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Via dell’Acqua, la pista ciclabile che collega Roma e Assisi

È un percorso meraviglioso, ricco di storia e bellezza, che si inerpica tra la natura e regala una visione diversa di ciò che ci circonda. È la Via dell’Acqua, che collega Assisi a Roma e che si può percorrere in bicicletta, ma anche a piedi e – perché no – a cavallo.

Si snoda per 250 chilometri e porta ad attraversare questo tratto di Italia centrale, potendone apprezzare la natura, la campagna che si ha intorno a sé e i corsi d’acqua. Un percorso fatto di bellezza, che fa da filo rosso tra Umbria e Lazio, tra Valle Spoletana, Valnerina e la Valle del Tevere. Ma anche spirituale, infatti collega due centri della Cristianità: Assisi e Roma.

Tutto quello che c’è da sapere sulla Via dell’Acqua, per provare una vacanza diversa, più lenta che ci permette di apprezzare il territorio e di vivere in prima persona il turismo sostenibile.

La Via dell’Acqua, cosa c’è da sapere

Si estende per 250 chilometri la Via dell’Acqua, di questi 200 si snodano lungo percorsi ciclabili già esistenti e lungo strade di campagna, gli altri 50 – invece – su asfalto. Non importa quanto tempo si impiega a percorrerla, perché l’obiettivo è un altro. Tra le cose più belle, infatti, di un viaggio così ci sono la possibilità di lasciarsi incantare dal paesaggio circostante e quella di conoscere luoghi nuovi lungo il percorso.

Inoltre, lungo la Via dell’Acqua si incontrano anche diverse attività per mangiare e dormire, ma anche servizi, che offrono una scontistica grazie alla convenzione attiva per coloro che viaggiano in bici, a cavallo o a piedi e sono in possesso della credenziale che si può richiedere sul sito ufficiale. Il dislivello complessivo è di 2100 metri ed è una vera e propria immersione nella natura alla scoperta di luoghi suggestivi e del fascino di un tratto di Italia a cavallo tra due regioni: l’Umbria e il Lazio.

Perché si chiama così e la storia della sua nascita

Sul sito ufficiale di questo percorso si racconta che la genesi di tutto è stata l’acqua, che è stata ciò che ha ispirato ma che è anche l’elemento che lo caratterizza. Infatti si snoda proprio nei pressi di alcuni argini.

Il percorso è facile, fattibile per tutti.  Come viene spiegato – sempre sul sito ufficiale – la realizzazione della Via dell’Acqua è stata possibile anche grazie al fatto che in Umbria c’era già una fitta rete di percorsi ciclabili. Numeri alla mano, infatti, dei 160 chilometri di tratta che scorrono in questa regione, ben 120 erano su ciclabili già esistenti.

Il risultato sono seniteri, strade e ciclabili che uniscono due regioni e due città: un modo per conoscere il territorio da un altro punto di vista, una maniera per godere della bellezza intorno a sé senza alcuna fretta, ma lasciando che lo sguardo si meravigli a ogni scorcio.

Come si deve percorrere e le info utili

Come percorrerla? La si può fare da Assisi verso Roma e viceversa. Sul profilo Facebook ufficiale dedicato alla Via dell’Acqua vengono pubblicati e condivisi aggiornamenti utili da conoscere prima di partire. Sempre tramite Facebook si arriva ad altre informazioni che contengono le indicazioni e i suggerimenti sulle soste da fare lungo il tragitto, come quella al sito archeologico Lucus Feroniae, che si sviluppa in un’area archeologica e in un museo a ingresso gratuito, oppure la sosta a Terni per visitare la Basilica di San Valentino.

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Maremma Toscana: a cavallo alla scoperta di un angolo incantevole d’Italia

La Maremma Toscana, ovvero quella spettacolare zona del nostro Paese che si estende tra le province di Livorno e Grosseto, è un’area geografica assolutamente unica: mare, collina e montagna si fondono armoniosamente creando paesaggi dalle mille sfumature. No, non stiamo scherzando perché da queste parti l’azzurro del mare cristallino dell’Argentario, si mescola al nero degli scogli di Talamone, al giallo delle immense spiagge di Castiglione della Pescaia, al verde delle colline di Massa Marittima e al marrone del Monte Amiata, che in base alla stagione può diventare anche bianco.

In sostanza parliamo di un territorio dove la regina è esclusivamente una: la natura, in moltissime delle sue più affascinanti forme e in quasi tutte le sue incredibili sfumature. Per questo motivo, tale territorio si presta in maniera ottimale per essere scoperto in uno dei modi più romantici e speciali di sempre: facendo delle escursioni a cavallo. Sono diversi, infatti, i maneggi che offrono questa possibilità, comprensivi anche dell’accompagnamento di una guida ambientale equestre esperta. Scopriamo insieme alcuni degli itinerari più incantevoli della Maremma Toscana da fare a cavallo.

In Maremma a cavallo

Come si è potuto intuire dalle righe precedenti, la Maremma è una zona ottimale per coloro che desiderano fare una passeggiata a cavallo. Sono tantissimi gli itinerari presenti in tutto il territorio, anche se spesso quelli più battuti sono quelli che si trovano all’interno del Parco Regionale della Maremma, un’area naturale protetta della provincia di Grosseto che custodisce gelosamente delle vere e proprie gemme, come aree di costa che sono fra le più belle e intatte del litorale maremmano.

Sono proprio alcuni di questi, infatti, gli itinerari di cui vi vogliamo parlare e attraverso cui venire a contatto con un territorio meraviglioso, pregno di boschi di macchia mediterranea, di mitiche spiagge, di animali selvatici, torri storiche difensive e molto altro ancora.

Cavalli in Maremma

Fonte: iStock

Bellissimi cavalli nel paesaggio della Maremma Toscana

Le Macchiozze: tra aree umide e gli uccelli acquatici

Tramite il sito ufficiale del Parco Regionale della Maremma è possibile prenotare numerose escursioni da fare a cavallo in zona. Una di queste riguarda Le Macchiozze, l’unica area priva di pineta a sud dell’Ombrone, uno dei fiumi più lunghi di tutta la Toscana.

Della durata di circa 2 ore e con una difficoltà bassa – quindi adatto a tutti -, è un itinerario completamente pianeggiante di 10,5 chilometri che parte dalla Località “Spergolaia”, o in alternativa località “Rombino”.

Questo tour da fare in sella a un elegante cavallo è qualcosa di praticamente magico: si sviluppa lungo le golene coltivate del fiume e arrivare all’altezza di Torre della Trappola, un’antica fortificazione di epoca medievale che possiede una struttura a scarpa in laterizio a forma di piramide tronca.

Tutto ciò lo si fa attraversando un’area umida in cui è possibile avvistare, a seconda del periodo, differenti specie di uccelli acquatici e altri animali selvatici del Parco, come caprioli e cinghiali.

In Spiaggia al Talamone a cavallo

L’organizzazione equestre Vacanze Cavallo Toscana permette anche di scoprire il limpido mare maremmano, sempre stando a cavallo. In particolare, tramite le loro guide è possibile cavalcare la meravigliosa Spiaggia di Talamone, una piccola baia collocata a sud del Parco della Maremma.

Famosa tra gli amanti degli sport d’acqua come il kite surf e il wind surf, regala un panorama così eccezionale che è veramente difficile da descrivere: permette di posare lo sguardo sull’imponente e verdissimo Monte Argentario e il peculiare tombolo della Giannella. Nelle giornate limpide, inoltre, si arriva persino ad avvistare la placida Laguna di Orbetello e la Feniglia, un’area naturale protetta che è una vera e propria lingua di sabbia che attraversa il mare.

Ma non ci raccontiamo bugie: l’emozione più forte si vive quando si approda nella piccola spiaggia dove, sempre in compagnia della guida esperta, si può persino entrare in acqua con il cavallo per cavalcare fra le onde del mare mentre si ammira il bellissimo borgo di pescatori dominato da un’antica rocca, Talamone, e l’affascinate profilo dell’Isola del Giglio.

Un itinerario adatto a tutti e che richiede circa 2 ore da trascorrere su un terreno meraviglioso e pianeggiante.

Spiaggia di Talamone a cavallo

Fonte: iStock

Un incantevole angolo di Talamone, Maremma Toscana

A cavallo nella storia

Il sito dell’ente Parco Regionale della Maremma mette a disposizione anche itinerari un po’ più complessi, e quindi adatti ai cavalieri esperti. È il caso del tour che parte sempre dalla Località “Spergolaia” e che dura circa 6 ore: attraversa infatti oltre 20 chilometri.

Si tratta di un percorso eccezionale e che conduce alla scoperta di vari ambienti del Parco: pianure alluvionali, oliveti, boschi di macchia mediterranea e pascoli arborati di particolare bellezza. Passo dopo passo – o meglio, zoccolo dopo zoccolo – è possibile osservare varie specie di animali selvatici che abitano nella vegetazione che si sviluppa lungo vecchie piste forestali.

Anche in questo caso si arriva presso una magica spiaggia, quella di Collelungo, che si caratterizza per essere meravigliosa, ampia e selvaggia. Circondata da dune di sabbia, durante alcune giornate è semi-deserta anche in piena estate, mentre è costantemente lambita da un’acqua particolarmente trasparente.

Da qui si prosegue via mare (ad esclusione dei mesi estivi) fino a Marina di Alberese, una zona incontaminata e con una spiaggia composta da sabbia fine e riparata da una fitta macchia mediterranea. Si attraversa poi la Pineta Granducale che invita ad ammirare un paesaggio meraviglioso. Oltre a tutto ciò, durante il percorso vengono avvistante anche alcune torri storiche difensive come quelle di di Castelmarino e Collelungo (XVI secolo).

Escursioni a cavallo: informazioni utili

Quelle di cui vi abbiamo parlato sono solo alcune delle tante avventure a cavallo che si possono intraprendere tra le numerose meraviglie della Maremma Toscana. Come vi accennavamo in precedenza, infatti, il parco offre diversi itinerari che sono uno più emozionante dell’altro.

Se si decide di intraprendere questa avventura, è però fondamentale tenere a mente che il servizio di guida equestre è obbligatoria, e che quindi bisogna per forza rivolgersi ad enti, organizzazioni e maneggi che sono specializzati proprio in questo.

Pur da esperti, è essenziale affidarsi alla professionalità e alle capacità delle guide abilitate dalla Regione Toscana. Solo facendo così sarà davvero possibile vivere un’esperienza indimenticabile, sempre a contatto con la natura e pregne di pure emozioni che la Toscana e i cavalli garantiscono a 360 gradi.

Marina di Alberese a cavallo

Fonte: iStock

L’incanto di Marina di Alberese, Maremma Toscana
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Cavalli Marche Notizie Viaggi

Buttero Zone, esperienza incredibile nelle Marche

In sella a un elegante cavallo per andare alla ricerca del tartufo. No, non è solo un’idea che potrebbe sembrare irrealizzabile, è un’incredibile avventura che è possibile vivere nelle Marche, tra San Lorenzo in Campo e Pergola, in provincia di Pesaro Urbino, una terra che da sempre si distingue per essere ricca di questo prezioso e gustoso tubero.

In cosa consiste Buttero Zone

Il suo nome è Buttero Zone ed è nata nell’estate di due anni fa. Un progetto giovane e interessante grazie a cui è possibile dedicarsi a esperienze outdoor a cavallo, utilizzando la razza autoctona del vicino monte Catria, in grado di stimolare tutti i sensi.

Inizialmente le tre esperienze possibili erano: #AperinFiume, per fare una vera immersione nella natura a cavallo in un itinerario semplice quanto suggestivo, e poi terminare con un aperitivo con prodotti enogastronomici locali da gustare comodamente seduti lungo il fiume Cesano; #AperinCollina, la più gettonata per la mezza stagione in quanto consente di stare in un vero e proprio puzzle di colori tra vigneti che lasciano spazio a campi di grano, ulivi e girasoli; #AperinBalla, per un aperitivo al tramonto con tipicità locali da degustare seduti su una rotoballa.

A mano a mano si sono aggiunti #cavalcandoalMare, #AperiEnnio, la più tradizionale, e l’esperienza al tartufo. Ma non è finita qui perché ad arricchire la proposta c’è un percorso di avvicinamento al cavallo, passeggiate e giornate intere con opzione pranzo presso ristoranti e agriturismi o in cantina, e la possibilità di trascorrere la notte in una tenda da sogno sotto le stelle del Giardino Segreto.

L’ultima Buttero Experience ideata vede protagonista il diamante della terra: #aperintartufo. Consiste in un’esperienza che porta alla ricerca del tartufo passeggiando a cavallo immersi nella natura insieme a cavatori e al loro cane, per poi degustarlo al ristorante.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Un’esperienza davvero eccezionale

Come spiegato dall’ideatore Giacomo Bartolucci, personal riding coach con 30 anni di esperienza, e la moglie Erica Sebastianelli, Buttero Zone unisce la promozione del territorio e la valorizzazione delle sue eccellenze enogastronomiche con le bellezze attraverso esperienze all’aria aperta.

Tutto questo è possibile perché gli ospiti possono partecipare a questa particolare avventura durante tutti i periodi di raccolta del tartufo. Oggigiorno Buttero Zone attira ospiti da tutta Italia: Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia- Romagna, Lazio, Abruzzo, Puglia, Umbria e, ovviamente anche dalle splendide Marche.

C’è chi sceglie persino di approfittare di questa avventura per fare la sua romantica proposta di matrimonio. Si sono interessati anche travel blogger e influencer con un grandissimo seguito che hanno creato contenuti esclusivi su questa esperienza.

Un modo nuovo e originale per far conoscere un territorio splendido del nostro Paese, anche perché moli ospiti di Buttero Zone vengono poi accompagnati in ristoranti e agriturismi della zona, così come alcuni si fermano a soggiornare acquistano i tanti prodotti tipici che questo territorio può vantare.

Ma Buttero Zone non si ferma di certo qui: in cantiere ci sono tanti altri progetti, tra cui la Buttero School, dove apprendere nozioni tecniche e messa in pratica abbinando teoria e pratica a cavallo.