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Estate a numero chiuso: succede in Italia

Siamo ancora in attesa dell’arrivo della primavera ma si comincia già a parlare dell’estate, soprattutto nel settore viaggi. E se per chi deve volare si prospetta una stagione dai prezzi ancora elevati rispetto al periodo precedente al Covid e, molto probabilmente, con ancora un bel po’ di caos su tutti i cieli europei, in Italia si prospetta una stagione da record, e per questo si stanno prendendo provvedimenti.

L’estate 2023 in Italia

Le previsioni per gli arrivi nel nostro Paese durante la stagione estiva sono per alcuni lati incoraggianti, per altri costringono ad attuare delle “forme di contenimento” onde evitare il deturpamento del territorio. L’estate 2023, infatti, si preannuncia da record e proprio per questo fa emergere preoccupazioni per eventuali (e quasi certi) ingorghi e caos che prenderanno vita in molte località turistiche.

Come accaduto nelle Isole Canarie, anche in Italia si sta pensando di “deturistizzare” spiagge e borghi con lo scopo di evitare il sovraffollamento e il ripetersi di comportamenti incivili. Non a caso, seguendo quanto riportano alcune nuove ordinanze approvate in questi giorni dalle diverse amministrazioni delle località turistiche, l’imperativo sembra essere soprattutto uno: limitare gli ingressi e tutelare l’ambiente. Si prospetta, quindi, un’estate italiana a numero chiuso.

Le isole italiane

Come riportato dal Messaggero, in alcune isole italiane si sta già intervenendo in questo senso. Un esempio di tutto ciò è l’affascinante Isola di Procida dove il Sindaco, Dino Ambrosino, ha chiarito: “Noi da qualche anno abbiamo inasprito il divieto di sbarco per le macchine e i motorini che vengono da fuori regione; il ministero dei trasporti ci dà infatti questa opportunità. È l’unica iniziativa che funziona. Procida si trova su 4 chilometri quadrati e i residenti sono 10mila: siamo l’isola più densamente abitata d’Europa, e per noi la mobilità è un problema. Di solito arriviamo a 600mila sbarchi di persone che vengono anche solo per fare una passeggiata”.

Isola di Procida numero chiuso

Fonte: iStock

Veduta dell’Isola di Procida

Non sono da meno le parole di Sergio Ortelli, sindaco dell’Isola del Giglio che, sempre come riporta il quotidiano nazionale, ha fatto sapere che “Da 1.400 residenti arriviamo al picco di 10mila ingressi giornalieri d’estate, per un totale di circa 300mila all’anno. Così abbiamo deciso che ad agosto possono portare l’auto solo coloro che soggiornano più di 4 giorni. E poi da quest’anno si pagherà all’ingresso un contributo di 3 euro per il periodo estivo e 2 per quello invernale”.

In Sicilia il sindaco di Cefalù, Daniele Tumminello, ha deciso di potenziare il servizio di vigilanza urbana. Mentre a Lampedusa, il primo cittadino, Filippo Mannino, ha intenzione di estendere il divieto di ingresso per i mezzi privati da fine luglio a inizio settembre, si aspetta solo l’ok da parte del ministero.

Provvedimenti anche presso l’Isola di Linosa dove il divieto vale per tutto il periodo estivo, insieme alla possibilità del sequestro dei mezzi utilizzati per chi commette un illecito. Un esempio? Come riporta il quotidiano, se per la terza volta un cittadino trasporta con l’auto il sacchetto della spazzatura con lo scopo di gettarlo non seguendo la raccolta differenziata, verrà sequestrata l’autovettura.

Le spiagge a numero chiuso

Le spiagge a numero chiuso in Italia non sono una novità. Alcune già lo sono, vi basti pensare alla Spiaggia dei Conigli di Lampedusa o a Cala Violina in Toscana, mentre altre già da qualche anno desiderano diventarlo al fine di tutelare il territorio in cui si collocano.

Cala Violina a pagamento

Fonte: iStock

La meravigliosa Cala Violina

Anche nel Baunei, nella Sardegna orientale, prendono vita delle cale da sogno ma dove c’è un limite di accesso. Esiste infatti  un sistema di prenotazione tramite app che consente alle persone di prenotare uno degli ingressi giornalieri sulla spiaggia per il costo di 6 euro.

Tra le varie spiagge a pagamento in Sardegna segnaliamo:

  • La Pelosa, nel comune di Stintino (Sassari), dove possono accedere al massimo 1.500 persone con un ticket di 3,50 euro a persona;
  • Punta Molentis e Porto Sa Ruxi, Sardegna del Sud, in entrambe si paga un ticket da 10 euro per il parcheggio dell’auto. Nella prima l’accesso massimo è di 200 persone, nella seconda è possibile starci fino a 150 persone;
  • Cala Goloritzé, un incanto che si trova nel territorio comunale di Baunei nella parte sud del golfo di Orosei in provincia di Nuoro, dove entrare 250 persone al massimo al giorno e con il pagamento di un “contributo ambientale” di 6 euro;
  • Cala Mariolu, una perla del golfo di Orosei, nella costa centro-orientale della Sardegna, dove possono accedere 650 bagnanti.

Montagne e città

L’estate da record che sembra voler esserci in Italia mette in allerta anche monti e città. Al Lago di Tenno, nel Garda Trentino, è stata creata una fascia esterna all’affascinante specchio d’acqua con lo scopo di monitorare e limitare i flussi.

Problematiche simili colpiscono anche il fiabesco Lago di Braies. Non a caso, proprio da queste parti, alcuni anni fa era stato avviato un progetto di riduzione del traffico veicolare nella zona. Allo stesso tempo, con l’obiettivo di promuovere un turismo attento e sostenibile, già dalla primavera del 2022 era stato stabilito uno stop all’aumento dei posti letto.

Lago di Braies estate 2023

Fonte: iStock

Il fiabesco Lago di Braies

D’accordo su tutto anche la Fondazione Dolomiti Unesco che, stando a quanto riporta il Messaggero, ha definito una strategia di intervento per la gestione della pressione turistica. Poi ci sono le città d’arte italiane come Venezia dove, per disincentivare il sovraffollamento, è previsto un ticket che va dai 3 ai 10 euro in base alla capienza raggiunta per tutti coloro che non pernottano sul territorio. Ciò vuol dire che superato il limite i tornelli di accesso potrebbero anche chiudere del tutto. Non è molto differente la situazione a Firenze, magica città del Centro Italia dove già l’anno scorso il comune aveva proposto una legge per salvaguardare il centro storico, regolamentando gli affitti brevi.

I borghi a pagamento

In Italia, sempre con lo scopo di tutelare patrimonio e territorio, ci sono anche alcuni incantevoli borghi a pagamento. Uno di questi è la bellissima, e ormai famosissima in tutto il mondo, Civita di Bagnoregio in provincia di Viterbo.

Da qualche anno, infatti, per visitare questo luogo conosciuto anche come “la città che muore” bisogna acquistare un ticket di ingresso per il costo di 5 euro.

Sulla stessa linea Corenno Plinio, una piccola località lacustre sita sulla sponda orientale del Lario in provincia di Lecco, dove dallo scorso anno è previsto un biglietto d’ ingresso di soli 3 euro.

Misure che, nonostante le polemiche a cui spesso danno vita, risultano necessarie per salvaguardare le meraviglie – naturali e non – del nostro Paese.

Corenno Plinio a pagamento

Fonte: iStock

Veduta di Corenno Plinio

Di Admin

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