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Oro Incenso Mirra, il Presepe diffuso del Monferrato

Dieci edizioni sono un traguardo che non si misura soltanto in anni, ma in passi, incontri, sguardi e attese condivise: Oro Incenso Mirra – Presepi nel Monferrato torna per il Natale 2025/2026 con la forza di una tradizione che ha saputo crescere stagione dopo stagione, trasformandosi in un lungo abbraccio luminoso che caratterizza l’inverno astigiano.

Il progetto, nato dall’intuizione di unire paesi, comunità e linguaggi artistici nel segno della Natività, oggi è un itinerario culturale che racconta l’identità di un territorio e la tenacia di chi lo abita.

Si tratta di un percorso che parte dalle colline e arriva alle borgate più raccolte, dove ogni presepe diventa una storia distinta: quello intagliato nel legno, modellato nella terracotta, costruito con materiali semplici e di recupero, oppure quello che nasce dalle mani degli artigiani o che porta con sé la poesia della tradizione popolare.

Aramengo, arte lignea

Ad Aramengo il Natale si apre nella Piazza del Municipio, dove un grande albero luminoso introduce al presepe scolpito e dipinto da Gianluigi Nicola, maestro del Laboratorio Nicola Restauri.

Un secondo lavoro dell’artista attende nella frazione Marmorito Santa Maria, davanti alla Trattoria dei Cacciatori. Il Comune ospita inoltre la terza edizione del concorso “Alla luce della Stella”, con presepi anonimi votati dal pubblico.

Le installazioni sono visitabili dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, con mostra sempre accessibile e con il concorso negli orari degli uffici e nei pomeriggi festivi.

Castagnole delle Lanze, il paese dei presepi

Presepe nel bosco a Castagnole delle Lanze, Monferrato

Ufficio Stampa

Suggestivo presepe nel bosco a Castagnole delle Lanze

Castagnole delle Lanze si presenta come un vero museo all’aperto: associazioni, cittadini e scuole realizzano presepi esposti lungo le vie di San Bartolomeo, sotto i portici, nelle botteghe e fino al belvedere “Renato Ebrille”, alla Torre del Conte Ballada di San Robert e al Parco della Rimembranza.

Materiali semplici e riciclati raccontano un territorio che unisce creatività e memoria. L’inaugurazione è prevista per il 6 dicembre alle 17.30, mentre l’esposizione continua dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026.

Il 19 dicembre la fiaccolata serale condurrà al sagrato di San Pietro, dove il Coro dei Vicarini accompagnerà gli auguri alla comunità.

Castagnole Monferrato, la magia della Natività

La Tenuta “La Mercantile” rinnova la sua grande mostra, una delle tappe più attese del Presepe Diffuso. L’edizione 2025–2026 affianca opere tradizionali a installazioni monumentali, tra cui il presepe lungo dieci metri realizzato da Maura Rosa, le nuove creazioni di Carla Fresia, il presepe meccanizzato di Roberto Grillo e le casette di Loris e Nadia Cenedese.

Una sezione speciale, allestita nella chiesetta della Tenuta, è dedicata alla “Passiun di Gesù Crist”.

L’apertura è il 7 dicembre alle 11.00, seguita da laboratori, spettacoli per bambini, un concerto natalizio e, il 6 gennaio, la Caccia al Tesoro con la Befana e la grande tombolata. Tutte le attività sono gratuite.

Castell’Alfero, tra castello e vie del borgo

A Castell’Alfero, il Castello accoglie una raffinata esposizione di presepi d’autore, votati dal pubblico nei giorni di apertura: 7–8, 13–14, 20–21, 27–28 dicembre 2025 e 3–6 gennaio 2026, con apertura straordinaria il 26 dicembre.

Il Natale prosegue nel concentrico e nelle frazioni di Callianetto e Stazione con la mostra a cielo aperto sempre visitabile, i “Presepi del Riciclo” e l’itinerario dei presepi nelle cappelle votive di Callianetto, Serra Perno e Regione Valle.

Il calendario include camminate tematiche, mercatini, spettacoli teatrali, attività per bambini e, il 6 gennaio, la Camminata della Befana e la premiazione del concorso.

Cocconato, Babacci e botteghe artistiche

Statue a grandezza naturale del Presepe dei Babacci di Coconnato, Moferrato

Ufficio Stampa

Caratteristico Presepe dei Babacci per le vie del borgo

A Cocconato la tradizione dialoga con l’arte grazie ai “Presepi d’Artista” firmati dagli Artigiani del Presepe Torino e all’originale presepe all’uncinetto di Adriana Gandini.

Le vie del borgo ospitano anche presepi napoletani di Antonio Saggese, mentre la Chiesa di Santa Caterina accoglie la mostra “Il Natale degli Artisti”. Il percorso più suggestivo torna a essere il “Presepe dei Babacci”, con figure a grandezza naturale illuminate lungo via Roma fino alla Parrocchiale.

Visitabile dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, il borgo propone anche una mostra fotografica medievale, un mercatino vintage il 13 dicembre e laboratori natalizi con degustazioni nelle giornate del 20 e 27 dicembre.

Frinco, percorso “Tra Luci e Ombre”

Frinco propone un itinerario che richiama la spiritualità francescana, con presepi tradizionali, moderni e stilizzati lungo le vie del paese, davanti alle chiese e alle abitazioni.

Le installazioni, realizzate da Comune, Parrocchia, Pro Loco e cittadini, saranno visitabili dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, con aperture pomeridiane il sabato e orario continuato la domenica e nei festivi.

Un percorso semplice e suggestivo che restituisce al Natale un’atmosfera raccolta.

Monale, arte in terracotta

Presepe in terracotta a Monale, Monferrato

Ufficio Stampa

Particolare presepe in terracotta a Monale

Il percorso natalizio di Monale si apre accanto al Municipio con il grande presepe di Remo Marangon e prosegue tra le vie del paese, dove trovano posto le statue in terracotta plasmate durante i corsi di Martino Canavese.

Alcune rappresentano volti celebri dell’Astigiano, mentre la Sacra Famiglia scolpita nel legno dallo stesso Canavese chiude l’itinerario che rimane fruibile dal 7 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026.

Il paese ospita inoltre il mercatino dello scambio e del baratto l’8 dicembre e la Camminata della Befana il 6 gennaio, coronata da tè caldo e dolci offerti dalla Pro Loco.

San Damiano d’Asti, il Magico Paese di Natale

San Damiano d’Asti conferma la sua vocazione a capitale natalizia del Monferrato con un mese di iniziative che animeranno il borgo dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026: il centro si anima con mercatini, luminarie e stand di artigianato nelle giornate del 7, 8, 14 e 21 dicembre, con l’atmosfera incantata del Magico Paese di Natale.

L’evento più atteso è il Presepe Vivente, in programma il 7, 8 e 14 dicembre nel Borgo dei Sutè e di Santi Cosma e Damiano: decine di figuranti, antichi mestieri e scenografie curate rendono la Natività un’esperienza immersiva. A completare il percorso, la Passeggiata dei Presepi nelle borgate e la storica Fiera del Cappone, prevista il 14 dicembre 2025.

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Il Magico Paese di Natale, il mercatino più romantico d’Europa

Dal 15 novembre al 21 dicembre 2025, torna Il Magico Paese di Natale, l’evento natalizio diffuso che, ogni anno, trasforma un intero territorio, quello di Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, in uno dei luoghi più magici.

Questo evento natalizio, che non è solo un Mercatino di Natale, ma un vero e proprio villaggio natalizio diffuso, che attira 500mila visitatori, giunto quest’anno alla 19^ edizione, è stato definito il Mercatino di Natale più romantico d’Europa ma si è anche posizionato quinto nella classifica dei Best Christmas Markets 2025. Dai Mercatini di Natale, alla Casa di Babbo Natale, dagli spettacoli alle luminarie che si accendono al tramonto, è il luogo perfetto dove vivere un’esperienza unica e molto vicina a una fiaba di Natale.

Le novità 2025

Per l’edizione 2025, l’evento che si svolge tra i Comuni di Asti, Govone e San Damiano d’Asti si espande fino a Santo Stefano Belbo, che entra a far parte per la prima volta del Magico Paese di Natale. Il tema conduttore che è stato scelto per l’edizione 2025 è “Ritorno alle radici”, un viaggio emozionante per riscoprire le tradizioni autentiche del Natale.

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Ufficio stampa

Il Mercatino di Natale più romantico d’Europa

Cosa trovare ad Asti

Il 15 novembre 2025 è anche il giorno in cui si apre ufficialmente il Mercatino di Natale di Asti, nella splendida cornice di piazza Alfieri che, anche quest’anno, si conferma lo scenario ideale per accogliere 140 casette dedicate all’artigianato, ai prodotti tipici e alla gastronomia. Un appuntamento riconosciuto anche a livello internazionale: il mercatino di Asti è stato, infatti, l’unico evento italiano ad entrare nella top 5 del contest European Best Destinations e, per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto il titolo di “mercatino più romantico d’Europa”.

Il Mercatino di Natale di Asti apre:

• venerdì 14 novembre, dalle 15.00 alle 20.00 (apertura straordinaria)
• sabato 15 e domenica 16 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• sabato 29 e domenica 30 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 4 a lunedì 8 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 11 a domenica 14 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 18 a domenica 21 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00

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Il centro di Asti illuminato per il Magico Paese di Natale

Cosa succede a Govone

Govone è il Comune dove è iniziata l’avventura del Magico Paese di Natale, cuore storico dell’evento, e quest’anno accoglie i visitatori con un programma ricco di novità. A partire dal 15 novembre, i visitatori saranno accolti da una rinnovata versione della Casa di Babbo Natale. Tra musiche natalizie, simpatici elfi e scenografie da fiaba, sarà un crescendo di emozioni fino al momento più atteso: l’incontro con Babbo Natale in persona, con la possibilità per i bambini di consegnargli la propria letterina.
Il piano nobile del Castello Reale, patrimonio Unesco, farà da cornice al percorso “Natale al Castello Reale”, un itinerario suggestivo che attraversa le eleganti sale della residenza sabauda, ognuna trasformata con addobbi e colori che raccontano la magia del Natale. Un’esperienza immersiva pensata per stupire grandi e piccoli, dove la bellezza e la storicità del luogo si unisce all’atmosfera delle feste.
Anche quest’anno torna lo spettacolo-laboratorio “La Scuola degli Elfi” dove bambini e adulti saranno coinvolti da Tata Elfa e dai simpatici elfi in nuove prove e attività.

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Il Castello Reale di Govone, il Magico Paese di Natale

Aperture straordinarie del Castello Reale (in aggiunta al sabato e alla domenica):

• giovedì 20 e venerdì 21 novembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 27 e venerdì 28 novembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 4 e venerdì 5 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 18 e venerdì 19 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30

La grande novità di quest’anno è lo sdoppiamento del mercatino di Natale con il ritorno delle casette anche a Govone, lungo il viale che circonda il Castello Reale: uno scenario unico che si affiancherà all’ormai celebre appuntamento di Asti, dando vita a un doppio polo natalizio. In questo scenario rivive l’autenticità che ha reso celebre la manifestazione. Ad attendere i visitatori ci saranno 50 casette in legno, dedicate all’artigianato, ai prodotti tipici e alle eccellenze gastronomiche. Il mercatino sarà a ingresso gratuito, mentre le attività e gli spettacoli saranno a pagamento (tra i 5 e i 7 euro a seconda dell’attività).

La Casa di Babbo Natale di Govone e gli altri eventi aprono:

• sabato 15 e domenica 16 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 29 e domenica 30 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• da Sabato 6 a lunedì 8 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 13 e domenica 14 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 20 e domenica 21 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45

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La Casa di Babbo Natale a Govone

Cosa aspettarsi a San Damiano d’Asti

Un evento natalizio diverso quello che attende i visitatori a San Damiano d’Asti con il Presepe Vivente, giunto alla sua diciassettesima edizione, rappresenta il cuore spirituale del Magico Paese di Natale. In un percorso che si snoda tra cortili e cantine del centro storico, il paese mette in scena la Natività e gli antichi mestieri, offrendo ai visitatori un’esperienza di Natale autentica ed emozionante.

Il Presepe Vivente apre:

• domenica 7 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00
• lunedì 8 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00
• domenica 14 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00

Santo Stefano Belbo, la nuova location

Anche Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese, si unisce al Magico Paese di Natale con “La Fiaba di Natale” nei weekend del 7-8, 13-14 e 20-21 dicembre. Nella piazza del mercato, sotto la grande ala coperta, un maestoso albero di Natale sarà circondato da postazioni dove si svolgeranno animazioni e laboratori a tema natalizio. Mamma Natale e un elfo accompagneranno il pubblico in un percorso dedicato alle tradizioni natalizie, dalla creazione di decorazioni artigianali alla preparazione di specialità tipiche. Un evento dall’atmosfera raccolta e familiare per scoprire anche questo suggestivo borgo langarolo.

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Le luminarie natalizie del Magico Paese di Natale

La Fiaba di Natale apre:

• domenica 7 e lunedì 8 dicembre dalle 10.00 alle 18.00
• sabato 13 e domenica 14 dicembre dalle 10.00 alle 18.00
• sabato 20 e domenica 21 dicembre dalle 10.00 alle 18.00.

Come arrivare al Magico Paese di Natale

Il modo più pratico per raggiungere le quattro località è con l’auto. Tuttavia, è possibile muoversi anche con i mezzi di trasporto pubblico. Asti è raggiungibile con il treno regionale e regionale veloce da Torino rispettivamente con 50 e 30 minuti di viaggio. Una volta arrivati ad Asti, per raggiungere Govone, che dista 15 km, è previsto un servizio bus, il costo del biglietto è di 3,70 euro per la corsa semplice acquistabile a bordo. Nei giorni di apertura del Presepe Vivente è attivo il servizio bus che collega Asti anche con San Damiano, che dista 16 km. Santo Stefano Belbo è il più lontano perché dista 26 km da Asti, 23 da Govone e 31 da San Damiano.

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Castelli Aperti in Piemonte: gli appuntamenti di domenica 27 luglio 2025

Domenica 27 luglio 2025 il Piemonte apre le sue porte più antiche, quelle dei castelli e delle dimore storiche, con Castelli Aperti: una giornata unica per fare un tuffo nella storia, nella cultura e nei sapori locali. Tra le colline del Monferrato, le antiche residenze reali e le torri panoramiche delle Langhe, si vedono all’opera l’arte, la natura e l’ospitalità più autentica. Visite guidate, degustazioni, mostre e giardini segreti trasformano un giorno in un itinerario di meraviglie.

Di seguito, la selezione dei manieri più suggestivi aperti in questa occasione speciale: orari, costi e attività consigliate. Per visionare l’intero programma, è opportuno visitare il sito web ufficiale dell’evento.

Castello dei Paleologi, Acqui Terme (AL)

Nel cuore termale di Acqui Terme, il Castello dei Paleologi invita a scoprire il Museo Archeologico Civico, dalle 10:00 alle 19:00. Il biglietto d’ingresso (4 €, 2 € ridotto) include anche la visita guidata alle oltre mille testimonianze che raccontano millenni di storia locale. Una vista panoramica sulla città e sulle colline circostanti fa da cornice ideale a un’esperienza culturale completa.

Castello di Rocca Grimalda, Rocca Grimalda (AL)

Sul crinale delle colline monferrine in Piemonte, il Castello di Rocca Grimalda offre visite guidate alle 15:30 e 17:00. Il biglietto da 15 € comprende un calice di vino biologico prodotto dall’azienda Rocca Rondinaria, accompagnato dall’esperienza dei giovani vignaioli Giovanna e Lucesio. Tra mura antiche, arredi storici e vista mozzafiato, la storia si mescola al gusto e al territorio.

Castello di Serralunga d’Alba, Serralunga d’Alba (CN)

Tra i manieri medievali meglio conservati del Piemonte, il Castello di Serralunga d’Alba è aperto per visite guidate ogni ora dalle 10:30 alle 17:30. L’ingresso costa 6 € (ridotto 3 €) e include scale, torri e passaggi segreti che raccontano la vita di corte e la strategia difensiva del XV secolo. Dal mastio si domina un panorama spettacolare sulle colline delle Langhe, punteggiate da vigneti e borghi.

Castello Reale di Govone, Govone (CN)

Eleganza patrizia e architettura barocca contraddistinguono il Castello Reale di Govone, che apre dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30). Biglietto intero 7 €, ridotto 5 €. I saloni affrescati, le sale da ricevimenti e i giardini rendono la visita una passeggiata tra arte e fasto reale. Un’occasione perfetta per scoprire uno degli angoli più raffinati del Piemonte.

Castello della Manta, Manta (CN)

Celebre per gli affreschi straordinari nella “Sala Baronale”, il Castello della Manta è aperto dalle 11:00 alle 19:00. L’ingresso base è 11 €, ma la visita guidata completa (al costo di 15 €) è consigliata per apprezzare in pieno la profondità artistica del sito. Ogni affresco e ogni stanza rivela la ricchezza del patrimonio visivo medievale del Piemonte.

Castello Falletti di Barolo & WIMU Wine Museum, Barolo (CN)

Un connubio perfetto tra storia e vino: il Castello Falletti di Barolo, sede del WIMU Wine Museum, apre dalle 10:30 alle 19:00. Ticket 9 € (7 € ridotto). Una tappa imperdibile per appassionati di cultura enogastronomica, con esposizioni interattive, contenuti sul vino e panorami da cartolina dominati dai vigneti circostanti.

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO)

Nel Torinese, il sontuoso Castello e Parco di Masino apre dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30). Ingresso 15 € (8 € ridotto; gratuito per soci FAI). Tra giardini romantici, terrazze panoramiche affacciate sulle vallate e ambienti nobiliari restaurati con eleganza, la visita è un mix perfetto di relax e bellezza storica.

Castello di Castelguelfo, Chieri (fraz. Pessione, TO)

Il suggestivo Castello di Castelguelfo offre visite guidate alle 11:00 e 15:00. Biglietto a 10 € (6 € ridotto). Saloni affrescati, parco tranquillo e un’atmosfera autentica: ideale per chi cerca un’esperienza intima tra arte e natura.

Torre del Conte Ballada, Castagnole delle Lanze (AT)

Immersa nel cuore del Monferrato, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert offre due esperienze: solo risalita (3 €) oppure risalita e calice di vino locale (8 €). Apertura nelle fasce orarie 10:00-12:00 e 15:00-17:00. Dal culmine della torre, si domina il paesaggio vitato del Monferrato, mentre si sorseggia un vino biologico e si assapora la storia del territorio.

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Il paese degli spaventapasseri in Italia ha subito un altro incantesimo: si è tinto di viola

C’è uno spettacolo che ogni estate muove le masse, che spinge i viaggiatori a raggiungere un luogo specifico nel mondo, proprio lì dove l’oro viola fiorisce e prospera dando vita a uno spettacolo mozzafiato. Stiamo parlando dei campi di lavanda in Provenza, quelli sterminati o intimi, quelli ordinati e selvaggi, quelli che si sono trasformati in un appuntamento imperdibile a cui non mancare in questo periodo. Ma non sono gli unici, quelli d’oltralpe, perché anche l’Italia ha i suoi campi fioriti che meritano solo di essere scoperti.

Da nord a sud dello Stivale, infatti, sono tanti e diversi gli angoli di Provenza che si possono esplorare tra giugno e luglio. Tra i più famosi ci sono, senz’altro, quelli che puntellano la zona tra l’Alessandrino e il Monferrato, ma non sono gli unici come dimostra quel gigantesco campo in Veneto che è il labirinto di lavanda più grande d’Italia.

E poi c’è Vendersi, anche conosciuto come paese degli spaventapasseri, che proprio quest’anno è stato scelto da Madre Natura come palcoscenico del suo spettacolo più bello. È proprio qui, infatti, che tra curiosi abitanti inanimati che accolgono i viaggiatori da diversi anni si snodando campi profumati dalle mille sfumature di viola. Ecco come raggiungerli.

Vendersi, i campi di lavanda tingono il paese degli spaventapasseri

Nel cuore della Val Borbera, e immerso nella natura rigogliosa e selvaggia, esiste un paese popolato da strani e curiosi abitanti. Ed è bellissimo.

Si tratta di Vendersi, un piccolo villaggio italiano dove la magia prende forma ogni giorno grazie all’intuizione e all’estro creativo dell’essere umano. Un luogo segnalato tra gli itinerari esperienziali dedicati alla vallata piemontese, ma ancora fuori dai radar turistici, che vale davvero la pena di scoprire, proprio come un gioiello. Cos’ha di speciale è presto detto: è abitato da spaventapasseri che vivono tra le strade del villaggio e tra i suoi campi.

Alice Tosonotti

La lavanda in fiore in Val Borbera

Visitare questo piccolo paese è un’esperienza che consigliamo di fare a tutti in ogni periodo dell’anno. Tuttavia, se è il fascino delle fioriture estive che subite, vi suggeriamo di farlo adesso perché la fioritura della lavanda sta dando spettacolo.

In cima al paesino, infatti, è presente un suggestivo campo di lavanda, che per forme, colori e profumi ricorda proprio la Provenza. Il campo, di proprietà privata, può essere visitato ed esplorato, ma anche contemplato in silenzio grazie alla presenza di una sedia a dondolo, dello stesso colore della lavanda, che invita a fermarsi e ad ammirare il panorama che si snoda tutto intorno.

Il periodo migliore per visitarlo? Da fine giugno a metà luglio.

lavanda in piemonte, val borbera

Alice Tosonotti

A Vendersi e in Val Borbera la lavanda in fiore dà spettacolo tra i campi

Non solo Vendersi, itinerario della lavanda in Val Borbera

Vendersi è solo una delle suggestive tappe di un itinerario della lavanda più ampio che ci consente di riscoprire la Val Borbera in maniera inedita e sublime. A Viguzzolo, infatti, è possibile ammirare la lavanda in fiore che cresce tra i campi della tenuta di Giancarlo Nossa mentre a Tortona c’è l’omonima cantina che organizza degustazioni al tramonto con vista sull’oro viola.

Spostandoci a Cantalupo Ligure, ad appena dieci minuti in auto da vendersi, troviamo invece l’azienda agricola Saint Hubert, una pet friendly farm circondata da campi di erbe aromatiche e lavanda.

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Dieci luoghi (+1) dove ammirare i campi di lavanda in fiore in Piemonte

C’è una zona del Piemonte che, quando arriva l’estate, si tinge di viola. Ed è proprio questo il momento più magico per visitarla. Siamo nella zona a cavallo tra Monferrato e Alessandrino, dove le colline e le vaste distese aperte, coltivate a lavanda, fioriscono. I campi di questo ampio territorio si colorano delle mille tonalità del viola della lavanda e inondano l’aria di quell’inconfondibile profumo che ricorda la Provenza.

Fino alla fine di luglio, quando la lavanda viene tagliata, queste distese fiorite diventano meta di pellegrinaggio di visitatori ogni anno sempre più numerosi, attirati da uno spettacolo che regala un colpo d’occhio unico e molto scenografico. Da qualche anno, da queste part la lavanda ha assunto un ruolo sempre più importante nell’economia agricola, con aziende che ne lavorano i fiori per creare oli, profumi e prodotti di bellezza.

I campi di lavanda possono essere l’occasione per una gita all’aria aperta, alla scoperta dei paesi di questa zona, custodi di piccole bellezze architettoniche e capaci di riportare indietro nel tempo chi li visita
Ecco i dieci luoghi (più uno) più belli da visitare per un’immersione nei campi di lavanda dell’Alessandrino e del Monferrato.

Alessandria e la lavanda

Alessandria, cuore pulsante di questa zona del Piemonte, è il luogo ideale per fare un’esperienza didattica con la lavanda. Città meravigliosa da girare in bicicletta (alle bici la città ha dedicato anche un museo, l’AcdB, Alessandria città della bicicletta) propone un mix di architetture antiche – una su tutte la Cittadella, uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione permanente, nonché uno dei meglio conservati in Europa – e moderne  – lo spettacolare Ponte Meier, per esempio, opera dell’archistar Richard Meier, dalla cui corsia ciclopedonale si può godere di un bellissimo tramonto sul fiume – e può facilmente essere il luogo nevralgico da cui partire per andare alla scoperta della lavanda.
Anche negli immediati dintorni della città si trovano splendidi campi di lavanda le cui aziende offrono spunti ed esperienze da fare anche in giornata.

Alessandria

Fonte: iStock

Alessandria e il suo suggestivo patrimonio architettonico

Il borgo di Castelletto d’Erro

Siamo nella parte Sud Occidentale della provincia, nell’Alto Monferrato acquese, sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, già vicinissimi al confine con la Liguria, di cui si avvertono le contaminazioni, nell’architettura dei borghi, nei sapori e anche nell’accento parlato. Il piccolo borgo di Castelletto d’Erro (AL), poco più di 150 abitanti arroccato su una collina, è un punto di partenza ideale per ammirare le fioriture estive della lavanda. Qui si trovano alcuni punti panoramici perfetti per una foto spettacolare. Per esempio, la chiesetta di Sant’Anna, amatissima dai fedeli locali perché qui, nel giorno della festa patronale (la terza domenica di luglio) la statua di Sant’Anna viene trasportata in processione. Oppure, la torre quadrata del XIII secolo che domina il paese, circondata da alcune rovine delle mura dell’antico castello e da torrette circolari in pietra create per scopi militari. Questa torre costituisce ancora oggi un ottimo punto di osservazione non solo per i campi di lavanda, ma anche per ammirare l’Appennino Ligure e le Langhe, con il vicino Comune astigiano di Roccaverano, la pianura alessandrina e, in lontananza, il Monviso e alcune vette lombarde.

Il paese di Spigno Monferrato

Un altro punto perfetto per ammirare le fioriture di lavanda è Spigno Monferrato, nella zona più a Sud della provincia di Alessandria, al confine con la Liguria. Il suo centro storico è ricco di palazzi nobiliari, portali in arenaria scolpita, vie e stradine che mostrano la ricchezza di questo piccolo borgo. Tutto il territorio è cosparso di antiche chiesette e piccole pievi campestri, come la cappella medievale della Madonna della Neve a Turpino o la chiesina Madonna del Casato, posta lungo la strada verso Merana, al cui interno sono custoditi importanti affreschi tardogotici del Maestro di Roccaverano (1480 circa), uno dei più completi esempi di pittura gotico-provenzale dell’alessandrino. Spigno è il luogo perfetto per approfondire la conoscenza della lavanda: qui si trova la cooperativa Agronatura, dove si trasformano erbe officinali e si coordina la trasformazione di tutta la lavanda della provincia conferita dai soci produttori.

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Fonte: @Gianluca Grassano

Un campo di lavanda del Monferrato, come in Provenza

Questa azienda, infatti, nasce nel 1986 per mettere a sistema la produzione di colture alternative per gli abitanti creando reddito in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e coltiva piante officinali seguendo i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Grazie ai macchinari della cooperativa si può provvedere alla raccolta della lavanda, ai vari servizi e alla sua distillazione per creare olii essenziali (in gran parte esportati persino in Francia) e acque profumate per cosmesi e aromaterapia. La cooperativa organizza visite su prenotazione e ha uno spaccio per l’acquisto degli olii essenziali e delle acque profumate.

Il borgo di Cuccaro Monferrato

Poco più di 300 abitanti, Cuccaro Monferrato, sempre in provincia di Alessandria, è legato a doppia mandata al vicino Lu: a collegarli, una bellissima strada panoramica dalla quale ammirare tutta la bellezza del paesaggio collinare e dei borghi vicini. E, naturalmente, dei campi di lavanda. Il punto più bello per una foto a tema è la Big Bench (o Panchina Gigante) n. 99, da dove ammirare i dintorni da una posizione soprelevata (magari all’ora del tramonto), che non a caso è proprio color lavanda.

Il borgo di Lu

Anche Lu ospita una Panchina Gigante panoramica, dagli sgargianti colori, dove al lilla si unisce il giallo. Questo piccolo borgo, con i suoi vicoletti, le antiche chiese e gli edifici storici che portano fino alla parte alta del paese (dove si trova il Gerbido della Torre Civica, circondato da un bel parco), è una vera bellezza da visitare.

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Fonte: Getty Images

Una Panchina Gigante nel Monferrato

Il Comune di Quargnento

Quargnento è una tappa assolutamente imperdibile per chi vuole immergersi nel mondo della lavanda: qui si trova il campo a perdita d’occhio dell’azienda “La lavanda di Lu” di Sergio Amadori. Lo si raggiunge imboccando la strada che parte a sinistra rispetto all’imbocco della strada interna Lu-Cuccaro, verso Quargnento, tenendo sempre la sinistra e attraversando campi di grano e noccioleti, fino all’inconfondibile distesa di viola presidiata anche da un gazebo di vendita di prodotti derivati dalla lavanda, come oli essenziali e sacchetti aromatici per biancheria. La lavanda qui viene trasformata in olio essenziale (per ottenere una boccetta da dieci millilitri di olio essenziale occorrono circa due chili di lavanda, pari a cinque metri quadrati di coltura) con estrazione in corrente di vapore e in parte fatta essiccare, raccolta in mazzetti per poi essere sgranata manualmente e racchiusa in sacchetti confezionati artigianalmente con tessuti per meglio esaltarne la profumazione. Da vedere, in città, la Basilica minore di San Dalmazio, unica basilica della diocesi di Alessandria che custodisce bellissimi affreschi opera del pittore Vincenzo Boniforti.

La cittadina di San Salvatore

Se si vuole proseguire nel percorso delle coloratissime Panchine Giganti, intorno ai campi di lavanda di Lu e Cuccaro, non si può perdere la n. 92, di color rosa fucsia, e di sicuro effetto per una foto su Instagram. San Salvatore, vivace cittadina ricca di chiese e palazzi nobiliari, offre la possibilità di passeggiare fino a un bel punto panoramico da cui ammirare le colline circostanti e i campi fioriti: è il sentiero Santuario Madonna del pozzo, un percorso di una decina di chilometri che porta dal centro della città al Torrente Grana, passando dal Santuario della Madonna del Pozzo, risalente al XVIII secolo ed eretto in ricordo di un’apparizione miracolosa della Vergine.

Il borgo di Giarole

A metà strada tra Valenza e Casale Monferrato c’è il borgo di Giarole, che ospita uno dei più bei castelli della provincia, il Castello Sannazzaro costruito nel 1200 dai conti Sannazzaro Natta e oggi bed and breakfast e dimora storica visitabile, grazie all’accoglienza di Giose e Letizia Sannazzaro. A poche centinaia di metri, l’azienda agricola Pavese Andrea ha inserito tra le sue coltivazioni, proprio in zona confinante con il comune di Pomaro, alcuni campi di lavanda biologica, che si snodano tra il torrente Grana, le colline e la valle. Una passeggiata piacevolissima nel blu profumato, partendo dalla strada che costeggia il vecchio camposanto del paese e che dà anche modo di incappare nella deliziosa pieve di San Pietro, proprio accanto al campo di due ettari circa.

Il borgo di Viguzzolo

Ci si sposta nella parte più orientale della provincia di Alessandria, sui dolci colli tortonesi, famosi per il vino Timorasso, la coltivazione della frutta, le strade dei campionissimi, e per i bellissimi borghi fuori dal tempo. Uno di questi è Viguzzolo, borgo che profuma di lavanda grazie ai campi della tenuta di Giancarlo Nossa, giardiniere appassionato, che qui, dal 2007, coltiva fragole e gli scenografici fiori viola. Una volta raccolta, la lavanda viene portata alla cooperativa Agronatura di Spigno per il processo di trasformazione. Da non perdere a Virguzzolo è certamente la pieve di Santa Maria, edificata intorno all’anno Mille sui resti di una antica chiesa e custode, al suo interno, di un commovente crocifisso ligneo realizzato in legno di fico, a grandezza umana e montato su di una croce alta tre metri.

La pieve di Santa Maria a Viguzzolo

Fonte: Getty Images

La pieve di Santa Maria a Viguzzolo

Il borgo di Merana

La piccolissima Merana, con la sua chiesa parrocchiale circondata dal verde dei prati, è uno di quei luoghi che permette di tornare indietro nel tempo, concedendosi qualche ora in modalità slow. Lo dimostra anche la filosofia dell’Agriturismo Verdita, che intorno alla lavanda ha costruito un’intera proposta turistica. Le finestre delle sue quattro camere che hanno i nomi di piante e fiori, tra cui ovviamente la lavanda, si aprono sulla splendida campagna circostante, fatta di prati fioriti, colline, boschi, vigneti e noccioleti. Ma soprattutto, l’agriturismo offre la meravigliosa esperienza di dormire o semplicemente di rilassarsi in una delle “starsbox”, romantiche capanne di legno in mezzo ai campi di lavanda, che permettono di godere a pieno dell’immersione nella natura, senza filtri o mediazioni.

In Val Borbera – Albera Ligure (Frazione Vendersi)

La Val Borbera, incastonata tra quattro regioni, è un luogo incantevole e incontaminato dalla straordinaria bellezza naturalistica. Partendo da Pertuso con le scenografiche strette, una gola fluviale di straordinario valore naturalistico del torrente Borbera, un canyon tra le pareti scoscese e le acque smeraldo con colazione nell’area attrezzata di Boscopiano. Si arriva verso Vendersi, una frazione di Albera Ligure, il paese degli spaventapasseri. In questo villaggio, grazie all’opera ingegnosa di alcune abitanti, sono comparsi questi manichini realizzati con materiali e accessori di riciclo che hanno reso l’atmosfera gioiosa e magica. Ci sono più di 70 spaventapasseri dislocati nel borgo e ognuno di loro ha un nome e una storia ispirata proprio dalle persone che una volta lo abitavano. In cima al paese un profumatissimo campo di lavanda reso ancora più affascinante dal contesto naturalistico in cui è inserito accoglie i visitatori.

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Belvedere di Coniolo, famoso per essere il più romantico del mondo

Sapevate che in un piccolo paese collinare del Monferrato si trova quello che è stato soprannominato “il belvedere più romantico del mondo”? Stiamo parlando del piccolo borgo di Coniolo, in provincia di Alessandria che, come tutto il territorio, offre un punto panoramico estremamente particolare che conquista soprattutto gli innamorati e i sentimentali, ma non solo.

Affacciato sulle morbide colline del Monferrato, che insieme a Langhe e Roero sono entrate a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO, è un piccolo angolo che, in poco tempo, è diventato un riferimento sia per le coppie che per gli amanti dei paesaggi italiani.

Dove si trova il belvedere di Coniolo

Il belvedere più romantico del mondo si trova a Coniolo, un piccolo borgo di 500 abitanti situato in provincia di Alessandria, in Piemonte. Coniolo è un paese collinare del Monferrato casalese e si sviluppa su una collina panoramica affacciata sul Po. Qui è presente una piccola piazza, la chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine, posta in posizione privilegiata sulla cima del colle e il tanto amato belvedere che si protende verso le Alpi. Nelle giornate più limpide, dal belvedere la vista spazia su tutto l’arco alpino e sulla pianura padana.

Il fascino di questa collina ha conquistato anche scrittori illustri come Cesare Pavese che la cita nelle riflessioni contenute all’interno del libro “Il mestiere di vivere”, alla data del 3 agosto 1946. In questo diario, il celebre scrittore piemontese racconta gli anni della Seconda Guerra Mondiale quando fu ospite del Collegio Convitto dei padri Somaschi a Casale Monferrato e dove, per sdebitarsi, dava ripetizioni agli allievi.

Perché il belvedere di Coniolo è romantico

Oltre al paesaggio del Monferrato, indubbiamente splendido, la fama del belvedere di Coniolo come il più romantico del mondo nasce da un’iniziativa del sindaco Enzo Amich. Decise infatti di mettere una vetrinetta contenente delle rose da “aprire solo in caso di amore vero” (scritto anche in inglese) sulla cima della collina. Rosse, rosa, gialle, bicolore, purché siano rose, tutte provenienti dai parchi pubblici del borgo. Un’idea che non stupisce, soprattutto se consideriamo che Coniolo fa parte dei “Comuni Fioriti d’Italia”.

Le coppie possono venire quassù a dichiararsi amore eterno, trovando tre rose posizionate dentro la vetrina nella stagione di fioritura, messe a disposizione per tutti gli amanti. La vetrinetta dell’amore è un’alternativa più ecologica ai classici lucchetti che hanno riempito i ponti di tutto il mondo e che oggi, in molti luoghi, sono stati vietati per motivi di sicurezza. Un’iniziativa molto apprezzata tanto che le coppie, dopo averne fatto uso, hanno lasciato dei messaggi d’amore, persino plastificati, o lettere di ringraziamento.

Si guarda un tramonto, si gode del panorama e…si scatta una foto ricordo. La vetrinetta con le rose, infatti, non è l’unica attrattiva presente nel belvedere. Qui è stata posizionata anche una deliziosa cornice che, durante la stagione delle fioriture, viene circondata di rose, diventando l’oggetto perfetto per fare delle foto con sullo sfondo il paesaggio splendido del Monferrato.

E, se siete in cerca di altri scorci con oggetti particolari, non dimenticate che aggirandovi per il territorio troverete anche le famose panchine giganti del progetto Big Bench Community Project.

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Canelli, il borgo dell’amore perfetto per San Valentino

Nel Monferrato, c’è un borgo famoso per il vino, ma anche per essere il luoItaliago ideale dove festeggiare San Valentino. È Canelli, in provincia di Asti. Canelli – e l’Asti Spumante – sono stati proclamati Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, come parte integrante del territorio del Paesaggio vitivinicolo del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato.

Dov’è il paese di Canelli

Canelli si trova proprio al confine con le Langhe, in un contesto paesaggistico delizioso, fatto di dolci colline attraversate da corsi d’acqua che regalano angoli molto suggestivi. Il centro storico di Canelli è un incrocio di vicoli stretti su cui si affacciano case di pietra. Domina il paese dall’alto il castello, oggi chiamato Palazzo Gancia perché di proprietà della famiglia Gancia, una delle più importanti case vitivinicole italiane. Il castello è di origine medievale, ma fu distrutto nel 1617 durante la guerra contro il Monferrato. Ricostruito e ristrutturato nel 1930, oggi è più che altro un’elegante villa.

Le cattedrali sotterranee di Canelli

Ma è sottoterra che Canelli nasconde il suo vero tesoro. Il paese è famoso per le cantine di invecchiamento dello spumante, vere e proprie cattedrali sotterranee, che si diramano sotto tutta la città, scavate direttamente nel tufo delle colline a partire dal 1500. Sono dei capolavori d’ingegneria e di architettura enologica, dove milioni di bottiglie vengono lasciate a fermentare. Solo in questi spazi, i cui silenzi richiamano l’atmosfera che si può trovare nelle antiche cattedrali, con la protezione di una terra millenaria, si potevano trovare la giusta temperatura e umidità costante, ideali per affinare vini e spumanti pregiati che ancora oggi qui maturano in attesa di conquistare le tavole di tutto il mondo.

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Fonte: 123RF

Le cattedrali sotterranee di Canelli

Canelli, il borgo degli innamorati

Canelli è famosa anche per la Via degli innamorati, un sentiero romantico ispirato ai fidanzatini di Raymond Peynet, il celebre illustratore francese creatore dei personaggi di “Les Amoureux(“Gli Innamorati”) e che proprio a Canelli aveva disegnato una storica piastrella a loro dedicata. Peynet fece visita a Canelli nel 1983 e presenziò a una mostra organizzata dalle Cantine Bocchino e alla proiezione di un suo film d’animazione. Rimase particolarmente impressionato dalla bellezza della Sternia e decise di disegnare su una piastrella “Gli Innamorati” – un violinista e una ragazza che lo ascoltava – da lui creati nel 1942.

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Fonte: Getty Images

I muri dipinti a Canelli

L’itinerario dedicato agli innamorati si sviluppa lungo la storica via acciottolata della Stërnia (“sentiero”, in dialetto). Lungo il percorso, s’incontrano diverse opere d’arte realizzate dagli artisti locali ispirate all’amore, opere che diventeranno sempre più numerose nel corso degli anni. Una mostra a cielo aperto dall’atmosfera romantica, insomma, che accompagna tutti gli innamorati, che parte da piazza San Tommaso fino alla cima della collina, il Belvedere Unesco, da cui ammirare il panorama di Canelli e tutto il paesaggio circostante, che comprende Monferrato ma anche le Langhe.

Per la festa di San Valentino, lo storico borgo astigiano inaugura una speciale installazione dedicata a tutti gli innamorati. Sui caratteristici tappi a “fungo”, simbolo di uno dei vini più amati e conosciuti nel mondo, le coppiette possono incidere i loro nomi o un messaggio d’amore. I tappi di spumante saranno poi incastonati nei pannelli collocati tra le vie della città formando proprio una delle nuove installazioni permanenti chiamata “Canelli sparkling love”. Un‘opera in divenire, che crescerà nel tempo grazie alle coppie che andranno a Canelli anche dopo la festa degli innamorati.

Un’occasione per scoprire e passeggiare attraverso la storica via delle antiche case spumantiere – Bosca, Gancia, Coppo e Contratto, visitabili su prenotazione – che ancora oggi custodiscono e tramandano una delle eccellenze italiane.

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Fonte: Getty Images

Canelli e il Castello Gancia
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I mercatini di Govone, il Magico Paese di Natale

Un angolo delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, si trasforma anche quest’anno nel Magico Paese di Natale dove dal 16 novembre al 22 dicembre 2024 si celebra la festa più attesa dell’anno tra mercatini, spettacoli e atmosfere uniche. Si tratta di un evento diffuso che coinvolge alcuni dei borghi più caratteristici della zona, tra cui il suggestivo borgo di Govone, Asti e San Damiano d’Asti, ciascuno con iniziative che fanno riscoprire lo spirito più autentico del Natale. Giunto alla dicottesima edizione, il Magico Paese di Natale conquista sempre più visitatori di anno in anno ed è stato riconosciuto da European Best Destinations come il più romantico tra i più importanti mercatini natalizi d’Europa.

Un Natale fiabesco al Castello Reale di Govone

Nascosto tra le colline del Roero, il borgo di Govone si anima ogni Natale grazie al suo Castello Reale, patrimonio UNESCO. L’antico maniero, che fa parte del prestigioso circuito delle Residenze Sabaude piemontesi, diventa infatti la sede della Casa di Babbo Natale, che accoglie i visitatori con un percorso fiabesco tra musiche, spettacoli e animazioni.

La visita alla Casa di Babbo Natale inizia già dall’esterno del castello, dove un narratore accompagna il pubblico nel mondo magico del Natale. All’interno, gli elfi e Babbo Natale in persona attendono grandi e piccoli, regalando momenti di gioia e sorprese natalizie. Al termine del percorso, i bambini potranno incontrare Babbo Natale e consegnargli la propria letterina, portando a casa un ricordo magico che resterà impresso a lungo nei loro cuori.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 Novembre
    1, 7-8, 14-15 Dicembre
  • Orario: 10-18,45

La mostra che celebra lo spirito natalizio

L’evento di Govone non si ferma alla Casa di Babbo Natale: quest’anno, il Castello Reale ospita anche in una mostra dedicata allo spirito natalizio. Al piano nobile, ogni sala è decorata con luci e addobbi che richiamano le atmosfere di festa, creando un ambiente che invita i visitatori a ritrovare la magia dell’infanzia e a condividere momenti speciali con i propri cari. Le sale nobiliari, tra volte e soffitti affrescati, sono una cornice perfetta per celebrare lo spirito del Natale, in un viaggio che porta i visitatori a riscoprire le tradizioni più autentiche.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 5-6, 7-8, 12-13 14-15 19-20 21-22 dicembre
  • Orario: 10-18,45
La casa di Babbo Natale

Fonte: Ufficio Stampa

La casa di Babbo Natale al Castello di Govone

La Scuola degli Elfi

Non può mancare, naturalmente, lo spazio dedicato ai più piccoli. Anche quest’anno, infatti, gli elfi di Babbo Natale daranno vita a uno spettacolo-laboratorio che coinvolgerà grandi e piccini nella Scuola degli Elfi. Qui, i partecipanti potranno trasformarsi in piccoli aiutanti di Babbo Natale, completando un percorso di prove e attività guidati dagli elfi. Al termine, un attestato firmato da TatElfa verrà consegnato a tutti coloro che avranno superato le prove, portando a casa non solo un ricordo ma anche un’esperienza speciale.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 7-8, 14-15, 21-22 dicembre
  • Orario: 11-17

Il Mercatino nell’antico borgo

Accanto alla scuola, il Mercatino degli Elfi con una ventina di casette che offrono prodotti creati da artigiani locali che per l’occasione divventano gli “elfi del villaggio”: dalle decorazioni natalizie agli oggetti di artigianato, ogni articolo è pensato per riportare i visitatori a una dimensione intima e accogliente, in armonia con le tradizioni natalizie e le dimensioni del piccolo borgo. Per il grande mercatino del Magico Paese del Natale ci si dovrà invece spostare nella vicina Asti.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 7-8, 14-15, 21-22 dicembre
  • Orario: 11-17

Le luci incantate del Giardino di Govone

Ogni angolo di Govone è studiato per creare un’atmosfera che sembra uscita da una fiaba natalizia. Il giardino all’italiana del Castello Reale si trasforma nel “Giardino Incantato” dove luci e decorazioni trasformano il paesaggio in una visione magica. Il percorso verso il castello, illuminato da pacchi regalo e renne scintillanti, conduce i visitatori in una passeggiata romantica e immersiva. Punti panoramici e selfie spot offrono ai visitatori l’occasione di catturare ricordi preziosi, con le colline delle Langhe e del Roero come sfondo.

Il Mercatino di Natale di Asti

A breve distanza da Govone, il mercatino natalizio di Asti è uno dei più apprezzati d’Europa. Nella centralissima Piazza Alfieri dalla particolare forma triangolare che richiama una albero di Natale stilizzato, 130 casette di legno accolgono produttori da tutta Italia con le loro mercanzie tra cui scovare regali unici e originali. Prodotti d’artigianato tipico, prelibatezze gastronomiche e lo street food per una pausa golosa rendono l’atmosfera ancora più suggestiva, tra gli addobbi e le animazioni che contribuiscono a creare un’ambientazione unica nel suo genere.
Apertura straordinaria il 15 novembre per l’inaugurazione, ore 15-20

  • Date: 16 novembre – 22 dicembre
    Novembre: apertura tutti i week end
    Dicembre: apertura dal giovedì alla domenica
  • Orario: 10-20

Il presepe vivente a San Damiano d’Asti

A completare il calendario dell’Avvento nella zona, a San Damiano d’Asti si tiene il tradizionale presepe vivente, nelle giornate del 1, 8 e 15 dicembre. Passeggiando tra vicoli acciottolati e antiche cantine, i visitatori possono assistere a scene della Natività ricreate con cura: Re Magi, falegnami e mercanti riportano in vita la magia del Natale attraverso mestieri antichi e personaggi in costume. L’ambientazione storica e la partecipazione di tutto il paese fanno di questo presepe nel cuore del Monferrato un’esperienza autentica e ricca di emozioni, che coinvolge grandi e piccoli nella celebrazione del Natale più tradizionale.

  • Date: 1, 8, 15 Dicembre 2024
  • Orario: 14-19
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I paesaggi vitivinicoli del Piemonte, patrimonio Unesco da dieci anni

Il territorio delle Langhe-Roero e Monferrato è uno dei più belli al mondo e uno dei luoghi più visitati in Italia: quest’anno è il decimo anniversario che le colline di vigneti del Piemonte sono Patrimonio dell’Unesco. Infatti, lo scorso 22 giugno 2024 è stato celebrata l’iscrizione de “I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La società formules è stata incaricata di studiare l’impatto a lungo termine di questo evento, a dieci anni di distanza, esaminando come abbia influenzato il territorio a livello di percezioni, decisioni degli stakeholder locali, indicatori economici e benefici in termini di reputazione e attrattività turistica delle località interessate.

I risultati della ricerca sono stati presentati da Guido Guerzoni, fondatore e CEO di formules, insieme a Giovanna Quaglia e Bruno Bertero, rispettivamente Presidente e Direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, durante il TTG Travel Experience a Rimini il 9 ottobre 2024, alla presenza di Alessandra Priante, Presidente di Enit.

Come è stata condotta l’indagine di formules

Lo studio, condotto su 200 comuni, ha analizzato l’impatto della designazione Unesco sui Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, valutando tre tipi di effetti: sociale, economico-occupazionale e comunicativo. Oltre ai 101 comuni direttamente interessati (29 nelle aree di eccellenza o Core Zones e 72 nelle Buffer Zones), l’indagine ha coinvolto 99 comuni limitrofi.

Il questionario ha coinvolto 512 persone tra amministratori locali, operatori turistici, imprenditori vinicoli, ristoratori e altre figure professionali, con l’obiettivo di sondare come l’iscrizione a sito Unesco abbia influenzato le loro attività. Due focus group, con una trentina di partecipanti, hanno ulteriormente esplorato le opinioni e percezioni sugli effetti della nomina Unesco. In parallelo, sono stati analizzati 51 serie storiche in ambiti come mercato immobiliare, turismo e occupazione.

Neive, Langhe

Fonte: iStock

Il borgo di Neive nelle Langhe

Tre aspetti che hanno influenzato il territorio

L’indagine di formules ha rivelato che il 96% dei partecipanti è consapevole dell’esistenza del Sito Unesco, ma solo il 49% conosce la sua precisa geografia. Sorprendentemente, il 27% non è consapevole del motivo per cui il sito è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, e la coltivazione dei vitigni autoctoni è stata sottovalutata come valore distintivo.

Il 78% degli intervistati ritiene che l’impatto della designazione Unesco sia percepito più dagli esterni che dai residenti. Tuttavia, solo una minoranza (5,1%) crede che i turisti non riconoscano il valore del sito. La promozione internazionale della cultura enogastronomica piemontese e il miglioramento della reputazione nazionale e internazionale sono riconosciuti come i benefici principali della nomina.

D’altra parte, emergono preoccupazioni legate alla tutela del territorio e ai rischi di overtourism. I focus group hanno infatti evidenziato la necessità di sinergie locali più forti e di linee guida più chiare da parte dell’Associazione, per allineare le politiche locali con il piano di gestione Unesco e affrontare meglio le sfide future.

L’analisi economica ha esaminato sei ambiti: mercato immobiliare, fondiario, turismo, imprese, occupazione e inflazione. I dati dimostrano che la nomina Unesco ha avuto un impatto positivo in circa il 73% delle variabili analizzate. Complessivamente, l’effetto economico stimato è stato un ritorno di circa 121 milioni di euro.

Una delle problematiche principali riscontrate circa il mercato immobiliare è stata l’aumento dei prezzi delle abitazioni per i residenti. Tuttavia, tra il 2014 e il 2020, i prezzi delle case sono aumentati nelle aree Core, come Langhe e Grinzane Cavour, mentre altre zone hanno visto una riduzione.

Calliano, Monferrato

Fonte: iStock

Il villaggio di Calliano, nel Monferrato

Il settore turistico ha registrato una crescita in tutte le sei aree del sito Unesco. L’incremento delle visite internazionali, confermato dal 92% degli intervistati, ha interessato in particolare le zone di Nizza Monferrato e Canelli, mentre Langa ha attratto il maggior numero di visitatori complessivi.

La domanda turistica ha rivelato tendenze opposte tra italiani e stranieri: i turisti italiani preferiscono soggiornare nelle zone Buffer, mentre gli stranieri prediligono le aree Core, maggiormente conosciute a livello internazionale. L’offerta turistica è cresciuta significativamente, in particolare nel settore extra-alberghiero, con un aumento del 93% di camere disponibili in zone come Nizza Monferrato, contrastato da un calo dell’offerta di alloggi tradizionali in altre aree.

La ricerca ha evidenziato anche un notevole aumento della visibilità mediatica dei territori Langhe-Roero e Monferrato sia a livello nazionale che internazionale.

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Parte l’Espresso Langhe-Monferrato, le informazioni sul treno turistico

Le Langhe e il Monferrato sono rinomate in tutto il mondo per la loro bellezza paesaggistica, i loro vigneti che si perdono a vista d’occhio verso l’orizzonte delle colline, gli antichi e affascinanti borghi medievali e la gastronomia di alta qualità, da leccarsi i baffi.

Insomma, questa regione dell’Italia nord-occidentale, nel cuore del Piemonte, è celebre internazionalmente e lo è soprattutto per i suoi vini pregiati, in particolare i rinomati Barolo e Barbaresco, prodotti dalle uve Nebbiolo. Oltre ai vini, però, qui si possono gustare specialità culinarie come il tartufo, i formaggi artigianali e i salumi tipici.

Il territorio di Langhe e Monferrato, inoltre, offre anche numerose attività da fare se si è in viaggio da queste parti, tra cui degustazioni in cantine prestigiose, corsi di cucina tradizionale e visite ai mercati locali. Per gli amanti della natura, la regione è ideale anche per escursioni a piedi o in bicicletta tra le colline, i vigneti e i frutteti, regalando panorami mozzafiato e un’atmosfera unica. Inoltre, i borghi medievali che punteggiano il territorio permettono di fare un vero e proprio viaggio nel tempo, con le loro stradine acciottolate, le torri storiche e le antiche chiese, creando un’esperienza autentica e affascinante per chiunque decida di visitare queste terre.

Se vi abbiamo già convinto a visitare questo territorio, vi diamo un motivo in più per farlo: in autunno avrà il via il progetto di Ferrovie dello Stato che porterà in attivo un treno express con partenza da Roma Termini per le Langhe e il Monferrato. Ecco i dettagli.

L’espresso Langhe-Monferrato da Roma Termini

Una novità del periodo autunnale è il lancio dell’Espresso Langhe-Monferrato: un treno notturno che collega Roma ad Alba con tappe a Nizza Monferrato e Asti. Le partenze da Roma Termini sono programmate ogni venerdì di ottobre e sabato 31 ottobre alle 19.57 con arrivo alle 10.35.

Il ritorno a Roma è previsto ogni domenica dal 6 al 27 ottobre e il 3 novembre alle 18.55 con arrivo alle 6.33. A bordo, il viaggiatore troverà un servizio bar/ristorante e carrozze letto con personale dedicato. Su tutti i treni Espressi di FS TTI c’è una carrozza bagagliaio per bagagli e attrezzatura sportiva. Con la tariffa “TTI Special” si può ottenere uno sconto del 50% sui biglietti acquistati entro 48 ore dalla partenza. I biglietti per l’Espresso Langhe-Monferrato sono disponibili sul sito web fstrenituristici.it e sui canali di vendita di Trenitalia.

Quali città visitare nelle Langhe e nel Monferrato

Il territorio delle Langhe e del Monferrato include diverse città e paesi di rilievo storico e culturale: Alba è famosa per il tartufo bianco e i suoi vini, mentre Asti è conosciuta per il vino spumante Asti e per il Palio, una manifestazione storica biennale. Barolo è celebre per il suo omonimo vino e il suggestivo paesaggio di vigneti circostanti. Bra è la città natale del movimento gastronomico Slow Food, nota per la sua gustosa salsiccia tipica. Nizza Monferrato è rinomata per i suoi vigneti e le colline che la circondano. Infine, Canelli è famosa per le sue cantine sotterranee, molte delle quali sono Patrimonio dell’Umanità Unesco.