso un servizio in video streaming, sul portale l’Osservatorio Etneo dell’INGV, sarà possibile guardare in diretta tutto ciò che succede sia sull’Etna che sulle isole eoliche attraverso riprese ambientali e termiche che arrivano direttamente dalle telecamere installate nelle località La Montagnola, Nicolosi e Monte Cagliato.

Stromboli

Stromboli

Una sorta di finestra aperta su questi due vulcani che, seppur spaventosi, da sempre sono celebrati alla stregua di un tesoro prezioso, simboli dell’identità territoriale riconosciuta in tutto il mondo.

I vulcani spaventosi che non fanno paura

I due vulcani in questione sono ancora attivi, un motivo questo per renderli temutissimi. Eppure sono migliaia i visitatori provenienti da tutto il mondo che raggiungono queste terre del fuoco per ammirare questi due giganti, gli stessi che sono celebrati dalle popolazioni siciliane.

Il motivo è perché, nonostante le eruzioni e le allerte, un po’ ci si sente al sicuro al cospetto di questi giganti buoni che dopo aver fatto rumore, tornano silenti a definire l’intero paesaggio con la loro bellezza.

Etna: il gigante buono

Parlare della Sicilia vuol dire necessariamente parlare anche di lui, della sua maestosa bellezza, del cuore ardente che pulsa da secoli, ma che non fa male a nessuno. L’Etna è il gigante buono della Sicilia. È passionale e verace, è scenografico quando accende il paesaggio circostante con il manto di fuoco che sgorga dal cratere. Ma è anche spaventoso, quando la magia della visione lascia spazio al rumore, alla cenere e ai lapilli. Eppure non fa paura. Eppure l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, continua a restare impresso nell’immaginario collettivo come un gigante dal cuore vivo e buono.

Etna

Etna

Stromboli: il fascino delle leggende antiche

160.000 anni e non sentirli: l’età anagrafica dello Stromboli e le numerose leggende che ruotano al suo cospetto, non hanno fatto altro che creare un’allure sempre più leggendaria attorno a uno dei vulcani al mondo che registra un’intensa e ininterrotta attività.

Eppure qui, secondo le leggende antiche, Eolo aveva costruito proprio la sua dimora. Sempre qui il dio dei venti, dal quale l’arcipelago siciliano prende il nome, poteva prevedere il tempo solo attraverso l’osservazione delle nubi di vapore che emanava il vulcano. Non una magia, s’intende, dato che la forma di queste è condizionata dalla pressione atmosferica dalla quale è condizionata.

Così eccola Stromboli, il Faro del mediterraneo, l’isola dal quale era possibile ammirare uno spettacolo maestoso e suggestivo, e a tratti spaventoso, quello dell’eruzione, anche a lunghe distanze. Di tempi ne sono passati dalla sua nascita eppure nuove storie, miti e leggende si sono sovrapposte affascinando cittadini e viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Fa paura? Certo, eppure il suo fascino non cessa di esistere.

Stromboli, eruzione

Stromboli, eruzione 1 agosto 2019