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Viaggio a Tarifa: la meta europea dove l’inverno non esiste

Laddove il Mediterraneo si unisce all’Oceano Atlantico, sorge una delle località più affascinanti dell’Andalusia, la “città del vento” a soli 14 chilometri da Tangeri, il “punto più a sud” d’Europa dove l’estate è regina.

Si tratta di Tarifa, l’emozionante città a cavallo tra il continente europeo e quello africano da vedere almeno una volta nella vita. I motivi? 10 chilometri di candide spiagge, le condizioni ottimali per il windsurf e il kitesurf, un ricco centro storico, ottimi tapas bar e ristoranti, moderni mulini a vento e tanto, tanto sole.

Il cuore storico di Tarifa: le tappe da non perdere

Iniziamo il viaggio alla scoperta di Tarifa con una passeggiata nel suo cuore storico, la “città vecchia” cui si accede attraversando Puerta Jerez, l’unica porta superstite in Avenida Andalucia: qui, tra le tipiche case bianche andaluse, i patios fioriti e i balconi in ferro, lo sguardo si posa dapprima sulla Iglesia de San Mateo, piccola chiesa in stile gotico del XV secolo, la tranquilla Plaza de Santa Maria su cui svettano il Palazzo del Comune in stile andaluso, l’omonima chiesa che è la più antica della città e la fontana a forma di stella a otto punte, e poi sull’attrazione principale, il magnifico Castillo de Guzman, voluto nel 960 dal califfo di Cordoba Abd ar-Rahman III.

Visitabile tutti i giorni, dona una vista impagabile sul mare e sulla vicina costa dell’Africa dalla parte superiore delle mura.

Va poi sottolineato che il centro cittadino è unito all’Isla de las Palomas da una passerella che consente di camminare esattamente nel punto di congiunzione tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico, un’esperienza davvero emozionante: qui due installazioni circolari segnalano la divisione e contribuiscono a rendere il tratto ancora più suggestivo, al pari del Castello di Santa Catalina, edificato nel 1929.

Il fascino dei dintorni

Anche i dintorni di Tarifa non deludono: a otto chilometri, ad esempio, fa bella mostra di sé il Mirador de Estrecho, il miglior punto di osservazione dove, durante le giornate più limpide, sembra quasi di “toccare l’Africa”.

E poi che dire del sito archeologico di Baelo Claudia, a 22 chilometri a nord-ovest, raggiungibile in auto in una ventina di minuti? Vista mare, conserva i resti di un’antica città romana risalente con ogni probabilità al II secolo a.C., dove sono tuttora ben riconoscibili il teatro, il foro, i templi, il mercato e la basilica.
Inoltre, rimane l’edificio dove veniva prodotto il Garum, salsa di pesce impiegata dai Romani per condire le pietanze, ed è presente un museo presso cui ottenere esaustive informazioni sugli scavi.

Le spiagge, paradiso di Tarifa

Un racconto di Tarifa non potrebbe mai essere completo senza soffermarsi sulle bianche spiagge di sabbia finissima, paradiso di vacanze balneari in un’estate che non conosce fine.

Le più frequentate poiché proprio in città sono Playa Chica e Playa de los Lances: la prima è una raccolta spiaggia di 400 metri a due passi da Isla de Palomas, la più attrezzata di tutte, mentre la seconda, raggiungibile a piedi dal centro, è la più grande della zona.

Ma non sono certo le uniche.

Allontanandosi un po’, si apre Playa Rio Jara dove, durante l’alta marea, si crea una pozza d’acqua di 50 centimetri perfetta per i più piccoli, mentre a 5 chilometri ecco Playa dos Mares, dove praticare gli sport acquatici tutto l’anno.

Ancora, a 6 chilometri dona momenti indimenticabili Playa Arte Vida, ideale per il kitesurf, il surf e il windsurf e non da meno è Playa de Valdevaqueros, plasmata da vari chilometri di dune sabbiose.

Infine, la spiaggia più bella dell’Andalusia: è Playa Bolonia, 4 chilometri di spiaggia dorata e incontaminata vegliata dalle rovine romane del sito archeologico di Baelo Claudia, un eden terrestre su cui spicca, a nord, la duna di sabbia più grande d’Europa.

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84.000 euro per trasferirsi su un’isola dell’Oceano Atlantico

C’è un’ottima notizia per chi sta accarezzando l’idea di iniziare una nuova vita, magari lontana e diametralmente opposta alla routine di tutti i giorni, frenetica e sempre uguale.

E anche per chi ha il desiderio di trascorrere gli anni in viaggio, di soggiornare in mete sempre diverse e, in particolare, per tutti coloro che subiscono il fascino dell’Irlanda, della sua magica cultura e non vedono l’ora di partire per una piccola isola dell’Oceano Atlantico.

Il motivo? Il governo irlandese ha appena annunciato un programma volto a finanziare chi vorrà trasferirsi in una delle isole al largo della costa, con l’obiettivo di rilanciarne il tessuto sociale ed economico e tornare a popolarle.

Al via “Our Living Islands”

Sono ventitré le isole al largo della costa irlandese, senza collegamenti con la terraferma né con ponti o strade rialzate né in caso di bassa marea, entrate a far parte del nuovo e ambizioso progetto “Our Living Islands“.

Isole che sono parte integrante dell’Irlanda rurale, del patrimonio dello Stato e che rivestono un ruolo speciale nella cultura irlandese.

Così, ha preso il via la politica nazionale decennale per fare in modo che comunità sostenibili e vivaci possano vivere in pianta stabile in questi ameni paradisi terrestri per molti anni a venire.

Ma non solo: così facendo, anche i turisti potranno continuare a sperimentarne e apprezzarne la cultura, il patrimonio e la ricchezza ambientale che hanno da offrire.

I 5 obiettivi strategici

Il progetto è sostenuto da cinque obiettivi strategici di alto livello, identificati dagli stessi isolani come di fondamentale importanza per il futuro delle loro comunità:

  1. Rivitalizzare i livelli di popolazione nelle isole;
  2. Diversificare le economie insulari;
  3. Potenziare i servizi di Salute e Benessere;
  4. Dare potere alle comunità insulari;
  5. Costruire un futuro sostenibile.

Il piano d’azione messo in campo

“Our Living Islands”  è altresì accompagnato da un piano d’azione per il periodo 2023-2026 che comprende 80 azioni con limiti di tempo ben precisi che saranno implementate da varie parti interessate, guidate da un dipartimento governativo o da un’agenzia statale designata.
Alcune delle azioni specifiche sono:

  • fornire sostegno finanziario aggiuntivo specifico per l’isola nell’ambito del contributo per la ristrutturazione delle proprietà vacanti (Croí Cónaithe) per incoraggiare l’utilizzo delle proprietà esistenti per la fornitura di alloggi residenziali a lungo termine;
  • fornire la banda larga ad alta velocità ai punti di connessione a banda larga (BCP), agli hub digitali e alle scuole sulle isole nell’ambito del Piano nazionale per la banda larga (NBP);
  • promuovere il lavoro a distanza dalle isole e consentire un maggiore accesso ai corsi di istruzione e formazione;
  • implementare iPod eHealth sulle isole e utilizzare i BCP e gli hub di lavoro a distanza per migliorare l’accesso agli appuntamenti sanitari online;
  • garantire che il parere delle comunità insulari sia ascoltato grazie alla realizzazione e al sostegno di un forum per il dialogo continuo tra le comunità insulari, le autorità locali e le parti interessate.

L’offerta sensazionale

E veniamo ora all’offerta sensazionale.

Chi vorrà aderire all’iniziativa di trasferirsi su un’isola, riceverà un finanziamento di circa 84.000 euro (68.700 sterline) che dovrà reinvestire per restaurare gli edifici presenti in loco.

Per avere i requisiti, occorre possedere (o entrare in possesso) di un’immobile su una delle isole, edificato prima del 1993 e senza affittuari da almeno due anni.

C’è tempo fino al 2026 per candidarsi.

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L’isola dei fari e delle tempeste nell’Oceano Atlantico

C’è un luogo sospeso tra il mare e il cielo che è costantemente in balia di correnti spaventose e tempeste che sembrano presagire la fine del mondo. Temuto dai marinai e dagli uomini di mare, si trova nel bel mezzo del passaggio navale più frequentato al mondo e si fregia di una pessima reputazione causata della sua pericolosità.

Sono tante, infatti, le storie di naufragi, di morti, ma anche di salvataggi avventurosi. Uomini e donne che hanno messo a repentaglio la loro vita per salvare quella degli altri. Un esempio è Rose Heré che, all’inizio del Novecento, sentì le grida dei naufraghi della Vesper che si era schiantata contro gli scogli. Per questo si buttò tra le onde con una corda, riuscendo a tenere in vita di centinaia di persone.

Isola di Ouessant, dove si trova

Il posto in questione è la mistica Isola di Ouessant, un incredibile pezzo di terra posto a circa 30 chilometri al largo delle coste della Bretagna, in Francia. È lunga circa 8 chilometri, per una larghezza massima che si aggira intorno ai 4, e attualmente la popolazione conta circa 800 abitanti.

Un luogo che presenta una curiosa forma che sembra assomigliare a un granchio, le cui chele corrispondono alle due penisole presenti sul suo versante occidentale. Tra l’Isola di Ouessant e la Bretagna scorre il Mar d’Iroise, da sempre considerato uno dei passaggi più pericolosi al mondo. Non a caso, pare esserci un numero impressionante di relitti, ma anche tantissimi fari che circondano l’Isola, molti dei quali antichi di secoli, e che fungono da segnali per aiutare i navigatori.

ouessant cosa vedere

Un angolo di Ouessant

Ouessant, cosa vedere

C’è un unico villaggio che arricchisce gli angoli di Ouessant. Il suo nome è Lampaul e si trova adagiato su una piccola baia, protetta dai due promontori che corrispondono alle chele del granchio. Decisamente affascinante anche Penn ar Ru Meur, da dove è possibile godere di un suggestivo panorama verso Keller, un isolotto privato e inaccessibile ai visitatori, fatta eccezione per i mesi di luglio ed agosto.

Da qui si dirama anche un piccolo sentiero che conduce a Port de Yusin, un molo utilizzato soprattutto in estate. Proseguendo potreste scorgere il faro di Creac’h e un ripido e affascinante susseguirsi di rocce. Presente anche una lunga spiaggia ricoperta da scogli che affiorano esclusivamente durante la bassa marea.

Ouessant villaggio

La Chiesa nell’isola di Ouessant

Chi è in cerca di un luogo ancor più remoto e selvaggio dell’intera isola, può dirigersi verso Cadoran (o Kadoran), un aspro promontorio esposto per tre lati su ripide falesie, piccole gole rocciose e uno strettissimo canale di pochi metri che separa il promontorio da un un minuscolo isolotto, che porta lo stesso nome: Ile de Kadoran.

Particolare anche la penisola di Penn ar Lan dove è presente un sentiero che segue per intero il suo perimetro. Bellissimo il panorama, prima sul porto e sul faro di Stiff, e poi sul minuscolo molo di Porz ar Lan. Svetta, inoltre, una croce in pietra bianca dove si trova un cromlech, ossia un gruppo di monoliti risalenti alla preistoria disposti in modo da formare un’ellissi.

I fari da non perdere sull’Isola di Ouessant

In questa particolare isola francese non ci sono auto, non c’è inquinamento e non ci sono fabbriche. Tuttavia, si innalzano nei cieli diversi fari utili a favorire la navigazione. Dei veri e propri giganti che sono lì a vegliare sul mare e sulla sua forza con l’obiettivo di trasmettere ai marinai la sensazione di “casa”.

Scegliere quali visitare, soprattutto se si ha poco tempo a disposizione, potrebbe risultare difficile. Noi abbiamo fatto per voi una selezione di quelli imperdibili.

Il faro di Stiff, il più antico della Bretagna

Imponente e intrigante è il faro di Stiff che si distingue per essere il più antico di tutta la Bretagna. Domina la parte nord-occidentale dell’isola ed è composto da due torri accoppiate, una per il faro e gli alloggi dei guardiani, un’altra per la scala e il deposito del carbone.

Il suo nome è dovuto alla falesia di Stiff, ovvero il punto in cui sorge. È stato costruito nel 1689 e dal 1978, insieme alla moderna Torre Radar, veglia su questo “spaventoso” tratto di mare.

faro di Stiff ouessant

Il faro di Stiff

Il faro di Creac’h, con la maggior portata luminosa d’Europa

Essendo, quello dell’Isola di Ouessant, un punto molto rischioso del nostro pianeta, i fari sono tutti di un certo livello. Come quello di Creac’h che vanta la maggior portata luminosa d’Europa. Basti pensare che è visibile fino a una distanza di 32 miglia marine.

Ha una forma cilindrica a bande bianche e nere. Alla base sono presenti degli edifici disposti a ferro di cavallo. All’interno è molto elegante, in legno pannellato e intarsiato, e vi si trova anche il sistema che regola e controlla l’attività degli altri fari presenti sull’isola. Infine, nella sua vecchia centrale elettrica è stato creato il Museo dei Fari e delle Boe.

faro di Creac'h ouessant

Il faro di Creac’h

Il faro di Jument, il più celebre di tutti

Terminiamo questo viaggio tra i “protettori del mare” presso il faro di Jument. Differente dai due di cui vi abbiamo appena parlato per un motivo specifico: non è situato sulla terraferma, ma su una roccia chiamata Ar Gazek-Coz (La Vecchia Giumenta).

Un tratto di mare caratterizzato dalla presenza di fortissime correnti, a tal punto da essere considerato uno dei luoghi più pericolosi del litorale. Molte sono le tragedie avvenute qui, come quella del 1896 che costò la vita a 250 persone.

Fu eretto tra il 1904 e il 1911 e originariamente era abitato da tre guardiani e un cuoco. Nel luglio del 1991 venne definitivamente abbandonato in quanto completamente automatizzato e posto sotto il controllo del computer del faro di Créac’h.

Oggi è anche celebre a livello internazionale grazie al fotografo Jean Guichard che lo ha immortalato durante l’arrivo di un’onda che lo travolse completamente, mentre alla porta del faro si affacciava una persona. Inoltre, nel 1948 il regista francese Jean Epstein realizzò un film documentario dedicato propio a questo gigante del mare che si oppone, costantemente, alla forza dell’Oceano.

Insomma, l’Isola di Ouessant si presenta come un grosso scoglio in mezzo all’Oceano ed è l’ultimo avamposto francese. Allo stesso tempo è anche un luogo dalle lunghe coste frastagliate che riservano scorci mozzafiato su piccoli promontori sorvegliati da maestosi fari, di cui alcuni sono fra i più antichi e potenti d’Europa.

faro di Jument ouessant

Il faro di Jument avvolto dalla nebbia