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Saburtalo Tbilisi: cosa vedere e cosa fare in questa zona

Siamo a Tbilisi, la Capitale della Georgia, esattamente a Saburtalo, un quartiere che è conosciuto per lo Zoo di Tbilisi e per il Giardino Rosso, oltre che per la presenza del Palazzo Olimpico e del Palazzetto dello Sport. Una zona da conoscere, da vedere almeno una volta nella vita, per scoprire il passato della città mediante l’architettura. Del resto, Tbilisi è una metropoli che rimanda un’immagine di sé ben chiara, con un mix di stili che ne testimoniano la storia, raccontandola visivamente. Vediamo cosa fare e cosa vedere a Saburtalo a Tbilisi, il “quartiere studentesco”.

Saburtalo Tbilisi, storia e informazioni

Visitare Tbilisi, la Capitale della Georgia, è un’occasione per conoscere la storia di un Paese con un passato difficile. Siamo nel cuore del Caucaso, e ogni quartiere della città è pieno di storia e di fascino, tra caffè e locali avant-garde, ma anche edifici dall’architettura sovietica. Raggiungere Saburtalo non è difficile, poiché è servita dalla metropolitana di Tbilisi: le linee sono tre, e la seconda porta a Saburtalo (la seconda, la linea verde).

Prima di tutto, Saburtalo è la più grande della zona centrale, e la sua architettura cambia in base alla zona: per esempio, nei pressi della Metro Medical Centre mostra tutto il suo splendore, ma vicino al Palazzo dello Sport si notano i grandi palazzi. Marjanishvili dista appena 9 minuti in auto e, secondo i viaggiatori, è tra le zone da scoprire a Tbilisi, molto trendy. Da non perdere anche via Agmashenebeli, sempre a 10 minuti di auto. La zona rimane in ogni caso ben servita anche dal trasporto pubblico e non solo: si può alloggiare a Saburtalo, data la presenza di diversi hotel e appartamenti, tra cui alcune strutture luxury e con servizi pensati per offrire il massimo del comfort.

Cosa vedere e cosa fare a Saburtalo Tbilisi

Immergiamoci nell’atmosfera di Saburtalo: come visto, è molto amata dai giovani, anche per la vicinanza ad alcune delle strutture più apprezzate, tra cui il Palazzo Olimpico (qui si disputano tornei sportivi, come calcetto o wrestling), o ancora il Palazzetto dello Sport, dove non mancano partite di basket e concerti da prenotare. Partendo da qui, si può raggiungere lo Zoo di Tbilisi in appena 9 minuti di auto: è il più antico e il più grande della Georgia, fondato nel 1927,

Da non perdere in alcun modo, per tutti coloro che sono interessati all’architettura sovietica, la zona di Nutsubidze, proprio nel quartiere di Saburtalo. Come anticipato, l’architettura cambia a seconda dei luoghi: a Nutsubidze si trovano i cosiddetti Sky Bridges, ovvero i vecchi edifici in stile sovietico, un complesso residenziale con tre blocchi abitativi. A due passi dalla metro Saburtalo, uno spaccato del cosiddetto Brutalismo.

Il quartiere è un punto di partenza, dunque, per scoprire l’anima di Tbilisi, ed è in una zona strategica, vicina a molte delle attrazioni da inserire nel proprio itinerario per andare alla scoperta della Capitale della Georgia: il Ponte della Pace si trova ad appena 11 minuti di auto da Saburtalo, e i minuti di percorrenza sono uguali per la Basilica Ortodossa di Anchiskhati, la Chiesa più antica della Capitale. Ci si trova, inoltre, a 12 minuti dal Museo della Georgia, per fare un tuffo nel passato del Paese, con reperti che risalgono fino al 3000 a.C.. L’ultimo piano, invece, propone il Museo dell’Occupazione Sovietica: uno spaccato di storia.

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Strovolos, cosa vedere e cosa fare assolutamente nel quartiere cipriota

Stai organizzando una vacanza a Cipro, esattamente nel distretto di Nicosia? Strovolos è un comune cipriota che ha tanto da offrire, tra arte, cultura e una vivace vita notturna. Dopo aver ottenuto lo status di comune nel 1986, è annesso all’area metropolitana di Nicosia: non mancano hotel e alberghi dove soggiornare, per un comfort impareggiabile. Ti raccontiamo Strovolos: cosa fare, cosa vedere e le attrazioni da non perdere.

Strovolos, informazioni da sapere prima di partire

Siamo a Nicosia, nella Capitale di Cipro, una città con un’atmosfera suggestiva, in grado di evocazioni emozioni. La capitale cipriota è suddivisa in comuni e quartieri, e tra questi troviamo Strovolos, che si distingue per essere una zona piuttosto apprezzata dai turisti per la presenza di ristoranti, bar, hotel, locali. Ma non solo. Un comune assolutamente ben servito e ben collegato, infatti dista appena 7 minuti in auto dal Museo Nazionale di Cipro, che suggeriamo assolutamente di vedere.

Cosa vedere e cosa fare a Strovolos, anche nei dintorni

Osservando gli edifici lungo le strade, sappiamo di trovarci in un luogo relativamente nuovo, di recente costruzione, che non ha una lunga storia alle spalle. Eppure, è il terzo comune più grande dell’Isola e le storie e le leggende di cui è protagonista risalgono fino all’VIII secolo. Oltre a questo, è un quartiere che si è affermato rapidamente come tra i preferiti dai turisti e dai viaggiatori, anche in virtù della vicinanza con alcune delle attrazioni più apprezzate, come il Museo Municipale Leventis di Nicosia (10 minuti in auto) e la Galleria AG Leventis (9 minuti in auto). Un modo per arricchirsi culturalmente e umanamente e per scoprire gli antichi fasti di Cipro. Ad appena 11 minuti in auto, invece, si può raggiungere Ledra.

Perché è tanto apprezzata Strovolos? Per i comfort moderni, gli spazi verdi – che la rendono ideale per una vacanza con i bambini – o ancora per l’accoglienza e la calorosità della gente del posto. Come raccontare la bellezza di Strovolos? Forse parlando di una delle chiese più belle della zona, ovvero la Chiesa di Agia Marina, che è “nascosta” in una foresta, alla fine della via Apostolou Varnava (si può accedere anche dalla via Ayias Marinas). Le sue dimensioni non sono immense, ma è progettata nei minimi particolari, realizzata in pietra con un pergolato in legno. All’interno, non mancano dipinti da osservare.

Da segnare nel proprio itinerario la Galleria K & Cypria Auctions, una galleria di belle arti e antiquariato, oltre che una casa d’aste che i turisti suggeriscono caldamente. Una delle attività più raccomandate, invece, è l’Acropolis Park: una zona che si trova in una via pittoresca, con una vegetazione lussureggiante e completa di ogni servizio a Strovolos. Il divertimento qui è su misura di tutta la famiglia, dal momento in cui è disponibile un parco giochi, un bar-ristorante dove fermarsi a mangiare e un campo da basket dove mettere alla prova le proprie abilità. Naturalmente, puoi arricchire la tua vacanza visitando Nicosia, la Capitale di Cipro: l’ultima città del mondo occidentale che è ancora oggi divisa in due dalla “Linea Verde”, tra chiese ortodosse, mura veneziane e musei imperdibili.

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Le statue di Botero invadono Roma, la mostra diffusa da non perdere

Sono inconfondibili, con le loro braccia tornite, i volti rubicondi e il ventre strabordante, le figure nate dalla maestria dell’artista colombiano Fernando Botero, uno dei più celebri del Dopoguerra: con forme extra-large e corpi rotondi, rappresentano un inno alla vita gioiosa e in armonia, nonché l’espandersi a 360 gradi dell’oggetto nello spazio e l’idea del volume.

Una cifra stilistica inconfondibile che, oggi, torna a essere assoluta protagonista grazie alla mostra diffusa “Botero a Roma” che, fino al primo ottobre 2024, animerà le piazze principali della Città Eterna con otto imponenti sculture in bronzo realizzate nel periodo che va dagli Anni Novanta ai primi Anni Duemila. Curato dalla figlia Lina Botero, il suggestivo percorso espositivo a cielo aperto, si pone anche come un “assaggio” della ricca mostra dedicata all’artista presso le sale di Palazzo Bonaparte a settembre 2024.

“Botero a Roma”: la mostra diffusa che impreziosisce la Capitale

Sono otto le monumentali sculture che vanno a impreziosire alcune tra le più importanti piazze di Roma, vale a dire la Terrazza del Pincio, Largo dei Lombardi, Piazza San Silvestro, Piazza del Popolo, Piazza Mignanelli e Piazza San Lorenzo in Lucina: si tratta di Seated Women, Gatto, Reclining Woman, Seated Woman, Venus Dormida, Horse (with bridles), Standing Man (“Adamo”), Standing Woman (“Eva”).

Un ambizioso progetto out door che mira a restituire al pubblico le inconfondibili opere voluminose di Botero e le evoluzioni per quanto concerne i soggetti e le tecniche.

Le parole della figlia, curatrice della mostra en plein air

La figlia di Botero, curatrice della mostra en plei air lungo le piazze di Roma, ha spiegato: “Botero a Roma rappresenta il primo grande evento che si tiene attorno all’opera di Fernando Botero dopo la sua scomparsa il 15 settembre scorso. Le sculture in bronzo che oggi sono esposte nel centro storico della città, sono state esposte nel tempo in 25 mostre che si sono tenute a Parigi, New York, Hong Kong, Singapore, Berlino, Gerusalemme, Madrid e Buenos Aires. C’è da dire che il legame che unisce l’artista all’Italia trae origine dalla sua passione per la pittura del Quattrocento italiano che ha segnato la sua ricerca, oltre all’aver lavorato per oltre quarant’anni alla scultura in bronzo e marmo a Pietrasanta in Toscana”.

A settembre, la mostra a Palazzo Bonaparte

E mentre le sculture si fanno ammirare nella cornice delle piazze romane, cresce l’attesa per la grande mostra che aprirà il 17 settembre 2024 negli spazi di Palazzo Bonaparte e che sarà visitabile fino al 19 gennaio 2025.

A cura di Arthemisia, raccoglierà sculture, dipinti, acquarelli e disegni realizzati da Botero durante la sua lunghissima carriera: in più, saranno presenti le sue versioni di capolavori della storia dell’arte quali il dittico di Montefeltro di Piero della Francesca, la Fornarina di Raffaello, i ritratti borghesi di van Eyck e di Rubens, e Las Meninas di Velàzquez.

Ma non soltanto: una sala sarà altresì dedicata alla sperimentazione più recente dell’artista colombiano che, a partire dal 2019, dipinse con gli acquarelli su tela, dando vita a opere quasi diafane, derivate da un approccio delicato e dai tratti morbidi.

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Hotel a Skopje: le zone migliori dove soggiornare

Skopje, la vivace capitale della Macedonia del Nord, è una città ricca di storia, cultura e bellezze naturali, che attrae ogni anno un numero crescente di turisti. Quando si tratta di scegliere un hotel a Skopje, la scelta della zona giusta può fare una grande differenza nel rendere il soggiorno più piacevole e conveniente. Ogni quartiere ha infatti il suo carattere e le sue peculiarità, pronte a soddisfare le esigenze di ogni tipo viaggiatore.

Il centro città, Centar, è ideale per chi desidera essere al centro dell’azione, vicino ai principali monumenti storici, musei e alla famosa piazza Macedonia. Qui si trovano hotel di tutte le categorie, dai lussuosi boutique hotel a opzioni più economiche. Debar Maalo, noto per i suoi ristoranti e caffè alla moda, è perfetto per chi cerca una vivace vita notturna e un’atmosfera bohémien. Karposh, invece, offre una combinazione di tranquillità e comodità, essendo un’area residenziale vicino al fiume Vardar, mentre Sredno Vodno è l’ideale per chi ama la natura e le attività all’aria aperta. Oltre a queste zone principali, Skopje offre anche quartieri più tranquilli e residenziali, ideali per chi cerca un soggiorno lontano dal trambusto del centro.

Centar

Centar, il centro storico di Skopje, è il quartiere ideale per il turista che desidera immergersi a capofitto nella vita e nella cultura della capitale macedone. La sua posizione centrale lo rende perfetto per esplorare a piedi le principali attrazioni della città, come piazza Macedonia, il Ponte di Pietra e la Fortezza di Skopje, risparmiando tempo e denaro sui mezzi di trasporto. Centar ha un’atmosfera unica che combina storia, cultura e modernità, è ricco di ristoranti, bar e caffetterie che propongono cucina tipica macedone e internazionale, ma anche di pub, discoteche e locali di musica dal vivo che animano le notti di Skopje. Anche se a Centar potete trovare una vasta gamma di sistemazioni per tutti i budget, in quest’area si concentrano alcuni dei migliori alberghi a 4 e 5 stelle della città, come Hotel Marriott Skopje, Solun Hotel & Spa, Stone Bridge Hotel, Holiday Inn Hotel, Limak Skopje Luxury Hotel, Best Western Hotel Turist. Tuttavia, è importante tenere a mente che essendo Centar il quartiere più turistico di Skopje, i prezzi degli alberghi e dei ristoranti possono essere più alti rispetto ad altre zone della città.

Old Bazaar

La zona attorno al Vecchio Bazar è il miglior posto dove soggiornare a Skopje per immergersi nell’autentica vita cittadina. Qui è ancora possibile vedere vecchi edifici del periodo ottomano e, come suggerisce il nome, c’è un antico mercato dove si può trovare di tutto, dai vestiti ai prodotti alimentare tipici, ai souvenir più curiosi da acquistare come ricordo. E ovviamente è il posto giusto dove assaggiare la cucina locale: baklava e kebab sono tra i migliori della città! In zona non mancano attrazioni culturali legate al periodo del dominio ottomano, come la Galleria Nazionale di Čifte Amam, il Museo di Storia e l’Accademia delle Arti. Tra le migliori sistemazioni disponibili nel quartiere dell’Old Bazaar ci sono Bushi Resort & Spa, Hotel Arka, Hotel Premium, e Hotel Doa.

Skopje Old Bazaar

Fonte: iStock

Skopje Old Bazaar, Macedonia del Nord

Debar Maalo

Situato a 15 minuti a piedi dal centro città e dal Ponte di Pietra, Debar Maalo è il più bohémien dei quartieri di Skopje, e per questo è anche uno dei più amati dai turisti. Lontano dal clamore turistico del centro, questa zona rappresenta un vero gioiello nascosto per i turisti alla ricerca di un’esperienza di soggiorno alternativa e che desiderano immergersi nell’anima più autentica di Skopje. Qui troverete gallerie d’arte, negozi di artigianato, ristoranti di cucina macedone, caffè e pub dall’atmosfera rilassata e informale, frequentati da un pubblico creativo e intellettuale. Ma anche una vivace vita notturna, con numerosi bar e locali di musica dal vivo che propongono musica tradizionale macedone e internazionale.

Rispetto al centro storico, Debar Maalo offre sistemazioni a prezzi più accessibili, pur mantenendo un livello qualitativo elevato, tra gli indirizzi migliori ci sono City Park Hotel e Hotel Tim’s. Inoltre, potrete trovare accoglienti appartamenti, guesthouse e piccoli hotel che vi faranno sentire come a casa. La sua posizione a pochi passi dal centro storico, facilmente raggiungibile a piedi o con mezzi di trasporto pubblici, lo rende un’ottima base per esplorare la città senza rinunciare all’autenticità.

Prolet

Scegliere una sistemazione a Prolet, il vivace quartiere multiculturale che si estende attorno alla stazione centrale dei treni e degli autobus, può essere un’ottima idea se si intende visitare altre località in Macedonia e fare gite fuori città. Pur essendo situato a breve distanza dal centro, la sua posizione consente di raggiungere facilmente qualsiasi destinazione. Il quartiere ospita una moschea, una chiesa ortodossa e una chiesa cattolica, che danno un’idea della ricca diversità religiosa della Macedonia del Nord, e soggiornando in questa zona è possibile immergersi nella vita quotidiana di Skopje, frequentando i mercati locali, i bar e i ristoranti frequentati dalla gente del posto. Prolet è generalmente più economico rispetto al centro, offrendo una varietà di alloggi a prezzi ragionevoli, dagli hotel agli appartamenti, e questo lo rende un’ottima scelta per chi viaggia con un budget limitato.

Sredno Vodno

Situato alle pendici del Monte Vodno a sud di Skopje, Sredno Vodno combina la tranquillità della natura con la vicinanza alle principali attrazioni e per questo è particolarmente apprezzato da chi viaggia con bambini. La sua posizione strategica, a soli pochi minuti di autobus o taxi dal centro, lo rende una base ideale per visitare la città, ma anche per immergersi nella natura, fare trekking o mountain bike lungo i sentieri escursionistici che conducono alla cima del Monte Vodno.

Sredno Vodno offre una varietà di opzioni di alloggio per tutti i gusti e budget, che spaziano dagli hotel tradizionali agli appartamenti, dalle case vacanza alle ville, e molte strutture offrono terrazze panoramiche con vista sulla città e sulle montagne. Tra i migliori alberghi in questa zona ci sono Villa Vodno, Hotel Panoramika Design and Spa e Leonardo Hotel. Rispetto al centro di Skopje, Sredno Vodno offre alloggi e ristoranti a prezzi più accessibili, permettendo di risparmiare senza rinunciare a comfort, qualità e tranquillità.

Karposh

Se state cercando un quartiere tranquillo, centrale e sicuro dove soggiornare a Skopje, Karposh fa al caso vostro. Questa zona residenziale di case e condomini immersi nel verde di parchi e giardini si estende a nord del Centar, oltre Debar Maalo, al quale è collegato con un buon servizio di mezzi pubblici. Sebbene sia un po’ distante dal centro città, è particolarmente apprezzato per la sua tranquillità e pertanto è considerato tra i migliori luoghi dove soggiornare a Skopje. Offre una buona selezione di caffè, ristoranti, negozi dove fare shopping, molti dei quali si trovano all’interno del popolare centro commerciale Skopje City Mall. Il miglior hotel in zona è Aleksandar Palace Hotel Congress Center, ma Karposh offre comunque diverse opzioni di alloggio per tutti i budget, dagli hotel di lusso agli appartamenti economici. Questo lo rende una zona ideale per i turisti che desiderano un soggiorno confortevole e conveniente.

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Il Castello Sforzesco come non lo hai mai visto: apre una nuova area

Il già suggestivo percorso di visita del Castello Sforzesco a Milano si è arricchito dal 28 giugno 2024 con la Salita alle Merlate Panoramiche, un’opportunità resa possibile dalla collaborazione del Comune di Milano con CoopCulture e Artem che, finalmente, consente a cittadini e turisti di scoprire un’area fondamentale dello storico edificio, accessibile (a fronte dell’acquisto del biglietto dedicato) senza visita guidata su prenotazione.

Un itinerario panoramico di una quarantina di minuti che affascina proponendo lo skyline del capoluogo lombardo da un punto di vista del tutto inedito e privilegiato: si tratta di una nuova esperienza di visita individuale, che si affiancherà alle proposte di tour guidati già attive.

Il percorso delle Merlate attende i visitatori

Dopo aver affrontato i cento gradini dello Scalone del Cortile della Rocchetta (che possono essere sostituiti dall’ascensore per chi ne avesse necessità), ecco l’ingresso all’ultimo piano della Torre del Tesoro: da qui, si apre il percorso delle Merlate, in passato camminamento di ronda dei soldati, quando il Castello Sforzesco era fortezza militare all’epoca della famiglia Sforza.

Passeggiando lungo il perimetro della struttura, oggi è di nuovo possibile ammirare Milano “come non l’avete mai vista” con un itinerario (della durata di circa 40 minuti) che inizia dal lato nord-ovest, verso il Parco Sempione, e continua in senso anti-orario a sud-ovest, verso il Duomo e il centro città.

La nuova passeggiata culturale milanese

La Salita alle Merlate Panoramiche è, quindi, una nuova e ottima occasione per esplorare Milano e lo skyline in maniera suggestiva e immergersi appieno nella sua storia.

Infatti, oltre a essere davvero incantevole, l’itinerario è impreziosito da pannelli descrittivi che, passo dopo passo, illustrano ai visitatori i dettagli sui sistemi difensivi degli Sforza, i cenni storici salienti nonché informazioni e curiosità sui punti di interesse che si mostrano allo sguardo (quali, ad esempio, il Bosco Verticale, la Torre Unicredit, il Campanile di San Gottardo in Corte, gli edifici di Gio Ponti e Giovanni Muzio, le Torri di CityLife).

Ancora, non mancano approfondimenti di carattere architettonico sui vari elementi del sistema di difesa, a partire dall’antico muro della Ghirlanda al Rivellino di Santo Spirito fino ai merli, alle caditoie e alle feritoie. Infine, ma non certo per ultimi, largo spazio ai racconti e alle leggende che, dal Medioevo in poi, hanno reso celebre il fortilizio milanese del XV secolo.

Informazioni utili per la visita

Il tratto del camminamento per un emozionante e coinvolgente sguardo su Milano è accessibile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 17.00 (ultimo ingresso).

Il biglietto si può acquistare online oppure direttamente presso l’Info Point del Castello. Chi è in possesso di un Abbonamento Musei Lombardia in corso di validità, ha diritto a ricevere il biglietto gratuito presentandosi alla biglietteria delle Merlate Panoramiche (questa tipologia di biglietto non è disponibile online).

È consentito l’ingresso a un massimo di 25 persone ogni 20 minuti e l’intero percorso, come accennato, ha una durata di circa 40 minuti.

Sono necessarie scarpe comode per affrontare l’itinerario (a partire dalla salita dei 100 gradini della Scalone della Rocchetta), quindi si sconsigliano tacchi o ciabatte.

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A Trento apre la nuova area archeologica di Palazzo Lodron

Dopo un prolungato periodo di chiusura, mercoledì 10 luglio ha riaperto al pubblico l’area archeologica di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza del centro storico di Trento. Insieme al Sito Archeologico Sotterraneo del Sas presso piazza Battisti, alla Residenza romana di Orfeo in via Rosmini, e alla Porta Veronensis, al di sotto della Torre Civica, rappresenta una delle testimonianze più significative dell’antica Tridentum.

L’area archeologica sarà visitabile con accesso gratuito nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì (non festivi) dalle ore 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30.

Un affascinante viaggio nella Trento dei Romani

Il sito, curato dall’Ufficio beni archeologici dell’UMSt Soprintendenza per i beni e le attività culturali provinciali con il supporto di Volksbank, custodisce i resti di un quartiere meridionale della città fondata dai Romani nella seconda metà del I secolo a.C. Gli scavi degli archeologi hanno portato alla luce e reso visitabili un tratto della cinta muraria, una parte di strada, i resti di una torre, abitazioni private e una bottega vinaria.

Le ricerche nel sottosuolo di Palazzo Lodron, avviate nel 2000 in concomitanza con il restauro dell’edificio storico, hanno permesso di rinvenire un vasto settore di Tridentum, che presenta una sequenza stratigrafica intatta che va dalla fine del I secolo a.C. fino al VI/VII secolo d.C. La scoperta ha così consentito di ricostruire l’impianto urbano della città romana e ha fornito nuovi dati sull’edilizia privata e sulle attività che si svolgevano nel centro abitato.

Alla scoperta delle meraviglie dell’area archeologica di Palazzo Lodron

Particolarmente significativi per l’ottimo stato di conservazione sono i resti delle mura meridionali della prima cinta cittadina, risalenti all’epoca di Augusto: essi mostrano pietre, ciottoli, filari di laterizi e le buche pontaie, ovvero i fori per inserire i pali di sostegno delle impalcature utilizzate durante la costruzione. Lungo il muro si trovano tracce di una torre, che nel periodo di massimo sviluppo di Tridentum fu probabilmente trasformata in una porta e successivamente tamponata.

Il sito conserva inoltre un tratto di un cardo minore, una strada lastricata orientata verso nord-sud, completa di crepidini in blocchi di pietra e un marciapiede in terra battuta, oltre alle rovine di edifici privati con funzioni commerciali e produttive. Tra questi spicca una caupona, una bottega per la vendita di vino, riconoscibile per la presenza di grandi fosse circolari adatte a contenere tini o botti, che si affacciava direttamente sull’antico fronte stradale.

Sono stati inoltre individuati i resti di un edificio privato, di cui si riconoscono alcuni ambienti con probabile funzione di cucina e dispensa, e altri funzionali all’alimentazione del sistema di riscaldamento a pavimento, di cui dovevano essere dotate alcune stanze, oggi non più visibili. Una curiosità è l’identificazione di una latrina a sedile, finora unica nel suo genere nella città di Trento.

Sul fronte esterno del palazzo, lungo il lato sud dell’edificio, oggi si può notare la seconda e più tarda cinta muraria, costruita nel III secolo d.C. Accanto a essa è stato rinvenuto un cimitero databile tra il VI e VII secolo, contenente una tomba di donna gota con un ricco corredo funebre.

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Cattedrale di Zagabria, un passato da scoprire. Info, consigli e curiosità

La Capitale della Croazia è Zagabria, e la sua Cattedrale, dal passato magico e turbolento, merita di essere conosciuta. Posta nell’entroterra, il fascino di Zagabria è racchiuso nella sua storia, a metà tra Occidente e Oriente. A lungo è stata una città poco turistica, ma di recente è stata riscoperta per la sua bellezza, spesso definita disarmante. Sono tante le cose da vedere qui, ma c’è un’attrazione che toglie il fiato: stiamo parlando della Cattedrale di Zagabria, che sorge nel centro storico. Ti portiamo alla scoperta della Cattedrale dell’Assunzione di Maria: storia, cosa vedere e curiosità.

La storia della Cattedrale di Zagabria

Definita come l’edificio di culto più importante in Croazia, la Cattedrale di Zagabria è dedicata all’Assunzione di Maria. Fondata nel 1093, lo stile è il neogotico: le sue guglie si intravedono da ogni angolo della città, anche per le dimensioni, circa 108 metri di altezza. Al suo interno, invece, sono imperdibili gli affreschi della Sacrestia o quelli che rappresentano l’Assunzione di Maria, che risalgono al 1200. Per la sua bellezza e per la storia affascinante, rientra tra le cose da vedere a Zagabria. Si trova esattamente nella piazza Kaptol, nella parte della Città Alta. La navata della Cattedrale risulta austera, ma non per questo priva di fascino e bellezza, e può ospitare fino a 5000 persone.

Curiosità sulla Cattedrale di Zagabria

Nel corso del tempo, ha subito numerosi rimaneggiamenti, come modifiche e ampliamenti: tuttavia, lo stile che la caratterizza maggiormente, come accennato, è il neogotico. Il passato di questa Cattedrale può essere definito di certo turbolento: è stata testimone silenziosa della città, ma anche protagonista di momenti difficili, come quando è stata distrutta da un terremoto nel 1880. Hermann Bollé, architetto, è stato incaricato della sua ricostruzione: è stato lui a progettare le torri di 104 metri. La Cattedrale non è stata distrutta solo una volta. Quando l’edificio è stato completato nel 1217, è stato distrutto dai Tartari nel 1242. Dal 1990, invece, sono in corso dei lavori con l’obiettivo di restaurare alcune delle parti. Ha subito danneggiamenti anche durante il terremoto di Zagabria del 2020.

Cosa vedere nella Cattedrale di Zagabria

Come anticipato, può ospitare fino a 5000 persone e al suo interno puoi osservare tantissimi affreschi e opere d’arte, santuari e vetrate colorate che risalgono al XIX secolo, tra le più antiche nel territorio della Croazia. Da notare la tomba dell’arcivescovo croato Alojzije Viktor Stepinac, figura enormemente controversa, che si caratterizza per bassorilievi. Tra i dipinti religiosi, invece, si possono ammirare quelli di Albrecht Dürer, pittore rinascimentale. Oltre a essere un luogo di preghiera, è considerata un vero e proprio museo, in virtù della collezione di opere e manufatti, dal valore storico e culturale immenso. Da non perdere anche gli altari costruiti in stile barocco, con base in marmo pregiato e legno.

Informazioni

Quando visitare la Cattedrale di Zagabria? Aperta tutti i giorni, gli orari sono ridotti unicamente alla domenica e l’ingresso è gratuito. Per raggiungere la Cattedrale, si deve prendere la funicolare verso la Città Alta, poiché si trova in cima alla collina. Una posizione privilegiata che consente di ammirare il panorama sulla Capitale della Croazia.

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Questa compagnia aerea regala un soggiorno se fai uno stop over

Viaggiare in aereo è spesso sinonimo di rapidità e comodità, ma può trasformarsi in un’esperienza estenuante a causa dei lunghi tempi di attesa nelle città di scalo, in aeroporti sovraffollati, senza alternative per trascorrere le ore interminabili.

Ma non se lo scalo è a Istanbul: infatti, Turkish Airlines offre ai suoi passeggeri un soggiorno gratuito ed entusiasmante per scoprire la città e rendere lo stop over ricco e stimolante, una vera e propria “vacanza nella vacanza”. Scopriamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Il programma Stopover a Istanbul

Il programma Stopover a Istanbul della compagnia aerea Turkish Airlines permette ai passeggeri dei voli internazionali, con uno scalo di durata compresa tra 6 e 24 ore all’aeroporto cittadino, di rendere il proprio viaggio più interessante scoprendo la storia e la cultura dell’antica Bisanzio grazie al nuovo servizio Touristanbul.

Inoltre, chi ha una coincidenza di almeno 20 ore può soggiornare gratuitamente una notte in un hotel convenzionato a 4 stelle se viaggia in Economy Class e 2 notti in un hotel a 5 stelle se viaggia in Business Class. Il voucher necessario per il soggiorno viene emesso al termine della procedura di richiesta.

Invece di rimanere in aeroporto in attesa del volo successivo, i passeggeri di Turkish Airlines in transito internazionale possono così godersi gratis un magnifico tour per ammirare i monumenti più significativi di una città che è stata culla delle principali civiltà del passato: una volta saliti a bordo della navetta dedicata, ecco dispiegarsi davanti agli occhi meraviglie quali l’Acquedotto di Valente (noto in turco come l’acquedotto Bozdoğan), il quartiere di Balat sulle rive del Corno d’Oro, la moschea di Aga del XVI secolo, le Tombe di Sahaba (compagni del Profeta Maometto), la Moschea del Sultano Ahmed ( conosciuta come la Moschea Blu), la sinagoga di Ahrida del XV secolo, Piazza Beyazit, la Chiesa Bulgara di Santo Stefano, il Gran Bazar, la Grande Moschea di Santa Sofia e molto altro ancora.

Come candidarsi per usufruire dell’opportunità

Per aderire al programma Stopover a Istanbul, i passeggeri devono effettuare una prenotazione almeno nelle 72 ore antecedenti il primo volo inviando (all’indirizzo e-mail corrispondente al proprio Paese di partenza oppure tramite agenzia) le seguenti informazioni: nome, cognome, codice di prenotazione (PNR), numero del biglietto, date di alloggio desiderate, tipologia di camera preferita, numero di telefono e indirizzo e-mail.

Informazioni su Touristanbul: come funzionano i tour e come prenotare

Come accennato, chi ha un volo internazionale in coincidenza a Istanbul e uno scalo di durata compresa tra 6 e 24 ore, può approfittare del servizio gratuito Touristanbul per scoprire la città scegliendo uno degli otto differenti tour in base all’orario più adatto rispetto all’arrivo e alla partenza degli aerei.

Dopo essere atterrati all’aeroporto di Istanbul, i passeggeri saliranno a bordo di una navetta che li riporterà all’aeroporto alla fine del tour (sebbene gli orari dei tour siano organizzati e pianificati con cura, nel caso in cui un passeggero perdesse il volo, la compagnia si assicurerà che raggiunga la propria destinazione come previsto con il volo successivo).

Il servizio Touristanbul è prenotabile al banco degli Hotel situato al Terminal degli arrivi internazionali dell’aeroporto o al banco di Touristanbul nell’area transiti.

I passeggeri possono usufruire del tour gratuito utilizzando il numero del biglietto solo se emesso da Turkish Airlines con un codice che inizia con 235.

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Metro di Baku, come muoversi in città senza stress: informazioni utili

Come spostarsi nella Capitale dell’Azerbaijan? La metro di Baku, inaugurata ufficialmente il 6 novembre 1967, collega le principali zone e i quartieri della città. Composta da tre linee, ti sveliamo come funziona e tutte le informazioni utili da sapere prima di partire: le stazioni sono 27, e sono milioni i turisti e i local che ogni anno la usano, trovandola piuttosto comoda e conveniente come mezzo di spostamento.

Le linee della metropolitana di Baku

Metro di Baku, informazioni, come spostarsi

Fonte: iStock

Baku, la Capitale dell’Azerbaigian

La Rete della Metropolitana di Baku, come accennato, funziona su 3 linee: ciascuna è stata aperta nel corso degli ultimi decenni e serve determinate stazioni. Questo trasporto pubblico ferroviario, conosciuto con il nome di Baki Metropoliteni in lingua azera, è l’unico del Paese: la metro è presente solamente nella Capitale dell’Azerbaijan. Poiché è stata inaugurata nel 1967, presenta molte influenze con lo stile sovietico dal punto di vista dell’architettura.

  • Linea 1: copre la tratta da Icheri Shekher a Həzi Aslanov, è stata aperta nel 1967, è lunga 21,1 km e serve 13 stazioni.
  • Linea 2: la tratta è Khatai-Darnagul, aperta nel 1976, è lunga 14,5 km e serve 10 stazioni.
  • Linea 3: infine, la tratta Xocəsən-8 Noyabr, inaugurata nel 2016, lunga 5,7 km, serve 4 stazioni.

Come funziona la metro di Baku

Il primo progetto per realizzare la metropolitana di Baku è stato avviato durante gli anni ’30, ma ci sono voluti altri 30 anni per osservarne la realizzazione completa. Diventata operativa con la Linea 1 nel 1967, la costruzione prevedeva il collegamento del centro storico con le altre zone della città. Entro il 2040, la metro di Baku dovrebbe estendersi ulteriormente, fino a servire 119 km di percorsi, per un totale di 76 stazioni.

Prima di prendere la metro di Baku, è importante conoscere le norme di utilizzo: da turisti, ci troviamo in un Paese straniero ed è essenziale rispettare le regole. Semplicemente, i passeggeri e il personale della metro di Baku vengono invitati a osservare cortesia reciproca, usando gli spazi pubblici senza sporcare, mantenendo il decoro, l’ordine pubblico e la pulizia.

Orari

Dal punto di vista dei servizi, la metro di Baku è ottima e gli orari coprono una fascia piuttosto ampia: è aperta dalle 6 del mattino fino a mezzanotte. Questo dato può variare, anche in base alle festività, quindi è molto importante informarsi sul posto prima di prendere la metro, così da organizzare gli spostamenti in totale autonomia. Interessante notare che durante gli orari di punta (dalle 7.30 fino alle 9.30 e dalle 17.30 fino alle 19.30), dove c’è la necessità di servire un gran numero di persone, la metro passa ogni circa 6 minuti. In altri casi, invece, è possibile attendere da 4 a 15 minuti.

Biglietti e costi

Rispetto ad altre metropolitane, soprattutto quando si parla di capitali o di metropoli, il costo del biglietto è davvero conveniente: dal 1° luglio 2024, è di circa 0.50 Azn, ovvero 0,27 euro, per un biglietto di sola andata. La tariffa potrebbe subire variazioni nel corso del tempo, ma possiamo di certo affermare che spostarsi è economico e, ovviamente, la metro serve le principali attrazioni della città, come l’accesso diretto ad alcune delle attrazioni imperdibili a Baku: la Stazione Sahil serve Boulevard Baku, ideale per la vita notturna; la Stazione Icheri Sheher, invece, la Torre di Maiden. Sono tante le cose da vedere a Baku, anche nei dintorni della Capitale dell’Azerbaijan.

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Cosa fare alle gole del Verdon, un canyon in Provenza

Quando pensiamo alla Provenza immaginiamo campi di lavanda, alberghi di lusso, ristoranti stellati e borghi romantici, quelli tanto amati da artisti come Renoir, Picasso o Matisse. Eppure, alle spalle di questo scenario glamour e perfetto si cela un mondo fatto di boschi, villaggi e canyon dai paesaggi naturali mozzafiato. Tra questi, un posto d’onore tra i luoghi assolutamente da non perdere è occupato dalle gole del Verdon, meta d’eccezione per gli sportivi e per gli appassionati del turismo d’avventura.

Le profonde gole del Verdon, un mondo fatto di pietra, verde e acque color smeraldo, spacca la terra per 45 chilometri creando quello che viene considerato il canyon più grande d’Europa. Il fiume Verdon ha la sorgente sul colle d’Allos nelle Alpi Marittime e dopo aver percorso circa 175 chilometri sfocia nel fiume Durance, nei pressi di Vinon-sur-Verdon. L’intera regione era anticamente ricoperta dal mare e solo durante il Terziario si formarono le Alpi con le vallate e le gole.

I rilievi formati da calcare, coralli e fossili sono stati modellati durante la glaciazione e l’opera di erosione delle gole si è compiuta con il lavoro dei fiumi. Il Verdon, scorrendo tumultuoso, ha scavato il suo letto tra le pareti alte e strette delle gole rendendo il paesaggio di quest’angolo di Provenza molto simile a un canyon americano. Sono molte le cose da fare e da vedere per scoprirlo: dai belvedere lungo le strade panoramiche alle passeggiate tra borghi e natura, fino agli sport acquatici più avventurosi.

Gole del Verdon: cosa fare e vedere

Quello delle gole del Verdon è un mondo ruvido, aspro, che durante la bella stagione si anima con le voci dei turisti, degli escursionisti e dei motociclisti che sfidano le strade tortuose scavate nella roccia. Queste offrono percorsi panoramici imperdibili perché ricchi di scorci e belvedere suggestivi. Le vie che si possono percorrere sono principalmente due, situate rispettivamente a nord e a sud delle gole: la Route des Gorges e la Route de la Corniche Sublime.

Se scegliete di percorrere la strada a nord, la Route des Gorges, non perdetevi il Belvedere couloir Samson e il villaggio di Rougon; da questa strada potete anche fare una deviazione e prendere la Route de Crêtes o D23, un percorso ad anello lungo 23 chilometri che offre panorami a strapiombo pazzeschi. La Route de la Corniche Sublime a sud, invece, offre altrettanti punti panoramici da segnare sulla mappa come i Balconi della Mescia o le Falesie dei Cavalieri, dov’è presente anche un ristorante con terrazza. Consigliamo di fare benzina prima di arrivare alle gole perché qui le stazioni di servizio scarseggiano.

Strada panoramica gole del Verdon

Fonte: iStock

Motociclista sulla strada panoramica Route de Crêtes

Sport acquatici, trekking e arrampicata

Come ammirare l’imponenza delle falesie alte fino a 700 metri se non dalle acque del canyon? Dal colore verde smeraldo, tonalità provocata dalla presenza di microalghe, contribuiscono a rendere le gole del Verdon una delle destinazioni più gettonate in Francia dagli amanti dell’outdoor. Tra gli sport più praticati, infatti, ci sono quelli acquatici, durante i quali vi sentirete minuscoli a confronto con l’immensità del canyon! Qui è possibile andare in canoa o kayak, fare rafting, praticare il torrentismo nei crepacci o affittare una barchetta, oltre che divertirsi con tante altre attività come il water rambling, l’acqua-trekking o il floating, un rafting senza imbarcazione pensato per gli sportivi più audaci.

Gli amanti del trekking possono scoprire le gole del Verdon attraverso i suoi numerosi sentieri, come la bellissima via GR4 che parte da Point Sublime e giunge fino alle gole. Un’altra classica escursione è quella lungo il sentiero Martel, chiamato come lo speleologo e torrentista, il primo a esplorare integralmente le gole del Verdon e le sue acque nell’estate del 1905. Questo itinerario è ben segnalato ed è adatto a tutti gli escursionisti, anche se la lunghezza di circa 13 chilometri potrebbe renderlo un tragitto impegnativo. Ricordate di indossare un paio di scarpe adatte e abbigliamento sportivo; inoltre, se non siete pratici della zona, può essere utile una cartina dettagliata della valle. Una passeggiata più breve corrisponde al sentiero Couloir Samson che parte dall’omonimo belvedere.

La camminata nelle gole del Verdon vi permetterà di scoprire tutti gli aspetti di questa valle, dall’alto potrete ammirare l’intero paesaggio e lo scorrere del fiume, scendendo verso la gola vi addentrerete nella vegetazione, a tratti selvaggia. La flora è caratterizzata da boschi di querce e bossi che rappresentano luoghi freschi e tranquilli ai piedi delle alte pareti calcaree.

Il mondo verticale composto dalle alte pareti delle gole è frequentato anche dagli appassionati di arrampicata. In tutto sono presenti più di 800 vie classificate in base al tipo di arrampicata e al livello di difficoltà. Le gole del Verdon sono profonde da 250 a 700 metri: per avvicinarsi a questo sport è indispensabile non soffrire di vertigini! I siti più famosi sono l’Escalès, Baume aux Pigeons, Dérobée e Paroi Rouge.

Il lago di Sainte Croix

Alla fine, il canyon si apre nel lago color smeraldo di Sainte-Croix, un bacino artificiale nato agli inizi degli anni Settanta in seguito alla costruzione dell’omonima diga. Il progetto iniziale prevedeva che, per fare spazio al lago, sarebbe stato necessario ‘affogare’ tre paesi. Gli abitanti furono fatti evacuare e le abitazioni distrutte, per poi essere ricostruite sulle sponde dove oggi sorge il nuovo centro abitato. Dopo un’attenta revisione del progetto, dei tre paesi ne fu sacrificato solo uno: Les-Salles-Sur-Verdon. Oltre che perfetto per praticare numerosi sport acquatici, il lago è utilizzato come spiaggia in quanto le sue acque sono balneabili. Sulle rive troverete diverse attività che vi permetteranno di noleggiare canoe, kayak o barchette a remi.

Gli antichi borghi

Oltre a un paesaggio naturale unico al mondo, le gole del Verdon custodiscono anche un ricco patrimonio storico, artistico e culturale racchiuso nei suoi borghi, uno su tutti Moustiers-Sainte-Marie. Il villaggio, divenuto famoso nel XVII secolo grazie alle sue manifatture in ceramica destinate alla nobiltà francese, costretta a donare i piatti d’oro e d’argento alle casse di Luigi XIV, è un insieme di strade acciottolate e fontane dove un ruolo predominante è svolto dalla cappella di Notre Dame de Beauvoir. Gli altri paesi, da visitare se avete tempo, anche solo per rinfrescarvi o per provare la cucina tipica del territorio, sono Castellane, La Palud sur Verdon, noto agli amanti del parapendio, Aiguines, Trigance e Riez.

Moustiers-Sainte-Marie in Provenza

Fonte: iStock

Il borgo di Moustiers-Sainte-Marie

Come arrivare alle gole del Verdon

Per visitare le gole del Vernon è indispensabile l’auto, così da potervi spostare in autonomia tra una parte e l’altra del canyon. Da Genova sono 340 chilometri, da Milano 470 chilometri e da Torino 430 chilometri: in tutti questi casi vi basterà seguire l’autostrada in direzione Nizza, per poi proseguire lungo la strada in direzione ovest e seguire la strada in direzione di Dignes les Bains fino a Castellane.

Per chi non vuole guidare dall’Italia, può prendere un aereo e atterrare all’aeroporto di Nizza. Da qui le opzioni sono due: noleggiare un’auto o partecipare a uno dei tanti tour organizzati.