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Deserto di Chihuahua: da vedere almeno una volta nella vita

Con la sua superficie di circa 362.000 chilometri quadrati e il titolo di “terzo deserto più esteso dell’emisfero occidentale”, il Deserto di Chihuahua è uno di quei posti che vale assolutamente la pena vedere almeno una volta nella vita. Il paesaggio che ci si ritrova davanti per molti non ha niente di famigliare, tanto che potrebbe venire facile pensare che possa addirittura far parte di un altro pianeta.

Dove si trova il Deserto di Chihuahua

Il Deserto di Chihuahua è piuttosto distante dal nostro Paese: occupa parte del Messico e degli Stati Uniti. Per la precisione, conquista grandi zone del Texas occidentale, parti di Nuovo Messico meridionale, dell’Arizona sud-orientale, nonché la zona centrale e settentrionale dell’altopiano messicano.

Ad ovest è incorniciato dalla vasta catena della Sierra Madre Occidentale, mentre ad est a svettare è il settore settentrionale della Sierra Madre Orientale.

Oltre a essere un deserto, è anche un’ecoregione definita dal WWF, vale a dire una “unità relativamente grande di terra o acqua contenente un assemblaggio distinto di specie e comunità naturali, con confini che approssimano l’estensione originale delle comunità naturali prima di importanti cambiamenti nell’uso della terra”.

Cosa aspettarsi dalla visita

Viste le sue pressoché infinite dimensioni, è chiaro che in un posto come questo è facile scovare più ambienti e completamente diversi tra loro. Come vi abbiamo accennato in precedenza, qui svettano enormi catene montuose che incantano con i loro profili. Ne sono degli esempi la Sierra Madre, la Sierra del Carmen, la Sierra de los Órganos e molto altro ancora.

Delle imponenti cime che riescono a dare vita a vere e proprie “isole” dove il clima è più fresco e più umido, tanto che vi si sviluppano aree boschive di conifere e di latifoglie, così come folte foreste lungo il corso dei fiumi.

Da queste parti è facile notare “mazzi” di creosote (Larrea tridentata), la specie vegetale predominante nelle aree caratterizzate da suolo ghiaioso, e occasionalmente sabbioso, delle vallate.

A farsi apprezzare sono anche l’Acacia neovernicosa e la Flourensia cernua che invece sono le regine del settore settentrionale dell’ecoregione, mentre lo Psorothamnus scoparius è la specie più facile da incontrare sui suoli sabbiosi occidentali. Non mancano specie appartenenti ai generi Yucca e Opuntia, in particolare sui margini delle colline pedemontane e nella parte centrale, così come i tipici cactus Echinocereus polyacanthus e Ferocactus pilosus in prossimità del confine tra Stati Uniti e Messico.

Un pullulare di vegetazione di tutti i tipi che non si limita di certo a quello di cui vi abbiamo parlato. Tra le piante più curiose, per esempio, c’è il peyote (Lophorra Williamsii), un cactus assai famoso per i suoi effetti allucinogeni, ma che non può assolutamente essere consumato nella stragrande maggioranza degli Stati.

In fatto di fauna, il Deserto di Chihuahua permette di scovare specie che si spostano su grandi distanze, come l’antilocapra (Antilocapra americana), il cervo mulo (Odocoileus hemionus), la volpe grigia (Urocyon cinereoargenteus), il giaguaro (Panthera onca) e molto altro ancora.

Mentre a volare nei cieli ci sono uccelli come il corridore della strada (Geococcyx californianus), il mimo beccocurvo (Toxostoma curvirostre), la quaglia squamata (Callipepla squamata), l’oriolo di Scott (Icterus parisorum) e tanto altro.

Non mancano lucertole endemiche, spaventosi serpenti e una grande varietà di insetti.

Informazioni utili

È possibile visitare una parte del Deserto di Chihuahua partecipando a dei tour organizzati. Il consiglio però è di portare un grande rispetto per il territorio che si sta attraversando: secondo il WWF, quello di Chihuahua è il deserto che presenta la maggiore biodiversità sia per ricchezza di specie che per endemismi.

Sfortunatamente la regione non è più quella di una volta a causa, soprattutto, del sovrapascolo e delle interferenze umane. Vi basti sapere che molte erbe e altre specie native sono state sostituite con specie di alto fusto, come il creosote e il mesquite. Per non parlare del lupo messicano, un tempo numeroso, che al giorno d’oggi è purtroppo scomparso del tutto da questo angolo di mondo.

Di Admin

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