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Rabat, la Capitale sottovalutata del Marocco tra arte, oceano e vita vera

Rabat finisce spesso in fondo alla lista dei desideri, messa in ombra dalle ben più famose Marrakech, Fès e Casablanca. Chi la guarda da lontano la immagina grigia, politica e noiosa. Invece la realtà è abbastanza diversa (e per fortuna!). La città è equilibrata, seria senza essere rigida e accogliente senza trasformarsi in un luna park per turisti. Ha il passo calmo delle Capitali che non devono dimostrare nulla, l’aria fresca dell’Atlantico che addolcisce il clima e un ritmo quotidiano che sembra più europeo che nordafricano.

Questa sobrietà la fa passare inosservata, ma è proprio lì che sta il valore: Rabat incanta senza effetti speciali e resta impressa proprio per la sua normalità ben fatta. Chi arriva con poche aspettative se ne va convinto di aver scoperto una località vera, spesso ignorata da chi segue solo le mete famose.

Cosa vedere a Rabat

La forza della Capitale del Marocco è la somma: storia stratificata, architettura coloniale in ottimo stato, musei curati, quartieri pianificati con criterio e oceano a un passo. Qualsiasi zona mostra un volto diverso e insieme costruiscono una città più complessa di quanto suggerisca la sua fama tiepida.

Kasbah degli Oudaïa

Edificata nell’XII secolo per proteggere l’estuario del Bou Regreg, la Kasbah degli Oudaïa è un labirinto di vicoli bianchi e blu che scendono verso l’oceano. Le sue porte in stile almohade, con archi a ferro di cavallo e decorazioni scolpite nella pietra, mostrano la precisione architettonica del periodo. Dal belvedere si vede l’Atlantico e la città nuova sullo sfondo. All’interno, il Jardin des Oudaïa aggiunge un tocco geometrico, poetico e silenzioso.

Torre di Hassan e Mausoleo di Mohammed V

Nata come parte di una moschea gigantesca del XII secolo, la Torre di Hassan doveva essere uno dei minareti più alti del mondo islamico. È rimasta incompiuta, ma la sua imponenza è senza dubbio intatta. Accanto, il Mausoleo di Mohammed V, inaugurato nel 1971, unisce marmo bianco, mosaici zelij e legno di cedro scolpito. Le guardie reali sorvegliano l’ingresso in uniforme cerimoniale, ma senza teatralità.

Necropoli di Chellah

Un luogo che sembra sospeso è Chellah, prima colonia romana e poi necropoli merinide nel XIV secolo. Le rovine sono invase da cicogne e da erba alta, e questo equilibrio tra storia e natura è ciò che lo rende speciale. Le colonne romane, le mura merinidi e le vasche delle antiche terme convivono nello stesso spazio, quasi come a sembrare una rovina viva.

Medina di Rabat

La Medina di Rabat risale al XII secolo ed è più raccolta rispetto a quelle di Fès o Marrakech. Le strade sono più larghe, segno del riordino francese durante il Protettorato, e la pulizia è sorprendente. Porte in legno di cedro, finestre in ferro battuto e colori tenui fanno comprendere che è una medina che non cerca l’effetto scenico, e proprio per questo convince.

Ville Nouvelle

Costruita dai francesi nei primi decenni del Novecento, Ville Nouvelle è la parte pianificata della città. Boulevard ampi, facciate art déco, caffè storici, ministeri e giardini con palme alte e ficus secolari rendono ogni passo un momento impossibile da dimenticare.

Jardin d’Essais Botaniques

Un parco disegnato nel periodo del Protettorato francese, concepito come laboratorio botanico e giardino ornamentale, è il Jardin d’Essais Botaniques. Qui tutto è caratterizzato da ampie prospettive, palme, piante tropicali e una calma che sembra fuori dal tempo.

Cattedrale di San Pietro

La Cattedrale di San Pietro è stata edificata nel 1930 in pieno stile art déco, con facciata bianca e torri gemelle che si vedono da lontano. L’interno è essenziale, luminoso, più razionale che religioso.

Cosa fare a Rabat

Dalle premesse fatte, appare piuttosto evidente che Rabat non cerca applausi. Le attività migliori, infatti, nascono dall’osservare, respirare l’aria dell’Atlantico, camminare tra vicoli, piazze e quartieri e comprendere il ritmo della città. Tra le esperienze da non perdere ci sono:

  • Scoprire mercati e suq della medina: tra spezie, tessuti, ceramiche e cuoio, osservare i dettagli, le incisioni sui legni e sui metalli dà più informazioni sulla città di quanto farebbe una qualsiasi guida cartacea.
  • Provare la cucina locale: ristoranti familiari e taverne senza fronzoli servono piatti tradizionali, dai tajine di agnello o pesce al couscous e alla harira.
  • Visitare i musei: ce ne sono sia di grandi e moderni che di più piccoli e specifici.
  • Osservare il tramonto sull’Atlantico: le spiagge di Oudayas e il lungomare offrono uno spettacolo semplice ma potente. Le onde, il vento e le barche dei pescatori creano un’atmosfera reale, senza artifici.
  • Escursione a Salé: in pochi minuti di traghetto si attraversa il Bou Regreg e si arriva presso una medina più vissuta, meno turistica, e in cui i vicoli narrano storie di corsari e commercianti. La differenza tra le due città è evidente, perché Salé mostra la vita popolare in modo diretto, Rabat un’incredibile calma ordinata (soprattutto se paragonata ad altre città marocchine).
  • Vita notturna: la sera Ville Nouvelle e Avenue Mohammed V si animano di famiglie e giovani. Piccoli ristoranti, pasticcerie storiche, caffè e locali consento di osservare la Capitale in movimento, ma rigorosamente senza fretta (come fanno i suoi abitanti).

Come arrivare

Dall’Italia arrivare a Rabat è semplice, anche se non ci sono voli da ovunque. Le compagnie low cost e quelle tradizionali collegano Milano, Roma e qualche altra città dello Stivale con l’aeroporto Rabat-Salé, alcune volte con uno scalo a Casablanca o a Marrakech. Dall’aeroporto al centro città bastano venti-trenta minuti in taxi o navetta: le strade sono larghe e ordinate, il traffico tendenzialmente gestibile, e il primo contatto con il vento dell’Atlantico rende subito chiaro che si è arrivati in una Capitale diversa dal solito Marocco turistico.

Capitale del Marocco, Rabat

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La bellissima Capitale del Marocco

Chi si trova già in questo sorprendente Paese può scegliere tra treno, auto o bus. La stazione di Rabat Ville è collegata a Casablanca, Fès, Marrakech e Tangeri con treni moderni e puntuali. I convogli regionali lungo la costa permettono di muoversi tra Rabat e Salé in pochi minuti. In auto, le autostrade principali sono ben tenute e segnate; parcheggiare in centro non è quasi mai un grande problema, e le vie ampie rendono gli spostamenti piuttosto semplici.

In generale, raggiungere Rabat significa entrare in una città senza troppo stress: poco caos da grande Capitale e nemmeno accoglienza con eccessivo traffico caotico. Si arriva, si respira l’aria salata dell’oceano e si capisce subito che qui la città vive a un ritmo suo, preciso e misurato.

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Lontano dal caos di Marrakesh c’è una valle magica che pochi conoscono

A pochi chilometri dal cuore pulsante di Marrakesh, lontano dal caos e dalla confusione della medina e dei suoi affollati souk, si trova una valle magica che pochi turisti conoscono: la valle dell’Ourika.

Questo angolo di Marocco rappresenta un rifugio naturale e culturale, dove paesaggi mozzafiato si uniscono a tradizioni millenarie, regalando esperienze autentiche e indimenticabili.

Situata ai piedi delle imponenti montagne dell’Alto Atlante, la valle è una meta ideale per chi desidera scoprire un volto diverso del Marocco, fatto di natura selvaggia, giardini rigogliosi e comunità locali orgogliose della propria identità.

La natura incontaminata e la vita rurale nella valle dell’Ourika

La valle dell’Ourika si estende a circa 32 chilometri dalla vivace Marrakesh, in Marocco, e sorprende per la sua natura incontaminata, che si sviluppa lungo il corso del fiume Ourika.

La valle dell’Ourika in Marocco

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La Valle Ourika e il suo fiume

Qui si incontrano uliveti, giardini di zafferano, frutteti di cachi, kumquat e clementine, immersi in un paesaggio che coniuga la fertilità della valle con l’imponenza delle montagne.

La biodiversità è particolarmente ricca: è possibile avvistare impronte di cinghiali ovunque – la loro carne è considerata haram, proibita ai musulmani – e ci sono segnali di un possibile ritorno dei lupi africani nelle zone più remote.

L’acqua di disgelo primaverile rappresenta la linfa vitale per l’agricoltura locale, fondamentale per sostenere la popolazione e preservare le tradizioni agricole.

La vita rurale si svolge ancora secondo ritmi antichi: le comunità locali utilizzano rimedi naturali come il fumo di foglie di oleandro per scopi antisettici e coltivano piante e spezie utilizzate da generazioni.

La valle è anche un luogo dove si può vivere l’ospitalità amazighberbera – caratterizzata da un’accoglienza calorosa e tradizionale, che permette ai visitatori di immergersi nella cultura locale e assaporare piatti tipici preparati con ingredienti freschi e genuini.

Giardini e cultura: un viaggio tra tradizioni e arte

Oltre alla natura, la valle dell’Ourika offre un’esperienza culturale altrettanto affascinante. Tra i luoghi da non perdere ci sono il Giardino Anima, creato dall’artista austriaco André Heller, un’oasi di giardini tropicali e sculture mistiche che nasce su una terra un tempo arida, e il Jardin du Safran, dove si può scoprire il processo di coltivazione e raccolta dello zafferano, noto come il “oro rosso” marocchino.

Il tè allo zafferano, delicato e profumato, rappresenta una delle specialità locali da assaggiare durante la visita. I mercati rurali, che ruotano quotidianamente tra i villaggi, offrono un’autentica esperienza di shopping a confronto con i vivaci souk di Marrakesh. Qui si trovano spezie, prodotti freschi, datteri locali e artigianato tradizionale.

C’è poi il villaggio di Tafza, specializzato nella ceramica, dove è possibile osservare la lavorazione artigianale e partecipare a corsi di ceramica, mantenendo vive tecniche antiche e storie locali, nonostante le difficoltà causate da eventi recenti come il terremoto del 2023.

Le cascate di Setti Fatma: la gemma nascosta della valle

La valle dell’Ourika è famosa anche per la sua attrazione naturale più popolare: la serie di sette cascate nel villaggio di Setti Fatma. Questo sito attrae numerosi visitatori, specialmente nei fine settimana, quando le rive del fiume si riempiono di caffè all’aperto e di piatti tradizionali come la tangia e il tajine. Tuttavia, molti turisti si limitano a visitare la prima cascata, perdendo l’opportunità di esplorare le altre più nascoste.

Le cascate di Setti Fatma in Marocco

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Cascata Setti Fatma di Ourika

Attraverso sentieri panoramici e stretti passaggi, è possibile raggiungere la seconda, terza, quarta e la quinta cascata, dove una piscina naturale regala un’atmosfera di pace assoluta, ideale per picnic e momenti di relax lontani dal turismo di massa.

Il paesaggio mozzafiato è completato dalle imponenti cime innevate del parco nazionale del Toubkal, chiamato anche il “tetto d’Africa”. Questa combinazione di natura, cultura e tranquillità rende la valle dell’Ourika una delle destinazioni più affascinanti e meno conosciute nei dintorni di Marrakesh.

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“Il Nibbio”: dove è stato girato il film con Claudio Santamaria su Nicola Calipari

Il Nibbio ci riporta ai ventotto giorni che precedettero uno degli episodi più drammatici della storia recente italiana: il 4 marzo 2005, Nicola Calipari, alto funzionario del SISMI, perse la vita a Baghdad mentre cercava di proteggere la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata dopo un sequestro da parte di un gruppo armato iracheno. Attraverso una narrazione intensa e dettagliata, il film girato tra Roma e Marocco, ricostruisce non solo le fasi cruciali di quel mese teso e silenzioso, ma anche il ruolo decisivo che Calipari ebbe nelle missioni italiane in Iraq nei primi anni Duemila.

La sua azione fu guidata da un principio chiaro: salvare vite, in un contesto in cui ogni decisione poteva fare la differenza tra la guerra e la fragile possibilità della pace.  Il suo sacrificio ha lasciato una ferita ancora aperta. A distanza di anni, le circostanze della sua morte rimangono avvolte da interrogativi irrisolti, che continuano a pesare sulla memoria collettiva e sul senso di giustizia. Dal 29 maggio 2024 si sono svolte le riprese del film diretto da Alessandro Tonda con Claudio Santamaria protagonista, ma vediamo meglio quali sono state le location scelte dalla produzione.

Dove è stato girato

Il Nibbio non è soltanto un film: è anche un’occasione per interrogarsi, senza retorica, sui rapporti di forza che governano i conflitti. Attraverso la lente del racconto, si aprono scenari dove potere, diplomazia e violenza si intrecciano in territori segnati dalla guerra e dalla miseria. In questo contesto, le tensioni di vent’anni fa dialogano sorprendentemente con il presente, rendendo la vicenda di Nicola Calipari ancora urgente, ancora viva.

Il Nibbio film

Ufficio stampa

Una scena del film Il Nibbio

Il Marocco era necessario

Per restituire al pubblico l’intensità e la complessità della Baghdad del 2005, la produzione ha compiuto uno sforzo enorme, curando ogni dettaglio scenografico con rigore quasi documentaristico. Molte delle sequenze più dinamiche e drammatiche sono state girate in ambientazioni mediorientali, scelte non solo per l’impatto visivo, ma per garantire autenticità e coerenza storica. Il Marocco, in particolare, è stato selezionato come location principale per ricreare la Baghdad dell’epoca, offrendo paesaggi, strutture e atmosfere in grado di evocare fedelmente il contesto iracheno. Anche Dubai ha ospitato parti cruciali delle riprese, aggiungendo profondità e varietà visiva alla narrazione. Anche Rabat e Tangeri ospitano set di strade, checkpoint e scenari urbani mediorientali.

All’estero, il supporto del MAECI, dell’Ambasciata Italiana in Marocco e dell’Ufficio del Re è stato determinante per girare in aree militari e impiegare mezzi speciali necessari a restituire l’atmosfera reale di Baghdad in pieno conflitto. Il progetto non sarebbe stato possibile senza il contributo diretto della famiglia Calipari, che ha approvato la sceneggiatura e partecipato attivamente alla realizzazione del film. A questo si è aggiunto il fondamentale sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione istituzionale con l’AISE, il DIS, la Polizia di Stato, la Prefettura e la Questura di Roma. Fondamentale anche il supporto culturale offerto dalla Fondazione Med-Or, che ha accompagnato il progetto fin dalle sue fasi iniziali.

Palazzo Chigi

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Palazzo Chigi

Il Nibbio a Roma

Le scene girate a Roma hanno beneficiato di autorizzazioni speciali per accedere a luoghi di alta rilevanza strategica, come Forte Braschi, sede dei servizi di intelligence, oltre alla Presidenza del Consiglio, la Prefettura e la Questura. Questo ha permesso al film di mantenere un alto livello di verosimiglianza anche nelle ambientazioni italiane. Forte Braschi, nel quartiere Trionfale, è sfruttato soprattutto nei flashback del film come centro operativo; Palazzo Chigi a Piazza Colonna rappresenta gli uffici del Governo come nella realtà; e la Questura di Roma insieme alla Prefettura e Presidenza del Consiglio sono state utilizzare come sfondi di conferenze stampa, riunioni e incontri con la Digos. Una casa nel quartiere di Prati ha ospitato le riprese del film, mentre all’Aventino è stata ricostruita la sartoria che si vede nel film. Infine Castel San Pietro Romano, il Lungotevere, Rione Testaccio e Trastevere hanno fornito alcuni scorsi di Roma anni 2000, alternando centro storico e atmosfere più popolari.

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Dal Marocco all’Asia centrale: le location mozzafiato di Rambo III

Le trafficate strade di Bangkok, i sereni monasteri buddisti di Lamphun e gli affascinanti paesaggi desertici dell’Arizona sono stati luoghi testimoni di un successo. Quando si parla di film d’azione iconici degli anni ’80, Rambo III occupa un posto d’onore. Diretto da Peter MacDonald e interpretato da Sylvester Stallone nel ruolo del veterano di guerra John Rambo, il film si distingue non solo per le sue sequenze esplosive e i combattimenti spettacolari, ma anche per le sue ambientazioni mozzafiato. In questo terzo capitolo Rambo è in missione per salvare il suo ex amico e comandante, il colonnello Sam Trautman (Richard Crenna) che è stato catturato dalle forze militari sovietiche.

Sylvester Stallone raccontò al Los Angeles Times di aver valutato diverse location nel sud-ovest americano prima di decidere che l’atmosfera fosse quella giusta. “Per un po’ abbiamo parlato di girare questo film in Arizona o in Nevada” ha detto l’attore, “ma poi ho pensato: ‘Ehi, cosa faranno tutti? Giocheranno a dadi ogni sera dopo le riprese?‘”. La troupe si concentrò quindi sulle location all’estero. Secondo il Times, visitarono Italia, Marocco e Australia, costruirono e demolirono set per un valore di 5 milioni di dollari in Messico prima di partire per Israele.

Chiang Mai Thailandia

Fonte: iStock

Chiang Mai, Thailandia

Dove è stato girato

Grazie a una sapiente combinazione di location naturali, set costruiti e trucchi cinematografici, il film riesce a dare vita a un Afghanistan drammatico e cinematografico, pur restando ben lontano dai suoi confini. Crenna ha affermato che c’era una tensione autentica durante le riprese in Israele a causa delle tensioni persistenti: “Ogni giorno attraversavamo un posto di blocco militare per raggiungere il set, poi indossavamo i nostri costumi da soldato e ‘andavamo in guerra‘” ha detto. “Poi, quando i jet volavano sopra di noi, guardavamo in alto e ci chiedavamo dove stessero andando, o dove fossero stati“. Alcune parti del film sono state girate vicino a Sodoma, dove le temperature raggiungevano i 50 gradi Celsius, e il cast e la troupe, così numerosi, consumavano quasi 1600 litri d’acqua al giorno.

La posizione remota del set ha presentato anche sfide logistiche. Trasportare la pesante attrezzatura militare utilizzata nel film è stato difficile e costoso, e il cast e la troupe hanno dovuto alloggiare a quasi un’ora dal set che a sua volta distava mezz’ora dagli stabilimenti di produzione. Molte delle scene che nel film rappresentano il paesaggio afghano sono state girate in Israele, in particolare nel deserto del Negev e nella regione montuosa del Golan. Il kibbutz Eilot, vicino a Eilat, ha ospitato alcune sequenze chiave. La vasta distesa di rocce, sabbia e cielo terso si è rivelata perfetta per rappresentare la polverosa frontiera afghana. Anche la città vecchia di Jaffa e alcune zone rurali nei pressi di Tel Aviv sono state utilizzate per simulare villaggi e avamposti sovietici, dimostrando la versatilità delle location israeliane nel ricreare ambientazioni storiche e geografiche lontane.

Thailandia: il rifugio spirituale di Rambo

Il film si apre con un Rambo ritiratosi nella pace della Thailandia, dove si dedica alla vita monastica e combatte con i bastoni per sport. Queste sequenze sono state girate a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, in particolare nei pressi di templi buddisti autentici e in paesaggi lussureggianti. Il contrasto tra la pace spirituale del tempio e l’imminente richiamo alla guerra contribuisce a rafforzare il dilemma interiore del protagonista.

La scena iniziale ricca d’azione di Rambo III si svolge nel cuore della vivace capitale thailandese, Bangkok. Il colonnello Sam Trautman torna indietro per reclutare John J. Rambo per la sua missione. Il film ci presenta Rambo attraverso la sequenza del combattimento in cui emerge trionfante di fronte a una folla affascinata in una struttura in rovina. Questa scena mozzafiato è stata girata vicino al tempio buddista di Wat Sangkrachai Worawihan, nel quartiere Wat Tha Phra di Bangkok. La capitale thailandese è una metropoli vivace con una miriade di templi, una vivace cultura di strada e un vasto sistema di canali alimentati dal fiume Chao Phraya, popolato di barche.

Arizona

Fonte: iStock

Arizona

La maestosa area di Rattanakosin, con il suo grande palazzo e il venerato tempio Wat Phra Kaew, è scavata nel fiume che la costeggia. Nelle vicinanze si trova il famoso tempio Wat Pho, noto per il suo enorme Buddha sdraiato. Dall’altra parte del fiume, lo straordinario tempio Wat Arun affascina con le sue ripide scalinate e la caratteristica cima in stile Khmer. Il più grande aeroporto internazionale di Bangkok, Suvarnabhumi, è il punto di atterraggio perfetto per un volo verso questa destinazione.

Arizona e Stati Uniti

Anche se in modo molto limitato, alcune brevi sequenze furono girate negli Stati Uniti, in particolare in Arizona. Gli scenari desertici dell’Arizona furono utilizzati per completare alcune riprese aggiuntive, sfruttando l’ambiente simile ma più accessibile rispetto alle location mediorientali. Rambo riesce a uccidere Zaysen lanciando un carro armato contro l’elicottero del colonnello sovietico, che inizialmente aveva cercato di danneggiare con una molotov consegnatagli da un uomo a cavallo. Sorprendentemente, Rambo sopravvive all’esplosione che ne consegue ed emerge dal carro armato.

Al termine della battaglia, Rambo e Trautman salutano i loro alleati mujaheddin e lasciano l’Afghanistan per tornare a casa. Questa sequenza culminante è stata girata a Fort Yuma, situato nello Yuma Territorial Prison State Historic Park in Arizona. Il carcere territoriale di Yuma fu inaugurato nel 1876 e da allora è stato immortalato in diversi film e serie tv. Oggi, questo sito storico è gestito e mantenuto come museo dall’Arizona State Parks.

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Fughe di primavera con i bambini: 10 idee per organizzare un viaggio durante i ponti primaverili

La primavera porta vita e molta voglia di uscire di casa e partire. Con i bambini poi è il momento ideale dell’anno per viaggiare: non fa più freddo ma neanche ancora troppo caldo; le destinazioni non sono affollate; i prezzi sono ancora accessibili (cosa non da poco se si viaggia in tanti) e con pochi giorni di assenza e ferie ci si riesce a ritagliare un bel periodo di vacanza. Insomma, approfittare dei ponti di primavera, tra Pasqua, 25 aprile e 1 maggio è un must per i viaggiatori in famiglia. Ecco 10 idee per una fuga primaverile coi bambini, cercando di non andare eccessivamente lontano senza rinunciare alla sensazione di  vacanza e scoperta.

Marocco, il Nord o il deserto

Il Marocco è una meta piuttosto facile dall’Italia, anche per chi viaggia con bambini. I servizi sono all’altezza di quelli europei, e i principali aeroporti internazionali (Tangeri, Marrakech o Casablanca) si raggiungono in poche ore dalle principali città italiane con voli diretti, di compagnia di bandiera o  low cost. A seconda dei giorni a disposizione si può costruire un itinerario in Marocco baby friendly, fattibile e non stressante anche per i piccoli viaggiatori. Il Nord è ancora poco turistico: dopo un paio di giorni a Tangeri, ci si può affacciare sul  punto di unione tra Mediterraneo e Atlantico; o ancora visitare la città blu di Chefchaouen; Asilah con i suoi murales artistici e la città bianca di Tétouan. Per chi preferisce andare sul classico, Marrakech con escursione nel deserto è una garanzia se si viaggia con i bambini, notte nel deserto e escursione su dromedario inclusi.

marocco bambini

Fonte: AS

Il Marocco è un’ottima destinazione per una vacanza con bambini

Valencia, la citta baby friendly

Valencia è una delle città più a portata di famiglie d’Europa. I grandi Giardini del Turia sono la prima tappa, con la Città delle Arti e delle Scienze, simbolo indiscusso della città, che ospita l’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa, che offre un’esperienza immersiva sul mondo marino, con 45.000 esemplari appartenenti ad oltre 500 specie marine, e il Museo delle Scienze, con curiosità scentifiche, esposizioni e attività pratiche. Lungo il lungo parco si incontrano diverse aree gioco: imperdibile il Gulliver, l’area gioco di scivoli e corde ispirata alla celebre storia di Gulliver’s Travels, dove arrampicarsi come piccoli lillipuziani. Il centro di Valencia si visita in una giornata e sono organizzati diversi tour a misura di bambini. Da non perdere, una tappa nelle grandi spiagge Las Arenas e Malvarosa con i giochi direttamente sulla sabbia e, per chi ama il genere, il Bioparc che ospita oltre 150 specie diverse e più di 4.000 animali. Con più tempo a disposizione, il Parco Naturale dell’Albufera è un grande lago d’acqua dolce, circondato da paludi e canneti. Qui si può partecipare a giri su barche tradizionali con pranzo a base di paella. Cosa non perdere? Una merenda a base di churros e horchata!

valencia family friendly

Fonte: AS

La Città delle Arti e delle Scienze, uno dei complessi architettonici e culturali più affascinanti e innovativi d’Europa

Parigi e Disneyland

Un weekend lungo a Parigi con tappa a Disneyland è perfetto per un ponte primaverile con i bambini. Il primo giorno si può dedicare al parco, che si trova a soli  30 km dal centro, arrivando presto per godersi le attrazioni principali come il Castello della Bella Addormentata, It’s a Small World e Pirates of the Caribbean. La parata e lo spettacolo serale chiudono la giornata in magia. Il secondo e il terzo giorno sono da dedicare alla città, a cominciare dalla iconica Torre Eiffel, magari con un picnic nei giardini sottostanti, e dal Sacro Cuore. Una crociera sulla Senna è un’opzione per vedere i monumenti senza troppa fatica. Tra i musei più amati dai bambini a Parigi spiccano il Muséum National d’Histoire Naturelle, con la spettacolare parata di animali nella Grande Galerie de l’Évolution; il Musée en Herbe, pensato per avvicinare i più piccoli all’arte attraverso il gioco; il Centre Pompidou, dove la Galerie des Enfants propone attività creative coinvolgenti; e la Cité des Sciences et de l’Industrie, che offre un modo interattivo e stimolante per esplorare il mondo della scienza e della tecnologia.

In Slovenia, tra natura e relax

Raggiungibile anche in automobile, per una partenza last minute, la Slovenia vanta diverse proposte per tutta la famiglia. Tra le tante, Bohinj è certamente una destinazione a misura di  bambini. Qui, immerso nel Parco Nazionale del Triglav, il Zlatorog Fairy Trail conduce i bambini in un percorso fiabesco tra boschi e leggende locali; mentre il Museo dell’Arte Casearia Alpina racconta la tradizione del formaggio di montagna con esposizioni interattive. Per chi ama l’avventura, il lago di Bohinj è il luogo ideale per provare il kayak e il canottaggio, oppure cimentarsi nell’arrampicata, con pareti adatte anche ai principianti. Per una pausa di puro relax e divertimento, le Terme Čatež, sono il più grande parco termale per famiglie dell’Europa centrale, e propongono attrazioni irresistibili come l’Isola dei Pirati e lo Gnomo di Čatež, oltre a un’ampia scelta di piscine, scivoli e giochi d’acqua adatti a tutte le età.

Un’opzione conveniente per visitare la regione è la Julian Alps Card, che offre numerosi vantaggi per le famiglie: per ogni card acquistata da un adulto, un minore di 14 anni ne riceve una gratuitamente (per i bambini sotto i 6 anni è sempre gratis).

Azzorre, nel cuore dell’Atlantico

Se si cerca una destinazione europea, con tutte le garanzie igienico sanitarie del caso, a poca distanza dall’Italia ma completamente diversa come paesaggi, le Azzorre sono la destinazione giusta. Le isole più comode sono certamente São Miguel, la principale, e Terceira, raggiungibili con volo diretto da Milano. L’ideale sarebbe dedicare almeno 5 giorni a ognuna, e con più tempo a disposizione si possono raggiungere altre isole con voli interni o traghetti. Le isole sono diverse tra loro ma tutte molto attive. Qui è possibile avvistare balene e nuotare con i delfini in escursioni guidate adatte anche ai più piccoli. Le spiagge di sabbia nera e le piscine naturali nella roccia lavica garantiscono un bagno sicuro anche in pieno oceano, mentre le fonti termali di São Miguel sono un’esperienza rilassante tutto l’anno, anche per i bambini. Gli amanti della natura possono esplorare sentieri panoramici e crateri vulcanici con trekking adatti a ogni età. Per una pausa golosa, le fattorie di formaggi permettono di conoscere da vicino le mucche al pascolo e assaggiare prodotti tipici.

azzorre coi bambini

Fonte: Visit Azores

Delfini che fanno il bagno nelle acque delle Azzorre

Lanzarote, l’isola nera

Nelle isole Canarie, Lanzarote è un’isola perfetta per i bambini, con paesaggi vulcanici unici. Pur essendo Spagna, le Canarie si trovano molto a Sud, all’altezza del Sahara Occidentale, e questo garantisce un clima piacevole e primaverile tutto l’anno. L’isola si raggiunge con voli diretti anche low cost da diverse città italiane ed è relativamente piccola, per cui noleggiando un’auto si può visitare anche in pochi giorni. Da non perdere con i bambini: il Parco Nazionale di Timanfaya permette di vedere da vicino i vulcani e assistere a esperimenti e dimostrazioni con il calore della terra (il giro in bus all’interno del parco è una buona proposta). Il Giardino dei Cactus ospita oltre 1.200 specie di piante grasse; mentre il  Jameos del Agua è un complesso unico di grotte e tunnel vulcanici assolutamente da visitare. Per il bagno, le piscine naturali di Punta Mujeres e Los Cocoteros che si riempiono di acqua oceanica durante l’alta marea, garantiscono quando la marea si abbassa acque calme e sicure. Per chi preferisce la sabbia, le spiagge di Arrieta e Playa Blanca sono ideali per i più piccoli. Il lago verde di El Golfo è uno spettacolo naturale e di colori e, infine, un’escursione a La Graciosa è un must per vivere un’avventura in una natura incontaminata.

lanzarote

Fonte: 123RF

Lanzarote, meta ideale tutto l’anno

Egitto, in crociera

L’Egitto è una meta affascinante anche per le famiglie, e relativamente vicina e accessibile anche economicamente per i diversi pacchetti proposti tutto l’anno. Una crociera sul Nilo è il modo ideale per scoprirlo senza stress, a bordo di grandi navi super accessoriate per un viaggio tra storia e avventura, e per esplorare da vicino i templi millenari evitando lunghi trasferimenti via terra. Dai vari porti, le escursioni sono pensate per tutte le età, e includono la visita alle maestose piramidi di Giza e ai templi di Luxor e Karnak. Il fascino dell’Aswan High Dam e la navigazione sulle tradizionali feluche sono particolarmente suggestive. A bordo durante il viaggio non mancano spazi e momenti per il relax, l’animazione e il divertimento in piscina. Per rendere il viaggio ancora più speciale, si può concludere con qualche giorno di mare sul Mar Rosso, tra spiagge di sabbia fine e fondali ricchi di pesci colorati, perfetti anche per i piccoli amanti dello snorkeling.

Alsazia, come in una favola

E che dire di qualche giorno nel nord-est della Francia? In Alsazia (ci si arriva in auto o volando su Strasburgo), a Colmar, le case a graticcio colorate e i canali della “Piccola Venezia” sembrano usciti da una favola; il Musée du Jouet invece entusiasma i più piccoli con una collezione di giocattoli d’epoca e trenini in miniatura. Da non perdere, Eguisheim è un pittoresco borgo alsaziano, con le stradine acciottolate, case colorate e mulini, che offrono ai bambini un’esperienza affascinante e divertente.

Da segnare anche: il Parco delle Cicogne di Hunawihr, dove i bambini possono scoprire l’animale simbolo dell’Alsazia; e il Castello di Haut-Koenigsbourg, con le sue torri e i passaggi segreti, perfetto per sentirsi piccoli reali. Per un’esperienza più avventurosa, il Parco del Piccolo Principe, ispirato al celebre racconto, ospita giostre, labirinti e mongolfiere che volano sulla campagna alsaziana. Ai più golosi, consigliamo le pasticcerie locali che propongono bretzel e kougelhopf, dolci che conquistano grandi e piccini.

Eguisheim, Alsazia

Fonte: iStock

Il villaggio di Eguisheim in Alsazia

Comacchio, al delta del Po

Se si preferisce optare per qualcosa di meno impegnativo, Comacchio e il Delta del Po sono una meta perfetta per una gita primaverile con i bambini, tra natura, avventura e sport. Qui si può esplorare la laguna a bordo di piccole imbarcazioni, osservando da vicino fenicotteri rosa e aironi che popolano il Parco del Delta. Il Museo del Delta Antico racconta con un linguaggio semplice e coinvolgente la storia della zona, tra antichi relitti e tesori sommersi. Per i più piccoli, il Parco del Capanno di Garibaldi propone passeggiate facili tra boschi e canali; per i più sportivi le Valli di Comacchio sono perfette da esplorare in bicicletta, con percorsi e ciclabili be segnalati, pianeggianti e immersi nella natura. Dopo una giornata all’aria aperta, una pausa sulle spiagge di Lido di Spina o Porto Garibaldi è la meritata conclusione, per rilassarsi e giocare sulla sabbia già tiepida sotto il sole primaverile.

Valli di Comacchio

Fonte: iStock

Le Valli di Comacchio

Puglia, in Valle d’Itria

Per un mix perfetto di cultura e natura, la Valle d’Itria in Puglia rappresenta una meta ideale, specialmente in primavera, quando il clima è mite e piacevole, lontano dal caldo afoso e dalla folla tipica della stagione estiva. Questa zona è famosa per i suoi paesaggi mozzafiato, dominati dai trulli di Alberobello, simbolo dell’architettura tradizionale pugliese, che offrono uno scenario fiabesco per con i bambini. La Valle d’Itria è anche una zona ricca di borghi incantevoli che sembrano usciti da una cartolina, come Locorotondo, con le sue stradine strette e case imbiancate a calce, e Cisternino, noto per il suo centro storico intatto e le piazzette d’altri tempi. Fuori dai centri storici, s possono percorrere sentieri che si snodano tra gli uliveti secolari, da abbinare magari alla visita di qualche masseria o frantoio alla scoperta dei segreti della produzione dell’olio. E proprio la gastronomia è un altro punto di forza: le gastronomie e le trattorie locali offrono piatti tipici della cucina pugliese, con menù ricchi di sapori che piacciono tanto ai grandi quanto ai più piccoli.

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Marocco con i bambini: tre itinerari per tutta la famiglia

Il Marocco è una destinazione relativamente comoda e facile per un viaggio in famiglia. Vicino e facilmente raggiungibile anche con volo diretto dall’Italia, il Marocco può essere un’ottima meta anche per chi non ha troppo tempo o un budget limitato a disposizione; o per chi vuole tentare per la prima volta un’avventura con i bambini in un Paese extra europeo. Ecco tre itinerari di massima per scoprire il Marocco con i bambini.

Itinerario 1: Il Nord del Marocco 

Il Nord del Marocco è ancora sottovalutato tra i turisti italiani, che preferiscono volare a Marrakech per visitare il Sud; eppure può essere un’ottima prima esperienza alla scoperta del Paese.

Tangeri, tra Africa e Europa

Il viaggio inizia a Tangeri, aeroporto di arrivo e città portuale che unisce influenze europee e marocchine. Recentemente riqualificata in diverse sue zone, Tangeri è una città che si visita facilmente e senza particolari stress. La prima cosa da fare è perdersi tra i vicoli stretti della Medina e dei suoi mercati, per poi camminare lungo le mura che si aprono in punti panoramici sul mare. La passeggiata lungo l’immensa spiaggia e la Marina sono appena state rifatte e sono uno sfogo perfetto per una pausa con i bambini dopo le visite. A differenza di quanto si possa immaginare, Tangeri è anche molto verde e i suoi parchi sono particolarmente vissuti, specialmente al tramonto.

Cap Spartel e Spiaggia di Achakar

A breve distanza da Tangeri, Cap Spartel segna il punto in cui il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico. Il faro è visitabile e circondato da un bellissimo giardino a strapiombo sul mare. Per chi ha tempo, la vicina spiaggia di Achakar (si trova proprio tra le grotte di Ercole e Capo Spartel) è ideale per una giornata di relax al mare e per un pranzo di pesce. Sempre sulla costa atlantica, a poca distanza dal faro, la Grotta di Ercole è una grotta oggi piuttosto turistica: si tratta di un vecchio granaio berbero dove, secondo la leggenda, si riposò Ercole dopo le sue dodici fatiche.

cap spartel, cartello

Fonte: AS

A Cap Spartel Mediterraneo e Atlantico si incontrano

Chefchaouen, da non perdere

Tappa imperdibile per chi visita il Nord è Chefchaouen, la celebre “città blu” situata tra le montagne del Rif. Le sue strade pittoresche e ultra fotografate, con le case dipinte in diverse tonalità di blu, sono particolarmente suggestive. L’unico consiglio è quello di perdersi tra le vie della Medina, che si apre nella grande piazza centrale. I bambini si divertiranno a scoprire gli angoli nascosti della città e le botteghe di artigianato locale. Per le famiglie amanti della natura, i dintorni offrono sentieri escursionistici adatti anche ai più piccoli.

Chefchaouen, cosa vedere

Fonte: AS

Scorcio della Medina blu di Chefchaouen

Tétouan, la città bianca del Nord

Situata ai piedi delle montagne del Rif, Tétouan è la città bianca del Nord, meno turistica ma altrettanto affascinante, con una delle medine più autentiche e ben conservate del Marocco, patrimonio dell’UNESCO. Qui, le famiglie possono passeggiare senza l’affollamento di altre città e visitare il Museo Archeologico per scoprire la storia della regione.

Asilah, un museo diffuso all’aria aperta

Sulla costa atlantica, Asilah è una cittadina tranquilla e perfetta per le famiglie. La Medina, tra le mura antiche, è un gioiellino di case e strade dipinte e artistiche, un vero e proprio museo diffuso all’aria aperta, a cui annualmente vengono aggiunti opere d’arte e dipinti. Il centro è quasi completamente pedonale e per questo molto comode in famiglia. Sotto la cittadina, la grande spiaggia consente di correre e rilassarsi senza stress. In estate, il Festival delle Arti di Asilah trasforma la città in una galleria d’arte a cielo aperto, dove si incontrano artisti di fama internazionale per creare nuovi murales e opere d’arte.

marocco bambini

Fonte: AS

La grande spiaggia di Asilah

Consigli pratici

L’itinerario si può costruire in base al tempo a disposizione. Per una fuga di un weekend si può visitare Tangeri e Cap Spartel, organizzando l’escursione con un taxi o un mini bus collettivo. Per le altre tappe meglio avere 5-7 giorni a disposizione e noleggiare una macchina può essere una buona opzione per gli spostamenti. Da Tangeri si può arrivare ad Asilah in treno; mentre Chefchaouen non è collegata con mezzi pubblici.

Per il pernottamento, meglio optare per riad o guesthouse a conduzione familiare, più accoglienti per i bambini.

Itinerario 2: Marrakech e il deserto, con tappa a Essaouira

L’itinerario più classico per un viaggio in Marocco prevede l’esperienza nel deserto, partendo da Marrakech.

Si parte da Marrakech

La città di Marrakech è un’esperienza sensoriale unica, a tratti travolgente. La piazza Jemaa el-Fnaa si anima dall’alba al tramonto con artisti di strada, musicisti e venditori ambulanti che non possono che lasciare a bocca aperta i più piccoli. Da non perdere, i Giardini Majorelle con piante esotiche e colori vivaci; e l’iconico Palazzo Bahia.

Escursione nel deserto

Da Marrakech è facile organizzare un’escursione nel deserto di Merzouga o Zagora. Si possono vivere l’esperienza di un’escursione in cammello tra le dune, rotolarsi nella sabbia, assistere a tramonti mozzafiato e addirittura trascorrere la notte in campi tendati sotto un cielo stellato. Se organizzato senza cedere alle esperienze più pacchianamente turistiche, cercando guide locali, può essere un momento davvero indimenticabile e unico per tutta la famiglia. Cosa chiedere e cosa evitare? Per evitare i pacchetti troppo turistici, potrebbe essere utile chiedere se si tratta effettivamente di tende beduine, e non campeggi o glamping creati ad hoc per i turisti. Altra informazione determinante è sapere esattamente in che punto del deserto si arriva: alcuni tour prevedono la sosta proprio alle porte del deserto, insieme a centinaia di altri turisti: va tutto bene, ma meglio esserne consapevoli.

deserto marocco con bambini

Fonte: AS

Escursione in cammello tra le dune del deserto

Essaouira, sulla costa

Con un po’ di tempo a disposizione, si può prevedere una tappa nella città costiera di Essaouira. La sua medina, patrimonio dell’UNESCO, è più tranquilla rispetto a quella di Marrakech, e per questo forse meno stressante per le famiglie. Le spiagge ampie consentono di giocare e rilassarsi praticamente tutto l’anno; il porto con le barchette colorate è d’obbligo per una passeggiata.

Consigli pratici

Le escursioni nel deserto possono avere diversa durata, con un minimo di due giorni per vivere l’esperienza della notte in tenda. In linea di massima, una settimana o più potrebbe essere il giusto tempo per questo itinerario. A Marrakech e Essaouira, meglio scegliere riad con cortili interni dove i bambini possono giocare in tranquillità.

Per raggiungere il deserto, l’opzione migliore è quella di un tour organizzato con guide esperte, che garantiscono sicurezza e comfort, anche per la scelta del campo tendato. Le strade possono essere tortuose, quindi è consigliabile viaggiare durante le ore diurne. Must have: protezioni solari, cappelli e abbigliamento leggero ma coprente per proteggere i bambini dal sole intenso del deserto; abbigliamento più pesante per l’importante escursione termica notturna. Specialmente con il caldo, è importante bere molta acqua per rimanere idrati.

Itinerario 3: le città imperiali del Marocco

Un viaggio attraverso le città imperiali del Marocco è un’immersione nella storia, nell’architettura e nelle tradizioni del Paese. Questo itinerario, forse il più impegnativo per i bambini, tocca quattro delle città più affascinanti: Fez, Meknes, Rabat e Marrakech.

Fez e le concerie

Fez è la città medievale per eccellenza, famosa per la sua medina, una delle più grandi e meglio conservate del mondo arabo. Passeggiare per i suoi vicoli è come fare un salto indietro nel tempo, tra artigiani al lavoro, botteghe e moschee storiche. Con i bambini, può essere utile affidarsi a una guida per non perdersi nel labirinto di strade. Da non perdere: la storica Università di Al Quaraouiyine, la Medersa Bou Inania e le celebri concerie di Chouara (meglio portare un fazzoletto per l’odore intenso non troppo gradevole!).

Fez si trova nel nord-est del Marocco ed è servita dall’Aeroporto Internazionale di Fez-Saïss. Dalla stazione ferroviaria, si possono raggiungere le altre città imperiali con treni comodi e frequenti.

Meknes e le rovine romane

Meno caotica di Fez e Rabat, Meknes concede un’atmosfera più rilassata. La città vanta monumenti storici straordinari e si trova a poca distanza dalle rovine romane di Volubilis, una tappa perfetta per i bambini più grandicelli, che possono esplorare e apprezzare antichi siti archeologici. Per la visita, l’itinerario deve toccare la maestosa Porta Bab Mansour, la piazza El Hedim e il Mausoleo di Moulay Ismail.

Meknes si trova a circa 60 km da Fez ed è facilmente raggiungibile in treno (circa 40 minuti di viaggio) o in taxi, se non si ha un’auto a noleggio.

Rabat, la capitale

La capitale del Marocco è elegante, abbastanza tranquilla e offre un ottimo mix tra storia e modernità. Rispetto ad altre città, è più organizzata, cosmopolita, e ha diversi spazi verdi dove fare una pausa con i bambini. La visita a Rabat deve includere la Kasbah des Oudaias, con i suoi vicoli bianchi e blu e una bellissima vista sull’oceano; la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V. Per i bambini, il Giardino Andaluso è un luogo perfetto per una pausa all’ombra.

Rabat si trova sulla costa atlantica e ha un aeroporto internazionale. I treni la collegano facilmente a Meknes (circa 2 ore) e a Marrakech.

E infine Marrakech

Se non ci si è mai stati, anche questo itinerario deve fare tappa a Marrakech, una delle città più iconiche del Marocco, vivace e affascinante. Può essere caotica per i bambini più piccoli, quindi è bene prevedere qualche sosta e pausa lontano dal delirio continuo della sua piazza Jemaa el-Fna (l clou è nel tardo pomeriggio quando la luce del tramonto la rende ancora più magica). Qualche idea? Il Musée de Marrakech, uno dei migliori esempi di casa tradizionale marocchina, ospita un museo dedicato alla storia e cultura del Marocco, situato nel centro della città. Da non perdere, soprattutto per le famiglie, sono i giardini Majorelle, progettati da Jacques Majorelle e acquistati da Yves Saint Laurent. Questi giardini botanici, ricchi di specie vegetali e tartarughe, includono anche il museo berbero, che esplora le tradizioni delle tribù del deserto. Interessante per gli amanti della musica è anche il Museo della Musica, che ospita concerti di vari generi tradizionali marocchini.

Marrakech si trova nel sud del Marocco ed è raggiungibile in treno da Rabat in circa 4 ore.

giardini-majorelle-marrakech

Fonte: 123rf

I giardini Majorelle di Marrakech

Consigli pratici

L’itinerario base (Fes, Meknes e Rabat) richiede circa 5-6 giorni; se si aggiunge Marrakech, meglio prevedere almeno 8-10 giorni. Il treno è il mezzo pubblico più comodo per muoversi tra le città, anche con bambini. Le stazioni sono ben organizzate e i treni sono spaziosi e affidabili. In alternativa si può partecipare a tour organizzati o contattare un driver con cui concordare l’itinerario. Noleggiare un’automobile può agevolare gli spostamenti, garantendo maggiore autonomia e flessibilità, ma guidare potrebbe non essere facilissimo! Per alloggiare nelle città imperiali, i riad sono una scelta perfetta per un’esperienza autentica: meglio optare per strutture con patio interno, ideali per i momenti di svago con i più piccoli. Il periodo migliore per visitare le città imperiali è la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e piacevole.

marocco con bambini

Fonte: AS

Il Marocco è una destinazione di viaggio ideale per le famiglie con bambini

Altre info utili

Il Marocco ha fatto un grandissimo salto in avanti rispetto a qualche anno fa e anche in ambito turistico e ricettivo ormai il Paese dispone davvero di qualsiasi servizio, garantendo standard in linea con quelli europei. In generale, è importante comunque prendere alcune precauzioni di base. Innanzitutto, è consigliato evitare l’acqua del rubinetto e optare sempre per acqua in bottiglia per prevenire disturbi intestinali. Per quanto riguarda la cucina, i piatti tipici come il couscous, il tajine e le zuppe sono assolutamente adatti a tutte le età: si può chiedere di evitare i piatti troppo speziati per i più piccoli, se non sono abituati.

Arrivare il Marocco ormai è comodissimo e sono disponibili voli diretti dalle principali città italiane, sia con compagnie low cost che di bandiera, per Marrakech, Tangeri e Casablanca. Come periodo, autunno e primavera sono l’ideale per evitare il caldo. Meglio non viaggiare durante il Ramadan, il periodo di preghiera e digiuno, durante il quale molte attività sono chiuse e sospese e che può influenzare gli orari dei pasti e il ritmo della città, oltre che del viaggio.

Per l’ingresso in Marocco, i turisti italiani non necessitano di visto, ma è necessario il passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di arrivo. Non ci sono vaccinazioni obbligatorie, ma è consigliato consultare il medico per una valutazione in base alla durata e alla tipologia del soggiorno.

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Le nuove rotte easyJet per l’inverno: tra mete al caldo e vacanze di Natale da sogno

Sappiamo che prima viene l’estate e che non vedete l’ora di nuotare nelle acque delle nostre bellissime spiagge italiane, ma non è mai troppo presto per cominciare a pensare (e pianificare) i viaggi per il prossimo inverno. Chi ama agire in anticipo, sarà felice di scoprire le nuove rotte easyJet che, durante la stagione invernale 2025-2026, ci porteranno verso mete splendide tra i luoghi più belli d’Europa e non solo.

La compagnia aerea britannica ha messo già in vendita i biglietti che, dal 15 dicembre 2025 al 22 marzo 2026, vi faranno raggiungere diverse destinazioni, dalle mete più calde per fuggire dal freddo dell’inverno, come le Isole Canarie, il Marocco o l’Egitto, alle città più suggestive dove cercare le esperienze invernali più autentiche.

Le mete per un inverno al caldo

C’è chi, a estate finita, vorrebbe solo prolungarla all’infinito. Per questa tipologia di viaggiatore, easyJet propone mete al caldo come le Isole Canarie, con voli per Lanzarote, Fuerteventura e Tenerife da Milano Malpensa e per Gran Canaria sia da Milano Malpensa che da Napoli. Grazie al clima temperato tutto l’anno, le Isole Canarie offrono il rifugio ideale per godersi rilassanti giornate al mare, fare escursioni nelle aree naturali e selvagge, come il Parco Nazionale di Garajonay di La Gomera o il bosco di Tilos di La Palma, o praticare sport acquatici senza congelarsi una volta usciti dall’acqua!

Per un inverno all’insegna del relax tra spiagge dorate e barriera corallina è possibile raggiungere anche il Mar Rosso a Sharm El-Sheikh, Hurgada o Marsa Alam sia da Napoli che da Milano Malpensa. Qui c’è il sole tutto il giorno, tutti i giorni, tutto l’anno!

Gli amanti della cultura e della storia potranno partire da Milano Malpensa per scoprire il fascino di Rabat e di Marrakech, quest’ultima raggiungibile anche da Napoli. Il Marocco è una meta invernale particolarmente interessante perché, grazie ai suoi paesaggi e climi variegati, vi permette di godere del caldo del deserto come delle temperature basse di Ifrane, dov’è possibile sciare sul Massiccio del Medio Atlante.

Natale tra i mercatini più belli d’Europa

Se al caldo preferite circondarvi delle atmosfere natalizie tipiche europee, easyJet vi porterà tra i mercatini più belli d’Europa. Da Milano Linate sono disponibili voli diretti a Copenaghen, dovete potrete immergervi nella magia dei Giardini di Tivoli, dal 1843 il parco divertimenti più famoso del Paese che, in questo periodo, indossa i suoi abiti natalizi migliori.

Altre mete natalizie imperdibili sono Oslo, dove potrete esplorare i mercatini di Spikersuppa, ricchi di bancarelle, stand gastronomici, una pista di pattinaggio su ghiaccio e una ruota panoramica, e Vienna, l’elegante capitale austriaca che vi permetterà di passeggiare tra le affascinanti bancarelle di Rathausplatz, alla ricerca di regali artigianali e specialità culinarie tipiche locali.

Da Roma Fiumicino, invece, potrete raggiungere Bruxelles, dove ammirare la spettacolare Grand Place illuminata, Monaco di Baviera, per visitare il suggestivo Christkindlmarkt di Marienplatz, uno dei mercatini più antichi della Germania, o lasciarsi incantare dal Singing Christmas Tree di Zurigo, un palco a forma di albero di Natale sul quale si esibiscono cori natalizi, tutti elementi che regalano un’atmosfera fiabesca e ricordi unici.

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Cosa vedere e cosa fare sull’Atlante Marocchino, tra piste da sci e deserto

L’Atlante Marocchino è una delle catene montuose più affascinanti del Nord Africa, che si estende per oltre 2.500 chilometri, attraversando il cuore del Marocco e regalando una varietà di paesaggi straordinari.

Questo massiccio montuoso, che separa la costa mediterranea dal deserto del Sahara, offre ai visitatori un’incredibile gamma di esperienze, dalle piste da sci invernali alle oasi sperdute, dai villaggi berberi tradizionali alle vette innevate che contrastano con le dune sabbiose.

La diversità delle attività e dei panorami lo rende una destinazione unica, in grado di soddisfare i desideri degli amanti della natura, dell’avventura e della cultura.

Le stazioni sciistiche dell’Atlante Marocchino

Anche se il Marocco è più noto per il suo clima caldo e il deserto, le montagne dell’Atlante offrono una sorpresa inaspettata: le stazioni sciistiche. La località più famosa è Oukaïmeden, situata a circa 80 chilometri da Marrakech. Con una pista che arriva a 3.200 metri di altitudine, Oukaïmeden è il luogo ideale per gli appassionati di sport invernali che desiderano sciare sotto il sole africano.

Nonostante non si tratti di una stazione sciistica di fama internazionale come le Alpi o le Rocky Mountains, Oukaïmeden offre un’esperienza unica, con una vista spettacolare sulle valli e sulle vette circostanti. Durante l’inverno, i visitatori possono praticare sci, snowboard e slittino, mentre d’estate la zona è ideale per trekking ed escursioni.

Oukaïmeden

Fonte: iStock

Le piste da sci di Oukaïmeden

Escursioni e trekking tra le vette dell’Atlante

Un percorso imperdibile in questo territorio senz’altro è il trekking fino alla vetta del Toubkal, la montagna più alta del Marocco (4.167 metri), che attira alpinisti da tutto il mondo. Il Toubkal è un’impresa anche per escursionisti meno esperti, grazie ai sentieri ben segnati che conducono fino alla cima, dove si apre un panorama spettacolare sulla catena montuosa e sulle vallate sottostanti.

Per chi preferisce escursioni meno impegnative, la Valle di Ourika, a soli 30 chilometri da Marrakech, è una destinazione popolare. Qui, i visitatori possono camminare tra i giardini terrazzati, i piccoli villaggi berberi e le cascate di Setti Fatma, immergendosi nella cultura locale e nel paesaggio verdeggiante.

L’Atlante Marocchino non è solo una meta per gli escursionisti e gli amanti dello sci. La catena montuosa è un luogo ideale per chi cerca attività all’aria aperta. Il mountain biking è molto popolare, grazie ai sentieri che attraversano paesaggi mozzafiato, dalle foreste di pini alle valli aride. Il canyoning e l’arrampicata sportiva sono altre attività da praticare sulle pareti rocciose dell’Atlante. Inoltre, i fiumi che scorrono attraverso la regione offrono opportunità per il rafting e il kayak, rendendo le montagne dell’Atlante un vero e proprio parco giochi per gli amanti dell’avventura.

Un altro esempio straordinario di escursione imperdibile è Skoura, un’affascinante oasi situata ai piedi dell’Alto Atlante. Skoura è celebre per il suo paesaggio di palme e kasbahs, con valli verdi e piccoli villaggi tradizionali che si estendono tra le palme. È un posto perfetto per chi cerca un’esperienza più tranquilla e panoramica, lontano dalle strade affollate.

Un’altra meraviglia da non perdere nell’Atlante sono la Cascate di Ouzoud, situate a circa 150 km a nord di Marrakech. Le cascate sono tra le più alte e spettacolari del Marocco, con una serie di salti d’acqua che si tuffano in un laghetto cristallino circondato da vegetazione lussureggiante.

Cascate di Ouzoud

Fonte: iStock

Le bellissime Cascate di Ouzoud

Le Gole di Todra e del Dades

Le Gole di Todra, situate a pochi chilometri dal villaggio di Tinghir, sono famose per le loro alte pareti rocciose che si ergono a picco, creando uno stretto e suggestivo canyon. La strada che percorre la gola è incastonata tra queste imponenti pareti, alte fino a 300 metri, e offre uno scenario drammatico, particolarmente apprezzato dai fotografi e dagli amanti dell’escursionismo. La gola è anche un punto di riferimento per gli amanti dell’arrampicata, grazie alle sue pareti verticali che attirano alpinisti di tutto il mondo.

Non lontano, la Gola del Dades è un altro punto imperdibile, famosa per i suoi panorami mozzafiato e le curiose formazioni rocciose. La gola del Dades, che si estende per oltre 25 km, è celebre per le sue formazioni rocciose chiamate “torri di roccia”, che ricordano scenari alieni. I visitatori possono percorrere la strada che attraversa la gola, ammirando il contrasto tra le pareti rosse delle montagne e i verdi giardini di palme da dattero. È una zona ideale per il trekking, le escursioni a piedi e la fotografia paesaggistica.

Tizi n’Tichka, il passo delle montagne

Il Tizi n’Tichka è uno dei passi di montagna più alti e panoramici del Marocco, che collega Marrakech e Ouarzazate, attraversando l’Alto Atlante. Situato a un’altitudine di oltre 2.260 metri, questo passo offre panorami spettacolari e una vista mozzafiato sulle vette dell’Atlante. Il Tizi n’Tichka è famoso per le sue numerose curve e i tornanti che rendono il viaggio una vera e propria avventura.

Lungo il percorso, i viaggiatori possono ammirare la diversità dei paesaggi, passando da verdi vallate a terre aride e rocciose, e visitare alcuni dei villaggi berberi che punteggiano la regione. È un luogo ideale per chi desidera esplorare l’architettura tradizionale delle kasbah berbere e scoprire i segreti della vita rurale in montagna. Il passo è anche la porta d’ingresso a luoghi iconici come la Kasbah Ait Benhaddou e le valli del Draa.

Villaggi Berberi, tradizioni e cultura del Marocco

Un altro aspetto affascinante delle montagne dell’Atlante è la possibilità di visitare i villaggi berberi. Questi villaggi, spesso situati in luoghi remoti, conservano ancora intatte tradizioni millenarie e un’atmosfera rurale che sembra fuori dal tempo. In questi villaggi, i visitatori possono scoprire l’artigianato locale, come la tessitura di tappeti, la produzione di olio d’argan e la lavorazione del rame. Le escursioni guidate permettono di conoscere la storia e la cultura di queste popolazioni, mentre gli ospiti possono pernottare in riad tradizionali, gustando piatti tipici come il tagine e il cous cous.

Imlil è un pittoresco villaggio berbero situato a circa 1.800 metri di altitudine, ai piedi della montagna più alta del Marocco, il Toubkal (4.167 metri). Questo villaggio è diventato una delle destinazioni preferite per gli escursionisti che desiderano scalare il Toubkal o semplicemente esplorare le meraviglie naturali dell’Alto Atlante. Imlil è il punto di partenza per numerosi itinerari di trekking che attraversano valli, gole e villaggi tradizionali berberi.

La sua posizione incantevole, circondata da colline verdi, terrazze agricole e villaggi di pietra che si arrampicano sulle montagne, offre uno spettacolo mozzafiato, particolarmente suggestivo durante il tramonto. Imlil è anche famosa per le sue case tradizionali costruite in pietra e argilla, che si integrano perfettamente con il paesaggio circostante.

Il deserto del Sahara, tra dune e oasi

L’Atlante Marocchino è un’area incredibilmente ricca di paesaggi ed esperienze, ma non è mai troppo lontano dal deserto del Sahara, che gioca un ruolo fondamentale nell’incanto di questa regione. Un viaggio nell’Atlante sarebbe incompleto senza una visita alle sue vicine dune dorate, simbolo per eccellenza del deserto. Le dune di Merzouga, situate ai confini orientali dell’Atlante, sono tra le più iconiche e rappresentano un punto di partenza ideale per vivere l’emozione di un’escursione in camello tra le imponenti ondulazioni di sabbia. Qui, i visitatori possono godere di un’esperienza autentica passando la notte in accampamenti beduini sotto un cielo stellato, circondati dalla pace assoluta e dalla bellezza del deserto.

Oltre a Merzouga, ci sono altre oasi e punti di accesso al deserto che offrono esperienze altrettanto affascinanti. Zagora e Mhamid sono due destinazioni imperdibili per chi desidera un’avventura nel Sahara. Queste località sono ottime per chi cerca di esplorare le distese sabbiose attraverso il campeggio o il trekking tra le dune, vivendo un’esperienza in cui il deserto rivela tutto il suo fascino selvaggio e incontaminato. Ogni tramonto e ogni alba sulle dune di sabbia regalano emozioni uniche, mentre il silenzio e la vastità del paesaggio desertico creano un’atmosfera magica, lontano dalla frenesia della vita quotidiana.

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Jbel Toubkal, la vetta più alta del Marocco: trekking indimenticabile

La “vetta da cui si vede tutto”: Jbel Toubkal è la vetta più alta del Marocco, esattamente 4.167 metri. Ed è uno spettacolo: per chi vuole scoprire la catena montuosa dell’Atlante, è prevista l’attività di trekking, un’esperienza che cambia profondamente la vita. Si trova a 63 km da Marrakech, precisamente nel Parco Nazionale di Toubkal.

Jbel Toubkal, informazioni utili prima del trekking

Jebel Toubkal, la vetta più alta

Fonte: 123RF

Jebel Toubkal, la vetta più alta della salita invernale

La prima ascensione alla vetta Jbel Toubkal è avvenuta esattamente il 12 giugno del 1923: i primi europei ad averla scalata sono stati Vincent Berger, il Marchese di Segonzac e Hubert Dolbeau. Prima della scoperta di Jbel Toubkal, la vetta più alta della montagna dell’Alto Atlante era Jbel Ayachi (3.757 m).

Scalare la cima più alta del Marocco è di certo un’esperienza: prima di arrivare alla catena montuosa dell’Alto Atlante, si visitano villaggi berberi, vallate scoscese, ma anche laghi di modeste dimensioni: tutto in una cornice bucolica, dove rimanere affascinati dalle cime immense.

Siamo in Marocco, del resto, territorio conosciuto per le spiagge, il deserto, le città imperiali: questo trekking è un arricchimento, ma bisogna comunque essere preparati. In ogni caso, il trasporto degli zaini e dell’attrezzatura avviene a dorso di mulo. L’esperienza consiste proprio in questo: nella possibilità di vivere una spedizione proprio come nel passato, con muli e portatori. Grazie alla presenza dei rifugi, il sentiero risulta molto più facile da intraprendere.

Jbel Toubkal, come scalare la vetta più alta del Marocco

C’è una buona notizia: non è così difficile. O almeno: rispetto ad altri trekking, non presenta in alcun modo delle difficoltà tecniche. Da Imlil, che si raggiunge da Asni, la via di salita è piuttosto apprezzata dai turisti e dagli amanti della natura: sulla strada si incontra il Rifugio Toubkal. A Imlil sono inoltre presenti diversi ostelli dove fermarsi a dormire: è un villaggio montano molto caratteristico. Per quanto riguarda il rifugio di Toubkal, nel 2002 è stato ampliato e anche modernizzato. Naturalmente si possono ordinare i piatti tipici del luogo, come cous cous e tajine, oltre che l’immancabile tè alla menta. C’è anche il rifugio Les Mouflons, che è decisamente più moderno rispetto a quello di Toubkal (ma è di stampo più occidentale).

Il percorso di trekking solitamente dura 2 giorni: è organizzato con i vari tour e visite guidate, e la sensazione è di scoprire una cultura profondamente diversa dalla nostra lungo la via, perché il ritmo della vita segue quello della natura, proprio come avveniva un tempo. Ci sono anche dei tour che allungano i tempi e che danno la possibilità di immergersi nella cultura del posto, con un salto a Marrakech. Come anticipato, non è difficile: la salita viene definita di “media” difficoltà, ma non sono presenti ostacoli o difficoltà di stampo alpinistico.

Impegnativa ma decisamente gratificante, è tra le attività migliori da fare vicino Marrakech: nelle giornate limpide, è impossibile non fermarsi a osservare il panorama, che si estende fino al deserto del Sahara. Una ricompensa per chi ha raggiunto la vetta all’alba, il momento migliore della giornata: cime innevate, villaggi remoti e autentici e vallate attendono i turisti curiosi di mettersi alla prova con un trekking indimenticabile.

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El Bahia: cosa sapere sulla perla del Marocco

Hai deciso di visitare il Marocco, una terra affascinante e misteriosa che si è aggiudicata la nomea di Porta dell’Africae starai sicuramente lavorando all’itinerario dei tuoi sogni. Se il tuo viaggio prevede un passaggio per la spettacolare Marrakech, allora una sosta al Palazzo El Bahia è d’obbligo: una delle opere architettoniche più suggestive e impattanti della città. In questa guida abbiamo raccolto tutte le informazioni che ti servono per pianificare al meglio questa visita, dalla storia del palazzo agli orari di accesso, per permetterti di godere appieno di un’esperienza che, al tuo ritorno, racconterai a tutte le persone che ti chiederanno cosa ti è piaciuto di più Marrakech, la più importante delle quattro città imperiali del Marocco. Preparati a prendere appunti e… partiamo!

La storia del Palazzo El Bahia

Situato nel cuore della Medina di Marrakech, il Palazzo El Bahia, è una testimonianza tangibile e magnificamente conservata dell’epoca imperiale del Marocco. Costruito tra il 1866 e il 1867, il palazzo vede le sue origini nella volontà di dare vita a un luogo lussuoso capace di riflettere i fasti e le ricchezze della corte reale marocchina. Non è un caso, infatti, che il suo nome “El Bahia” significhi proprio “la splendida”. Dietro l’ordine di costruzione di questa meravigliosa residenza reale c’è Si Moussa, il Gran Visir del Sultano alawita Hassan I, nonché una delle figure politiche più potenti dell’epoca. Il Gran Visir desiderava un palazzo che potesse riflettere la grandezza della sua persona e così commissionò El Bahia. Alla sua morte, il figlio Bou Ahmed ,erede della proprietà del padre, decise di ampliare la struttura e renderlo il palazzo più sontuoso del Marocco.

Saranno proprio gli interventi del figlio a far entrare nel palazzo l’opulente ricchezza architettonica che, ancora oggi, lascia tutti i visitatori a bocca aperta. Ogni singolo dettaglio nasconde al suo interno la fusione di più stili; come quello arabo, andaluso e moresco. Per dare vita a questa gemma vennero chiamati a corte i migliori artigiani del Marocco. Dai pavimenti in mosaico alle decorazioni intagliate in legno di cedro, tutti gli elementi riflettono il grande gusto del Bou Ahmed. Oltre alla sua bellezza disarmante e al ruolo di residenza reale, il palazzo fu anche un importante centro politico e sociale della città.

Ma – come la storia ci insegna – ogni cigno ha il suo canto e anche il palazzo El Bahia arrivò alla sua fase di declino, esattamente in concomitanza della morte di colui che se ne prese cura per tanto tempo. Nel 1900, infatti, il palazzo venne saccheggiato portando alla perdita di molte delle ricchezze che si celavano al suo interno. Nel 1912, durante il dominio francese, il palazzo tornò alla ribalta, facendo da dimora alle autorità franche le quali, affascinate dalla sua bellezza, ne mantennero l’originalità strutturale.

Viaggio nelle meraviglie architettoniche di El Bahia

Intagli a mano a Palazzo El Bahia a Marrakech

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Le splendide decorazioni in legno del Palazzo El Bahia a Marrakech

Il palazzo, perfettamente conservato, si estende per una superficie di otto ettari ed è veramente un dedalo di cortili, giardini, corridoi e stanze. Queste ultime sono esattamente 150, tutte diverse tra loro, e finemente decorate con materiali di pregio quali marmo, legno di cedro e faggio, stucchi di zellige e preziosi mosaici. Il fascino strutturale del palazzo deriva dalla sua suddivisione in spazi che, a prima vista, sembrano seguire un ordine sparso alternato da giardini lussureggianti punteggiati da alberi di agrumi, banani e gelsomini. All’interno del palazzo sono presenti anche le scuderie, una moschea e un ḥammām. Le stanze, che hanno ospitato le quattro mogli e le ventiquattro concubine di Bou Ahmed, sono una più bella dell’altra con alti soffitti decorati a mano.

Visitare El Bahia: tutte le info utili

Per godere delle bellezze del Palazzo El Bahia a Marrakech, nel cuore del Marocco, ti possono essere utili una serie di informazioni pratiche perfette per organizzare la tua visita. Le abbiamo raccolte in uno schema pronto da studiare qui di seguito.

  • Consigli di visita: per godere appieno dell’esperienza consigliamo di dedicare circa un’ora e mezza all’esplorazione del palazzo e, per un’esperienza ancora più completa, ti consigliamo di prendere parte a un tour guidato. Esistono molti operatori turistici locali che li organizzano ma il consiglio è sempre quello di prenotarti con largo anticipo.
  • Orari del Palazzo: El Bahia è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 17.00 ma ti suggeriamo di fare la tua visita nelle prime ore del mattino, quando c’è meno affollamento turistico e puoi godere della pace e della tranquillità che il palazzo – e soprattutto i suoi giardini – hanno da offrire.
  • Costo dei biglietti: per accedere al palazzo è necessario acquistare un biglietto dal costo di 70 MAD, equivalenti a circa 6,40 euro.
  • Consigli pratici: indossa scarpe comode e munisciti di macchina fotografica, gli scorci che potrai immortalare sono molti e di incredibile bellezza.
  • Consigli di comportamento: stai visitando un luogo molto importante per la cultura marocchina ed estremamente suggestivo. Sii quindi rispettoso e adotta delle norme di comportamento adeguate per non rovinare la visita a chi, come te, ha deciso di lasciarsi incantare dalle meraviglie di questo posto unico.
  • Come raggiungere Palazzo El Bahia:
    Il palazzo si trova nel cuore della Medina di Marrakech e può essere raggiunto facilmente e in modi diversi. Puoi optare per una passeggiata di circa 15 minuti dalla famosissima Piazza Jemaa el-Fna, un ottimo modo per raggiungere il palazzo scoprendo le stradine caratteristiche, incontrando qualche vivace souk e assaporando l’atmosfera distintiva di Marrakech. Oppure puoi scegliere di raggiungere El Bahia con un taxi o, perché no, salendo a bordo di una calèche, tradizionale e pittoresca carrozza trainata da cavalli che parte da piazza Piazza Jemaa el-Fna. Ultimo modo per raggiungere il palazzo è prendendo parte a un tour guidato che sosta nei punti d’interesse della Medina; questa modalità ti permette di conoscere a fondo la storia e gli aneddoti più interessanti di ciò che andrai a vedere.

Ora hai tutte le informazioni che ti servono per varcare la soglia di Palazzo El Bahia e lasciarti incantare dalle meraviglie al suo interno. E ricorda: visitare questo palazzo non significa solo immergersi nelle sue preziose meraviglie architettoniche, ma vuol dire anche immergersi nella cultura marocchina e toccare con mano la testimonianza dell’epoca imperiale.