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Sono state individuate 5 nuove destinazioni per i nomadi digitali: ecco quali sono

Viaggiare e lavorare. Scoprire nuovi luoghi e al tempo stesso mantenere i propri impegni professionali. Esplorare il mondo e magari pianificare una call o mandare un progetto concluso. Sono i nomadi digitali, ovvero coloro che lavorano da remoto e lo fanno da qualsiasi luogo nel mondo, scegliendo senza alcun vincolo quando e dove fare le cose.

Ma quali sono i paesi in cui ci sono le condizioni di vita migliori per coloro che decidono di partire e sperimentare il lavoro a distanza? Sono state individuate cinque nuove destinazioni e, molte di queste si trovano in Europa: luoghi in cui si vive bene, in cui ci sono le infrastrutture necessarie e in cui è facile provare la vita del nomade digitale.

Viaggiare senza smettere di lavorare è una realtà, una scelta di vita sempre più diffusa, che va pianificata valutandone con estrema attenzione tutti gli aspetti. Dove farlo dipende sempre molto dalle proprie aspettative di vita, da ciò che si desidera e dai luoghi che si sogna di visitare.

Le cinque destinazioni per i nomadi digitali: i parametri

Sono cinque le migliori destinazioni per chi vuole sperimentare il nomadismo digitale secondo i criteri stabiliti da NordLayer che ha dato vita a un Global Remote Work Index, un indice che – mettendo a confronto diversi parametri – ci dice quali sono i luoghi migliori per chi vuole lavorare da remoto e viaggiando.

Sono stati messi a confronto 66 paesi in sei continenti su quattro parametri: sicurezza informatica e qualità delle infrastrutture, condizioni economiche e sociali, accessibilità e qualità di internet e, infine, la risposta al Covid 19.

I paesi migliori per i nomadi digitali

Al primo posto c’è la Germania, qui si possono trovano un’altra sicurezza informatica e condizioni economiche e sociali vantaggiose. Unico difetto? Il costo della vita è abbastanza elevato, quindi se si sceglie come meta per il lavoro da remoto bisogna stare molto attenti alle spese. Aspetto che comunque va sempre tenuto molto in considerazione quando si sceglie di essere nomadi digitali.

Al secondo posto della classifica si trova la Danimarca che, proprio come la Germania, è dotata di una qualità della vita alta, ma i costi sono comunque molto elevati per cui bisogna fare attenzione al proprio budget. Dall’altra parte, però, fornisce tantissime opportunità per coloro che si vogliono trasferire lì per un periodo a lavorare da remoto: le risorse digitali sono di alto livello, così come la sanità.

Si esce dall’Europa con la terza meta: gli Stati Uniti infatti sono un paese ricco di attrattive per un nomade digitale. E poi chi non ha mai sognato di sperimentare in prima persona la vita su suolo americano? Ottime condizioni economiche e sociali, che si sommano a un costo della vita più accessibile, rendono gli USA una meta molto interessante.

La qualità e l’accessibilità a internet non sono tra le migliori al mondo, ma si piazza bene per quanto riguarda gli altri parametri del Global Remote Work Index: stiamo parlando della Spagna, quarta meta perfetta per lavorare da remoto. Vivere in questo paese ha un costo decisamente più basso, quindi permette a chi lo sceglie di non dover fare costantemente i conti con il proprio budget. E per un nomade digitale non è poco.

A chiudere la cinquina di mete è la Lituania: un luogo in cui la sicurezza informatica è di alto livello e il costo della vita è molto accessibile. Magari ha altre piccole pecche, ma senza dubbio va inserita nell’elenco dei luoghi da visitare e dove sperimentare il nomadismo digitale.

Di Admin

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