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Viaggi: l’Europa rischia un’altra estate di caos

Quella che ci siamo lasciati alle spalle, ovvero l’estate 2022, è stata una stagione di caos per quanto riguarda gli aeroporti e i viaggi in aereo. Una situazione che tutti speravamo non si sarebbe mai più ripetuta, ma purtroppo sembra che anche nel 2023 l’incubo potrebbe replicarsi.

Cosa dice l’analisi

Stando a quanto riportato dal Corriere delle Sera che ha effettuato un’analisi sui numeri rilasciati da Airlines Data Inc, le compagnie aeree hanno già tolto dalle vendite 500 voli al giorno previsti nel semestre di picco di quest’anno all’interno del nostro continente.

E purtroppo la situazione non sembra andare a migliorare: tante altre frequenze saranno eliminate nelle prossime settimane. Le lunghe code negli aeroporti stranieri, i migliaia di collegamenti cancellati e le altrettante valigie perse, tanto che il consiglio era quello di viaggiare “con il solo bagaglio a mano”, non sono questioni ancora del tutto risolte, in particolare in Regno Unito, Francia, Olanda e Germania.

Quali sono le criticità

Le compagnie, le società di gestione degli aeroporti, i controllori del traffico aereo, le aziende di handling e le polizie di frontiera di mezza Europa sostengono di essere pronti a gestire un flusso record previsto per l’estate prossima. Ma, contemporaneamente, sembrano intervenire al fine di ridurre i danni: lo scalo di Amsterdam, dove le code sono lunghissime e addirittura è richiesto di non presentarsi più al terminal ma procedere direttamente al check in online, ha domandato ai vettori di tagliare del 5% i voli di maggio, in particolare quelli della mattina. Ma non solo: ha anche fissato in 66 mila il numero massimo di viaggiatori giornalieri in partenza quel mese.

Non è da meno Londra Heathrow, uno degli scali più problematici dell’estate del 2022, che vieterà alle aviolinee di aggiungere ulteriori frequenze durante l’estate.

Anche Francoforte non se la passa bene: l’aeroporto ancora è a corto di personale e inoltre spingono Lufthansa a cancellare diversi voli nei prossimi mesi.

Contemporaneamente Eurocontrol, l’agenzia europea che gestisce il traffico aereo, avverte che ci potrebbero essere disagi sia perché in alcune zone i controllori di volo sono pochi — come in Germania e Francia — sia per il rischio di scioperi, sia per i sorvoli record che si attendono e per la chiusura dei cieli russi che costringe a rivedere le rotte.

La situazione attuale

In questo momento, e soprattutto nell’ultima settimana, i vettori europei hanno rimosso dai canali di vendita oltre 90 mila voli programmati nel periodo aprile-settembre.

Tradotto in percentuale è il 2,6% in meno sul totale dei decolli previsti. E no, anche se sembra una cifra irrisoria, si tratta in realtà di un valore che è ben al di sopra della media storica e in linea con le cancellazioni iniziate lo scorso anno a marzo e proseguite fino a ottobre. E anche per quest’anno le aree più colpite sembrerebbero essere le stesse dell’estate 2022: Regno Unito, Francia, Olanda e Germania.

Come si può leggere sul Corriere della Sera, gli addetti ai lavori hanno fatto sapere che almeno altri 100 mila voli programmati nel periodo giugno-settembre sono a rischio poiché dovrebbero venir cancellate le frequenze che potrebbero creare difficoltà alla puntualità.

L’allarme è soprattutto per i mesi di giugno e luglio: nello stesso periodo del 2022  i gruppi Air France-Klm e Lufthansa, l’holding Iag, easyJet e le low cost Ryanair e WizzAir — hanno cancellato il 2,83% (giugno) e l’1,83% (luglio) dei voli. Un record che, secondo le previsioni, dovrebbe restare tale.

Di Admin

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