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Ponta Delgada, la perla delle Azzorre

Le isole Azzorre, cinte dalle fresche acque dell’oceano Atlantico, sono un vero e proprio paradiso tropicale in Europa: amministrativamente rappresentano una delle regioni autonome del Portogallo, ma sembra quasi di andare dall’altra parte del mondo. Uno dei luoghi più belli da esplorare è sicuramente Ponta Delgada, il capoluogo situato sull’isola di São Miguel. Scopriamo la sua storia e le attrazioni migliori da visitare.

Dove si trova Ponta Delgada

Avete mai visitato le isole Azzorre? L’arcipelago di origine vulcanica si trova nel cuore dell’oceano Atlantico e costituisce una delle due regioni autonome del Portogallo. È composto da nove isole principali e da alcuni isolotti più piccoli: una delle più conosciute è quella di São Miguel, dove ha sede il capoluogo delle Azzorre. Stiamo parlando della città di Ponta Delgada, che oggi ospita la sezione esecutiva dell’autorità locale (quella legislativa e quella giudiziaria sono rispettivamente ripartite tra Horta e Angra do Heroísmo).

La città, che conta quasi 70mila abitanti, è situata lungo la costa meridionale dell’isola di São Miguel, in un panorama naturale di grande suggestione. Il territorio è prevalentemente vulcanico, caratterizzato da aspre rocce basaltiche originarie delle vicine aree di Monte Picos e del massiccio Sete Cidades – quest’ultimo contenente un vulcano ancora attivo. Ponta Delgada è una cittadina dal clima mite, dovuto alla presenza della corrente del Golfo che le permette di vivere un’eterna primavera, con tuttavia un tempo abbastanza instabile nelle stagioni intermedie. L’estate rimane dunque il periodo ideale per visitarla.

Le Portas de Cidade, Ponta Delgada

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Le Portas de Cidade e la Torre do Rélogio

Ponta Delgada, la storia

L’origine della città di Ponta Delgada non è certissima: il centro abitato nacque attorno al 1450, quando Pêro de Teive fondo un piccolo villaggio di pescatori all’interno di un’insenatura protetta dell’isola di São Miguel. All’epoca, quest’ultima era caratterizzata da numerosi insediamenti sparsi che, con il passare del tempo, si unirono e iniziarono ad ingrandirsi. Non sappiamo quindi con precisione quando Ponta Delgada assunse le fattezze di una vera e propria città. Ciò che è certo, tuttavia, è che in quel periodo Vila Franca di Campo – situata lungo la costa centro-meridionale dell’isola – era il centro abitato maggiore.

La città di Vila Franca, la più fiorente dal punto di vista economico, venne quindi scelta come capoluogo dell’arcipelago. Ma nel 1552 un violento terremoto scosse la terra e provocò una frana devastante, che distrusse gran parte del centro abitato e fece circa 5.000 vittime. I portoghesi furono così costretti a spostare il capoluogo nella città di Ponta Delgada, che in quell’epoca stava diventando sempre più grande ed economicamente importante, trasformandosi nel porto principale dell’isola (e dell’intero arcipelago).

Nel corso dei secoli successivi, Ponta Delgada visse un notevole sviluppo su tutti i fronti. Dal punto di vista economico, divenne sempre più importante grazie all’esportazione di agrumi verso il Regno Unito e all’apertura di imprese di mercanti ebrei nel centro storico. L’800 fu il suo periodo più florido, con un’attenzione particolare anche alla vivibilità della città e al “rinverdimento” della comunità. Ponta Delgada divenne così la terza città del Portogallo per numero di residenti e per ricchezza: la sua importanza è ancora oggi rilevante, nonostante l’inevitabile decrescita del settore agricolo e rurale. Merito anche del turismo, visto che la città è una delle più visitate dell’arcipelago delle Azzorre.

Il municipio di Ponta Delgada

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La Câmara Municipal de Ponta Delgada

Le attrazioni più belle di Ponta Delgada

La città di Ponta Delgada offre davvero tantissime attrazioni da visitare: è un luogo dove si respira la vera atmosfera portoghese, e che vi lascerà senza dubbio incantati. La prima tappa non può che essere le maestose Portas da Cidade, tre archi realizzati in pietra basaltica che vennero costruiti verso la fine del ‘700, originariamente collocati presso il vecchio porto – e solo in seguito spostati nella posizione attuale. Da qui si arriva alla Chiesa di São Sebastião, la parrocchiale principale della città caratterizzata da pietre basaltiche nere e da una splendida Torre do Relógio, che svetta verso il cielo.

Addentrandosi tra le vie della città, si può ammirare l’autentica atmosfera di Ponta Delgado: qui si susseguono negozi d’artigianato, alcuni ancora ispirati alla tradizione locale, e bar pasticcerie dove assaporare tante prelibatezze tipiche. È l’ideale per chi vuole prendersi una piccola pausa dopo aver esplorato in lungo e in largo la città. A non molta distanza si trova il municipio, la Câmara Municipal de Ponta Delgada, affiancata dall’imponente Torre Sineira. Quest’ultimo ospita una scala a chiocciola di ben 106 gradini, al termine della quale si giunge sulla cima del campanile e si può ammirare un panorama mozzafiato sull’intero centro abitato.

Tra i monumenti più visitati c’è poi il Convento e la Capela de Nossa Senhora da Esperança, complesso monastico risalente al ‘500 e ancora oggi abitato dalle suore dell’Ordine di São Francisco. Al suo interno, ci sono diverse splendide opere d’arte da visitare, tra cui il tesoro di Nostro Signore Cristo dei Miracoli. L’intera cappella è un vero gioiello, costituita da intagli dorati e bellissime piastrelle in stile portoghese risalenti al XVIII secolo. Per chi ama il verde, non si può fare a meno di scoprire la piantagione di ananas Augusto Arruda: l’accesso è libero e ci si può immergere tra le coltivazioni.

Piantagione di ananas a Ponta Delgada

Fonte: iStock

La piantagione di ananas Augusto Arruda

Non meno affascinante è l’orto botanico José do Canto, istituito nel corso dell’800 da colui che per lungo tempo fu l’uomo più ricco dell’isola – e di cui il giardino porta il nome. Dalla sua realizzazione, l’area verde ha ospitato più di 6.000 specie botaniche: oggi purtroppo non è più così ricco come un tempo, ma conserva ancora delle preziose collezioni di piante esotiche e diversi esemplari notevoli provenienti da ogni angolo del mondo, come gli eucalipti dell’Australia, gli alberi della canfora del Giappone e le magnolie dell’America settentrionale.

Infine, per scoprire il volto più autentico di Ponta Delgada bisogna passeggiare sul suo lungomare: tra bar e ristoranti dove fermarsi a riposare, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Molto bella è la piscina Oceânica, dove fare un tuffo ammirando l’oceano. Mentre a poca distanza dal porto si trova il Forte de São Brás, la più grande fortezza situata sull’isola di São Miguel, che ospita il Museo Militare delle Azzorre. Per i più avventurosi, un giro in barca si rivela poi una splendida occasione per fare whale watching e ammirare i giganti del mare.

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Sette Valli Sospese, è in Algarve il “miglior cammino d’Europa”

Alte falesie a picco sull’oceano alternate ad alcune delle spiagge più belle del mondo, in un paesaggio in cui la natura incontaminata fa da padrona. Uno di quei luoghi da cartolina che entrano nell’immaginario umano come paradisi terrestri.

Ci troviamo lungo la costa dell’Algarve, in Portogallo, in uno degli scenari più incredibili e spettacolari. Qui esiste un percorso che segue la cresta delle falesie, eletto (nel 2019) il cammino migliore d’Europa dall’organizzazione European Best Destinations: il Sentiero delle Sette Valli Sospese. Scopriamo le principali tappe di questo percorso immerso nella meraviglia della natura.

Il Sentiero delle Sette Valli Sospese

Scoprire le spiagge e i panorami dell’Algarve da una prospettiva diversa e unica, ovvero dall’alto delle imponenti falesie che si affacciano sull’Oceano Atlantico. Il Sentiero delle Sette Valli Sospese (Percurso dos Sete Vales Suspensos) permettere ai visitatori di scoprire tutta la bellezza della costa portoghese.

L’European Best Destinations, l’organizzazione  che mira a far conoscere la ricchezza, la diversità e la qualità delle destinazioni europee, lo ha nominato come il cammino migliore d’Europa. Un riconoscimento di grande autorevolezza per Algarve, che incanta con la sua natura selvaggia fatta da calette segrete che si sovrappongono ai lontani campi da golf presenti sul territorio.

Il percorso delle Sette Valli Sospese è uno spettacolo da attraversare a piedi: lungo sei chilometri, parte dalla Praia da Marinha, una delle spiagge più belle del Portogallo, e arriva a Praia do Vale de Centianes (ma nulla vieta di percorrerlo in senso contrario).

Le sette valli che fanno parte del percorso sono i canyon naturali che l’acqua e il vento hanno scavato nella roccia nel corso di millenni e che rendono questo paesaggio tanto particolare e suggestivo.

Il sentiero è abbastanza semplice e percorribile in circa 3 ore di camminata. Lungo il tragitto permette di addentrarsi in tunnel scavati nella roccia e ammirare archi naturali e faraglioni. Un sentiero delineato e facile da seguire, alla portata di tutti, per meravigliarsi davanti alle acque color smeraldo che lambiscono la costa. Vediamo alcune delle tappe più suggestive di questo meraviglioso percorso.

Il percorso: le tappe più suggestive

Zaino in spalla e si parte per un’esperienza suggestiva e memorabile. Si inizia dal punto più a est del Sentiero delle Sette Valli, per spostarsi verso ovest, ma è tranquillamente percorribile anche in senso opposto.

Dal parcheggio gratuito vicino alla splendida Praia da Marinha, il sentiero porta subito sulla scogliera che sovrasta tale spiaggia, caratterizzata da sabbia dorata, acqua color smeraldo e meravigliosi faraglioni. La spiaggia, considerata una delle più belle del Portogallo, è infatti contornata da imponenti falesie in arenaria che formano i due famosi archi che emergono dalle acque cristalline del mare.

La splendida Praia da Marinha, in Algarve, con i famosi archi di pietra nel mare

Fonte: iStock

Praia da Marinha, in Algarve

Si prosegue lungo il sentiero segnalato per arrivare in cima alla Praia da Mesquita, la continuazione quasi celata di Praia da Marinha e dalla quale sono ben visibili i due imponenti archi naturali, tra i più fotografati della zona.

Camminando lungo la scogliera rocciosa si incontrano spettacolari grotte che sembrano voragini nel terreno e dalle quali spicca l’azzurro del mare sottostante.

Dopo circa mezz’ora di camminata si arriva al punto che guarda dall’alto Praia da Corredoura, mentre il successivo stop lungo il Sentiero delle Sette Valli Sospese è la celebre grotta di Benagil: un’enorme apertura ovale nella falesia visibile dall’alto, come una grande finestra aperta verso la meraviglia. Il cammino passa sulla sommità della caverna, visibile in tutto il suo splendore dall’alto, ma non porta al suo interno. Per poter accedere alla grotta più famosa d’Europa è necessario muoversi dal mare, quindi a nuoto o in barca (molti si addentrano con il kayak).

La suggestiva grotta marina di Benagil, lungo la costa dell'Algarve

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La grotta marina di Benagil

Proseguendo oltre la celebre grotta, si raggiunge il paese di Benagil, in cui poter fare una sosta per mangiare o bere qualcosa al riparo dal sole. In seguito, il percorso riprende a salire lungo la scogliera fino ad arrivare a Praia do Carvalho. Qui è possibile scendere per godersi un po’ di sano relax sulla soffice sabbia dorata della spiaggia.

Si riparte per la mete successive del percorso: il suggestivo Cabo Carvoeiro, la splendida Praia do Vale Espinhaço e successivamente il Faro di Alfanzina, una struttura secolare alta 23 metri che domina una delle scogliere più alte di tutta la costa.

Lasciando alle spalle il faro, si prosegue lungo il sentiero panoramico con un ultimo tratto in salita per giungere all’ultima tappa del Percurso dos Sete Vales Suspensos: Praia do Vale Centianes, una tranquilla spiaggia dorata in cui riposarsi dopo la fatica, accarezzati dal sole e coccolati dalle onde che si infrangono sulle scogliere circostanti.

Informazioni utili

Il percorso delle Sette Valli Sospese è segnalato da simboli gialli e rossi sugli steccati lungo tutto il tragitto, un consiglio per non avventurarsi e rischiare di invadere l’ecosistema. È sconsigliato incamminarsi nelle ore più calde, soprattutto in estate, dato che ci sono pochi posti riparati dal sole.

Per questo è consigliato anche un abbigliamento adeguato: calzature da trekking, abiti traspiranti, occhiali da sole e cappellino, oltre a una buona quantità di acqua per mantenersi idratati e la crema solare per proteggersi da eventuali scottature.

Nonostante la camminata sia abbastanza semplice, con pochi dislivelli e protetto da staccionate, è bene porre comunque particolare attenzione durante il tragitto, poiché l’altezza delle falesie è considerevole e il terreno in certi punti può risultare sabbioso e quindi più scivoloso.

Per coloro che vogliono scendere verso le spiagge, è opportuno fare molta attenzione alle maree, che innalzano o abbassano velocemente l’acqua anche di 4 metri.

 

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Peniche, la cittadina da non perdere se si ama il mare

Lungo la costa ovest del Portogallo, Peniche è quella località che, più di ogni altra, vanta un legame indissolubile con il suo mare, tanto da essere uno dei porti pescherecci più importanti del Paese e uno dei centri turistici più in voga per rilassanti vacanze balneari e per il surf.

Non a caso, è conosciuta anche come la “capitale dell’onda”, apprezzata da migliaia di visitatori ogni anno che si dedicano al loro sport preferito oppure a imparare a cavalcare le prime onde.

Ma c’è molto di più: oltre alle spiagge e a panorami mozzafiato sul blu, Peniche si rivela una meta perfetta per visite culturali grazie a un delizioso centro storico e alla fortezza che ne è simbolo.

Le attrazioni da non perdere a Peniche

A una novantina di chilometri da Lisbona, Peniche si svela subito per la bellezza davvero suggestiva del suo promontorio a picco sull’Atlantico, della spiaggia che la abbraccia e del vivace e attivo porto.

E, senza dubbio, l’attrazione che più rimane impressa è proprio il promontorio, da esplorare a piedi o in auto su un circuito di 6 chilometri: in particolare, non si può prescindere dal raggiungere Capo Carvoeiro, il punto più elevato, caratterizzato dal faro e da “Nau dos Corvos“, curiosa formazione rocciosa.
Da qui, la vista su Peniche e le vicine isole Berlengas è eccezionale in ogni momento della giornata ma al tramonto diventa un sogno a occhi aperti.

Se il fiore all’occhiello sono gli incomparabili tratti naturalistici e paesaggistici, non da meno è il centro storico cui vale la pena dedicare qualche ora: protetto dalle antiche mura, custodisce interessanti palazzi storici, vie lastricate ombreggiate da bianche abitazioni dai bordi colorati, chiesette, la Capela de Nossa Senhora dos Remédios meta di annuali pellegrinaggi mariani, e la tradizione del merletto, un significativo tassello dell’identità culturale della cittadina: infatti, le abili merlettaie di Peniche sanno realizzare, da generazioni, elaborati ed eleganti merletti e si possono incontrare dinanzi alla Escola de Rendas de Bilros, il Museo del Merletto.

Inoltre, se vi trovate a passare da queste parti a luglio, avrete l’occasione di assistere (solitamente durante la terza settimana) alla Mostra Internazionale del Merletto, che aiuta a comprendere meglio questa ammirabile tecnica e rende omaggio alla sua tradizione.

Ancora, a poca distanza dal porto, si staglia la Fortaleza, maestosa fortezza edificata tra il XVI e il XVII secolo come parte integrante del sistema di difesa della costa che includeva anche le fortezze sull’isola di Berlengas e sulla spiaggia di Consolação.
In seguito, nel XX secolo, mutò la sua funzione in prigione per i detenuti politici del regime di Salazar mentre oggi è sede del Museu Municipal, che espone reperti storici di varie epoche rinvenuti in zona, nonché di una mostra incentrata sul periodo della Resistenza e dei suoi protagonisti. È altresì possibile visitare le celle dei prigionieri, comprese quelle di isolamento.

La meraviglia delle spiagge

spiaggia baleal peniche

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Spiaggia isola Baleal, Peniche – iStock

Come accennato, Peniche è il paradiso dei surfisti e di chi ama il mare in tutte le sue sfaccettature: qui e nei dintorni le spiagge sono un eden dove regalarsi una vacanza senza eguali tra tuffi, onde e bagni di sole.

La maggior parte è esposta al forte vento e, per questo, offre le condizioni ottimali per praticare bodyboarding e surf e per fare da splendido scenario a competizioni internazionali come, ad esempio, la Rip Curl Pro Portugal, una delle tappe del World Surf League Tour. La spiaggia più rinomata è Medão Grande o “Spiaggia Supertubo”, che si distingue per le altissime onde dalla perfetta forma “a tubo” ed è da vedere anche se non si desidera praticare surf (gli aspiranti surfisti, invece, potranno approfittare delle lezioni con istruttori esperti). Si estende per tre chilometri dal porto di Peniche fino al villaggio di Consolação.

Altre spiagge da non perdere sono la Baia di Consolação, più riparata e adatta a famiglie con bambini, e quella della vicina isola di Baleal, a cinque chilometri a nord est, unita alla terraferma da una strada rialzata.

In città, invece, si distinguono Praia do Molhe Leste, Praia do Portinho da Areia do Norte e Praia de Peniche de Cima.

Cosa fare a Peniche

surf a peniche

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Surf a Peniche – iStock

Le attività cui dedicarsi a Peniche hanno (sarebbe difficile il contrario) per protagonista l’Atlantico, sia che si tratti di cavalcare le sue impareggiabili onde sia che si tratti di godersi la “vacanza balneare per eccellenza”.

Qualche esempio?

Innanzitutto, una gita in giornata alla scoperta delle Isole Berlangas, arcipelago di tre isole (di cui una soltanto è visitabile a piccoli gruppi per tutelarne l’ecosistema e la biodiversità), Riserva Naturale Protetta dal 1981: oltre a escursioni in un paesaggio sorprendente, allo snorkeling e alle immersioni in acque incontaminate, qui meritano una sosta il Faro e il Forte di São João Baptista, la cui terrazza dona un panorama unico sull’azzurro.

Oppure, di sicuro fascino è il percorso ad anello dell’intero promontorio di Peniche, sei chilometri in auto o a piedi che consentono di ammirare paesaggi incredibili lasciando vagare lo sguardo fino alle Isole Berlengas.

Un’altra indimenticabile esperienza è navigare lungo la costa occidentale sulla rotta dei delfini, un’uscita in barca organizzata con cui avvistare questi simpatici animali nel loro habitat naturale e, al contempo, una varietà di vita marina tra cui squali e uccelli acquatici.

Infine, Peniche è il punto di partenza ottimale per gite fuori porta con cui conoscere le innumerevoli meraviglie della zona centrale del Portogallo: tra queste, vanno segnalate la località di Caldas da Rainha, la cittadella fortificata di Obidos dove si ha la sensazione di “compiere un viaggio indietro nel tempo”, e la meta balneare di Nazarè, con ampia spiaggia e il record mondiale delle onde più alte al mondo “cavalcate con il surf”.

Come arrivare

Da Lisbona, Peniche è raggiungibile in un’ora di auto percorrendo l’autostrada A8 oppure in autobus con due servizi, uno gestito dalla compagnia Rodotejo (con partenza dalla stazione Campo Grande) e l’altro dall’operatore Rede Expressos (con partenza dalla stazione Sete Rios).

Nel dettaglio, il tragitto offerto da Rodotejo richiede 85 minuti mentre viaggiando con Rede Expressos si impiegano 90 minuti.

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A 50 chilometri da Lisbona si trovano le spiagge più belle del mondo

Splendide spiagge con sabbia fine e candida, acque cristalline e calme con un paesaggio circostante ricco di vegetazione che si specchia nell’oceano, per poi addentrarsi in una meravigliosa zona collinare.

Esistono luoghi paradisiaci che hanno tutte queste caratteristiche e per raggiungerli non serve attraversare il mondo. Andiamo allora in Portogallo, tra paesaggi incredibili, città dai colori vivi e ricche tradizioni intrecciate con la modernità.

Poco distante dalla vita frenetica della città, a soli 50 chilometri da Lisbona, esiste un’oasi di pace e naturalezza che vanta, oltre ad una vegetazione rigogliosa e verdeggiante, anche alcune delle spiagge più belle del mondo. Stiamo parlando del Parco naturale di Arrábida, un luogo dove poter staccare la spina e prendersi una piacevole pausa durante un viaggio alla scoperta della capitale lusitana, non a caso chiamata anche la “città del mare”.

Le spiagge più belle del mondo

Nonostante ci si trovi sull’Oceano Atlantico, le acque cristalline del Parco di Arrábida, che sembra uscito da una cartolina, sono estremamente calme e riparate dalle correnti ventose grazie alle imponenti falesie che cadono a picco sul mare. Qui le mille sfumature dell’oceano lambiscono bellissimi arenili che meritano sicuramente una visita: un’ottima idea per viversi momenti di pausa dalla vita rumorosa della città, rigenerando corpo e mente.

Tra le più belle spiagge che compongono questo quadro naturale mozzafiato non lontano da Lisbona troviamo la baia di Portinho da Arrábida, dal fascino selvaggio e nella cui area è presente anche una piccola isoletta, Anicha, dove è possibile fare immersioni in acque limpidissime.

Lungo la costa, merita una sosta anche la celebre spiaggia Figueirinha, molto frequentata dai bagnanti e facilmente raggiungibile. Più nascosta, quasi a voler tenere per sé tutta la sua bellezza, è la favolosa Praia dos Coelhos, raggiungibile tramite un sentiero con una camminata di circa 15 minuti.

La spiaggia di Galapos e la sua gemella Galapinhos, inoltre, sono assolutamente da vedere: sabbie bianchissime e acque tranquille dal brillante colore turchese in cui immergersi e godersi autentici momenti di relax.

Portinho da Arrábida

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Portinho da Arrábida

Il Parco naturale di Arrábida

Fondato nel 1976, questo è un luogo speciale e dalla bellezza unica che si estende per circa 10.800 ettari la costa sud-ovest della penisola di Sétubal, partendo appunto da Sétubal fino ad arrivare a Sesimbra, e contemplando anche la catena montuosa della Serra da Arrábida.

A fare da padrona sulle splendide pendici che si tuffano nel mare, è una macchia mediterranea estremamente varia e pregiata. Tra piante di lavanda, timo, camomilla, olivi e altri arbusti, la ricca e profumata vegetazione contribuisce a creare uno scenario mozzafiato in cui immergersi.

In quest’area spiccano anche le splendide acque turchesi e limpide che lambiscono diverse spiagge dalla sabbia chiara e finissima. Questi paradisi marini sono la meta perfetta per una giornata di relax lontano dalla città, baciati dal sole e cullati dal suono dolce del mare e della vegetazione circostante.

Fare una passeggiata o un tour in bicicletta lungo i sentieri che si addentrano nella flora dai colori vividi per poi affacciarsi lungo la costa, è un’esperienza da provare. Chi intende farlo deve informarsi su quali percorsi è possibile intraprendere, perché in alcune zone del parco l’accesso è consentito solo se accompagnati da guide autorizzate.

Merita di essere vista anche la Serra do Risco, la falesia più alta del Parco di Arrábida che raggiunge un’altezza di 380 metri per poi tuffarsi a picco nel mare. La vista da quassù ripaga sicuramente lo sforzo per raggiungerla.

Spiaggia di Coelhos

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Spiaggia di Coelhos, nel Parco di Arrábida
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Óbidos, la bianca cittadina medievale del Portogallo

Avete mai sognato un regalo di nozze unico, speciale, davvero emozionante e incredibile? Ecco, per qualcuno questo desiderio – in un tempo molto lontano – è diventato realtà: Dom Dinis, re del Portogallo, decise di donare un villaggio medievale bellissimo alla moglie Dona Isabel. Un dono che fu così amato e che, da quel momento in poi, si trasformò in un’abitudine per i sovrani di questa deliziosa terra immersa nell’Atlantico.

Il borgo in questione era Óbidos, una bianca cittadina medievale che oggi è una delle tappe imperdibili quando si vola in Portogallo.

Cosa aspettarsi

Óbidos oggigiorno è uno dei villaggi più belli del Portogallo. Appena si arriva ce se ne innamora, come del resto successe anche alla regina quando le fu regalato: vanta un centro storico assai romantico arroccato in cima a un collina che, a sua volta, è dominata da un castello che si affaccia su un labirinto di vie ciottolate e casette bianche.

I piccoli balconi sono tutti abbelliti da fiori che creano giochi di colori emozionanti con le porte dalle mille tonalità e le decorazioni manueline. Poi ci sono le mura, a fortificare e proteggere questo borgo prezioso che durante il tramonto assume mille sfumature di arancione e rosa.

Ma non è finita qui, perché Óbidos riesce a gratificare anche le papille gustative grazie ai suoi piatti genuini e alle sue bevande davvero eccezionali.

Cosa vedere

La bianca cittadina medievale di Óbidos mette a disposizione dei suoi visitatori diversi siti di interesse. Senza ombra di dubbio, la prima cosa che attira l’attenzione sono le sue possenti mura che risalgono all dominazione dei Mori. A rendere il tutto ancor più speciale è che si può camminare lungo di esse, godendo contemporaneamente di un panorama che spazia su questa pittoresca città e la campagna portoghese.

Case bianche decorate con mille sfumature e tetti rossi che sembrano voler toccare il cielo rendono la passeggiata ancor più fiabesca. Per poi arrivare al cospetto dell’altro incredibile tesoro di Óbidos: il suo maestoso castello medievale.

Fu costruito dalla stesso re che regalò il villaggio alla sua consorte e oggi si presenta come un albergo di lusso: sì, si può dormire dentro al castello. Ciò vuol dire che, sfortunatamente, non è aperto alle visite. Nonostante questo, però, c’è una soluzione per conoscerlo meglio: partecipare al Mercado Medieval, giornate in cui diventa il fulcro della festa.

Si tratta infatti di una celebrazione che va in scena per due settimane durante il mese di luglio e che trasmette la sensazione di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Il tutto, tra le altre cose, mangiando anche i pasti che venivano consumati proprio durante il Medioevo.

Altri edifici di particolare interesse

Le mura e il castello sono sicuramente le punte di diamante di Óbidos, ma la verità è che questa cittadina, nonostante sia piccola, ha anche altre meraviglie da scoprire. Una di queste è la Porta da Vila che, come dice il nome, è il principale punto d’accesso al villaggio.

E qui potrete ammirare qualcosa di tipicamente portoghese: è adornata con tanti graziosi azulejos che raffigurano la Passione di Cristo, e un soffitto pieno di dipinti che simboleggiano la corona di spine.

Ci sono poi l’Igreja de Santa Maria, patrona della città, che permette di rimanere incantati grazie a uno splendido soffitto affrescato. Situata alla fine della via principale, venne costruita sui resti di una moschea ed è forse la chiesa più bella di tutta la città.

Molto interessante è anche il Santuário do Senhor da Pedra che sorge al di fuori delle mura. Vanta una pianta esagonale ed è in pittoresco stile barocco.

Da non perdere è anche il museo municipale di Óbidos che espone una collezione di dipinti di varie epoche.

Cosa mangiare e bere

Infine, sappiate che Óbidos è anche un piacere per il proprio stomaco. I più golosi non potranno resistere al suo gustoso cioccolato, in onore del quale si tiene anche un festival da quasi 20 anni.

In più, è curioso sapere che qui il cioccolato viene utilizzato anche per realizzare le tazzine dentro cui viene servita la Ginjinha, il liquore alla ciliegia tipico della città che bisogna assolutamente assaggiare.

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Convento do Carmo, uno dei luoghi più affascinanti di Lisbona

Famoso come ‘la chiesa senza tetto’, il Convento do Carmo è tra i più antichi complessi monastici di Lisbona. Ridotto a un affascinante scheletro di rovine dal terribile terremoto del 1775, non è mai più stato restaurato, sebbene parliamo della più bella e imponente chiesa gotica della capitale portoghese. Le sue arcate slanciate, che oggi sembrano sorreggere il cielo, sono diventate la memoria tangibile di quella tragedia, tanto da trasformare questo luogo ricco di storia in un’attrazione senza eguali.

La storia del Convento do Carmo, ‘la chiesa senza tetto’

La costruzione della chiesa (Igreja do Carmo) risale al 1389 e fu intrapresa grazie alla devozione religiosa del suo fondatore, il Conestabile del Regno, D. Nuno Álvares Pereira. Eretta sulla collina che costeggia il Castelo de São Jorg, rivaleggiava per grandezza e monumentalità con la Cattedrale di Lisbona e il Convento di S. Francisco.

Fin dalla sua origine, questo luogo religioso fu considerato un simbolo della città e della stessa identità nazionale, in quanto associato al nome di uno dei più famosi eroi portoghesi del Medioevo. Scegliendolo come luogo di sepoltura, Nuno Álvares Pereira segnò in modo ancora più decisivo l’intera storia del monumento gotico.

Il Convento do Carmo, di fondamenta gotica, venne sottoposto a varie aggiunte e modifiche nel corso del tempo, adattandosi ai nuovi gusti e stili architettonici e decorativi, così da diventare uno degli edifici più importanti di Lisbona. Nel 1755, il terremoto che scosse violentemente la città causò gravi danni all’edificio, aggravati dal successivo incendio che distrusse la quasi totalità della mobilia.

Poco dopo, nel 1756, iniziò la ricostruzione, definitivamente interrotta nel 1834 a causa dell’estinzione degli Ordini religiosi in Portogallo. Risalgono a questo periodo i pilastri e gli archi delle navate, una autentica testimonianza di architettura neogotica sperimentale di aspetto scenografico.

A metà del XIX secolo, con l’imporsi del gusto romantico per le rovine e gli antichi monumenti medievali, si decise di non proseguire con la ricostruzione dell’edificio, lasciando il corpo delle navate della chiesa a cielo aperto. Si creò così un magico scenario di rovine che tanto incantò gli esteti dell’Ottocento e che ancora oggi incanta chi si ritrova dinanzi a questo incredibile monumento, diventato il memoriale di quel tragico terremoto.

Museu Arqueológico do Carmo

Situato nei pressi del quartiere del Chiado e del quartiere Baixa, praticamente nella zona più centrale di Lisbona, il Convento do Carmo ospita il Museu Arqueológico do Carmo (MAC), a cui si accede in fondo alla navata dove un tempo si trovava l’altare.

Fu fondato nel 1864 dal primo presidente dell’Associazione degli Archeologi Portoghesi, Joaquim Possidónio Narciso da Silva, e fu il primo museo d’arte e archeologia del Paese, nato con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio nazionale, che si stava dilapidando e deteriorando in seguito all’estinzione degli Ordini religiosi e agli innumerevoli danni inflitti durante le invasioni francesi e le guerre liberali.

Nei primi anni della sua esistenza, raccolse una collezione composta da innumerevoli frammenti di architettura e scultura, oltre a monumenti funerari di grande valore, pannelli di tegole, blasoni e molti altri oggetti di interesse storico, artistico e archeologico. Poiché era destinato a essere “un museo vivente”, dove si avesse l’opportunità di conoscere le tecniche architettoniche e artistiche, potè presto contare su una biblioteca, conservata fino a oggi.

Alla fine del XIX secolo, il conte di São Januário donò al museo parte della sua collezione di ceramiche precolombiane e due mummie dello stesso periodo, che costituiscono oggi un unicum nel mondo museale portoghese, rendedolo anche uno dei pochi d’Europa a possedere due mummie nella sua esposizione permanente.

Nel periodo che va dall’ultimo quarto del XIX secolo al terzo quarto del XX, sono entrati a far parte del museo importanti collezioni di archeologia della preistoria e protostoria, provenienti da diversi scavi, tra cui spicca la collezione di Vila Nova de São Pedro Castro ad Azambuja (Calcolitico, 3500-2500 a.C.), che attualmente conta circa un migliaio di reperti.

Riaperto al pubblico nel 2001 – dopo la chiusura durata sette anni, a causa dei danni provocati dai lavori di costruzione dei due tunnel della metropolitana nel sottosuolo della collina del Carmo – il Museu Arqueológico do Carmo è oggi meta di circa 60 mila visitatori all’anno.

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In Portogallo esiste un forte sospeso nel mare: la visione è mozzafiato

Anche soltanto osservarlo è un’esperienza intensa e molto particolare: il forte di São João Baptista è una struttura che sembra essere tutt’una con l’ambiente circostante, al punto da dare l’impressioni, a un primo e veloce sguardo, di essere quasi sorta dall’acqua, come se un edificio un tempo collocato negli abissi avesse deciso di emergere con prepotenza e affermare il suo dominio.

Invece, questo particolarissimo forte sospeso nel mare, che si trova in Portogallo (nell’arcipelago delle Berlenga e più precisamente nel comune di Peniche nella regione di Oeste) è “solo” un esempio di come l’architettura umana possa a un certo punto diventare quasi un’estensione dell’opera naturale. Pronti a scoprirne le caratteristiche?

La storia del forte di São João Baptista

Iniziamo dalla storia: prima che diventasse un forte, la struttura su cui si basa São João Baptista era un monastero, precisamente il Monastero della Misericordia da Berlenga. In effetti, la sua posizione isolata permetteva ai religiosi di pregare e di vivere una vita austera, prestando per altro aiuto a tutti coloro che avevano bisogno di rifugiarsi presso di loro. Purtroppo, però, la stessa posizione che permetteva il silenzio non permetteva davvero la pace: il monastero era infatti spesso sotto attacco di pirati e corsari.

Così,  tra la fine del 1400 e i primi anni del 1500 i monaci fuggirono. A quel punto, Manuel I del Portogallo pensò di farne una fortezza marina e, in effetti, i lavori per trasformarlo erano fattibili. Per una serie di vicissitudini e ostacoli, però, la costruzione vera e propria iniziò sotto l’amministrazione di Juan IV, che inviò sul posto il conte e stratega João Rodrigues de Sá insieme a un ingegnere militare: furono loro a stabilire qual era il piano di costruzione che andava seguito.

Forte di São João Baptista

Fonte: iStock

L’ingresso al forte di São João Baptista

Nel 1650 il forte era stato costruito ed entrò ufficialmente a far parte di un folto gruppo di strutture militari difensive che erano state costruite per difendere le coste portoghesi. Nel 1666 il suo ruolo si rivelò decisivo: una flotta spagnola arrivò infatti di fronte all’edificio e attaccò, con l’obiettivo di approdare e rapire la regina Maria Francesca di Savoia (che di lì a breve avrebbe dovuto sposare Re Afonso VI). La lotta fu cruenta, ma gli spagnoli furono abbattuti.

Tra mare, ampliamenti e modifiche

Dopo l’attacco spagnolo, l’isola-fortezza fu danneggiata e Afonso VI ne ordinò sia la riparazione che l’incremento della sua potenza di fuoco, oltre ad alcuni ampliamenti. Ancora, il forte subì delle modifiche dopo un altro feroce attacco, stavolta da parte di diversi gruppi di pirati. In seguito, il forte di São João Baptista si modificò per ospitare le truppe britanniche durante l’invasione francese in Portogallo e, ancora in dopo, fu utilizzato durante le guerre liberali.

Forte di São João Baptista

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Archi del forte di São João Baptista

A ogni “uso” corrispondevano dei danni, cui, di conseguenza, seguivano modifiche. La cosa più interessante è che, per quanto fosse necessario rendere resistente questo luogo, ogni volta si è cercato di rispettarne l’essenza naturale e di non intaccare più di tanto quelle che erano le sue caratteristiche marine e geologiche. La struttura ottagonale ha il più possibile rispettato i confini naturali dell’isolotto cercando in qualche modo di sfruttare anche i suoi materiale.

Anche le mura, per quanto chiaramente mixate a materiali di origine diversa, così come gli archi e il sentiero che porta all’ingresso, sono stati creati cercando di non alterare l’ambiente, che si considerava (a ragione) essere già più che difensivo e resistente. La storia della fortezza, a un certo punto, però, inizia a sfumare. Nel 1835 i suoi armamenti vennero rimossi e l’area venne lasciata abbandonata, cosa che portò a un lento ma inarrestabile declino.

Il recupero e l’apertura al pubblico

Bisogna fare un ulteriore passo avanti, al 1953, per vedere un nuovo cambiamento. Per qualche ragione, il forte fu fu riparato e rimodellato con l’obiettivo di farne una pousada, una sorta di via di mezzo tra una locanda, un bed&breakfast e un hotel che doveva avere delle caratteristiche fortemente rustiche. Non fu un particolare successo: per quanto la posizione sia straordinaria, i lavori non si distinsero per cura e attenzione e il risultato lasciò molto a desiderare.

Forte di São João Baptista

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Veduta del mare intorno al forte di São João Baptista

Dal 1981, la struttura è invece passata sotto tutela della DGEMN – Direcção-Geral dos Edifícios e Monumentos Nacionais (Direzione generale degli edifici e dei monumenti nazionali). Tra il 1986 e il 1987 è stata ancora una volta ristrutturata e da allora è aperta al pubblico. Per raggiungerla occorre partire da Peniche e usufruire del servizio motoscafo-navetta che porta da questa cittadina di mare all’isolotto.

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In Portogallo c’è un bizzarro lago con un buco in mezzo

Di cose bizzarre nel mondo ce ne sono tantissime, ma la verità è che è impossibile non rimanere sorpresi di alcuni particolarissimi luoghi. È il caso del lago che presenta un buco in mezzo, una voragine emozionante che prende vita non troppo lontano dall’Italia: in Portogallo.

Covao Dos Conchos, il lago col buco

Si chiama Covao Dos Conchos ed è un lago artificiale di ben 123 mila metri cubi d’acqua situato nella Serra da Estrela, il maggior gruppo montuoso del Portogallo. Ad essere del tutto onesti si tratta di una diga nata nel 1912 con lo scopo di garantire la deviazione dell’acqua da Ribeira das Naves alla Lagoa Comprida.

E a lasciare tutti senza fiato, tanto che a vedere le foto viene il dubbio che siano finte, è che e al suo interno si trova un foro circolare perfetto. Lungo 1519 metri, è una vera e propria opera d’arte del XX secolo.

La voragine, così circolare da sembrare persino un’opera di Giotto, per molti sembra una specie di “stargate”, ovvero un portale che se attraversato permette di fare un viaggio verso una dimensione alternativa.

Nei fatti – e probabilmente purtroppo – non è niente di tutto ciò, ma “semplicemente” la parte iniziale di un tunnel sotterraneo che si sviluppa per oltre 1,5 chilometri. Una struttura costruita per deviare le acque del Ribeira das Naves verso il bacino della centrale idroelettrica di Sabugueiro. Eppure, a guardarlo, è impossibile non fare le più fantasiose ipotesi.

Come raggiungerlo

Pur essendo una diga creata dall’uomo, il Covao Dos Conchos regala un paesaggio da cartolina non solo per la sua curiosa voragine, ma anche perché è incastonato in un ambiente prettamente selvaggio.

Un posto che è ancora sconosciuto al turismo di massa e che si può raggiungere solo compiendo un paio d’ore, circa, di cammino. I chilometri da percorrere sono approssimativamente 10 e attraverso una zona montuosa che non si rivela adatta a tutti.

Il punto di partenza è la Lagoa Comprida, una laguna artificiale che si distingue per essere il più grande bacino idrico della Serra da Estrela. La buona notizia è che è presente un cartello che indica quale sentiero intraprendere per raggiungere questo luogo che sembra un’illusione ottica. Da quel momento in poi, però, il tragitto non è più ben segnalato.

Il Parque Natural da Serra da Estrela

Il Parque Natural da Serra da Estrela è stato uno dei primi istituiti in Portogallo, ed è anche la zona protetta più estesa di questo sorprendente Paese. Costellato di curiosi massi rocciosi e laghi di origine glaciale, regala paesaggi insoliti e magnifici.

Coloro che decidono di visitarlo possono divertirsi tra numerose possibilità per il trekking e di arrampicata su roccia. Anche se è bene sapere che, essendo il punto più elevato del Portogallo continentale, qui la pioggia cade abbondantemente e non è affatto da escludere la presenza di neve. Una condizione che permette persino di praticare numerosi sport invernali.

In sostanza, quindi, le cose da fare in questo angolo eccezionale del Portogallo sono davvero tantissime. Per esempio, si può seguire il corso dei grandi fiumi portoghesi sin dalle sorgenti, contemplare le valli gliaciali, oppure intraprendere la Rota das 25 lagoas, un itinerario che si snoda per luoghi ombrosi (perfetto per l’estate).

D’inverno, invece, si può sciare, andare in slitta, snowboard e in moto da neve. Inoltre sono presenti approssimativamente 375 chilometri d’itinerari segnalati, di vari gradi di difficoltà, così come la possibilità di fare parapendio a Linhares da Beira, un curioso e bellissimo villaggio storico.

Insomma, questo angolo di Portogallo è davvero emozionate e il suo Covao Dos Conchos è così speciale da sembrare persino finto.

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Questo bizzarro museo vale da solo un viaggio a Lisbona

Cosa ci spinge a metterci in viaggio e a esplorare il mondo in lungo e in largo? A volte lo facciamo perché ispirati dai racconti degli altri viaggiatori, altre volte per assecondare il desiderio di perderci e immergerci in paesaggi da cartolina. Ma lo facciamo anche per raggiungere i luoghi iconici, i monumenti artistici e architettonici, e per scoprire le tradizioni e le usanze di popolazioni vicine e lontane.

Ci mettiamo in viaggio anche per andare alla scoperta della cultura di una determinata destinazione, quella conservata, protetta e valorizzata all’interno di musei, alcuni dei quali si sono trasformati negli anni in vere e proprie attrazioni turistiche. Scrigni delle meraviglie che, da soli, valgono un intero viaggio.

Ed è proprio di un museo che vogliamo parlarvi, di uno dei più insoliti, bizzarri e particolari che abbiamo mai visto. Si tratta del Centro Interpretativo da História do Bacalhau che, come il nome stesso suggerisce, celebra il baccalà. Curiosi di scoprirlo? Preparate i bagagli: si vola a Lisbona.

Bentornati a Lisbona

Il nostro viaggio di oggi ci conduce in una città che non smette mai di incantare, stiamo parlando di Lisbona. Affascinante, colorata, superlativa: la capitale del Portogallo, che sorge sulla costa e si estende su un territorio collinare, è una delle mete predilette di viaggiatori e turisti provenienti da ogni parte del mondo. Le cose da fare e da vedere qui sono così tante che non basta un solo viaggio per scoprirle tutte.

I vicoli della città vecchia e le case dalle tinte pastello, il fiume Tago sovrastato dall’iconico ponte 25 de Abril, il Museo Nazionale Azulejo, dedicato all’arte delle piastrelle in ceramiche: queste sono solo alcune delle attrazioni imperdibili in città, alle quali poi si aggiungono tutte le prelibatezze gastronomiche che appartengono alla tradizione locale e che meritano di essere assaporate.

Ma al di là dei luoghi più frequentati dai viaggiatori, che si estendono fino alle spiagge atlantiche situate al di fuori del nucleo urbano, esiste un’attrazione davvero particolare, sicuramente unica. Si tratta di un museo che celebra il baccalà e che racconta la storia del simbolo della cucina portoghese.

Il museo che celebra il baccalà

Sono molti i viaggiatori che raggiungono Lisbona per assaporare la ricca tradizione gastronomica che appartiene alla città. È proprio nella capitale del Portogallo, infatti, che è possibile assaggiare i pasteis de nata, dolci caratteristici che da sempre rispondono alle esigenze dei palati più sopraffini.

I pasticcini di pasta sfoglia, però, non sono gli unici a deliziare i sensi di chi arriva fin qua giù. Per gli amanti del salato, infatti, ci sono tantissime proposte a base di pesce, e soprattutto di “bacalhau”, che è l’emblema della tradizione culinaria locale.

È proprio al baccalà che è stato dedicato il Centro Interpretativo da História do Bacalhau situato nel Lisboa Story Centre, il museo interattivo dedicato all’intera storia di Lisbona. Uno spazio davvero inedito che permette a tutti i visitatori di fare un viaggio attraverso il tempo per scoprire le origini, le tradizioni e l’evoluzione di quello che è riconosciuto come simbolo della gastronomia di un Paese intero.

Una volta entrati all’interno dell’edificio, gli ospiti sono invitati a intraprendere un viaggio ideale attraverso le testimonianze e le storie dei marinai e dei pescatori che sono arrivati fino in capo al mondo per pescare questo esemplare, e portarlo in tavola con ricette che sono diventate iconiche.

Non è tutto però, all’interno del Centro Interpretativo da História do Bacalhau, infatti, è stato creato anche uno spazio dedicato allo shopping culinario. Questo vuol dire che i visitatori – prima di andare via – possono acquistare porzioni di baccalà fresco o secco, e in diverse lavorazioni, e fare un viaggio nella cultura portoghese attraverso il sapore.

Bacalhau

Fonte: iStock

Bacalhau di Lisbona
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Alentejo, un tour alla scoperta del Portogallo più autentico

Nonostante negli ultimi anni sia stato praticamente preso d’assalto dai turisti di tutto il mondo, il Portogallo conserva gelosamente una zona che si distingue per essere davvero autentica, dove il tempo sembra scorrere più lento di qualsiasi altra regione e dove i panorami invitano al silenzio, quello che ti aiuta a comprendere in maniera più intima il posto in cui ti trovi. Il luogo in questione si chiama Alentejo, una regione meno nota rispetto alle altre del Portogallo, che nei fatti è la più grande del Paese: occupa un terzo di tutto il suo territorio.

Dove si trova l’Alentejo

L’Alentejo, il cui nome significa letteralmente “Oltre il fiume Tago” – quella distesa d’acqua immensa che lambisce la Capitale – è una regione portoghese che si sviluppa tra l’Algarve, la regione di Lisbona e Centro.

Arrivare da queste parti vuol dire ritrovarsi al cospetto di aride pianure dorate, pendii coltivati con vigneti, un litorale frastagliato, paesini che mantengono intatte le loro tradizioni, città di marmo, antichi borghi medievali e curiosi animali, soprattutto le cicogne che qui trovano la loro culla ideale per nidificare.

Suddiviso in Alto Alentejo e Baixo Alentejo, si affaccia sulle dirompenti e fresche acque dell’Oceano Atlantico, tanto da regalare pittoresche località in cui crogiolarsi al sole.

Cosa vedere in Alto Alentejo

La parte più settentrionale di questa regione del Portogallo, comunemente chiamata Alto Alentejo, si distingue per essere una sorta di gioiello medievale dove svettano cittadine fortificate e castelli che sembrano voler toccare il cielo con le loro torri. Da queste parti le attrazioni da visitare sono tantissime, ma facendo una scelta non possiamo che consigliarvi di fare un salto ad Évora.

Se si sceglie di fare un tour dell’Alentejo, ma in realtà del Portogallo in generale, Évora è una di quelle tappe che non deve mancare nell’itinerario: si tratta di una delle città medievali meglio conservate di tutto il Paese. A proteggere il centro c’è un’imponente cinta muraria dove si snodano strette e tortuose stradine che conducono presso maestosi punti di interesse.

Évora, Alentejo

Fonte: iStock

Veduta di Évora e della sua cattedrale

Uno di questi è la sofisticata cattedrale medievale con i suoi bei chiostri che dirigono alle spettacolari colonne del Templo Romano, oppure alla pittoresca Praça do Giraldo con la sua suggestiva fontana di Henriquina risalente al 1570.

Molto bella è anche Elvas, una graziosa città fortificata dalla forma di una stella e ancora pregna di costruzioni difensive come i Fortim de Sao Pedro, de Sao Mamede, da Piedade e de Sao Francisco.

Poi ancora Estremoz, una cittadina che potremmo definire “assopita” ma che in realtà pullula di preziose meraviglie. Situata in una zona ricca di cave di marmo, è divisa in parte alta e bassa e in entrambe è un susseguirsi di attrazioni da visitare.

C’è poi Marvão, una realtà che sorge sulla vetta più alta della Serra de Sao Mamede: la vista da lassù riempie il cuore e l’anima. Tra i suoi punti di interesse imperdibili va menzionato il suo Castello dalle imponenti e indistruttibili fortificazioni.

Non da meno è Castelo de Vide che in realtà è una delle destinazioni più importanti della regione. Anche qui a dominare sull’abitato c’è un sontuoso forte che catapulta direttamente nel Medioevo.

Infine Portalegre che vi stupirà per le sue tipiche case imbiancate a calce impreziosite da curiosi infissi color ocra.

Elvas, Alentejo

Fonte: iStock

Veduta dall’alto di Elvas

Cosa vedere nel Baixo Alentejo

Se l’Alto Alentejo è l’ideale per “fare un salto” nel Medioevo, il Baixo Alentejo è perfetto per dedicarsi a una vera immersione nella storia. Ne è un esempio Mértola che è stata dapprima città romana e poi Capitale del regno arabo. Edificata in una posizione magnifica, è una località da scoprire a passo lento passeggiando tra le tipiche viuzze lastricate ma senza mai perdere di vista il suo tesoro più prezioso: un piccolo ma imponente castello dove si fa spazio anche una chiesa che in origine era una moschea.

Decisamente interessante è anche Beja, una cittadina in cui comprendere a 360 gradi il significato di “calma alentejana”. Oltre al Mastio del Castello, un monumento rilevante per la storia del Portogallo poiché qui ebbero luogo grandi battaglie a difesa dei confini, offre anche diverse e prestigiose rovine romane e visigote.

Nell’itinerario del Baixo Alentejo è opportuno inserire anche una sosta a Moura, una località abbracciata da mura che risalgono al 1200. Ma non solo: questa è una città operaia che ha avuto anche un passato da centro agricolo ed estrattivo e da località termale alla moda. Pregna di manufatti antichi, sfoggia anche un piccolo dedalo di vie in stile arabo.

Infine São Domingos, una minuta cittadina dove prendono vita schiere di piccoli e desolati cottage di minatori. A seguito della chiusura della miniera negli anni ’60, è divenuta un luogo dal fascino spettrale e misterioso.

Beja, Alentejo

Fonte: iStock – Ph: photooiasson

Veduta del centro storico di Beja

Le migliori spiagge dell’Alentejo

In tutta l’estensione costiera del Portogallo è praticamente impossibile non trovare spiagge in grado di emozionare chiunque vi ci metta piede. Ma forse l’Alentejo ha qualcosa in più: regala arenili spettacolari, sistemi di dune, riserve naturali dove nidificano le cicogne, risaie e foreste di pini.

Per molti questa zona del Paese è una sorta di California Atlantica ma che al contempo si distingue per essere un paradiso di pace perfetto per salire in sella a un cavallo o a bordo di una bicicletta. Tantissime sono le spiagge in cui sembra di stare sulle nuvole per l’atmosfera di cui sono intrise, ma indubbiamente vale la pena rilassarsi presso la Spiaggia di Zambujeira do Mar che si fa spazio all’interno del Parco Naturale della Costa Vicentina.

Tra falesie e sabbia dorata, è lo spot ideale per i surfisti ma anche sede di una delle kermesse musicali più importanti del Portogallo: il Festival do Sudoeste.

Divenuta famosa negli ultimi anni perché meta di molte star internazionali è invece la Spiaggia di Comporta che si rivela ottimale per ogni tipologia di viaggiatore. Piena di baretti per bere in compagnia e di agenzie che organizzano escursioni per l’avvistamento dei delfini nell’estuario del fiume Sado, è una distesa di sabbia fine e morbida lambita da acque fresche ma assolutamente pulite e i cui colori si combinano con il verde intenso della flora tipica della macchia mediterranea che abbraccia il litorale.

Infine la Spiaggia di Samoqueira che è una poetica esplosione di natura: durante la bassa marea è possibile avvistare delle peculiari rocce che a loro volta danno vita a piscine naturali da sogno.

Spiaggia di Samoqueira, Alentejo

Fonte: iStock

Veduta della Spiaggia di Samoqueira con la bassa marea