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46 borghi siciliani aprono le porte di centinaia di tesori nascosti

Il 2024 è l’anno delle Radici italiane del mondo, e per celebrare questa occasione 46 borghi siciliani hanno deciso di aprire le porte di centinaia di tesori nascosti che sarà possibile scoprire nei giorni che vanno dal 10 al 26 maggio, durante il Borghi dei Tesori Roots Festival.

Come si svolge il Borghi dei Tesori Roots Festival

Come accennato, il Borghi dei Tesori Roots Festival avrà luogo durante i tre weekend che vanno dal 10 al 26 maggio. Giornate in cui tutti i visitatori potranno fare tantissime attività diverse: a disposizione ci saranno 46 borghi sparsi come tessere di un unico mosaico, circa 500 tra siti, passeggiate ed esperienze imperdibili e molto altro ancora.

I borghi di questa edizione 2024 – coordinata da Michele Ruvolo con Giovanna Cirino, Marco Coico, Alessandra Fabretti, Alida Fragale – rappresentano tutte e nove le province siciliane: sono Alcara Li Fusi, Balestrate, Baucina, Bisacquino, Bompietro, Buccheri, Burgio, Calascibetta, Calatafimi Segesta, Caltabellotta, Cammarata, Camporeale, Centuripe, Cassaro, Chiusa Sclafani, Ciminna, Collesano, Contessa Entellina, Custonaci, Delia, Frazzanò, Gangi, Geraci Siculo, Giarratana, Giuliana, Isnello, Licodia Eubea, Mirto, Montelepre, Monterosso Almo, Montevago, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Pettineo, Piedimonte Etneo, Pollina, Portopalo di Capo Passero, Prizzi, Sambuca di Sicilia, San Piero Patti, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Sutera, Trappeto, Valledolmo, Vallelunga Pratameno.

Tre weekend secondo la formula rodata delle Vie dei Tesori: i borghi apriranno e animeranno i “tesori di famiglia”. E siccome anche il gusto è un’arma di conoscenza, praticamente ogni comune ha pescato nelle sue tradizioni culinarie più autentiche per cucire esperienze, showcooking, degustazioni, visite a vigneti, caseifici, uliveti, persino pasticcerie e macellerie.

Visitare tutto sarà praticamente impossibile, e per questo sono stati suggeriti alcuni interessanti itinerari utili a scoprire la Sicilia più autentica. Noi di SiViaggia ne abbiamo selezionati tre bellissimi dei sei disponibili altrettanto stupendi.

I gioielli sulle Madonie

L’itinerario chiamato I gioielli sulle Madonie permette di conoscere più a fondo 11 borghi siciliani da sogno, tutti arrampicati sulle montagne come tanti piccoli presepi.

Si parte da Baucina che festeggia Santa Fortunata aprendo il suo santuario, e che condurrà anche tra le donne del borgo per preparare con loro uno sfincione molto particolare (e buonissimo); poi Ciminna, dove si “respira” Il Gattopardo (in 300 foto di set) e dove pare ancora di ascoltare il Te Deum nella maestosa chiesa di Santa Maria Maddalena; ancora Valledolmo, che festeggia il suo debutto, borgo in cui  apre lo Stagnone, una vera, enorme, cattedrale dell’acqua; un gradito ritorno è Bompietro, dove si incontrerà un avvocato che ha deciso di cambiare vita, rilanciando un antico caseificio.

Valledolmo, Sicilia

Fonte: Ufficio stampa: Fondazione Le Vie dei Tesori

Valleodolmo, vista della Chiesa Madre

Le due Petralie rispondono “presente”: a Soprana si accarezzeranno le caprette ma soprattutto si scoprirà lo strabiliante museo di sculture SottoSale nella miniera dell’Italkali. A Sottana, invece, si visiterà la centrale elettrica Catarratti, si parteciperà a sessioni di “yoga”molto particolari. Poi ancora Geraci Siculo, dove perdersi tra chiese e palazzi, arrivando allo spettacolare Salto dei Ventimiglia. Torna Gangi, la “montagna vestita di case”, borgo medievale intatto dove natura e uomo vivono in perfetta simbiosi a mille metri d’altezza.

Poco più giù, nelle basse Madonie, c’è Isnello, considerato uno dei posti dove ammirare il miglior cielo stellato al mondo. Da non perdere Pollina, tra mestieri di una volta, sapori perduti e tesori d’arte. Infine Collesano, che condurrà alla scoperta del suo castello, dei crocifissi di padre Umile, e con una serie infinita di esperienze rigenerative.

Il cuore antico dell’isola

Un altro itinerario proposto particolarmente interessante prende il nome de Il cuore antico dell’isola e permette di scoprire ben 7 borghi di Sicilia, iniziando da Calascibetta, il paradiso degli appassionati di archeologia, tra necropoli a grotticelle, villaggi bizantini, e carceri medievali.

C’è poi Centuripe, con la sua forma particolarissima di un uomo vitruviano o di una stella marina. Qui vi spiegheranno come fa un “artista archeologo” a riprodurre perfettamente i vasi a figura rossa degli antichi greci. Andando verso il Palermitano, c’è Vallelunga Pratameno dove ritorna quest’anno la fedele ricostruzione di un’aula monarchica all’interno di quelle che una volta furono le scuole elementari del borgo.

A Cammarata, invece, si andrà in cerca di tesori sulle tracce della domina Lucia la normanna, e si salirà sul Monte Cammarata, la vetta più alta dei monti Sicani, mentre a Santo Stefano Quisquina ci sarà una sola visita imperdibile al Santuario di Santa Rosalia.

Un trekking porterà all’inviolabile rocca sopra Sutera e la novità, Delia, dove si scopriranno i luoghi della comunità ebraica e uno dei rari castelli arabi di Sicilia. Infine, ci si lascerà guidare dal profumo per assaggiare il pane più buono del mondo, a Borgo Santa Rita.

Sutera, Sicilia

Fonte: Ufficio stampa: Fondazione Le Vie dei Tesori

La Chiesa del Carmelo di Sutera

Nel verde dei Nebrodi

L’ultimo itinerario che vi suggeriamo si chiama Nel verde dei Nebrodi ed è un tripudio di emozioni attraverso 6 borghi. Il percorso inizia da Frazzanò, dove c’è l’unico monastero basiliano di Sicilia con la Kîmesis, raro affresco che riprende lo stile dell’arte bizantina; poi Alcara Li Fusi con San Pantaleone, l’organo seicentesco, tra i più antichi della Sicilia.

Nelle botteghe e nelle case di San Piero Patti si parla ancora un particolarissimo dialetto gallo-italico, ma una visita la meritano i laboratori del convento dei Carmelitani dove si tramanda l’arte antica della tessitura. Poi Mirto, altro borgo dove degustazioni e visite gastronomiche inedite la faranno da padrone e la new entry, Pettineo, che festeggia‘a vutata de l’altari di Sant’Oliva’ che compie 400 anni esattamente come il Festino palermitano, e espone i brandelli del “Chilometro di tela” degli artisti che il mecenate Antonio Presti donò ai cittadini.

Solitaria sull’Etna, ecco Piedimonte Etneo con i suoi magnifici palazzi neoclassici, le frazioni di Vena e Presa, ma soprattutto la possibilità inattesa di salire sul campanile della Chiesa Madre e visitare la cripta e il chiostro del convento dei Cappuccini.

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Vacanza di Pasqua: il più bell’itinerario da fare in Europa

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, recita così un famoso detto italiano, e per tale motivo questo periodo festivo è il migliore per organizzare un bel viaggio, magari fuori dai confini italiani e in luoghi non eccessivamente presi di mira dai turisti. Se è questo il caso, abbiamo un ottima notizia per voi: esiste un itinerario, parte di un interessante Festival, che si rivela il migliore da fare a Pasqua in Europa.

La Ruta de la Pasión de Calatrava

Si chiama la Ruta de la Pasión de Calatrava ed è un Festival la cui tradizione risale al XVI secolo. Una celebrazione antichissima e che vede come protagonisti gli “armaos”, una replica dei soldati romani che sequestrarono Gesù Cristo. Partecipandovi, è possibile visitare dieci piccole città spagnole che, durante la Settimana Santa, mostrano tutta la loro unicità attraverso spettacoli e rappresentazioni speciali.

Ci troviamo nella suggestiva regione di Campo de Calatrava, luogo in cui prende vita la tradizione degli “armaos”, punto di riferimento più rappresentativo de la Ruta de la Pasión de Calatrava. Dal costume molto caratteristico – composto da giacca rossa, ricoperta da bande di raso rosso con frange dorate, pantaloni bianchi o blu sotto il ginocchio riccamente ricamati, così come le gonne, gli stivali e le calze di stoffa, il pesante elmo piumato o decorato con pompon colorati e lance, spade e scudi – sfilano in processione, scandendo i loro passi e le loro evoluzioni al suono di tamburi, tamburelli e trombe.

Ovviamente, c’è anche il cattivo per eccellenza: Giuda Iscariota. La presenza di tutti i personaggi nelle processioni, insieme ad altri elementi come musica, artigianato e gastronomia, contribuisce alla creazione di un’esperienza culturale unica e molto sentita.

Armaos in Spagna

Fonte: Getty Images – Ph: Europa Press News

La sfilata degli “armaos”

Le dieci cittadine spagnole coinvolte

Il comune più rappresentativo è Almagro, cittadina dichiarata Complesso Storico-Artistico e il cui simbolo indiscusso è la bella e stilizzata Plaza Mayor, che sfoggia portici e gallerie di vetro. Non è di certo da meno il Corral de Comedias, costruito nel 1628, unico palcoscenico al mondo risalente al XVI e XVII secolo, rimasto intatto nella forma e nella struttura.

Nonostante la sua “veneranda età”, infatti, qui vengono ancora rappresentate commedie di Cervantes, Calderón de la Barca, Lope de Vega. Ma non è finita qui, perché ad Almagro e in altre città nelle sue vicinanze vengono mostrate le figure realizzate dagli “armaos” che accompagnano i pasos, le confraternite e i capirotes che ogni città fa sfilare tra il Mercoledì Santo e la Domenica di Pasqua.

C’è poi Aldea del Rey che sorge a poca distanza da Calatrava la Nueva, ovvero dei ruderi di un castello-convento. Molto grazioso è anche il centro storico in cui svetta nei cieli il Palazzo Clavería del XVI secolo, dove dimorava la persona che custodiva le chiavi del Convento di Calatrava. Altri edifici di pregio sono la Chiesa di San Jorge Mártir e l’Eremo di Nuestra Señora del Valle.

Bolaños de Calatrava offre un bellissimo centro storico in cui non si può non ammirare la Casa de Coca, l’unica casa nobiliare conservata nel paese, l’Eremo del Santo Cristo della Colonna e la Chiesa di San Filippo e San Giacomo, situata in Plaza de España, che sono un chiaro esempio del passaggio dal gotico al rinascimentale.

Molto interessanti sono anche Granátula de Calatrava, dove dimorano circa 800 abitanti e luogo in cui il tempo pare non essere passato mai, e Miguelturra, in cui sopravvivono interessanti esempi di architettura civile e industriale ed edifici in cui convergono agricoltura e architettura.

Pozuelo de Calatrava, invece, sorge vicino a due lagune salate di origine vulcanica particolarmente amate dai viaggiatori. Ma ad attirare l’attenzione sono anche la chiesa seicentesca dedicata a San Giovanni Battista, che è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale nel 1989, e il Santuario di Nostra Signora dei Santi che è stato costruito su un’antica fortezza araba.

L’itinerario continua per raggiungere Torralba de Calatrava, dove svettano nei cieli la Chiesa della Santisima Trinidad del XVI e con facciata barocca, l’Eremo di Cristo, del XVIII secolo, e l’Eremo della Purísima, del XVIII secolo.

Valenzuela de Calatrava è un piccolo villaggio dedito all’orticoltura e con famose fontane di acqua gassata, sia nelle fontane pubbliche che nelle case. Poi ancora Moral de Calatrava, una cittadina incorniciata da splendidi paesaggi naturali e con un impianto urbano che è stato dichiarato Complesso Storico-Artistico in quanto chiaro esempio di architettura tradizionale.

L’itinerario si conclude a Calzada de Calatrava in cui sono davvero tantissimi i monumenti e i luoghi d’interesse, come il Castello di Salvatierra costruito nei secoli X-XI; la Parroquia de Nuestra Seňora de la Asunción del 1526; la Ermita del Salvador del Mundo del secolo XVI; la Ermita de San Sebastián del secolo XVI e molto altro ancora.

Moral de Calatrava, Spagna

Fonte: iStock

La chiesa principale di Moral de Calatrava

In cosa consiste questo Festival

Oltre ai colorati “armaos”, in ognuna di queste città prendono vita diverse Settimane Sante in cui poter conoscere momenti, scene tipiche e immagini religiose che sfilano in mezzo ai fedeli per le strette vie.

Per esempio, la mattina del Giovedì Santo, ad Aldea del Rey, viene messo in scena il tradimento di Gesù da parte di Giuda Iscariota. A Bolaños de Calatrava, invece, gli “armaos” iniziano la ricerca di Gesù al mattino, inscenando l’arresto nel tardo pomeriggio. A Granátula de Calatrava, durante l’arresto, il capitano delle truppe romane canta “el romance del prendimiento”. A Moral de Calatrava, la danza del Caracol si chiama “Caracola” e si celebra la domenica di Pasqua come saluto alla settimana.

Particolarmente curioso è il fatto che, nel bel mezzo di una celebrazione religiosa, ancora è tradizione partecipare a un gioco di scommesse che, molto probabilmente, ricorda la vendita all’asta dei vestiti di Cristo da parte dei suoi carnefici sul Golgota. Si tratta di un gioco d’azzardo che consiste nello scommettere anche importanti somme di denaro. Si svolge ogni Venerdì Santo nella città di Calzada de Calatrava, dove dal 1993 è stato proclamato “Festival di interesse turistico regionale.

Il funzionamento è molto semplice: testa o croce. C’è una persona che ha il banco, il baratero, e intorno a lui si dispongono gli scommettitori, senza limiti per le puntate se non i fondi a disposizione del banco, che, situato al centro del cerchio, copre le puntate piazzate a terra.

Per giocare si prendono due monete di rame del regno di Alfonso XII, con la testa e lo stemma del re ben visibili. La persona che ha il banco mette insieme i pezzi, con le facce delle monete ben visibili. Chi gioca scommette i suoi soldi e il mazziere mette la stessa somma.

Subito dopo aver mostrato le monete, il baratero le lancia in aria. Tutti alzano gli occhi al cielo in attesa del risultato, per scoprire se la fortuna è dalla loro parte o meno: se le monete toccano terra e rimbalzano verso l’alto con la “Testa”, il banco incassa tutti i soldi delle scommesse fatte, ma se dopo la caduta e il rimbalzo gli scudi rimangono visibili, allora si urla “Croce” e chi ha puntato incassa i soldi delle rispettive scommesse.

Ma come in tutte le cose anche in questa c’è un però: se le monete cadono, ognuna su un lato diverso, il baratero grida “Testa e Croce” e non vince nessuno. Le monete vengono raccolte, consegnate a chi tiene il banco e il gioco ricomincia.

La Ruta de la Pasión de Calatrava è senza ombra di dubbio un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

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In questa città si celebra (di nuovo) l’amore: è in arrivo il Festival dei baci

Nel cuore delle affascinanti terre dell’Estonia sorge Tartu, una città che risplende come una perla nelle terre baltiche. Situata a meno di 200 km dalla capitale Tallinn, lungo le rive del maestoso fiume Emajõgi, è da sempre una fonte di ispirazione e meraviglia per chiunque abbia il privilegio di visitarla.

Il 26 gennaio scorso, Tartu ha dato il via alla sua avventura come Capitale Europea della Cultura 2024, insieme a Bodø in Norvegia e Bad Ischl in Austria. Con un programma ricco di eventi culturali, spettacoli teatrali, mostre d’arte e performance musicali, promette di stupire e incantare i visitatori provenienti da tutto il continente.

Se siete curiosi di esplorare questa città incantevole e vibrante, non c’è momento migliore per farlo. Con una serie di celebrazioni eclettiche e coinvolgenti, Tartu si apre al mondo, pronta a condividere la sua cultura, la sua storia e lo spirito inconfondibile che la contraddistingue.

Tartu 2024: Capitale Europea della Cultura

Tartu, Capitale Europea della Cultura 2024

Fonte: iStock

Tartu, Capitale Europea della Cultura 2024

L’inaugurazione di Tartu come Capitale Europea della Cultura 2024 si è rivelata un evento memorabile, carico di emozioni e significati profondi. Sotto il tema “Arts of Survival“, il programma ha mirato a esplorare e valorizzare concetti cruciali quali libertà e diversità, con uno sguardo attento alla complessa situazione geopolitica della regione.

In particolare, lo spettacolo di apertura intitolato “All Is One!” ha suscitato profonde riflessioni sull’importanza dei legami umani in un contesto mondiale sempre più intricato e frammentato. Attraverso esibizioni artistiche coinvolgenti e messaggi commoventi, ha saputo toccare le corde più profonde dell’anima, suscitando emozioni e stimolando una sincera introspezione. Lo spettacolo ha, inoltre, proposto una visione ottimistica del futuro, evidenziando il potere unificante dell’arte e della cultura nel promuovere un cambiamento positivo.

Tra le iniziative più innovative spiccano il festival “Naked Truth“, che esalta la sauna come spazio per la socializzazione e il dialogo, e l’evento “Kissing Tartu“, un abbraccio collettivo in Piazza del Municipio, accompagnato da un concerto straordinario dedicato ai brani più celebri dell’Eurovision Song Contest.

“Kissing Tartu”: il Festival dei baci

Nel cuore di Tartu, si trova una fontana iconica adornata da una statua che raffigura due studenti che si scambiano un bacio appassionato, “The Kissing Students“. Questo suggestivo monumento è stato immortalato innumerevoli volte da fotografi e visitatori rapiti dalla sua bellezza romantica.

Ora, questa rinomata scultura si appresta a essere celebrata in una nuova veste con il “Kissing Tartu” che si terrà il 18 maggio. Questo evento di “baci di massa”, che si svolgerà in Piazza del Municipio, sarà il culmine di un grande concerto dedicato ai brani più celebri dell’Eurovision Song Contest. Un momento unico in cui persone provenienti da tutto il mondo si uniranno per condividere un gesto di affetto e di amore. Sarà trasmesso in diretta, permettendo agli spettatori di immergersi nell’atmosfera contagiosa e nell’energia travolgente di questa festa.

Inoltre, l’arte e la cultura non saranno da meno. Stencibility, il rinomato festival europeo di arte di strada itinerante, terrà un’edizione speciale in città, presentando la più grande mostra di adesivi d’Europa. Una panoramica affascinante della creatività urbana che sicuramente lascerà il segno nel cuore di tutti i presenti.

Non solo divertimento e spettacolo, ma anche impegno per la comunità. Il progetto Curated Diversity sovrintenderà a un’importante iniziativa volta ad abbellire gli spazi pubblici di Tartu con nuove aree verdi, dimostrando come l’arte e la natura possano fondersi per rendere le città più belle e accoglienti.

Tartu, Estonia

Fonte: iStock

Tartu, Estonia
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Copenaghen si accende d’incanto: il festival delle luci è magia

È tempo di immergersi in un viaggio straordinario, di lasciarsi avvolgere dall’incanto di esperienze uniche che trasformano le destinazioni in autentiche fiabe viventi. Tra le Capitali europee, c’è una città che in questi giorni brilla con una luce speciale, pronta a vestirsi di eleganza e poesia e a tramutare le sue strade in scenari da sogno.

Questo luogo è Copenaghen che, dal 2 al 25 febbraio, scioglierà l’abbraccio freddo dell’inverno per dare spazio a una celebrazione unica: il Copenhagen Light Festival. In questo periodo, le strade sono un vero e proprio palcoscenico luminoso, dove ogni passo è un viaggio tra emozioni e meraviglie. Qui, la luce è la protagonista indiscussa, dipingendo la città con pennellate di colori vibranti e creando atmosfere che rapiscono il cuore di chiunque si avventuri nelle sue strade illuminate.

Il Copenhagen Light Festival illumina il cuore della città

Light Festival

Fonte: Daniel Rasmussen – Copenhagen Media Center

Copenhagen Light Festival

Venerdì 2 febbraio, Copenaghen si prepara a trasformarsi in un vero incanto, illuminando il crepuscolo con 50 opere artistiche straordinarie. Una sinfonia di colori prenderà vita, danzando tra quartieri suggestivi, piazze pittoresche, strade che si snodano tra antichi vicoli e lungo il magico waterfront, abbracciando i parchi verdi della città.

Nelle prossime tre settimane, il festival svelerà un universo di opere luminose, veri capolavori che vanno dalle sculture alle installazioni, dalle proiezioni agli eventi, ciascuna concepita con maestria da artisti di fama internazionale, talenti emergenti e creativi visionari. I lighting designers e le organizzazioni d’arte si uniranno in un inno alla creatività, regalando alla città un’atmosfera unica, in cui ogni luce racconta una storia e ogni riflesso cattura un’emozione.

Le installazioni sono collocate lungo un percorso che abbraccia il cuore del centro storico e le rive del porto. Ma un tocco di magia si diffonderà anche in aree al di fuori del nucleo urbano, dove una selezione di opere artistiche regalerà un’esperienza luminosa inaspettata anche negli angoli meno esplorati della città.

La magia continua: ecco gli altri eventi da non perdere a Copenaghen

Nel periodo del Copenhagen Light Festival, la città si anima non solo di luci, ma anche di eventi emozionanti che amplificano quest’atmosfera incantata. Tra le numerose esperienze offerte, spiccano momenti musicali indimenticabili e attività coinvolgenti che trasformano questa festa delle luci in un viaggio multisensoriale.

Una delle perle del programma è la serie di concerti che prenderanno vita tra le maestose mura della Marmorkirken. Il DR Vocal Ensemble, infatti, regalerà melodie avvolgenti, creando un’armonia perfetta tra la musica e le luminarie che abbracciano la chiesa. Da non perdere anche il concerto di apertura presso la chiesa di Holmens, con il Mogens Dahl Chamber Choir.

Per coloro che, invece, cercano emozioni in luoghi insoliti, ogni sera il Cimitero di Vestre si trasforma in uno scenario misterioso e suggestivo, permettendo di ammirare quattro opere di luce straordinarie. Un luogo dove il sacro e il profano si fondono in un’armonia unica, rendendo questa inconsueta combinazione un appuntamento imperdibile per coloro che cercano un’avventura più unica che rara.

Il suggerimento è quello di consultare il sito ufficiale del festival, dove il programma viene regolarmente aggiornato con tutte le informazioni necessarie. Inoltre, se vuoi esplorare appieno tutte le sfaccettature di questa celebrazione, tieni d’occhio la mappa ufficiale, una guida dettagliata per orientarsi tra le diverse installazioni e abbracciare ogni angolo illuminato di questa splendida città.

Light Festival

Fonte: Marc Skafte-Vaabengaard – Copenhagen Media Center

Copenhagen Light Festival
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Scopri le meraviglie delle Marche durante il Festival di Sanremo

Immagina di essere a Sanremo in occasione della 74esima edizione del Festival dedicato alla musica italiana e partire per un viaggio unico, composto da un mix avvincente di musica, cultura, e intrattenimento. Ma perché solo immaginarlo?

Dal 5 al 10 febbraio, partecipando agli eventi all’interno de’ Il Villaggio del Festival organizzati dalla Camera di Commercio delle Marche, potrai godere di una full immersion di cinque giorni nel cuore del territorio marchigiano. Avrai l’opportunità di esplorare i maestosi monti azzurri, tuffarti nel mare blu e rilassarti sulle spiagge dorate. Scoprirai le dolci colline e le tradizioni affascinanti degli antichi borghi, mentre ti immergerai nella cultura, nel buon vivere e nella tradizione enogastronomica delle Marche.

Durante il Festival di Sanremo, le Marche saranno protagoniste, promuovendo le loro bellezze storiche, artistiche, paesaggistiche e culturali. Il presidente della Camera Marche, Gino Sabatini, sottolinea l’impegno nel promuovere l’immagine e l’attrattività delle Marche durante uno dei principali eventi mediatici nazionali e internazionali: «Ancora una volta il nostro ente è a fianco della Regione e dei principali attori istituzionali ed economici per promuovere l’immagine e l’attrattività delle Marche in uno dei principali eventi mediatici nazionali ed internazionali. Un grande impegno organizzativo in collaborazione con la Camera di Commercio Riviere di Liguria, in un’ottica di sostegno che valorizza sempre più la nostra dimensione aggregata».

Il direttore de’ Il Villaggio del Festival Giuseppe Grande, ha annunciato entusiasmanti novità per questa edizione. «Abbiamo anche eventi esclusivi, come la 14ma edizione del Gran Gala della Stampa, con la conduzione di Marino Bartoletti e Luana Ravegnini, dove la giuria di qualità ha presentato le nomination per Fiorello, Annalisa, Negramaro, Ricchi e Poveri e altri rispetto ai premi da ritirare, quali Numeri Uno-Città di Sanremo, premio Super Hit, premio della Critica e premio alla Carriera”, afferma Grande..

Vuoi partecipare agli eventi in programmati da Il Villaggio del Festival? Puoi farlo in modo gratuito registrandoti sul sito http://www.ilvillaggiodelfestival.it.

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L’inverno dà spettacolo: inaugurato il festival delle cascate di ghiaccio

La location è di quelle da visitare almeno una volta nel corso della vita e il periodo è perfetto per ammirarla in tutto il suo splendore. Siamo infatti nel parco nazionale di Jiuzhaigou, patrimonio dell’umanità Unesco, con le sue cascate ghiacciate che richiamano tantissime persone in occasione del Festival internazionale del turismo.

Questo luogo da sogno si trova nella provincia del Sichuan, nella Cina sudoccidentale, e non è affascinante solamente per l’acqua che il freddo ha trasformato in ghiaccio, ma anche per la foresta, i laghi e le formazioni rocciose di tipo carsico.

Durante l’inverno questo luogo sembra rubato ad un sogno, trasformandosi in un paese di ghiaccio e natura da esplorare e immortalare.

Le cascate di ghiaccio, ma non solo: il Festival

Il 4 gennaio ha preso il via la 19esima edizione del Festival internazionale del turismo, che richiama tantissime persone ad ammirare le numerose bellezze del parco nazionale di Jiuzhaigou, inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Il freddo ha trasformato le sue cascate in vere e proprie sculture naturali di ghiaccio, creando un’atmosfera unica, da immortalare e che fa da sfondo perfetto a foto memorabili. Un luogo in cui l’inverno offre lo spettacolo più bello, che vale la pena visitare in questo periodo dell’anno, se si programma una vacanza in Cina e, più precisamente, nella provincia dello Sichuan.

Tra le cascate di ghiaccio da ammirare c’è quella di Nuorilang, ma comunque tutto il parco regala scorci indimenticabili. A cui, nella giornata di apertura, si è aggiunta anche una performance di danza.

Ma questo luogo dal fascino suggestivo non lo è solo d’inverno, quando diventa simile a un paese delle fiabe, ma anche durante tutto il corso dell’anno quando regala scorci indimenticabili.

Valle del Jiuzhaigou, il parco nazionale ricco di bellezza

Dal 1992 è diventata patrimonio dell’umanità Unesco, stiamo parlando della Valle del Jiuzhaigou, un parco dove si possono ammirare numerose cascate e laghi e che è una destinazione da raggiungere se si sta programmando un viaggio in Cina, nella provincia dello Sichuan. A quanto pare, dal 1997 è anche riserva della biosfera.

L’area si estende per circa 240 chilometri e al suo interno si può ammirare con i propri occhi la bellezza della natura. Il paesaggio, infatti, è davvero ricco e mutevole e regala scorci indimenticabili. C’è la foresta vergine, si possono vedere alcune tipologie di bambù e anche una rara conifera, è abitata dal panda gigante, specie tra quelle in pericolo di estinzione, e da oltre 140 tipologie di uccelli.

Le rocce, come detto, sono carsiche, mentre i laghi sono un vero e proprio spettacolo con i loro colori che offrono tantissime sfumature diverse: dal blu, al turchese senza dimenticare il verde.

Si tratta anche di un posto ricco di storia: abitato per lungo tempo da popolazioni tibetane, deve il suo nome ai nove villaggi che si trovano nel suo territorio. È una meta molto turistica e il numero di persone che visitano la Valle è cresciuto in maniera esponenziale nel corso del tempo. Dati che non stupiscono vista la sua bellezza sensazionale, le sue cascate, i laghi e la natura che qui si mostra in una delle sue versioni più magiche.

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A Zara per il Meat Me, il festival più buono che c’è, quest’anno parla anche un po’ di italiano

Quando pensiamo alla Croazia, e soprattutto a città come Zara (Zadar in lingua locale), ciò che ci viene subito in mente sono graziosi monumenti dalla storia antica e spiagge che tolgono il fiato. Tuttavia, questa perla situata sulla costa della Dalmazia e rinomata per le rovine romane e veneziane, possiede anche un volto meno noto: quello dedicato all’enogastronomia.

Ed è proprio durante il mese di ottobre che Zara mette sul piatto uno dei suoi appuntamenti più gustosi, soprattutto per gli amanti della carne: il Meat Me.

A tutto gusto al Meat Me

Il Meat Me è un festival di 5 giorni dedicato alla carne di agnello, un appuntamento nato nel 2019 come festa locale ma che nel corso del tempo è diventato una vera e propria tradizione gastronomica della città e della regione della Dalmazia.

Sono infatti tantissimi i turisti che raggiungono questa splendida località per gustare i prelibati piatti di carne, anche perché ogni giorno si rivela un’esperienza diversa: viene dedicato un singolare tema gastronomico ad ognuno dei cinque giorni di celebrazione.

La soddisfazione delle papille gustative e dei propri sensi è più che assicurata, perché i tanti piatti vengono preparati dalle mani di chef zaratini già affermati, professionisti che spesso lavorano nei ristoranti di Zagabria e Pola.

Le date e dove si svolge il festival

In questo 2023 il Meat Me andrà in scena dal 10 al 15 ottobre grazie al lavoro svolto dell’Ente per il turismo della Città di Zara, con il sostegno dell’Ente croato per il turismo e dell’Ente per il turismo della Contea di Zara.

Un lavoro a più mani, quindi, e che si terrà presso il Vecchio Mercato situato nel centro cittadino, un luogo d’incontro che è attivo persino dal Medioevo.

Festival gastronomico a zara

Fonte: Zadar Tourist Board

Il Meat Me nel Vecchio Mercato di Zara

Il punto di partenza ideale per scoprire le tante altre bellezze della città, come la chiesa di San Donato dalla caratteristica forma circolare, l’organo marino che fa sì che il limpido Adriatico dia vita a delle dolci melodie, il foro romano che è il più grande di tutto il Paese, e molto altro ancora.

Il ricco e gustoso menù

In questo 2023 sarà possibile gustare prelibata carne d’agnello sin dal primo giorno della manifestazione grazie al noto chef locale e professore di cucina, Josip Vrsaljko, che preparerà due piatti speciali: il tradizionale ragù di agnello con fave, piselli e patate, una delle pietanze più tipiche della Dalmazia “al cucchiaio”, e una delle sue originali, ovvero il lombo di agnello sottovuoto con il formaggio di pecora dell’isola di Pago.

L’agnello delle Dalmazia è una vera eccellenza, e in particolare quello che proviene dalla regione di Zara. Si tratta perciò di una carne dalla qualità superiore e dall’aroma e dal gusto specifici e unici che derivano dalla varietà dell’allevamento sui pascoli di questo lato del Mediterraneo.

Vi basti sapere che proprio quest’anno l’agnello locale ha meritatamente ricevuto la denominazione d’origine e di origine geografica europea.

Nel corso della kermesse verranno cucinati anche piatti a base di pollame, frattaglie, selvaggina e il famoso manzo istriano boškarin. Sarà infatti presente anche la squadra dello chef del noto ristorante Vodnjanka di Pola che raggiungerà il Meat Me per il boškarin, come anche la squadra del ristorante TAČ di Zagabria che arriverà in zona per il piatto di frattaglie.

Menù del Meat Me

Fonte: Zadar Tourist Board

Uno dei piatti del Meat Me

C’è anche un po’ d’Italia al Meat Me

L’agnello della Dalmazia è un capolavoro e per questo, proprio in occasione del Meat Me, la famosa star italiana della televisione, Fabrizio Nonis, sarà presente a Zara dedicando a questo evento uno degli episodi dello spettacolo Beker on Tour.

Nonis è un vero e proprio esperto di carne ma anche uno straordinario showman in diversi programmi italiani e internazionali e la sua presenza, senza ombra di dubbio, assicurerà che milioni di telespettatori e centinaia di migliaia di follower sui social network possano entrare nell’anima (e nel gusto) di questo festival.

Sì, perché per Nonis è stato amore a prima vista sia per la città di Zara, che ha visitato per la prima volta nel giugno di quest’anno, sia per la sua regione che per la gastronomia, soprattutto quella che fa riferimento ai piatti a base di agnello e di altri prodotti del mare.

Non resta che correre a Zara per partecipare all’evento più gustoso dell’anno: il Meat Me.

Ente Turisitco Croazia

Fonte: Zadar Tourist Board

Croazia, piena di vita
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Campania come la Cappadocia: il festival delle mongolfiere Paestum

Ci sono esperienze da sogno, che restano impresse nel cuore e nella mente per tutta la vita: fare un giro in mongolfiera è una di quelle. La sensazione di volare, di libertà, di poter raggiungere il cielo e quasi di sfiorarlo con un dito, è unica.

Ma non serve partire per la Cappadocia, quell’area interna della Turchia nota per lo spettacolo delle mongolfiere che si liberano nel cielo, per vivere momenti incancellabili infatti basta andare in Campania e, più precisamente, a Paestum dove per nove giorni si tiene il festival delle mongolfiere.

Si tratta della 13esima edizione del Raduno internazionale delle Mongolfiere, che propone un programma ricco e articolato per coinvolgere grandi e piccini. E per regalare momenti indimenticabili.

Il Raduno internazionale delle Mongolfiere in una location da sogno

Paestum è un luogo da sogno, in cui il passato è ancora tangibile in tutta la sua bellezza. Qui si terrà il Raduno internazionale delle Mongolfiere, un festival giunto alla sua 13esima edizione che permetterà a grandi e piccini di vivere l’ebrezza del volo. Le mongolfiere sono mezzi affascinanti, avventurosi e che sembrano permetterci di poter vivere la sensazione di volare da soli e liberi nel cielo. Il mondo diventa quasi a portata di mano, mentre ci si immerge nell’aria.

Sensazioni che si possono provare dal 30 settembre all’8 ottobre proprio nella città campana, dove andrà in scena il festival organizzato dall’associazione Vivere Paestum. Il programma è fitto e prevede la possibilità di partecipare al volo libero o a quello vincolato.

Qual è la differenza tra i due? Il volo libero prevede che le mongolfiere partano dall’area archeologica di Paestum per librarsi nel cielo (secondo quanto spiegato sul sito internet ufficiale dell’evento può variare dai 40 minuti all’ora) e atterrare in un’altra zona. Il volo vincolato, invece, prevede che i partecipanti salgano su mongolfiere ancorate al terreno che si alzano fino a 20 – 25 metri da terra.

Due esperienze diverse, ma comunque emozionanti e che restituiscono la sensazione di poter conquistare il cielo.

Il biglietto d’ingresso per entrare nell’area Villaggio ammonta a 5 euro a partire dai 12 anni, il costo dei voli è spiegato sul sito della manifestazione. Oltre alla possibilità di salire sulle mongolfiere, vi sono in programma anche altre attività come la presenza di artisti di strada, un parco giochi, l’esposizione di prodotti locali e laboratori didattici.

Paestum, cosa vedere nella frazione campana

Paestum è un luogo dal fascino secolare, un posto in cui ammirare il passato in tutta la sua straordinaria bellezza. Frazione del comune Capaccio Paestum, si trova a 30 chilometri a sud di Salerno. Nel passato era una città della Magna Grecia e oggi è un luogo molto amato, che si trova in una delle zone più belle d’Italia.

Tra le cose da visitare c’è senza dubbio il parco archeologico, con i suoi templi, l’anfiteatro e il foro e la possibilità di vedere con i propri occhi il passato e colmarli di meraviglia.

Da non dimenticare le spiagge, ampi lembi di sabbia che si incontrano con il mare e le sue tante sfumature di blu e la torre saracena che si trova in località Torre Licinella.

E poi assaggiare le tante eccellenze enogastronomiche che regala la tradizione culinaria di questi luoghi, per fare un pieno di bontà oltre che di bellezza.

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Estate italiana: gli eventi più belli a cui partecipare

Anche questa estate si accende di eventi memorabili all’aria aperta, da nord a sud, che sia in una località di mare o in montagna, in città, borghi o immersi nei profumi e nei colori della natura. Di festival in questo periodo l’Italia è davvero zeppa, tra musica, letteratura, spettacoli, arte, danza, incontri culturali e molto altro. L’imbarazzo della scelta c’è, ma noi ne abbiamo selezionati alcuni che vale assolutamente la pena vedere.

I Suoni delle Dolomiti

Dal 23 agosto al 1° ottobre torna in Trentino-Alto Adige il festival di musica in quota sulle cime più belle del mondo. Oltre un mese di concerti tra le Dolomiti, dove musicisti e pubblico risalgono insieme a piedi i sentieri segnalati, tra prati e montagne pronte ad accogliere appuntamenti che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla canzone d’autore alla world music, fino al teatro musicale. Il tutto si svolge nei pressi di rifugi e malghe, con alcuni spettacoli che iniziano all’alba, mentre altri durano fino a notte fonda.

Palchi nei Parchi in Friuli-Venezia Giulia

Giunta alla sua quarta edizione, la rassegna Palchi nei Parchi si snoda lungo tutta l’estate fino al 27 agosto in varie località del Friuli-Venezia Giulia con un programma vivace e del tutto vario in diversi ambiti naturali, dove artisti della musica e del teatro si presentano al pubblico accomodato liberamente sui grandi spalti offerti dalla natura. Tra le novità di quest’anno, la collaborazione con il CAI FVG che, in corrispondenza degli eventi che si tengono in montagna, organizza uscite dedicate per visitare i dintorni, godersi gli spettacoli e poi riprendere il cammino. Si tratta di una particolare modalità di fruizione degli eventi artistici che rafforza lo spiccato connubio fra arte e natura,

Argiano Baroque Music Festival

Argiano,  una delle più storiche tenute del territorio di Montalcino, invita, invece, alla terza edizione della kermesse internazionale di musica barocca con quattro immancabili appuntamenti nella sua bellissima Villa seicentesca, nel cuore della terra del Brunello, per una esperienza artistica e sensoriale unica. Cinque le date per questa attesa terza edizione: si parte con una preview il 21 luglio per poi entrare nel vivo il 18, 20, 25, 27 agosto.

Festival di ricerca per le arti contemporanee a Lamezia Terme

Dal 4 al 6 agosto si svolge a Lamezia Terme la settima edizione di FRAC, il Festival di ricerca per le arti contemporanee, un evento culturale che ha luogo in estate in Calabria, in siti storici ed archeologici per tre giornate e che si pone come punto d’incontro tra le arti contemporanee, i nuovi linguaggi della scena internazionale e il territorio. Per questa settima edizione, FRAC sarà ospitato dall’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia, in passato uno dei più grandi complessi religiosi d’Europa. Tra le sue rovine si svolgono performance che iniziano al tramonto e si concludono all’alba, con proposte creative che spaziano dalla visual alla performing art, live-audio video, live show e dj set di musica elettronica con esponenti di fama internazionale. Importante per l’esperienza FRAC è, inoltre, il legame con il contesto ambientale e naturalistico, da scoprire attraverso pratiche di yoga, trekking e attività legate al territorio.

Notte della Taranta nel Salento

Nel Salento non dovete perdervi la Notte della Taranta, una delle più significative manifestazioni sulla cultura popolare in Europa, votato alla riscoperta e alla valorizzazione della musica tradizionale salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dal rock al jazz, alla musica sinfonica. Si tratta di un festival itinerante che coinvolge i gruppi più rappresentativi della scena della pizzica salentina in più comuni del Salento, concludendosi a Melpignano con il Concertone finale, che quest’anno si svolge il 26 agosto. Protagonista l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, accompagnata ogni anno da un maestro concertatore diverso, scelto tra i più grandi nomi del panorama musicale contemporaneo: la maestra concertatrice di questa edizione sarà Fiorella Mannoia.

Ravello Festival in Costiera Amalfitana

Tra gli appuntamenti più amati dell’estate c’è anche quello con il Ravello Festival, che si svolge fino al 30 agosto nello splendido belvedere di Villa Rufolo, uno dei luoghi più suggestivi della Costiera Amalfitana. Nel cartellone, accanto a concerti sinfonici e jazz, troviamo una “Maratona Chopin” in 10 tappe, con nove pianisti italiani, che si svolgerà tra la Chiesa di Santa Maria a Gradillo e la Sala Cavalieri di Villa Rufolo. Tra le novità di quest’anno, un omaggio a Frank Sinatra a 25 anni dalla scomparsa. Imperdibile il Concerto all’alba, alle 5,30 dell’11 agosto, dell’Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno.

Alba in musica e maestri del giallo a Cesenatico

Fino al 20 agosto, Cesenatico propone melodiosi “Concerti all’Alba” in varie spiagge libere, offrendo la possibilità di gustarsi il sorgere del sole sul mare Adriatico ascoltando dell’ottima musica. Il prossimo appuntamento è per il 16 luglio, alle 6, alla spiaggia libera dei Diamanti, con musica popolare strumentale brasiliana.  Dal 20 al 23 luglio, torna inoltre ‘Cesenatico Noir – letterature con delitto’, il festival letterario dedicato al giallo, al mistery e al thriller, ideato dal giornalista e scrittore Stefano Tura e coordinato dall’esperto di noir Luca Crovi che anche quest’anno porteranno a Piazza Ciceruacchio, a ridosso del Porto Canale leonardesco, gli ‘autori del delitto’ più apprezzati a livello nazionale.

Festival delle Orestiadi a Gibellina

Fino al 6 agosto, a Gibellina, tra il Baglio di Stefano e il Cretto di Burri, va on scena il Festival delle Orestiadi, che ha lo scopo di valorizzare lo splendido borgo in provincia di Trapani, quale centro di una visione culturale mediterranea, luogo d’incontro fra culture, espresso attraverso i differenti linguaggi della musica, del teatro, del circo, del cinema e della danza. La kermesse si svolge ogni estate dal 1981, ed è tra le iniziative per la rinascita culturale del territorio, dopo il terremoto del Belice del 1968.

Dromos Festival nella provincia di Oristano

In Sardegna, che ha stregato anche Magic Johnson, dal 28 luglio al 14 agosto torna l’appuntamento con il Dromos Festival, che quest’anno saluta la sua venticinquesima edizione con la consueta formula itinerante tra vari centri e località della provincia di Oristano: dallo stesso capoluogo alla sua frazione di Donigala Fenughedu, da Fordongianus a Morgongiori, da Neoneli a Cabras, a Ortueri (in provincia di Nuoro), e con l’importante ritorno, in coda al calendario, a Nureci, per salutare al meglio il primo quarto di secolo della manifestazione. Il programma spazia tra stili e linguaggi musicali differenti, con la presenza di artisti di livello internazionale, senza trascurare le eccellenze nazionali e locali.

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Londra come l’Olanda: il Festival dei Tulipani è un omaggio alla bellezza

Ampi giardini verdi, migliaia di tulipani colorati, i riflessi dell’acqua… state immaginando Amsterdam, non è vero? Invece ci troviamo a Londra, dove un atteso evento floreale che si ripete puntuale ogni anno, sta attirando l’attenzione di moltissimi turisti e appassionati: stiamo parlando del Festival dei Tulipani, un appuntamento assolutamente da non perdere.

Una location d’eccezione

Ci sono molte ragioni per cui il Festival dei Tulipani è un evento davvero imperdibile e una di queste è il luogo in cui si svolge, ovvero l’Hampton Court Palace. Questo edificio è uno dei luoghi più apprezzati della capitale d’Inghilterra, per via della sua storia e, naturalmente, per la sua bellezza. Realizzato per accogliere l’ordine religioso dei Cavalieri di Malta, è diventato nel 1528 una delle residenze di Enrico VIII.

Il Re vi portò per brevi periodi tutte e sei le sue mogli, cosa che ha contribuito ad alimentare la leggenda sulla presenza fra la struttura e i giardini del fantasma di una di loro. Fantasma o meno, la cosa più interessante è che l’intero palazzo mostra proprio l’impronta del sovrano, che ne modificò e ne ricostruì buona parte, aggiungendo per altro la Sala Grande e facendo costruire il campo da tennis, che oggi il più antico campo da tennis al mondo ancora in uso.

Il Festival dei Tulipani in un palazzo londinese

Ed è proprio fra il campo da tennis e gli ampi cortili che, ogni anno, vengono piantati i bulbi dei tulipani. A occuparsene sono giardinieri e floricoltori altamente specializzati, che oltre a far fiorire le varietà più note (singoli, doppi, a giglio, sfrangiati, screziati, botanici nani, Trionfo, Darwin, Rembrandt, Kaufmanniana, Fosteriana e Greigii), riescono a realizzare veri e propri capolavori perfettamente integrati all’architettura, come la “ciambella” di fiori che circonda la fontana Tudor.

La fioritura dei tulipani

In tutto, l’esposizione (la più grande del Regno Unito) si estende per quasi 25 acri e vede “esplodere” otre 110.000 bulbi organizzati per colore e specie. Secondo gli esperti dell’Hampton Court, il momento culmine dell’intera fioritura andrà dal 22 al 30 aprile. Addirittura, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, si potrà assistere allo sboccio di alcune specie ibridate create appositamente per il Festival.

Londra, il Festival dei Tulipani all'Hampton Court Palace

L’idea alla base dell’evento è quello di celebrare la primavera nel modo più colorato possibile, ammirando anche degli ingegnosi allestimenti in grado di rendere l’esperienza ancora più suggestiva. Per esempio, attraversando i Giardini Reali e gettando uno sguardo lungo le grandi vasche collocate in mezzo al verde, si possono scorgere vasi galleggianti con varietà storiche. Anche intorno alla caffetteria sono inoltre collocate diverse “sculture” realizzate con vasi sospesi.

Come partecipare al Festival dei Tulipani

Per ammirare i tulipani londinesi basta semplicemente recarsi all’Hampton Court Palace, che si trova nel distretto di Richmond Upon Thames, dal mercoledì alla domenica dalle 11 alle 16 fino al 1 maggio. L’ingresso al Festival è compreso nel costo del biglietto che si paga per visitare il complesso, che va dai 33 euro per gli adulti ai 18 euro per i bambini.

Il biglietto in questione include l’accesso a tutte le aree pubbliche del palazzo reale, ai giardini, ai cortili e a due delle attrazioni più gettonate dell’Hampton Court: il labirinto, progettato intorno al 1700 da George London e Henry Wise su commissione di Guglielmo III d’Orange e noto per la sua estrema difficoltà (è ricco di curve e vicoli ciechi), e il Giardino Magico, un luogo pensato per i più piccoli, dove ci si può trovare faccia a faccia con animali misteriosi, esplorare grotte segreti e cimentarsi in assalti e assedi a torri e bastioni.

Londra, il Festival dei Tulipani all'Hampton Court Palace