Categorie
Europa Grecia Idee di Viaggio Viaggi

Cargese, il villaggio francese che si affaccia su acque cristalline

Oggi vi stiamo per parlare di un villaggio dalla storia davvero particolare: sorge in una magnifica isola francese, ma è stato fondato per ospitare una comunità di 730 famiglie greche provenienti del Sud del Peloponneso, e allo stesso tempo è di origine genovese. Un borgo dall’atmosfera assai suggestiva e affacciato su una baia dal mare turchese: benvenuti nell’incantevole Cargese. Scopriamo insieme cosa fare e vedere in questo luogo unico nel suo genere.

Cargese: dove si trova

A Cargese vivono circa 1000 abitanti, molti dei quali hanno origine greche. Si trova in Corsica del Sud, sul litorale occidentale a Nord di Ajaccio.

Un territorio magico, quello in cui si sviluppa, perché è caratterizzato da montagne di media altitudine, alcune delle quali sono ricoperte di misteriosi boschi, e una parte di litorale frastagliato che regala degli scorci di una bellezza che lascia davvero senza parole.

Al giorno d’oggi Cargese è composto da diverse frazioni e vecchi villaggi, come Frimicaghiola, U Cabanicciu, Marchese, Menasina, Lozzi e Chiuni.

Cosa vedere a Cargese

Cargese non è essenzialmente un concentrato di storia, arte e architettura inarrivabili. Anzi, le cose da vedere non sono tantissime, ma ciò non toglie che vi consigliamo davvero visitarlo, perché le attrazioni presenti e la natura raggiante da sole valgono il viaggio, sia per bellezza che per posizione.

Innanzitutto, passeggiando per le vie del villaggio pare quasi di stare in Grecia, pur trovandosi su una favolosa isola francese: l’essenza ellenica è particolarmente percepibile nello stile delle abitazioni, dalle caratteristiche mura bianche e dalle persiane blu.

Non manca di certo l’inconfondibile atmosfera mediterranea, che è ben visibile anche nelle sue due interessanti chiese affacciate sul mare, e una di fronte all’altra.

La Chiesa greca di Saint Spyridon è un vero e proprio simbolo vivente della tradizione di questa località, mentre la Chiesa latina dell’Assunta, che si contrappone all’altra dallo stile ortodosso, è l’esempio definitivo di come due comunità diverse possano coesistere in armonia.

Chiesa latina dell’Assunta di Cargese

Fonte: iStock

La Chiesa latina dell’Assunta che sorge a Cargese

Al loro interno sono conservate numerose testimonianze della storia locale, che incarnano la diversità culturale e religiosa di questo magico luogo.

Altri edifici religiosi che impreziosiscono il villaggio sono il Convento della Natività della Madonna, risalente al 1876, e la Chiesa Saint Jean-Baptiste del 1846.

Ma il vero e proprio patrimonio di questo curioso borgo affacciato sul mare è rappresentato dalle sue tre torri genovesi, Punta d’Orchinu, Punta d’Omigna e Punta di Carghjese, che si innalzano sul mare dalla cima di tre bellissime punte rocciose, e dai resti della Cappella di Santa Barbara e Sant’Elia nella località di Paomia , dov’è conservato un antico Menhir.

Le spiagge di Cargese

Nella zona di Cargese ci sono alcune delle spiagge più suggestive della Corsica, che sono forse l’attrazione turistica per eccellenza del territorio.

Ne è un esempio la Spiaggia di Chiuni che si fa spazio tra le due punte di Orchinu e d’Omigna, in un golfo ben riparato e poco profondo (una rarità in questa regione). Si tratta di una distesa di sabbia lunga circa 800 metri ed è di una bellezza davvero appagante: è di sabbia fine e sorvegliata da una bella torre genovese del XV secolo e delimitata dalla macchia mediteranea.

C’è poi la Spiaggia di Peru che è invece racchiusa fra la Punta di Cargèse e la Punta d’Omigna, entrambe sormontate da una torre genovese. Larga circa 900 metri, è una delle più suggestive della zona e perfetta per chi ama i fondali molto profondi.

Un pezzo di paradiso caduto in terra sembra la Spiaggia sabbiosa di Stagnoli, dove la sabbia fine si alterna a suggestivi scogli. Molto frequentata dalle famiglie con bambini per via delle acque poco profonde, offre un fascino naturale senza eguali grazie alla presenza di piante, fiori e grandi onde che la rendono anche un luogo popolare per il surf.

La Spiaggia di Menasina è una piccola caletta e un prezioso segreto di sabbia fine di Cargese. Lunga circa 200 metri, regala un bel panorama, che si può ammirare dopo aver camminato per circa 10 minuti per raggiungerla. Dall’acqua incredibilmente cristallina e pura, è l’ideale per chi cerca un ambiente selvaggio quasi privo di persone.

Molto bella è anche la Spiaggia di Capizzolu, una delle meglio preservate della regione perché poco conosciuta. È dotata di sabbia fine e bianca e si estende su 300 metri in mezzo alla macchia mediterranea: grazie alla sua natura selvaggia, pare di essere tornarti indietro nel tempo, in un luogo in cui la mano dell’uomo non è ancora arrivata.

La Spiaggia di Peru, Cargese

Fonte: iStock

Il sentiero e la Spiaggia di Peru

Come arrivare a Cargese

Cargese è un villaggio atipico, un esempio più unico che raro di come le differenze culturali possano diventare una ricchezza. In passato, infatti, la colonia greca non fu mai ben accolta, tanto che la popolazione corsa gli fu ostile per anni, attaccando più volte questo prezioso insediamento.

Oggi, invece, Cargese incanta per la sua atmosfera particolare, fatta di vicoli silenziosi, di case affacciare su di un mare cristallino e di due popoli differenti che, in alcuni casi, si sposano persino tra loro: la comunità greca e quella corsa sono attualmente completamente assimilate.

Per raggiungere questo posto decisamente unico nel suo genere bisogna intraprendere la strada che collega la zona industriale di Ajaccio (Mezzavia) a Calvi, perché la cittadina non dispone né di un aeroporto né di un porto commerciale. In alternativa, si può guidare sulla strada di Vico. L’aeroporto e il porto più vicino sono quelli di Ajaccio, a circa 30 e 45 minuti di distanza.

Non resta che progettare il proprio viaggio in Corsica e inserire nell’ itinerario il bellissimo villaggio di Cargese.

Categorie
Europa Grecia Idee di Viaggio Viaggi

Leucade, la Grecia da scoprire questa estate

Tra le mete più amate dagli italiani (e non solo) per le vacanze estive c’è la Grecia, e non è affatto difficile immaginare perché: il Paese ellenico è l’undicesimo Stato al mondo per estensione costiera, con 13676 km di coste. Quasi ogni lembo di questa terra è bagnato da acque limpide che invitano a fare un bagno, come quelle che accarezzano le rive di Leucade, da molti considerata come i “Caraibi dello Ionio”.

Leucade, informazioni utili

Leucade è il nome italiano di Lefkàda, una delle meravigliose Isole Ionie che sorgono a ovest della Grecia continentale. Anzi, Leucade è l’unica di queste ad essere raggiungibile anche senza nave o traghetto, perché è collegata alla terraferma tramite una lunga strada rialzata e un ponte mobile di circa 50 metri.

Come tutte le isole che si trovano in questo tratto di costa, purtroppo non gode di una storia fortunata: negli anni ’50 qui ci sono stati disastrosi terremoti che si sono riversati duramente su di essa. I danni sono stati enormi, al punto che solo pochi monumenti e chiese sono arrivati fino ai giorni nostri.

Ce ne sono, quindi, ma Leucade è uno di qui posti in cui, incredibilmente, la storia e le antichità greche passano in secondo piano. In compenso, c’è ampio spazio per una natura raggiante.

Lefkàda, Grecia

Fonte: iStock

Veduta aerea di Lefkàda

Cosa aspettarsi

Leucade ha una doppia anima: c’è il lato turistico e poi quello che è ancora immacolato, identico a come Madre Natura lo ha fatto. Ciò vuol dire che qui ci si può tranquillamente rilassare e godere di emozionanti meraviglie naturali, ma anche vivere la vita mondana e divertirsi con la famiglia o gli amici.

Un’isola estremamente selvaggia, dalla rigogliosa vegetazione piena di pini, ulivi e vigneti. Poi ci sono le sue affascinanti insenature, baie semi-nascoste con spiagge di sabbia finissima o ciottoli e porticcioli coloriti. Ma non è finita qui, perché Leucade vanta anche una conformazione montuosa che si rivela l’ideale per passeggiate ed escursioni.

Cosa vedere

Come detto in precedenza, Lefkàda conserva ancora alcune delle sue meraviglie storiche, ma la realtà dei fatti è che qui ci si viene, soprattutto, per ammirare la bellezza della natura.

Tra le cose da non perdere c’è sicuramente Leucade città, il luogo da dove parte il ponte che collega l’isola alla terraferma. Una località piena di caffè, bar, ristoranti e locali notturni, ma anche altamente pittoresca per via della presenza di case policrome con i tetti di tegole, belle piazze, strette stradine e molto altro ancora.

Leucade città, Grecia

Fonte: iStock

Leucade città vista dall’alto

Molto interessanti sono anche le rovine del Castello di Agia Mavra, che dal XIII al XVII secolo ha protetto l’isola dalle incursioni che arrivavano dal mare. Nonostante sia ormai un rudere, i visitatori sono sempre entusiasti per via delle sue mura perimetrali esterne, che tutt’ora sono in ottimo stato di conservazione.

Una delle tappe imperdibili di questa magica isola è il Monastero di Faneromenis, il centro religioso più importante di Leucade e anche il posto da cui ammirare una vista meravigliosa sulla città e la vicina laguna. Al suo interno è possibile visitare un Museo Ecclesiastico che contiene icone sacre e antichi testi manoscritti.

Agios Nikitas, invece, è un pittoresco villaggio con un’unica strada pedonale piena di negozi, bar e ristoranti e anche il punto di partenza ideale per scoprire alcune delle spiagge più belle dell’isola.

C’è poi il villaggio di Kalamitsi, dove le tradizioni rurali ancora sono parte della quotidianità e in cui, contemporaneamente, l’occhio è puntato verso la modernità turistica. Nonostante ciò, a dominare sono ancora i mulini a vento, le chiese e gli animali, come  galline, capre e asini.

Un’altra località molto particolare è Karia, un borgo dell’entroterra assai noto per la sua tradizione del ricamo e per il suo centro storico ricco di bar, taverne e caffetterie.

Sivóta è senza alcun dubbio una delle cittadine più belle di Leucade. Prende vita su un’insenatura stretta che dà la sensazione di essere di fronte a un laghetto, anziché dinnanzi a uno splendido mare.

La natura di Leucade

Sì, a Leucade la natura è qualcosa di straordinario e a cominciare dalle sue coste: in quella orientale le acque sono più calme e si possono ammirare fantastici panorami, mentre quella occidentale è più selvaggia e perfetta per avvistare indimenticabili tramonti.

Assolutamente speciali sono le cascate di Dimosari che sono raggiungibili percorrendo un facile sentiero impreziosito di vecchi platani che regalano ombra naturale, ponticelli e scalini. La prima cosa che si incontra è una minuta cascata che si tuffa in un piccolo laghetto, per poi arrivare alla cascata principale alta circa dodici metri. Ma non è finita qui, perché ai piedi di quest’ultima c’è un’altra piccola piscina naturale dove poter anche fare il bagno.

Cascate di Dimosari, Lefkada

Fonte: iStock

Il laghetto ai piedi delle cascate di Dimosari

Davvero emozionante è Capo Lefkada che si trova all’estremità sudoccidentale dell’isola: da queste parti la natura incontra leggende e mitologia. Molto suggestivo è il faro che svetta nei cieli sulla parte più alta del promontorio, che regala anche dei tramonti che sono un vero turbinio di emozioni. Una piccola curiosità: secondo una leggenda è proprio da qui che si suicidò la poetessa Saffo a causa dell’amore non corrisposto per il giovane Faone.

Le spiagge da non perdere

Siete pronti a realizzare qualsiasi vostro desiderio in fatto di spiagge e mare? Dovete esserlo perché a Leucade è davvero possibile. Sono tantissime le spiagge da visitare e a partire da Pefkoulia che è una distesa sabbiosa lambita da acque turchesi molto pulite.

Molto bella è anche la spiaggia di Agios Nikitas che, pur essendo piccina, è la preferita dalle famiglie. Poi ancora la spiaggia di Milos, tra le meno conosciute – seppur eccezionale – di Lefkada. Vi basti sapere che la sua sabbia è bianca come il latte, mentre le sue acque sono profonde e intensamente turchesi.

Una delle spiagge più frequentate dell’isola è Kathisma, il posto ottimale per chi ha voglia di avere a portata di mano tutti i servizi del caso. Dalla sabbia bianca e ciottolosa, offre un mare cristallino dalle mille sfumature di blu o di verde.

C’è poi Ekgremni, una spiaggia di ben due chilometri di lunghezza e incastonata tra imponenti scogliere. Da molti considerata una delle migliori del Mediterraneo, offre colori simili a quelli dei Caraibi.

Voliamo ora alla spiaggia del villaggio di Vassiliki che è particolarmente frequentata da chi adora il windsurf e tutti gli sport da fare al mare.

Altrettanto suggestive sono la piccola spiaggia di ciottoli di Ammousa, quella di Mikros Gialos dove il mare è quasi sempre calmo, e la spiaggia di Desimi che offre tante insenature e grotte lungo la costa.

Infine, merita una menzione speciale Porto Katskiki, da molti ritenuta addirittura la spiaggia più bella d’Europa. Con sabbia bianca finissima, è riparata da una falesia a picco sul mare e baciata dal sole per quasi l’intero giorno. Non sono di certo da meno le sue acque che sono costantemente cristalline.

Insomma, Leucade è un vero scrigno di incedibili meraviglie.

Porto Katskiki,, Leucade

Fonte: iStock

Tutta la bellezza di Porto Katskiki
Categorie
Europa Grecia Idee di Viaggio Viaggi

Parga, una Grecia ancora tutta da scoprire

Tra le mete più amate per le vacanze degli italiani c’è la bellissima, e nemmeno troppo lontana, Grecia. Ma del resto è comprensibile, è una terra ancora autentica e pregna di tantissime meraviglie naturali e storiche. Se alcune zone di questo Paese sono molto frequentate dai nostri connazionali, ci sono altre che invece sono poco prese di mira dagli italiani. Una di queste è Parga, un città che è una bomboniera e in cui il turismo è principalmente composto da viaggiatori provenienti dal Nord Europa.

Parga, informazioni utili

La bellissima cittadina di Parga sorge lungo la costa frastagliata dell’Epiro, una regione orientale della Grecia continentale. Facilmente raggiungibile dall’Italia sia via aereo che mare, offre anche un’ampia scelta di hotel che sono adatti a tutte le tasche.

Un posto in cui staccare completamente la spina e da vivere con lentezza, ma anche in cui dedicarsi a diversi sport acquatici e a visite storico-culturali che rimangono impresse nel cuore.

Cosa aspettarsi

Quando si arriva a Parga sembra di venire immersi in un caleidoscopio di colori: dalla forma di un anfiteatro, presenta una cascata di casette color pastello che vanno a fondersi con il blu tipico del mare greco.

Parga, Grecia

Fonte: iStock

Le casette colorate di Parga

Pur trovandosi in una zona della Grecia continentale caratterizzata da una costa frastagliata, nasconde una serie di spiagge sabbiose che sono una più bella dell’altra, lidi che non hanno davvero nulla da invidiare alle ben più famose isole del Paese.

La vita qui scorre lenta, il posto ideale per lasciare le bollette a casa e per dimenticare la propria lista delle cose da fare. E poi c’è la sua tipica e magica atmosfera che si può vivere in ognuno dei suoi tanti vicoletti lastricati che salgono fino al colle dove sorge un castello, per poi scendere verso il limpido mare in cui fare bagni rigeneranti.

Parga è una destinazione popolare e in qualche maniera la quotidianità greca viene sempre più sostituita dai negozi di souvenir, ristoranti cinesi e cocktail bar, ma l’anima ellenica ancora si percepisce, soprattutto nelle sue taverne e in determinati periodi dell’anno.

Cosa vedere

Parga è dominata da un castello, una fortezza dalla forte impronta veneziana che è il cuore pulsante della cittadina. Costruito nel XIV secolo per poi essere trasformato dai Veneziani, prende il nome di Ali Pasha e dall’alto della collina su cui è posto regala una vista affascinante.

Arcate, logge, postazioni di cannoni, bastioni e molto altro ancora permettono di fare un viaggio indietro nel tempo, mentre intorno si è circondati dai colori raggianti di una cittadina come questa.

Molto interessante è il Museo della Chiesa che protegge tra le sue mura diversi reperti particolari, come due Vangeli del 17° secolo. Poi ancora la Chiesa di San Sosti che è stata edificata in una cavità formata tra due enormi rocce.

Il Monastero di Vlaherna, invece, è una struttura bizantina del XII secolo che sorge in località Valtos, anch’esso in cima ad un’altura. Vanta un campanile alto 15 metri e una chiesetta semidistrutta con una cinta muraria.

Infine la tomba micenea risalente al XIV secolo che è stata rivenuta nell’area di “Kyperi”.

Centro storico di Parga

Fonte: iStock

Uno dei vicoletti di Parga

Il mare e le spiagge

L’atmosfera e le spiagge di Parga sono perfettamente paragonabili a quelle delle isole più affascinanti del Paese e sono adatte a tutti i tipi di viaggiatori. Krioneri prende vita nella baia vicino al porto, e si presenta come una pittoresca spiaggia a due passi dal centro.

Spesso affollata per via della sua comoda posizione, regala uno scenario sorprendente perché al centro della baia svetta fiero il pittoresco isolotto della Vergine Maria, una sorta di scoglio che è la casa di una piccola e romantica chiesetta.

Valtos è un’altra affascinante spiaggia che sorge però dal lato opposto del porto. È delimitata da un verdeggiante promontorio che si rivela un paradiso per gli amanti è trekking: è ricco di sentieri che molto spesso conducono verso l’antico monastero di Vlacherna.

La posizione della spiaggia fa sì che sia sempre protetta dai venti e in più da queste parti il mare è di un particolare colore turchese, oltre ad essere quasi sempre calmo. Lunga circa 3 chilometri, è una distesa di sabbia bianchissima e anche dotata di tutte le comodità, come bar e ristoranti e zone verdi e ombreggiate in cui riprendersi dal caldo.

Voliamo ora a Lichnos, una spiaggia da sogno che si fa spazio a circa 4 chilometri a Sud di Parga. Considerata una delle più belle spiagge dell’Epiro, è puntellata di alberi di ulivo che sanno tanto di Grecia e caratterizzata da acque profonde e pulite.

Si rivela anche un piccolo paradiso per chi adora fare immersioni, ma pure il posto ideale per assaggiare la tipica cucina locale grazie alla presenza di alcuni bar e ristoranti. Dal paesaggio verdeggiante e acque cristalline di un blu intenso, offre ai visitatori la possibilità di divertirsi con diversi sport acquatici.

Molto bella è anche Sarakiniko che prende vita a Nord di Parga. Si trova in una baia piuttosto piccina ma altamente panoramica. Ma non solo, perché si distingue dalle spiagge vicine in quanto possiede una sabbia ruvida, pur possedendo come tutti lidi della zona acque particolarmente trasparenti.

C’è poi Agios Sostis che è lo spot migliore per coloro che sono in cerca di un po’ di avventura e adrenalina. Piccola e rocciosa, è completamente circondata dalla natura ed è raggiungibile attraversando un lungo sentiero totalmente immerso nel verde.

Spiaggia di Valtos, Parga

Fonte: iStock

La bellissima spiaggia di Valtos

I dintorni

A poca distanza da Parga sorge Sivota, una minuscola località turistica in cui la natura ha creato degli scenari particolarmente emozionanti. Celebre soprattutto negli anni Sessanta, è ancora oggi un piccolo paradiso in cui vale assolutamente la pena fare un salto.

Lo stesso discorso vale per il Castello di Antousa, un’imponente fortezza costruita su un poggio, tra Anthousa e Agia, che probabilmente offre una delle migliori viste panoramiche su tutta la zona di Parga.

Gli amanti della storia non potranno di certo resistere al Necromanteion di Ephyra che sorge non troppo distante dal villaggio di Mesopotamos: è uno dei più eccezionali oracoli del mondo antico giunti fino ai giorni nostri.

Infine anche un po’ di mistero: il villaggio abbandonato di Vrahonas che svetta fiero su un altopiano: qui ancora sopravvivono le rovine di alcune antiche case in pietra.

Senza ombra di dubbio, Parga è una destinazione della Grecia da valutare per le prossime vacanze.

Categorie
Europa Grecia Notizie Viaggi viaggiare

Qui si paga la tassa “sulla resilienza climatica” al posto di quella di soggiorno

Considerata una delle più suggestive mete del bacino mediterraneo, la Grecia attira ogni anno milioni di turisti, in particolar modo nel periodo estivo: le sue spiagge sono tra le più belle – e frequentate – d’Europa. Quest’anno, il governo ha deciso di sfruttare il potente motore economico alimentato dal turismo per aiutare tutti coloro che sono rimasti vittima di disastri naturali. È così che nasce la nuova imposta “sulla resilienza climatica”, destinata a sostituire la tassa di soggiorno solitamente richiesta ai viaggiatori.

Cos’è la tassa “sulla resilienza climatica”

Il cambiamento climatico è una realtà, e le sue conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: non solo estati sempre più lunghe e bollenti, ma anche calamità naturali che si abbattono in tutto il mondo, devastando città e mettendo in ginocchio intere popolazioni. La Grecia, negli scorsi mesi, ha dovuto affrontare incendi boschivi disastrosi e pesanti alluvioni, cui hanno fatto seguito inondazioni che hanno distrutto ampie zone abitate. Il governo ha messo in piedi numerose iniziative per finanziare gli sforzi di ricostruzione in tutto il Paese, individuando una nuova fonte di denaro.

Si tratta del turismo: d’altra parte, la Grecia è da sempre una meta tra le più ambite dai viaggiatori provenienti da tutta Europa (e non solo). E dopo il periodo nero del Covid, il settore sta vivendo una grandissima ripresa – si stima che, nel 2024, il Paese supererà il record di 33 milioni di visitatori dell’anno appena passato. Nasce così l’idea di sostituire la tassa di soggiorno con un’imposta “sulla resilienza climatica”, volta ad aiutare la ricostruzione post-disastro. Potrebbe rivelarsi anche un ottimo metodo per arginare gli effetti – spesso devastanti – dell’overtourism, un fenomeno che mette a rischio le risorse naturali delle più affollate destinazioni in tutto il mondo.

Cosa cambia per i turisti

Niente più tassa di soggiorno, dunque, per i viaggiatori che quest’anno si recheranno in Grecia. La nuova imposta sul clima, tuttavia, è un po’ più onerosa rispetto alla precedente. Le tariffe sono individuate in base al periodo dell’anno in cui si va in vacanza e all’alloggio scelto per il proprio soggiorno. In alta stagione, da marzo a ottobre, le fasce di prezzo sono più elevate: per soggiornare in hotel a 1 o 2 stelle si pagherà 1,50 euro a notte, mentre la precedente tassa di soggiorno ammontava appena a 0,50 euro. Si sale nel caso in cui si pernotti in un albergo a 3 stelle (3 euro a notte, contro i precedenti 1,50 euro), in un albergo a 4 stelle (7 euro a notte, contro i precedenti 3 euro) o in un albergo a 5 stelle (10 euro a notte, contro i precedenti 4 euro).

Un’altra novità riguarda gli affitti brevi, che prima erano esclusi dal pagamento della tassa di soggiorno: chi deciderà di prenotare una casa vacanza in Grecia dovrà versare l’imposta sulla resilienza climatica. A quanto ammonta? Se si alloggia in un appartamento, la tariffa sarà di 1,50 euro a notte, mentre per le case unifamiliari e le ville di lusso si salirà a 10 euro a notte. In bassa stagione, ovvero nel periodo compreso tra novembre e febbraio, l’importo dell’imposta sul clima rimarrà uguale a quello della tassa di soggiorno, ovvero tra i 0,50 e i 4 euro a notte (a seconda della sistemazione scelta).

Categorie
Europa Grecia mete storiche Notizie siti archeologici Viaggi

Micene: il sito archeologico da visitare assolutamente

La Grecia è ricca di storia antica e in molti suoi territori spiccano siti archeologici che raccontano le nostre origini e dal valore inestimabile. Uno di questi è Micene, uno scrigno di bellezza che sorge tra le brulle colline dell’Argolide, una regione che si sviluppa nella parte nord-orientale della penisola del Peloponneso.

Un posto da vedere assolutamente almeno una volta nella vita, perché i suoi resti costituiscono una delle città-stato più ricche e più influenti del mondo antico, un tesoro preziosissimo della Grecia e di tutto il mondo intero.

Cosa aspettarsi

Probabilmente non tutti sanno che l’antica città di Micene è stata la più grande potenza militare e commerciale di tutta la Grecia durante l’epoca micenea. Il suo nome, infatti, è dedicato alla civiltà che dominò la Grecia continentale e le isole dell’Egeo tra il 1600 e il 1200 a.C. circa.

Ma non solo, perché la denominazione Micene è legata anche al suo re più famoso: Agamennone, capo supremo di tutti i greci durante le ben nota Guerra di Troia, e le cui gesta vennero rese immortali da Omero nell’Iliade. Non abbiamo citato a caso il nome di questo poema, perché si deve proprio a queste scritture la scoperta delle rovine di Micene a fine Ottocento.

È stato l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann, già noto per la scoperta della città di Troia, che pagina dopo pagina ottenne le giuste informazioni per mettersi alla ricerca di questa antica città dall’estrema importanza, dove vivevano i nobili guerrieri, il sovrano nel suo palazzo, la popolazione che si dedicava all’agricoltura, all’allevamento e ai lavori artigianali e gli schiavi, lo strato più basso della società.  Ma cosa è rimasto oggi di quest’epoca così importante per la storia di tutti noi?

Micene oggi

Micene accoglie il visitatore con un’imponente ingresso, chiamato Porta dei Leoni, che sin da subito riempie di emozioni: si varca la soglia di una delle città che hanno fatto la storia dell’umanità. Ma non solo, perché visitare l’antica città di Micene significa anche entrare nel cuore della mitologia greca.

Porta dei Leoni, Micene

Fonte: iStock

La maestosa Porta dei Leoni

Proprio qui, infatti, nacque il mito di Perseo, colui che viene considerato il fondatore di Micene. C’è poi la storia di Agamennone che, come vi accennavamo precedentemente, è noto come re di Micene, fratello del re di Sparta ed eroe della Guerra di Troia.

Grazie agli scavi archeologici effettuati nel corso degli anni, Micene oggi ci racconta la vita quotidiana delle persone dell’epoca, ma anche le pratiche funerarie degli antichi greci, insieme alla loro mentalità militare e guerriera.

Vi basti pensare che sono stati riportati alla luce corredi funerari maschili pieni di armi, molte delle quali in bronzo. Parliamo di spade di diverse lunghezze particolarmente decorate, daghe, archi, frecce e lance con punte di silicio o di ossidiana.

Non mancano le pitture che sono arrivate fino ai giorni nostri, e che ci raccontano che i guerrieri micenei si proteggevano con grandi scudi rettangolari o a forma di otto.

Cosa vedere

Simbolo e prima attrazione di Micene è, senza ombra di dubbio, la Porta dei Leoni. Si tratta di un maestoso ingresso, alto più di tre metri, nella cui cima riposa un monolite decorato con due leoni che si fronteggiano ai lati di una colonna. Da lì inizia il complesso murario che proteggeva l’antica città, ovvero le Mura Ciclopiche, così chiamate per le loro enormi dimensioni – secondo la leggenda, la costruzione di mura così imponenti poteva solo avvenire grazie all’aiuto di un Ciclope.

Subito dopo ci si avventura in stretti sentieri e scalinate per arrivare al cospetto del Palazzo reale di Agamennone, di cui oggi sono ancora presenti  i resti delle stanze private che, molto probabilmente, sono le stesse in cui venne assassinato.

Molto interessante è anche la cosiddetta Cisterna Segreta, costruita intorno 1225 a.C., che conservava scorte d’acqua per i residenti durante gli assedi alla città. A stupire particolarmente è lo sviluppo tecnologico raggiunto dalla civiltà micenea: c’era una fessura nella roccia che permetteva di trasportare l’acqua anche al di fuori delle mura.

Da non sottovalutare sono anche i resti che sono ben protetti dal di fuori delle Mura Ciclopiche perché solo l’elite cittadina poteva vivere all’interno di esse. Dalle Case dei Mercanti, infatti, sono emerse tavolette con incisioni arcaiche, persino precedenti al greco classico.

Visitare l'acropoli di Micene

Fonte: iStock

Veduta dell’acropoli di Micene

Le tombe

Una visita a Micene permette anche di scoprire alcune interessanti tombe, e a partire da quelle Reali. La Tomba Circolare A fu la prima necropoli scoperta da Schliemann, e qui sono stati ritrovati i resti di 19 corpi di personaggi reali, insieme al loro prezioso corredo funebre.

Ci sono poi le rovine della Tomba Circolare B che conteneva un numero superiore di sepolture e corpi. Stando a quanto si è potuto scoprire dai reperti rinvenuti al suo interno, molto probabilmente qui riposavano famiglie dei funzionari reali, e per questo sono stati sepolti al di fuori dalla cinta muraria.

Poi ancora le Tombe a Thòlos, dalla forma circolare e ricoperte da un tumulo di pietre. La prima, che è persino la più imponente di tutto il sito archeologico, è ancora accessibile, mentre la seconda è purtroppo stata distrutta.

E poi il thòlos più emozionante e sorprendente dell’intero sito archeologico: il Tesoro di Atreo , anche noto come Tomba di Agamennone. Si tratta di una struttura molto grande che quasi sicuramente fungeva da tomba reale. Vi basti pensare che è presente un corridoio di 15 metri attraverso cui arrivare alla camera sepolcrale, a cui si accede tramite una grande architrave fatto da due giganti lastre di pietra di ben nove metri.

Tesoro di Atreo, Micene

Fonte: iStock

Il gigantesco Tesoro di Atreo

Il museo archeologico

Infine, da non perdere a Micene è il suo prezioso e bellissimo museo archeologico che è stato creato ai piedi della cittadella antica. Visitarlo vuol dire poter capire più a fondo l’importanza di questa città nel mondo antico e la raffinatezza della civiltà micenea.

A disposizione dei viaggiatori c’è un’interessante mostra fotografica che ripercorre la storia degli scavi, una collezione di oltre 2500 reperti, opere d’arte e d’artigianato e molto altro ancora.

Insomma, gli appassionati di storia, cultura e archeologia devono assolutamente inserire nella loro lista dei desideri una visita al sito archeologico di Micene.

Categorie
Europa Grecia Idee di Viaggio itinerari culturali lusso Viaggi viaggiare

Rethymno: in Grecia per fare un viaggio nella bellezza e nel tempo

È la terza città più grande della splendida isola di Creta, una felice unione tra storia, lusso, turismo e modernità, graziosa, vivace e coloratissima: ecco Rethymno, a metà strada tra Heraklion e Chania, sulla costa settentrionale, un gioiello tutto da scoprire e da vivere plasmato dalla Città vecchia di epoca veneziana, una Fortezza simbolo e spiagge tropicali.

Qui è dove il sogno di una vacanza al mare in un paradiso di bellezza e poesia diventa realtà.

Rethymno, un tuffo mozzafiato nel passato

Il modo migliore per conoscere a fondo l’anima autentica di Rethymno è una passeggiata nel cuore della Città Vecchia dove scoprire, angolo dopo angolo, tutti i suoi tesori, avvolti in un’atmosfera talvolta veneziana oppure ottomana ma, in fondo, davvero cretese.

Gli stretti e suggestivi vicoli profumati dal gelsomino racchiudono infatti caratteristici edifici, mercati tipici, caffè, taverne in cui gustare la deliziosa cucina cretese al suono della musica tradizionale nonché moschee, porte impreziosite da stemmi veneziani e antichi palazzi dalla facciata in legno.

Tra i punti di sicuro interesse spiccano, ad esempio, la Fontana Rimondi con le tre teste di leone, costruita dai veneziani nel 1626 laddove sorgeva un’antica fontana di epoca romana, la Loggia Veneziana, luogo di ritrovo per la nobiltà e i funzionari veneziani le cui pareti, aggiunte nel 1625, presentano archi magnifici, la Chiesa di Agio Frangiskos (Basilica di San Francesco) che oggi ospita il Museo Archeologico, la Moschea di Neratzes (o Gazi Hussein) dal maestoso minareto, ex chiesa veneziana di Santa Maria convertita nel XVII dagli ottomani con l’aggiunta di tre cupole, odierna sede dell’Odeon municipale, e il Museo della Storia e del Folclore, dimora veneziana risalente al XVII secolo, custode di un’importante collezione di arte popolare e artigianato locale.

Ma le sorprese, ovviamente, non finiscono qui.

Che dire del Porto Veneziano, fiore all’occhiello non soltanto della Città Vecchia ma di Rethymno nella sua interezza? Si tratta della meta perfetta per gustare piatti a base di pesce fresco e per lasciarsi incantare dalla vista della celebre Fortezza del XVII secolo, che conserva tutt’ora alcuni dei numerosi edifici che componevano la cittadella all’interno delle sue mura e dona un panorama sulla città e sul blu che assomiglia a una cartolina.

Infine, dalla Fortezza, il tour si conclude con una piacevole camminata sul lungomare Eleftheriou Venizelou, ombreggiato da palme e con pista ciclabile, che conduce al moderno porto turistico: un tavolo vista mare è il top per un aperitivo o una cena golosa, magari proprio al tramonto per un’esperienza ancora più coinvolgente. In più, qui la vita notturna è vivace e offre moltissime occasioni di divertimento.

L’incanto delle spiagge, tra le più belle della Grecia

Il fascino indiscusso delle spiagge di Creta è noto a livello internazionale e la prefettura di Rethymno non è certo da meno: si fregia, infatti, di alcune delle spiagge più belle della Grecia tra cui va menzionata Preveli Beach, una favolosa laguna adornata da oleandri e palme e una spiaggia dove sfocia il fiume Kourtaliotis.

La costa nord è quella delle spiagge immense, molto gettonate e attrezzate, mentre la costa sud, affacciata sul Mar Libico, è disegnata da un paesaggio ancora intatto e “selvaggio”, punteggiato da baie protette, calette isolate e caratteristici villaggi.

Per una vacanza balneare, Rethymno vanta la propria spiaggia cittadina, lunga 10 chilometri e dotata di tutti i servizi: inizia dal centro e si estende nella zona dei grandi alberghi, fino alla località di Scaletta.

A ovest, invece, si trova la spiaggia di Episcopi, vasta, sabbiosa e, come tutte le altre spiagge di questo angolo di paradiso terrestre, accarezzata da acque limpidissime.

Categorie
America Centrale Bahamas Cicladi Europa Grecia Idee di Viaggio isole mare Viaggi

Isole di Andros, un meraviglioso angolo di Grecia alle Bahamas

C’è un posto del mondo che pare una fetta di paradiso caduto in terra. Delle isole – tutte comunemente chiamate con un unico nome pur avendone ognuna uno proprio – che sono un vero sogno selvaggio e rimaste praticamente intatte. Il posto in questione si chiama Andros, da molti considerato un meraviglioso angolo di Grecia alle Bahamas.

Cosa c’entrano le Bahamas con la Grecia?

È giusto porsi questa domanda, anche perché la pura bellezza delle Bahamas non ha di certo molto da invidiare all’altrettanto eccezionale Grecia. Eppure, in qualche modo, le loro storie sono intrecciate. In Grecia, infatti, esiste un’isola con lo stesso identico nome di questo paradiso delle Bahamas e, per questo motivo, secondo alcune teorie il nome Andros deriverebbe proprio dai pescatori di spugne provenienti dalla Grecia, che qui si stanziarono tantissimi anni fa per un lungo periodo.

Tuttavia, questa non è l’unica ipotesi. In molti sostengono che il nome Andros sia in onore di Sir Edmund Andros, comandante delle forze di Sua Maestà delle Barbados nel 1672 e successivamente governatore di New York, che si distinse per il suo ruolo nel crollo del dominio del New England.

Secondo altre ipotesi, invece, l’isola potrebbe aver preso il nome dagli abitanti dell’isola di Sant’Andrea (chiamata anche Sant’Andrea o San Andrés) al largo dell’Honduras perché, stando a quanto riferito, 1.400 migranti si stabilirono ad Andros nel 1787.

Non si hanno notizie chiare, quindi, sul motivo per cui questo angolo di Bahamas si chiami così, ma quel che è certo è che proprio qui, tra 1841 e il 1938, si stabilirono persone provenienti dalla Grecia per praticare la pesca delle spugne, per poi emigrare negli anni ’30 quando le spugne furono spazzate via da un’infestazione. Sicuramente, quindi, Andros conserva qualche piccolo dettaglio anche della cultura greca.

Cosa aspettarsi

Andros non è un arcipelago qualunque: è il più grande delle Bahamas, e infatti è composto da un totale di tre isole, ovvero North Andros, Mangrove Cay e South Andros, e tanti piccoli isolotti disabitati. Come è possibile intuire, si tratta di un lembo di terra con spiagge da sogno, un mare che per la sua limpidezza sembra brillare, e anche un pezzo di mondo con una delle barriere coralline più lunghe che esistano.

Ma non è finita qui, perché questo posto da favola è anche la culla di vegetazione rigogliosa ed è l’habitat perfetto di molte specie ornitologiche.

Un luogo rimasto praticamente intatto e che mette a disposizione innumerevoli avventure per gli amanti della vita all’aria aperta.

Cosa vedere

Sì, Andros è l’arcipelago più grande delle Bahamas, ma forse non ne avete mai sentito parlare perché sono le isole meno frequentate del Paese. Il motivo non è di certo da ritrovare nel fatto che sono meno belle di altre, perché è proprio la loro dimensione a rappresentare un “problema”: essendo particolarmente estese, non risultano propriamente comode per gli spostamenti che, in alcune circostanze, possono avvenire anche in aereo- anche nella stessa isola.

Ed è un peccato, perché davvero è un pullulare di meraviglie che non è facile trovare altrove. Ne è un esempio il villaggio di Red Bays che sorge sulla punta nord-occidentale di North Andros. Si tratta di un luogo abitato dai discendenti degli indiani seminole e degli schiavi fuggiti dalla Florida nel XVII e XVIII secolo che ancora si tramandano usi e costumi di un tempo per noi ormai andato. Sapete come si guadagnano da vivere? Intrecciando la paglia, attività che se catapultata nel nostro continente sembra distanti anni luce.

Decisamente affascinante è Conch Sound, un blue hole che è meraviglia geologica che lascia senza fiato e che si rivela il posto ottimale per gli amanti dello snorkeling. Non è di certo da meno Morgan’s Bluff, grotta e rifugio del temuto pirata Morgan dove, secondo il folklore, ci sarebbe un tesoro sepolto nell’oscurità, tra pipistrelli e stalagmiti. È bene specificare, tuttavia, che gli storici non hanno mai confermato che questa grotta sia stata il nascondiglio del pirata più spaventoso dei Caraibi.

Nei dintorni, tra le altre cose, ci sono meravigliose spiagge poco note, quei gioielli della natura che solo gli abitanti possono indicare ai visitatori.

Altri straordinari blu hole sorgono nell’isola di Mangrove Cay e sono tantissimi: circa una ventina, alcuni nascosti nella boscaglia e altri a due passi dalla costa. Ma del resto proprio qui, ad Andros, c’è la più grande concentrazione al mondo di queste incredibili doline marine.

Andros è anche territorio di parchi nazionali incantevoli come, per esempio, il Central Andros National Parks, situato proprio a Mangrove Cay. Oltre ai blue hole, qui sopravvivono una coloratissima barriera corallina, la terza più lunga del mondo con i suoi ben 306 chilometri, e numerose foreste di mangrovie. Gli amanti degli animali, invece, potranno avvistare le iguane bahamiane, moltissime specie di farfalle ed alcuni rari serpenti.

Chiudete gli occhi e pensate al paradiso, ecco che nella mente vi comparirà l’immagine di Congo Beach, senza che lo sappiate. Si tratta di una spiaggia dai colori argentei e lambita da un’acqua di un turchese sorprendente.

Infine, non può mancare una sosta a Crab Replenishment Reserve, un parco nazionale che occupa una superficie di 40.000 acri e in cui vivono milioni di granchi.

Curiosità e leggende

Andros è meravigliosa, ma anche pregna di curiosità e leggende. I misteri, infatti, non sono solo legati all’origine del suo nome o all’eventuale presenza di uno dei pirati più temuti di sempre. Tante questioni irrisolte sono relative anche alla sua scoperta: si narra che il primo uomo a esplorare quest’isola sia stato Amerigo Vespucci, ma in realtà non è ancora chiaro se questo fatto sia frutto o meno della fantasia popolare.

In più, questa sembrerebbe una terra abitata da straordinarie creature, come i Chickcharnees, che popolano le tante bellissime foreste di pini delle zona. Per metà uccelli e l’altra parte uomini, possiedono dei poteri che li aiuterebbero a proteggere questa isola dal male. Non a caso, sono considerati il portafortuna di tutte le Bahamas.

Ci sono poi le cosiddette Lusca, creature che sembrano draghi e che trascorrono il loro tempo nei magnifici buchi blu oceanici. Attenzione però perché, a differenza dei Chickcharnees, le Lusca non sono affatto buone: sono mostri in grado di risucchiare le loro vittime in quella profonda tana sottomarina.

Tra folklore e meraviglia, Andros deve essere una destinazione da inserire nella propria lista dei desideri.

Categorie
Europa Grecia isole Notizie Viaggi

Si trova in Grecia ed è la prima isola zero-waste al mondo

Si può essere talmente green da abbattere completamente la propria quota di rifiuti? Tilos, piccola isola greca, sta per farlo: è la prima area zero-waste al mondo, grazie ad una particolare sinergia tra cittadini e l’aiuto di una società che vuole cambiare in meglio il nostro pianeta. Andiamo alla scoperta di questo vero e proprio paradiso, che vanta un primato strepitoso (e assolutamente da imitare).

Tilos, un’isola zero-waste

L’isola di Tilos, conosciuta anche come Piscopi, si trova immersa tra le acque del mar Egeo e appartiene all’arcipelago del Dodecaneso. È poco più di un fazzoletto di terra, su cui abitano circa 750 persone: questo ha probabilmente reso più facile il compito di Polygreen, società greca specializzata in economia circolare, che ha deciso di compiere qui il suo ambizioso esperimento. E i risultati sono fenomenali: l’isola sta per diventare la prima ad essere zero-waste in tutto il mondo, avendo quasi completamente rinunciato ai rifiuti.

In che modo? Si tratta di un progetto tanto semplice quanto interessante: ad ogni cittadino è stato fornito un set di bidoni, una busta per l’organico e un box per le sigarette, quindi l’intera popolazione è stata formata sulla corretta suddivisione della spazzatura in “riciclabile”, “organica” e “non riciclabile”. Quasi tutto ciò che viene gettato via (con oculatezza, ovviamente) può così avere una nuova vita. I rifiuti organici diventano compost per il terreno, mentre ciò che non si può riconvertire viene essiccato e tritato, per poi trasformarsi in combustibile per i forni da cemento.

Così facendo, gli abitanti di Tilos possono oggi fare a meno delle discariche – quella presente sull’isola è ormai chiusa – e appena il 12,6% dei loro rifiuti non viene ancora riciclato. Ma Polygreen è fiduciosa di riuscire ad arrivare addirittura al 5%, per rendere questo paradiso greco ancora più ecosostenibile. Il segreto di tale successo? La collaborazione dei cittadini, che sono stati coinvolti anche grazie ad un’app che ha permesso loro di monitorare la quantità di spazzatura prodotta e il loro corretto riciclaggio.

Perché Tilos è sempre più green

Questa piccola isola della Grecia è un vero e proprio esempio di società green, che verrà presa come modello da replicare in altre parti del mondo. Tilos, in effetti, già da anni lavora affinché l’impatto dei propri abitanti sulla natura sia sempre più ridotto: nel 2017 aveva installato un parco solare e una turbina eolica, mentre subito dopo aveva costruito un sistema di accumulo a batteria per le giornate in cui sole e vento non sono presenti. Appena due anni dopo, l’isola ha raggiunto la totale autosufficienza energetica, producendo il 100% del fabbisogno della sua popolazione.

Ora Polygreen festeggia il nuovo successo di Tilos, abbattendo quasi del tutto la sua produzione di rifiuti non riciclabili. La società greca sta infatti pensando di riproporre il progetto anche altrove, puntando ad Abu Dhabi. Naturalmente sarà molto più difficile in un luogo dove la popolazione è ben più numerosa e non parzialmente isolata dal resto del mondo, come può esserlo solamente una piccola isola. Ma se si riuscirà a coinvolgere gli abitanti e a renderli consapevoli dell’importanza di questa iniziativa, allora si potrà ancora una volta avere successo.

Categorie
Corfù Europa Grecia Idee di Viaggio isole litorali mare Viaggi

Barbati Beach, spiaggia eccezionale della Grecia

Per una vacanza all’insegna del mare spettacolare e di panorami che non si possono dimenticare a pochi passi dall’Italia, le isole greche sono una destinazione eccezionale.

Tra queste, spicca senza dubbio Corfù, raggiungibile in meno di due ore con l’aereo, un’isola straordinaria ponte tra due popoli e due culture che hanno in comune l’amore per il sole, le acque cristalline, e la buona tavola.

Si tratta di una delle perle delle isole Ionie, la cui costa è impreziosita, su ogni lato, da spiagge fantastiche, accessibili e balneabili, per tutti i gusti e le esigenze: rocciose, sabbiose, di ciottoli e ghiaia, solitarie, affollate, per giovani, coppie, famiglie…

Oggi andiamo a conoscere meglio Barbati Beach, a una ventina di chilometri a nord della città di Corfù.

Il paradiso della Spiaggia di Barbati

Non lontana dal capoluogo dell’isola, lungo la costa orientale, Barbati Beach si fa notare in primis per gli ulivi argentati che si spingono fino al mare, turchese e trasparente come il mare greco sa essere, insignito del riconoscimento Bandiera Blu a dimostrazione della qualità delle sue acque.

Conosciuta anche come la “riviera”, è un’idilliaca striscia di sabbia e sassolini bianchissimi contornata da una rigenerante area verde dove rilassarsi al sole senza più pensieri, finalmente lontani dalla frenetica routine di tutti i giorni, base di partenza privilegiata per andare alla scoperta delle altrettante bellezze di Corfù e meta ambita per gli appassionati di snorkeling grazie ai limpidi fondali dove c’è vita, con graziosi pesciolini neri e viola e, sul fondo, le spigole.

La temperatura dell’acqua è sempre piacevole, fresca ma non gelata, ottima per donare refrigerio nelle giornate più calde e sono molte le attività acquatiche che si possono praticare.

Oppure, semplicemente, qui è davvero il top godersi una vacanza balneare di totale relax, noleggiando ombrellone e lettino e usufruendo delle docce e dei servizi in loco.

Ma non basta perché vengono organizzate, giornalmente, piacevoli escursioni in barca che consentono di scorgere anche le calette più nascoste del litorale, sullo sfondo delle colline ricoperte dai verdi boschi.

Il paese è poi immerso in un’atmosfera tranquilla e riservata ma non mancano negozi che vendono souvenir, supermarket, alimentari, taverne vicine al mare o lungo la strada costiera dove gustare il meglio della cucina tipica e una scelta di hotel, appartamenti e ville sparsi lungo i declivi collinari per una vista a dir poco meravigliosa.

Come arrivare a Barbati Beach

Il paese di Barbati è servito dagli autobus che percorrono la strada costiera: nel dettaglio, fanno servizio la linea A4 (Corfù-Kassiopi), la linea A5 (Corfù-Barbati-Nissaki) e, durante il periodo estivo, anche la linea S6 (Nisaki-Paleokastritsa) che consente di raggiungere anche una delle spiagge più famose dell’isola, Paleokastritsa appunto, e le altre spiagge della costa est.

Arrivando invece in auto, si può arrivare alla spiaggia deviando per Akti Barbati oppure, poco più avanti, a Riviera: scendendo ad Akti Barbati, dal parcheggio  guardando verso il mare, sulla destra è a disposizione la spiaggia libera, mentre andando a sinistra ecco la spiaggia attrezzata con due bar (uno a Barbati-Riviera e uno ad Akti Barbati) per una golosa pausa ristoro.

Categorie
Europa Grecia Idee di Viaggio litorali mare Skiathos Viaggi

Koukounaries Beach, tra le più belle di Skiathos

Non solo è considerata una delle migliori spiagge della Grecia, ma è stata anche eletta la più incontaminata del Mediterraneo. Koukounaries è un gioiello di sabbia finissima e soffice circondata da una fresca e profumata pineta. È la più famosa di Skiathos per diversi motivi: ve li sveliamo.

La spiaggia di Koukounaries, perfetta per tutta la famiglia

La spiaggia è molto vicina al villaggio, nella parte sud-ovest dell’isola di Skiathos, a 16 km da Skiathos Town. Nessun viaggio qui può dirsi completo senza averla visitata. Il nome Koukounaries deriva dagli alberi di pino cembro che dominano l’area, andando a formare una barriera naturale alle spalle del lago Strofylia, che offre un riparo dalla calura estiva.

Questo angolo di paradiso è stato soprannominato Chryssi Ammos (Sabbia Dorata), per l’incantevole contrasto della sabbia con le acque di un blu intenso del Mar Egeo. Nella pineta che la costeggia si trova un biotopo dove vivono protette diverse specie di piante e uccelli.

Sebbene qui si facciano molti sforzi per salvaguardare il delicato ecosistema della zona, troverete tutto ciò che vi occorre per trascorrere una perfetta giornata al mare anche con la famiglia al seguito. La spiaggia è infatti molto bene organizzata, con stabilimenti balneari attrezzati con lettini e ombrelloni, bar e chioschi per soddisfare ogni necessità, ma anche ristoranti, taverne e qualche albergo nei dintorni. Non mancano scuole di sport acquatici, che permettono di esplorare le bellezze dei fondali cristallini, così come la possibilità di affittare pedalò, canoe e moto d’acqua per non farvi mancare proprio nulla.

Essendo molto rinomata a Skiathos, la spiaggia di Koukounaries è anche molto affollata. L’ideale per godervi un bagno rilassante e gustarvi una colazione in tutta tranquillità, è di arrivare prima delle 11 del mattino. Tuttavia, uno dei momenti più sublimi è senza dubbio l’ora del tramonto, una magia imperdibile, da accompagnare magari a un’aperitivo contemplando il mare e lo straordinario paesaggio che vi circonda.

Non solo spiagge: cos’altro vedere a Skiathos

La minuta isola di Skiathos è la più visitata delle Sporadi settentrionali, molto probabilmente proprio perché qui si trovano alcune tra le più belle spiagge dell’Egeo. Oltre alla splendida Koukounaries che abbiamo appena descritto, ce ne sono una sessantina tra cui scegliere durante il vostro soggiorno in questo piccolo scrigno di meraviglie.

Tuttavia, sarebbe un vero peccato non dedicare un po’ di tempo alle attrazioni culturali e storiche dell’isola greca, concedendosi anche un po’ di shopping nel vivace capoluogo. Oltre ai paradisi di acqua azzurra e sabbia dorata, tra i migliori della Grecia, vi imbatterete in musei, monasteri, fortezze e tanti tesori naturali.

Iniziate con un giro nella città di Skiathos, l’unico vero centro abitato se si escludono le località balneari nate con lo sviluppo del turismo, regalandovi una passeggiata lungo il viale pedonale Papadiamantis, costellato di negozi di vestiti, souvenir e oggetti in cuoio. La casa di Alexandros Papadiamantis, lo scrittore che meglio ha saputo descrivere l’anima della città nei suoi romanzi, è oggi un museo imperdibile per gli amanti della letteratura ma anche per tutti coloro che sono curiosi di vedere un’autentica casa tradizionale greca della seconda metà dell’Ottocento.

Anche a Skiathos troverete le tradizionali chiesette bianche tipiche delle isole greche. L’edificio religioso più famoso dell’isola è il Monastero di Evangelistria, a circa 30 minuti dal capoluogo, arroccato sulle pendici della montagna e circondato da una lussureggiante vegetazione, famoso per aver dato rifugio a un gruppo di patrioti greci che lottarono durante la guerra di indipendenza nell’Ottocento: proprio qui venne realizzata la bandiera dai colori bianco e azzurro che sarebbe poi diventata ufficiale. Al suo interno sono oggi ospitati il Museo del Folklore e il Museo di Arte Sacra. Da non perdere anche il Monastero di Panagia Iconistria, a circa 2 km dalla spiaggia di Aselinos, dove, nel 1650, fu trovata un’icona delle Vergine Maria che viene considerata “miracolosa”.

Sulla punta settentrionale dell’isola di Skiathos ci si imbatte in un’altra attrazione da vedere: il borgo fortificato di Kastro, a picco sul mare, risalente al XIV secolo. Si può raggiungere soltanto a piedi, percorrendo un ripido sentiero che richiede ben due ore di cammino. In alternativa, potete optare per un jeep safari o ammirarlo dal basso durante un’escursione in barca.