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Porto Sa Ruxi, la spiaggia sarda “segreta” dove la natura scrive poesie

Tre curve perfette si aprono tra rocce e ginepri, dove il mare canta in mille sfumature di turchese. Porto Sa Ruxi è la prima promessa d’estate per chi arriva da Cagliari verso Villasimius. Un piccolo paradiso che unisce bellezza selvaggia e tranquillità, dove il vento si placa e la natura si fa protagonista. Sabbia bianca, fondali trasparenti e profumi mediterranei rendono questo angolo di Sardegna una meta tutta da vivere.

Dove si trova Porto Sa Ruxi e come raggiungere la spiaggia

Porto Sa Ruxi è una splendida spiaggia della Sardegna lungo la costa sudorientale nella zona che collega Cagliari con Villasimius. Si trova nel territorio comunale di quest’ultimo ed è la prima baia che si incontra poco prima di Capo Boi.

Per raggiungerla si arriva fino all’area di sosta a pagamento ben segnalata e poi si prosegue per un breve sentiero nella macchia mediterranea. Non è una lunga camminata impegnativa ma quella piccola fatica viene ampiamente ricompensata dalla meraviglia.

Caratteristiche della spiaggia Porto Sa Ruxi

Porto Sa Ruxi è la prima spiaggia che si incontra quando ci si sposta da Cagliari verso Villasimius; a renderla riconoscibile ci pensa la sua forma che, grazie alle tre calette a mezzaluna separate da scogli di granito, la rende unica.

La sabbia è fine e bianchissima, quasi impalpabile, ideale per lunghe passeggiate a piedi nudi. Il mare, con le sue incredibili tonalità di azzurro e turchese, è limpido e poco profondo: perfetto per famiglie con bambini, ma anche per chi vuole rilassarsi in acque tranquille grazie alla protezione naturale dalle raffiche di maestrale. Proprio per questa conformazione protetta, Porto Sa Ruxi è una delle spiagge più riparate della zona.

Alle sue spalle le dune scenografiche ricoperte di ginepri, pini marittimi e cespugli di mirto regalano un tocco di verde e natura alla zona: per raggiungere la spiaggia si passa proprio attraverso questa natura lussureggiante che rappresenta la regione.

Porto Sa Ruxi la spiaggia a numero chiuso di Villasimius

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Porto Sa Ruxi, la spiaggia da sogno a Villasimius

Le tre calette che compongono la spiaggia appartengono all’area marina protetta di Capo Carbonara: con grande rispetto qui si possono fare immersioni e snorkeling avendo la certezza di incontrare una vivace vita marina, sia sui fondali che nella zona degli scogli.

Marcia in più l’offerta di un piccolo punto di ristoro: a differenza di altre spiagge incredibilmente selvagge, questa è quindi adatta anche a chi ha bambini poiché non mancano i servizi. È anche possibile, a pagamento, richiedere ombrelli e sdraio che vengono messi a disposizione di chi soggiorna in strutture vicine.

Perché Porto Sa Ruxi è accessibile solo su prenotazione

Per combattere l’overtourism e proteggere la baia, la regione Sardegna ha stabilito che Porto Sa Ruxi sarà una delle spiagge a numero chiuso. Questa meraviglia, tra le più amate di Villasimius, nel periodo dal 1° giugno al 30 settembre, sarà accessibile ad un massimo di 450 persone al giorno previa prenotazione tramite sito ufficiale. L’ingresso è numerato ma gratuito, solamente il parcheggio è a pagamento.

Insomma, una vera meraviglia da scoprire e anche piuttosto facile da raggiungere ma comunque segreta e limitata ad un numero ristretto di visitatori in alta stagione.

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La scoperta archeologica medievale riscrive la storia di Sassari, il sito archeologico è visitabile per poco

Mentre venivano svolti alcuni scavi presso l’università di Cagliari è successo qualcosa di straordinario: i lavori di ristrutturazione dei palazzi dell’amministrazione centrale hanno portato alla luce un tesoro archeologico. Nel cortile dell’ex Estanco gli archeologi hanno rilevato tracce del passato medievale della città.

Tutto è iniziato durante un intervento edilizio per realizzare nuove strutture tecniche. Ma sotto i nostri piedi si nascondeva ben altro: un sottosuolo pieno di sorprese, con resti e stratificazioni che raccontano secoli di vita sassarese. A guidare queste delicate operazioni ci ha pensato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, insieme all’Università.

Il progetto, sostenuto da un finanziamento di circa 7,5 milioni di euro, ha messo in luce quanto sia ricca la storia delle città italiane. E per chi vuole vedere tutto con i propri occhi, c’è un’occasione da non perdere: il 24 e 25 giugno l’area di scavo sarà eccezionalmente aperta al pubblico. Due giorni per esplorare da vicino questi ritrovamenti, accompagnati da guide esperte che racconteranno ogni dettaglio. Una vera immersione nel passato, a pochi passi dalle aule universitarie

Le scoperte archeologiche sotto l’università di Sassari

Durante gli scavi nel cuore dell’Università di Sassari è venuto fuori un vero e proprio puzzle del passato: un intreccio di strutture e reperti che raccontano storie dimenticate, risalenti a un periodo compreso tra la fine del Quattrocento e il Seicento. Tra le scoperte più affascinanti ci sono antiche murature medievali, vecchie canalizzazioni, impianti artigianali, discariche, sepolture e persino i resti di quella che potrebbe essere stata una torre.

E proprio questa torre, con i suoi blocchi squadrati e la forma rettangolare, potrebbe essere quella ipotizzata da Enrico Costa in una mappa storica del 1899. Una sorta di leggenda cittadina che, a quanto pare, aveva un fondamento reale.

Ma non finisce qui: tra i ritrovamenti più suggestivi spiccano anche i resti di una cinta muraria medievale, costruita in almeno due fasi differenti. Un dettaglio che rivela molto: la zona era abitata e fortificata ben prima della nascita del Collegio Gesuitico, ovvero il primo nucleo dell’attuale Università. Insomma, Sassari ha ancora tante storie da raccontare.

I depositi funerari rinvenuti offrono anche uno spunto per approfondimenti antropologici e genetici. I resti scheletrici saranno oggetto di studio da parte del Laboratorio di Archeologia Medievale e del Dipartimento di Genetica Medica, con l’obiettivo di ottenere nuove informazioni sulla popolazione sassarese dell’epoca.

L’importanza della scoperta

Oltre al valore scientifico dei reperti, la scoperta riveste un’importanza cruciale per la ricostruzione storica della città. Sassari, spesso identificata per il suo sviluppo in età moderna e contemporanea, si arricchisce ora di nuove prove materiali che ne testimoniano la vitalità urbana e culturale già in epoca medievale.

I ritrovamenti sono l’occasione per rileggere la storicità della Sardegna, le sue origini e altri dettagli. Viene facilmente ricollegata la presenza dei Gesuiti alla fondazione del primo nucleo universitario e si amplia la comprensione della vita quotidiana e dell’organizzazione sociale del capoluogo antico.

Non meno importante è l’impegno dell’Università e della Soprintendenza nel valorizzare il sito e i suoi contenuti. Sebbene i reperti non saranno visibili in maniera permanente per ragioni conservative, saranno protetti e ispezionabili tramite apposite botole.

La tecnologia farà la differenza: con strumenti digitali avanzati quali modelli tridimensionali e video mapping si potrà raccontare al meglio questa scoperta.  Il sito archeologico è occasionalmente aperto al pubblico: nelle giornate del 24 e del 25 giugno tramite visite guidate è possibile vedere da vicino gli importanti ritrovamenti che stanno riscrivendo la storia.

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Amerigo Vespucci a Civitavecchia: sold out le visite a bordo dal 28 maggio al 2 giugno

Dopo le affollatissime tappe di Trieste e Venezia e le ultime a Napoli e Cagliari, con l’attesa sosta a Gaeta di questo weekend, la nave scuola Amerigo Vespucci, la “più bella del mondo” secondo la Marina Militare Italiana, si prepara a far tappa anche nel porto di Civitavecchia, dove resterà ormeggiata dal 28 maggio al 2 giugno.

Anche in questa occasione, le visite gratuite a bordo hanno registrato un tutto esaurito in poche ore dalla pubblicazione online delle disponibilità sul sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025.

In ogni porto toccato dalla nave, inoltre, viene allestito il Villaggio IN Italia, uno spazio espositivo e interattivo che accompagna l’esperienza di visita con laboratori, mostre, eventi per bambini e famiglie, incentrati su sostenibilità, tecnologia e tradizione navale.

L’Amerigo Vespucci a Civitavecchia

Dopo un tour mondiale durato 20 mesi, in cui ha solcato oltre 46mila miglia, toccato 35 porti in 5 continenti, e dopo essere stata nominata Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025, l’Amerigo Vespucci è tornata in Italia e nel suo tour Mediterraneo sta attraversando l’Italia. Anche Civitavecchia si prepara ad accoglierla a braccia aperte, anche se, purtroppo, solo chi è riuscito a prenotare in tempo potrà salire a bordo.

Proveniente dalla tappa di Cagliari, l’Amerigo Vespucci approderà a Civitavecchia il 28 maggio e potrà essere visitata, su prenotazione gratuita, fino al 2 giugno 2024. La nave sarà ormeggiata nel porto laziale per sei giorni, in occasione della Festa della Repubblica, offrendo un’opportunità unica di salire a bordo di un vero e proprio simbolo del mare italiano.

Le prenotazioni per visitare la nave a Civitavecchia sono state aperte lo scorso 17 maggio e sono andate rapidamente esaurite, come già accaduto nelle tappe precedenti del tour. I posti disponibili erano limitati e la richiesta altissima, complice anche il fascino della nave e la ricorrenza del 2 giugno.

Cosa aspettarsi durante le visite a bordo

Durante la visita, non guidata, ma supportata dalla presenza dell’equipaggio, sarà possibile:

  • esplorare l’interno dell’Amerigo Vespucci, dai ponti in legno pregiato alle cabine degli ufficiali, fino alla scoperta degli strumenti di navigazione;
  • conoscere la storia della nave e le sue missioni, grazie al racconto diretto dei marinai della Marina Militare;
  • ammirare l’incredibile artigianalità della nave, costruita nel 1931 e considerata un capolavoro del patrimonio navale italiano.

A tutti i visitatori, inoltre, si raccomanda di indossare scarpe chiuse e comode e si ricorda che non sono ammessi animali, ad eccezione dei cani di piccola taglia trasportati in braccio. L’accesso con passeggini o carrozzine non è consentito per motivi di sicurezza.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?

Le visite all’Amerigo Vespucci sono completamente gratuite, ma consentite solo tramite prenotazione online, disponibile esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025 o i profili social della Marina Militare Italiana.

Ogni tappa prevede un numero limitato di ingressi e la possibilità di prenotare per un massimo di quattro persone per ciascun nucleo familiare. Per chi non è riuscito ad accedere ai biglietti gratuiti per Civitavecchia, si consiglia di monitorare costantemente i canali ufficiali in vista delle prossime soste italiane della nave.

Le prossime tappe, infatti, saranno le ultime due: Livorno (4-8 giugno) e Genova (10 giugno).

“Il Vespucci incontra la cultura” visite speciali ai musei nelle tappe della nave

Altra novità riguardante il Tour Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci è che durante le prossime tappe, grazie al progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, i visitatori potranno accedere a musei e luoghi culturali delle città ospitanti con biglietti a prezzo ridotto, nei giorni di permanenza della nave scuola Amerigo Vespucci.

L’iniziativa nasce da un accordo tra il Ministero della Cultura, la Marina Militare e altri ministeri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano. La prenotazione sarà obbligatoria sul sito ufficiale e lo sconto verrà applicato in biglietteria mostrando la ricevuta. Le prossime città coinvolte includono Civitavecchia e Genova, con una selezione di musei e siti archeologici aperti in convenzione, come il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.

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Il sogno del mare approda a Cagliari: benvenuta Amerigo Vespucci

Tra il 19 e il 22 maggio, il porto di Cagliari ospiterà una delle imbarcazioni più rappresentative della storia navale italiana: l’Amerigo Vespucci. Considerata “la nave più bella del mondo”, il celebre veliero della Marina Militare approderà nel capoluogo sardo per la quattordicesima tappa del suo tour nazionale, per l’unica sosta in Sardegna del suo viaggio lungo la penisola.

L’arrivo è previsto nella tarda serata del 19 maggio, con un ingresso spettacolare nel Golfo di Cagliari, dove sarà protagonista di una veleggiata in compagnia di Luna Rossa. A coronare l’evento, una cerimonia solenne in presenza delle autorità civili e militari, impreziosita dalle note della Banda della Brigata “Sassari” e dalla Fanfara dell’Accademia Navale di Livorno.

L’Amerigo Vespucci a Cagliari: simbolo di eleganza e tradizione marinara

Varata nel 1931, l’Amerigo Vespucci rappresenta un capolavoro di ingegneria navale e tradizione marinara italiana. Il suo profilo inconfondibile, con tre maestosi alberi e vele in tela olona, continua a incantare osservatori di ogni età. Utilizzata ancora oggi come nave scuola dalla Marina Militare, è un simbolo vivente dell’eccellenza formativa e tecnica italiana.

Durante la sosta a Cagliari, la nave si trasformerà in un vero e proprio museo galleggiante, aperto ai cittadini e ai turisti desiderosi di scoprire la vita quotidiana a bordo, le tecniche di navigazione tradizionali e il fascino delle storie custodite tra i suoi ponti in legno. L’equipaggio sarà disponibile ad accogliere i visitatori, offrendo spiegazioni dettagliate e condividendo aneddoti sulla vita marinara.

Come accedere alle visite a bordo: date, orari e prenotazioni

L’Amerigo Vespucci sarà ormeggiata presso la Banchina Ichnusa e sarà accessibile al pubblico gratuitamente. Tuttavia, per garantire un’esperienza sicura e ordinata, l’ingresso sarà consentito soltanto previa prenotazione online (attualmente l’evento è sold out).

Le visite si svolgeranno in due momenti distinti: lunedì 20 maggio dalle 16:00 alle 21:00, e martedì 21 maggio dalle 14:00 alle 17:00. Il sistema di prenotazione, disponibile sul sito ufficiale dell’evento, permette di selezionare una fascia oraria e ricevere un biglietto elettronico da esibire all’ingresso.

Data l’alta affluenza attesa, è consigliabile prenotare con largo anticipo e tenere conto delle eventuali modifiche organizzative legate alle condizioni meteo o alle esigenze operative della Marina.

Prepararsi alla visita: indicazioni utili

Visitare una nave storica come l’Amerigo Vespucci è un’occasione unica, ma richiede anche alcune attenzioni pratiche. È consigliato presentarsi con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario di prenotazione, per agevolare le operazioni di controllo all’ingresso. È obbligatorio portare con sé un documento d’identità valido, che potrà essere richiesto per l’accesso a bordo.

Il percorso di visita, sebbene guidato e sicuro, include passerelle strette e scale ripide, tipiche di un veliero d’epoca: per questo motivo, è bene indossare scarpe comode e prestare attenzione ai propri movimenti. Inoltre, è fondamentale attenersi alle indicazioni del personale presente, evitando di toccare strumenti o oggetti esposti, spesso di grande valore storico.

Il Villaggio IN Italia: innovazione, cultura e sostenibilità

Accanto all’esperienza a bordo, i visitatori potranno immergersi nelle iniziative del villaggio itinerante “IN Italia”, allestito in prossimità del porto. Promosso dalla Marina Militare in collaborazione con partner istituzionali e privati, il villaggio rappresenta una vetrina delle eccellenze italiane, con particolare attenzione all’innovazione, alla cultura e alla sostenibilità ambientale.

All’interno del villaggio saranno presenti stand dedicati all’artigianato di qualità, alle nuove tecnologie e ai progetti di educazione ambientale. Non mancheranno spazi interattivi pensati per le famiglie, spettacoli dal vivo, laboratori per bambini e momenti di divulgazione scientifica e culturale. Una vera e propria festa del sapere e dell’orgoglio nazionale, che arricchisce l’arrivo del Vespucci con contenuti adatti a tutti.

Eventi collaterali e iniziative culturali

Durante la permanenza della nave in Sardegna, sono previsti anche eventi simbolici che ne amplificano il valore culturale e sociale. Il 20 maggio, ad esempio, a Ozieri sarà consegnato il “Premio Lions Ozieri” al comandante Giuseppe Lai, in riconoscimento dell’impegno e della professionalità della Marina Militare.

Sempre a bordo, tornerà in azione la Fondazione Francesca Rava con un’attività educativa rivolta ai giovani partecipanti del progetto “Borse Blu”, un’iniziativa che mira a sensibilizzare le nuove generazioni sulle professioni del mare e sul valore della solidarietà.

Di grande rilievo anche il progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, frutto di un accordo tra il Ministero della Cultura e altri dodici dicasteri. L’iniziativa permette, durante la sosta del veliero, di accedere con uno sconto speciale ai musei e ai luoghi della cultura della città ospitante. A Cagliari, dunque, sarà possibile visitare i principali siti culturali usufruendo di una riduzione sul biglietto, promuovendo un connubio virtuoso tra patrimonio navale e patrimonio artistico.

Il protocollo, siglato dal direttore generale dei Musei Massimo Osanna e dal rappresentante di Difesa Servizi Luca Andreoli, nasce con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze italiane, mettendo in rete le esperienze di promozione culturale con le missioni istituzionali della Marina Militare.

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Cammino Francescano in Sardegna: 8 tappe imperdibili

Il Cammino Francescano in Sardegna è un itinerario spirituale e paesaggistico che attraversa il cuore dell’isola, sulle orme dei frati minori che nei secoli hanno diffuso il messaggio francescano nei borghi e nelle campagne sarde.

Si tratta di un percorso che unisce natura, fede e tradizione, permettendo ai pellegrini di scoprire paesaggi selvaggi, centri storici autentici e luoghi carichi di spiritualità. Il cammino si snoda per oltre 120 km, suddivisi in 8 tappe, da Cagliari a Laconi, attraverso sentieri sterrati, strade secondarie e mulattiere, con tratti immersi nella campagna e altri a ridosso di piccoli centri abitati.

Non si tratta solo di un pellegrinaggio religioso, ma di un vero e proprio viaggio interiore, che porta il camminatore a rallentare e a riconnettersi con se stesso, in un contesto naturale e culturale ancora poco battuto dal turismo di massa.

La storia del Cammino

Il Cammino Francescano in Sardegna nasce dall’intenzione di riscoprire e valorizzare i luoghi legati alla presenza dei frati minori francescani sull’isola. L’ordine, giunto in Sardegna già nel XIII secolo, ha lasciato una traccia indelebile nei conventi, nelle chiese, nei santuari e nelle tradizioni popolari locali.

Il cammino ripercorre idealmente le rotte che i frati percorrevano per portare conforto spirituale, medicare gli ammalati, predicare e assistere le comunità più isolate. I centri toccati dal percorso, come Sanluri, Gesturi, Genoni e Laconi, sono strettamente legati a figure carismatiche della tradizione francescana, primo fra tutti Sant’Ignazio da Laconi, patrono dei poveri e dei bisognosi, il cui culto è ancora vivo e radicato nella memoria collettiva.

Le tappe del cammino

Il Cammino Francescano in Sardegna si articola in 8 tappe, per un totale di circa 125 km. Ogni tappa presenta caratteristiche diverse, ma il filo conduttore è sempre lo stesso: la scoperta di un paesaggio autentico, la spiritualità francescana e l’accoglienza delle comunità locali. Ecco le prime quattro tappe nel dettaglio.

Tappa 1: Cagliari – Uta

(25,9 km, 60 D+, 7h)

Il cammino parte dal cuore di Cagliari, dal suggestivo quartiere di Stampace, dove si trova la storica Chiesa di Sant’Antonio Abate, per poi dirigersi verso la periferia ovest della città. Il percorso attraversa aree urbane e poi progressivamente si apre verso campagne coltivate e pianure, seguendo in parte il corso del rio Cixerri. Si entra nel comune di Uta, piccolo centro noto per la presenza del Convento di San Francesco, testimonianza antica della presenza dei frati minori in Sardegna. Attenzione alla lunghezza: è la tappa più estesa del cammino e richiede buona resistenza fisica e idratazione costante, soprattutto nei mesi più caldi.

Tappa 2: Uta – Villasor

(20,7 km, 70 D+, 5h 30’)

Lasciato il centro storico di Uta, il cammino si inoltra tra campi coltivati, vigneti e oliveti, seguendo sentieri rurali che un tempo venivano percorsi dai pastori e dai contadini. L’arrivo a Villasor, con il suo centro storico ricco di architettura campidanese, rappresenta un momento di ristoro. Da visitare il Convento di San Francesco d’Assisi, punto spirituale centrale del paese. Il percorso non presenta particolari dislivelli, ma è esposto, quindi è consigliabile partire al mattino presto.

Tappa 3: Villasor – Samassi

(16,6 km, 80 D+, 4h 30’)

Una tappa più breve, ideale per riprendere fiato dopo le due giornate iniziali. Si cammina tra distese di grano e orti, attraversando paesaggi aperti e silenziosi. L’arrivo a Samassi, piccolo comune dell’oristanese, permette di conoscere una realtà legata all’agricoltura e alla cultura contadina. Interessante la Parrocchiale di San Geminiano e il centro cittadino dove si respira un’atmosfera familiare e genuina. Lungo il cammino sono pochi i punti d’acqua, quindi meglio rifornirsi in partenza.

Tappa 4: Samassi – Sanluri

(12,6 km, 60 D+, 3h 45’)

Tappa breve ma molto suggestiva. Si lascia Samassi su una tranquilla strada di campagna, tra fichi d’India, muretti a secco e filari di vite. L’arrivo a Sanluri è particolarmente emozionante: la cittadina è uno dei centri storici più significativi della zona, con il Castello giudicale di Sanluri perfettamente conservato e numerose chiese da visitare. La presenza francescana qui è antica e profonda, ed è ben rappresentata dal Santuario di Sant’Ignazio da Laconi.

Tappa 5: Sanluri – Villanovafranca

(15,1 km, 140 D+, 4h)

Il quinto giorno di cammino rappresenta un passaggio di rilievo: si abbandona progressivamente la pianura campidanese per inoltrarsi in territori più collinari e aperti, caratterizzati da un susseguirsi di dolci rilievi, boschetti sparsi e pascoli. L’uscita da Sanluri avviene su strade rurali, spesso battute dai contadini del posto, che conducono verso Villanovafranca, un piccolo centro che domina l’altopiano circostante e custodisce una lunga tradizione agricola e pastorale. A Villanovafranca, merita una visita la Chiesa di San Lorenzo e, per chi ha tempo ed energie, il Nuraghe Su Mulinu, sito archeologico di grande fascino che testimonia la stratificazione storica di questa terra.

Tappa 6: Villanovafranca – Gesturi

(12,9 km, 130 D+, 3h 45’)

Con questa tappa si entra nel territorio della Giara, uno degli altopiani basaltici più iconici della Sardegna, conosciuto anche per la presenza dei celebri cavallini selvatici, simbolo della libertà e della natura incontaminata dell’isola. L’arrivo a Gesturi è particolarmente significativo sotto il profilo spirituale: qui nacque e visse il Beato Nicola da Gesturi, una delle figure più amate della devozione popolare sarda, la cui memoria è fortemente radicata nella comunità locale Da non perdere il Convento dei Cappuccini e la piccola chiesa dedicata al Beato Nicola, luoghi che permettono un contatto diretto con la tradizione francescana più recente.

Tappa 7: Gesturi – Genoni

(9,7 km, 120 D+, 3h)

Questa tappa, la più breve dell’intero cammino, rappresenta una sorta di respiro tra due giornate più intense. Il tragitto si snoda tra le pendici meridionali della Giara di Gesturi, regalando viste spettacolari sulla vallata sottostante e sul Parco della Giara, riserva naturalistica di grande pregio. Il cammino procede in leggera salita, con tratti ombreggiati e una varietà di vegetazione che accompagna il pellegrino fino a Genoni, borgo noto per la sua vocazione culturale e per il Museo PARC (Paleo Archeo Centro), che offre spunti interessanti sulla storia naturale e archeologica della zona. Si consiglia di dedicare del tempo alla visita del centro storico, particolarmente suggestivo al tramonto.

Tappa 8: Genoni – Laconi

(11,9 km, 140 D+, 3h)

L’ultima tappa del cammino ha un forte valore simbolico ed emotivo, poiché conduce al Santuario di Sant’Ignazio da Laconi, meta finale del pellegrinaggio e cuore spirituale del percorso. Si lascia Genoni attraversando campi coltivati, strade bianche e piccoli tratti di bosco, in un paesaggio che si fa progressivamente più verde e raccolto. L’ingresso nel territorio di Laconi è segnato dalla presenza di alti alberi e dalla quiete del Parco Aymerich, un’area naturale di grande bellezza che accompagna il pellegrino verso il centro abitato. Laconi, con il suo convento francescano e il museo dedicato a Sant’Ignazio, offre al viandante non solo ristoro fisico, ma anche un senso di compimento profondo.

Consigli pratici per affrontare il cammino

Nonostante il percorso si sviluppi in gran parte su terreni facili e con dislivelli contenuti, è bene non sottovalutarne la lunghezza complessiva e la varietà degli ambienti attraversati, che spaziano da zone urbanizzate a tratti isolati di campagna e altopiano.

In estate, il caldo può diventare intenso, soprattutto nei tratti esposti senza ombra: per questo motivo, è consigliabile partire presto al mattino e fare pause frequenti nelle zone d’ombra, sfruttando alberi, muretti o le piccole chiese di campagna che si incontrano lungo il tragitto.

Dal punto di vista logistico, il cammino attraversa borghi di piccole dimensioni, dove i servizi possono essere limitati: è fondamentale organizzare in anticipo i pernottamenti, contattando B&B, strutture religiose o ostelli disponibili nei comuni tappa.

È utile sapere che gran parte del cammino si svolge su strade sterrate, piste rurali e sentieri non particolarmente tecnici, ma che possono diventare scivolosi in caso di pioggia: si consiglia quindi l’uso di scarponcini da trekking leggeri ma con buona suola, oltre a bastoncini da cammino che aiutano a mantenere ritmo e stabilità. Il tracciato è generalmente ben segnalato, ma in alcuni punti più remoti la segnaletica può essere assente o sbiadita: una traccia GPS aggiornata è caldamente consigliata, così come una mappa cartacea di backup.

Quando partire

Il Cammino Francescano in Sardegna può essere percorso in diversi periodi dell’anno, ma i mesi che meglio si prestano all’esperienza sono quelli primaverili (aprile – giugno) e autunnali (settembre – ottobre).

In primavera, le campagne si tingono di verde, i fiori selvatici esplodono lungo i margini dei sentieri e le temperature sono miti, creando le condizioni ideali per affrontare lunghe giornate di cammino. In autunno, invece, il paesaggio si trasforma in una tavolozza di colori caldi, l’aria si fa più secca e tersa, e i borghi attraversati offrono un ritmo ancora più lento e accogliente.

L’estate, al contrario, può essere particolarmente impegnativa, soprattutto a causa del caldo intenso, dell’esposizione al sole e della scarsità d’ombra in molte tratte: per questo motivo, è consigliata solo a camminatori esperti e ben attrezzati, in grado di gestire l’idratazione e il carico termico.

È il cammino giusto per te?

Questo cammino è adatto a chi desidera un’esperienza intima, profonda e lontana dai grandi flussi turistici. Non richiede abilità tecniche particolari, ma si rivolge soprattutto a chi ha voglia di camminare con lentezza, entrando in contatto con un territorio autentico e spesso poco conosciuto.

È ideale per chi cerca un cammino spirituale ma non esclusivamente religioso, dove il silenzio, la natura e la semplicità diventano strumenti di riconnessione interiore. La presenza di luoghi francescani, di santuari, conventi e figure carismatiche della devozione sarda arricchisce il viaggio di significati profondi, offrendo occasioni di riflessione e di ascolto.

Il Cammino Francescano in Sardegna è particolarmente indicato per chi ama i paesaggi rurali, le pietre antiche, i villaggi senza tempo e le relazioni autentiche con le persone del posto.

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La maestosa Amerigo Vespucci fa tappa a Crotone (ma le prenotazioni sono sold out)

L’Amerigo Vespucci, la “nave più bella del mondo”, fa tappa a Crotone, dove arriverà il 23 e il 24 aprile 2025. C’è grande attesa per il veliero a motore e nave scuola più antica della Marina Militare Italiana attualmente in tour nelle diverse città nostrane: è già approdata a Trieste, Venezia, Ancona, Ortona, Brindisi e Taranto. Dopo Crotone, salperà per i porti di Porto Empedocle, Reggio Calabria, Palermo, Napoli, Cagliari, Gaeta, Civitavecchia e Livorno, terminando il suo viaggio a Genova.

È una nave maestosa che, in occasione del tour, può essere visitata gratuitamente dai fortunati che riescono a prenotarsi in tempo. La tappa di Crotone, infatti, è andata subito sold out in poche ore.

L’Amerigo Vespucci a Crotone

La Nave Scuola Amerigo Vespucci è il più antico veliero in servizio della Marina Militare Italiana, inaugurata il 22 febbraio 1931. Dopo la tappa di Taranto, arriverà nel porto di Crotone il 23 e il 24 aprile 2025 e, chi è riuscito a prenotarsi, potrà salire a bordo gratuitamente, scattare delle foto e visitarla in autonomia. Le visite al pubblico sono previste in data 23 aprile, dalle 15:00 alle 20:00, per le quali è consigliato indossare scarpe comode, mentre non sono ammesse scarpe aperte o con il tacco.

Non sono consentiti passeggini o carrozzine, anche gli animali non sono permessi, mentre i cani di piccola taglia possono essere portati solo in braccio. Crotone non è l’unica tappa calabrese, in quanto la nave approderà il 5, 6 e 7 maggio anche a Reggio Calabria, mentre a Scilla sosterà al largo e potrà essere ammirata solamente in mare.

Cosa aspettarsi durante le visite dell’Amerigo Vespucci

Non è la prima volta che l’Amerigo Vespucci arriva a Crotone: in passato, approdò in questo porto nel 1996. Durante le visite del Tour Mediterraneo, avrete l’opportunità unica di scoprire da vicino il veliero che si occupa dell’addestramento e della formazione degli allievi dell’Accademia Navale e altre scuole della Marina, oltre che della salvaguardia e tutela del patrimonio naturale e dell’ambiente marino. Non a caso collabora con l’UNICEF e con il WWF.

Una volta saliti a bordo, esplorerete l’interno della nave, scoprendo le cabine degli ufficiali, i ponti e gli strumenti di navigazione storici. Potrete approfondire la storia e le missioni dell’Amerigo Vespucci e ammirare l’artigianato navale che rende questo veliero un simbolo di eccellenza italiana nel mondo. La visita della Vespucci non è guidata, ma i membri dell’equipaggio saranno felici di rispondere a tutte le domande lungo il percorso.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci

Come scritto anche in precedenza, le visite a bordo dell’Amerigo Vespucci sono gratuite, ma è necessario prenotare con anticipo e velocemente perché vanno subito sold out. L’unico sito dal quale prenotare il proprio posto, per un massimo di quattro persone, è quello ufficiale della nave. Se siete interessati alle prossime tappe, consigliamo di seguire i canali social per conoscere l’apertura delle prenotazioni e le altre novità.

Oltre a poter accedere alla nave, il biglietto vi permetterà di entrare nel Villaggio IN Italia allestito in ogni tappa, che completa l’offerta culturale con esposizioni tematiche e laboratori interattivi.

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Cosa fare nel weekend: sagre ed eventi all’insegna della natura e della buona cucina

È in arrivo il primo weekend di aprile e, se non sapete ancora come trascorrerlo, ma avete voglia di qualcosa di gustoso alla scoperta della tradizione culinaria italiana, qui abbiamo raccolto alcune delle sagre e degli eventi da non perdere. Non solo cibo, però, abbiamo trovato anche degli eventi interessanti che vi permetteranno di trascorrere una giornata all’aria aperta, come le passeggiate botaniche per approfondire la vostra conoscenza sulle erbe spontanee.

Festa Sarda a Cagliari

Per chi vuole scoprire l’anima più tradizionale della Sardegna, l’appuntamento da non perdere è a Cagliari il 4, 5 e 6 aprile. L’evento “Festa Sarda” nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale sardo, offrendo esperienze uniche che uniscono tradizione, gastronomia, musica e folklore.

L’iniziativa si terrà in Piazza Giovanni XXIII con un programma molto ricco che prevede laboratori di pasta fresca per i bambini e di impagliatura, dimostrazioni degli artigiani, esibizioni delle maschere sarde, musica e balli in abito tradizionale, oltre che il meglio del cibo sardo, dal formaggio fuso alle seadas.

Maschera sarda

Fonte: iStock

Maschera tipica sarda

La Valle dei Ciliegi a Bracigliano (SA)

In Campania si festeggia l’arrivo della primavera a Bracigliano, in provincia di Salerno. L’evento “Valle dei Ciliegi” non è solo un’occasione per ammirare il candido manto di fiori che avvolge le colline, ma un vero e proprio viaggio attraverso i sensi. Qui potrete passeggiare tra i sentieri fioriti, assaporare i prodotti tipici e assistere alle esibizioni di artisti provenienti dal panorama musicale italiano e internazionale.

L’iniziativa sarà il 5 e 6 aprile e prevede un programma composto da un tour guidato tra i ciliegi in fiore, degustazione di prodotti enogastronomici tipici, concerti e visite al borgo storico.

Passeggiate Selvatiche a Occhieppo Superiore (BI)

Il 6 aprile, a Occhieppo Superiore, ci sarà l’evento “Passeggiate Selvatiche tra prati e pascoli”. Si tratta di un’intera giornata dedicata alla scoperta delle erbe spontanee e alla botanica dove potrete partecipare a passeggiate didattiche insieme a esperti erbolari, forager e professionisti del settore. Nel dettaglio, durante l’evento si esploreranno i prati di Occhieppo e imparerete a riconoscere e raccogliere piante selvatiche, approfondendo anche l’utilizzo delle erbe in cucina.

Caroots a Polignano a Mare

A Polignano a Mare arriva la prima edizione di Caroots, la festa organizzata da AIP – Associazione Imprenditori Polignanesi dedicata alla Carota di San Vito, un autentico gioiello del territorio tutelato come presidio Slow Food. L’evento, che si terrà il 5 e 6 aprile, vuole far conoscere il legame profondo che esiste tra uomo, natura e tradizione, promuovendo un’alimentazione consapevole e rispettosa dell’ambiente.

Il programma prevede street food e degustazioni, tutti ispirati alla carota di San Vito, show cooking e workshop, docufilm alla scoperta dei semi a rischio di estinzione, concerti live, DJ set e spettacoli.

Pasqua al Circo a Roma

In occasione delle prossime festività, il Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, davanti al Circo Massimo, dedicherà le giornate del 5 e 6 aprile alla Pasqua e alla Pasquetta con un ricco programma che unisce arte e cucina e che prevede la partecipazione di chef e grandi pasticceri. Dalla mostra d’arte delle “Uova d’Autore” di Walter Musco, un’esposizione unica che celebra l’arte e la creatività attraverso opere d’arte pasquali, ai cooking show, ai banchi d’assaggio e vendita di prodotti tipici pasquali, fino ai laboratori attivi e creativi pensati per grandi e piccini.

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Rinasce il bellissimo anfiteatro romano di Cagliari: il progetto

A Cagliari la Giunta comunale ha avviato un progetto da 4 milioni di euro finalizzato alla rinascita dell’Anfiteatro romano, un sito antico che per anni è stato abbandonato. Massimo Zedda della Giunta comunale, d’accordo con l’assessore alla Cultura Maria Francesca Chiappe, ha firmato il documento per dare il via ufficiale ai lavori che saranno organizzati secondo due livelli di intervento.

In un primo momento saranno effettuati i lavori per un’apertura del sito in breve tempo “come parco archeologico e contenitore di eventi culturali” che ospiterà anche concerti ed eventi culturali di vario genere. Successivamente si porteranno a termine alcuni interventi “di lunga durata” per rendere l’anfiteatro un “tassello urbano” anche grazie al coinvolgimento delle amministrazioni di altri luoghi storici nei dintorni come l’Orto botanico.

La rinascita dell’anfiteatro romano di Cagliari

Con un budget complessivo di quattro milioni di euro, la delibera di palazzo Bacaredda prevede interventi di regimentazione delle acque, salvaguardia dei versanti soprastanti, il restauro del muro del podio e il risanamento del primo ambulacro. Sarà anche ripristinato il muro di confine con l’orto botanico per poi creare anche un’arena per gli spettacoli ed eventi con una platea nella cavea in grado di ospitare dagli 800 ai 1000 spettatori.

L’ingresso al sito sarà in viale Fra’ Ignazio, accessibile anche alle persone con disabilità. “La ristrutturazione del blocco dei servizi ritenuto indispensabile per la funzionalità dell’area, come spazio per spettacoli ed eventi dovrà mantenere l’intera volumetria oggi esistente” ha dichiarato la Giunta.

Anfiteatro Cagliari

Fonte: Getty images

L’anfiteatro di Cagliari dall’alto

Dai gladiatori agli eventi culturali

L’anfiteatro romano di Cagliari risale al II secolo d.C. e si trova in una piccola valle alle pendici occidentali del colle di Buon Cammino. Le gradinate sono state intagliate nella roccia che caratterizza quel territorio della Sardegna, utilizzando il materiale di risulta per costruire il piano dell’arena. Nel corso dei secoli la struttura ha subito diverse variazioni e mutamenti, come le gradinate asportate, e la facciata meridionale oltre i 20 metri di altezza che non c’è più. Alla metà del secolo scorso l’arena era completamente interrata e cominciarono gli scavi con la supervisione di Giovanni Spano che portarono alla luce alcune monete, reperti antichi, lastre di marmo sottili.

La capienza massima dell’epoca era di circa 10.000 spettatori che potevano assistere a scontri tra uomini e belve feroci, all’esecuzione di condanne capitali e combattimenti all’ultimo sangue tra gladiatori come accadeva nel Colosseo di Roma. Con la diffusione del Cristianesimo nei territori dell’Impero romano le lotte di questo tipo divennero sempre più impopolari fino al divieto nel 438 d.C. con l’imperatore Valentiniano III. Quindi l’anfiteatro cadde in disuso fino al medioevo quando diventò una cava per i conquistatori che potevano reperire materiale per costruire nuovi monumenti e costruzioni.

In fondo all’arena c’è ancora oggi un lungo corridoio di 95 metri che conduce a una cisterna sotterranea nell’Orto dei Cappuccini. E nei primi anni 2000 l’anfiteatro fu ricoperto da una struttura di ferro e legno per permettere la messa in scena di alcuni spettacoli in estate. Dopo un po’ queste strutture sono state rimosse per riportare l’anfiteatro alla sua funzione originaria di sito archeologico che si vuole confermare nuovamente con questo nuovo progetto in corso.

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Come arrivare all’aeroporto di Alghero da Cagliari

Chi non sogna un viaggio in Sardegna? Con le sue spiagge bellissime, alcune considerate tra le più belle d’Italia e d’Europa, i suoi tesori archeologici e artistici e un’entroterra che a primo sguardo appare aspro, ma che racchiude un’ospitalità e un’accoglienza che riscalda il cuore. Non sempre, però, i collegamenti aerei sono semplici o economici, sia per chi è residente che per il viaggiatore alle prese con la pianificazione del suo itinerario. Se Cagliari vanta molti collegamenti con altre mete italiane e internazionali, anche Alghero offre diverse possibilità per spostarsi da e per l’isola.

Se è l’aeroporto di Alghero la vostra meta e Cagliari il vostro punto di partenza, questo è l’articolo che fa al caso vostro.

L’aeroporto di Alghero

Arrivare all’aeroporto di Alghero partendo da Cagliari non è complicato, basta conoscere le varie alternative e scegliere quella migliore in base alla circostanza. L’aeroporto di Alghero Fertilia, denominato Riviera del Corallo, è la terza base aerea della Sardegna per traffico passeggeri dopo quelle di Cagliari e Olbia Tempio. Inoltre è al ventunesimo posto in Italia, appena dietro l’aeroporto di Treviso.

L’aeroporto di Alghero dista 5 chilometri dal centro città di Fertilia e circa 10 chilometri da Alghero. Se dovete raggiungerlo da una di queste due località, vi basterà usufruire dei collegamenti pubblici locali gestiti dalla compagnia ARST. Le corse da e per l’aeroporto sono garantite con frequenza giornaliera e potete acquistare i biglietti o nella biglietteria d’Alghero in Via Catalogna o, per la direzione inversa, direttamente all’uscita degli arrivi dell’aeroporto, dove è disponibile il distributore automatico. Se avete bisogno di maggiori informazioni in relazione agli orari, vi rimandiamo al sito ufficiale dell’aeroporto. In alternativa, considerata la vicinanza, potete valutare di affidarvi a un taxi.

Come raggiungere l’aeroporto di Alghero da Cagliari

Per arrivare all’aeroporto di Alghero da Cagliari, invece, la situazione è diversa perché la tratta non è coperta dalla linea pubblica ARST (potete usufruire di questa linea se avete necessità di raggiungere il centro città di Alghero da Cagliari). Innanzitutto è necessario conoscere la distanza fra il punto di partenza e il punto d’arrivo, in modo tale da calcolare con precisione i tempi di viaggio. Il capoluogo di regione, infatti, dista quasi 250 chilometri dall’aerostazione algherese. Per questo motivo i mezzi di trasporto più utilizzati dai turisti per coprire questa tratta sono gli autobus. A occuparsene è l’azienda di trasporti Logudoro Tours, specializzata nel tragitto fra Cagliari e l’aeroporto di Alghero.

Le navette partono due volte al giorno da Cagliari (una alle 06.00 del mattino e l’altra alle 15.00) ed effettuano due fermate intermedie, una a Oristano e la seconda a Macomer. Per coprire tutto il percorso ci vogliono circa tre ore e trenta minuti, a seconda delle condizioni di viabilità. Per tutte le informazioni sugli orari e sul costo dei biglietti (i quali possono essere acquistati direttamente sull’autobus) è consigliato visitare il sito ufficiale della Logudoro Tours. Senza dubbio questo è il metodo più economico per raggiungere l’aerostazione di Alghero Fertilia partendo da Cagliari, tuttavia non è il più comodo, soprattutto se viaggiate con bambini.

In questo caso potete optare per noleggiare un’auto. Non essendo vincolati da orari potrete organizzare la partenza con più calma. Senza dimenticare che in macchina si risparmia almeno un’ora di tragitto rispetto all’autobus. Per raggiungere l’aeroporto di Alghero da Cagliari con l’auto bisogna percorrere la Statale 132 Carlo Felice in direzione Sassari; in seguito bisogna prendere l’uscita Alghero Aeroporto (si trova dopo due gallerie alle porte di Sassari) e percorrere la Statale 291 fino all’incrocio denominato dei due mari.

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Cosa vedere a Pula, gioiello nella costa Sud della Sardegna

In uno dei tratti costieri più belli della Sardegna meridionale, nella cosiddetta “costa del Sud”, sorge la piccola cittadina di Pula.

Si trova a circa 30 chilometri da Cagliari, il capoluogo sardo, ed è il punto di partenza ideale per esplorare le incantevole spiaggi della Sardegna meridionale, oltre che siti archeologici ed importanti come Nora. Il Borgo di Pula è incastonato fra la catena montuosa del Sulcis, in una piccola pianura, ed è facilmente raggiungibile da Cagliari, dal porto o dall’aeroporto, in quanto ben collegata con la città.

Si tratta della destinazione perfetta per chi vuole scoprire questo lato della Sardegna e vivere una vacanza godendo delle sue bellezze, del suo patrimonio storico, ma anche culturale e gastronomico. Ma cosa vedere e cosa fare a Pula?

Le spiagge di Pula, angoli sul mare imperdibili

La Sardegna, si sa, è una terra famosa per il suo mare limpido, considerato fra i più belli del mondo, e le sue famose spiagge, uniche e circondate dal verde della macchia mediterranea. La parte meridionale dell’isola, sopratutto qui, nei pressi di Pula, ha molto da offrire in questo senso.

Una delle attrazioni principali di Pula, infatti, è la spiaggia di Santa Margherita di Pula, lunga ben dieci chilometri, dove poter trovare un paesaggio variegato ed imperdibile, che presenta un alternarsi di sabbia fine e scogliere rocciose. La spiaggia è, grazie a queste caratteristiche, l’ideale per chi ama fare lunghe passeggiate, godendosi tramonti mozzafiato. È anche la spiaggia perfetta per chi vuole praticare sport acquatici come lo snorkeling, grazie alle sue acque chiarissime, oppure windsurf, grazie alle correnti che colpiscono questa parte della costa sarda. Inoltre, Santa Margherita di Pula, è anche la location del famoso programma televisivo Temptation Island.

Infine, per chi è alla ricerca di un luogo più tranquillo e lontano dalla folla, nei pressi di Pula si trova anche la spiaggia di Su Guventeddu. Questa spiaggia è caratterizzata da un’atmosfera più intima e rilassata rispetto le altre e con le sue acque calme e poco profonde, è l’ideale per le famiglie con bambini che vogliono passare una piacevole giornata al mare.

Molto conosciuta è anche la spiaggia di Nora, famosa per le sue acque cristalline e la spiaggia di sabbia fine dorata, che crea un contrasto unico agli occhi dei visitatori, ben attrezzata e con tutti i servizi che una buona giornata al mare richiede. Questa spiaggia, inoltre, si trova a pochi passi dell’area archeologica di Nora.

Storia e cultura nella Sardegna meridionale

La Sardegna è una terra ricca, sia dal punto di vista naturale, con i suoi paesaggi unici nel mondo, sia dal punto di vista storico, con siti e reperti storici dei diversi popoli che abitarono questa isola nel cuore del Mar Mediterraneo.

Il sito archeologico di Nora ed il teatro romano

A prova di ciò, è possibile visitare il sito archeologico di Nora che permette ai turisti di fare un vero e proprio tuffo nella storia antica di questa terra. La città di Nora, infatti, venne fondata dall’antico popolo dei Fenici, addirittura nell’ottavo secolo a.C. ed in seguito divenne un’importante città dell’impero romano.

Le rovine sono ben conservate e si distinguono templi, terme, mosaici dalla bellezza unica e l’antico teatro romano. Quest’ultimo viene considerato l’attrazione principale del sito ed ancora oggi, nel periodo estivo, questo teatro viene utilizzato per spettacoli culturali, che prendono vita nella suggestiva cornice delle rovine, per rassegne teatrali, come “la notte dei poeti” o addirittura per eventi di fama internazionale, come la sfilata itinerante di Dolce & Gabbana, tenuto all’interno di questo sito archeologico.

Visita nel centro storico del borgo di Pula

Oltre al parco archeologico di Nora, una visita del centro storico del piccolo borgo sardo è quasi d’obbligo. Camminare fra le piccole vie di Pula è un’esperienza affascinate, grazie alle sue strette e antiche viuzze acciottolate, ma anche le sue piazzette e le piccole case tipiche colorate, in grado di riflettere il fascino tipico dei borghi della Sardegna.

Fra gli edifici storici di questo centro, spicca la Chiesa di San Giovanni Battista, che venne costruita nel 1889 e che conserva ancora oggi pregevoli dipinti dell’epoca al suo interno. Oppure, poco lontano dal centro storico di Pula, si può visitare Villa Santa Maria, un bellissimo monumento in stile neoclassico, progettato anche questo nel diciannovesimo secolo, dall’architetto cagliaritano Gaetano Cima, che rappresenta un’importante testimonianza del passato nobiliare del borgo.

Le torri di avvistamento a difesa di Pula

Nei pressi di Pula si trovano anche numerosi torri di avvistamento, che vennero costruite in passato sulla costa con l’obiettivo di difendere l’isola e la città di Pula contro gli attacchi e le incursioni dei pirati. Le più importanti e tutt’ora visitate dai turisti sono la Torre di Cala d’Ostia, situata sull’omonimo promontorio di Cala d’Ostia, la Torre di San Macario, sull’isola, appunto, di San Macario e a poche centinaia di metri dalla costa, e la Torre di Coltellazzo, conosciuta anche come Torre di Sant’Efisio, in contatto visivo con le precedenti torri. Visitando queste torri sarà possibile godere di una vista unica ed imperdibile delle coste uniche di Pula.

Torre del Castellazzu, una delle torri di avvistamento nei pressi di Pula, che si affaccia sul mare azzurro al tramonto

Fonte: iStock

Torre del Coltellazzu, antica torre di avvistamento a Pula

Pula e dintorni per gli amanti della natura

Per coloro che sono alla ricerca di avventure ed attività all’aria aperta, una delle destinazioni naturalistiche più belle e notevoli nei pressi di Pula è la foresta di Is Cannoneris. È una delle formazioni più estese dell’intero Mediterraneo, oltre che essere un’importante sito di conservazione e protezione per animali come il cervo sardo, ma anche falchi, aquile reali o cinghiali.
In questa foresta sono presenti numerosi escursioni che possono essere effettuate sia a piedi, che in mountain bike e che permettono di ammirare il paesaggio incontaminato circostante.

Un’altra meta interessante per gli escursionisti è la foresta di Pixina Manna, un’area situata a breve distanza dal borgo di Pula. È possibile trovare numerosi sentieri che attraversano la ricca vegetazione di questa foresta e che portano i camminatori alla scoperta di querce secolari, fiumi e cascate, per un’esperienza nella natura sarda sicuramente indimenticabile.

Pula, nel sud della Sardegna, è una di quelle destinazioni che sa come rubare il cuore di chi la visita e creare ricordi indelebili, sia per chi è alla ricerca di mare e relax, ma anche per tutti coloro che vogliono scoprire l’affascinante storia di questa area della Sardegna e non solo.