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Sagre ed eventi in Italia: cosa fare nel weekend dal 18 al 21 luglio 2025

Luglio infuocato, Italia in festa. Quando il sole cala, le piazze si accendono di luci, profumi, musica e griglie roventi: è la stagione d’oro delle sagre, delle notti bianche, dei concerti sotto le stelle e delle feste di paese che, da nord a sud, rendono ogni weekend un concentrato di tradizione, gusto e divertimento. E il fine settimana del 18-21 luglio 2025 non fa eccezione.

Dal cuore della Toscana tra vini, pesche e musica pop, alle magiche notti veneziane illuminate da fuochi d’artificio, fino ai sapori autentici della Sardegna e della Sicilia: un weekend estivo ricco di feste, cultura e tradizioni da scoprire.

Che siate amanti del folklore o affamati cronici di street food, in cerca di una serata romantica tra le lanterne o di una nottata scatenata sotto un palco indie, questo weekend promette bene. Pronti a partire?

23ª Sagra della Pesca di Fibbiana (Toscana)

Tra dolci colline, vigneti e argini dell’Arno, Fibbiana in Toscana si risveglia con la sua amata Sagra della Pesca, giunta alla 23ª edizione. Organizzata da Circolo M.C.L. Pio XII e Parrocchia S. Maria, con il patrocinio comunale, la sagra si tiene nei weekend del 19-20 e 26-27 luglio in Piazza San Rocco, cuore del borgo. Ogni sera dalle 20:00 si gusta all’aperto, tra piatti a base di pesca e prelibatezze locali, accompagnati da musica e intrattenimento.

Sabato 19 luglio i Milò riscaldano l’atmosfera con un repertorio pop vibrante. Domenica 20 è la volta del “Tale e Quale Show”, una gara di imitazioni condotta da Maurizio Orselli, aperta a chiunque voglia salire sul palco e mettersi alla prova.

E se avete voglia di una passeggiata rilassante, la vicina Via Francigena e gli argini dell’Arno invitano a scoprire Montelupo Fiorentino, celebre per le sue ceramiche rinascimentali.

Festa del Pomodoro di Cappella (Veneto)

La frazione agricola di Cappella, considerata il “giardino verde di Venezia”, celebra dal 18 al 28 luglio la 53ª Festa del Pomodoro. Il pomodoro IGP è protagonista assoluto: stand gastronomici propongono piatti tradizionali come il pomodoro ripieno gratinato, una ricetta segreta datata 1955. Un vero e proprio inno alla cucina mediterranea!

Da non perdere la Mostra Ortofrutticola, perfetta per comprare direttamente dai coltivatori e la Giornata del Bambino, con i lavori creativi delle scuole locali. Sabato 19 luglio torna la “Notte famosissima”: uno show tra gusto, musica e divertimento sotto le stelle.

Festa del Redentore (Veneto)

Venerdì 18 luglio si inaugura il ponte votivo tra Le Zattere e la Giudecca (fino a domenica sera), preludio di una delle tradizioni più emozionanti di Venezia. Sabato 19 luglio, alle ore 23:30, il Bacino di San Marco sarà teatro dello spettacolo pirotecnico “Casanova e l’Amore” ideato da Parente Fireworks: 40 minuti di magia, 6.000 fuochi, 2.300 kg di esplosivo su zattere e pontoni, in un gioco di colori, forme e suggestioni che raccontano passione, eleganza e mistero.

Canale Grande a Venezia

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Veduta del Canal Grande a Venezia

Attenzione: per accedere è necessario prenotare. La priorità è riservata ai residenti veneziani, con aperture progressive a partire dal 7 e 10 luglio. Inoltre, dal 18 al 20 luglio (8:30-16:00), chi accede alla Città Antica deve versare il contributo di accesso.

Domenica 20, invece, spazio alla Regata del Redentore (pupparini e gondole) e alla Messa votiva con il Patriarca Francesco Moraglia alle 19:00 sull’isola della Giudecca.

Ajò a ballare – Elmas (Sardegna)

Venerdì 18 luglio alle 21:30 Piazza della Chiesa a Elmas si trasforma in palcoscenico per “Ajò a ballare”: una serata all’insegna di musica, danza e tradizione sarda. A organizzare l’evento è il gruppo folk Sa Nassa, con ospiti i “A Bratzos Tentos” (voce, organetto, tastiera, chitarra), che reinterpretano i canti popolari in chiave contemporanea.

Ad arricchire il tutto, una mostra-mercato di artigianato sardo, con tessuti tradizionali, manufatti e oggetti dell’isola, per un’immersione autentica nell’identità territoriale.

Sicily Food Vibes – Caltagirone (Sicilia)

Dal 18 al 20 luglio la Villa Comunale di Caltagirone ospita Sicily Food Vibes, festival enogastronomico che mette al centro le aree interne dell’isola, spesso trascurate ma ricche di autenticità. Durante questi tre giorni, chef e artigiani del gusto propongono showcooking, laboratori, degustazioni e masterclass.

Caltagirone, Sicilia

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Vista aerea del borgo siculo di Caltagirone

Venerdì 18, dalle 16:30 alle 18:30, la Sala Politeama ospita la conferenza “Aree interne: cultura, cibo, paesaggio e sostenibilità per uno sviluppo possibile”, con relatori istituzionali e del mondo accademico ed enogastronomico.
Alle 19:30 ha luogo l’inaugurazione ufficiale, seguita da showcooking con l’Unione Regionale Cuochi Siciliani. Un viaggio tra sapori e identità rurali in Sicilia, che fa della sostenibilità un vero e proprio manifesto culturale.

Pennabilli estate 2025 (Romagna)

La Pro Loco di Pennabilli (provincia di Rimini) propone un cartellone estivo ricco di eventi gastronomici, musicali e culturali. Nel weekend 18-20 luglio non potete perdere:

  • Pennabilli diPinta (venerdì 18, sabato 19 e domenica 20): una kermesse di birre artigianali e street food, con food truck e birrifici selezionati.
  • Venerdì 18 luglio, ore 21:00: brindisi sotto le stelle a base di birra e cibo gourmet!

La trama estiva della Pro Loco proseguirà poi anche nei weekend successivi, con la Cena in Bianco (11 agosto), presentazione di libri, concerti anni ’80, cocomerata di Ferragosto e ballo liscio a fine estate.

Marcellano VinCanta – Marcellano (Umbria)

Nel weekend del 18-20 luglio nel borgo medievale di Marcellano (Gualdo Cattaneo), immersi tra ulivi e Sagrantino, va in scena VinCanta. Stand enogastronomici propongono piatti della tradizione e vini locali DOC e DOCG, con uno spazio speciale, “Angolo del Dolce”, dedicato ai dessert da abbinare al passito.

La musica live passeggia tra piazze e vicoli: gruppi folk, band contemporanee, performance acustiche sotto le stelle. Una festa lenta, sospesa tra gusto, emozione e natura, perfetta per chi ama scoprire l’Umbria più vera in un’atmosfera raccolta.

Mercantia – Certaldo (Toscana)

Dal 16 al 20 luglio il borgo medievale di Certaldo si anima con la 37ª edizione di Mercantia, festival internazionale del teatro di strada, con oltre 120 artisti e 40 compagnie da tutto il mondo. Tema di quest’anno: “La Terra di un sogno”.

Le strade, le piazze, gli spazi più suggestivi del borgo diventano teatro per acrobatica, danza verticale, teatro di figura, clownerie, musica e performance immersive. Tra gli eventi di questo weekend spiccano:

  • Close Act (Olanda) con “Birdmen”, trampolieri alati.
  • Graffiti Classics (UK) in cabaret musicale.
  • Mencho Sosa (Argentina), tra giocoleria e freestyle calcistico.
  • Marching band europee, compagnie d’acrobazia come Vertical Theatre e spettacoli visivi come “Indigo” (Finlandia) e “House of Mask and Mime” (Thailandia‑Giappone).
  • Artisti italiani: Cafelulé, Compagnia Trioche, Davide Riondino & Maurizio Fiorilla, Arnaldo Mangini.

Il clou? Il gran corteo finale del 20 luglio, una parata collettiva tra artisti, trampolieri, musicisti e performer in un trionfo di colori e creatività.

Festa del Casaro – Volturara Irpina (Campania)

Dal 18 al 20 luglio Volturara Irpina vive la sua Festa del Casaro, tre giornate dedicate alla tradizione casearia della Valle del Dragone. Organizzata dalla Pro Loco, l’evento celebra la bravura dei casari locali, che trasformano il latte fresco in formaggi eccellenti. L’ingresso è libero e tutti possono degustare e osservare le dimostrazioni live.

Il programma:

  • Venerdì 18: ore 19:00 apertura stand e alle 19:30 lavorazione del latte; dalle 22:00 intrattenimento con “Bakkano Sound”.
  • Sabato 19: ore 17:30 giochi popolari; ore 20:00 degusta “la trecciona”, seguita dalla lavorazione del latte e musica con “Le Riflessioni”.
  • Domenica 20: show cooking dello chef Antonio Cristofano alle 18:30, apertura stand alle 19:00, dimostrazioni e chiusura in musica con “Samsara” dalle 22:00.
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Cavallino-Treporti, la magia del mare che incontra la laguna

Il litorale di Cavallino-Treporti è una sottile striscia di terra sospesa tra mare e laguna, una penisola che si distende tra Venezia e Jesolo come un ponte naturale tra due mondi. Qui il profumo della laguna si mescola alla brezza marina, il paesaggio mette in scena campi coltivati, canali silenziosi, spiagge dorate e pinete ombrose. Una terra fertile, modellata dall’uomo e dalla natura, che custodisce una biodiversità sorprendente e un’atmosfera rarefatta, a tratti fuori dal tempo. Affacciato sull’Adriatico e abbracciato dalla Laguna di Venezia, questo tratto di costa lungo 15 chilometri è molto più di una semplice località balneare: è un’esperienza da vivere lentamente, a piedi, in bici o in barca. Non sorprende che Cavallino-Treporti sia oggi il 5° comune italiano per affluenza turistica, più visitato persino di città come Bologna, Torino o Verona. Perfetto da vivere in estate, ma capace di sorprendere anche fuori stagione. In questa guida ti accompagniamo alla scoperta delle sue meraviglie: ecco cosa fare e cosa vedere a Cavallino-Treporti.

Breve storia di Cavallino-Treporti

Prima di raccontarti tutto quello che puoi vedere e fare a Cavallino-Treporti, è utile conoscere un po’ della sua storia e il motivo per cui è diventata una meta turistica così apprezzata. La sua storia è fatta di bonifiche, battaglie e rinascite. Terra di frontiera e di fatiche, la laguna e il mare hanno modellato il paesaggio e fatto da metronomo alle vite dei suoi abitanti. Una figura importante per la storia di questa località nel veneziano, è quella di Giovanni Matteo Alberti, medico e benefattore che nel diciannovesimo secolo si dedicò completamente alla comunità promuovendo l’istruzione e la salute in una zona ancora rurale e paludosa. Negli anni, Cavallino-Treporti è passata da essere un’area agricola e militare a una delle zone turistiche più amate del nostro paese, ma le radici non si dimenticano e le testimonianze del suo passato sono ancora ben visibili. Oggi, Cavallino-Treporti è un must del turismo en-plein-air grazie alla moltitudine di campeggi, glamping, villaggi turistici e strutture che ricevono, ogni anno, milioni di turisti da tutta Europa. 5° comune in Italia per affluenza turistica, 15 km di costa e capitale del turismo all’aria aperta, questa zona non vanta solo un ampio ventaglio di riconoscimenti record, ma è apprezzata perché è semplice, autentica e varia. Dalle spiagge alla laguna, dallo sport al relax, qui puoi davvero fare ciò che vuoi.

Cosa vedere a Cavallino-Treporti

Tra spiagge lunghe e sabbiose, scorci di laguna, piccoli borghi sospesi in un passato antico e architetture militari, Cavallino-Treporti è uno scrigno ricco di tesori che raccontano storie antiche, e di paesaggi capaci di togliere il fiato. Ecco cosa non devi perderti se vuoi scoprire il lato più vero di questo luogo.

Le Spiagge

Una delle prime cose da vedere a Cavallino-Treporti sono le sue spiagge. Sabbia fina e dorata che conduce dolcemente verso un mare calmo e sicuro, perfetto per famiglie e amanti del relax. Alle spalle dell’arenile, dune naturali e una pineta lussureggiante offrono il contesto ideale per chi cerca il contatto con la natura. Ogni bagno, separato da dighe artificiali, mette a disposizione tutti i comfort: lettini, ombrelloni, chioschi dove mangiare o sorseggiare un drink, servizi igienici e docce. Alcuni offrono anche la possibilità di noleggiare equipaggiamenti per attività acquatiche come pedalò o SUP e altri hanno sono dog-friendly. Il tutto sorvegliato da staff di salvataggio che, controllando dall’alto di piccole casette, garantisce la sicurezza dei bagnanti.

Il centro storico di Treporti

Dalla spiaggia, ci spostiamo nell’entroterra alla scoperta del centro storico di Treporti: un piccolo gioiello lagunare che sorge su tre piccole isole – Portosecco, l’Isola della Chiesa e Saccagnana. Il cuore pulsante del paese è la Chiesa della Santissima Trinità, particolarmente interessante non solo per la pala d’altare ottocentesca che custodisce al suo interno, ma anche per le due torri campanarie che spiccano all’orizzonte e da cui deriva l’epiteto “Il paese dei due campanili”. Passeggia per le calli acciottolate del borgo, lasciati condurre verso scorci che si affacciano su piccoli canaletti e fermati a osservare la vita che si compie sulla sua piazzetta principale, dove le persone si incontrano e le barche ormeggiate ondeggiano dolcemente, cullate dai moti placidi della laguna.

La Laguna

Se la Laguna di Venezia fosse una conchiglia, il tratto di Cavallino-Treporti sarebbe la sua perla. Dichiarata Patrimonio UNESCO, è un capolavoro fatto di barene, canali, briccole e specchi d’acqua più o meno profondi. Qui la pace regna sovrana e una ricca fauna lagunare dà il meglio di sé con voli spettacolari di aironi e fenicotteri, e tuffi carpiati di pesci della laguna. Il consiglio? Passeggia sulla strada del Pordelio al tramonto per vedere la laguna indossare il suo vestito migliore: cieli infuocati che si riflettono su specchi d’acqua colorando tutto di rosso, arancione e, a volte, viola. Un luogo ideale da scoprire a piedi, in barca, in bici o in kayak per ritrovare sé stessi e rigenerarsi l’anima.

Lio Piccolo

A nord di Treporti, immerso nella laguna, si trova un antichissimo borgo lagunare abitato da una decina di persone al massimo. Si tratta dell’insediamento più antico di tutta la zona e conserva, ancora oggi, tracce di epoca romana, come piccole rovine e mosaici. Se in passato è stato un fiorente scalo commerciale, grazie alla sua posizione strategica in mezzo alle valli da pesca, oggi è una cartolina che proviene dal passato per ricordare a tutti noi che, a volte, per apprezzare le cose belle che ci circondano dobbiamo solo rallentare. Passeggiare o, perché no, pedalare qui significa fare un piccolo viaggio nel tempo con la chiesetta e il palazzo Boldù che, insieme alle saline e ai riflessi d’acqua, raccontano storie uniche e restituiscono scorci poetici. Se sei fortunato, qui, potrai anche ammirare degli splendidi fenicotteri rosa.

Forti di Cavallino-Treporti

Sei un amante della storia e in ogni viaggio che fai cerchi sempre di dedicare del tempo alla visita di luoghi di interesse storico? Allora qui non ti annoierai! Tra le cose da vedere a Cavallino-Treporti ci sono anche una serie di fortificazioni austro-ungariche e italiane risalenti al primo conflitto mondiale. Lungo tutta la penisola si snoda la Via dei Forti, un museo a cielo aperto punteggiato proprio da torri telemetriche, batterie come Vettor Pisani, Amalfi e San Marco, polveriere e caserme. Giganti dormienti che ci ricordano, in un solenne silenzio, gli anni tumultuosi che hanno fatto tremare persino questa terra lontana da tutto e da tutti. Tra le fortificazioni, la più importante è Forte Treporti, conosciuta anche con il nome di Forte Vecchio ed edificata a metà del 1800 sopra gli antichi resti di una postazione francese, ideale per difendere l’ingresso nella laguna.

I fari di Cavallino-Treporti

Faro di Punta Sabbioni all'alba

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L’alba sfiora dolcemente il faro di Punta Sabbioni a Cavallino-Treporti

Se le storie di lupi di mare, di navi, di pirati e di fari che fanno da sentinelle del mare ti hanno sempre affascinato, allora non puoi esimerti dal visitare i due fari del litorale di Cavallino-Treporti che vegliano silenziosi sulle sue acque.

  • Il Faro di Piave Vecchia: situato alla foce del Sile, questo faro è una struttura costruita nel 1846 dagli austriaci per scopi militari. Completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale dalle forze tedesche, venne ricostruito tra il 1949 e il 1951. Alto 48 metri è una guida per le navi e una testimonianza della storia travagliata del territorio. Oggi è un punto di riferimento, visibile fino a 18 miglia di distanza. Il suo aspetto così iconico l’ha fatto rientrare a pieno titolo nello skyline jesolano nonostante appartenga, a tutti gli effetti, al territorio di Cavallino-Treporti. Il faro non è visitabile in quanto all’interno di una zona militare adibita a sede della Guardia Costiera, ma nulla ti vieta di passeggiare sulla sua spiaggia e ammirarlo anche da vicino.
  • Il Faro di Punta Sabbioni: un secondo faro, affacciato sull’ingresso della laguna veneziana, è quello di Punta Sabbioni. Una sentinella colorata che da un lato guida le imbarcazioni che si dirigono a Venezia, dall’altro regala panorami spettacolari sul mare soprattutto all’alba e al tramonto. Anche questo faro non è visitabile internamente ma puoi osservarlo da vicino camminando sulla sua promenade.

Il Convento di Mesole

Ultima tappa delle cose da vedere a Cavallino-Treporti è il Convento di Mesole, uno degli edifici più antichi e intriganti di questa zona. Costruito nel XIV secolo sui resti di un antico monastero femminile, è una testimonianza del passato rurale legato intrinsecamente alla vita lagunare. Distribuito su due piani con una facciata semplice e bianca dominata da un grande focolare esterno coronato da un camino quadrangolare, mostra al suo lato un oratorio del seicento. Il convento è una delle tappe preferite dagli amanti del cicloturismo che solcano sulle proprie bici queste zone.

Cosa fare a Cavallino-Treporti

Se Cavallino-Treporti è quinto comune in Italia per affluenze turistiche, il motivo non risiede solo nelle cose da vedere ma anche nella moltitudine di esperienze che ha da offrire. Una vacanza qui e 0gni giornata può trasformarsi in un’avventura diversa: che tu voglia semplicemente rilassarti in spiaggia, fare un’escursione in barca, divertirti in un parco acquatico e chi più ne ha più ne metta. Dall’alba al tramonto, il litorale offre attività per tutti i gusti e per tutti i tipi di viaggiatori. Ecco quindi la nostra selezione di cose che puoi fare a Cavallino-Treporti.

Relax in Spiaggia

La prima attività che ci viene in mente è, senza dubbio, una buona sessione di relax in una delle tante spiagge del litorale. Con i suoi fondali bassi e le acque calme è la soluzione perfetta per chi ambisce a un mare dotato di tutti i comfort, l’ideale per le famiglie con i bambini. Che tu sia un amante delle spiagge attrezzate o di quelle libere, che tu sia in compagnia del tuo cane, della tua famiglia, dei tuoi amici, ce n’è per tutti i gusti. Non solo, se sei un fan dell’happy hour in spiaggia potrai trovare diversi bagni i cui chioschetti attendono le 18 per mettere su un dj-set e animare la golden hour.

Escursioni in Kayak

Una delle esperienze più belle è pagaiare tra canali, barene e valli da pesca per scoprire una laguna silenziosa e suggestiva. Ci sono diversi esercizi che mettono a disposizione il noleggio di kayak a ore per scoprire la laguna in autonomia. Tuttavia, il nostro consiglio è quello di partecipare a un’escursione guidata con gli esperti che organizzano diverse esperienze, una più interessante dell’altra, come l’aperitivo in kayak, il kayak notturno, al tramonto o all’alba. Un modo divertente per coniugare sport e natura, immerso nel contesto unico di una vera poesia lagunare.

Noleggiare una barca

Un’altra cosa da fare a Cavallino-Treporti è noleggiare una barca e fare un’uscita di un giorno o in laguna, alla scoperta delle barene e dei suoi canali, o in mare aperto per un tuffo a largo in un mare dalle tinte blu profonde e scure. Nessuna meta obbligata, solo il profumo del mare, il vento tra i capelli e una sensazione di libertà unica.

Fare escursioni di un giorno nei dintorni

Cavallino-Treporti è un’ottima base per scoprire le località vicine. Da qui partono tantissime escursioni verso le isole della laguna nord di Venezia. Puoi visitare la coloratissima Burano, con le sue casette iconiche e la sua anima autentica; scoprire l’antica arte del vetro soffiato nata nell’isola di Murano o scoprire le leggende della silenziosa Torcello, con il suo Ponte del Diavolo e il trono di Attila. Se un giorno decidessi di fare qualcosa di ancora diverso, puoi recarti a Punta Sabbioni e prendere un traghetto che in pochi minuti ti porterà a Venezia o al suo vivacissimo Lido.

Fare un giro in bici sulla pista ciclabile più lunga d’Europa

Con più di 40 km di ciclabili che si snodano tra pinete, campagne, argini e laguna, Cavallino-Treporti è un paradiso per gli amanti del cicloturismo. Ma la vera chicca è la nuova pista ciclabile sull’acqua più lunga d’Europa. Una strada pensata per le biciclette completamente a sbalzo sulla laguna veneziana che si estende per 7 chilometri lungo il canale del Pordelio e che offre panorami mozzafiato a chiunque decida di solcarla. L’ennesima attrazione che giustifica il 5° posto nella lista dei comuni più visitati d’Italia.

Cenare in uno dei suoi agriturismi

Siamo in Italia, possiamo esimerci dal dedicare un paragrafo alla tradizione culinaria di un luogo? Ovviamente no. Ecco che tra le cose da fare a Cavallino-Treporti abbiamo inserito anche l’esperienza di provare la cucina locale in uno dei tanti ristoranti e agriturismi della zona. Ce ne sono alcuni di favolosi immersi come lupi solitari nella laguna, altri più vivaci sulla spiaggia e altri ancora in paese. Per la location c’è davvero l’imbarazzo della scelta, mentre su cosa mangiare, beh, anche qui non si scherza: piatti di terra, di mare o di laguna, qualsiasi palato può trovare soddisfazione.

Partecipare ai numerosi eventi in spiaggia che si tengono in estate

Fuochi d'artificio in spiaggia a Cavallino-Treporti

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Lo spettacolare Beach On Fire a Cavallino-Treporti

Cavallino-Treporti è una zona che ha tanto da offrire a prescindere dalla stagione in cui la si visita ma è l’estate la stagione in cui si tengono alcuni degli eventi più interessanti. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere per una serata all’insegna dello svago.

  • Sand and Sound: un festival musicale sulla sabbia che si tiene in giugno e che prevede postazioni dislocate per tutti i 15 chilometri di litorale dove si esibiscono artisti e band di qualsiasi tipo. Dal jazz al rock, dalla samba al cantautorato italiano, qui il divertimento è assicurato.
  • Ferragosto: a ferragosto, tutta Cavallino-Treporti si anima con feste in spiaggia private e non, concerti dal vivo, dj-set, spettacoli teatrali e chi più ne ha più ne metta. Ti consigliamo di visitare i siti ufficiali della zona per scoprire il programma qualora ti trovassi qui il 15 di agosto.
  • Beach On Fire: questo evento si tiene solitamente a fine agosto ed è uno degli spettacoli pirotecnici più lunghi al mondo. Da Punta Sabbioni al Faro Piave Vecchia, fuochi d’artificio sincronizzati illumineranno e coloreranno la notte per iniziare a salutare (a malincuore) l’estate.

Scoprire il lido di Jesolo

Se vuoi dare uno scossone alla tua vacanza rilassante a Cavallino-Treporti e cambiare ritmo per una sera, il Lido di Jesolo è il posto perfetto. A pochi minuti di distanza, offre un’atmosfera vivace, frenetica e urbana; un universo parallelo fatto di luci, musica e movimento. Sei chilometri di isola pedonale, una delle più lunghe d’Europa, punteggiati da locali alla moda, negozi, ristoranti, gelaterie, discoteche e vetrine illuminate fino a tarda notte. Qui si viene per vivere la movida jesolana in tutte le sue sfumature: fare aperitivo in terrazza, cenare all’aperto con il sottofondo dei DJ set, ballare fino a tardi o semplicemente passeggiare lungo Via Bafile, il cuore pulsante della città, dove ogni sera si respira un’energia briosa. Un’esperienza che aggiunge un pizzico di energia alla tranquillità di Cavallino-Treporti, perfetta per chi ama alternare relax e nightlife.

Cose fare a Cavallino-Treporti se viaggi con i bambini

Sei in vacanza con la tua famiglia e ti stai chiedendo cosa potresti fare di alternativo per intrattenere i tuoi bambini regalando loro delle esperienze che si porteranno nel cuore per sempre? Cavallino-Treporti ha la risposta anche per te. Ecco due cose da fare a Cavallino-Treporti per te e i tuoi bambini.

Andare al parco divertimenti Caribe Bay

A solo 10 km da Cavallino-Treporti, si trova uno dei parchi acquatici più celebri d’Europa: Caribe Bay. Con scivoli mozzafiato, piscine a tema, aree relax, spettacoli dal vivo e attrazioni acquatiche è la soluzione perfetta per chi vuole divertirsi con tutta la famiglia, a prescindere dalle età. Anche i più piccini, infatti, possono godere di scivoli per loro e spettacoli live ad hoc per stimolare la loro immaginazione, tra storie di pirati fate e sirene. Se decidi di trascorrere una giornata in questo splendido parco devi sapere che:

  • È aperto dal 31 maggio al 14 settembre.
  • Il parco prevede due ingressi: uno giornaliero dalle 10.00 alle 18 e uno pomeridiano dalle 14.00 (con ultimo accesso alle 15:45).
  • Il costo del biglietto per adulti giornaliero è di 39 €, con ridotto a 33 € (bambini da 100 a 140 cm) e ingressi gratuiti sotto i 100 cm. Il costo dell’ingresso pomeridiano scende a 35 € per adulti e 29€ per i ridotti.

Un giro sulla Jolly Roger

Un’altra imperdibile esperienza da far fare ai tuoi bambini è salire a bordo della famosa Jolly Roger, una vera nave dei pirati che salpa dalle spiagge di Cavallino-Treporti e si spinge a largo per dare vita a una vera e propria festa di lupi di mare. Una volta a bordo, la ciurma recluta aspiranti pirati con giochi, prove di abilità e preparandosi per un “arrembaggio” contro una nave nemica. Cannoni, tatuaggi (temporanei, ovviamente), spettacoli e colpi di scena sarà un’esperienza divertente che ricrea il meraviglioso mondo dei pirati e che conquisterà sia il cuore dei più piccoli che, te ne renderai conto, il tuo. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di salpare con una ciurma di corsari:

  • La crociera dura circa 90 minuti.
  • L’esperienza è accessibile da metà giugno a inizio settembre.
  • L’imbarco è direttamente sulla spiaggia, utilizzando una scaletta in acqua. Le tappe previste per gli imbarchi sono sia a Cavallino‑Treporti sia a Jesolo.
  • Il costo è di 22 euro per gli adulti e 20 per i bambini.

Come raggiungere Cavallino-Treporti

Cavallino-Treporti è facile da raggiungere e accessibile. Partendo da Venezia-Mestre puoi arrivarci in auto seguendo l’A4 fino all’uscita di Venezia Est e proseguendo poi per la strada regionale “Via del Mare”. Puoi arrivare a Cavallino-Treporti anche in autobus con il servizio locale ATVO: partendo dalla stazione di Mestre o Venezia vengono messe a disposizione linee fino a Lido di Jesolo e poi transfer con autobus fino a Ca’ Savio/Cavallino. Infine, puoi arrivare via mare partendo da Venezia (nello specifico da Piazzale Roma o S. Marco) e arrivare a Punta Sabbioni in circa 40 minuti di traghetto. Da lì potrai poi proseguire via bus o taxi per l’ultimo tratto.

In sintesi, Cavallino-Treporti è una destinazione magica che conquista per la sua ampia gamma di esperienze da provare: mare, laguna, borghi, natura, eventi e avventure. Un luogo capace di regalare emozioni forti e soprattutto di restituire quel famoso tempo per noi che ricerchiamo invano nelle nostre quotidianità scandite da impegni, lavoro e famiglia. Che sia la prima volta o un ritorno, Cavallino‑Treporti sarà sempre pronto ad accoglierti con qualcosa di nuovo. Buona Vacanza!

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Gatto è il nuovo film animato della Pixar ambientato in una delle città più magiche d’Italia

Durante l’Annecy International Animation Festival, la Pixar ha annunciato una grande novità: nell’estate del 2027 uscirà un nuovo film originale intitolato “Gatto” creato da Enrico Casarosa, il regista di “Luca”. Grazie ad alcune concept art del film mostrate sul palco dell’evento, sappiamo anche quale sarà la location in cui verrà ambientata la storia: Venezia.

Quale sarà la trama? Il protagonista è un gatto di nome Nero che, dopo anni trascorsi a muoversi in una città superstiziosa e ricca di canali, inizia a chiedersi se abbia vissuto le vite giuste. Indebitato con un boss della malavita felina locale, Nero si trova a dover affrontare un dilemma ed è costretto a stringere un’amicizia davvero inaspettata con una ragazzina, che potrebbe finalmente condurlo al suo scopo, a meno che Venezia non abbia la meglio su di lui.

Dove sarà ambientato Gatto, il nuovo film Pixar

Dopo “Luca”, il regista genovese Enrico Casarosa, autore di punta della casa di produzione statunitense, torna in Italia per raccontare la storia di un felino che vive nella famosa città lagunare. Il direttore creativo della Pixar, Pete Docter, ha raccontato la location dichiarando che l’obiettivo è quello di ricreare la resa pittorica di Venezia, senza però sacrificare la profondità e la dimensione a cui Pixar ha abituato i suoi fan.

Ambientato in una versione riccamente animata di Venezia, “Gatto” fonde l’autenticità culturale con la narrazione distintiva della Pixar. Il regista e storyboarder Enrico Casarosa riporta quel senso del luogo, ma questa volta attraverso una lente più stilizzata e pittorica. I primi bozzetti, infatti, suggeriscono un allontanamento dal tradizionale look 3D della Pixar, orientandosi verso un’identità visiva distintiva e artigianale.

Il film “Gatto” si svilupperà, quindi, tra calli e misteri veneziani, com’è stato reso visibile anche nell’immagine promozionale, rendendo l’Italia ancora una volta protagonista di una pellicola che verrà guardata in tutto il mondo: d’altronde stiamo parlando di due colossi dell’animazione, Pixar e Disney.

“Luca”, il film di Casarosa ambientato in Italia

Anche il precedente lungometraggio della Pixar, sempre diretto dallo storyboarder Enrico Casarosa, è stato girato in Italia. Stiamo parlando di “Luca” dove, per raccontare una storia di amicizia e inclusione, è stata scelta una location d’eccezione: le Cinque Terre, in Liguria.

Per la realizzazione di Luca, infatti, Enrico Casarosa e il suo team hanno visitato più volte i borghi, così da scoprirne i misteri del mondo subacqueo e le tradizioni che si tramandano da nonno a nipote, quelle che poi vengono raccontate nella trama del film. Come ha dichiarato lo stesso regista: “Per me era fondamentale che tutti capissero l’atmosfera di questi posti. La luce, i dettagli. C’è così tanta storia dietro”.

Gli splendidi borghi di Manarola, Vernazza, Riomaggiore, Corniglia e Monterosso, con le loro minuscole abitazioni colorate che si abbarbicano sulla roccia e riflettono la loro immagine nelle acque turchesi del Tirreno, hanno fatto da scenario per questo lungometraggio della Pixar.

Ora non vediamo l’ora di scoprire come verrà rappresentata e raccontata Venezia!

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Burano: cosa vedere nell’isola più colorata d’Italia

Sono davvero pochi i luoghi nel mondo che sembrano uscire dalla tavolozza colorata di un pittore. Burano è decisamente uno di questi. Con la sua aura sospesa, una bellezza ferma a un tempo passato e le sue case coloratissime che si riflettono sui placidi canali che attraversano l’isola, Burano è un microcosmo che ha scelto la dolce anarchia del colore come forma di resistenza all’ordinario. In questa piccola guida, vogliamo portarti a conoscere questa perla incastonata nella laguna di Venezia che stupisce per la sua forza attrattiva. Ecco cosa fare e cosa vedere a Burano.

A tu per tu con l’isola: Burano si racconta

Prima di portarti nel nostro tour dell’isola, vogliamo raccontarti la sua storia. Una storia la cui trama si intreccia alle reti dei suoi pescatori. Si narra che Burano sia stata fondata dagli abitanti di Altino per mettersi in salvo dalle invasioni barbariche che portavano morte e distruzione nell’entroterra. Da qui, l’idea di di cercare un rifugio tra le acque impervie della laguna veneta. Anche sul nome non vi è certezza: secondo alcune testimonianze potrebbe riferirsi o a una delle porte di Altino (la porta Boreana), oppure alla Bora, vento del nord che soffia spesso tra le strette calli dell’isola. Nel tempo, Burano non ha mai subito grandi sconvolgimenti: niente sfarzi, niente opulenza nobiliare, ma un’indole umile e semplice portata avanti con fierezza dai suoi pescatori e dalle sue merlettaie. E forse, proprio grazie a questa resilienza, Burano è riuscita a mantenere la sua straordinaria autenticità, secolo dopo secolo. Passeggiare oggi per le sue calli significa regalarsi un momento di puro benessere, in un luogo dove il tempo è scandito dal rumore dei panni appesi al vento e dalle albe e dai tramonti che aumentano la saturazione dei muri colorati delle sue case. L’eco di una risata di bambini, il suono placido delle acque dei canali che sfiorano le banchine e il profumo di dolci nell’aria. Per apprezzarla, Burano va assaporata nella calma più totale.

Cosa vedere a Burano: ode alla lentezza

Una piazzetta colorata di Burano

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La quiete di un piccola piazzetta di Burano in un giorno d’estate

Dimentica Google Maps, Burano va esplorata seguendo il proprio istinto, perdendosi tra le sue calli e con il cuore disposto alla ricerca delle piccole meraviglie. Ogni angolo può portarti a una piccola piazzetta racchiusa tra casette colorate, o a uno scorcio che si apre sulla laguna veneziana – una delle più affascinanti in Italia. Non aspettarti attrazioni sconvolgenti o grandi monumenti, qui le cose da vedere sono umili, ma ricche di storia e significato e si intrecciano alla quotidianità degli isolani. Un campanile che pende ma resiste, un museo dove il tempo si intreccia in splendidi merletti, una casa che spicca per il suo stile esuberante. Ecco tutto quello che devi assolutamente vedere all’isola di Burano.

Le sue case colorate

Chiunque approdi a Burano non può non essere colpito dalla sinfonia di colori con il quale viene accolto. Ogni casa dell’isola, infatti, è dipinta con una tonalità diversa: azzurro puffo, giallo limone, rosa BigBubble, verde menta. Nessuna si ripete, nessuna rompe il ritmo della tavolozza. È un’orchestra perfettamente arrangiata che ti catapulta direttamente all’interno di un film di Wes Anderson o in un quadro di Kandinsky. È un vero e proprio caleidoscopio che trasmette una serenità con pochi eguali al mondo. Ma come mai questa scelta di utilizzare intonaci colorati per le case di Burano? La domanda è più che lecita. Leggenda vuole che siano stati i pescatori dell’isola a scegliere tonalità sgargianti e tutte diverse per poter riconoscere facilmente la propria abitazione anche con la coltre di nebbia fitta che si appoggia sulla laguna nei mesi invernali. Che sia questa l’origine dietro la scelta dei colori non è certo, quel che è certo è che poi nel tempo è diventata una vera e propria norma comunale. Chi vuole ridipingere casa, infatti, deve chiedere un’autorizzazione ufficiale al comune il quale indicherà i colori disponibili per quella specifica abitazione. Una regola assurda, forse, ma che ne tutela l’aspetto onirico che tanto amiamo.

La casa di Bepi

Tra le case già straordinarie di Burano, ce n’è una che spicca ancora di più, sfidando ogni aspettativa: la Casa di Bepi Suà. Questa abitazione, infatti, non è semplicemente colorata, ma è decorata con figure geometriche, simboli, righe, stelle di colori diversi. È un vero e proprio mosaico degno di un libro per bambini. Il suo proprietario era Giuseppe Toselli, detto “Bepi Suà” (Bepi della caramella – devi sapere che, anche in epoca moderna, a Burano, ci sono pochi cognomi ma molto diffusi; pertanto qui come in altri luoghi del Veneto, vengono affibbiati i “detti”: dei soprannomi aggiunti al cognome per distinguere i diversi rami familiari), ed era un venditore di dolciumi con una piccola bottega nella piazza principale di Burano. Dopo il pensionamento, si dedicò alla decorazione della sua casa, ritoccandola costantemente. Oggi, un passaggio di fronte a questi muri è d’obbligo, anche solo per ammirare un esempio di arte nell’arte.

Piazza Galuppi

Il cuore pulsante di Burano è la sua piazza principale – di fatto l’unica vera piazza dell’isola-: Piazza Baldassarre Galuppi. Il nome si deve a un compositore settecentesco che nacque proprio qui a Burano, conosciuto anche come il Buranello. Un tempo, al posto della piazza, sorgeva un canale ma questo venne interrato per poter creare un punto di aggregazione per tutti gli isolani. Oggi, il monumento in bronzo di Galuppi sorveglia la piazza, frequentata da vivaci bambini che giocano, visitatori curiosi e gatti che sonnecchiano all’ombra del campanile storto della chiesa di San Martino.

La Chiesa di San Martino e il campanile storto

A proposito della Chiesa di San Martino e del suo campanile, devi sapere che questa chiesa semplice e a navata singola, custodisce un’opera d’arte davvero preziosa: una “Crocifissione” del Tiepolo, un’opera meravigliosa che colpisce per la maestria del pittore nel dosare la luce. Tuttavia, il vero protagonista di questa chiesa è il suo campanile storto. Con una pendenza di circa 1,8 metri, è diventato simbolo distintivo dell’isola.

Il museo del merletto

Burano è anche tradizione e memoria custodite in un gesto tanto semplice quanto straordinario: quello del merletto ad ago, tramandato tra generazioni. È una bellissima forma d’arte, che trova origine nel XVI secolo, quando le merlettaie di Burano divennero famose in tutta Europa per le opere straordinarie e la loro maestria. L’isola è molto attaccata a questa tradizione e ne ha voluto celebrare la grandezza con un museo dedicato: il Museo del Merletto, che si trova in Piazza Galuppi. Aperto nel 1981, ha sede negli spazi della storica Scuola dei Merletti di Burano, fondata nel 1872 dalla contessa Andriana Marcello per recuperare e rilanciare una tradizione secolare che rischiava di essere perduta. Oggi il museo espone centinaia di pezzi antichi e moderni, gli strumenti d’epoca utilizzati per creare i merletti e racconta le storie delle maestre merlettaie. Non solo, se hai un po’ di fortuna, potrai anche vedere le tecniche delle merlettaie all’opera le quali, soprattutto al mattino, si trovano nel museo per dare vita a incredibili pezzi. Se stai visitando Burano, questa tappa è imprescindibile per conoscere uno degli aspetti più caratteristici di quest’isola. Per pianificare la tua visita al meglio, ecco alcune informazioni utili:

  • Orari di visita: Il museo è aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10:00 alle 16:00, con ultimo ingresso consentito alle 15:30. Le operazioni di chiusura iniziano circa 20 minuti prima dell’orario indicato, quindi è consigliabile arrivare con un po’ di anticipo per godersi la visita con calma. Durante i mesi estivi (dal 1° maggio al 30 settembre) regala un’opportunità in più: ogni venerdì e sabato resta aperto fino alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:30, per chi vuole scoprire l’arte del merletto nelle ore più dorate della giornata.
  • Costo del biglietto: il prezzo del biglietto d’ingresso al museo varia in base alla categoria. L’ingresso singolo adulto viene 5 euro mentre famiglie, over 65, giovani e studenti pagano 3,50.

Cosa fare a Burano: le esperienze da non perdere

Mani di una merlettaia di Burano che lavorano con ago e filo

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L’antica arte del merletto tramandata di generazione in generazione a Burano

È vero, Burano riempie di meraviglia gli occhi di chi guarda. Ma non è solo un luogo da vedere, è un luogo da vivere appieno, scoprendolo un passo alla volta e concedendosi il lusso della lentezza. Tra una casa colorata e placido canale, ci sono alcune esperienze che devi provare per poter dire di aver davvero vissuto l’isola. Ecco cosa fare a Burano, per portarti a casa con te un pezzettino della sua anima.

  • Assistere a una dimostrazione di merletto: come ti abbiamo già raccontato, il merletto a Burano è una vera e propria istituzione. Non perderti l’occasione di assistere in prima persona al lavoro di una merlettaia. Se non riesci a vederle all’opera al Museo del Merletto, prova a entrare in qualche bottega sull’isola. Spesso, oltre a chi vende i merletti, c’è anche chi li crea. Lasciati incantare da un gesto che racconta storie di donne, tradizioni e artigianato locale.
  • Assaggiare i tipici dolcetti di Burano: non lasciare l’isola senza aver provato un bussolà (o buranello); un biscotto della tradizione a forma di ciambella che profuma di burro, vaniglia e un tocco di limone. Leggenda vuole che venissero preparati dalle famiglie per i marinai che andavano per mare. Oggi li puoi trovare in qualsiasi pasticceria di Burano.
  • Fermarsi a contemplare il tempo sospeso: al giorno d’oggi è difficile concedersi un momento di pura stasi. Ma a Burano, la lentezza, è uno stile di vita. Goditi il momento, siediti in silenzio su una panchina e ascolta il rumore dell’acqua sulle banchine, il fruscio dei panni stesi al vento e il suono delle cicale che riposano sulle fronde degli alberi. Il benessere è assicurato.
  • Il mercato del Pesce: rumoroso, disordinato, senza fronzoli. Il piccolo mercato del pesce è un inno all’autenticità. Attivo soprattutto al mattino, ti offre l’opportunità di vedere uno spaccato di vita vera dell’isola. I pescatori arrivano presto con il pescato fresco raccolto in laguna: cefali, anguille, go’ e, nelle stagioni giuste, le preziosissime moeche. Passeggia tra i suoi banchi e lasciati ammaliare dalla musicalità del dialetto veneziano che si mescola ai suoni della vita vera.
  • Esplorare Mazzorbo: l’isola di Burano è collegata tramite un piccolo ponte di legno all’isola di Mazzorbo. Ti basterà attraversarlo per scoprire l’anima rurale della laguna. Niente case colorate o musei da esplorare, semplicemente tanto verde tra orti e vigneti. Una chicca da non perdere è l’antica chiesa di Santa Caterina, la più vecchia della laguna ancora esistente. Se hai voglia di scoprire un luogo fuori dai sentieri battuti dai turisti, allora concediti una passeggiata in quest’isola meno inflazionata, più meditativa ma altrettanto magica.
  • Vedere la lavorazione del vetro: anche se la lavorazione del vetro è una tradizione tipica dell’isola di Murano, l’arte del vetro soffiato si aggira anche in qualche piccola bottega di Burano. Uno spettacolo ipnotico che affascina sempre grandi e piccini. Estremamente consigliato se stai viaggiando con la famiglia.

Come raggiungere Burano

L’unico modo per raggiungere Burano è procedere via acqua. Ed è forse proprio questa una delle caratteristiche che regalano a quest’isola un’aura dal fascino sospeso. A meno che tu non sia dotato di un’imbarcazione privata, i modi per raggiungere Burano sono principlamente 2:

  • Partendo da Venezia: con il vaporetto 12, in partenza ogni 30 minuti da Fondamente Nove, puoi arrivare all’isola in circa 45 minuti. Il percorso si snoda attraverso la laguna, offrendoti un’esperienza quasi onirica tra placidi silenzi, isolotti disabitati, canneti e aironi curiosi.
  • Partendo dalla terraferma: in alternativa, puoi raggiungere Punta Sabbioni (punto di partenza ideale se ti trovi al Lido di Jesolo o in zona Cavallino-Treporti). Da qui salpano traghetti e motonavi dirette verso la laguna. La traversata è un po’ più lunga ma pur sempre suggestiva.

Il tragitto offerto dai vaporetti spesso fa più fermate, permettendoti di visitare anche le altre celebri isole della laguna di Venezia: Murano (famosa per la lavorazione del vetro) e Torcello (la più antica tra le isole veneziane). Se ti interessa fare un tour di tutte e tre, prova a contattare qualche tour operator; spesso organizzano tour combinati delle isole. Un consiglio: a Burano dedica almeno mezza giornata intera e, se ami la calma e vuoi evitare gli affollamenti turistici, parti presto alla mattina oppure visitala nel tardo pomeriggio. È in quei momenti, quando l’isola si svuota e le luci si abbassano, che Burano svela il suo volto più autentico.

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Venezia con i bambini: gli itinerari imperdibili

Venezia è stupore a primo sguardo, meraviglia a ogni passo e magia a ogni ora del giorno. È una città in cui le strade sono d’acqua, in cui la fretta non può esistere e che cattura e affascina come poche altre località al mondo.

Ed è anche il posto ideale da raggiungere con i bambini che rimarranno stupiti di vedere come la fantasia possa trasformarsi in realtà.

Essendo ricca di tesori da scoprire, e anche molto turistica, è una città impergnativa e gli itinerari di una vacanza a Venezia con i bambini vanno ragionati con attenzione, però ci sono alcune location che meritano e che sono imperdibili.

Venezia: itinerario con i bambini nel centro città

Per raggiungere Venezia con i bambini c’è solo una cosa da sapere: non si deve aver paura di camminare, perché pur muovendosi spesso con i battelli per andare da un luogo all’altro, è anche vero che per girare il centro della città si deve camminare e non poco.

La prima cosa da fare? Salire su un vaporetto e transitare lungo Canal Grande, la scenografia iconica che merita di essere osservata da più punti di vista: dall’acqua, attraversandolo mentre ci si dirige verso il punto di partenza del nostro itinerario, e poi a piedi.

Il giro più classico prevede la partenza da piazza San Marco, forse tra i punti più celebri di Venezia, con la sua imponente cattedrale, il campanile e il Palazzo Ducale. Qui vale la pena prendere qualcosa nel caffè storico della città e ammirare tutti gli edifici che si affacciano in questo spazio di grandissime dimensioni. Vicinissimo a questa location merita una visita il Ponte dei Sospiri, non solo per la sua bellezza ma anche per la storia: nato per collegare Palazzo Ducale alle Prigioni nuove, è lì che venivano fatti transitare i prigionieri che si dice sospirassero attraversandolo.

Da piazza San Marco ci si può immergere in quel dedalo di strade e ponti che è il centro storico di Venezia, si può girare senza meta, per assaporare un po’ della meraviglia di questo centro urbano così speciale, oppure si possono stabilire delle tappe ben precise come la Scala Contarini del Bovolo, il teatro La Fenice e il ponte di Rialto, che attraversa il Canal Grande e che regala una vista memorabile.

In base al tempo che si ha si può scegliere di visitare la cattedrale, il palazzo Ducale, oppure entrare nel museo che ospita la Peggy Guggenheim Collection, in un bellissimo palazzo affacciato su Canal Grande: un vero e proprio viaggio nell’arte moderna. Ai piedi del suggestivo ponte dell’Accademia, poi, si trovano le Gallerie dell’Accademia che permettono di scoprire di più sull’arte della zona nei secoli che vanno dal XIV al XVIII.

Venezia, piazza San Marco

Fonte: iStock

Venezia, piazza San Marco con i bambini

Arte e architettura (e non solo): a Venezia un viaggio magico nel futuro

Venezia è anche Biennale, istituzione culturale che organizza diversi appuntamenti. Tra questi le mostre di arte e di architettura. E cosa c’è di più straordinario da fare con i bambini se non lasciare che la fantasia e l’ingegno prendano forma sotto i loro occhi regalando visioni intriganti?

In anni alterni si svolgono o una o l’altra, si tratta di una favolosa opportunità per conoscere architetti, designer e artisti da tutto il mondo. In genere viene ospitata da maggio a novembre. Non solo questi due settori, però, infatti vi è anche quella del cinema – ad esempio – che si svolge ogni anno ed è l’occasione per immergersi nel mondo fantastico e affascinante della settima arte.

Quindi quando si programma un viaggio a Venezia con i bambini è bene pensare anche di portarli a visitare i vari padiglioni, suddivisi per Paesi del mondo, e fare il pieno di meraviglia. Per loro non è per nulla stancante, ma è un’occasione di divertimento anche perché non sanno cosa potranno vedere e come potranno essere stupiti in ogni luogo in cui entreranno.

Le due mostre si tengono nei Giardini e nell’Arsenale: i primi sono stati realizzati da Napoleone a inizio Ottocento e ospitano diversi padiglioni nati dall’ingegno di celebri architetti, costruzioni che già da sole meritano la visita.

L’Arsenale è, invece, un ex complesso di cantieri che dal 1980 è uno dei luoghi espositivi della Biennale.

Entrambe le location si possono raggiungere con i traghetti oppure con una camminata da piazza San Marco transitando anche lungo la Riva degli Schiavoni. C’è anche un parco esterno alla Biennale per sostare e lasciare che i bambini giochino in libertà.

Venezia Biennale Architettura 2025

Fonte: Ansa

Venezia, alla scoperta delle mostre della Biennale con i bambini

Le isole di Venezia da vedere con i bambini

Venezia è anche isole e non c’è avventura più divertente da vivere con i bambini di quella di raggiungerne qualcuna per vedere di più di questa città.

Una di queste è la Giudecca, posta proprio d’innanzi a piazza San Marco, la distanza che le separa è di soli due chilometri e vi sono tante cose da vedere e da fare. Come una visita alla chiesa del Santissimo Redentore, la chiesa delle Zitelle e quella di San Giorgio Maggiore, tutte e tre nate dall’ingegno di Andrea Palladio.

In particolare nel periodo tra la fine di agosto e i primi di settembre vale la pena arrivare fino al Lido di Venezia, dove si svolge la mostra del cinema, che è divertentissima da raggiungere affittando un mezzo alternativo come un risciò. Inoltre vale la pena raggiungerla per vivere l’atmosfera elettrica di un evento internazionale pieno di vip, come attori e registi. Qui ci sono delle belle spiagge, ma anche location interessanti da scoprire come la chiesa di San Nicolò.

Un’altra delle isole che meritano una visita con i bambini è Murano con le sue casette colorate che si affacciano sul canale e le creazioni in vetro che sono una delle sue caratteristiche più note in tutto il mondo. Vale la pena visitare il Museo del Vetro e girare alla scoperta delle tante meraviglie di questa isola.

Queste tappe di un itinerario a Venezia con i bambini si possono fare in circa tre – quattro giorni, considerando che non si può programmare un tour serrato, ma che vanno inserite delle pause tra una location e l’altra. Inoltre, tutto dipende da quanto tempo si desidera dedicare a ogni luogo. Da tener conto anche degli spostamenti in traghetto.

Venezia: Murano con i bambini

Fonte: iStock

Venezia, alla scoperta di Murano con i bambini
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Hyper Transfer: Milano-Venezia in 15 minuti con il trasporto ultraveloce

“Immaginate di viaggiare da Milano a Venezia in appena 15 minuti, o da Berlino a Venezia in poco più di un’ora, in modalità silenziosa, sostenibile e a zero emissioni”: è quello che ha dichiarato il governatore del veneto Luca Zaia durante la presentazione del progetto Hyper Transfer. Il salone Transport Logistic 2025 di Monaco di Baviera è stato l’occasione per mostrare un’idea dai toni futuristici, ma dalla realizzazione concreta, che permetterà di migliorare l’efficienza e la velocità nei trasporti.

Hyper Transfer, infatti, è una tecnologia rivoluzionaria, fortemente voluta dalla Regione Veneto, che permetterà di coprire quasi 300 chilometri, come quelli che separano i due capoluoghi, in soli 15 minuti. Il tutto in modo sostenibile e silenzioso.

Cosa è Hyper Transfer, il trasporto ultraveloce proposto dal Veneto

Hyper Transfer è un sistema di trasporto innovativo, ultraveloce, basato su capsule a levitazione magnetica che viaggiano in un sistema di condotti a bassa pressione. Concretamente si tratta di una capsula, lunga quasi 32 metri e alta 2,70, che può trasportare una quarantina di persone all’interno di un tubo.

Lo studio di fattibilità, validato dall’Università di Padova e da Italferr, ha confermato la realizzabilità del progetto sperimentale, il quale verrà messo alla prova in un tracciato di 10 chilometri fra Padova e Venezia.

Durante questi test verranno verificati i diversi componenti in scala 1:1, dai sistemi di sicurezza alle capsule che viaggeranno a oltre mille chilometri orari, fino alla gestione dell’energia. Come ha spiegato Zaia: “Hyper Transfer non è solo una corsa contro il tempo, ma un modello di sostenibilità sostenibile. Garantirà l’abbattimento del rumore fino a 70 decibel, il consumo energetico sarà inferiore del 60% rispetto all’aereo e produrrà più energia di quanta ne consuma grazie all’integrazione di pannelli fotovoltaici lungo il tracciato”.

Inoltre, ha aggiunto: “non stiamo parlando di un’infrastruttura riservata a pochi, ma di una tecnologia che un domani potrà diventare lo standard anche in altri territori, in Italia e all’estero, compresi i Paesi in via di sviluppo, dove il bisogno di reti infrastrutturali moderne si accompagna all’urgenza di sostenibilità e resilienza”.

Rendering 3D Hyper Transfer, il trasporto ultraveloce del Veneto

Fonte: ANSA Foto

Rendering 3D della capsula Hyper Transfer

Quando nasce l’idea di un trasporto ultraveloce

L’idea di un trasporto ultraveloce non è nata in Veneto. Esistono diversi documenti che raccontano, oltre due secoli fa, di una quinta modalità di trasporto. In questo lasso di tempo, sono stati depositati brevetti, avanzate proposte dettagliate e realizzati modelli e prototipi di componenti specifici. Eppure, nessun progetto di trasporto superveloce in tubi (quasi) sottovuoto o a bassa pressione, sia per persone o merci, è mai stato completato e reso operativo.

Ci fu un esperimento risalente alla fine del XIX secolo, quando l’imprenditore americano Alfred Ely Beach provò a realizzare un treno spinto dalla forza pneumatica. A raccogliere la sfida fu anche Elon Musk che, nel 2017, portò avanti uno studio chiamato “Hyperloop Alpha”.

La corsa alla realizzazione di questa tecnologia futuristica è sicuramente in atto e l’interesse in tutta Europa è palpabile tanto che, nel 2024, è stato inaugurato l’European Hyperloop Center. Conosciuto anche come EHC, rappresenta un centro di ricerca e sviluppo con sede a Veendam, nei Paesi Bassi, dedicato alla tecnologia Hyperloop. La fondazione, senza scopo di lucro, ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione e la commercializzazione dell’Hyperloop come futuro sistema di trasporto sostenibile.

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Basta code, alla Basilica di San Marco aumentano le tariffe e la prenotazione sarà obbligatoria

Si trova nel cuore di Venezia e rappresenta uno dei suoi simboli più famosi. Stiamo parlando della Basilica di San Marco, un capolavoro dell’architettura tra i monumenti più visitati non solo in città, ma in tutto il mondo. Proprio per questo motivo, a partire dal mese di luglio entrerà in funzione il “Biglietto Margherita”, un nuovo sistema pensato per modificare la modalità d’accesso alla basilica e renderla più efficiente, soprattutto in vista dell’arrivo estivo dei turisti.

A presentarlo è stato il primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, che ha descritto il biglietto come: “un gesto d’amore per Venezia, perché vogliamo che le persone sentano che la basilica è casa loro e che sappiano che l’aumento porterà alla fruizione di ancora più bellezza”. Quanto costerà il biglietto e quali sono le novità e le agevolazioni introdotte? Qui tutte le informazioni per organizzare la vostra visita.

Il nuovo Biglietto Margherita, il pass per visitare la Basilica di San Marco

Chiunque visiti Venezia vuole entrare in uno dei suoi monumenti più importanti, non solo simbolo religioso, ma anche emblema della ricchezza e del potere della Repubblica Veneziana. Non stupisce, quindi, l’introduzione di un nuovo pass chiamato “Biglietto Margherita” che prevede non solo l’aumento del costo d’ingresso, da 6 a 10 euro, ma anche biglietti nominali e da prenotare online.

Una volta acquistato, il biglietto vi permetterà di visitare gratuitamente anche la basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, la Sacrestia della basilica della Salute e la Pinacoteca dell’annesso Museo diocesano. L’aumento del biglietto servirà a sostenere le altre parrocchie della città, che diventeranno a ingresso gratuito: al momento, infatti, 21 su 40 sono a pagamento.

Nel nuovo biglietto non è inclusa la Pala d’Oro, che avrà un costo di 20 euro anziché di 12, e il museo, che passerà a 20 euro anziché 15. Chi desidera acquistare un biglietto combo con entrambi, dovrà pagare 30 euro rispetto agli attuali 20.

Il nuovo sistema prevede dei cambiamenti anche per i tour operator, i quali potranno accedere alla basilica con gruppi composti da 25 persone e un arco di tempo di sei mesi, invece che tre, per prenotare i biglietti. Inoltre, chi desidera visitare la Basilica di San Marco la sera, dovrà pagare 50 euro e i tour operator potranno entrare con gruppi di massimo 30 persone a un costo di 1.500 euro anziché 700 euro. Infine, la visita al campanile di San Marco passerà da 12 a 15 euro.

Le novità e le agevolazioni

Dopo l’aumento del ticket d’ingresso per entrare a Venezia, arriva anche quello per la Basilica di San Marco, ma non mancano diverse novità e tariffe agevolate. I bambini fino ai 10 anni, e non più fino ai 6, entrano gratis, mentre i gruppi scolastici pagheranno solo 3 euro.

Attualmente, la basilica ha una capienza giornaliera di 4.200 persone, che aumenterà a 5.200 con il nuovo sistema che, in base alle dichiarazioni, dovrebbe essere più veloce. L’obiettivo di questo nuovo sistema d’ingresso è quello di eliminare le code, avere un maggiore controllo sulla sicurezza e contrastare qualsiasi possibilità di rivendita di biglietti.

Tra le novità discusse in questo periodo, c’è anche la possibilità di assumere detenuti in semilibertà grazie all’accordo che verrà firmato con il carcere maschile di Venezia.

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Amerigo Vespucci a Civitavecchia: sold out le visite a bordo dal 28 maggio al 2 giugno

Dopo le affollatissime tappe di Trieste e Venezia e le ultime a Napoli e Cagliari, con l’attesa sosta a Gaeta di questo weekend, la nave scuola Amerigo Vespucci, la “più bella del mondo” secondo la Marina Militare Italiana, si prepara a far tappa anche nel porto di Civitavecchia, dove resterà ormeggiata dal 28 maggio al 2 giugno.

Anche in questa occasione, le visite gratuite a bordo hanno registrato un tutto esaurito in poche ore dalla pubblicazione online delle disponibilità sul sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025.

In ogni porto toccato dalla nave, inoltre, viene allestito il Villaggio IN Italia, uno spazio espositivo e interattivo che accompagna l’esperienza di visita con laboratori, mostre, eventi per bambini e famiglie, incentrati su sostenibilità, tecnologia e tradizione navale.

L’Amerigo Vespucci a Civitavecchia

Dopo un tour mondiale durato 20 mesi, in cui ha solcato oltre 46mila miglia, toccato 35 porti in 5 continenti, e dopo essere stata nominata Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025, l’Amerigo Vespucci è tornata in Italia e nel suo tour Mediterraneo sta attraversando l’Italia. Anche Civitavecchia si prepara ad accoglierla a braccia aperte, anche se, purtroppo, solo chi è riuscito a prenotare in tempo potrà salire a bordo.

Proveniente dalla tappa di Cagliari, l’Amerigo Vespucci approderà a Civitavecchia il 28 maggio e potrà essere visitata, su prenotazione gratuita, fino al 2 giugno 2024. La nave sarà ormeggiata nel porto laziale per sei giorni, in occasione della Festa della Repubblica, offrendo un’opportunità unica di salire a bordo di un vero e proprio simbolo del mare italiano.

Le prenotazioni per visitare la nave a Civitavecchia sono state aperte lo scorso 17 maggio e sono andate rapidamente esaurite, come già accaduto nelle tappe precedenti del tour. I posti disponibili erano limitati e la richiesta altissima, complice anche il fascino della nave e la ricorrenza del 2 giugno.

Cosa aspettarsi durante le visite a bordo

Durante la visita, non guidata, ma supportata dalla presenza dell’equipaggio, sarà possibile:

  • esplorare l’interno dell’Amerigo Vespucci, dai ponti in legno pregiato alle cabine degli ufficiali, fino alla scoperta degli strumenti di navigazione;
  • conoscere la storia della nave e le sue missioni, grazie al racconto diretto dei marinai della Marina Militare;
  • ammirare l’incredibile artigianalità della nave, costruita nel 1931 e considerata un capolavoro del patrimonio navale italiano.

A tutti i visitatori, inoltre, si raccomanda di indossare scarpe chiuse e comode e si ricorda che non sono ammessi animali, ad eccezione dei cani di piccola taglia trasportati in braccio. L’accesso con passeggini o carrozzine non è consentito per motivi di sicurezza.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?

Le visite all’Amerigo Vespucci sono completamente gratuite, ma consentite solo tramite prenotazione online, disponibile esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025 o i profili social della Marina Militare Italiana.

Ogni tappa prevede un numero limitato di ingressi e la possibilità di prenotare per un massimo di quattro persone per ciascun nucleo familiare. Per chi non è riuscito ad accedere ai biglietti gratuiti per Civitavecchia, si consiglia di monitorare costantemente i canali ufficiali in vista delle prossime soste italiane della nave.

Le prossime tappe, infatti, saranno le ultime due: Livorno (4-8 giugno) e Genova (10 giugno).

“Il Vespucci incontra la cultura” visite speciali ai musei nelle tappe della nave

Altra novità riguardante il Tour Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci è che durante le prossime tappe, grazie al progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, i visitatori potranno accedere a musei e luoghi culturali delle città ospitanti con biglietti a prezzo ridotto, nei giorni di permanenza della nave scuola Amerigo Vespucci.

L’iniziativa nasce da un accordo tra il Ministero della Cultura, la Marina Militare e altri ministeri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano. La prenotazione sarà obbligatoria sul sito ufficiale e lo sconto verrà applicato in biglietteria mostrando la ricevuta. Le prossime città coinvolte includono Civitavecchia e Genova, con una selezione di musei e siti archeologici aperti in convenzione, come il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.

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70 anni di onde e storia: torna la Regata delle Repubbliche Marinare

Nel fine settimana del 17 e 18 maggio 2025, Amalfi si veste di storia, gloria e mare. A fare battere il cuore della Costiera sarà la 70ª edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, una manifestazione che ogni anno, a turno, vede protagoniste Venezia, Pisa, Genova e la stessa Amalfi.

Oltre a essere una gara, è un vero e proprio rito collettivo che celebra un’eredità antica: quella delle quattro città che per secoli dominarono i mari, commerciarono con il mondo e scrissero pagine fondamentali della storia del Mediterraneo.

Un evento che unisce storia, identità e sport

La Regata è una narrazione vivente, un atto di identità. In ogni remata, ogni urlo del timoniere, ogni colpo d’onda, si legge un orgoglio antico che vibra ancora nelle vene delle città marinare. Amalfi, la più piccola e forse la più fiera tra le quattro, ospita quest’anno l’evento con entusiasmo e con un ricco programma di celebrazioni.

Infatti, la comunità amalfitana vive la Regata come un momento solenne. Le strade del centro, i vicoli che si affacciano sul mare e le piazzette nascoste si animano di storia e passione. In apertura delle celebrazioni, è stata inaugurata una mostra dedicata ai manifesti ufficiali delle 70 edizioni passate, un viaggio nella memoria grafica dell’evento.

Studiosi e storici si confrontano in convegni sul ruolo delle Repubbliche Marinare nello sviluppo del Mediterraneo medievale. Sabato 17 maggio, la vigilia della grande gara, è il turno del palio femminile e della suggestiva presentazione degli equipaggi nella pittoresca piazzetta di Atrani, da dove parte il corteo storico che attraversa le strade di Amalfi in un’esplosione di costumi, stendardi e musiche d’epoca.

Domenica: la sfida dei quattro galeoni

Il clou dell’evento arriverà domenica 18 maggio, quando i quattro galeoni (ricostruiti su modelli del XII secolo) si affronteranno in mare aperto, lungo un percorso lineare di 2000 metri.

La gara partirà da Capo di Vettica, promontorio dominato da una torre vicereale del Cinquecento, per poi scivolare lungo la costa fino al traguardo davanti alla Marina Grande. La cornice sarà quella, unica e spettacolare, del Monte Aureo, con la Torre dello Ziro che veglia dall’alto, insieme alle tracce dell’antico monastero di San Lorenzo e ai resti medievali del convento di San Francesco.

I galeoni sono vere e proprie icone galleggianti: lunghi 11 metri, a sedile fisso, spinti da otto rematori e guidati da un timoniere. Ognuno con il proprio colore e simbolo, evocano le glorie di un tempo lontano: il cavallo alato per Amalfi, il drago di San Giorgio per Genova, l’aquila imperiale per Pisa, e il leone di San Marco per Venezia.

Una storia nata da un sogno

La Regata nacque da una visione condivisa. Alla fine degli Anni Quaranta, l’amalfitano Francesco Amodio e il pisano Mirro Chiaverini immaginarono una celebrazione che potesse riportare in vita l’epica delle Repubbliche Marinare.

Quel sogno prese forma ufficialmente il 10 dicembre 1955 ad Amalfi, con la costituzione dell’Ente Regata delle Quattro Repubbliche Marinare. L’anno seguente, il 9 giugno 1956, i galeoni vennero varati a Venezia, alla presenza del futuro papa Giovanni XXIII, allora patriarca della città lagunare.

Una tradizione che guarda avanti

Settant’anni dopo, la Regata continua a essere un ponte tra passato e futuro. I protagonisti non sono più solo figuranti e rievocatori: sono atleti professionsti, campioni e giovani promesse del canottaggio italiano, che nelle settimane precedenti l’evento si allenano con intensità, perfezionando movimenti, sincronismi, resistenza.

La competizione è reale, la sfida è autentica. Eppure, quello che accade in mare è solo una parte di un affresco molto più grande: tra vogate e storia, tra antichi fasti e nuovi entusiasmi, prende vita qualcosa di unico ovvero un’Italia che non dimentica, che celebra il proprio passato navigando verso il domani.

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Cinque grandi città italiane unite per un nuovo e visionario modello di turismo sostenibile

Cos’hanno in comune Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia? Sono le cinque città turistiche italiane che partecipano a Grandi Destinazioni Italiane per un Turismo Sostenibile. Daniela Santanchè, nelle vesti di Ministro del Turismo, ha spiegato l’obiettivo del progetto partendo dal coinvolgimento delle città che più hanno a che fare con l’overtourism.

Il progetto Grandi Destinazioni Italiane per il turismo sostenibile

Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia si uniscono contro l’overtourism e un turismo più sostenibile nel progetto GDITS presentato dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè. L’iniziativa, con un finanziamento di 6 milioni di euro suddiviso equamente, ha messo il capoluogo toscano come cabina di regia. Le risorse sono destinate allo sviluppo di azioni concrete per alleggerire la pressione nei centri storici e favorire itinerari alternativi.

Le tre direttrici strategiche che guidano l’iniziativa sono:

  • Governance, per una gestione coordinata e condivisa;
  • Digitalizzazione, per innovare i servizi e la fruizione dei luoghi;
  • Competitività, per migliorare l’attrattiva nel rispetto della sostenibilità.

Vediamo città per città quali sono le iniziative.

Milano, Let Mi… Promote and Experience Milan

Con il progetto “Let Mi… Promote and Experience Milan”, il capoluogo lombardo desidera puntare l’attenzione verso la valorizzazione del suo caratteristico dinamismo culturale: arte, design e spettacolo diventano protagonisti di un’offerta turistica più variegata e consapevole. Per riuscirci Milano mette in campo strumenti digitali e innovazioni tech così da promuovere un’esperienza meno invasiva e più rispettosa.

Milano e turismo sostenibile progetto GDITS

Fonte: iStock

Milano tra le cinque città coinvolge nel progetto per il turismo sostenibile

Venezia, EnjoyRespectVenezia

Venezia, da tempo simbolo globale del sovraffollamento turistico, lancia la campagna “#EnjoyRespectVenezia”. Il messaggio è chiaro: educare i visitatori a comportamenti rispettosi e indirizzare i flussi lontano dalle aree più fragili. La comunicazione mirata diventa così uno strumento fondamentale per salvaguardare il delicato equilibrio della città lagunare.

Firenze, Enjoy, Respect & Feel Florence

Oltre al ruolo di coordinatrice, Firenze si inserisce nel progetto con “Enjoy, Respect & Feel Florence”. L’obiettivo del capoluogo della Toscana è gestire al meglio la pressione turistica coinvolgendo la cittadinanza e promuovendo itinerari legati al cinema e allo sport. L’idea è quella di dar vita a buone pratiche per un turismo più equilibrato ed inclusivo spostando l’atetnzione dai luoghi più battuti dall’overtourism e offrendo valide alternative.

Roma: Unexpected Itineraries of Rome

Roma sorprende con “Unexpected Itineraries of Rome”, il programma che desidera dare vita a nuove opportunità turistiche nella capitale spostandosi dai circuiti più tradizionali. Basta posti manistream e via libera a contenuti digitali per un’esperienza più contemporanea. La città eterna mostra così un volto meno noto e attira turisti che desiderano vivere tutte le meraviglie che ha da offrire, valutando anche quartieri meno battuti e luoghi meno congestionati.

Napoli: innovazione al servizio della sostenibilità

Napoli presenta “Napoli TouristTech”, un’iniziativa che combina la tecnologia con la valorizzazione del territorio. Sono previsti info-point sostenibili, la promozione del trekking urbano e una forte spinta sulla comunicazione digitale per incentivare un turismo più consapevole e rispettoso della cultura locale.

Il Ministro Daniela Santanchè è fortemente convinto del progetto che si basa sulla sostenibilità come leva di sviluppo. L’obiettivo a lungo termine è quello di poter trasformare il modello in qualcosa di replicabile e applicabile in altre città del Paese.