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Questo è il ristorante più antico della Francia. Ha ispirato Ratatouille

Parigi, la città dell’amore e della bellezza per eccellenza, è un sogno a occhi aperti che cattura l’anima di chiunque abbia il privilegio di perdersi tra le sue strade lastricate di fascino e storia. Qui, oltre lo splendore iconico della Torre Eiffel e il maestoso profilo di Notre-Dame, nel quinto arrondissement, la Ville Lumière custodisce un locale secolare, amato dai palati raffinati di tutto il mondo: la Tour d’Argent.

Un vero e proprio tempio della gastronomia francese, dove ogni pietanza è una poesia e ogni boccone un viaggio nell’arte dei sapori. Qui, tra le sue mura raffinate, hanno passeggiato Re e Regine, artisti e intellettuali, tutti avvolti dall’irresistibile promessa di un’esperienza culinaria senza eguali.

Dopo una recente ristrutturazione, la Tour d’Argent ha recentemento riaperto le sue porte al mondo con una visione audace e più contemporanea, conservando al contempo la sua storia e il suo spirito più autentico. Un equilibrio delicato tra conservazione e innovazione, dove l’eredità del passato si fonde con la creatività del presente.

La Tour d’Argent: eterna icona della gastronomia francese

Tour d'Argent

Fonte: Getty Images

Tour d’Argent, Parigi

La sua storia risale al lontano 1582, quando sorse come modesta locanda che presto conquistò il cuore dell’aristocrazia parigina. Fin dai suoi primi giorni, la Tour d’Argent ha accolto ospiti illustri, tra cui persino Enrico IV, il Re in persona, il cui amore per la buona cucina era tanto leggendario quanto il suo regno. Da quel momento, il destino del ristorante si intrecciò con quello della Francia stessa, diventando una silenziosa testimone di momenti cruciali della storia del Paese.

Dalle tumultuose giornate della Rivoluzione francese fino agli anni folli degli artisti e dei bohémien di Pigalle, questo monumento gastronomico ha visto passare epoche di cambiamento e trasformazione. Da Marcel Proust a Salvador Dalì, da Ernest Hemingway a Sacha Guitry, generazioni di raffinati intellettuali hanno varcato le sue soglie, lasciando un’impronta indelebile nella sua storia.

Oggi, la Tour d’Argent continua a brillare nel panorama culinario parigino, mantenendo viva la sua tradizione. Ancora oggi il piatto storico per eccellenza è il canard au sang, una creazione magistrale che incarna l’essenza stessa della cucina francese. Realizzato con anatre provenienti dagli allevamenti della famiglia Burgaud a Challans, questo piatto è un omaggio alla tradizione e all’eccellenza, un’esperienza gustativa che lascia un’impronta indelebile nella memoria di chiunque abbia il privilegio di assaggiarlo. Assolutamente sublime è anche il Foie gras del Trois Empereurs, creato per celebrare uno dei più sontuosi pranzi ospitati al 15 di Quai de Tournelle, questo piatto ha una storia altrettanto illustre. Nel lontano 1867, al tavolo della Tour d’Argent, sedevano nientemeno che Alessandro II, Zar di tutte le Russie, Guglielmo I re di Prussia e il Principe di Bismark. In un momento di straordinaria convivialità e raffinatezza, questi tre imperatori condivisero una prelibatezza culinaria che è diventata leggendaria nel corso dei secoli.

La sua fama ha ispirato anche un capolavoro cinematografico d’animazione del 2007, Ratatouille, che ha incantato il pubblico di tutto il mondo con la sua magia. Nel locale è appesa una piccola illustrazione del celebre topolino firmata dal regista Brad Bird.

Un nuovo splendore per la Tour d’Argent

La ristrutturazione della Tour d’Argent è stata affidata a un genio dell’architettura contemporanea: Franklin Azzi. Ogni dettaglio è stato pensato con cura e passione: dalle linee pulite e moderne che rispecchiano lo spirito dinamico della città di Parigi, ai tocchi di lusso e raffinatezza che omaggiano la lunga storia di questo luogo magico.

La terrazza panoramica, ora situata al settimo piano, è un rifugio perfetto per gli innamorati che promette di regalare momenti di assoluta bellezza e romanticismo. Un nuovo soffitto con effetti cinetici cattura lo sguardo e l’immaginazione, danzando leggero come un’illusione ottica nel cielo notturno di Parigi. E sotto i nostri piedi, un prezioso tappeto ondula come le acque della Senna, portando con sé il movimento fluido e incantevole del fiume che attraversa la città.

Ma non è solo l’ambiente che si rinnova. Anche la cucina, guidata dalla maestria e dalla creatività dello chef Yannick Franques, presenta nuove ricette e reinterpretazioni, portando un tocco di freschezza e innovazione alla tavola. Infine, al piano terra, si trova il nuovo Bar des Maillets d’Argent ispirato agli anni ’30, un’oasi di raffinatezza e stile nel cuore di Parigi.

Tour d'Argent

Fonte: Getty Images

Tour d’Argent, Cantina dei vini, Parigi
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Chartres, un piccolo capolavoro alle porte di Parigi

A una settantina di minuti in treno dalla romantica e cosmopolita Parigi, si apre lo scenario incantevole di Chartres, immersa in una suggestiva atmosfera medievale che riporta indietro nel tempo.

Sulla riva sinistra dell’Eure nel magico territorio della Valle della Loira, importante centro spirituale e intellettuale dell’Anno Mille, merita assolutamente una deviazione poiché ha davvero molto da offrire, a partire da una delle cattedrali più incredibili d’Europa.

Cosa vedere a Chartres, gioiello medievale

Mezza giornata è sufficiente per assaporare appieno la bellezza intramontabile di Chartres e per ammirare con i propri occhi i notevoli punti di interesse che la contraddistinguono.

Una visita può iniziare dal raccolto e pittoresco centro storico che risale al Medioevo, con le caratteristiche e colorate case a graticcio, ripide stradine, ponti di pietra, scalinate, terrazze, negozietti di antiquariato e suggestivi caffè: la città vecchia è un tripudio di scoperte a partire dal Centro Internazionale del Vetro colorato dedicato alle vetrate di oggi e di ieri e alle tecniche di lavorazione per arrivare al Museo delle Belle Arti, all’interno dell’ex Palazzo Episcopale, custode di una cospicua collezione di dipinti, antichi strumenti musicali, sculture medievali in legno policromo e smalti del Cinquecento.

Ma siamo appena all’inizio.

Altri musei da non perdere sono, infatti, il Musée de l’École de Chartres et d’Eure-et-Loir per conoscere la trasformazione della scuola nel corso degli anni, e il Conservatoire de l’Agriculture – Le Compa, museo dedicato all’agricoltura con un’importante collezione di macchinari, strumenti e attrezzi.

E poi la passeggiata nel cuore di Chartres continua con l’incontro di un eccezionale complesso architettonico che include la Maison de la Truie qui file e la Maison du Saumon, splendidi edifici scolpiti nel legno e impreziositi da immagini riguardanti la pesca, del mercato coperto in ferro e vetro che ogni mercoledì e sabato mattina si anima con colori e sapori, e di Place des Épars, conosciuta per i sorprendenti giochi d’acqua, dove si affaccia il Grand Monarque, hotel il cui bar è fulcro della vita notturna della cittadina.

Dopo aver apprezzato la parte alta con le sue meraviglie, è tempo di scendere verso la zona bassa camminando lungo orti, viuzze di ciottoli, piccoli giardini e un susseguirsi di stupende case a graticcio ricche di decorazioni: oltre a rilassarsi lungo le sponde dell’Eure, da vedere sono il Quartiere di Bel Air, riqualificato con un ambizioso progetto di “rigenerazione urbana” da giovani designer e artisti di strada che hanno realizzato ben 400o metri quadri di trompe-l’oeil, e la Maison Picassiette, costruita da Raimond Isydore nel corso di 34 anni servendosi di pezzi di vetri rotti e ceramiche per un totale di 15 tonnellate di detriti.

Tutto il fascino della Cattedrale di Notre-Dame di Chartres

Indiscusso fiore all’occhiello di Chartres è la sua cattedrale in stile gotico, tra le più belle d’Europa, edificata nel XIII secolo sulle rovine di una cattedrale romanica distrutta da un incendio nel 1911, e dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1979.

Colpisce dapprima la superba facciata con il portone decorato e i due campanili, uno gotico (Clocher Neuf) e l’altro romanico (Clocher Vieux), e poi il maestoso interno con navata centrale, un labirinto intarsiato nel pavimento, percorso in ginocchio dai pellegrini di un tempo, e la reliquia del Voile de la Vierge, la camicia indossata da Maria durante l’Annunciazione.

Ma a lasciare davvero senza fiato sono le spettacolari vetrate istoriate realizzate nel XIII secolo che ammaliano con l’intensa e brillante tonalità del blu e 2600 metri quadri di estensione che raccontano i libri dei santi e la Bibbia con più di 5000 personaggi raffigurati.

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La strada dei limoni a Mentone, un itinerario tra colori e profumi

Mentone è la città dei limoni. Qui c’è una varietà unica che si trova solo nella cittadina del Sud della Francia. I limoni di Mentone hanno una denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) e hanno una forma allungata, hanno un profumo e un sapore aromatico e inoltre sono famosi perché non sono solo gialli, ma cambiano colore a seconda della stagione passando dal giallo chiaro a una tonalità molto più scura quando è pronto per essere raccolto.

A Mentone, tutto gira intorno ai suoi iconici frutti dorati. Il Carnevale qui è la Fête du citron, la festa del limone, dove i carri che sfilano per la città sono decorati con limoni e altri agrumi e i centralissimi giardini Biovès vengono allestiti con sculture di agrumi che vanno dal giallo all’arancio.

Nella città dei limoni, quindi, non poteva mancare un itinerario tematico: la Route du citron, la strada dei limoni, che tocca i luoghi più rappresentativi della città color pastello legati al suo prodotto più tipico, tra angoli che profumano di agrumi, artigiani e produttori locali.

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Fonte: 123rf

Fête du citron, il Carnevale di Mentone

La Route du citron

La strada dei limoni attraversa il centro storico di Mentone, una delle più pittoresche cittadine della Costa Azzurra molto amata dagli italiani, e tocca i luoghi più importanti legati alla storia e alla tradizione di questo agrume così iconico per la città. L’itinerario può essere esplorato a proprio piacimento, a piedi, specie nella prima parte, in bicicletta, in autobus o anche in auto per chi desidera proseguire nelle tappe appena fuori dal centro storico.

Il tour – più che altro gastronomica – parte dall’Ufficio del Turismo che si trova in avenue Boyer che costeggia i giardini Biovès. Le prime sei tappe si fanno a piedi o al massimo in bicicletta perché sono tutte vicine e si addentrano nella zona pedonale.

Le tappe del tour a piedi

La prima tappa è in un pastificio italiano, Pasta Piemonte, che ha inventato i ravioli al limone.

La seconda tappa è anch’essa all’insegna del gusto ed è presso uno dei più antichi produttori di confetture di mentone: Maison Herbin, che produce naturalmente marmellate al limone di Mentone, ma anche al mandarino, alle cipolle e persino al Nero d’Avola.

La terza tappa è anch’essa gastronomica ed è presso la Maison Gannac di proprietà di una famiglia locale di agrumicultori con una proprietà sulle alture della città, nel quartiere di Menton Garavan, che si può andare a visitare su prenotazione. Qui, oltre alle confetture, si trova frutta candita, chips al limone, olio di oliva, aceto, ma anche birre e alcoolici aromatizzati al limone.

La quarta tappa è lungo la rue pietonne, la strada pedonale parallela al lungomare di Mentone, Au pays du citron, dove i proprietari, nel loro negozio-laboratorio, trasformano il limone di Mentone in creazioni golose a partire da ricette ancestrali tenute segrete.

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Fonte: 123rf

La strada pedonale nel centro storico di Mentone

La quarta tappa è nel vicino Menton côté citron, dove trovare liquori, aperitivi, marmellate, olio d’oliva, aceto agli agrumi e limoni e molti altri prodotti.

La quinta tappa è presso un produttore di olio sin dalla fine dell’Ottocento, l’Huilerie Saint-Michel. Tra i suoi clienti c’è il ristorante Mirazur dello chef Mauro Colagreco tre stelle Michelin.

La sesta tappa è in uno dei luoghi più famosi di mentone, il Marché des Halles, il mercato coperto cittadino  che si trova tra il porto dei pescatori e la città barocca, ai piedi del campanile detto ‘Campanin’. Un luogo sempre animato e coloratissimo, centro di aggregazione sociale e della gastronomia di Mentone, da visitare per scoprire l’anima della città costiera. Aperto tutti i giorni fino all’ora di pranzo, si spazia tra una quarantina di produttori.

Le tappe sulle alture di Mentone

La Route du citron prosegue sulle alture intorno a Mentone. Per raggiungere le tappe successive – che sono assolutamente facoltative – bisogna o prendere un autobus o l’auto. Una tappa obbligata è dal produttore di ceramiche Les Faïences Mentonnaises dove si trovano piatti, brocche e quant’altro con decori tipici provenzali e gli immancabili limoni di Mentone.

Con una splendida vista mare, la tappa successiva è a La ferme des citrons, una tenuta di tre ettari sulla collina coltivata a limoni e altri agrumi e delimitata da ulivi secolari e da una foresta di avocado giganti. Si tratta di uno dei più grandi produttori dei limoni di Mentone IGP.

Andando in direzione del paese di Sospel, s’incontra una brasserie – o brassarìa, in nizzardo – specializzata in prodotti a base di limoni, La Mentounasc, una tappa imperdibile.

Infine, tornando verso il lungomare, tappa irrinunciabile al Giardino degli agrumi di Palazzo Carnolès, un altro quartiere di Mentone raggiungibile con una fermata di treno.

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Fonte: 123rf

Le alture di Mentone
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Le meravigliose location della serie Tv “La favorita del re”

La miniserie Tv Sky “La favorita del re” racconta la storia di Diane de Poitiers, che ebbe per vent’anni una scandalosa liaison con Enrico II di Valois, re di Francia.

Per ricreare l’ambiente cinquecentesco, il period drama è stato girato proprio in quei luoghi dove vissero i protagonisti della storia, interpretati nella serie rispettivamente da Isabelle Adjani e da Hugo Becker, con un cameo di Gerard Depardieu nella parte di Nostradamus.

Cosa racconta la storia

Diane de Poitiers, donna dalla straordinaria bellezza, determinata e seducente, conquistò il cuore del re di Francia Enrico II di vent’anni più giovane e ne divenne amante ma anche consigliera. Ma con il re promesso sposo a Caterina de’ Medici (interpretata dall’attrice italiana Gaia Girace, la Lila della serie “L’amica geniale”), Diane dovette combattere per mantenere la sua influenza sul sovrano.

Grazie alla sua intelligenza e scaltrezza riuscì a ritagliarsi un ruolo nelle dinamiche di corte. Ma a Corte si diceva che Diane avesse un segreto ben custodito, quello della giovinezza: la sua bellezza, infatti, rimaneva immutata malgrado il tempo passasse inesorabile.

I luoghi visti in Tv

“La favorita del re” è stata ambientata nei veri luoghi frequentati dalla Corte rinascimentale, quei castelli così magnifici che ancora oggi sono meta di itinerari turistici: i castelli della Loira.

Il Castello di Chambord

Il castello in cui vive il re, che sembra uscito da un libro di fiabe e che sembra creato con Photoshop, esiste davvero ed è il Castello di Chambord, il maggiore tra gli oltre trecento castelli della Loira. Fu il simbolo della potenza di re Francesco I, padre di Enrico II, che fece trasformare quella che era una tenuta di caccia in uno dei più bei castelli del Rinascimento, nonché uno dei più visitati tra i castelli della Loira.

La sua architettura è unica e meravigliosa, con quattro torri e la torre-lanterna. Alcune fonti raccontano che, nel XVI secolo, Francesco I tornò dall’Italia con Leonardo da Vinci e che fu proprio il Genio toscano a influenzarne lo stile. Tuttavia, non fu Leonardo a seguire i lavori, anche se è probabile che sia stata usata una parte dei suoi progetti.

Anche le scene esterne tra i boschi sono state girate nel vasto bosco di Chambord, uno dei più grandi parchi forestali chiusi d’Europa. Il bosco del castello è abitato da cinghiali, lepri, daini e cervi. Solo una parte, circa mille ettari, è accessibile al pubblico che, in alcune aree delimitate, può osservare gli animali nel loro habitat naturale.

Il castello fu completato nel 1547, ma negli anni successivi fu spesso oggetto di nuovi lavori di ampliamento o di adattamento per rispecchiare le esigenze dei nuovi proprietari. Oggi il Castello di Chambord è proprietà dello Stato francese ed è stato oggetto, nel 1947, di un ultimo restauro che lo ha riportato ai fasti di un tempo.

Il Catello di Septmonts

Alcune scene della miniserie sono state girate all’interno di un castello davvero poco conosciuto, il Castello di Septmonts, nell’omonimo villaggio che si trova nel dipartimento dell’Aisne. Risalente al XIV secolo, fu un’antica residenza episcopale estiva e oggi lo si può visitare gratuitamente. Il suo dongione alto 43 metri che viene mostrato anche in Tv è rimasto intatto.

Il Castello di Anet

Il castello che Diane fa costruire nel 1548 all’architetto del re, Philibert Delorme (che aveva contribuito anche alla realizzazione del celeberrimo Castello di Chenonceau), di cui si parla nella serie ma che non si vede mai, esiste davvero ed è il Castello di Anet, nel centro dalla Valle della Loira, che si può visitare. Oggi non è più quel maniero così sontuoso che fece realizzare madame de Poitiers. Lei lo fece ampliare e fece creare degli splendidi giardini alla francese e conobbe nel XVII secolo il suo massimo splendore.

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Fonte: 123rf

Il Castello di Anet in Francia voluto da Diane de Poitiers dove c’è la sua tomba

Nel corso del XVIII secolo cadde in disuso, diventando una delle residenze di un ramo della famiglia reale dei Borboni e fu danneggiato durante la Rivoluzione Francese. Passò quindi nelle mani di proprietari privati che lo possiedono e ci vivono tutt’oggi.

Attualmente, dell’antico castello, sono rimaste solo due ali, il muro d’ingresso alla Corte d’onore e la Cappella, dove si trova la tomba di Diane de Poitiers, morta proprio qui nel 1566, sovrastata da una monumentale scultura di marmo che la rappresenta in tutta la sua bellezza ed è la scultura che viene mostrata come prima e ultima cosa nella serie Tv. del vero castello di Diane, quindi, viene mostrata solo la scultura che sovrasta la tomba.

I giardini sono stati trasformati in un giardino all’inglese. Grazie al costante impegno di cinque generazioni di proprietari, oggi il Castello di Anet è uno dei più bei gioielli del Rinascimento francese. Gli interni sono ancora riccamente arredati, con boiserie, tavoli, divani e grandi lampadari. Lo si può visitare tutto l’anno, tranne nei mesi di dicembre e gennaio.

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Fonte: 123rf

La tomba di Diane de Poitiers nel Castello di Anet
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Apre al pubblico l’altra Versailles, una dimora ricca di storia

Alle porte di Parigi c’è un altro castello oltre alla famosa Reggia di Versailles che merita di essere scoperto. Un luogo storico e meraviglioso che ha una ricca storia da raccontare.

È l’ultimo nato dei Monumenti nazionali di Francia e ora è aperto al pubblico. Si tratta del luogo che per decenni ha celato segreti di Stato, che ha ospitato re, regine, imperatori, presidenti e primi ministri in visita nel Paese.

Un luogo che, proprio per mantenere la privacy dei suoi ospiti, è stato scelto perché immerso in un bosco, forse il più bello di Francia, un tempo luogo di caccia, e completamente isolato dal resto del mondo, pur essendo a solo un’ora da Parigi.

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Fonte: ©Benjamin Gavaudo – Centre des monuments nationaux

L’appartamento di Napoleone nel Castello di Rambouillet

Château de Rambouillet, alle porte di Parigi

Stiamo parlando dello Château de Rambouillet, un bellissimo castello del Trecento con tanto di torri ai quattro lati. Sembra uscito da un libro di fiabe. Talmente bello che già Carlo V, re di Francia, lo volle per sé. Poi passò a Luigi XVI e poi a Napoleone Bonaparte, che lo fece restaurare dopo i disastri della Rivoluzione francese. Da allora, è rimasto nelle mani dello Stato francese fino al 2018, divenendo sede di rappresentanza del Presidente della Repubblica francese, ma anche luogo di villeggiatura della più alta carica politica di Francia.

Fu proprio nel castello di Rambouillet che, nel 1975, l’allora presidente francese Valéry Giscard d’Estaing riunì i Capi di governo dei sei Paesi più industrializzati al mondo, tra cui il presidente degli Stati Uniti Gerald Ford, il primo Ministro inglese Harold Wilson, l’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt e il nostro ex presidente del Consiglio Aldo Moro dando vita a quello che sarebbe diventato il G8.

Da allora sono state ospiti nel castello tantissime personalità più in vista, dalla regina Elisabetta II a Nelson Mandela, tanto da essere soprannominato “l’altra Versailles“.

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Fonte: ©Benjamin Gavaudo – Centre des monuments nationaux

Il bellissimo Salon Médicis nel Castello di Rambouillet

Oggi si possono visitare quelle stanze che hanno ospitato re, imperatori e presidenti, una vetrina del savoir-faire francese in materia di arti decorative, il cui arredamento era stato commissionato ai più importanti arredatori d’interni del Paese e concepito come fosse un transatlantico di lusso.

Appena restaurato e aperto da poco alle visite, l’appartamento dell’imperatore, situato al primo piano del maniero con affaccio sulla corte d’onore, che comprende tre stanze, tra cui la splendida sala da bagno con gli arredi ottocenteschi e gli affreschi alle pareti e che fu prima del conte di Tolosa e poi della regina Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI.

Ma tra gli splendidi ambienti che si possono visitare c’è la sala dei marmi, anche detta Salon Médicis, luogo d’incontri e della mondanità che frequentava il castello.

Il parco del Castello di Rambouillet

Il castello è immerso in un immenso parco di 150 ettari, con giardino alla francese e un fiume che scorre in mezzo, dove si può passeggiare, ma anche girare in bicicletta, in barca o con le vetture elettriche. Nel parco, all’interno del giardino all’inglese, ci sono due piccoli edifici che meritano una visita: la Laiterie de la Reine e la Chaumière aux coquillages, due piccoli tesori architettonici risalenti al XVIII secolo. La “latteria” fu costruita per la regina Maria Antonietta ed è un tempio del neoclassicismo e incarna la raffinatezza dell’età dei Lumi. Il cottage delle conchiglie, invece, è uno dei luoghi più finemente arredati che esistano in Europa.

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Come visitare Château de Rambouillet

Il castello è aperto tutti i giorni tranne il martedì. Dal 1° ottobre al 31 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 17. dal 1° aprile al 30 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 18. Il parco è gratuito, mentre per visitare il catello, la latteria e il cottage il biglietto costa 11 euro. Gratis per i ragazzi di età inferiore ai 18 anni e la prima domenica dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre.

Nella visita è compresa la mostra “Rambouillet 1950, dans l’intimité du Président” che si tiene fino al 21 aprile 2024, un’immersione nella più gloriosa epoca presidenziale che il castello abbia conosciuto, quella del dopo guerra. Concepita con nuovi arredi – che saranno completati negli anni a venire -, l’esposizione vuole mostrare il ritorno dei mobili creati espressamente per il Castello di Rambouillet sotto il mandato di Vincent Auriol (1947-1954) dai più grandi decoratori dell’epoca, emergenti o già affermati.

Il castello è raggiungibile in 35 minuti di treno da Parigi partendo dalla Gare de Montparnasse con fermata Rambouillet.

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Fonte: 123rf

Il parco del Castello di Rambouillet
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Ecco perché dovresti tornare a Parigi adesso

Parigi è una di quelle città che andrebbero visitate più di una volta nel corso della vita. Le ragioni sono tante, ma non quante le tantissime meraviglie che regala questo luogo. Le sue anime, la sua atmosfera caratteristica, il fascino di alcune mete imperdibili e quello di nuove location, Parigi è tutto questo ma anche molto di più.

È una metropoli in continuo mutamento, vivace e viva, che sotto il profilo culturale e artistico offre tantissimi posti da inserire nelle varie tappe se si programma un viaggio in città.

Vale sempre la pena visitare Parigi, ma ancora di più adesso, quando ci sono tante novità nell’aria. Che sia la prima volta o la decima non importa: ecco perché dovresti tornare a Parigi proprio ora.

Tutte le nuove attrazioni da visitare a Parigi

Lo sappiamo bene Parigi è una città magica, non solo per quell’atmosfera e per quell’eleganza che si respira a ogni passo, ma anche perché è una città viva, ricca di scenari da sogno e di luoghi che meritano di essere visitati.

Ci sono i grandi e intramontabili classici, che non stancano mai, ma ci sono anche tantissime novità culturali che si possono inserire nelle proprie tappe di un viaggio alla scoperta di Parigi e della sua anima più vera.

Per chi ama la musica, ad esempio, è possibile visitare Maison Gainsbourg: si tratta della casa di Serge Gainsbourg, cantautore amatissimo, morto nel 1991. Si trova in rue de Verneuil e visitarla permette di scoprire di più su di lui e la sua vita. Se si attraversa la strada vi è anche un museo che permette di immergersi nella sua opera, i biglietti si trovano online. Al momento il sito ufficiale informa che il tour casa e museo è terminato, ma tornerà in vendita nel 2024.

Aperto in inverno dal mercoledì alla domenica dalle 12, invece, è il Quai de la Photo, un luogo che è dedicato alla fotografia contemporanea: si trova all’indirizzo 9 port de la Gare, lungo la Senna. Oltre a immergersi nella fotografia, le mostre sono ad accesso libero e gratuito, si può bere un drink, mangiare oppure partecipare a giri in barca.

Tra le tappe da non perdere quando si visita Parigi vi sono il Pantheon e i Giardini del Lussemburgo e quindi perché non visitare il Maison Poincaré? Si tratta di uno spazio di recente inaugurazione, che si trova proprio nei pressi di queste attrazioni cittadine, è dedicato alla matematica ma non solo, perché vengono esplorate anche le sue interazioni con altre discipline come la fisica, la biologia e la sociologia, solo per citarne qualcuna. I biglietti si acquistano online.

Fuori Parigi, una tappa imperdibile alle porte della città

Se Parigi è una città tutta da scoprire, anche le sue aree limitrofe sono ricche di gioielli. Basti pensare alla Reggia di Versailles, che si trova a circa 17 chilometri dal centro città e si può raggiungere con diversi mezzi.

Un’altra location particolarmente suggestiva è la Cité Internationale de la Langue Française che si trova all’interno del castello Villers-Cotterêts,. Si trova a circa un’ottantina di chilometri da Parigi. Qui si può approfondire la conoscenza della lingua francese grazie a uno spazio multidisciplinare. Chiusa il lunedì, si può visitare dalle 10 alle 18,30. Da Parigi si arriva qui in circa 45 minuti, partendo da Gare du Nord.

Parigi 2024, l’estate delle Olimpiadi

Se si ama lo sport, poi, non si può non visitare Parigi nell’estate 2024 quando andranno in scena i Giochi Olimpici. Le manifestazioni sportive si terranno del 26 luglio all’11 agosto, si tratta dei XXXIII Giochi Olimpici Estivi. La città sarà ricca di eventi per l’occasione, ma attenzione ai prezzi che – secondo un articolo pubblicato su La Stampa – sono aumentati un po’ ovunque: sia per i trasporti, sia negli hotel. Nella capitale francese sarebbero attesi oltre 10 milioni di visitatori.

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L’arte di Dalì illumina la natura: a Parigi è magia

Immaginate di trovarvi nella meravigliosa Parigi, con l’aria frizzantina della notte intenta ad accarezzare la vostra pelle. È già un’immagine incantevole, non trovate? Bene, però si può sempre fare di meglio, come per esempio sognare di fare una passeggiata luminosa tra le opere di Dalì. Un’associazione troppo fantasiosa? Niente affatto, perché è proprio quello che potreste vivere (davvero!) al Parc de la Villette, uno dei più grandi parchi della capitale francese.

La passeggiata luminosa L’Art dans la Nature

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Di L’Art dans la Nature,  non una “semplice” mostra ma un vero e proprio percorso luminoso, un cammino di luci e suggestioni pensato dall’associazione culturale e d’intrattenimento LETSGO per omaggiare Salvador Dalì, esaltare la bellezza di Parc de la Villette e risvegliare e stuzzicare i senti dei visitatori, portandoli a riflettere su ciò che apparentemente sembra illogico e strano e a tenere in alta considerazione il valore della vita, della natura e di ogni momento.

Art Dans Nature, mostra luminosa di Dalì a Parigi

Il cammino è ricchissimo: l’intero parco è stato diviso in 21 aree che si distinguono per un’opera principale ma che sono anche arricchite di piccole chicche e animazioni luminose. In tutto, ci sono più di 3.000 fra fontane illuminate, sculture iconiche, installazioni interattive e creazioni plastiche, che insieme formano il primo labirinto di luce mondiale in assoluto a dare spazio alle opere di Dalì, permettendo anche di guardarle da una diversa prospettiva.

Salvador Dalì, le danze incantate e la natura

Quasi tutte le luci di L’Art dans la Nature si muovono, si incontrano, volteggiano. E non è un caso, né si tratta “solo” di un escamotage scenografico. Anche i movimenti delle luci, a volte lenti e a volte veloci, a volte frenetici e a volte rallentati e morbidi, richiamano un punto cardine dell’arte di Dalì: la danza del tempo. Dalì era infatti ossessionato dal concetto di tempo e per mezzo delle sue opere (tra cui l’iconica La persistenza della memoria) ne sottolineava fugacità e importanza.

Parigi, mostra Arte nella natura

Allo stesso modo, Dalì era affascinato dalla natura: aveva con essa un legame profondo, molto più di quanto si possa pensare quando si immagina l’artista, così innovativo e “metropolitano”. Il legame traspare dalla presenza frequente, nelle sue opere, di elementi come uova, insetti, animali più o meno distorti.

Immagini oniriche e surrealismo

Alcuni di questi animali compaiono all’interno di L’Art dans la Nature: troviamo le formiche, che sembrano essere “fuggite” da alcuni capolavori, ma anche l’unicorno, gli elefanti e le lumache, tutti posizionati in scorci del parco che contribuiscono, durante la notte, a dare loro un aspetto ancora più magico, ancora più onirico.

Art Dans Nature, mostra luminosa di Dalì a Parigi

Tutto il percorso è stato studiato per restituire il desiderio di Dalì di sconvolgere le convenzioni ed esplorare gli angoli più nascosti della mente umana, quelli più creativi, quelli popolati da esseri e creature che non corrispondono al reale. Visitare L’Art dans la Nature è, dunque, un regalo da fare a noi stessi per sorprenderci a sognare l’insolito (o addirittura l’inammissibile). La passeggiata resterà aperta fino al 21 gennaio, ed è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

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Riparte il treno che collega Milano e Parigi

Dopo essere stato interrotto a causa di una frana, finalmente è ripartito il treno veloce che collega Milano a Parigi (e viceversa). È stato necessario attendere circa 4 mesi, ma ora sarà di nuovo possibile tornare a circolare su questa interessante rotta che dalla Capitale italiana della moda conduce, a tutta velocità, alla volta di quella che è ritenuta una delle delle Capitali più romantiche del mondo.

Il TGV INOUI tra l’Italia e la Francia

Era il pomeriggio del 27 agosto 2023, e più o meno 700 metri cubi di roccia sono franati a Saint-Andrè en Savoi, appena al di là del confine con l’Italia e del tunnel del Frejusm, nella valle della Maurienne.

Per fortuna nessuna persona è rimasta ferita nemmeno durante i due crolli successivi, che hanno portato al distaccarsi di due rocce da un costone della montagna, facendo rotolare massi, terra e altri detriti a valle.

La buona notizia è che dopo quattro mesi da questo evento, SNCF Voyageurs ha riaperto il collegamento ferroviario di TGV INOUI tra lItalia e la Francia.

Il servizio TGV INOUI tra Milano e Parigi è ripreso il 10 gennaio e, anche nei prossimi giorni, sarà effettuato in treno e in bus nella parte ancora interrotta alla circolazione ferroviaria, tra Oulx e Saint-Jean de Maurienne.

Orari e info utili

Tutto sta per tornare alla quasi completa normalità, e per questo il primo treno da Milano a Parigi è partito (e partirà nei prossimi giorni) dalla stazione di Milano Porta Garibaldi alle ore 14:10. I passeggeri diretti in Francia viaggeranno in TGV INOUI da Milano e da Torino a Oulx, poi in bus da Oulx a Saint-Jean de Maurienne, dove un TGV INOUI li attenderà per completare il viaggio da Saint-Jean de Maurienne verso Chambéry e Parigi.

SNCF Voyageurs ha già messo in vendita i biglietti dal 10 gennaio al 24 marzo. L’azienda ha però deciso di prorogare la disponibilità dei biglietti, ciò vuol dire che prossimamente saranno presto resi disponibili per l’acquisto anche quelli per le date successive al 24 marzo.

Il prezzo del biglietto per il TGV INOUI parte da 39 euro e può essere acquistato sui canali di vendita abituali, sul sito e applicazione SNCF CONNECT e presso le agenzie di viaggio autorizzate. Ma non è finita qui, perché i clienti in possesso della Carta Avantage possono continuare ad utilizzarla usufruendo degli stessi vantaggi su tutto il tragitto, in particolare la riduzione del prezzo dei biglietti.

A bordo dei treni sarà come fare il viaggio dei sogni grazie al personale di bordo franco-italiano che assicurerà a tutti i passeggeri il massimo del comfort. Sarà disponibile per tutti il Wi-Fi, in più su una parte del percorso sarà addirittura possibile usufruire di un’offerta di ristorazione.

La riapertura del collegamento tra i due Paesi è stata accolta con entusiasmo sui social, soprattutto da coloro che privilegiano una tipologia di viaggio che sia economica e sostenibile.

A tal proposito il Dott. Ancora, Amministratore Delegato di Sncf Voyages Italia, ha dichiarato: “Oggi è un giorno di estrema importanza. Dopo 4 mesi di stop, TGV INOUI è lieta di annunciare il lancio del primo servizio sostitutivo di collegamento tra Italia e Francia. Si tratta di un’alternativa pratica e sostenibile al trasporto aereo, per la ripresa dei collegamenti tra due nazioni che sono sempre state interconnesse e il cui collegamento è per noi di fondamentale importanza. L’impegno verso i nostri clienti è il volano di ogni nostra azione e strategia, e la riapertura ne rappresenta una chiara dimostrazione”.

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Al mare con Babbo Natale: la bizzarra usanza francese che ci piace

Man mano che la neve cade silenziosamente e le luci natalizie illuminano le strade, ogni angolo del mondo si prepara ad accogliere il Natale con gioia e meraviglia, celebrando una miriade di tradizioni uniche e affascinanti.

Tra le tante, ce n’è una che suscita particolare attesa e curiosità: il bagno di Natale a Nizza, in Francia. Un centinaio di audaci si danno appuntamento sulla spiaggia, pronti a immergersi nelle acque fresche del Mediterraneo per questa usanza bizzarra. Accompagnati da Père Noël (l’equivalente francese di Babbo Natale), questi coraggiosi nuotatori sfidano il freddo in nome della tradizione e del divertimento.

Un’indimenticabile nuotata natalizia con Babbo Natale a Nizza

bagno di natale nizza

Fonte: IPA

Bagno di Natale a Nizza

La tradizione che scalda il cuore è tornata, un appuntamento tanto atteso quanto amato. Come ogni anno, pochi giorni prima delle vacanze di fine anno, si è rinnovato l’emozionante rituale del bagno popolare di Natale sulla Promenade des Anglais a Nizza, nelle Alpi Marittime.

Un evento imperdibile, che ha coinvolto e affascinato tutti i presenti. Un’occasione unica per immergersi nello spirito del Natale e creare ricordi unici e originali. L’evento, organizzato dalla Fédération Sportive et Gymnastique du Travail 06 (FSGT) in collaborazione con la città di Nizza, ha radunato una folla impavida, pronta a immergersi nelle acque fresche del Mediterraneo per festeggiare l’arrivo del Natale.

L’incontro, avvenuto sulla spiaggia di Ruhl, è diventato una leggenda, un momento di festa e di unione che risveglia lo spirito natalizio in modo unico e indimenticabile. Più di una tradizione: è un tributo alla vita, all’amore e alla gioia di stare insieme.

La tradizione invernale che celebra lo spirito natalizio

Il bagno di Natale a Nizza è un evento che va ben oltre un semplice tuffo nel mare. Si tratta di un’intera giornata di festeggiamenti, un vero e proprio carnevale invernale che cattura l’essenza dello spirito natalizio in un modo del tutto unico.

La giornata si apre con la sfilata dei pointus, piccole imbarcazioni colorate tipicamente provenzali. Queste barchette, dipinte con vivaci sfumature, danzano sull’acqua in un balletto pittoresco, creando un quadro vivace che sembra uscito da un dipinto. Il rumore delle onde che si infrangono contro le barche si mescola alle risate e agli applausi della folla, dando il via alla festa in un tripudio di colori e suoni.

Segue la parata dei kayak del Sea Club. I membri del club, con le loro imbarcazioni eleganti e agili, solcano le onde con grazia e destrezza. Mentre remano lungo la costa, offrono uno spettacolo affascinante che aggiunge un tocco di avventura alla festa. La vista dei kayak che si muovono sinuosamente tra le onde è un’immagine indimenticabile, un simbolo della forza e del coraggio che caratterizzano questa celebrazione.

Imperdibile lo spettacolo delle cheerleader cattura l’attenzione dei partecipanti e degli spettatori. Le ragazze, con i loro costumi colorati e le pompon scintillanti, eseguono routine acrobatiche che mescolano danza e gymnastics. Sotto il cielo azzurro di Nizza, illuminano la scena con la loro energia contagiosa e le loro performance mozzafiato.

E infine, un momento emozionante, pieno di tensione e adrenalina, è la gara di nuoto di 250 metri. I nuotatori, vestiti con costumi da bagno colorati, si tuffano nel mare e iniziano a nuotare con determinazione.

L’evento è aperto a tutti, e la registrazione può essere effettuata sul posto. Non importa se sei un nuotatore esperto o un principiante, il bagno di Natale è un’esperienza unica che ti permette di celebrare il Natale in un modo del tutto speciale.

Promenade des Anglais

Fonte: iStock

Promenade des Anglais, Nizza
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Chamonix-Mont-Blanc, una Francia da sogno

Sembra un vero e proprio paradiso per gli sciatori, ma in realtà è una splendida località di villeggiatura perfetta per tutte le esigenze: Chamonix-Mont-Blanc è un piccolo borgo francese situato in montagna, a due passi dall’Italia. Considerata una delle più suggestive destinazioni turistiche invernali dell’arco alpino, ha molte sorprese in serbo per i suoi visitatori. Andiamo alla scoperta delle sue bellezze.

Chamonix-Mont-Blanc, tra piste da sci e natura

Splendido villaggio d’alta montagna, Chamonix-Mont-Blanc si trova a circa 1.000 metri di altitudine, ai piedi del maestoso Monte Bianco. Siamo nel dipartimento francese dell’Alta Savoia, dove si snoda la Valle dell’Arve, attraversata dall’omonimo fiume: qui la natura è ancora incontaminata, e offre un panorama di rara bellezza. Il borgo si trova davvero vicinissimo al confine con l’Italia, ed è collegato a Courmayeur dal Traforo del Monte Bianco. Non è dunque un caso che moltissimi turisti italiani lo scelgano come meta delle proprie vacanze, sia in estate che in inverno.

Se durante la bella stagione ci sono moltissime attività all’aria aperta tra cui scegliere, quando le montagne iniziano ad imbiancarsi con le prime nevicate sono le piste da sci ad assumere il ruolo da protagoniste. Il villaggio è servito da ben quattro impianti, ciascuna in grado di soddisfare tutte le esigenze. Il comprensorio di Brevant/Flegere ha ben 32 piste, perfette soprattutto per sciatori che hanno già un po’ di esperienza e per professionisti. Quello di The Grands Montets, invece, è il più alto e ha 28 km di discese. C’è poi la stazione sciistica di Les Houches, con ben 55 km di piste, e infine c’è l’impianto di Le Domaine de Balme, con discese più dolci che si addicono anche a chi è alle prime armi.

Cosa vedere a Chamonix-Mont-Blanc

Chamonix-Mont-Blanc è dunque una delle principali località sciistiche dell’arco alpino, alla pari di altre destinazioni molto rinomate come Zermatt (in Svizzera) o la nostra Sestriere. Tuttavia, non sono solo le piste da sci ad attrarre i turisti in questo piccolo angolo di paradiso. Ad esempio, ci sono diversi stabilimenti termali dove rilassarsi un po’ dopo una lunga discesa, oppure dove concedersi una vacanza all’insegna del wellness. Immergersi nelle calde acque sulfuree è una sensazione speciale, ancor di più se, nel contempo, si può ammirare il paesaggio incredibile del Monte Bianco.

E a proposito di Monte Bianco: qui si può vivere un’esperienza davvero unica. Da Chamonix, infatti, è possibile salire a bordo della teleferica Aiguille du Midi, che conduce sull’omonima vetta. Una volta giunti sulla cima, c’è la telecabina Panoramic Mont Blanc che arriva a Punta Helbronner, l’alta montagna francese che sorge proprio al confine con l’Italia. E da qui, non resta che prendere la funivia Skyway Monte Bianco, che scende sino a Courmayeur offrendo un panorama pazzesco che non ha eguali nel resto del mondo.

Naturalmente, poi, si può visitare il pittoresco centro storico di Chamonix-Mont-Blanc: è un luogo ricco di fascino, diviso tra vetrine illuminate e locali dove assaporare tante specialità del posto, ma anche antichi edifici e piccole chiesette. Come, ad esempio, la candida Chiesa di San Michele, che svetta con il suo campanile contro il profilo delle montagne. Per i più curiosi, inoltre, c’è il Museo Alpino di Chamonix che offre uno spaccato sulla storia di questa regione, con tanti cimeli da scoprire. E se siete amanti della vita notturna, sappiate che il villaggio viene chiamato anche la “piccola Ibiza delle Alpi”: non mancano discoteche, club e persino un casinò dove divertirsi fino a notte fonda.