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Castello d’If, il luogo reale dove nasce la leggenda del Conte di Montecristo

Nel cuore del golfo di Marsiglia, su una minuscola isola sferzata dal vento e lambita da acque turchesi, sorge il celebre Castello d’If, una fortezza strategica costruita per proteggere la costa provenzale e controllare le rotte del Mediterraneo.

La sua fama planetaria esplode con il romanzo “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre, che trasforma le sue celle in un palcoscenico di vendetta e redenzione. Tra misteri, leggende e segrete che ancora sembrano custodire antichi sussurri, il Castello d’If è una delle tappe più suggestive di un viaggio in Provenza.

Immergersi nel leggendario Castello di Dumas

È soprannominato la “sentinella di Marsiglia“, il castello che fa parte dell’arcipelago delle Frioul. Il Castello d’If (in francese château d’If, in provenzale castèu d’It) è sorto tra il 1527 e il 1529 per volontà di Francesco I, desideroso di rafforzare la difesa del più importante porto francese dell’epoca.

La sua posizione, dominante e inespugnabile, si rivelò decisiva: nel 1536 la fortezza respinse l’attacco di Carlo V, dimostrando la sua potenza. Ma la storia prese presto un’altra direzione: divenne una prigione speciale, destinata a ospitare detenuti scomodi e personaggi illustri. I primi prigionieri arrivarono nel 1540, gli ultimi durante la Prima Guerra Mondiale.

Castello d'If a Marsiglia, leggendario e unico

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Il Castello d’If nel Golfo di Marsiglia

A caratterizzare la prigione sono due livelli che possiamo definire “mondi” opposti: al piano terra, buio e senza finestre, le condizioni igieniche erano drammatiche e l’aspettativa di vita bassissima, mentre al primo piano, luminoso e dotato di camino, venivano ospitati i detenuti che potevano permettersi un “affitto mensile” per avere condizioni più umane.

Nel corso dei secoli furono rinchiusi qui personaggi come Jean-Baptiste Chataud, accusato di aver introdotto la peste nel 1720, Mirabeau, la nobildonna Fanny Dillon, il rivoluzionario Auguste Blanqui, oltre a più di 120 incarcerati nel 1848 e più di 300 detenuti politici dopo il colpo di Stato del 1851. Perfino il corpo del generale Kléber, morto in Egitto, fu custodito qui per ordine di Napoleone.

I prigionieri, qui, hanno lasciato un’impronta indelebile con i loro graffiti, realizzati da operai incarcerati per le rivolte contro la chiusura delle Officine Nazionali e ben visibili ancora oggi. Questi segni sui muri raccontano le dure condizioni di detenzione e, al tempo stesso, trasmettono un messaggio di speranza che supera i secoli.

Ma il Castello d’If deve la sua fama mondiale al capolavoro di Dumas, “Il Conte di Montecristo”: qui prende forma la leggenda di Edmond Dantès e dell’Abbé Faria, rendendo l’isola un’icona letteraria raggiunta quotidianamente da appassionati e curiosi (che amano seguire tutte le location del celebre romanzo).

Perché l’autore de “I tre moschettieri” scelse proprio il Castello d’If? In precedenza, ebbe occasione di circumnavigare l’isola, percependo la sua aura cupa e affascinante. Decise così di trasformare quel luogo reale in un mito immortale grazie a uno dei capolavori più letti nella storia della letteratura mondiale.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello d’If si trova su una piccola isola dell’arcipelago del Frioul, proprio di fronte a Marsiglia, in Provenza, nel sud della Francia. È a circa 1,5 km dalla costa, nel golfo della città, e fa parte del Parco Nazionale delle Calanques. Si raggiunge in 20 minuti esclusivamente via mare con traghetti e navette turistiche che effettuano corse regolari dalla terraferma e partono dal Vieux-Port di Marsiglia.

Dall’Italia, si raggiunge Marsiglia in aereo o in auto. Nel primo caso, alcune città italiane come Milano, Roma, Torino e Bologna effettuano voli verso l’aeroporto marsigliese, mentre in auto si arriva comodamente percorrendo l’autostrada A10/E80 verso Ventimiglia, per poi proseguire verso la Francia lungo l’autostrada A8 (La Provençale), in direzione di Marsiglia.

Chi preferisce viaggiare in treno, può partire dalle principali città italiane (come Milano, Torino, Genova e Roma) collegate a Marsiglia Saint-Charles con treni diretti o con cambio a Nizza o Ventimiglia.

Visitarlo è un’esperienza suggestiva: il biglietto costa 7 euro per adulti ed è gratis sotto i 18 anni, e sono disponibili visite guidate e audioguide in diverse lingue. Vi consigliamo di reperire tutte le informazioni aggiornate sul sito ufficiale del castello Chateau-if.fr.

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Il paese degli spaventapasseri in Italia ha subito un altro incantesimo: si è tinto di viola

C’è uno spettacolo che ogni estate muove le masse, che spinge i viaggiatori a raggiungere un luogo specifico nel mondo, proprio lì dove l’oro viola fiorisce e prospera dando vita a uno spettacolo mozzafiato. Stiamo parlando dei campi di lavanda in Provenza, quelli sterminati o intimi, quelli ordinati e selvaggi, quelli che si sono trasformati in un appuntamento imperdibile a cui non mancare in questo periodo. Ma non sono gli unici, quelli d’oltralpe, perché anche l’Italia ha i suoi campi fioriti che meritano solo di essere scoperti.

Da nord a sud dello Stivale, infatti, sono tanti e diversi gli angoli di Provenza che si possono esplorare tra giugno e luglio. Tra i più famosi ci sono, senz’altro, quelli che puntellano la zona tra l’Alessandrino e il Monferrato, ma non sono gli unici come dimostra quel gigantesco campo in Veneto che è il labirinto di lavanda più grande d’Italia.

E poi c’è Vendersi, anche conosciuto come paese degli spaventapasseri, che proprio quest’anno è stato scelto da Madre Natura come palcoscenico del suo spettacolo più bello. È proprio qui, infatti, che tra curiosi abitanti inanimati che accolgono i viaggiatori da diversi anni si snodando campi profumati dalle mille sfumature di viola. Ecco come raggiungerli.

Vendersi, i campi di lavanda tingono il paese degli spaventapasseri

Nel cuore della Val Borbera, e immerso nella natura rigogliosa e selvaggia, esiste un paese popolato da strani e curiosi abitanti. Ed è bellissimo.

Si tratta di Vendersi, un piccolo villaggio italiano dove la magia prende forma ogni giorno grazie all’intuizione e all’estro creativo dell’essere umano. Un luogo segnalato tra gli itinerari esperienziali dedicati alla vallata piemontese, ma ancora fuori dai radar turistici, che vale davvero la pena di scoprire, proprio come un gioiello. Cos’ha di speciale è presto detto: è abitato da spaventapasseri che vivono tra le strade del villaggio e tra i suoi campi.

Alice Tosonotti

La lavanda in fiore in Val Borbera

Visitare questo piccolo paese è un’esperienza che consigliamo di fare a tutti in ogni periodo dell’anno. Tuttavia, se è il fascino delle fioriture estive che subite, vi suggeriamo di farlo adesso perché la fioritura della lavanda sta dando spettacolo.

In cima al paesino, infatti, è presente un suggestivo campo di lavanda, che per forme, colori e profumi ricorda proprio la Provenza. Il campo, di proprietà privata, può essere visitato ed esplorato, ma anche contemplato in silenzio grazie alla presenza di una sedia a dondolo, dello stesso colore della lavanda, che invita a fermarsi e ad ammirare il panorama che si snoda tutto intorno.

Il periodo migliore per visitarlo? Da fine giugno a metà luglio.

lavanda in piemonte, val borbera

Alice Tosonotti

A Vendersi e in Val Borbera la lavanda in fiore dà spettacolo tra i campi

Non solo Vendersi, itinerario della lavanda in Val Borbera

Vendersi è solo una delle suggestive tappe di un itinerario della lavanda più ampio che ci consente di riscoprire la Val Borbera in maniera inedita e sublime. A Viguzzolo, infatti, è possibile ammirare la lavanda in fiore che cresce tra i campi della tenuta di Giancarlo Nossa mentre a Tortona c’è l’omonima cantina che organizza degustazioni al tramonto con vista sull’oro viola.

Spostandoci a Cantalupo Ligure, ad appena dieci minuti in auto da vendersi, troviamo invece l’azienda agricola Saint Hubert, una pet friendly farm circondata da campi di erbe aromatiche e lavanda.

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Ad Arles è stato scoperto un acquedotto romano che racconta duemila anni di storia

Se pensiamo di essere la civiltà più evoluta mai esistita… forse è il momento di ricrederci. Ogni giorno, l’archeologia risveglia dal passato storie che sembrano fantascienza: tecnologie raffinatissime, ingegni straordinari e infrastrutture nate per migliorare davvero la vita delle persone. Una delle ultime meraviglie emerse dalla polvere del tempo ci porta in Provenza, nei pressi di Arles. Qui, come un segreto custodito sotto le pietre, è tornata alla luce un’antica rete idrica romana.

Un gruppo di ricercatori internazionali ha intrapreso un viaggio nel tempo analizzando i depositi calcarei formatisi all’interno delle vecchie condutture. Questi frammenti, simili a impronte minerali, hanno permesso di decifrare la geniale architettura del sistema idrico e raccontare, con la precisione di una cronaca millenaria, la storia di uno dei più avanzati esempi di ingegneria idraulica dell’antichità.

La scoperta della rete idrica di Arles

Un team di archeologi ha dato modo di portare alla luce l’antica rete idrica di Arles studiando attentamente i sedimenti minerali ritrovati all’interno delle condutture della cittadina della Provenza. Grazie alle tecnologie più moderne e avanzate, gli studiosi delle università di Mainz, Oxford e Innsbruck hanno ricostruito in modo preciso il ciclo vitale del sistema idrico di Arles in Francia, studiando la costruzione datata I secolo a.C. e utilizzata fino al V secolo d.C.

L’acquedotto originale, costruito intorno al 3 a.C., attingeva alle sorgenti sul versante meridionale delle colline dell’Alpilles. Dopo quasi un secolo, una seconda struttura idrica venne aggiunta dal versante settentrionale, fondendosi con la rete già esistente attraverso una vasca di decantazione. Il bacino aveva il compito di purificare l’acqua, depositando sabbia e particelle sospese.

Ma il destino della struttura cambiò: con l’arrivo della nuova fonte settentrionale, il primo acquedotto venne deviato per alimentare un complesso sistema di mulini ad acqua a Barbegal, una delle fabbriche più avanzate del mondo romano.

La scoperta archeologica della rete idrica di Arles

Johannes Gutenberg-Universität Mainz

Scoperto il funzionamento dell’acquedotto romano di Arles

La vera svolta è arrivata però grazie a un’osservazione sorprendente: all’interno delle volte crollate delle Terme di Costantino, i ricercatori hanno identificato frammenti di calcare provenienti dal vecchio acquedotto settentrionale. Questo indica che, nel IV secolo, il sistema fu restaurato e il materiale “scrostato” dalle condutture fu riutilizzato come inerte da costruzione per i tetti degli edifici termali. È la prova concreta che l’acquedotto era ancora in funzione all’epoca dell’imperatore Costantino.

L’analisi delle grandi tubature di piombo scoperte nel XIX secolo sul letto del Rodano ha chiarito un altro mistero: grazie alla corrispondenza isotopica con i depositi calcarei delle condutture, è stato possibile confermare che queste pipe trasportavano acqua verso il quartiere di Trinquetaille, al di là del fiume, tramite un ingegnoso sifone rovesciato.

L’importanza della scoperta

La portata della scoperta non è soltanto archeologica, ma anche concettuale. L’acquedotto di Arles non era una semplice infrastruttura idrica, ma un organismo dinamico, capace di adattarsi ai bisogni della città in evoluzione. Le analisi isotopiche hanno permesso di seguire nel tempo le fasi di costruzione, modifica e restauro, disegnando una mappa “climatica” e tecnica dell’antica rete idrica.

Ciò che rende straordinaria questa ricerca è il modo in cui i resti minerali, invisibili a occhio nudo, diventano testimoni affidabili di decisioni ingegneristiche prese duemila anni fa. Il sistema romano non solo ha garantito l’approvvigionamento idrico per secoli, ma è stato anche riadattato, riconvertito e mantenuto in modo sostenibile, con una logica di economia circolare che sorprende per modernità.

La scoperta ci ricorda quanto, già duemila anni fa, l’idea di progresso avesse radici profonde.

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Anche la Francia ha il suo fiordo, si trova nel cuore della Provenza

C’è un luogo in Francia dove il mare si fa strada tra sinuose scogliere e dove, nascoste tra le braccia rocciose che spuntano dalla terra, si nascondono delle meraviglie naturali dalle acque turchesi. È il Parco Nazionale delle Calanques, situato nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove i viaggiatori amanti della natura trovano un parco giochi all’aria aperta dove fare trekking o dedicarsi a innumerevoli attività subacquee.

Una delle calanques in particolare conquista per la sua tranquillità, garantita dal fatto che arrivarci non è così semplice per tutti. Stiamo parlando della Calanque d’En Vau, un’insenatura isolata protetta da scogliere alte 700 metri, ricoperte di pini verdi e con una spiaggia da sogno, dove le acque dalle sfumature blu e verdi invitano a esplorare il suo ricco mondo sottomarino.

Perché visitare la Calanque d’En Vau

Il Parco Nazionale delle Calanques è una delle mete più visitate in Provenza e, seppur alcune insenature possano risultare un tantino affollate, altre non lo sono affatto. Una di queste, considerata la difficoltà per arrivarci, è la Calanque d’En Vau. Lunga all’incirca 700 metri, condivide la sua bellezza mozzafiato con la vicina cala chiamata Calanque de Port Pin e offre uno scenario unico, circondata da alte falesie ricoperte di macchia mediterranea. Potete fare una pausa rinfrescante in questa caletta prima di procedere verso la Calanque d’En Vau.

L’insenatura, parte di un’area protetta, è sottoposta a una rigida regolamentazione che modera l’accesso e le attività consentite all’interno delle sue acque. Alle barche superiori ai 20 metri, per esempio, è proibito l’ingresso, mentre quelle di grandezza inferiore possono invece transitare nella calanca, anche se a quelle a motore è proibito avvicinarsi a più di 50 metri dalla riva con i motori accesi.

Grazie a queste regolamentazioni, la Calanque d’En Vau resta un piccolo paradiso da guadagnarsi indossando scarpe comode e godendo appieno della sua calma suggestiva. Ai più audaci, inoltre, le formazioni rocciose offrono numerose vie ferrate che permettono di ammirarla dall’alto. Se invece volete godervi la spiaggia, consigliamo di raggiungerla la mattina perché la luce scompare velocemente a causa dell’altezza delle falesie.

La spiaggia alla Calanque d'En Vau

Fonte: iStock

La spiaggia con le acque verdi-turchesi alla Calanque d’En Vau

Dove si trova la Calanque d’En Vau

La Calanque d’En Vau, situata a sud di Marsiglia, è considerata una delle insenature più spettacolari del tratto di costa che si estende da Cassis fino al capoluogo della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Per raggiungerla è necessario indossare scarpe comode e percorrere un apposito sentiero.

Il sentiero è lungo 3,5 chilometri e costeggia il litorale, snodandosi in un ambiente roccioso avvolto da pini e vegetazione selvatica, che impregna l’aria di un profumo mediterraneo. Il sentiero si percorre in circa 1 ora e 15 minuti.

È possibile percorrere anche un altro sentiero partendo da un’altra delle calanques chiamata Port Miou: in questo caso, arriverete a En Vau in circa 45 minuti seguendo l’apposita segnaletica bianca e rossa.

Se vi trovate a Marsiglia, il modo ideale per raggiungere Cassis, se non avete l’auto, è il treno o gli autobus. Da Cassis potete proseguire tranquillamente a piedi.

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Un giorno a Carpentras, splendida cittadina provenzale

Adagiato ai piedi del Mont Ventoux, in un paesaggio da fiaba che ha tutti i colori e i profumi dei villaggi provenzali, Carpentras è un gioiello francese tutto da scoprire: dalle facciate ocra dei suoi palazzi al verde delle colline circostanti, fino ai sapori dei prodotti agroalimentari tradizionali del territorio e le atmosfere vintage degli storici mercati brocantes, dove tante antichità aspettano solo nuovi spazi da decorare.

Si trova nel cuore della Provenza del Rodano, al riparo dal vento di Maestrale, ed è stata terra papale dal 1229 al 1791. Ottima meta per chi vuol vivere un’esperienza di viaggio autentica, a passo lento tra paesaggi mozzafiato, storia e folklore. Un’ottima alternativa alle più celebri destinazioni di questa splendida regione della Francia meridionale, alle quali Carpentras non ha proprio nulla da invidiare.

Cosa vedere a Carpentras

Il borgo, situato nel dipartimento della Vaucluse, conta poco più di 3mila abitanti e vanta un’antica e ricca storia, che affonda le proprie radici nell’epoca romana. Nel Medioevo, inoltre, Carpentras ospitò la prima sede della cattività avignonese del papato, e per qualche tempo il poeta Francesco Petrarca vi stabilì la propria residenza.

L’antica cittadina, che nel corso dei secoli si è trasformata fino a raggiungere la sua peculiare struttura a cuore, ha inoltre sempre rivestito un ruolo centrale nell’economia della regione, rappresentando un importante snodo e crocevia commerciale.

Ogni angolo di Carpentras svela un tesoro magnifico, legato alla sua storia e alle tradizioni che da secoli vengono tramandate di generazione in generazione. Ecco tutto quello che puoi ammirare in una giornata, passeggiando per le viuzze di questo bellissimo borgo provenzale.

La Sinagoga

La storia di Carpentras è legata a doppio filo alle religioni cristiana ed ebraica. Qui si stabilì la Santa Sede dal XIII al XVIII secolo, che influì sull’architettura del borgo, mentre la presenza degli ebrei, protetti dai Papi, ne ha segnato la cultura.

Qui, infatti, si trova la Sinagoga più antica della Francia, risalente al 1367 e ancora attiva. Un monumento importante e incantevole, al cui interno sono conservati tantissimi utensili e oggetti utilizzati per la liturgia risalenti ai secoli passati. Per visitarla dovrete entrare nel cuore di quello che fu il ghetto ebraico di Carpentras, in place Maurice Juiverie, nel centro storico della cittadina.

L’Arco Romano e la cattedrale di Saint Siffrein

Risale al I secolo dopo Cristo ed è stato tra i primi edifici a essere inseriti, nel XIX secolo, nella lista dei monumenti storici francesi. L’Arco di Carpentras, a due passi dalla Sinagoga, è una testimonianza simbolo della storia di Carpentras. È caratterizzato da bassorilievi ben conservati e nel corso del tempo è stato inglobato nel contesto architettonico circostante, sino a diventare parte dell’attuale Palazzo di Giustizia (l’ex Palazzo Vescovile). Vi consigliamo di far visita anche alla vicina e bellissima torre del Battifredo, costruita nel XV secolo e caratterizzata da un magnifico campanile realizzato in ferro battuto e finemente istoriato.

Tutti questi elementi sorgono sulla grande piazza ribattezzata General De Gaulle, dove si affaccia anche la splendida cattedrale di Saint Siffrein, in stile gotico meridionale. Costruita nel XV secolo e dedicata al patrono Saint Siffrein. La cattedrale presenta incantevoli vetrate decorate in puro stile gotico provenzale, e conserva una bellissima pala d’altare quattrocentesca sulla quale è stata raffigurata la Vergine assista accanto a Saint Siffrein e a San Michele.

Se avete un po’ di tempo fate anche un salto al Musee Sobirats, una interessante residenza privata con un elaborato ed elegante arredamento che risale all’epoca di Luigi XV.

Cattedrale di Saint Siffrein, nel cuore di Carpentras

Fonte: iStock

Cattedrale di Saint Siffrein, Carpentras

La Porte d’Orange

La Porte d’Orange si trova nella parte settentrionale del centro storico di Carpentras ed è l’ultima testimonianza dell’antica cinta muraria del XIV secolo che circondava la città. Un tempo, infatti, le mura erano lunghe quasi 2 km e contavano ben 32 torri e quattro porte di accesso.

L’ospedale Hôtel-Dieu

Risale al XVIII secolo e conservata tutt’oggi il suo aspetto originale. L’hôtel-Dieu, che si trova nella punta meridionale del centro storico di Carpentras, fu anticamente l’ospedale più importante della regione insieme alla sua farmacia (apotecario speziale). È stato trasformato oggi in una bellissima biblioteca-museo, chiamata l’Inguimbertine, con migliaia di libri e diverse mostre e attività dedicate a studenti e visitatori.

I Mercati di Carpentras

Carpentras non è solo storia, paesaggi e architettura, ma anche terra di sapori, tradizioni e stile. E le massime espressioni di questi elementi sono i suoi mercati.

Se si parla di cibo, nel mercato del tartufo di Carpentras, che si svolge ogni venerdì da fine novembre a inizio marzo, potrete trovare il famoso “diamante nero” e tante altre specialità del territorio. In base alle stagioni, potrete assaporare anche le fragole, i meloni e gli squisiti vini della Côtes du Ventoux.

C’è poi il mercato provenzale, che ogni venerdì mattina invade il centro cittadino con profumi floreali e fruttati e colori intensi, creando atmosfere uniche tutte da vivere. Ma uno dei più caratteristici è il mercato brocantes, ovvero il mercatino delle pulci settimanale più importante della Provenza. Si ripete ogni domenica ed è un tripudio di anticherie che attirano tantissimi appassionati e curiosi.

Se cercate boutique di moda, invece, potrete passeggiare lungo il cosiddetto Passage Boyer, nel cuore pulsante di Carpentras, una via ricoperta da un enorme tetto in vetro e molto chic.

Quando visitare Carpentras

Carpentras, come tutta l’area della Provenza, è caratterizzata da un clima mediterraneo, mite, caldo e piacevole in tutte le stagioni. Il mese più freddo dell’anno è gennaio, mentre quello più caldo è luglio, durante il quale le temperature possono salire sino a quasi 38°C. L’autunno è la stagione più piovosa, pertanto vi suggeriamo di visitare questa zona in primavera, quando la fioritura e la rinascita della natura conferiscono a Carpentras un’atmosfera fatata.

Come arrivare a Carpentras

  • In auto: si raggiunge tramite l’Autostrada A7 tra Lione e Marsiglia, prendendo l’uscita n°22 “Orange Sud” e percorrendo la Strada Statale per 27 km fino all’uscita n° 23 “Avignon Nord”;
  • In aereo: si possono raggiungere gli aeroporti di Avignone, distante 32 km o di Marsiglia, distante 96 km;
  • In treno: si sfrutt la linea ferroviaria “Avignon-Carpentras” e si scende alla stazione di Carpentras, a circa 3 km dal centro storico della cittadina provenzale. Ci sono collegamenti regolari TGV da Marsiglia (25 minuti) e da Parigi (2 ore 40).
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Bormes-les-Mimosas è stato premiato come uno dei più bei villaggi di Francia

Bormes-les-Mimosas, piccolo gioiello incastonato sulla costa francese, ha recentemente conquistato il prestigioso riconoscimento come uno dei “Plus Beaux Villages de France” (Più Bei Villaggi di Francia). Incantevole località della Provenza, nota per la profumata fioritura di mimose, i panorami eccezionali e il fascino medievale, si conferma così una delle mete più apprezzate del Paese. Ma cosa rende questo villaggio così speciale? Scopriamolo insieme.

Un riconoscimento che premia la bellezza autentica

Senza dubbio, l’annuncio di Bormes-les-Mimosas come uno dei villaggi più belli di Francia non è una sorpresa per chi ha avuto la fortuna di visitarlo.

Infatti, l’ambito titolo viene assegnato a quei luoghi che incarnano l’essenza del territorio francese e che hanno saputo preservare il loro patrimonio storico per offrire ai visitatori un’esperienza autentica e senza pari.

Incastonato tra il Mediterraneo, la Foresta del Dom e il Massiccio dei Maures, il pittoresco borgo medievale dona una varietà di paesaggi che meritano davvero di essere ammirati con i propri occhi: dalle spiagge sabbiose alle passeggiate nei boschi, il tutto a pochi minuti di distanza. A loro volta, le casette color ocra dalle persiane colorate, tipiche della Provenza, aggiungono un tocco fiabesco che non fa che accrescere il fascino magnetico di Bormes-les-Mimosas.

La fioritura delle mimose: uno spettacolo imperdibile

Ma come mai Bormes-les-Mimosas si chiama proprio così? Semplice: il nome deriva dagli alberi di mimosa, i cui fiori gialli, che fioriscono da gennaio a marzo, colorano le strade del villaggio e lo inebriano con profumi intensi.

Per saperne di più sulle iconiche piante, non può mancare una visita al Vivaio del Cavatore: delizioso giardino botanico che ospita quasi 250 specie di mimose, è anche l’inizio della famosa Strada della Mimosa, un percorso escursionistico che collega Bormes a Grasse esplorando alcuni dei luoghi più straordinari della Provenza.

La fioritura delle mimose attrae ogni anno migliaia di visitatori, che trovano in tale spettacolo naturale un motivo più che valido per immergersi nella magia del borgo.

Storia e tradizioni di un borgo medievale

villaggio Bormes les Mimosas, Provenza

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Splendida veduta del villaggio di Bormes les Mimosas

Oltre alla bellezza naturale, Bormes-les-Mimosas vanta un ricco patrimonio storico. Fondato in epoca medievale, è noto per gli edifici millenari e per l’architettura tipicamente provenzale.

Il Castello dei Signori di Fos, uno dei monumenti più importanti, ammalia con una vista panoramica che abbraccia l’intero villaggio e la costa tutt’intorno. Passeggiando tra le stradine, si possono poi scoprire alcune piazze emblematiche come Place Saint-François, Place Gambetta e Place Lou Poulid Cantoun, ognuna con le proprie caratteristiche uniche.

Tra le tappe imperdibili vi è anche la Chapelle Notre-Dame de Constance, a 324 metri di altezza, raggiungibile percorrendo un’antica Via Crucis costellata di oratori: la fatica verrà ripagata da un panorama a dir poco meraviglioso.

Un paradiso per gli amanti della natura e del mare

A pochi chilometri dalle splendide spiagge della Costa Azzurra, Bormes-les-Mimosas è altresì il punto di partenza ideale per chi desidera fare il pieno di relax tra la natura incontaminata e il mare. Da qui, è facile organizzare escursioni verso le isole di Porquerolles e Port-Cros, riserve naturali famose per i paesaggi selvaggi e le acque cristalline.

La felice unione di colline, boschi e costa rende il nuovo “borgo più bello di Francia” un vero paradiso per gli appassionati di trekking e per coloro che cercano un rifugio tranquillo lontano dal turismo di massa.

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Provenza, cosa vedere e quando andare

Probabilmente una delle regioni più amate della Francia, la Provenza conquista chiunque con i suoi paesaggi variegati che caratterizzano e donano una propria personalità a ogni sua area. Da nord a sud, dalle alpi alle vallate, fino alla costa, mentre città fortificate proteggono i suoi antichi confini e innumerevoli borghi si mostrano in tutta la loro incantevole bellezza. 

L’atmosfera della Provenza è unica e nell’immaginario collettivo include sole, cibo e vino, il tutto immerso nei profumi inebrianti della vegetazione mediterranea, ma non solo. Oliveti, vigneti e file di vibranti campi di lavanda si trasformano in canyon e gole naturali dove gli amanti dell’avventura possono mettere da parte i bicchieri di vino e i cappelli di paglia per andare alla scoperta dell’anima più selvaggia della regione. 

Scegliere dove andare in Provenza, come avrete capito, non è semplicissimo. Per questo abbiamo deciso di scrivere un articolo completo con tutte le informazioni utili per aiutarvi a organizzare al meglio il vostro viaggio, da cosa vedere a quando andare. 

Guida pratica alla Provenza 

Prima di raccontarvi cosa fare e cosa vedere in Provenza, partiamo da una guida pratica e generale che vi supporterà nella pianificazione dell’itinerario. 

Dove si trova

Regione storica del sud della Francia, la Provenza confina a est con l’Italia, a nord con l’Alvernia-Rodano-Alpi e a ovest con l’Occitania, dalla quale è separata dal Rodano. Bagnata dal Mar Mediterraneo, offre un clima mite durante i mesi invernali (tranne nella zona delle Alpi) e caldo d’estate, ponendosi come meta ideale da visitare tutto l’anno. Più avanti in questo articolo troverete un paragrafo intero dedicato a quando andare in Provenza e perché. 

Come arrivare 

Per raggiungere la Provenza avete a disposizione diverse opzioni. Se viaggiate in aereo, gli aeroporti principali sono quello di Marsiglia-Provence e quello di Nizza. Se preferite una modalità di spostamento lenta e sostenibile, il treno è la soluzione che fa per voi perché la rete ferroviaria francese è ben sviluppata con collegamenti diretti da Parigi e da altre grandi città francesi.

Infine, se viaggiate in auto dall’Italia, arriverete in Provenza attraversando la Liguria e percorrendo l’A10 Genova-Ventimiglia che, oltre il confine con la Francia, diventa l’Autoroute du Soleil. Da qui percorrerete un tratto di Costa Azzurra per poi raggiungere Marsiglia e Aix-en-Provence. 

Strada tipica Provenza

Fonte: iStock

Una strada tipica della Provenza

Cosa vedere in Provenza

Chi non ha mai sognato di perdersi tra i vigneti baciati dal sole della Provenza o nei campi di lavanda? Il sud della Francia, come abbiamo accennato all’inizio, è questo e molto altro e creare l’itinerario perfetto non è semplicissimo. Questo dipende anche dal tempo che avete a disposizione e dal periodo che scegliete per visitare questa splendida regione francese. 

Qui vi raccontiamo tutto ciò che c’è da vedere in Provenza, dai paesini imperdibili ai tesori naturali, fino alle spiagge più belle dove godere appieno della dolce vita offerta dalla riviera e ai luoghi diventati iconici anche grazie ad artisti quali Cézanne e Van Gogh. Prendete ispirazione per creare un mix di esperienze ideale oppure, se avete poco tempo, per concentrarvi su una sola zona. 

I borghi più belli da visitare

Tra le cose da vedere in Provenza non possono mancare i suoi borghi più belli cominciando da Valensole, un piccolo, incantevole villaggio da visitare non solo durante i mesi estivi quando la valle circostante è ricoperta di lavanda. Passeggiate tra le labirintiche stradine e non dimenticate di scattare qualche foto dei balconi in ferro battuto, delle persiane dipinte e delle antiche porte.

Storia, arte e folklore si incontrano, invece, nel paesino di Arles, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità sia per il suo centro storico che per i tanti monumenti romani. Il suo fascino è tangibile tanto che in passato ha conquistato Van Gogh e oggi continua ad attirare a sé tantissimi visitatori. Situato a 35 chilometri a sud di Avignone, Arles vanta un ambiente naturale eccezionale grazie alla presenza del Rodano, della pianura della Crau, della Camargue e de Le Alpilles. 

Se è un autentico assaggio della vita provenzale che state cercando, segnate nella mappa il borgo di Saint-Rémy-de-Provence. Circondata da montagne, è la meta perfetta per chi vuole immergersi nelle bellezze della campagna francese amata anche da Van Gogh, che proprio qui trovò ispirazione per tantissime opere come “La notte stellata”.  Non solo pittori, anche molti registi hanno subìto il fascino dei borghi provenzali, in particolare di Gordes, con le sue case in pietra illuminate dal sole e con vista sulla valle sottostante. 

Tra i borghi da vedere in Provenza c’è anche Roussillon, situato accanto a un profondo canyon, dove un tempo si estraeva l’ocra. Non è un caso, infatti, se qui vedrete case con facciate di questo colore perché gli abitanti utilizzavano anche l’ocra per personalizzare la propria dimora, con tonalità che vanno dagli aranci terracotta ai rossi scuri.

Infine, non perdete Moustiers-Sainte-Marie, dove incantevoli case di pietra sembrano emergere dal fianco della roccia e passeggiando lungo le rive del fiume che attraversa la città vedrete altre case dipinte con colorate persiane: un vero e proprio scenario da cartolina. E, se siete alla ricerca di una gemma nascosta della Provenza, segnate sulla mappa Cotignac, un borgo relativamente sconosciuto dalla maggior parte dei turisti. 

Gordes Provenza

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Il borgo di Gordes in Provenza

Le spiagge migliori 

Il sud della Francia vanta tante spiagge splendide e, se dovessimo consigliarvene una sola, questa sarebbe la spiaggia di Notre Dame, situata a nord dell’isola di Porquerolles. Qui troverete sabbia fine e bianchissima, oltre che un mare calmo e trasparente dal fondale poco profondo. Inoltre, sull’isola non sono ammesse le auto e sulla spiaggia non sono presenti servizi quindi, se amate i paesaggi incontaminati, questa è la location perfetta per voi. 

Perfetta per gli amanti della natura è anche l’insenatura Calanque d’En-Vau, raggiungibile a piedi o via mare. Questa zona, infatti, è famosa per gli amanti della pesca e delle immersioni, oltre che per chi vuole trascorrere qualche ora su percorsi di trekking dagli scenari mozzafiato. Se invece preferite comfort e relax potete optare per Garoupe, seppur molto affollata durante l’estate. Qui, oltre all’acqua cristallina, troverete anche uno spazio pubblico attrezzato dove noleggiare lettini e ombrelloni, oltre che un grosso parcheggio gratuito e le toilette pubbliche. 

Chi desidera respirare la tipica atmosfera provenzale della costa dovrà dirigersi nel borgo di Villefranche-sur-Mer, incastonato tra Monaco e Nizza. Qui si trova Plage des Marinieres, una mezzaluna di sabbia e acque di una bellezza travolgente. E, se non resistete al fascino dell’esclusività, fate tappa ad Antibes, la splendida località frequentata da tantissime celebrità. Non è necessario alloggiare in un hotel di lusso per godere della bellezza delle sue spiagge, vi basterà andare a Plage de la Salis, adatta anche alle famiglie grazie alle sue acque calme e all’atmosfera rilassata. 

Plage des Marinieres

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Plage des Marinieres a Villefranche-sur-Mer

Dove trovare i campi di lavanda in Provenza

La stagione della lavanda è uno dei periodi più attesi da chiunque sogni di visitare la Provenza, ma dove trovare i campi di lavanda migliori? 

Tra gli spot più belli, uno si trova a circa un’ora a nord di Aix-en-Provence, dove decine di campi di lavanda si dispiegano sulle colline del Plateau di Valensole. Tuttavia, se volete godervi appieno questo periodo, dovete dirigervi nella città di Sault dove viene organizzato il festival della lavanda: qui i campi dalle tonalità viola appaiono infiniti e sognanti.  

Per ottenere lo scatto fotografico da cartolina, invece, dovete andare a Notre-Dame de Sénanque dove un’abbazia del XII secolo è circondata da file e file di lavanda. Essendo una location molto gettonata, può risultare particolarmente affollata durante l’alta stagione, per questo vi consigliamo di visitarla di prima mattina. 

Abbazia Senanque Provenza

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L’Abbazia di Senanque e i suoi campi di lavanda

I parchi naturali

Non solo borghi, località balneari e campi di lavanda, questa regione della Francia conquista anche con il suo lato più selvaggio che può essere scoperto attraverso i tanti parchi naturali. Uno dei più belli è sicuramente il Parco naturale dei Calanchi, situato alle porte di Marsiglia. 

Questa è una vera e propria oasi di pace e natura ricca di flora, fauna e calette nascoste. Le Calanques lungo la costa sono tante e tra le migliori citiamo Calanque de Sormiou e Calanque de Morgiou. Potete visitare il parco in diversi modi, optando per avventure sportive come trekking, arrampicata o kayak, oppure partecipando a un comodo tour in barca. 

Un altro scenario unico è offerto dal Colorado di Rustrel, situato nel cuore del Lubéron, a due passi dal villaggio omonimo. Con i suoi grandi massicci color ocra ricorda i paesaggi del Grand Canyon e vi permetterà di camminare in una meraviglia che, seppur bellissima, non è proprio naturale: questa, infatti, è stata modellata dalla mano dell’uomo sfruttando le cave. 

L’interno della Provenza è uno scrigno di tesori naturali. Uno di questi è rappresentato dalle gole del Verdon, considerate il canyon più grande d’Europa. Qui potete percorrere strade panoramiche spettacolari come la Route des Gorges e la Route de la Corniche Sublime, fare sport acquatici, trekking e arrampicate o visitare antichi borghi come Moustiers-Sainte-Marie, il villaggio divenuto famoso nel XVII secolo grazie alle sue manifatture in ceramica destinate alla nobiltà francese. 

Impossibile chiudere questo paragrafo sui parchi naturali senza citare il territorio di Camargue, un lembo di terra dove sabbia, paludi, stagni e risaie ospitano animali meravigliosi come fenicotteri rosa, tori indomiti e cavalli bianchi. Sembra un vero paradiso incontaminato, vero? E nella realtà lo è: questa zona conquista con il suo animo selvaggio, dove gli abitanti tramandano di generazione in generazione antichi usi e costumi. In particolare, qui troverete i guardians (i butteri) col cappello di feltro nero, camicia a fiori e foulard al collo e gitani con la chitarra in mano. Siamo lontani dalla raffinata eleganza dei borghi costieri, ma la Provenza è anche questa, dove la vita scorre in base ai ritmi della natura.

Gole Verdon

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Gole del Verdon

Non solo borghi: le città della Provenza

Fa parte della Provenza, ma possiede un carattere e una personalità tutta sua: stiamo parlando di Marsiglia, una città affascinante dall’anima marinara che conquista con la sua vivacità e con le tante cose da fare e da vedere, anche solo per un weekend. In particolare, a renderla unica è la sua atmosfera multietnica. Grazie alla presenza del porto, oggi meta imperdibile per chiunque visiti la città, nei secoli ha visto arrivare persone provenienti da ogni parte del mondo. Durante i suoi 2600 anni di storia, qui sono arrivati Greci, Romani, ebrei, armeni, italiani, corsi, spagnoli, pieds noir, ovvero nordafricani, magrebini, vietnamiti, cambogiani, comoriani, abitanti delle Antille, di Réunion e turchi.

Se avete un solo giorno per visitare Marsiglia, noi consigliamo di fare tappa a Notre Dame de la Garde, la chiesa che veglia su tutta la città, il castello di Château d’If, diventato celebre grazie al romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre, Le Panier, il quartiere più antico della città, e il Palazzo Longchamp, un capolavoro del 1800.  

Un’altra città di grande importanza storica è Avignone, contraddistinta da una particolare atmosfera medievale e conosciuta come la Città dei Papi. Questo perché fu per quasi un secolo sede della corte papale fino allo scisma del 1377: qui regnarono ben nove papi, ognuno dei quali ampliò e abbellì il suo grandioso palazzo papale, oggi simbolo della città. Se invece sono i profumi ad attirarvi, allora è Grasse la meta da inserire nel vostro itinerario. 

Qui l’arte della profumeria è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO nel 2018 e potete scoprirla intraprendendo un viaggio tra le stradine della cittadina, decorata con davanzali fioriti e piccole botteghe, o visitando i campi dove, da generazioni, le famiglie locali coltivano i fiori destinati alla creazione delle fragranze più amate.  

Infine, se è il lusso e le celebrità che state cercando, Cannes vi aspetta con la sua atmosfera maestosa ed elegante, soprattutto durante il Festival Internazionale del Cinema. 

Quando andare in Provenza

Scegliere il periodo giusto per andare in Provenza è molto importante perché vi permetterà di fare esperienza di questa regione in modo diverso a seconda soprattutto dei vostri interessi. Chi vuole visitare i campi di lavanda, per esempio, dovrà organizzare il proprio viaggio allo sbocciare dell’estate. 

In generale, il periodo migliore per visitare la Provenza è la primavera (da marzo a maggio) o l’autunno (da settembre a novembre) quando le temperature sono miti e non si contribuisce all’overtourism che sta affliggendo questa regione francese negli ultimi anni. 

Siamo consapevoli che la Provenza è famosa anche e soprattutto per i suoi campi di lavanda. Questi iniziano a fiorire a partire da metà giugno quindi, se volete ammirarli in tutta la loro bellezza, dovrete pianificare il viaggio tra fine giugno e luglio. In questo periodo, inoltre, tanti borghi organizzano feste dedicate alla lavanda, permettendo ai visitatori di immergersi totalmente nell’atmosfera speciale di questo periodo. 

D’estate, invece, le temperature sono elevate e, seppur perfette per godersi la costa, diventano sinonimo di folla e costi elevati. Chi non è interessato al mare, può valutare di visitare la Provenza in autunno: in questo periodo la natura si mostra al meglio nelle vesti del foliage e le temperature, ancora non troppo fredde, vi permetteranno di scoprire la bellezza dei parchi naturali.

Infine arriviamo all’inverno, dove le temperature fredde e le Alpi diventano lo scenario ideale per chi ama sciare e vuole godersi i mercatini di Natale all’interno dei borghi più belli. 

Provenza Autunno

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Provenza in autunno
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Viaggio a Tarascona, località francese dominata da un bel castello

Nel cuore della Provenza, tra le famose Arles e Avignone, si cela una località meno conosciuta ma altrettanto meritevole di una visita: si tratta di Tarascona, in posizione privilegiata lungo il corso del Rodano e punto di partenza ideale per raggiungere le mete più ambite della favolosa regione francese.

Dalla storia, alla leggenda, fino al Castello e alle chicche da non perdere, partiamo per un affascinante viaggio alla sua scoperta.

L’antica e temibile leggenda e un passato importante

L’origine leggendaria di Tarascona si fa risalire a ben 2000 anni fa, quando, nel tratto del Rodano che qui scorre, viveva la terribile Tarasque, creatura mitologica che seminava il panico tra gli abitanti: animale davvero bizzarro, possedeva una gigantesca corazza sormontata da aculei da cui fuoriuscivano la testa simile a quella di un leone e sei zampe, e portava distruzione e morte.
Solo quando sbarcò, arrivata dalla Terra Santa insieme alla sorella Maria, Marta di Betania, riuscì ad ammansire la feroce bestia facendo sì che gli abitanti, finalmente, l’uccidessero.
Terminato l’incubo, la cittadina poté tornare a prosperare.

Aldilà della suggestiva leggenda, Tarascona diventò un’importante città durante il Medioevo, in particolare sotto il regno di Luigi II d’Angiò che, tra il 1400 e il 1435, fece restaurare l’originario castello, rendendolo uno dei simboli della Francia del tempo nonché il fiore all’occhiello, ancora oggi, dell’abitato.

Il magnifico Chateau de Tarascon

Il Castello di Tarascona

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Il magnifico Castello di Tarascona

Ed è proprio dal maestoso maniero che dovrebbe iniziare il tour di Tarascona: tutt’ora, infatti, si staglia fiero sulle sponde del Rodano, costruito su uno sperone di roccia, una sorta di piccola isola, che ha permesso la realizzazione di un profondo fossato. Subito di fianco, lo sguardo viene catturato da una fedele riproduzione della Tarasca nelle sue dimensioni originali e dalla Chiesa di Santa Marta, dall’altro lato della piazza.

Il castello, alto 45 metri, vanta spesse mura e quattro torri di cui due, la Tour de l’Horloge e la Tour des Chapelles, circolari. L’interno, visitabile previo pagamento del biglietto d’ingresso, sorprende con elementi architettonici superlativi: il cortile d’onore ospita la Cappella bassa e la Cappella del Cantore, il primo piano il Salone del Re e la Sala Dei Festini, mentre il secondo piano la Cappella Alta, l’Oratorio del Cappellano e la Sala delle Udienze.

Ancora, una scala a chiocciola conduce nella parte più alta, laddove incanta soprattutto la Sala delle Galee, impreziosite da scritte ispirate al mare.

Cosa vedere a Tarascona oltre al Castello

Se il Castello è il simbolo per eccellenza di Tarascona, la cittadina provenzale ha molto altro da offrire, a partire dalla già citata Chiesa di Santa Marta, edificata tra l’XI e il XII secolo in superbo stile romanico. Da ammirare il portale sud dalle ricche decorazioni e, all’interno, la Cripta che conserva la tomba di Santa Marta, la cappella laterale della navata centrale custode di alcune reliquie della Santa e il notevole organo Boisellin Moitessier.

Il centro storico, a sua volta, affascina con le stradine lastricate ombreggiate da palazzi medievali: la via da non perdere è, senza dubbio, Rue des Halles, contraddistinta da portici e numerosi negozi, alla cui fine svetta il Municipio in stile barocco.

A meno di 5 chilometri dal centro, invece, vale una sosta la romanica Chapelle Saint-Gabriel de Tarascon del XII secolo, nell’abbraccio degli ulivi, con la particolare facciata punteggiata da sculture e preziosi dettagli.

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In Francia non c’è solo lo Sbarco in Normandia

Durante la notte del 14 agosto 1944 prendeva il via l’Operazione Dragoon, l’invasione Alleata della Francia meridionale nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale. Fu così che il 15 agosto di quell’anno sbarcarono in Provenza oltre 94.000 uomini e 11.000 veicoli, con combattimenti che durarono più di 20 giorni e che alla fine riunirono oltre 450.000 uomini in uno sforzo eroico.

In questo 2024, quindi, ricorrono 80 anni dallo Sbarco in Provenza, ricordato come il più grande sbarco fatto dagli alleati nel Mediterraneo, secondo solo a quello della Normandia. Per celebrare l’anniversario, il Var, un dipartimento della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra il cui nome deriva dal fiume omonimo, invita a seguire le orme dei suoi eroi esplorando il nuovissimo percorso turistico “Il Var 1944, le Strade della Libertà”.

“Il Var 1944, le Strade della Libertà”

“Il Var 1944, le Strade della Libertà” è un nuovissimo e altamente suggestivo itinerario completamente segnalato che conduce alla scoperta di preziosi siti naturali e dei luoghi più importanti di questo evento storico. Il Var, del resto, è stato teatro di un fondamentale episodio che ha portato alla Liberazione della Francia e, di conseguenza, dell’intero continente europeo.

La battaglia, che durò ben 27 giorni, si svolse nei territori del Massiccio dei Maures e nell’Estérel, da Rayol-Canadel a Saint-Raphaël passando per Cavalaire-sur-Mer, La-Croix-Valmer, Ramatuelle e Sainte-Maxime e molto altro ancora, tanto che oggi questo percorso consente di fare un viaggio indietro nel tempo per riscoprire i monumenti, musei, memoriali e siti di importanza storica.

Le tappe più belle

Tra le tappe da fare assolutamente c’è Saint-Cyr-sur-Mer, pittoresca località affacciata sul Mar Mediterraneo, dove poter seguire il sentiero dei doganieri dal porticciolo di La Madrague alla Calanque di Port d’Alon e a quella di La Galère, un itinerario grazie a cui scorgere delle viste emozionanti su Cap Sicié e sull’arcipelago di Riou.

Poi ancora Sanary-sur-Mer, antico porto di pescatori che sfoggia il fascino del villaggio ma anche le comodità della città, che accoglie i suoi visitatori con tantissime tradizioni, stradine, piazze ombreggiate, tipiche barche, mercati, e un pressoché infinito patrimonio naturale e storico.

Voliamo ora presso la funivia del Mont Faron che consente di ammirare da un punto di vista assolutamente privilegiato il Parco nazionale di Port-Cros, spesso definito come un “paradiso sull’acqua” per via della flora e fauna marine, ma anche per le piccole isole, promontori, insenature, cale e “praterie” sommerse di cui è forgiato.

Imperdibile è anche Bormes-les-Mimosas, classificato come uno dei villaggi più fioriti di Francia, che risulta particolarmente interessante per il suo centro storico che lo fa sembrare un presepe provenzale. Ma non è tutto, perché qui prende vita quella che è ritenuta una delle baie più belle del pianeta intero, anche grazie al suo impegno per un turismo responsabile e sostenibile.

Infine (ma vi ricordiamo che le tappe da poter fare sono molte di più) Roquebrune-sur-Argens, un pittoresco villaggio diviso in 3 quartieri e ognuno dei quali contribuisce alla ricchezza del paesaggio situato tra mare e terra: questo piccolo ma suggestivo paese sorge ai piedi della roccia di Roquebrune ed è ideale per fare una completa immersione nella natura.

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Visitare Grasse in Francia: la città dei profumi della Provenza

Il profumo è l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza” diceva Coco Chanel che proprio a Grasse, cittadina della Provenza, ha dato vita a uno dei profumi più iconici di tutto il mondo: Chanel N. 5. Situata nella Costa Azzurra, non lontano da Nizza, da Cannes e dai rinomati borghi di Vence e Saint-Paul-de-Vence, questa località di circa 50.000 abitanti è considerata a tutti gli effetti la capitale del profumo.

L’arte della profumeria di Grasse, infatti, è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO nel 2018 e può essere scoperta con un viaggio a spasso tra le stradine del borgo medievale, decorato con davanzali fioriti e piccole botteghe, o visitando i campi dove, da generazioni, le famiglie locali coltivano i fiori destinati alla creazione delle fragranze più amate. Scopriamo la storia al profumo di gelsomino di questa città e come visitarla per portarvi a casa un’esperienza sensoriale completa.

Grasse: dove si trova e la sua storia

Un borgo delicato e autentico quello di Grasse, situato tra le colline della Provenza, nel territorio delle Alpi Marittime. Ben collegata con i centri turistici più frequentati, offre un’atmosfera tranquilla con paesaggi che sembrano usciti direttamente da un quadro Impressionista. Visitare Grasse è senza dubbio un’ottima idea dall’inizio della primavera fino all’estate inoltrata: in questo periodo potrete godere di eccezionali panorami, stupefacenti fioriture e percorrere strade panoramiche tra i campi dove tutto profuma di lavanda, gelsomino e fiori di arancio.

In passato, però, Grasse si dedicava a tutt’altra economia: come gran parte della Provenza, nel Medioevo tutto ruotava attorno alla lavorazione della pelle che, una volta conciata, veniva portata a Genova e Pisa, due città con le quali Grasse aveva stretto un’importante alleanza commerciale. Seppur i prodotti venissero considerati i migliori al mondo, presentavano un difetto che le eleganti corti francesi non potevano sopportare: l’odore.

È in questo momento che il destino di Grasse comincia a essere scritto grazie all’intervento di Caterina de’ Medici, conosciuta per il suo amore nei confronti della moda e del lusso. Per ovviare al problema dei guanti maleodoranti, si rivolse al fiorentino Tombarelli affinché usasse la sua arte per trasformare i petali selvatici in essenze preziose per aromatizzare i guanti delle nobildonne di corte.

La produzione di profumi diede inizio alla coltivazione di piante ricercate oltre a tantissime varietà di fiori, dalle violette ai gelsomini, dalle rose alla lavanda: favorito ovviamente dal clima mite della regione, questo input è la ragione della tradizionale abbondanza di fiori in Provenza, nonché dell’estensiva coltivazione di lavanda che caratterizza e colora le sue colline, a partire proprio da quelle che circondano Grasse, da sempre il cuore della fabbricazione dei profumi.

Borgo Grasse Provenza

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Vista del borgo medievale di Grasse

Grasse: cosa vedere

Una giornata a Grasse, considerato un luogo iconico in Francia grazie alla sua tradizione legata ai profumi, si svolge tra l’esterno delle stradine del borgo e l’interno delle antiche profumerie, dove in alcune potrete creare la vostra fragranza personalizzata.

A spasso nel borgo medievale

Il centro storico è ricco di monumenti e palazzi risalenti al XVII e XVIII secolo, che convivono con palazzi nobiliari dell’800 e ville del ‘900. Cominciate da qui la vostra passeggiata alla scoperta di Grasse e percorrete le strade medievali della Vieux-Grasse fino Place aux Aires che, con i suoi portici, è considerata il cuore pulsante e commerciale del borgo, ricco di negozi e bistrot. Una tappa imperdibile è sicuramente la cattedrale di Notre-Dame-du-Puy, realizzata in stile gotico, contraddistinta da ampie vetrate raffiguranti i quattro evangelisti e custode dei dipinti realizzati da alcuni artisti famosi come Rubens, Fragonard e Charles Nègre.

Prima di oltrepassare la soglia delle antiche profumerie, fate un salto nel Museo Internazionale della Profumeria. Il museo, aperto nel 1989, è molto interessante perché affronta con approccio antropologico tutti gli aspetti della storia delle fragranze: dalle materie prime utilizzate alla loro fabbricazione, dal commercio al design, fino agli usi attraverso le forme più diverse come oggetti d’arte, tessuti, reperti archeologici e pezzi unici.

Le antiche profumerie di Grasse

I nomi dei profumieri più famosi sono Galimard, Molinard e Fragonard, che offrono visite guidate ai rispettivi musei e/o alla fabbrica. Il marchio più conosciuto è sicuramente Fragonard, il cui stabilimento è situato in posizione centrale all’interno di una conceria del XVIII secolo. Al suo interno troverete un piccolo museo, una boutique e le sale di produzione. Al marchio Fragonard sono legati anche il Museo Provenzale del Costume e del Gioiello, il Museo Fragonard e la fabbrica laboratorio nel villaggio di Éze.

Anche Molinard è una profumeria molto antica che trasmette i suoi saperi di generazione in generazione. Il suo stabilimento è uno dei più particolari perché la sala della distilleria, dove la ditta si trasferì nel ‘900, fu progettata da Gustave Eiffel. Infine il marchio Galimard, nato nella seconda metà del 1700, dove potete partecipare a diversi workshop dedicati alla creazione del profumo, un’esperienza unica che renderà il vostro viaggio a Grasse ancora più indimenticabile perché potrete indossarlo e portarlo sempre con voi.

Museo Fragonard Grasse

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Il museo dell’antica profumeria Fragonard