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L’itinerario di trekking che unisce Albania, Macedonia e Kosovo

Camminare lungo le creste di imponenti montagne sul confine tra tre Stati, immersi nella natura più selvaggia e incontaminata, ricca di vegetazione e di fauna locale, con panorami mozzafiato sul paesaggio circostante.

Questo viaggio meraviglioso è possibile se si percorre uno specifico sentiero, molto suggestivo, alla scoperta dei luoghi più spettacolari dei Balcani: si tratta dell’High Scardus Trail che si estende per circa 500 chilometri.

Albania, Macedonia e Kosovo sono i Paesi che vengono toccati da questo itinerario, suddivisibile in circa 20 tappe. Un viaggio a passo lento che rigenera la mente e pone gli amanti delle escursioni e delle vacanze all’aria aperta in connessione con l’essenza della natura.

Le tappe dell’High Scardus Trail

Si parte da Staro Selo, a un’ora d’auto da Skopje, la capitale della Macedonia del Nord. Dopo aver toccato in più punti anche Albania e Kosovo, il punto finale del percorso è fissato a Sveti Naum, sul Lago di Ohrid, sempre in Macedonia del Nord.

Percorribile nella sua interezza in circa 20 giorni, l’High Scardus Trail è un percorso suggestivo che attraversa ben 6 parchi nazionali, ricchi di flora e fauna locali tutti da ammirare: due in Macedonia del Nord, uno in Kosovo e tre in Albania.

Il sentiero di trekking ha inizio al Rifugio Ljuboten, nel piccolo villaggio di Staro Selo, sul confine delineato dalle montagne Sharr tra Kosovo e Macedonia.

Si prosegue verso la stazione sciistica di Brezovica e poi oltre, lungo sentieri che attraversano pianure e altipiani meravigliosi, fino alla cima del Monte Korab. È la vetta più alta della Macedonia del Nord e dell’Albania, con i suoi 2500 metri, e custodisce uno splendido parco naturale. Qui trova rifugio una varietà di animali incredibile, tra i quali anche i lupi e gli orsi bruni.

Il tragitto prosegue in Albania per circa 150 chilometri con un sentiero semplice. L’ultima parte del percorso attraversa il meraviglioso Parco Nazionale Galicica e giunge a Sveti Naum, un monastero affacciato sullo splendido lago di Ocrida (Ohrid), riconosciuto come patrimonio dell’UNESCO. La vista, da qui, è mozzafiato.

Monastero Sveti Naum sul Lago Ohrid, in Macedonia del Nord

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Monastero Sveti Naum sul Lago Ohrid, Macedonia del Nord

La storia legata al percorso che attraversa tre Stati

Lungo tutto il percorso dell’High Scardus Trail si possono incontrare le testimonianze della storia del XX secolo dei Balcani occidentali, con le guerre Jugoslave: bunker nucleari, strutture di guerra abbandonate, depositi di armi.

Durante i conflitti, le cime delle montagne su questo confine tra Albania, Macedonia e Kosovo erano ottimi punti strategici militari. E proprio durante la più recente guerra in Kosovo (1998-99), furono molte le mine terrestri che vennero diffuse sul confine. Ma a partire dal 2001, dopo un lungo lavoro di bonifica, il Kosovo è stato dichiarato libero da tali ordigni, divenendo un luogo perfetto per escursioni sicure immerse in panorami mozzafiato, dove la natura e la storia si intrecciano in un racconto suggestivo.

Informazioni utili per fare trekking lungo l’High Scardus Trail

Lungo tutto il tragitto, ben segnalato da cartelli in inglese, si possono trovare ostelli e rifugi nei quali pernottare e rifocillarsi per poi ripartire all’avventura. Sono ottime occasioni anche per conoscere le tradizioni locali e assaggiare i piatti tipici di diverse nazioni.

Non è necessario percorrerlo in tutta la sua interezza. Lungo il percorso si può decidere di uscire e abbandonare il sentiero per raggiungere le varie cittadine. Per questo la durata e la difficoltà della camminata è a discrezione dell’escursionista. È, inoltre, consigliato essere accompagnati da guide locali specializzate lungo questo percorso.

Vi state chiedendo qual è il periodo migliore per vivere questa speciale esperienza? Il periodo più adatto è quello che va dalla metà di giugno alla metà di ottobre, quando le temperature sono più confortevoli e i nevai invernali non bloccano il tragitto.

Le verdeggianti pendici del Monte Korab, tra Macedonia e Albania, lungo l'High Scardis Trail

Fonte: 123RF

Monte Korab, tra Macedonia e Albania

Altri percorsi sui confini

L’High Scardus Trail non è l’unico sentiero interessante che si trova in quest’area. Molto più estesa, ad esempio, è la Via Dinarica, che può essere percorsa sia a piedi che in bicicletta e che è lunga ben 1930 chilometri, andando a congiungere otto Paesi. Dalla Slovenia fino alla Macedonia, attraverso Croazia, Serbia, Bosnia – Erzegovina, Montenegro, Kosovo e Albania. Non è un unico percorso, ma si possono scegliere tre varianti in base alla proprie capacità.

Un altro sentiero, “Le vette dei Balcani”, invece, si estende per 192 chilometri e collega le zone montuose di Montenegro, Kosovo e Albania.

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La città dell’Albania dove storia e natura si incontrano

Di recente, l’Albania è diventata una delle mete di vacanza più ambite dai visitatori italiani. Lo sviluppo del turismo nel Paese non si concentra solo sulla costa e sulle spiagge da sogno, ma su tutto il territorio, incluse le città ricche di tesori da scoprire. Esplorando l’entroterra, si incontra Elbasan, una destinazione in cui passato e presente coesistono armoniosamente, offrendo una ricca esperienza di viaggio per gli appassionati di storia e gli amanti della natura.

Elbasan, “ombelico dell’Albania”

Considerata “l’ombelico dell’Albania”, Elbasan (Elbasani in albanese) è situata al centro geografico del Paese, sulla sponda destra del fiume Shkumbin. Venne costruita sui resti della città antica di Skampini, fondata nel I secolo a.C. da tribù illiriche, e fu un importante centro sulla via Egnatia che collegava, come proseguimento naturale della via Appia, Durazzo a Costantinopoli, e che ha determinato nei secoli lo sviluppo economico e l’influenza politica e strategica della città.

L’attrazione principale è il Castello di Elbasan, situato al centro della città, una fortificazione del XV secolo che in origine aveva ventisei torri. Ancora oggi rappresenta una testimonianza importante del lungo regno ottomano in Albania. Durante il XVII secolo, nel suo periodo più glorioso, racchiuse tra le sue mura oltre duemila case e un’industria manifatturiera di oltre 900 negozi di oggetti in pelle, seta e metalli preziosi, che venivano perlopiù esportati all’estero. Una passeggiata attraverso il castello svela un’incredibile varietà di architetture, dalle case in stile ottomano, tipiche dell’Albania centrale, agli appartamenti in stile italiano del XIX e XX secolo, a edifici comunisti e di epoca post-comunista.

Tra i monumenti che si possono ammirare all’interno della fortezza, spicca la chiesa ortodossa di Santa Maria Assunta, la Moschea del Re e i magnifici bagni turchi di Sinan Pasha, ben conservati e costruiti all’inizio del XIX secolo. Sul lato orientale, svetta la maestosa Torre dell’Orologio, tutt’oggi funzionante. Luoghi che costituiscono un tassello prezioso dell’affascinante storia di questa città.

Non lontano dal castello, il viaggio nella storia e nella cultura di Elbasan continua con una visita al Museo Etnografico, una casa a due piani del XVIII secolo che racconta la cultura, il folclore e lo stile di vita della città albanese. Dopo aver esplorato le diverse sale di questo interessante spazio espositivo, c’è un’altra attrazione che non potete perdere: la Moschea di Naziresha. Sorta nella periferia meridionale, rientra nei monumenti culturali religiosi dell’Albania dal 1948 . Nel 2013 è stata sottoposta a un importante restauro, finanziato dal governo turco, che ha visto la ricostruzione del minareto, la posa della cupola in piombo e delle grate bianche sulle finestre.

La vibrante cultura di Elbasan si riflette nei suoi festival, che offrono musica e intrattenimento, oltre alla possibilità di degustare i piatti tipici della deliziosa cucina locale e scoprire le tradizioni che convivono in armonia con la vita moderna. Tra gli appuntamenti imperdibili, il Dita e Verës (Summer Day), che si celebra il 14 marzo, e segna l’arrivo della bella stagione con varie attività all’aperto e spettacoli.

Le attrazioni naturali di Elbasan e dintorni

Per gli amanti della natura, Elbasan offre l’accesso al magnifico Parco Nazionale di Shebenik-Jabllanicë, caratterizzato in particolare da un paesaggio montuoso ricco di laghi glaciali, valli, boschi di conifere e latifoglie, prati e pascoli alpini, che ospita molte specie diverse e rare di piante e animali. Un vero paradiso, quindi, per le attività all’aria aperta come passeggiate ed escursioni nella natura incontaminata, il campeggio e il birdwatching. A soli 20 minuti dalla città, ci si imbatte nello splendido parco di Bysheku, famoso per le sue risorse di acqua dolce e per gli alberi secolari che sono protetti come monumenti della natura.

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La prima città a essere stata nominata per il Premio Nobel

Quella di oggi è una destinazione affascinante che si è guadagnata un posto speciale nelle mappe degli amanti dei viaggi, diventando una delle mete predilette per le vacanze degli ultimi anni. Immersa nel cuore dell’Albania nordorientale, al confine con il Kosovo, sorge Kukës, una città che ha conquistato il cuore dei viaggiatori italiani e internazionali.

Ma non è solo una città di straordinaria bellezza paesaggistica, è un luogo che racchiude in sé una storia potente e commovente. Infatti, nel 2000, ha dimostrato al mondo intero cosa significhi avere un cuore grande, accogliendo centinaia di migliaia di rifugiati durante la guerra del Kosovo. Un gesto di solidarietà così profondo che l’ha resa l’unica città al mondo a essere stata nominata per il Premio Nobel per la pace.

Visitare Kukës significa entrare in contatto con una comunità di persone che hanno messo l’amore per il prossimo al di sopra di tutto. È un’esperienza che lascia un’impronta profonda, un viaggio che tocca l’anima e offre una prospettiva su ciò che significa veramente essere umani.

Alla scoperta di Kukës: la città dell’accoglienza

Lago Komani

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Lago Komani, Albania

Immersa nel cuore delle Alpi Albanesi, Kukës è un tesoro nascosto che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. Situata a soli 60 km a ovest di Tirana, questa affascinante città si trova sulla riva del fiume Drin, offrendo una vista mozzafiato e un’atmosfera serena.

La sua posizione strategica la rende un centro vitale per il commercio locale e regionale. Tuttavia, non è solo la sua importanza economica a definirla, ma è anche la sua ricca storia, risalente al XVI secolo, che le conferisce un fascino particolare. Documenti storici e monumenti antichi testimoniano il passato glorioso della città, facendo di Kukës un luogo di grande interesse culturale.

Giungendo in città, sarai accolto dal minareto svettante della moschea, simbolo di spiritualità e devozione, un omaggio alla maestria artigianale albanese, un’esperienza visiva che tocca l’anima. Poco distante, si trova un piccolo museo, custode di racconti e memorie di tempi passati. Ogni oggetto esposto, ogni artefatto racconta una storia unica che compone l’identità di questa destinzione.

Imperidibili le strade del pittoresco mercato locale, con i suoi colori vivaci, i profumi invitanti delle spezie e l’accoglienza delle persone creano un’atmosfera vibrante, un’esperienza sensoriale che stimola e risveglia i sensi.

Ma l’anima di questa splendida città risiede anche nelle sue suggestive stradine laterali, dove affascinanti edifici dal sapore un po’ retrò svelano frammenti di vita quotidiana. Qui, accoglienti caffè e una vasta selezione di ristoranti offrono deliziosi piatti della cucina tradizionale albanese. Prenditi un momento e delizia il tuo palato con una prelibatezza locale: è in questi istanti che si respira l’essenza più autentica della città.

Le imperdibili attrazioni da visitare a Kukës

Tra le attrazioni da non perdere, spiccano i Monti della Valbona, giganti maestosi che si innalzano oltre i 2000 metri, dominando lo skyline di Kukës. Queste montagne, con il loro splendore selvaggio e incontaminato, offrono infinite opportunità per attività all’aperto come trekking, arrampicata e kayak, rendendo ogni momento un’avventura indimenticabile.

Nel cuore di questi monti, le Grotte di Gjelaj si nascondono come gemme preziose. Abitate da persone che hanno scelto la vita semplice e austera della montagna, offrono uno spaccato affascinante di una realtà rurale lontana dal trambusto della vita moderna. Sono luoghi di scoperta e avventura, dove ogni esplorazione offre l’opportunità di immergersi in un mondo sotterraneo di meraviglie naturali.

Ti suggeriamo, inoltre, di visitare il Lago di Kukës, un idillio acquatico ai piedi del Monte Valbona. Questo specchio d’acqua artificiale offre un’ampia varietà di attività all’aperto come la pesca e il canottaggio, permettendo ai visitatori di connettersi con la natura in modo divertente e rilassante.

In città, invece, il Monumento Nazionale ai Caduti si erge come un potente simbolo del sacrificio e del coraggio. Questo memoriale, dedicato ai soldati della Seconda Guerra Mondiale, è un luogo di riflessione e rispetto, che ricorda a tutti la preziosa libertà per cui questi eroi hanno combattuto.

E infine, la Chiesa di San Giorgio, risalente al XVIII secolo, è un omaggio all’architettura e all’arte. Questo edificio ortodosso, uno dei più antichi della regione, affascina con la sua bellezza austera e la sua atmosfera spirituale. Kukës è un luogo incantevole, dove ogni passo ti avvicina alla scoperta di qualcosa di bello, emozionante e unico.

Kukës
Kukës, Albania
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In Albania esiste una città-museo che è un vero incanto

Esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove tutto è immerso in un’atmosfera suggestiva ed evocativa che sembra trasportare in un paesaggio degno delle più belle favole della buonanotte. Complice anche quel castello che domina il territorio e che è il più grande di tutto il Paese.

Questo luogo si trova in Albania, una delle destinazioni più apprezzate degli ultimi anni dai viaggiatori italiani e internazionali. Il territorio, infatti, è diventato meta prediletta delle vacanze estive per quel paesaggio marino fatto di acque cristalline, spiagge sabbiose, cale segrete e scogliere.

Eppure è all’ombra dei luoghi più frequentati dal turismo che si nasconde il segreto meglio protetto del Paese. Stiamo parlando di Argirocastro, una città-museo dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco che vi farà innamorare. Pronti a partire?

Argirocastro, come in una fiaba

Situata nel sud dell’Albania, e abbarbicata al lato orientale della Montagna Larga, Argirocastro è un vero gioiello. Un museo a cielo aperto dove il passato vive e sopravvive in tutte quelle testimonianze visibili che rendono la città un unicum in tutto il Paese.

Immenso è il suo patrimonio, riconosciuto anche dall’Unesco, e suggestive sono le sue strade acciottolate, quelle che conducono direttamente al castello che domina sull’intera città. È proprio intorno all’iconica fortezza, diventata il simbolo del territorio, che si snoda la sua storia.

Dopo la nascita del castello di Argirocastro è stata costruita, intorno alla metà del 1300, la cittadella fortificata che ha preso il suo nome. Secoli dopo, con la conquista della città da parte delle truppe ottomane, vennero costruite le caratteristiche case che oggi contraddistinguono il paesaggio della città.

Le dimore con i tetti in pietra, che hanno fatto guadagnare ad Argirocastro gli appellativi di Città di Pietra e Città d’Argento (per il caratteristico riflesso che assume la pietra bagnata quando brilla al sole), assomigliano a piccole fortezze che si affacciano sulle strade acciottolate che si intrecciano e conducono al Bazar, il cuore pulsante della città vecchia dove la cultura turca si incontra con quella albanese e il passato convive perfettamente col presente. Una tappa doverosa la merita anche la Moschea del quartiere la cui costruzione risale al 1557.

Il castello di Argirocastro

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Il castello di Argirocastro

La città-museo che incanta

Le cose da fare e da vedere in questo gioiello incastonato tra le montagne sono tante e diverse. Eppure basta una semplice passeggiata tra le case e le strade caratteristiche, pregne di storia e di suggestione,  per vivere un’esperienza incredibile che sembra trasportare in un’altra dimensione.

Una delle tappe imprescindibili per chi visita Argirocastro è ovviamente il suo castello, dove la storia della città ha avuto origine. La fortezza, che è la più grande di tutta l’Albania, è aperta al pubblico e ospita il Museo delle Armi dal 1970. L’edificio, inoltre, è stato scelto più volte negli anni come palcoscenico della kermesse nazionale della Musica Folcloristica.

Se il fascino delle dimore in pietra non vi ha lasciato immuni, allora il consiglio è quello di visitare Casa Zekate, una delle più antiche costruzioni della città nonché il più grande esempio dell’architettura in stile ottomano ad Argirocastro. La posizione privilegiata della casa, situata nel quartiere Palorto, vi permetterà di godere di una vista unica. Con un solo sguardo potrete abbracciare il suggestivo panorama della città.

Imperdibile meta, per gli amanti della letteratura internazionale, è la casa del famoso scrittore Ismail Kadare a Sokaku i të Marrëve. Ovviamente, imperdibile, è il bazar della città: il cuore pulsante di Argirocastro che vi permetterà di entrare in contatto con le tradizioni e con la cultura più autentica del territorio.

Centro storico di Argirocastro

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Centro storico di Argirocastro
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Valbona: l’Albania più sorprendente che c’è

L’Albania si sta rapidamente affermando come destinazione turistica di tendenza, grazie al suo affascinante mix di storia antica, bellezze naturali e cultura. In questa meta balcanica è possibile rilassarsi tra le spiagge paradisiache, perdersi tra le antiche rovine o dedicare del tempo alle visite culturali nei numerosi musei e luoghi storici.

Tra le meraviglie nascoste della “terra delle aquile”, si trova la splendida Valbona. Situata nel nord del Paese, questa valle alpina sorprende con le sue maestose montagne, i fiumi cristallini e gli emozionanti sentieri escursionistici. Un luogo incantevole per coloro che amano la natura e viaggiano alla ricerca di avventure indimenticabili.

Qui è possibile esplorare foreste rigogliose, scalare vette imponenti o semplicemente godersi la pace e la tranquillità dell’ambiente circostante. Nonostante la bellezza straordinaria, Valbona rimane ancora poco conosciuta rispetto ad altre destinazioni europee, offrendo così un’esperienza di viaggio autentica e fuori dai percorsi turistici tradizionali.

Alla scoperta di Valbona: un paradiso nel cuore dell’Albania

Fiume Valbona

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Fiume Valbona, Albania

Valbona è un luogo magico immerso in una valle fertile, un vero e proprio tesoro protetto dalle montagne circostanti. Qui la natura si esprime in tutta la sua bellezza, regalando paesaggi rigogliosi e una varietà incredibile di flora e fauna. Le vette imponenti, agendo da difesa naturale, creano un microclima ideale per lo sviluppo di una ricca biodiversità.

La regione è famosa per le numerose attività all’aria aperta. I visitatori possono dedicarsi alle escursioni lungo i pittoreschi sentieri di montagna, osservare la ricca fauna locale o semplicemente perdersi nelle meraviglie naturali del territorio. In particolare, l’entusiasmante percorso da Valbona a Theth è un’esperienza imperdibile per gli amanti del trekking. Non solo, è possibile praticare attività come il rafting, l’equitazione e il campeggio.

La regione è anche ricca di cultura e storia. Le case tradizionali in pietra, le chiese ortodosse e le Kulla, tipiche costruzioni dell’architettura albanese, sono solo alcune delle attrazioni che meritano di essere esplorate in questo territorio.

Infine, non mancano le occasioni per deliziarsi con i piatti tradizionali che rappresentano una vera e propria gioia per il palato. Potrai assaporare la pita, una deliziosa torta salata, oppure provare il gustoso fërgesë, una specialità locale a base di peperoni e formaggio.

Il Parco Nazionale della Valle di Valbona

Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, questa meravigliosa area protetta, che copre una superficie di 8.000 ettari, si annida nel cuore dei monti Prokletije e comprende una sezione dell’omonimo fiume e della sua incantevole vallata.

Ospita una varietà di specie animali e vegetali, in un ambiente che sembra uscito direttamente da una cartolina e che lo rende uno dei luoghi più preziosi e affascinanti dell’intera regione.

Spesso definito il “Miracolo delle Alpi Albanesi“, questo luogo è un vero paradiso dove la natura regna sovrana. Le sue aree remote e incontaminate ospitano un vasto e ben preservato ecosistema, rappresentando uno dei tesori più incredibili di tutto il Paese.

All’interno della valle, non puoi assolutamente perdere il pittoresco villaggio di Valbona, un luogo dove immergersi completamente nella tradizione albanese, punto di partenza ideale per intraprendere le escursioni nel parco. Un’esperienza indimenticabile che ti permetterà di vivere l’Albania in modo autentico.

Parco Nazionale di Valbona

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Parco Nazionale della Valle di Valbona, Albania
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Gjipe Beach, meta da non perdere in Albania

L’Albania è un Paese sorprendente e che, nonostante non sia estesissimo, nel suo territorio racchiude numerose meraviglie come siti archeologici, paesaggi naturali emozionanti, località di mare meravigliose e villaggi antichi in cui il tempo pare essersi fermato.

Negli ultimi anni sta tornando alla ribalta come destinazione per le vacanze, soprattutto quelle estive, tanto che alcuni suoi luoghi che prima erano un segreto sono oggi mete sempre più ricercate dai turisti, ma che per fortuna mantengono intatto il loro fascino. Ne è un’esempio la monumentale e straordinaria Gjipe Beach.

Dove si trova

Gjipe Beach è una gioia per gli occhi che prende vita nel Sud del Paese e, per la precisione, tra le città di Ilias e Vunò, a circa 50 chilometri dal confine con la Grecia. In sostanza, non sorge a troppa distanza dalla più famosa – ma comunque bellissima – spiaggia di Dhermi, ma a differenza di quest’ultima riesce ancora a tenersi stretta la sua più pura autenticità.

Complessa da raggiungere, è ancora adesso – seppur molto meno rispetto al passato – una spiaggia semi-deserta che sembra voler catapultare il suo visitatore su un’isola dispersa nel nulla. Una destinazione ancora non affollata, ma che data la sue indiscutibile bellezza è destinata a diventare uno dei luoghi più visitati della costa meridionale albanese.  Ciò vuol dire che per cogliere il massimo del suo splendore occorre visitarla il prima possibile.

Cosa aspettarsi

La Spiaggia di Gijpe è un luogo dalla bellezza millenaria. Non stiamo scherzando, perché è il frutto del lunghissimo lavoro della natura che nel corso dei secoli ha dato vita a un posto dalle proporzioni e dai colori perfetti.

Vi basti pensare che si trova alla fine di un maestoso canyon e che è circondata da imponenti rocce che a loro volta proteggono una ricca vegetazione. Accarezzata da acqua limpida e cristallina, sfoggia una sabbia bianca come il latte che alle volte è interrotta da alcuni massi pittoreschi.

Come arrivare

Nonostante sia sempre più gettonata tra i viaggiatori che scelgono l’Albania come loro meta di vacanza, Gijpe Beach non è ancora presa d’assalto dai turisti e, molto probabilmente, il merito di questa sua autenticità è da ricondurre alle difficoltà per attraccarvi.

Noleggiando un’automobile, e in particolare una jeep perché non esiste una strada asfaltata per raggiungerla, occorre arrivare e svoltare presso Manastiri i Shen Theodhorit e dopo 2,5 chilometri si arriva a un parcheggio da dove parte una via che conduce al mare.

In realtà in questo tratto una jeep può essere utilizzata, ma la verità è che è altamente sconsigliato: la discesa è lunga 1,5 chilometri e con un dislivello di 135 metri che non sono l’ideale per chi ha paura delle altezze. Meglio a piedi, anche per ammirare lungo la strada i vari bunker che purtroppo sono testimoni di un passato triste ma che in qualche modo, grazie al contrasto con i colori accesi della natura circostante, riescono a donare speranza.

Se non si possiede un mezzo proprio, è possibile salire su un autobus che passa da Dhermi o Saranda. Il consiglio in questi casi è farsi aiutare dall’autista perché occorre scendere alla curva per Gjipe. Da qui la distanza è di 4 chilometri.

Altri modi per raggiungere questo paradiso chiamato Gjipe sono la barca o il kayak.

Escursionismo sul Canyon di Gjipe

È possibile fare escursionismo sul Canyon di Gjipe, ma è necessario essere a conoscenza che è molto difficile e che quindi bisogna essere veri esperti. Il tragitto ha inizio vicino alla strada principale e, dal momento che la via di ritorno attraverso il canyon è praticamente impossibile – a meno che non si lascino corde appese alle rocce mentre si scende – è meglio combinare questa esperienza con un pernottamento su questa idilliaca spiaggia.

La “passeggiata” attraverso il canyon è di 2,5 chilometri da fare su un sentiero roccioso, spesso molto ripido e pericoloso, e con arrampicata necessaria in alcuni punti.

Insomma, la Spiaggia di Gjipe è uno splendido sogno che diventa realtà, ma per raggiungerla occorre faticare un pochino.

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In Albania tra vigne e cantine, l’itinerario da scoprire

Sapevate che in Albania il vino scorre come l’acqua? Un Paese che, seppur poco noto da questo punto di vista, vanta una lunga tradizione di vinificazione, ma al contempo una breve storia di vino come industria. E se fino al 1991, a causa di vicissitudini storiche, gli ettari di vigne piantate erano solo 2000, oggi la situazione è decisamente migliorata: si raggiungono i 26.000 ettari.

I migliori vigneti in Albania

L’Albania è una terra splendida che si sviluppa tra mare e monti, un Paese del nostro continente dove il clima è mite tutto l’anno permette di produrre dei vini che non sono affatto da sottovalutare.

A livello generale, il territorio albanese dal punto di vista vitivinicolo si suddivide in quattro macro regioni che vengono classificate sulla base del criterio dell’altitudine:

  • le pianure costiere: raggiungono i 300 metri e circondano le città di Tirana, Kavajë, Durazzo, Scutari, Lezhë, Lushnje, Fier, Valona, Pukë e Delvinë;
  • le colline centrali: l’altitudine varia da 300 a 600 metri e sono ubicate nei pressi di Elbasan, Krujë, Gramsh, Berat, Përmet, Librazhd e Mirditë;
  • le zone orientali sub-montane: tra i 600 e gli 800 metri nei dintorni di Pogradec, Korçë, Leskovik e Peshkopi;
  • le aree montuose; la vite viene coltivata fino ai 1000 metri.

Anche se, ad essere onesti, la maggior parte dei vigneti sono concentrati prevalentemente nelle zone collinari, in particolare nei dintorni di Berat, Korçë (Corizza), Pogradec, Përmet, Leskovik, Vlorë (Valona), Lezhë (Alessio), Shkodër (Scutari).

Tra vini e vigneti

In Albania i vitigni internazionali più coltivati sono Merlot, Sangiovese, Barbera, Chardonnay, Primitivo, Tempranillo, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Moscato, Alicante Bouschet, Tokai, Trebbiano. Ci sono poi vini  autoctoni ampiamente diffusi, alcuni dei quali andremo a scoprire insieme.

Il villaggio di Shesh con il suo vino

Shesh è un piccolo e delizioso villaggio che si trova a più o meno 9 chilometri di distanza dalla Capitale, Tirana. Situato a circa 460 metri sul livello del mare, è famoso per la coltivazione di un’uva chiamata Sheshi Bardhë e Sheshi i Zi (in italiano Sheshi Bianco e Sheshi Nero) che regala al consumatore un vino di alta qualità.

Va sottolineato, però, che Shesh permette anche di ammirare un bellissimo panorama naturale.

Kallmet con il suo vitigno dotato di potenzialità

Kallmet è una deliziosa frazione del comune di Alessio e proprio qui prende vita un vitigno dotato di grandissime potenzialità. Questo tipo di vitigno è presente  in circa il 20% della superficie e si distingue per essere a bacca rossa e con una ottima base polifenolica.

Pulës, ancora sottovalutato

Nel circondario di Berat, splendida città millenaria e patrimonio mondiale dell’UNESCO, viene invece prodotto il Pulës, un vino ancora sottovalutato ma che vanta un ottimo bouquet e un retrogusto persistente, che richiama il profumo del ginestro.

Al giorno d’oggi il grandi aziende conosciute del Paese che producono vino sono più di 30, anche se, nei prossimi anni, si stima una crescita del settore. Cantine che, in alcuni casi, hanno iniziato a farsi conoscere anche a livello internazionale, partecipando a concorsi e a fiere di settore.

Possiamo perciò affermare che in Albania, grazie a diverse politiche di sostegno della Comunità europea e all’intraprendenza di una trentina di produttori, il settore vinicolo è in espansione e che la superficie di terra destinata alla vite sta aumentando. Dai vitigni internazionali a quelli autoctoni, infatti, comincia ad esserci l’imbarazzo della scelta.

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Berat, spettacolo incredibile dell’Albania

Dal 2008 è Patrimonio UNESCO, raro e fulgido esempio di città ottomana perfettamente conservata, ed è una delle mete che non si possono perdere durante un viaggio in Albania: ecco Berat, la “città dalle finestre sovrapposte” lungo il fiume Osum, dove si respirano oltre 24 secoli di storia e la convivenza in armonia di varie comunità religiose e culturali nel corso dei secoli.

Assomiglia a una cartolina con le persiane e le piccole finestre delle bianche case arroccate sulla montagna che donano scorci mozzafiato e la cittadella fortificata (Kala) abitata, oggi come centinaia di anni fa, dalle famiglie del luogo.

Una meta che trasporta indietro nel tempo, al cospetto dell’Albania rurale e che, al contempo, offre i servizi di una cittadina inserita a pieno titolo nelle guide turistiche.

Cosa vedere a Berat, la città dalle mille finestre

Il modo migliore per scoprire Berat e immergersi nella sua atmosfera tipica è percorrerla a piedi, senza fretta.

La prima tappa da non perdere è, senza dubbio, il Castello, fortezza monumentale che si staglia a 241 metri su una collina rocciosa alla destra del fiume e domina tutta la città.

Anche se le prime tracce di fortificazione di Berat risalgono addirittura al IV secolo a.C, il castello assume la sua attuale forma, caratterizzata da planimetria triangolare, possente cinta muraria e 24 torri, nel XIII secolo d.C. con Michael I Comneno Doukas, cugino dell’imperatore bizantino e despota dell’Epiro.

Potrete raggiungerlo con una magnifica passeggiata che attraversa tutto il quartiere storico di Mangalem: non appena sarete al cospetto del Castello, rimarrete colpiti dal suo tessuto urbano disegnato da secolari case in pietra tuttora abitate, piccoli negozi, ostelli, ristoranti, resti di moschee e chiese racchiusi all’interno di un vero e proprio quartiere autentico, Kala, dove non è raro imbattersi in gruppi di bambini che giocano e anziani pastori che transitano con le loro greggi di pecore.

Altro fiore all’occhiello della fortezza è il suggestivo punto panoramico che osserva il Monte Shpirag.

Ma non soltanto: nel cuore della cittadella, spiccano ben 15 chiese, la maggior parte risalenti al XIII secolo: su tutte, meritano una menzione particolare la Chiesa di Santa Maria Vllaherna, impreziosita da pregevoli dipinti e mosaici a opera di Nikolla, figlio del pittore Onufri, e la Chiesa di San Teodoro, dipinta con assoluta maestria proprio da Onufri.

chiesa san teodoro berat

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La Chiesa di San Teodoro

Presso la Cattedrale Ortodossa di Santa Maria, l’edificio religioso più grande della cittadella, è altresì ospitato il Museo Nazionale Iconografico Onufri, dove ammirare i magnifici dipinti religiosi di Onufri del XVI secolo e la più ricca collezione di icone dell’Albania, con 173 opere (60 oggetti liturgici e più di 100 icone) realizzate dai maggiori pittori albanesi tra il XIII e il XX secolo.

Cuore dell’esposizione sono poi certamente i capolavori di Onufri, maestro dell’arte sacra del XVI secolo, contraddistinti dall’utilizzo dei colori rosso e rosa e dall’inedito realismo per l’epoca.

Da non perdere poi la Chiesa della Santissima Trinità, chiesa bizantina di epoca medievale, che conserva tutt’ora la struttura del periodo paloeologo: con pianta a croce greca e sormontata dalla cupola, è composta dal naos, dal narcete e dall’alcova.

Ancora, a Berat le chiese cristiane fanno da contraltare alle moschee, in un contesto multireligioso: da segnalare, all’interno della cittadella fortificata, le rovine della Moschea Rossa e della Moschea Bianca, monumenti culturali dell’Albania dal 1961.

I quartieri di Mangalem e Gorica e le loro attrazioni

Dopo aver apprezzato l’area del Castello, non vi resta che passeggiare nel labirinto di stradine che contraddistingue i due quartieri storici della città, Mangalem e Gorica.

Il primo quartiere che troverete arrivando dalla Cittadella è Mangalem, dove lasciarsi incantare dalla Moschea del Sultano, la più antica, dalla Moschea di Piombo del XVI secolo, dalla Moschea dei Celibi che si sviluppa su due piani, e dal Museo Etnografico la cui ricca collezione di oggetti d’arredo e attrezzi da lavoro offre uno spaccato perfetto della cultura folkloristica del territorio.

Spettacolare anche la Chiesa di San Michele, splendido esempio di architettura ortodossa del XIII secolo con la vicina e omonima grotta che fu, in passato, santuario cristiano.

Oltrepassato poi il Ponte di Gorica con 7 archi ed eleganti pietre bianche, vi ritroverete nel quartiere Gorica, impreziosito da numerose chiese di recente costruzione tra cui citare l’imponente Chiesa di San Spiridione e la Chiesa di San Tommaso, notevole meta di pellegrinaggio.

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Albania, un’eccellenza italiana per dar nuova vita al teatro di Durazzo

L’area archeologica della città di Durazzo si appresta a diventare un parco, polo culturale e hub tra i più importanti dell’Albania e del Mediterraneo: il progetto di riqualificazione e nuova configurazione è stato vinto dallo studio Stefano Boeri Architetti e SON Architects, a seguito del bando indetto dal Ministero della Cultura albanese e dalla Fondazione Albanese – Americana per lo Sviluppo (AADF).

L’obiettivo è quello della valorizzazione dei beni storici di Durazzo con anche la progettazione di una serie di itinerari in città che uniranno l’area dell’anfiteatro romano con il lungomare e altri monumenti di interesse storico-artistico di cui la città albanese è ricca.

Al via la progettazione del Parco Archeologico

Non è la prima volta che lo studio di architettura di Stefano Boeri lavora in ambito archeologico: in Italia ha già dato vita a progetti per Domus Area a Roma e per il Parco Archeologico di Ostia Antica. E anche in Albania sono numerosi i progetti che lo vedono già coinvolto.

Tra i lavori che portano la sua firma: il piano regolatore della città di Tirana, del Bosco Verticale, e del “Cubo di Blloku”, centro polifunzionale con uffici, ristorazione e attività commerciali.

Adesso la nuova sfida è “l’interpretazione, presentazione e valorizzazione dell’anfiteatro romano, del foro bizantino e delle terme romane, nonché della progettazione di una serie di percorsi urbani nel centro storico di Durazzo”, come riporta una nota stampa della Boeri Architects. “Il progetto darà anche vita a un parco archeologico nel cuore della città per residenti e visitatori”.

Un progetto che punta a restituire all’anfiteatro, per anni mai adeguatamente valorizzato, il suo ruolo di punto nevralgico dell’intera area archeologica, insieme alle terme e al foro bizantino, oggi purtroppo chiusi al pubblico e poco visibili.
Il foro, che fungeva da spazio pubblico per eventi e fiere, ha una superficie di 2530 metri quadri e conserva le tracce di un portico circolare con, al centro, un podio sotto al livello stradale, marciapiedi ed edifici mentre le terme si sviluppano per 700 metri quadrati e includono vari ambienti tra cui la piscina e il caldarium (il frigidarium e il tepidarium rimangono tuttora interrati).

L’anfiteatro, dalla forma ellittica, è un’icona e un punto di riferimento per il centro di Durazzo: anche se è stato trascurato a lungo e mai coinvolto in progetti specifici con la creazione, ad esempio, di un itinerario dedicato, è la principale attrazione archeologica della città e accoglie circa ventimila visitatori ogni anno.

Il progetto di Stefano Boeri prevede inoltre la realizzazione di nuovi percorsi urbani per facilitare la fruizione dei siti storici da parte di residenti e turisti. Continua la nota dello studio: “L’obiettivo principale del progetto è collegare il lungomare e il porto di Durazzo con le principali attrazioni turistiche della città, poiché molti beni culturali periferici sono ancora disconnessi e di difficile accesso per residenti e visitatori, ostacolando così il pieno sviluppo turistico”.

Il patrimonio storico e archeologico di Durazzo: è il momento di portarlo alla ribalta

Durazzo è una città che vanta un passato importante e beni storici di sicuro interesse, ancora poco noti, che devono essere finalmente valorizzati.

Lo ha sottolineato, a margine del concorso, Elva Margariti, Ministro della Cultura della Repubblica d’Albania: “L’anfiteatro di Durazzo non è solo un monumento culturale, ma una rappresentazione simbolica della città di Durazzo, una testimonianza della passata gloria di questa antica città, che deve essere restituita all’attenzione di ogni visitatore di Durazzo. I secoli hanno gettato un’ombra ma non hanno spento la luce dell’immenso patrimonio culturale di Durazzo, per questo motivo il progetto di conservazione e rivitalizzazione dell’anfiteatro è necessario per restituire parte della gloria ‘perduta”. L’anfiteatro dovrà tornare alla luce in tutta la sua grandezza e far parte della mappa culturale di Durazzo che avrà l’obiettivo di collegare, attraverso una rete di percorsi, tutti i monumenti della città”.